LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: INDAGATO ANCHE TURCHYNOV, IL BRACCIO DESTRO DI JULIJA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 6, 2012

La Procuratura Generale apre un’inchiesta nei confronti del braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina per concessione illecita di immobili nel periodo trascorso a capo dei Servizi Segreti, mentre viene arrestato l’ennesimo esponente di spicco del campo arancione per abuso d’ufficio. Le proteste delle diplomazie europee e degli USA

Il Vice-Leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Dopo la Leader dell’Opposizione Democratica, davanti ai giudici anche il suo braccio destro operativo. Questo è lo scenario che, nei prossimi giorni, potrebbe svilupparsi in Ucraina in seguito all’inchiesta aperta nei confronti di Oleksandr Turchynov: braccio destro di una vita di Julija Tymoshenko e, ad oggi, con l’ex-Primo Ministro detenuta in isolamento presso una colonia penale di periferia, factotum del principale partito del campo arancione, Bat’kivshchyna.

Come riportato dal Capo della Sezione della Procura Generale per le questioni di massima importanza, Andrij Kurys’ durante una conferenza stampa, mercoledì, 4 Aprile, Turchynov è indagato per concessione di illecita di immobili a giornalisti durante il periodo passato a capo dei Servizi Segreti. Secondo l’autorevole agenzia Ukrajins’ki Novyny, questa accusa potrebbe portare in tempi brevi all’apertura di un procedimento giudiziario.

“E’ una manovra politica approntata ad hoc per dividere l’Opposizione Democratica che si è finalmente unita – ha risposto, con una nota, Bat’kivshchyna – e per discreditarne il suo primo Vice-Leader. Indagini su Turchynov sono già stata fatte in anni passati, senza mai dare risultati. L’ex-Capo dei Servizi Segreti ha concesso alloggi solo a membri del personale dell’ente da lui presieduto”.

Oltre a Turchynov, a scuotere l’Opposizione Democratica è stata anche la sentenza di Primo Grado che, giovedì, 5 Aprile, ha condannato a tre anni di detenzione l’ex-Ministro dell’Ambiente Heorhij Filipchuk: esponente del secondo Governo di Julija Tymoshenko, dal 18 Dicembre 2007 all’11 Marzo 2010, accusato di abuso d’ufficio per avere affidato all’impresa giuridica Astapov Lawyers la rescissione del contratto per lo sfruttamento dei bacini di gas nel Mar Nero concesso in precedenza alla società Vanco International.

Filipchuk è uno della decina di esponenti dell’Opposizione Democratica ucraina che, dalla salita al potere del Presidente Viktor Janukovych, nel Marzo 2010, è stata vittima di processi politici, spesso culminati con arresti eccellenti ed esili forzati in seguito alla conduzione di procedimenti giudiziari dalla palese irregolarità.

La condanna dell’Occidente

Tra i detenuti politici, figura la Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko, accusata per avere firmato accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello stato, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, condannato anch’egli per abuso d’ufficio. L’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr Tymoshenko, sono stati invece costretti all’esilio in Repubblica Ceca, dove hanno ottenuto Asilo Politico.

Il verificarsi di questi eventi ha portato Janukovych a un progressivo isolamento internazionale, culminato con il congelamento della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un documento storico che avrebbe concesso a Kyiv lo status di partner privilegiato di Bruxelles oggi goduto da Islanda, Norvegia, e Svizzera.

Solo negli ultimi giorni, una forte condanna è stata ribadita dai Ministeri degli Esteri di Gran Bretagna, Francia, Polonia e Germania, che hanno evidenziato come una simile Ucraina non possa ambire all’integrazione nell’Unione Europea. Monito a Janukovych è stato esposto anche dal Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, che ha sottolineato l’attenzione riposta da Washington all’evolversi dello stato del rispetto della democrazia e dei diritti umani a Kyiv.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO CONFINATA IN PATRIA PER L’ENNESIMA VOLTA.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 3, 2011

La Procura Generale non risponde alla richiesta della Leader dell’Opposizione Democratica di partecipare al vertice del Partito Popolare Europeo. Costretta dalla Corte Pechers’ka della Capitale a visionare i faldoni dei capi d’accusa in un tempo troppo breve

 

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

La Leader dell’Opposizione Democratica resta a casa a fare i compiti. Nella giornata di giovedì, 2 Giugno, la Procura Generale ha impedito a Julija Tymoshenko di recarsi a Bruxelles per il meeting el Partito Popolare Europeo, a cui è stata invitata, dai principali Capi di Stato e di Governo di orientamento moderato, in quanto partner politico.

Una comunicazione non pervenuta, dal momento in cui la Procura ha lasciato semplicemente che il tempo a disposizione per rispondere alla richiesta della Leader dell’Opposizione Democratica scadesse. Un escamotage, tanto astuto quanto meschino, che non è piaciuto all’Avvocato dell’ex-Primo Ministro, Serhij Vlasenko.

“Abbiamo presentato la domanda in doppia copia, come richiesto dalla Procura – ha dichiarato all’autorevole Ukrajins’ka Pravda – dopo il limite del terzo giorno la questione è stata spostata a data incerta”.

I capi d’accusa da visionare

A conferma, una nota della Procura, secondo cui la richiesta di Julija Tymoshenko sarà soppesata solo il giorno prima il vertice di Bruxelles. Per l’attesa, i giudici hanno anche fornito all’anima della Rivoluzione Arancione i dovuti esercizi: entro il 25 Giugno, Julija Tymoshenko deve esaminare 150 faldoni contenenti i capi di accusa a suo carico.

Una mole di lavoro enorme, che, come illustrato dallo stesso Vlasenko, è impossibile da portare a termine entro la consegna prevista. Inoltre, la presa visione può essere fatta solo presso gli edifici della Procura, eccetto 10 dei 14 faldoni sulla questione del gas, di cui l’avvocato ha ottenuto una copia.

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica è accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze, e comportamento antistatale durante le trattative per il gas con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Confinata in Patria, Julija Tymoshenko è stata impossibilitata a recarsi a Bruxelles già in due circostanze. Inoltre, lo scorso 24 Maggio, l’anima della Rivoluzione Arancione è stata arrestata per qualche ora.

Turbamento per un procedimento politico contro la Leader dell’Opposizione Democratica è stato espresso da Consiglio d’Europa, Unione Europea, PPE, USA, e maggiori ONG indipendenti.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JURIJ LUCENKO RESTA IN ISOLAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 22, 2011

Confermata la detenzione per il Capo di Narodna Samooborona, che inizia uno sciopero della fame. La solidarietà della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e dei suoi colleghi di  schieramento

L'ex-ministro degli interni, Jurij Lucenko

“Non so quanto durerà il mio fisico. E’ la prima volta. Mi asterrò dal cibo”. Queste le parole dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, a commento della sentenza che lo ha condannato al carcere per ancora un mese.

Giovedì, 21 Aprile, la Corte d’Appello di Kyiv ha confermato la richiesta della Procura Generale di detenere in isolamento l’esponente politico dell’Opposizione Democratica. La motivazione, la mancata cessazione della procedura di presa visione dei capi di imputazione a suo carico.

Accusato di abuso d’ufficio, Lucenko è stato arrestato lo scorso 26 Dicembre, davanti al figlioletto, al ritorno da una passeggiata col cane. Da allora, è rinchiuso in una cella di massima sicurezza, come un carnefice.

Sdegno dei presenti al momento della proclamazione della sentenza. Tra essi, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, amica e collega di battaglie politiche di Lucenko.

“Non c’è giustizia – ha dichiarato l’anima della Rivoluzione Arancione – nemmeno per gli altri oppositori. E’ tutto orchestrato dal Presidente, Viktor Janukovych. Lucenko – ha continuato – ricorrerà alla Corte Europea”.

Il sostegno dei colleghi

Mercoledì, 20 Aprile, la liberazione dell’ex-titolare degli Interni è stata richiesta da 60 Parlamentari, di tutti gli schieramenti.

Oltre all’ex-titolare degli Interni, anche Julija Tymoshenko è stata colpita dalla magistratura. L’ex-Primo Ministro è accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze. Un’ulteriore imputazione le è stata sollevata circa gli accordi del Gennaio 2009 per il rinnovo delle forniture di gas russo, stretti con il suo omonimo russo, Vladimir Putin.

Per tali accuse, la Leader dell’Opposizione Democratica è confinata in Patria. Per due volte, impossibilitata a recarsi a Bruxelles per partecipare al summit del partito Popolare Europeo, di cui è partner.

Oltre a Julija Tymoshenko, e Jurij Lucenko, ancora una decina di esponenti di spicco del campo arancione sono finiti sotto il controllo della magistratura. L’unico a liberarsene, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, riconosciuto perseguitato dalla Repubblica Ceca, che gli ha concesso Asilo Politico.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA CONTRO GLI ACCORDI DI KHARKIV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 19, 2011

Il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna richiede la cancellazione del contratto con cui il Presidente, Viktor Janukovych, ha garantito il prolungamento della permanenza dell’esercito russo sul suolo ucraino. Protesta la Maggioranza.

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Il gas infiamma la politica ucraina. Nella giornata di lunedì, 18 Aprile, il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna ha registrato una mozione per la cancellazione degli Accordi di Kharkiv.

Una richiesta per il bene del Paese, come evidenziato dal Capogruppo della principale forza dell’Opposizione Democratica alla Rada, Ivan Kyrylenko, con cui si richiede l’annullamento di patti onerosi per l’acquisto di gas russo.

Pronta la risposta di Oleksandr Jefremov, suo pari ruolo del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – che ha bollato come catastrofico l’annullamento del contratto.

Concorde lo Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn, che ha illustrato come esso possa essere cancellato solo previa approvazione di uno nuovo.

Contrario anche Aleksej Miller, Capo del monopolista russo, Gazprom, che ha definito l’accordo in essere come il più vantaggioso possibile per un Paese, l’Ucraina, che non appartiene all’Unione Doganale con Russia, Bielorussia, e Kazakhstan.

Gli Accordi di Kharkiv sono stati stretti il 27 Aprile 2010 dai Presidenti ucraino e russo, Viktor Janukovych, e Dmitrij Medvedev, per ribassare la bolletta del gas per Kyiv. Un risibile ritocco, pagato a caro prezzo sul piano politico, con la concessione del prolungamento della permanenza della Flotta Russa del Mar Nero in Crimea, fino al 2042.

La maggioranza ha giustificato tale passo con la necessità di rivedere il patto precedente, siglato, il 19 Gennaio 2009, tra i due Primi Ministri, Julija Tymoshenko e Vladimir Putin.

Con esso, l’Ucraina ha accettato di pagare l’oro blu di Mosca a prezzi di mercato. In cambio, ha ottenuto l’annullamento della clausola Prendi o Paga – che ha obbligato Kyiv a comprare una cospicua quantità di gas, a prescindere dal suo effettivo utilizzo. E, sopratutto, ha potuto trascorrere un inverno finalmente al caldo. Dopo anni di Guerre del Gas con la Russia.

L’ex-Capo di Stato dietro i contratti del 2009

Inoltre, come evidenziato sugli schermi di TVI dal Deputato Nazionale di Bat’kivshchyna, Serhij Vlasenko, le condizioni onerose sono state necessarie a causa dell’azione di disturbo della compagnia RosUkrEnergo.

Intermediario nella compravendita di gas russo, fortemente voluto dall’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, ma escluso da trattative precedenti a quelle del 2009.

Tuttavia, per tali accordi la Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, è stata accusata dalla Procura Generale, che sta indagando per Abuso d’Ufficio.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: DELL’ACCUSA A JULIJA TYMOSHENKO RESPONSABILI GLI 007

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 18, 2011

Chiarito chi ha avviato l’imputazione sulla Leader dell’Opposizione Democratica. La solidarietà dei Senatori USA

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

I Servizi Segreti ucraini dietro l’accusa alla Leader del’Opposizione Democratica. A confermarlo, Domenica, 17 Aprile, dagli schermi del canale Inter, è il Procuratore Generale, Viktor Pshonka. Colui che, sulla base di materiali ottenuti dagli agenti, ha aperto la nuova imputazione a carico di Julija Tymoshenko, per gli accordi sul gas del 2009.

Come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, per il Procuratore Generale si tratta di una questione di sicurezza nazionale ed economica. E, dunque, gli accordi, che hanno incrementato il costo del gas russo per l’Ucraina, da 179 Dollari per mille metri cubi a 450, va giudicata. In particolare, la Leader dell’Opposizione Democratica, allora Primo Ministro, è accusata di aver agito senza il permesso dei titolari dei dicasteri.

Un abuso d’ufficio, tuttavia smentito dagli stessi ex-Ministri. Gli accordi in questione sono stati stretti con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, il 19 Gennaio 2009, in piena crisi economica, e sull’orlo dell’ennesima Guerra del Gas con Mosca. Pur di garantire un inverno al caldo al suo popolo, ed eliminare la clausola Prendi o Paga – per cui Kyiv ha pagato comunque un tetto di gas, a prescindere dal suo effettivo utilizzo – Julija Tymoshenko ha accettato di pagare il gas a prezzo di mercato, secondo il tariffario applicato ai Paesi dell’Unione Europea.

L’anima della Rivoluzione Arancione è accusata anche di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze. Imputazioni che le sono costate il Confino in Patria. E l’impossibilità di recarsi liberamente a Bruxelles per prendere parte al summit del Partito Popolare Europeo, di cui fa parte.

Il sostegno USA

Turbamento dinnanzi alla situazione, sempre Domenica, 17 Aprile, è stato comunicato dalla delegazione dei senatori statunitensi. I quali, sempre da quanto riportato dall’Ukrajins’ka Pravda, nel corso di un meeting con Julija Tymoshenko, si sono detti preoccupati per il regresso democratico nel Paese, e per i segnali non incoraggianti circa il clima di libertà economica a Kyiv, ottenute dai propri analisti.

Nel contempo, i politici USA hanno confermato l’Ucraina come partner irrinunciabile per Washington. E, in virtù di tale importanza, rinnovato l’intenzione di dialogare più strettamente non solo con le Autorità, ma anche e sopratutto con l’Opposizione Democratica.

“L’Ucraina ha perso il treno per l’Occidente – ha risposto la Leader dell’Opposizione Democratica – solo un anno fa [quando a governare il Paese sono stati gli arancioni, n.d.a.] Kyiv sedeva sul convoglio diretto verso l’Unione Europea ed il definitivo consolidamento della democrazia”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: AUTENTICHE LE REGISTRAZIONI DEL CASO GONGADZE

Posted in Caso Gongadze, Ukraina by matteocazzulani on April 7, 2011

Confermato il coinvolgimento dell’ex-Presidente, Leonid Kuchma, e dell’attuale Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn, nell’omicidio del giornalista di opposizione. La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, chiede di estendere le indagini al giro di affari del Capo di Stato emerito

Il giornalista di opposizione, Gija Gongadze

Nastri magnetici al centro della politica ucraina. Nella giornata di mercoledì, 6 Aprile, la Procura Generale ha confermato l’autenticità delle registrazioni di Mykola Mel’nychenko. Ex-Guardia del Corpo del Presidente emerito, Leonid Kuchma, coinvolto nel processo per l’omicidio del giornalista di opposizione, Gija Gongadze.

La prova, registrata di nascosto dal militare, certificherebbe le voci non solo di Kuchma, ma anche dello Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn – allora Capo dell’Amministrazione Presidenziale – e dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Kravchenko, suicidatosi nel 2005, e ritenuto il mandante dell’assassinio del fondatore della Ukrajins’ka Pravda.

Tuttavia, regna assoluta cautela. E, come confermato dal Vice-Procuratore Generale, Renat Kuz’min, Kuchma rimane indagato solo per abuso d’ufficio, in una delle pagine più tragiche per la Libertà di Stampa europea. Su cui, dal 2000, ancora non è stata fatta chiarezza.

Julija Tymoshenko per l’ampliamento delle indagini

Ad auspicare un utilizzo responsabile delle registrazioni dei nastri Mel’nychenko è la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Come dichiarato, da essi si potrebbero reperire dettagli non solo sul caso Gongadze – sui cui occorre giustizia – ma anche su un’epoca torbida, quella tra il 1996 ed il 2003, caratterizzata dalla svendita di terre, industrie, risorse energetiche, e benefici statali ad oligarchi vicini all’ex-Presidente.

In particolare, l’anima della Rivoluzione Arancione ha richiesto un’indagine sul possibile coinvolgimento in questo giro di affari dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, e del Premier, Mykola Azarov.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO ACCUSATA DI SCARSA COLLABORAZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 2, 2011

Secondo la Procura Generale, la Leader dell’Opposizione Democratica sarebbe risultata assente, senza giustificazione, per sei volte agli interrogatori

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

L’irrefrenabile tentazione della represione del dissenso. Nella giornata di venerdì, Primo di Aprile, la Procura Generale ucraina ha accusato la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, di scarsa collaborazione nel processo a suo carico.

Nello specifico, l’anima della Rivoluzione Arancione non si sarebbe presentata alla convocazione per gli interrogatori, per sei volte. Senza fornire giustificazioni.

Le perplessità della Comunità Internazionale

Una presa di posizione tanto strana, quanto tempestiva. Solo la scorsa settimana, dopo tre tentativi, effettuati dal Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, Julija Tymoshenko ha ricevuto il permesso di recarsi a Bruxelles, per partecipare al vertice del partito Popolare Europeo.

Accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze, l’ex-Primo Ministro non solo è sotto processo, ma anche confinata in Patria.

Un’azione politica, secondo la Leader di Bat’kivshchyna — il principale Partito dell’Opposizione Democratica — che ha allarmato non solo il PPE, ma anche Consiglio d’Europa, USA, e principali ONG internazionali.

Diversi i documenti ufficiali, e gli appelli al Presidente ucraino, Viktor Janukovych, affinché quella che appare come una repressione politica sia terminata. Oltre a Julija Tymoshenko, colpiti dalla magistratura è stata anche una decina di esponenti del campo arancione.

Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento, come un carnefice. L’ex-titolare dell’Economia, Bohdan Danylyshyn è stato riconosciuto perseguitato dalla Repubblica Ceca. Che gli ha concesso Asilo Politico.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: LEONID KUCHMA INDAGATO PER L’OMICIDIO GONGADZE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 23, 2011

La Procura Generale ampre un procedimento a carico dell’ex-Capo di Stato per l’assassinio del giornalista d’opposizione. Scettica la famiglia di Gija e Reporters sans Frontières. Per Julija Tymoshenko è una strategia politica del Presidente, Viktor Janukovych, per nascondere la repressione politica sul campo patriottico.

L'ex presidente ucraino, Leonid Kuchma

Abuso di potere. E’ questa la motivazione che, martedì, 22 Marzo, ha spinto il Vice-Procuratore, Renat Kuz’min, ad aprire un procedimento giudiziario a carico dell’ex-Presidente ucraino, Leonid Kuchma.

Una decisione che, oltre a confinare in Patria l’ex-Capo di Stato, riapre il processo sull’omicidio di Gija Gongadze. Giornalista di opposizione a Kuchma, fondatore dell’autorevole Ukrajins’ka Pravda, assassinato nel 2000.

Tuttavia, il Presidente emerito è sospettato solo di abuso di ufficio. Non di essere il mandante dell’omicidio. Come, invece, testimoniato dai Nastri Melnychenko. Una registrazione, effettuata di nascosto dalla sua ex-guardia del corpo, che inchioderebbe sia Kuchma, che l’allora Capo dell’Amministrazione Presidenziale, Volodymyr Lytvyn.

Ed è proprio l’attuale speaker della Rada a temere risvolti a suo carico, malgrado le rassicurazioni della Procura circa la limitazione all’ex-Capo di Stato degli interrogatori.

La messinscena di Janukovych

Scetticismo da parte della famiglia Gongadze. Come dichiarato dall’avvocato, Valentyna Telychenko, l’apertura del procedimento su Kuchma testimonia la conduzione politica delle indagini, e la loro incoerenza.

La Procura Generale ha archiviato il caso senza l’individuazione dei mandanti. Un suo precedente esame, invece, ne ha addossato la colpa all’allora Ministro degli Interni, Jurij Kravchenko, suicidatosi nel 2005.

Critiche anche da parte della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, convinta che il procedimento su Kuchma sia una strategia del Presidente, Viktor Janukovych, per presentarsi come paladino della giustizia, e mascherare i processi politici ai danni di esponenti del campo patriottico.

L’anima della Rivoluzione Arancione — ex-Primo Ministro — è confinata in Patria, con l’accusa di uso imporoprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze.

L’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko è detenuto in isolamento, come un carnefice. L’ex-Titolare dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, è stato riconosciuto perseguitato dalla Repubblica Ceca, che gli ha concesso Asilo Politico.

Infine, all’attacco anche Reporters sans Frontières, che ha espresso scetticismo sulla reale volontà di fare chiarezza da parte della Procura.

Ed invitato i giudici ad estendere le indagini anche ad altri esponenti delle Autorità, coinvolti nell’omicidio del collega.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: EUROPA METTE ALLA PROVA JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 21, 2011

L’ambasciata UE preoccupata dal regresso della democrazia in Ucraina. Per la Corte d’Appello, illegittima la lotta anti-corruzione di Julija Tymoshenko, su indicazione della Procura Generale 

L'ambasciatore UE a Kyiv, Manuel Pintu Teixeira

Marcatura stretta su Janukovych. Nella giornata di venerdì, 21 Gennaio, l’Ambasciatore UE a Kyiv, Manuel Pintu Teixeira, ha espresso profondo turbamento per lo stato di democrazia e libertà dei media in Ucraina.

Come dichiarato, nel corso di una conferenza stampa, Bruxelles si aspetta dal Presidente, Viktor Janukovych, concreti passi in avanti, in grado di avvicinare il Paese all’Occidente. 

In controtendenza, rispetto a quanto dimostrato nelle ultime elezioni locali, lo scorso Ottobre. Tornate, dopo gli anni felici dei governi arancioni di Julija Tymoshenko, ad essere certificate non in linea con gli standard di regolarità. 

Inoltre, il diplomatico portoghese ha augurato una proficua collaborazione nell’ambito del prossimo round di trattative per la creazione della Zona di Libero Mercato. Un obiettivo, per il Vecchio Continente, da raggiungere per il miglioramento delle relazioni tra le parti. 

Continua la repressione sull’Opposizione Democratica

Conferma delle reali intenzioni delle Autorità ucraine, l’ennesimo attacco ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Questa volta, nessuna nuova accusa. Né alcun processo. Solo una sentenza ribaltata dalla Corte d’Appello di Kyiv – il TAR del Lazio ucraino – su espresso volere della Procura Generale. 

Il provvedimento, consiste nel mancato riconoscimento dell’illegalità della vendita di 201 imprese, commissionata dal Secondo Governo Tymoshenko. De facto, il verdetto d’appello ha condannato l’operato dell’anima della Rivoluzione Arancione.

Tra gli enti interessati, industrie automobilistiche, metallurgiche, motociclistiche, ed agricole. Rivendute a prezzi di mercato, dopo la loro rinazionalizzazione. 

Un’operazione, voluta da Julija Tymoshenko, per recuperare danaro pubblico, perso dall’Amministrazione Kuchma dopo la svendita delle imprese ai grandi industriali dell’est del Paese. 

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica è sotto processo per uso improprio dei fondi per l’abbattimento di CO2 alle uscite sociali, ed acquisto illecito di vaccini e 27 autoambulanze. 

Così, l’Anima della Rivoluzione Arancione è stata privata del Diritto d’Espatrio. Rea, per così dire, di avere pagato le pensioni, e migliorato il sistema sanitario.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PER JULIJA TYMOSHENKO IL PAESE INTERO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 21, 2010

Con la Leader dell’Opposizione Democratica Kyiv, Rivne, Ivano-Frankivs’k, Leopoli, Kherson, Dnipropetrovs’k, Chernivci e Khmel’nyc’kyj

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Tutta l’Ucraina in difesa della Leader dell’Opposizione Democratica. Nella giornata di lunedì, 20 dicembre, sostenitori di Julija Tymoshenko hanno manifestato in diverse città del Paese, contro la decisione delle Autorità di indagare la Lady di Ferro ucraina per utilizzo indebito del bilancio statale.

Un’accusa politica, priva di prove certe, con cui l’ex Primo Ministro, oggi principale esponente del campo democratico, rischia fino a nove anni di carcere. Rea, per così dire, per aver utilizato i fondi, previsti per le riduzioni di CO2, per il pagamento delle pensioni al suo popolo. Peraltro, in un periodo di crisi economica.

Privata del diritto di espatrio, Julija Tymoshenko ha rigettato le accuse, e promesso di fronteggiare la repressione, orchestrata, contro di lei, dal Presidente, Viktor Janukovych.

Oltre ai 300 militanti di Bat’kivshchyna — la forza politica della Leader dell’Opposizione Democratica — e del Narodnyj Rukh, che, a Kyiv, hanno accompagnato l’anima della Rivoluzione Arancione in Procura, altri dimostranti hanno organizzato simili azioni in diverse città del Paese. Tutti, con striscioni recitanti lo slogan “Giù le mani da Julija Tymoshenko” e “Basta col terrore politico”.

A Rivne, i manifestanti hanno redatto un appello alla Procura Generale, per garantire il pluralismo partitico e la democrazia. Medesima iniziativa ad Ivano Frankivs’k. A Ternopil’ ci si è limitati ad un presidio presso la Procura Regionale.

A Leopoli, nel cuore culturale dell’Ucraina, la dimostrazione è stata particolarmente sentita. Qui, tradizionale rocaforte delle forze democratiche, Bat’kivshchyna, alle scorse elezioni amministrative, è stata estromessa da una sentenza della Corte. La quale, inoltre, ha riconosciuto il diritto alla corsa ad una lista civetta, presentata dalle Autorità.

Concordemente con la sua vocazione internazionale, la città delle Cinque Culture — ucraina, ebraica, polacca, armena ed asburgica — si è proposta di rendere nota all’Europa la repressione subita dall’Opposizione Democratica.

A Chernivci, denunciate pressioni sugli esponenti di Bat’kivshchyna, minaciati di licenziamento per non aderire al Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Anche il centro-est del Paese si è mobilitato. A Kherson, in più di cento. A Dnipropetrovs’k, una trentina di dimostranti è stata costretta a spostarsi nella Piazza Centrale, in seguito al divieto di presidiare la sede della Procura della città natale di Julija Tymoshenko.

In difesa dei Deputati Nazionali del BjuT-Bat’kivshchyna attaccati

Infine, a Kmel’nyc’kyj i manifestanti hanno espresso solidarietà ai Depuitati Nazionali del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna aggrediti alla Rada dal blitz, con cui, giovedì, 16 dicembre, i colleghi del Partija Rehioniv, con la violenza, hanno posto fine al presidio pacifico dell’aula parlamentare, in solidarietà alla Lady di Ferro ucraina.

Vittime della violenza, quattro Parlamentari del principale gruppo dell’Opposizione Democratica, ricoverati in ospedale.

Matteo Cazzulani