LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

L’Ucraina ha evitato un tentativo di invasione della Russia

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 10, 2014

L’esercito ucraino ha fermato un convoglio militare russo carico di armi e soldati mascherato da mezzo della Croce Rossa diretto nel Donbas. Il Presidente, Petro Poroshenko, chiama alle armi i riservisti più anziani

C’è chi pensa che le tensioni militari siano solo in Iraq -dove, giustamente, il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, ha dato mandato di intervenire militarmente per tutelare le minoranze religiose minacciare dal califfato ISIS- o nella striscia di Gaza, ma da ieri è ancora più evidente che è piuttosto l’Ucraina ad essere interessata da una vera e propria aggressione militare ad opera di un Paese straniero: la Russia.

Nella giornata di venerdì, 8 Agosto, il Vicecapo del Consiglio Nazionale per la Sicurezza e la Difesa ucraino, Valery Chalyy, ha denunciato il tentativo da parte della Russia di infiltrare truppe del suo esercito in Ucraina mascherate da agenti incaricati di operare una missione umanitaria nelle regioni orientali del Paese occupate dai miliziani pro-russi.

Chalyy, durante la nota trasmissione televisiva Shuster Live -il Porta a Porta ucraino- ha dichiarato che solo la reazione dell’esercito ucraino, che ha trattenuto il convoglio diretto dalla Russia nel Donbas ai confini dell’Ucraina, ha evitato un episodio ascrivibile appieno come invasione.

I militari russi, come dichiarato dal Vicecapo del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa ucraino, si sono infatti mascherati da esponenti della Croce Rossa intenzionati ad attuare una missione umanitaria nel Donbas di cui, tuttavia, l’esercito dell’Ucraina non era stato avvertito.

Il fatto che la missione non fosse stata concordata ha messo in allarme i soldati ucraine, che, dopo avere scoperto il vero contenuto della carovana, hanno impedito l’ingresso nel Donbas.

“Poche ore fa il nostro esercito ha sventato una vera e propria provocazione su larga scala che avrebbe potuto portare a più serie conseguenze” ha dichiarato Chalyy, confermando il diretto coinvolgimento dell’esercito della Russia nella crisi nel Donbas, così come apparso chiaro agli occhi della Comunità Internazionale dopo l’abbattimento del Boeing malaysiano nei pressi di Torez da parte dei miliziani pro-russi con un sistema missilistico fornito da Mosca.

Pronta è stata la reazione del Presidente ucraino, Petro Poroshenko, che ha firmato un Decreto che mobilita un alto numero di cittadini ucraini per servire nell’esercito.

Nello specifico, il Decreto del Presidente ucraino prevede l’innalzamento dell’età massima di reclutamento da 50 a 60 anni per i soldati semplici e per i Sergenti, da 55 a 60 anni per gli Ufficiali di rango inferiore, e a 65 anni l’età per gli Alti Ufficiali.

L’Occidente difende Kyiv

Oltre alla mobilitazione di un alto numero di soldati, deciso per fronteggiare un’invasione da parte della Russia che appare sempre più probabile, Poroshenko ha avuto consultazioni telefoniche con i principali leader dell’Occidente, che hanno espresso al Presidente ucraino pieno supporto dinnanzi all’accaduto.

Il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha dichiarato il tentativo di invasione da parte dei russi inammissibile, ed ha invitato Mosca a rispettare l’integrità territoriale dell’Ucraina.

“La nostra posizione è chiara: qualsiasi sconfinamento, sia esso mascherato da missione umanitaria o meno, è un’intromissione, è una linea rossa che nessun Paese al mondo ha il diritto di superare” ha evidenziato la Merkel.

Vicinanza a Poroshenko è stata espressa anche dal Vicepresidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, che ha dichiarato come le vere azioni umanitarie sono attuate da convogli disarmati che vengono fatti transitare da punti di frontiera controllati dagli ucraini, e non scortati da mezzi armati della Russia.

“L’aiuto umanitario in Ucraina deve svolgersi senza la presenza di eserciti armati di Paesi stranieri, bensì, esso deve assumere un formato multilaterale con la partecipazione di diversi Paesi, tra cui gli USA ed altri Stati” ha dichiarato Biden, come riporta una nota ufficiale.

Reazione forte al tentativo di invasione russo all’Ucraina è provenuta anche dal Premier australiano, Tony Abbott, che, dopo avere contestato la mossa russa, ha avviato le procedure per vietare l’export di uranio alla Russia.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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JULIJA TYMOSHENKO PRIVATA DELLE PROVE DELLA SUA INNOCENZA. JURIJ LUCENKO A RISCHIO VITA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 2, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica si vede ancora una volta respinto lo studio Ernst and Young , nonostante le accuse di parzialità al giovane giudice, Rodion Kirejev, e l’ennesima mobilitazione internazionale in suo supporto. L’ex-Ministro degli Interni affetto da Cirrosi Epatica, ma lasciato in isolamento

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

Non è nemmeno la saggezza del Dalai Lama ad indurre il giovane giudice, Rodion Kirejev, ad un più equo processo, né la presenza virtuale, di una manciata di Premi Nobel ad indurre l’accusa a studiare un poco di geografia. Nella giornata di giovedì, Primo di Settembre, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, si è vista negare la liberazione dall’isolamento per la quindicesima volta, e respingere l’inserimento agli atti di materiali certificanti la sua innocenza – peraltro certificata dalla maggior parte dei testimoni, sopratutto da quelli convocati dall’accusa – in un processo in cui l’ex-Primo Ministro è accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

“Lei è un delinquente, il Suo posto è in galera – ha accusato il PM l’anima della Rivoluzione Arancione con le poche energie ancora rimaste, nonostante le precarie condizioni di salute da cui non riesce a guarire senza indispensabili visite mediche da parte dei suoi medici, continuamente negate da Kirejev -così giovane e cinico, ma qual’è la Sua educazione, quando continua a falsificare gli atti del processo?”.

Nello specifico, la corte si è rifiutata di accogliere lo studio della prestigiosa compagnia Ernst and Young ed articoli dell’autorevole Ukrajins’ka Pravda certificanti gli effettivi vantaggi derivanti per le casse statali dagli accordi per il gas del Gennaio 2009: documenti che farebbero cadere ogni imputazione, tuttavia ignorati dal PM, che ha preferito accogliere una registrazione di una puntata dello Shuster Live – il Porta a Porta ucraino – e le dichiarazioni della Tymoshenko sulla sua pagina Twitter.

Ad evidenziare la parzialità di una corte sempre più sbilanciata verso l’accusa, l’avvocato, Oleksandr Plakhotnjuk, che, nel formulare la richiesta di liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica da un isolamento che dura oramai dallo scorso 5 Agosto, si è appellato alla lettera aperta di personalità di spessore della politica e della cultura mondiale appartenenti alla Shared Concern Initiative: tra essi, l’ex-Presidente ceco, Vaclav Havel, l’ex-cancelliere tedesco, Richard von Weizsacher, l’ex Vescovo di Città del Capo, il Nobel per la Pace, Desmond Tutu, il Ministro degli Esteri ceco, Karel Schwarzemberg, il saggista francese André Glucksmann, il Leader del partito di opposizione russo Jabloko di ispirazione liberale ed europea, Grigorij Javlin’skij, e, ultimo ma non meno importante, il Dalai Lama.

“Perché continuate ad appellarvi all’Occidente in questo processo – ha obiettato la maggiore accusatrice, il procuratore Lilija Frolova – quando la stessa imputata si rivolge con accuse al giudice?” “Lo studio di Ernst and Young è una prova schiacciante che Kirejev si ostina a respingere perché, a suo dire, non è pertinente col processo – le ha risposto dalla difesa l’avvocato, Mykola Siryj – e poi il Dalai Lama non mi risulta sia il Leader di una potenza occidentale”.

Jurij Lucenko gravemente malato. ma il giudice lo lascia dietro le sbarre

Se Julija Tymoshenko è sempre più spinta ad una condanna politica, ed alla perdita della libertà, c’è chi invece, in peggiori condizioni di salute, rischia addirittura la vita. L’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko – un’altro della decina di esponenti di spicco del campo arancione vittima della repressione da parte delle autorità di Kyiv – soffre di una grave forma di Cirrosi Epatica che, se non curata in apposite strutture, potrebbe seriamente portarlo alla conta dei suoi giorni. A certificarlo, un bollettino medico del carcere di isolamento – in cui è detenuto dallo scorso 26 Dicembre – subito impugnato dalla difesa per richiederne la scarcerazione immediata, ed il trasferimento con urgenza in strutture sanitarie.

Tentativo vano, poiché la Corte ha ammesso trattamenti medici speciali solamente all’interno del Carcere di massima Sicurezza. “Vogliono annichilire mio marito, sia fisicamente che mentalmente – ha dichiarato la sconfortata moglie Iryna – quella del PM è una violazione dello stesso codice penale, che garantisce all’imputato il diritto alla salute ed alla vita”.

Matteo Cazzulani

LA DIFESA DI JULIJA TYMOSHENKO DENUNCIA LA GESTIONE ARBITRARIA DELLE IMPUTAZIONI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 1, 2011

Tra i capi d’accusa inseriti persino una puntata dello Shuster Live – il Porta a Porta ucraino –  le dichiarazioni Twitter della Leader dell’Opposizione Democratica, e due faldoni ricomparsi nella notte. Respinti gli studi dell’autorevole Ernst and Young ed i materiali dell’Ukrajins’ka Pravda, certificanti l’innocenza dell’ex-Primo Ministro. Nuove condanne al processo politico da parte del centro-destra europeo ed americano, dagli Esteri USA, dalla Polonia, e persino dalla Federazione Russa

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo a suo carico

Nuova fase e nuove critiche internazionali, ma sempre vecchi metodi di stampo sovietico ed illiberale. Nella giornata di mercoledì, 31 Agosto, il giovane giudice, Rodion Kirejev, ha chiuso la fase della lettura delle imputazioni, non senza le proteste della difesa che, sconcertata, ha assistito alla comparsa di due faldoni precedentemente resecati dai capi d’accusa, e, fatto assai più grave, si è vista negare l’inserimento agli atti di materiali certificanti l’innocenza dell’imputata, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julia Tymoshenko.

Nello specifico, il PM ha rifiutato l’esame in aula dello studio dell’autorevole Ernst and Young – che ha sancito come gli accordi per il gas del Gennaio 2009, per cui l’ex-Primo Ministro è accusata, alle casse statali abbiano portato guadagni, e non perdite – e simili materiali pubblicati dalla testata on-line Ukrajins’ka Pravda. Viceversa, Kirejev ha accettato la registrazione di una puntata dello Shuster Live – il Porta a Porta ucraino – e le dichiarazioni della Tymoshenko pubblicate sulla sua pagina Twitter.

“La ricomparsa dei faldoni testimonia la fabbricazione delle imputazioni notte tempo – ha dichiarato l’avvocato difensore, Mykola Siryj – secondo il regolamento, i legali almeno dovrebbero avere del tempo per il loro esame, ma non ci è stato concesso”.

Oltre alla pausa tecnica per la presa visione delle imputazioni, ad essere negata è stata l’ennesima richiesta della difesa di liberazione di Julija Tymoshenko da una detenzione in isolamento che dura da quasi un mese – esattamente dallo scorso 5 Agosto – e che ha visibilmente indebolito la Leader dell’Opposizione Democratica, impossibilitata persino a ricevere la visita dei propri medici di fiducia. Una condizione illiberale che ha provocato l’ennesima mobilitazione internazionale: con una nota congiunta, il Presidente del partito Popolare Europeo, Wilfred Martens, ed il Senatore repubblicano USA, John McCain, si sono rivolti alle Autorità ucraine per un’immediata liberazione dell’anima della Rivoluzione Arancione, illustrando come festeggiare il ventennale dell’Indipendenza dal regime sovietico reprimendo il dissenso non sia dimostrazione di maturità politica e storica. Una dichiarazione forte, subito ripresa e condivisa anche dal Dipartimento di Stato USA.

Persino la Russia contesta le Autorità ucraine

All’indomani della visita privata a Danzica, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, ha confermato di avere avvertito il suo collega ucraino, Viktor Janukovych, che il processo e la detenzione della Leader dell’Opposizione Democratica rendono difficile alla Polonia il supporto delle ambizioni europee dell’Ucraina, sopratutto alla vigilia della firma di un Accordo di Associazione che, allo stato attuale, è sempre più in bilico.

A contestare Kyiv è persino la Federazione Russa, il cui Presidente, Dmitrij Medvedev, parallelamente ai tradizionali arresti di manifestanti dell’opposizione celebrati ogni 31 del mese – data in cui si organizzano manifestazioni silenziose per rivendicare la Libertà di Associazione, garantita dall’articolo 31 della Costituzione russa, ma puntualmente calpestata dalle autorità – si è detto stupito del trattamento disumano riservato alla Tymoshenko, ed ha invitato Janukovych, con cui Mosca è ai ferri corti per questioni energetiche relative al rinnovo delle forniture di gas, ad un comportamento più adeguato agli standard democratici.

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, è accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio del corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin. Oltre a Partito Popolare Europeo, USA, Polonia, e Federazione Russa, a condannare il trattamento applicato all’anima della Rivoluzione Arancione sono stati anche Unione Europea, Consiglio d’Europa, i Capi delle Chiese e delle confessioni ucraine, e le maggiori ONG internazionali indipendenti, tra cui l’autorevole Freedom House.

Matteo Cazzulani

Ucraina: Janukovych smentito da ONG internazionali

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 10, 2011

Il Presidente ucraino assicura contrarietà alla fusione di Naftohaz con Gazprom, e neutralità nel processo a Julija Tymoshenko
Tanta retorica dinnanzi ad un’evidenza di segno opposto. Così e stata commentata la conferenza stampa ufficiale di bilancio di mandato del Presidente Ucraino, Viktor Janukovych, in cui il Capo dello Stato ha dichiarato la propria contrarietà alla fusione tra il colosso energetico nazionale, Naftohaz, ed il monopolista russo, Gazprom, e l’innocenza sul processo a carico di Julija Tymoshenko.

In particolare, Janukovych si e opposto all’idea di unire la compagnia nazionale con quella del Cremlino per avere oro blu a buon mercato, escludendo categoricamente la decisione proposta alle autorità ucraine dal Primo Ministro russo, Vladimir Putin.

Per quanto riguarda il processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, il Presidente ha assicurato la propria imparzialità ed intenzione di mantenersi al di fuori di quello che, invece, e ritenuto dalle principali ONG internazionali un provvedimento politicamente motivato per penalizzare il principale avversario politico del Capo di Stato.

Ucraina come Bielorussia

A conferma di tale visione, l’autorevole Organizzazione Freedom House, che, in una conferenza stampa, ha illustrato il carattere repressivo della politica ucraina di oggi, di molto simile a quella bielorussa, in cui il dittatore, Aljaksandar Lukashenka, si e reso protagonista di arresti a carico di dissidenti.

Nella medesima giornata, il processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica e stato interrotto in seguito al ricovero in ospedale dell’avvocato difensore, Serhij Tytarenko. Non l’offensiva mediatica delle autorità che, nella serata di venerdì, 8 Luglio, hanno costretto gli esponenti delle forze politiche del campo arancione ad abbandonare per protesta gli studi dello Shuster Live – il Porta a Porta ucraino.

Lecito ricordare che l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, e sotto processo per condotta anti-statale nell’ambito delle trattative per il gas, nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Oltre a Freedom House, a condannare il procedimento a carico della Leader dell’Opposizione Democratica sono stati anche Consiglio d’Europa, USA, PPE, Parlamento Europeo, ed altre ONG internazionali.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: LA RUSSIA CHIEDE A KYIV LA RINUNCIA AL DAL WTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 10, 2011

La partecipazione ucraina all’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka servirebbe a Mosca per aggirare il veto georgiano nei negoziati con l’Organizzazione Mondiale del Commercio

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

L’Unione Doganale euroasiatica per entrare nel WTO. Questo il piano della Federazione Russa, nascosto dietro alla richiesta avanzata all’Ucraina di rinunciare all’Organizzazione Mondiale del Commercio. Ed al pressing soffocante su Kyiv, per la sua adesione alla CEE russo-bielorusso-kazaka – ma targata Mosca.

Secondo quanto riportato dall’autorevole Dzerkalo Tyzhnja, il Vice-Premier della Russia, Igor’ Shuvalov, avrebbe espressamente invitato l’Ucraina ad uscire dal WTO. Una proposta per nulla disinteressata, dal momento in cui non solo l’appartenenza all’Organizzazione Mondiale del Commercio rende impossibile quella all’Unione Doganale. Ma, quest’ultima, può essere l’arma con cui Mosca intende guadagnarsi il tanto ambito ingresso nel WTO.

Ne è certo il Capo della Delegazione parlamentare ucraina per il dialogo con UE e Russia, Valerij P’jatnic’kyj. Secondo cui, in cambio di seppur cospicui vantaggi in ambito economico – solo iniziali – l’Unione Doganale, a guida russa, verrebbe utilizzata da Mosca per aumentare il proprio peso politico nelle contrattazioni per l’adesione al WTO. E, così, superare il veto georgiano, che ancora la rende impossibile.

Politica ucraina divisa tra UD ed UE

Nel corso del discorso al Parlamento, dopo un anno di amministrazione, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha rafforzato la strada verso l’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka, secondo la formula 3+1 – che consente limitata autonomia all’Ucraina.

Contrari a tale scenario, alcuni ambiti della maggioranza filopresidenziale, tra cui il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko. E, ovviamente, l’Opposizione Democratica.

La sua Leader, Julija Tymoshenko, anima della Rivoluzione Arancione, ed ex-Primo Ministro, ha evidenziato come l’ingresso nella CEE di Mosca sia una totale rottura con l’Occidente.

Durante l’ultima puntata dello Shuster Live – il Porta a Porta ucraino – l’ex-Speaker del Parlamento, Arsenij Jacenjuk, ha illustrato come in politica estera il Paese debba sì commerciare con la Russia. Ma mantenere l’Unione Europea come obiettivo primario, per una maggiore prosperità economica e politica.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO CENSURATA ANCHE IN TV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 20, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica esclusa da Shuster Live, il Porta a Porta ucraino. Protesta Bat’kivshchyna. Anche gli USA critici con le calunnie di certa stampa russofona ucraina

Uno scorcio di puntata del Shuster Live

Sempre meno libera l’informazione ucraina. Nella giornata di giovedì, 20 Gennaio, il programma Shuster Live ha revocato l’invito alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

A comunicarlo, l’ufficio stampa del Porta a Porta ucraino. Che, con un solo giorno d’anticipo, ha reso nota l’assenza della Lady di Ferro ucraina alla prima puntata del 2011.

Un appuntamento imperdibile, il Shuster Live. Che, ogni venerdì, intrattiene dinnanzi ai teleschermi gli interessati alla politica ucraina.

Un’esclusione eccellente, dunque, che penalizza l’Anima della Rivoluzione Arancione, già impossibilitata nell’attività politica da interrogatori giornalieri in Procura.

“La redazione – riporta la nota del programma – decide ospiti e temi in autonomia. Nessuna pressione politica”.

Pronta la reazione del principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, che ha illustrato come la sua Leader abbia ricevuto l’invito da tempo. Uno spazio televisivo, finora concessole solo da pochi media indipendenti, come il 5 Kanal – a sua volta vittima di pressioni da parte delle Autorità.

La mancata partecipazione di Julija Tymoshenko penalizza anche l’audience, dal momento in cui l’argomento della puntata è la concessione dell’asilo politico da parte della Repubblica Ceca all’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn.

Uno della decina di esponenti dell’entourage della Leader dell’Opposizione Democratica, colpiti dalle Autorità con arresti ed interrogatori. Tra essi, l’ex-ministro degli Interni, Jurij Lucenko, in isolamento per abuso d’ufficio.

Sulla stessa Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, è in corso un processo per uso improprio dei finanziamenti per il protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini, e 27 autoambulanze.

Così, la Leader dell’Opposizione Democratica è rea – per così dire – di aver pagato le pensioni, e migliorato il sistama sanitario.

Le fonti russe di certi media ucraini

Proprio sul caso Danylyshyn l’ennesima figuraccia dell’informazione ucraina. Nei giorni scorsi, è stata riportata un’indiscrezione circa pressioni sulla Repubblica Ceca da parte degli USA, per concedere l’asilo al politico perseguitato.

Un modo, secondo la sedicente notizia – riportata dalle maggiori agenzie – per esercitare pressione sul Presidente, Viktor Janukovych.

Nella giornata di giovedì, 20 Gennaio, la risposta dell’Ambasciata Statunitense di Kyiv.

“Le recenti indiscrezioni circa la già nota da parte Washington decisione di Praga sono errate. Tra i due Paesi, alcuna consultazione”.

Chi, per primo, ha diffuso la notizia non è chiaro. Certo è che diffondere calunnie come verità è una triste specialità di gran parte della stampa sulle Rive del Dnipro.

Che, sicuramente in buona fede, spesso si affida a lanci di agenzie specializzate nella traduzione – e nell’adattamento – di articoli di media esteri in russo.

L’esempio più recente, la calunnia a danno di Voce Arancione e Legno Storto, sospettate di contatti diretti con il governo giapponese.

A sancirlo, un articolo, tradotto, e modificato, dall’agenzia russa INOSMI. Purtroppo, non nuova a simili trattamenti ai danni dei due media del Belpaese.

Un meschino tentativo di discreditare due testate, notoriamente sensibili alla lotta per la Libertà e la Democrazia nel Mondo ex-sovietico.

Matteo Cazzulani