LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

IN RUSSIA LA PIU’ IMPONENTE MANIFESTAZIONE ANTI-PUTIN DI SEMPRE

Posted in Russia by matteocazzulani on December 11, 2011

Più di 20 Mila dimostranti dell’opposizione liberale, democratica, e progressista scendono in Piazza Bolotnaja per manifestare contro i brogli elettorali. Le Autorità lasciano fare, ma nel contempo confermano i dati contestati, arrestano dissidenti nelle località di provincia, ed oscurano le pagine dei media scomodi, come la Novaja Gazeta della compianta Anna Politkovskaja

La protesta delle opposizioni russe. FOTO E VIDEO MUSTAFA NAJEM

“Presso il Cremlino non cambierà nulla, ma l’atmosfera della dimostrazione, anche solo per qualche ora, ha dato un nuovo volto alla Russia”. E il commento di uno stimato collega ucraino – che tra Rivoluzione Arancione e proteste in Bielorussia ha una discreta conoscenza della questione – che meglio sintetizza l’imponente manifestazione delle opposizioni russe, riunitesi, sabato 10 Dicembre, per protestare contro i brogli elettorali della Verticale del Potere, in piazza Bolotnaja.

Un’ubicazione assegnata dalle Autorità dopo un’attenta mediazione con gli organizzatori, che, reduci da proteste pacifiche spontanee nei tre giorni seguenti alle elezioni parlamentari di Domenica, 4 Dicembre – puntualmente represse dalla polizia, con violenze ed arresti a più di mille manifestanti – hanno ottenuto il permesso di dimostrare sull’isolotto dirimpetto al Cremlino, con la presenza di non più di 300 persone.

Limite oltrepassato a dismisura dall’invasione di più di 20 Mila dimostranti: giovani, anziani, donne, uomini, e bambini, assiepati persino sul ponte adiacente al palco, vista l’impossibilità di raggiungere una piazza stipata. Sorpresi sopratutto i Leader politici dell’opposizione, che mai hanno avuto modo di parlare ad una platea così ampia senza temere cariche della polizia e notti in gattabuia per illegittimo dissenso.

“Il 17 Dicembre si replica in piazza Pushkinskaja – ha dichiarato Sergej Mitrokhin, Segretario del partito liberale e filoeuropeo Jabloko, escluso dalla Duma per non essere riuscito a superare lo sbarramento secondo il conteggio del Cremlino: principale oggetto della critica di tutti gli interventi della dimostrazione – continueremo a dire no ai brogli elettorali – ha continuato – fino a quando anche a Mosca non regnerà la giustizia”.

Ulteriore appuntamento è stato proposto da uno degli esponenti di spicco del movimento liberal-progressista Altra Russia, Boris Nemcov, che ha chiamato i dimostranti ad accorrere, sempre in piazza Bolotnaja, il prossimo 24 Dicembre, con il preciso scopo di chiedere nuove elezioni, sopratutto in seguito alle irregolarità certificate dagli osservatori internazionali indipendenti di Consiglio d’Europa ed OSCE.

A chiudere l’evento, durato in tutto più di tre ore, una dichiarazione congiunta delle opposizioni, firmata, ed esposta pubblicamente, dai Leader di Jabloko, Altra Russia, e del movimento democratico Solidarnost’. Chiesta l’immediata liberazione dei detenuti politici ancora in carcere dopo le manifestazioni degli scorsi giorni, una severa punizione per i responsabili di tali violazioni del diritto di manifestazione – garantito, seppur solo formalmente, dalla Costituzione russa – la legalizzazione di tutti i partiti non allineati alla Verticale del Potere, l’indizione di nuove elezioni regolari e democratiche, e le dimissioni del Capo della Commissione Elettorale Centrale, Vladimir Churov.

La repressione e l’autoritarismo continuano

Proprio il suo vice, durante la manifestazione di piazza Bolotnaja, ha confermato i dati elettorali contestati, e ritenuto inutile verificare la regolarità delle operazioni di voto e di conteggio dei consensi. Dunque, maggioranza quasi assoluta confermata a Russia Unita: il Partito del tandem Putin-Medvedev, libero di governare in coalizione con due liste conniventi col Cremlino – i liberal-democratici di Zhirinovskij ed i socialdemocratici di Russia Giusta – e di relegare all’opposizione parlamentare i comunisti, e a quella extra-parlamentare il popolo della Bolotnaja. Colorato, festoso e determinato nell’esprimere il proprio dissenso, quest’ultimo ha saputo regalare al Mondo intero l’immagine di una Russia finalmente libera e democratica.

Ma non solo a carte bollate: il regime, apparentemente sornione, ha continuato a colpire anche con notevole furbizia mediatica. Dimostranti di altre città – impossibilitati a recarsi a Mosca, ma desiderosi di solidarizzare con piazza Bolotnaja con simili presidi – sono stati arrestati, ed invitati con maniere forti ad interrompere la protesta.

Inoltre, il sito ed i telefoni della Novaja Gazeta – giornale di opposizione a Putin, celebre per avere denunciato le violazioni dei Diritti Umani da parte dell’esercito russo in Cecenia per mezzo dei pezzi di Anna Politkovskaja: coraggiosa giornalista assassinata a domicilio da misteriosi sicari il giorno del compleanno dello zar del gas – sono stati oscurati ed assaliti da una registrazione automatica inneggiante alle Autorità del Cremlino. Pronto l’allarme comunicato dalla redazione, subito rilanciato dal giornale Kommersant”, da Radio Ekho Moskvy, e dall’ONG Golos: già vittime di simili attacchi mediatici nel corso della giornata elettorale e delle seguenti dimostrazioni.

Matteo Cazzulani

RUSSIA: ANCORA UN GIORNALISTA PICCHIATO A SANGUE

Posted in Russia by matteocazzulani on January 8, 2011

Dmitrij Derunec, volto noto della cronaca sportiva russa, ricoverato in ospedale con trauma cranico. E’ il secondo collega, in due mesi, ad essere aggredito da ignoti.

 

Il giornalista sportivo Dmitrij Derunec. FOTO RIA NOVOSTI

In Russia i giornalisti non sono proprio amati. Nella giornata di Sabato, 8 Gennaio, il cronista sportivo Dmitrij Derunec è stato picchiato a sangue da ignoti.

Ricoverato d’urgenza, con trauma cranico, il commentatore del canale TVC potrebbe necessitare di una delicata operazione. A riverarlo, la radio Govorit Moskva, presso cui Derunec presta consulenza.

Confermata dall’autorevole RIA Novosti, la notizia non è ancora stata commentata dalle Autorità.

Un altra violenza sui giornalisti

Lecito ricordare che simile sorte di quella di Derunec è toccata, lo scorso 6 Novembre, al collega Oleg Kashin, vittima di percosse da parte di ignoti.

Nonché, doveroso ribadire l’alto numero di giornalisti che, di continuo, continuano a perdere la vita nella Federazione Russa. I nomi più noti, Anna Politkovskaja e Anastasija Baburova.

Dinnanzi a tutto ciò, il silenzio di un’Europa assetata di gas. E la debolezza degli USA, oramai non più principale democrazia del pianeta, ma campione di un ipocrita, obamiano, volemose bene. Senza se e senza ma.

Matteo Cazzulani

BIELORUSSIA: NEL MIRINO DI LUKASHENKA ANCORA MEDIA ED OPPOSITORI

Posted in Bielorussia by matteocazzulani on December 28, 2010

Oltre a Radio Europea per la Bielorussia e Belsat, colpiti altri dissidenti. Nessuna notizia sulle condizioni dei candidati dell’opposizione incarcerati. Milinkevych si appella all’UE. Lukashenka nomina un nuovo governo

Il presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka

Sequestro totale. Fino all’ultimo microfono. Così il Presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka, ha imbavagliato la Radio Europea Per la Bielorussia e la tv Belsat. Impegnate, con fondi UE, in una quotidiana opera di informazione, indipendente dal controllo delle Autorità di Minsk.

Nel contempo, come riportato da diverse fonti, continua la repressione dei dissidenti politici, continuamente prelevati da edifici pubblici ed abitazioni private. Persino dai treni, come accaduto a Sjarhej Marcaljev, aiutante del segretario del partito socialemocatico Hramada, Nikolaj Statkevych. Uno dei cinque candidati dell’opposizione, incarcerati il giorno delle elezioni presidenziali, Domenica, 19 dicembre.

Su di loro, nessuna notizia. Nemmeno dagli avvocati, a cui è interdetta ogni possibilità di dialogo. In particolare, preoccupa la sorte di Vladimir Njakljajev, esponente del movimento Di La Verità, imprigionato, ad urne chiuse, dopo essere stato malmenato dalla polizia. Determinata nel richiedere giustizia per il poeta bielorusso, la moglie, Ol’ga.

Chi, invece, sul coniuge non può contare è il principale avversario di Lukashenka, il coordinatore dell’associazione Bielorussia Europea, Andrej Sannikov. Anche sua moglie, la giornalista Irina Khalip, è stata incarcerata. Forse, rea di corrispondere per la testata russa Novaja Gazeta — resa nota dalla straordinaria opera di Anna Politkovskaja.

L’appello all’Europa

Gli studi di Belsat tv

Oltre a Statkevych, Njakljajev e Sannikov, buio totale anche sul Capo del Partito Civico Unito, il liberale Jaroslav Romanchuk, e sul candidato della Democrazia Cristiana Bielorussa, Vitalij Rymashevskyj. L’unico scampato dalle fauci delle autorità, il Leader del Fronte Nazionale Bielorusso, Ryhorij Kostusev.

Un appello all’Unione Europea è stato inoltrato dal Presidente el movimento Za Svabodu, Aljaksandar Milinkevych. L’ex competitor di Lukashenka nel 2006 ha chiesto a Bruxelles la sospensione di ogni contatto con Minsk, fino a quando i dissidenti non saranno liberati.

Secca la riposta delle Autorità, che ha accusato l’OSCE di spionaggio. Nessuna reazione nemmeno dal bat’ka — com’è definito Lukashenka in Patria — che lunedì, 27 dicembre, ha sciolto il vecchio esecutivo, per rinnovarlo con sue nomine.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI PRESIDENZIALI IN BIELORUSSIA: LUKASHENKA VINCE UFFICIALE. SALE IL NUMERO DEI GIORNALISTI COLPITI

Posted in Bielorussia by matteocazzulani on December 20, 2010

Tra i contusi anche i dipendenti di Radio Liberty e France Presse. Candidati di opposizione ancora in prigione

Il presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka

Affluenza al 90,66%, Aljaksandar Lukashenka riconfermato col 79,7%. Laconico l’annuncio con cui la Commissione Elettorale Centrale ha comunicato l’esito delle elezioni presidenziali, a poche ore dalla chiusura dei locali di voto.

Ovviamente, nessuna contestazione dai seggi, controllati da Rappresentanti di Lista nominati al 99% dal Capo di Stato bielorusso. Assenti anche le reazioni dei candidati sconfitti: tutti incarcerati nella notte, dopo essere stati picchiati.

Il Coordinatore dell’associazione Bielorussia Europea, Andrej Sannikov, il Leader del Fronte Nazionale bielorusso, Ryhoryj Kostusev, l’esponente del Partito Civico Unito, Jaroslav Romanchuk, il Candidato della Democrazia Cristiana Bielorussa, Vitalij Rymashevskij, ed il segretario del partito socialdemocratico Hramada, Nikolaj Statkevych. Ad avere la peggio, il poeta Valadymyr Njakljajev, Capo del movimento Di la Verità, in ospedale con traumi seri prima di del trasferimento in carcere.

Sale il numero dei giornalisti colpiti dalle cariche della polizia, vigliacca risposta del regime alla manifestazione non violenta di migliaia di persone, scese in piazza per la democrazia, e la propria libertà. Coinvolti i cronisti di testate bielorusse – Nasha Niva, Belgazeta, BELTA, Gazetaby, Khartija’97, RT – ed internazionali. Tra essi, i corrispondenti del New York Times, Radio Liberty, France Presse e Novaja Gazeta, il giornale dove ha lavorato Anna Politkovskaja.

L’Occidente reagisce

Puntuale anche il verdetto dell’OSCE, che ha certificato la consultazione come non in linea con i parametri democratici. In particolare, ad essere valutate sono state le operazioni di controllo dei seggi, interdette a Rappresentanti dell’opposizione, e le non trasparenti procedure di spoglio.  

Condanna dall’ambasciata USA a Minsk, che ha criticato la violenza in risposta ai pacifici manifestanti, ed espresso solidarietà ai candidati arrestati. Soprattutto, a Njakljajev, in dure condizioni di salute.

La dichiarazione di Washington segue quella del Capo dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, pronto a commentare l’accaduto come una pagina tragica della storia bielorussa, che grava sul dialogo con Bruxelles.

Per Aljaksandar Lukashenka è la quarta riconferma dal 1994. Tutte, ottenute con percentuali bulgare in elezioni falsificate, repressione della stampa, e violenze sulle opposizioni.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI PRESIDENZIALI IN BIELORUSSIA: ARRESTATI I COMPETITOR DI LUKASHENKA

Posted in Bielorussia by matteocazzulani on December 20, 2010

Colpiti anche giornalisti bielorussi ed internazionali. Oscurate le informazioni. Nessuna certezza sui dati dello spoglio. La condanna UE, il silenzio di Obama

Il presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka

Prima le percosse. Poi, il carcere. Questo il trattamento riservato dal Capo di Stato bielorusso, Aljaksandar Lukashenka, ai candidati delle opposizioni, nel giorno delle elezioni presidenziali.

Il Coordinatore dell’associazione Bielorussia Europea, Andrej Sannikov, principale avversario del bat’ka — come è definito Lukashenka in Patria — il Leader del Fronte Nazionale Bielorusso, Ryhoryj Kostusev, il candidato della Democrazia Cristiana Bielorussa, Vitalij Rymashevskij, ed il segretario del partito socialdemocratico Hramada, Nikolaj Statkevych, sono stati picchiati, e portati in ospedale. Da lì, poi, dritti in prigione.

Medesimo canovaccio per il quinto candidato di rilievo, il poeta Valadymyr Njakljajev. Il coordinatore del movimento Di la Vertità si stava recando presso l’edificio del governo, assieme agli altri manifestanti. Diverse migliaia di persone, come riportato da numerose fonti. Che, infuriate per le ennesime consultazioni falsate, si sono radunate nella centrale Piazza dell’Indipendenza.

Pronto l’intervento della polizia. Continue cariche, la reazione alla dimostrazione non violenta.

 

Oltre ai politici, i giornalisti. Contusioni sono state riportate da cronisti di Nasha Niva, Belgazety, Gazetaby.com, BELTA, e della televisione RT. Non sono stati risparmiati nemmeno la Redattrice del sito di opposizione Charter’97, Natalija Radina, il corrispondente del New York Times, John Hill, e la moglie di Njakljajev, Irina Khalip, reporter della russa Novaja Gazeta, il giornale dove ha lavorato Anna Politkovskaja.

In aggiunta, bloccati tutti i servizi per la rasmissione delle informazioni. Twitter, Facebook, Google. Persino il servizio di blog LiveJournal.

Condanna dal Capo del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, che ha commentato l’attegiamento delle Autorità di Minsk come verognoso ed inaccettabile, e commentato le elezioni come presentate al mondo sotto una cattiva luce.

Bat’ka ancora al potere

Il leader del Partito Civico Unito, il liberale Jaroslav Romanchuk

A proposito delle consultazioni, l’unico dato ufficiale è quello dell’affluenza, all’84%. Nulla si sa sui dati dello spoglio, poiché la Commissione Elettorale Centrale ha dichiarato di aver smarrito i contatti con i seggi.

Restano le rilevazioni sociologiche, effettuate dal 99% dei Rappresentanti di Lista di nomina presidenziale, che avrebbero certificato la vittoria di Lukashenka, con il 72,03% dei voti. Primo degli avversari, Sannikov, con il 6% dei consensi.

Quella del Presidente bielorusso è la quarta riconferma alla guida del Paese. Sempre, dal 1994, caraterizzate da attacchi sulle opposizioni, brogli nei seggi, e limitazioni delle libertà di manovra di competitor e stampa libera.

Il tutto, Buzek a parte, dinnanzi al silenzio dell’Europa. E, oggi, anche a quello degli Stati Uniti. Che, in preda al volemose bene universale di Barack Obama, hanno rinunciato a difendere la Democrazia nel Mondo. Anche in questo angolo d’Europa.

Matteo Cazzulani

ANNA POLITKOVSKAJA. NON DIMENTICARLA

Posted in Russia by matteocazzulani on October 7, 2010

Il 7 ottobre 2006 è stata uccisa Anna Politkovskaja, coraggiosa giornalista che testimoniava le violazioni dei diritti umani nel Caucaso, perpetrate dall’esercito russo

La coraggiosa giornalista russa Anna Politkovskaja

Sono oramai quattro gli anni dall’omicidio di Anna Politkovskaja. Un’eternità per chi la seguiva sulla Novaja Gazeta, e, grazie alla sua passione, scorgeva un barlume di verità sulle violazioni dei diritti umani perpetrate dall’esercito russo nel Caucaso.

Un lasso di tempo che, per la gente comune, di solito ha ben diversi significati. In molti, ogni quattro anni aspettano il nuovo campionato mondiale di calcio. Altri, l’europeo. Certuni temono per il cadere dell’anno bisestile. Qualcuno non vede l’ora di cambiare la propria auto. Chi fa politica, prepara la campagna elettorale per strappare, l’anno successivo, un cadreghino in qualche Camera del Parlamento o consiglio locale.

Per chi scrive, invece, quattro anni senza Anna sono insostenibili. In quarantotto anni di vita, la Politkovskaja ci ha mostrato cosa significhi essere giornalista. Con il suo coraggio, ostinazione, tenacia, ricerca diretta delle fonti, anche e soprattutto in teatri proibitivi. Tutte doti che, assieme all’amore per la verità, ed il profondo senso di giustizia, l’hanno portata alla morte. Nella Russia di Putin, toccare certi argomenti è molto pericoloso. Anna ci ha mostrato anche questo.

Una giornalista esemplare. Una donna coraggiosa

Del suo carnefice, nessuna traccia. Le indagini procedono a rilento. E chi l’ha uccisa è ancora senza un volto. Probabilmente, libero di girovagare per il Paese.

Anna Politkovskaja non è l’unica ad aver subito tale sorte. Molti altri giornalisti, a Mosca e non solo, continuano a perdere la vita. Troppo pochi, invece, i media occidentali che ne riportano la scomparsa. Al caro Vecchio Continente, assetato di gas, interessano maggiormente i più recenti colpi del calcio mercato, ed i risultati dell’ultimo turno della Champions’ League.

Sulla morte della Politkovskaja è stata posta una fitta coltre di nebbia, che, tuttavia, non ne ha offuscato l’effigie nelle nostre menti. Oltre che esemplare giornalista, Anna era una donna coraggiosa. Quando l’ignoto vile le ha rifilato cinque revolverate, stava prendendo l’ascensore. Rincasava dalla spesa, e si apprestava a cucinare per la famiglia. Come ogni madre, in ogni angolo del mondo.

Il Mondo la ricorda

Da qualunque punto di vista la si voglia considerare, Anna era una persona straordinaria. Eventi in suo suffragio sono in programma a Mosca, Bruxelles, Berlino. Persino a Milano. Partecipare non è obbligatorio. Spesso, bastano poche righe per non dimenticarla. Anna stessa avrebbe apprezzato.

Matteo Cazzulani