LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

WIKILEAKS: DALLA RUSSIA PRESSIONI SULLA LETTONIA. OLIGARCA DEL GAS ARTEFICE DELL’INCIUCIO UCRAINO CHE HA CHIUSO LA RIVOLUZIONE ARANCIONE

Posted in Russia, Ukraina by matteocazzulani on December 3, 2010

Mosca avrebbe minacciato Riga in ambito energetico ed estero. Firtash autore dell’alleanza tra Janukovych e Jushchenko. Julija Tymoshenko: ”E’ la prova della mia coerenza”

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Altre indiscrezioni su Russia ed Ucraina dal sito più temuto dalle diplomazie del pianeta. Come riportato dal quotidiano lettone Neaktariga, tra i documenti pubblicati da WikiLeaks vi sarebbero le prove della pressione della Russia per modificare la politica estera ed energetica della Lettonia.

Il Cremlino avrebbe intimato ad esponenti di governo, e della principale forza politica, il Partito Popolare, di tutelare gli interessi di determinati magnati dell’industria locale, in buoni rapporti con la Federazione Russa. Inoltre, nell’agosto 2008, Mosca si sarebbe mossa per impedire l’appoggio di Riga alla Georgia, aggredita dall’esercito russo.

Da parte lettone, nessun commento ad indiscrezioni catalogate come prive di senso. Anche perché, alla fine dei conti, la Lettonia ha mantenuto una politica energetica bilanciata. Ed è stata, assieme agli altri Stati Baltici, Ucraina e Polonia, tra gli unici a supportare con forza il Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili.

RosUkrEnergo killer della Rivoluzione Arancione

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Altrettanto interessanti i dispacci sull’Ucraina, pubblicati dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda. Protagonista, Dmytro Firtash, uno degli oligarchi più influenti del Paese, principale sponsor nelle ultime elezioni presidenziali del Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri. Nonché, co-proprietario di RosUkrEnergo: misteriosa società energetica elvetica, posseduta, per l’altra metà, dal monopolista russo Gazprom, incaricata della compravendita di gas sulle rive del Dnipro.

Malgrado la vicinanza con l’atuale Capo di Stato, Firtash avebbe comunicato all’ex ambasciatore USA, William Taylor, di essere il consigliere per le questioni energetiche non-ufficiale — ma più fidato — dell’allora Presidente, Viktor Jushchenko.

Una vicinanza stretta. Al punto, sempre stando a quanto publicato da WikiLeaks, da essere il vero artefice della coalizione tra il Partija Rehioniv e Nasha Ukrajina — la forza politica di Jushchenko. Un’operazione, avvenuta nell’agosto 2006, concordata con l’allora principale sponsor di Janukovych, l’oligarca Rinat Akhmetov.

Un episodio che, dal punto di vista politico, ha tradito gli ideali della Rivoluzione Arancione, fedeli ai quali è rimasta solo Julija Tymoshenko. Il cui gruppo parlamentare — il BJuT — è rimasto l’unico ad opporsi ad una maggioranza anomala. Un vero e proprio inciucio, poi allargato a socialisti e comunisti.

Firtash ha negato la veridicità di alcuni dettagli. Senza, tuttavia, confutare il suo rapporto con Jushchenko, e la sua reale influenza sulla politica ucraina.

Amara soddisfazione, invece, per Julija Tymoshenko, che ha evidenziato come le notizie di WikiLeaks certifichino la responsabilità degli oligarchi nella frattura interna al campo democratico, causa della delusione dei molti che negli ideali del Majdan hanno creduto fortemente.

Inoltre, la Lady di Ferro ucraina ha dichiarato di continuare, oggi come allora, nella lotta contro oligarchi, corruzione, e svendita del patrimonio infrastrutturale energetico, culturale e linguistico del suo Paese.

E di battersi, coerente come sempre, per un’Ucraina Giusta, Democratica ed Europea.

Matteo Cazzulani

Advertisements

LUZHKOV DIMISSIONATO. MEDVEDEV CACCIA IL SINDACO MILIARDARIO.

Posted in Russia by matteocazzulani on September 28, 2010

Un ordine del Cremlino solleva il primo cittadino della Capitale, da 18 anni alla guida della città. E’ tra i possibili candidati alle prossime presidenziali del 2012. Per la successione, in corsa Sobjanin e Shancev.

L'ex sindaco di Mosca, il miliardario Jurij Luzhkov

Silurato il sindaco di Mosca. Con un apposito decreto, il presidente della Federazuone Russa, Dmitrij Medvedev, ha dimissionato il Primo cittadino della Capitale, Jurij Lizhkov. Ufficialmente, per mancata fiducia da parte del Cremlino, che ha affidato la guida della città capo della politica dell’edilizia moscovita, Vladimir Resin. Secondo la legislazione del Paese, un sindaco può essere sollevato o da una propria decisione, o per mezzo di un decreto presidenziale, come in questo caso.

Noto per le sue campagne omofobe ed anticaucasiche, e per le dichiarazioni revansciste, Luzhkov è uno dei principali esponenti di Russia Unita, il partito di Medvedev e del Primo Ministro, Vladimir Putin. Nonostante la comune militanza, l’ex sindaco di Mosca è stato obiettivo di una campagna mediatica dei media controllati dal Cremlino, che ne hanno svelato la corruzione e la condotta antidemocratica della politica locale.

Del resto, il miliardario che rivendica il possesso della Crimea è considerato uno dei competitor in grado di contrastare, alle prossime elezioni del 2012, la corsa alla presidenza del candidato ufficiale, sia esso Putin – in cerca di un terzo mandato – o Medvedev – che mira alla riconferma.

Da vent’anni alla guida della città

Il presidente della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev

Luzhkov ha amministrato Mosca per più di 18 anni. A nominarlo, il 6 giugno 1992, l’allora capo di Stato, Boris El’cyn, al posto di Gavrilo Popov. Alle amministrative del 1996, con il 95% dei consensi, la rielezione, bissata nel dicembre 1999, e nello stesso mese del 2003. L’ultima riconferma, nel giugno 2007.

Il suo mandato sarebbe dovuto scadere nel luglio 2011. Ma le dimissioni, da tempo nell’aria, sono arrivate anzitempo. In lizza per la successione, il membro del governo, Sergej Sobjanin, ed il governatore dello Stato di Nizhnij Novgorod, Valerij Shancev.

Matteo Cazzulani