LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: UE VERSO LE SANZIONI. GLI USA LE RAFFORZANO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 20, 2014

Il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, firma il diniego dei visti USA per 20 Autorità ucraine ritenute responsabili della violazione delle democrazia e dei diritti umani. Anche i vertici dell’Unione Europea verso misure punitive dopo la repressione violenta che ha provocato circa 40 vittime tra i manifestanti

Venti persone senza un visto per gli Stati Uniti d’America. Questa è la misura punitiva che, nella giornata di mercoledì, 19 Febbraio, il Presidente USA, Barack Obama, ha apportato nei confronti di 20 Autorità ucraine -i cui cognomi sono rimasti segreti, come prevede la Legge statunitense- ritenuti responsabili della violazione della democrazia e dei diritti umani in Ucraina.

La presa di posizione di Obama, supportata dal Capogruppo democratico Harry Reid e dal senatore repubblicano John McCain, è stata presa in seguito alla repressione violenta delle manifestazioni per il ripristino delle libertà democratiche da parte delle forze speciali di polizia che, su ordine del Ministero degli Interni, martedì 18 Febbraio e mercoledì 19 Febbraio hanno sparato sulla folla, provocando 29 morti e più di cento feriti.

La misura di Obama segue le sanzioni che, lo scorso Gennaio, il Senato USA ha già approvato dopo precedenti repressioni violente ordinate dal Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, che hanno portato alla morte di almeno sette persone: tutte sempre solo tra i manifestanti.

Sulla medesima strada degli USA sembra volere procedere anche l’Europa, che finora, per via di una decisione unilaterale della Commissione Europea, ha posto un freno all’adozione di misure restrittive nei confronti delle Autorità ucraine responsabili della repressione violenta del dissenso, nonostante il Parlamento Europeo abbia precedentemente approvato una Risoluzione condivisa da tutte le forze politiche che richiedeva l’imposizione di sanzioni.

A dettare il dietrofront è stato proprio il Presidente della Commissione, José Manuel Barroso, che non ha escluso l’adozione di misure punitive, come le sanzioni, dopo che l’Ucraina è sprofondata in una quasi guerra civile.

La posizione di Barroso riprende quella del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, che, su invito del suo Vicepresidente Vicario, Gianni Pittella -che si è recato a Kyiv lo scorso Gennaio per verificare di persona la situazione nel Paese- ha da tempo chiesto sanzioni per la violazione della democrazia e dei diritti umani in Ucraina e che, sempre mercoledì, 19 Febbraio, ha confermato la sua posizione dopo avere sottolineato che le Autorità ucraine si sono squalificate agli occhi dell’opinione pubblica europea.

A spingere verso le sanzioni sono anche i Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea, a partire dal Cancelliere tedesco, Angela Merkel, che, d’accordo con il Presidente francese, Francois Hollande, ha sostenuto la necessità di adottare misure punitive nei confronti delle Autorità ucraine responsabili della morte violenta di circa 40 dimostranti dall’inizio della protesta.

L’ipotesi di sanzioni è stata supportata anche dal Premier polacco, Donald Tusk, e dal Capo del Governo lituano, Algirdas Butkevicius, che hanno evidenziato l’opportunità di congelare i conti bancari e di imporre il diniego della concessione dei visti Schengen per le Autorità ucraine come segnale che il segno della tolleranza UE è stato passato.

Sikorski, Steinmeier e Fabius a Kyiv per parlare con Yanukovych

Nel frattempo, dopo un’altra giornata di aggressione armata da parte della polizia le vittime a Kyiv sono salite a 29, dopodiché, nel corso della notte, è stata stabilità una tregua in occasione dell’arrivo in Ucraina del Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, inviato speciale dall’Alto Rappresentante per la Politica Estera UE, Catherine Ashton.

Sikorski sarà raggiunto dai Ministri degli Esteri di Germania e Francia, Frank-Walter Steinmeier e Laurent Fabius, per cercare di convincere il Presidente Yanukovych a fermare la repressione armata del dissenso.

Matteo Cazzulani

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L’EUROPA DIVISA SENZA UNA POSIZIONE COMUNE SULL’UCRAINA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on February 11, 2014

Il Consiglio Europeo per gli Affari Esteri ha approvato un Documento che offre aiuto logistico e lobbistico a Kyiv, interpretato diversamente dagli esponenti dei singoli Paesi. Differenti le vedute su prospettiva europea e sanzioni per le Autorità ucraine.

Non è una questione di colore politico, ma di assenza di uno spirito di comune appartenenza ad un’Europa ancora divisa dagli interessi particolari dei singoli Stati membri, che fatica a trovare persino una comune interpretazione ad una propria risoluzione. Nella giornata di lunedì, 10 Febbraio, il Consiglio Europeo per gli Affari Esteri ha emanato una nota in cui condanna l’uso della violenza in Ucraina da parte della Autorità Presidenziali sui manifestanti e, nel contempo, promette a Kyiv consulenza logistica e lobbistica presso il Fondo Monetario Internazionale ed altre Istituzioni mondiali per garantire l’erogazione di prestiti che possano aiutare il Paese ad uscire dalla crisi politica.

A commento del documento, l’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea, la laburista Catherine Ashton, ha dichiarato che l’offerta che l’UE ha proposto all’Ucraina non può essere superiore a quella inoltrata ai Paesi del Balcani, a cui l’Unione ha promesso l’integrazione economica e politica in Europa.

Differente il parere del Ministro degli Esteri polacco, il cristiano-democratico Radoslaw Sikorski, che ha commentato le aperture contenute nella nota come positive, in quanto offrono all’Ucraina una chiara prospettiva di integrazione politica che va oltre la sola integrazione economica già promessa a Kyiv con l’Accordo di Associazione: documento che il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha rifiutato di firmare, provocando la protesta nonviolenta dei dimostranti.

Del medesimo parere di Sikorski è il Ministro degli Esteri lituano, il socialdemocratico Linas Linkevicius, che ha sottolineato come il documento approvato dal Consiglio Europeo lasci la porta aperta per l’integrazione politica di Kyiv in Europa.

Altro punto che ha portato differenti vedute, seppure più sfumante, è quello delle sanzioni personali sulle Autorità ucraine che si sono rese responsabili della violazione dei diritti umani e della democrazia.

Dell’argomento non c’è menzione alcuna nella nota del Consiglio d’Europa perché, come spiegato dal Ministro francese per l’Europa, il socialista Thierry Repentin, le sanzioni sono l’ultimo mezzo che l’UE intente adottare per cercare di risolvere la crisi politica in Ucraina.

Differente è la posizione del nuovo Capo della Diplomazia Ceca, il socialdemocratico Lubomir Zaoralek, che ha ritenuto opportuno imporre le sanzioni nell’immediato, in quanto le violazioni della democrazia e dei diritti umani alle porte dell’Unione sono un fatto inaccettabile su cui l’Europa deve prendere una chiara posizione dura.

A mediare le due anime è il ministro degli Esteri della Germania, il socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier che, dopo avere pubblicamente sostenuto la necessità di imporre sanzioni, ha sottolineato come l’UE intenda concedere un’altra possibilità alle Autorità ucraine per trovare una soluzione pacifica prima di adottare misure fortemente punitive.

Senza poteri legislativi al Parlamento l’Europa resta debole e ininfluente nel Mondo

La posizione del Consiglio Europeo è in linea con quella della Commissione Europea che, come dichiarato dal Commissario UE per l’Integrazione e l’Allargamento, il socialdemocratico Stefan Fule, non intende per ora avvalersi delle sanzioni per punire le violazioni della democrazia in Ucraina, come invece già hanno fatto Stati Uniti d’America e Canada.

Consiglio Europeo e Commissione Europea hanno però ignorato la richiesta proveniente dal Parlamento Europeo che, con una Risoluzione condivisa da tutte le forze politiche, ha richiesto l’imposizione di sanzioni per arrestare una situazione di violenza che, dal 21 Novembre scorso, ha provocato almeno sette vittime e diverse centinaia di feriti ed arresti, tutti solo tra i manifestanti.

Sostegno alle sanzioni è stato dato anche dal Presidente del Parlamento Europeo, il socialdemocratico Martin Schulz, che ha accolto una richiesta inviata dal suo vice, il democratico Gianni Pittella, dopo un incontro a Kyiv con gli oppositori ucraini, la giornalista barbaramente picchiata Tetyana Chornovol, e la figlia di Yulia Tymoshenko -una delle più di cento vittime di giustizia selettiva in Ucraina.

Le divisioni delle Istituzioni Europee non permettono all’UE di prendere una posizione comune ed immediata per risolvere una crisi politica in un Paese, l’Ucraina, che appartiene alla grande famiglia europea per ragioni di carattere storico, culturale e sociale.

Preoccupa ancor di più che la decisione del Parlamento, in cui è rappresentato il popolo europeo, sia stata ignorata dai due organismi esecutivi dell’Unione -il Consiglio e la Commissione- che sono frutto di nomine effettuate dai singoli Stati e, di conseguenza, rispecchiano le sensibilità di ciascun Paese, impedendo l’approvazione di posizioni comuni europee.

Fino a quando al Parlamento Europeo non saranno concessi pieni poteri legislativi, tra cui il diritto di nomina del Presidente e dei membri della Commissione Europea, l’Unione rimarrà divisa e priva di una voce sola, e permetterà che un Paese che bussa alle sue porte, l’Ucraina, sia lacerato dalla violenza di una quasi-guerra civile, lasciato in balia delle mire imperialistiche e scioviniste della Russia di Putin.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: SCHULZ FA PROPRIE LE RICHIESTE DI SANZIONI DEL PD

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 27, 2014

Il Presidente del Parlamento Europeo invita l’Europa ad essere protagonista per una mediazione tra il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, e l’opposizione, ma non esclude misure punitive per quegli ucraini che sono responsabili del mancato rispetto della Democrazia e dei Diritti Umani nel caso i colloqui non andassero a buon fine. Accolte le richieste inviate dal Vicepresidente Vicario del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, dopo la sua missione a Kyiv.

Un’Europa protagonista che cerca la mediazione ma che non ha paura di imporre sanzioni per chi non rispetta la Democrazia e i Diritti Umani. Nella giornata di Domenica, 26 Gennaio, il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ha dichiarato che le Istituzioni Europee sono pronte ad imporre sanzioni nei confronti di quelle autorità ucraine responsabili delle aggressioni armate nei confronti di manifestanti, politici e giornalisti, che hanno provocato minimo sei morti e diverse centinaia di arrestati.

Nello specifico, il Presidente Schulz, intervistato dalla Deutsche Welle, ha dichiarato che le sanzioni interessano il blocco dei conti bancari delle Autorità ucraine e la mancata concessione dei visti per l’Area Schengen, dove queste personalità mantengono ingenti capitali finanziari ed immobili.

Nella sua intervista, il Presidente del Parlamento Europeo ha dichiarato che l’Unione Europea sarà parte attiva nel processo di mediazione tra le autorità e i manifestanti, per cercare, prima di imporre sanzioni, di trovare una soluzione pacifica tra il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, e gli oppositori, senza che le forze speciali di polizia Berkut continuino a mietere vittime.

Il modello, come ha spiegato Schulz, è quello della Rivoluzione Arancione del 2004, quando l’UE ha ricoperto un ruolo fondamentale per la risoluzione pacifica di un’impasse politica tra il regime semi-dittatoriale dell’allora Presidente Leonid Kuchma -che guardacaso appoggiava la corsa alla Presidenza dell’attuale Capo di Stato Yanukovych- e il campo democratico guidato da Yulia Tymoshenko -una delle più di cento vittime di casi di giustizia selettiva in Ucraina, che allora supportava la candidatura alla Presidenza di Viktor Yushchenko.

Le dichiarazioni di Schulz recepiscono in maniera soddisfacente l’appello lanciato dal Vicepresidente Vicario del Parlamento Europeo, Gianni Pittella che ha incontrato a Kyiv i manifestanti ucraini, la figlia di Yulia Tymoshenko e la giornalista barbaramente picchiata Tetyana Chornovol per dare loro la solidarietà delle Istituzioni UE, dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei e del Segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi.

Pittella, dopo avere illustrato la necessità che l’Europa abbia una posizione forte nella questione ucraina, ha richiesto alle Istituzioni Europee l’imposizione di sanzioni per quelle Autorità ucraine che si macchiano del mancato rispetto della Democrazia e dei Diritti Umani, e, nel contempo, ha richiesto la liberalizzazione dei visti Schengen per quegli ucraini che desiderano viaggiare, lavorare e trasferirsi in UE.

Tusk parla con l’opposizione

L’invito di Schulz, che come Pittella appartiene al Gruppo dei Socialisti e Democratici Europei, a un ruolo più attivo dell’Europa è stato recepito dal Premier polacco, Donald Tusk, che, sempre Domenica 26 Gennaio, ha intrattenuto una conversazione telefonica con il Leader del Partito social-popolar-democratico di opposizione Batkivshchyna, Arseniy Yatsenyuk, a cui il Presidente Yanukovych ha offerto la guida del Governo.

Tusk, possibile Candidato del Partito Popolare Europeo alla Presidenza della Commissione Europea, ha dichiarato pieno sostegno ai democratici ucraini, ed ha richiesto una soluzione pacifica di un conflitto che, se continuerà a generare morti, porterà l’Ucraina alla catastrofe.

Il Premier polacco ha infine informato Yatsenyuk in merito alla politica che l’UE ha approntato per l’Ucraina, ed ha invitato il Leader in pectore di Batkivshchyna -che sostituisce l’incarcerata Tymoshenko- a prendere tutte le decisioni opportune per un accordo utile e vantaggioso con il Presidente Yanukovych.

Matteo Cazzulani

IN UCRAINA PICCHIATO A SANGUE PURE L’EX-MINISTRO LUTSENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 11, 2014

Uno dei Leader della protesta per l’integrazione ucraina in Europa ridotto in rianimazione con un trauma cranico dopo avere subito la carica delle forze speciali di polizia Berkut. Prima di lui, altre decine di dimostranti, oppositori e giornalisti malmenati dagli agenti

È stato uno dei cento dissidenti ad essere incarcerato dopo un processo politico per via della sua appartenenza all’opposizione, durante la detenzione ha subito violenze di ogni genere, e, oggi, è la vittima più recente della repressione violenta sui manifestanti in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina in Europa. Nella notte di sabato, 11 Gennaio, uno dei principali Leader dell’opposizione Ucraina, l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko, è stato picchiato a sangue dalle forze speciali di polizia Berkut, ed è ora ridotto in rianimazione con un forte trauma cranico.

Come testimoniato dalla moglie Iryna, Lutsenko è stato ripetutamente picchiato fino a quando non ha perso conoscenza. Pronti sono stati i soccorsi che hanno consentito all’oppositore ucraino un ricovero che ha impedito l’aggravarsi della situazione.

Sempre secondo quanto dichiarato dalla moglie, l’ex-Ministro degli Interni stava cercando di sedare il tentativo dei Berkut di caricare la folla di manifestanti pacifici che, presso un tribunale periferico di Kyiv, stata manifestando pacificamente contro l’ennesima condanna politica di tre attivisti dell’opposizione.

Lutsenko è uno dei più di cento oppositori arrestati dal 2010 dopo processi irregolari ed arbitrari, come riconosciuto dagli osservatori internazionali indipendenti. Per Lutsenko, la reclusione nel carcere, avvenuta il 26 Dicembre 2010 -due anni prima che il verdetto di condanna fosse emanato- è stata caratterizzata da ripetute violenze, come l’alimentazione forzata, e dall’impossibilita di curare una forte epatite per via delle restrizioni imposte dalle Autorità carcerarie.

L’esponente dell’opposizione è stato liberato il 3 Aprile 2013 dopo forti pressioni da parte di Unione Europea, Stati Uniti d’America e Canada che, tuttavia, non sono riusciti a portare a termine né la detenzione politica della Leader del dissenso Yulia Tymoshenko -arrestata il 5 Agosto 2011: prima che un verdetto irregolare la condannasse per la firma di accordi energetici sconvenienti- né di quella di un altro centinaio di attivisti detenuti dopo processi palesemente irregolari.

La violenza su Lutsenko è l’ennesima di una serie che, sempre sabato 11 Gennaio, ha coinvolto un altro manifestante. Prima ancora, tra le vittime della repressione violenta sono finiti altri manifestanti -incluso donne e bambini- politici dell’opposizione e giornalisti, tra cui, lo scorso 24 Dicembre, la cronista indipendente Tetyana Chornovol.

Sanzioni subito per chi non rispetta la democrazia a Kyiv

Con la repressione violenta del dissenso, il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha raggiunto livelli di intolleranza politica che mai si sono verificati dall’Indipendenza dell’Ucraina, nel 1991.

Il rifiuto del dialogo e della tolleranza del dissenso va di pari passo con la scelta di Yanukovych di rompere le relazioni con l’Europa e rifiutare la firma dell’Accordo di Associazione: Documento che avrebbe integrato l’economia Ucraina nel mercato unico europeo.

La rottura con l’Europa da parte del Presidente ucraino, a cui sono seguiti accordi energetici che costringono l’Ucraina a cedere parti importanti della sua sovranità politica alla Russia di Putin, ha originato la manifestazione pacifica di un milione di persone che, pacificamente e sotto le bandiere dell’UE, hanno richiesto per il loro Paese giustizia, indipendenza ed integrazione nell’Europa della pace, del progresso e della libertà.

Proprio l’Europa non può tollerare che un popolo europeo per storia, cultura e tradizioni come quello ucraino -sopratutto in un Paese fondamentale per la sicurezza energetica e geopolitica dell’UE come l’Ucraina- sia ridotto in schiavitù da un regime poliziesco.

Oltre che per le violenze su manifestanti, politici e giornalisti, e per i più di cento processi selettivi celebrati per incarcerare oppositori, la Presidenza Yanukovych, iniziata nel Marzo 2010, si è contraddistinta anche per l’esautorazione de poteri del Parlamento, la progressiva limitazione della libertà di stampa, e la falsificazione delle Elezioni Amministrative del 2010 e di quelle Parlamentari del 2012.

Come dichiarato a Kyiv dal Vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, e come votato dal Senato USA, è giunta l’ora di imporre sanzioni personali nei confronti di chi, in un’angolo d’Europa, è responsabile della violazione della Democrazia e dei Diritti Umani.

Dobbiamo contrastare queste nefandezze in ogni angolo della terra, perché la libertà del prossimo -in questo caso degli ucraini- è anche la nostra libertà.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: L’OPPOSIZIONE FARÀ LE PRIMARIE PER IL CANDIDATO PRESIDENTE, MENTRE OBAMA E L’EUROPA PENSANO A SANZIONI SULLE AUTORITÀ UCRAINE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 7, 2014

La consultazione interna allo schieramento europeista necessaria per contrastare le repressioni del Partito delle Regioni del Presidente, Viktor Yanukoych. Tra i Candidati il Leader di UDAR, Vitaly Klichko, il Capo di Svoboda, Oleh Tyahnibok, il Segretario in pectore di Batkivshchyna, Arseniy Yatsenyuk, ed anche il Braccio Destro e la figlia di Yulia Tymoshenko.

Non solo Democratici e Repubblicani negli Stati Uniti d’America, il Partito Democratico in Italia, il Partito Socialista in Francia e la Piattaforma Civica in Polonia, anche l’Opposizione Democratica in Ucraina avrà le sue primarie per la selezione del candidato alla più alta carica dello Stato. Come dichiarato Domenica, 5 Gennaio, dal Leader in pectore del Partito di Opposizione Batkivshchyna, Arseniy Yatsenyuk, le tre forze del campo europeista ucraino candideranno i loro principali esponenti in maniera autonoma al Primo Turno delle Elezioni Presidenziali del 2015, per poi convogliare al secondo turno tutti i voti sul Candidato che avrà ottenuto maggiore consenso.

Più che dalla necessità di coinvolgere attivamente l’elettorato della coalizione filo-europea, la primaria dell’opposizione Ucraina è necessaria per evitare che sul candidato unico si abbatta la repressione del Partito delle Regioni del Presidente, Viktor Yanukovych, che ha già approvato Leggi restrittive della partecipazione di alcuni dei principali esponenti dello schieramento filo-europeo.

Favorito è il leader del Partito moderato UDAR, Vitaly Klichko: ex-campione di pugilato molto apprezzato nel Paese ed in Europa -è in buonissimi rapporti con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel-che, secondo tutti i sondaggi, sarebbe in grado di battere Yanukovych al secondo turno con un ampio vantaggio.

Proprio nei confronti di Klichko, che per allenarsi ha trascorso gli ultimi 15 anni in Germania, il Partito delle Regioni ha approvato in Parlamento una Legge che vieta il diritto di voto passivo a chi, negli ultimi 10 anni, non ha pagato le tasse in Ucraina: una vera e proprio provvedimento ad hoc votato in fretta per escludere il Leader di UDAR dalla consultazione elettorale presidenziale.

Tra i candidati resta aperto il discorso del Partito democratico-socialpopolare Batkivshchyna, che, in alternativa a Yatsenyuk, potrebbe presentare al Primo Turno anche Oleksander Turchynov se non addirittura Yevhenya Tymoshenko: rispettivamente il braccio destro e la figlia di Yulia Tymoshenko, la Leader dell’Opposizione ucraina arrestata nel 2011 dopo uno dei più di cento casi di giustizia selettiva attuati dal Presidente Yanukovych.

Terzo candidato è il Capo del Partito nazionalista Svoboda, Oleh Tyahnibok. Egli è il Candidato preferito da Yanukovych perché più radicale e meno entusiasta nei confronti dell’Europa -Svoboda si caratterizza per accenti anti-polacchi, contro alle Civil Union e all’integrazione razziale e religiosa- che, infatti, non è stato mai intaccato da nessun provvedimento restrittivo da parte del Presidente ucraino.

Finora, l’unico candidato certo alle prossime Elezioni Presidenziali ucraine è l’attuale Capo di Stato Yanukovych. “La differenza tra il Partito delle Regioni e l’Opposizione è la possibilità di scegliere direttamente il candidato Presidente -ha dichiarato Yatsenyuk- Così, impediremo alle Autorità di falsificare il voto”.

Ancora in forse resta l’effettivo svolgimento di Elezioni libere e regolari, dopo che le ultime due consultazioni -le Amministrative del 2010 e le Parlamentari del 2012- sono state falsificate, come confermato da tutti gli osservatori internazionali indipendenti.

Obama ha ricevuto i nomi su cui imporre sanzioni

Per contrastare il mancato rispetto della Libertà, ed anche le repressioni su politici dell’opposizione e violenze sui giornalisti, il Presidente USA, Barack Obama, sabato, 4 Gennaio, ha ricevuto dalla Comunità ucraina i nomi delle Autorità su cui imporre sanzioni.

Come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, le sanzioni potrebbero interessare il Presidente Yanukovych e il Ministro degli Interni, Yuri Zakharchenko -che, come confermato dall’interessata, sono sospettati di essere i mandanti dell’aggressione che ha ridotto sulla sedia a rotelle la giornalista attivista in supporto dell’integrazione dell’Ucraina in Europa Tetyana Chornovil.

Tra le altre figure di rilievo, si da anche il nome del Capo del Consiglio Nazionale per la Sicurezza e la Difesa, Andriy Klyuyev, quello del Sindaco di Kharkiv, Hennady Kernes, e quello del Governatore della Regione di Kharkiv Mykhaylo Dobkin.

Come dichiarato a Kyiv dal Vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, anche le Istituzioni Europee valuteranno l’imposizione di sanzioni personali sui visti Schengen e sui conti bancari delle Autorità ucraine responsabili della violazione dei Diritti Umani e della Democrazia.

Matteo Cazzulani

VADO A KYIV CON PITTELLA. PER L’UCRAINA IN EUROPA, LA DEMOCRAZIA E LA LIBERTÀ

Posted in Attivita politica by matteocazzulani on January 3, 2014

Il Vicepresidente del Parlamento Europeo incontrerà i manifestanti per l’integrazione dell’Ucraina in Europa e la figlia della Leader dell’Opposizione ucraina, Yulia Tymoshenko. Libertà di Stampa, Diritti Umani e Progresso gli ideali alla base della missione

Non sarà una pagina di storia, ma di sicuro è un gesto di coraggio e lungimiranza che fa bene all’Europa, all’Italia, ed anche al Partito Democratico.

Nei prossimi giorni, il Vicepresidente del Parlamento Europeo ed esponente del Partito Democratico, Gianni Pittella, porterà a Kyiv il suo sostegno personale all’Euromaidan: la protesta pacifica in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea che, dallo scorso 21 Novembre, ha coinvolto milioni di persone in diverse città ucraine e nel Mondo.

Con la sua visita in Ucraina, che comprende anche un incontro con la figlia di Yulia Tymoshenko -la Leader dell’Opposizione arrestata nel 2011 per motivi politici- e, probabilmente, una visita in ospedale alla giornalista Tetyana Chornovol – l’organizzatrice dell’Euromaidan di Kyiv ridotta sulla sedia a rotelle dopo un’aggressione subita la Notte di Natale- Pittella intende sostenere in maniera forte e risoluta il rispetto delle libertà politiche e del Diritto alla libera espressione in un Paese europeo per storia, cultura e tradizioni.

Il gesto di Pittella dimostra che la libertà in Ucraina e il rafforzamento politico dell’UE sono due aspetti legati reciprocamente, come, del resto, dimostra il milione di manifestanti dell’Euromaidan che, proprio sotto le bandiere europee, considera l’ingresso di Kyiv in Europa come l’unica garanzia di Pace, Progresso, Diritti Umani e Democrazia per il loro Paese – mentre in Europa c’è chi fa della contestazione all’UE il suo manifesto politico.

Oltre che per avere recepito un concetto per il quale mi batto da anni, esprimo la mia gratitudine a Pittella anche per avermi voluto come membro della delegazione che lo accompagnerà a Kyiv in qualità co-organizzatore ed esperto di Ucraina.

Quella del Vicepresidente del Parlamento Europeo è una decisione gratificante dopo anni di battaglie condotte contro l’indifferenza degli italiani nei confronti di un Paese da cui dipende la nostra sicurezza nazionale ed energetica.

È infatti dall’Ucraina che, ad oggi, transita il gas che l’Italia importa dalla Russia, pari al 30% circa del totale importato dal nostro Paese: una percentuale in aumento per via delle periodiche interruzioni dell’export dell’oro azzurro dal Nord Africa.

Un’Ucraina libera, indipendente e democratica evita il controllo diretto di Mosca sulle infrastrutture attraverso le quali il gas russo è inviato in Europa: una situazione che esporrebbe l’UE al ricatto energetico del quale il Presidente russo, Vladimir Putin, come noto, usa avvalersi per estendere l’egemonia geopolitica della Russia nel continente europeo a spese di Paesi sovrani, indipendenti e democratici.

L’iniziativa di Pittella rende sopratutto onore al Partito Democratico e all’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei -il Gruppo del Parlamento Europeo a cui appartiene il PD.

Una forza di centrosinistra deve sempre stare dalla parte della Democrazia, della Libertà e di chi vede tanto lesi i propri Diritti quanto repressa la propria volontà -come, ora, gli ucraini- senza timore nei confronti degli zar de gas, né degli sceicchi del petrolio.

Oltre che a Pittella, un riconoscimento opportuno va anche a chi da tempo condivide l’attenzione nei confronti dell’Ucraina, come la Vicepresidente del gruppo S&D, Patrizia Toia, le Parlamentari PD Lia Quartapelle e Simona Malpezzi, il Consigliere Regionale del PD della Lombardia Carlo Borghetti e Daniele Marconcini del PD di Mantova.

Un ringraziamento anche ai collaboratori della Vicepresidenza del Parlamento Europeo, con cui ho contribuito ad organizzare questa improntante missione, al Segretario del PD Metropolitano Milanese, Pietro Bussolati, per la fiducia che mi ha riposto per le questioni estere, ed anche ai miei genitori, parenti e ragazza, che con la loro pazienza, comprensione e disponibilità mi permetteranno di accettare l’invito di Pittella interrompendo un periodo di riposo nell’amata Polonia.

Senza esagerare, né peccare di presunzione, sono convinto che la missione in Ucraina del Vicepresidente del Parlamento Europeo -e, prima ancora, l’attenzione prestata all’Ucraina da parte degli esponenti politici lombardi, italiani ed europei sopra citati- renda il PD un partito davvero Democratico, e il Gruppo S&D un’Alleanza davvero Progressista.

È anche da un Partito protagonista nella difesa della Libertà e dei Diritti Umani nel Mondo che ha inizio l’opera di sprovincializzazione e ammodernamento del nostro Paese promessa dal Segretario del PD, Matteo Renzi.

Matteo Cazzulani
Responsabile PD Metropolitano Milanese per i Rapporti con i Partiti Democratici e Progressisti nel Mondo