LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS AZERO IN GRECIA: TAP E DESFA FIRMANO UN ACCORDO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 19, 2013

Il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico ha concordato con la compagnia DESFA la forte distribuzione del gas dell’Azerbaijan nel sistema infrastrutturale energetico nazionale greco. Atene trae vantaggio dal transito sul suo territorio della TAP

Una lezione che l’Italia farebbe bene ad imitare per evitare di perdere una ghiotta occasione per diversificare le fonti di approvvigionamento di energia. Nella giornata di giovedì, 18 Luglio, il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- e la compagnia greca DESFA, incaricata della gestione del sistema infrastrutturale energetico della Grecia, hanno firmato un accordo di collaborazione.

Come riportato da Pipelines International, il patto prevede l’integrazione della TAP con il sistema di trasporto del gas della Grecia, per permettere un’agevole diffusione nel territorio greco dell’oro blu dell’Azerbaijan veicolato in Europa dal Gasdotto Trans Adriatico.

Come riportato da una nota, la TAP ritiene l’accordo di collaborazione necessario per stringere partnership anche con altri Paesi dei Balcani, che possono essere interessati a rifornimenti di gas dell’Azerbaijan per diversificare le proprie fonti di oro blu nazionali.

Lo scorso 28 Giugno, il Gasdotto Trans Adriatico, concepito per veicolare 10 Miliardi di Metri Cubi di gas all’anno in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania, ha vinto l’appalto per il trasporto del gas azero in Europa.

La TAP è compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, da quella tedesca E.On e dalla belga Fluxys, mentre il colosso britannico British Petroleum, quello azero SOCAR, e la compagnia francese Total hanno un’opzione sul 50% della conduttura.

Dall’Albania, la TAP rifornirà di 5 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno anche la Croazia attraverso Montenegro e Bosnia Erzegovina attraverso la realizzazione del Gasdotto Ionico Adriatico -IAP, compartecipata dalla compagnia bosniaca BH-Gas e dalla croata Plinacro.

La lezione greca per la politica italiana

Con il patto tra la DESFA e la TAP, la Grecia, attraverso cui il Gasdotto Trans Adriatico veicola il gas dell’Azerbaijan verso Albania e Italia, ha così assunto una politica che mira a tutelare lo status di Paese di Transito ed assicurare continui e stabili approvvigionamenti.

La medesima tattica potrebbe, e dovrebbe, essere assunta dall’Italia, qualora, come probabile, la TAP sarà prolungata verso Svizzera, Germania, Belgio e Olanda per rifornire di gas azero l’Europa Nord-Occidentale.

Tuttavia, l’Italia sembra poco interessata a giocare una partita da cui dipende molto dell’immagine del BelPaese in campo energetico ed estero, per altro di recente già compromessa dagli scandali con il Kazakhstan.

Con il pieno sfruttamento del gas dall’Azerbaijan, l’Italia diversificherebbe gli approvvigionamenti energetici dalla forte dipendenza che, ad oggi, lega l’economia italiana alle importazioni di carburante da Russia ed Algeria.

Matteo Cazzulani

AGRI: AL VIA LA FASE PRELIMINARE PER LA COSTRUZIONE DI UN GASDOTTO UTILE PER LA DIVERSIFICAZIONE DELLE FONTI DI GAS UE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 28, 2012

Avviati dalla compagnia britannica Penspen gli studi di fattibilità per la costruzione di una conduttura deputata al trasporto del gas azero in Romania attraverso la Georgia e il fondale del Mar Nero. Il sostegno della Commissione Europea a un progetto di importanza strategica per la sicurezza energetica dell’Europa

Il percorso del progetto AGRI

Valutazione della possibilità di espansione del mercato, della fattibilità del progetto, del rispetto dell’ambiente e della reale capacità di garantire gas all’Europa sono i punti che saranno trattati dallo studio di fattibilità del gasdotto AGRI. Questa conduttura, sostenuta dalla Commissione Europea, è progettata per trasportare 7 miliardi di gas azero in Romania, presso il porto di Costanza, attraverso il territorio della Georgia e una lunga tratta sottomarina sui fondali del Mar Nero.

Come riportato da Pipelines International, i rilevamenti per la fattibilità del progetto sono stati avviati nella giornata di giovedì, 27 Settembre, e dureranno per circa due mesi.

“Attingeremo a tutta la nostra esperienza accumulata nel settore – ha dichiarato il direttore della Penspen, la compagnia britannica incaricata dello lo studio di fattibilità, Michael Simm – L’AGRI ha davvero le potenzialità per aprire all’Europa le porte dei giacimenti dell’Azerbajdzhan”.

Il progetto AGRI – Azerbajdzhan Georgia Romania Interconnector – è stato inserito dalla Commissione Europea tra le infrastrutture del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepiti per diversificare le forniture di gas per l’Europa, attingendo dai giacimenti del Mar Caspio senza appoggiarsi su condutture controllate direttamente o indirettamente dalla Russia – il Paese che, ad oggi, detiene il monopolio della compravendita di oro blu nella parte Centro-Orientale del Vecchio Continente.

La costruzione del gasdotto AGRI è derivata dalla decisione di evolvere – e rendere più sicuro – l’attuale omonimo progetto, che vede impegnati i medesimi Stati nel trasporto di oro blu azero mediante un sistema combinato di gasdotti e rigassificatori.

Come stabilito in un accordo intergovernativo, firmato il 13 Aprile 2010 dal Ministro dell’Energia e dell’Industria azero, Natig Aliyev, dal Ministro dell’Economia e del Commercio romeno, Adriean Videanu, e dal Ministro dell’Energia georgiano, Alexander Khetaguri, il progetto AGRI prevede il trasporto del gas proveniente dall’Azerbajdzhan via terra fino alle coste georgiane, da dove, una volta liquefatto, l’oro blu azero viene trasportato via nave in Romania, presso il terminale LNG di Costanza

Nel febbraio 2011, all’AGRI si è aggiunta anche l’Ungheria, interessata a sostenente la politica energetica della Commissione Europea. Quello di Budapest potrebbe tuttavia non essere l’unico allargamento del progetto a nuovi Paesi.

Anche Bulgaria, Ucraina e Turkmenistan interessate all’AGRI

Come riportato dall’autorevole Trend, anche Ungheria, Bulgaria ed altri Stati della regione sarebbero interessati all’ingresso nell’AGRI per importare gas liquefatto presso i propri terminali LNG.

A dare un fondamento all’indiscrezione, rivelata dal Vice-Ministro dell’Industria azero, Natig Abbasov, è la situazione energetica dei due Paesi in questione.

Kyiv, isolata energicamente dalla Russia e politicamente dall’Europa, è in cerca di nuove fonti di approvvigionamento, mentre Sofia ha varato un programma per abbattere la forte dipendenza da Mosca che, negli ultimi anni, ha visto l’economia bulgara dipendente dall’oro blu del Cremlino per il 100% del suo fabbisogno.

Tra gli altri Paesi interessati alla compartecipazione all’AGRI potrebbe rientrare anche il Turkmenistan: Paese ricco di giacimenti di gas che di recente ha avviato una campagna per la diversificazione delle esportazioni dell’oro blu, aprendo non più solo alla Russia, ma anche a Cina ed Europa.

Come riportato sempre alla Trend da Abbasov, l’Azerbajdzhan si è detta pronta a garantire il transito di gas turkmeno attraverso il proprio territorio.

Matteo Cazzulani