LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN UCRAINA: EPILOGO CON GIALLO A KHARKIV. ANCHE I COMUNISTI CONTRO I BROGLI DEL PARTIJA REHIONIV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 2, 2010

Il Governatore Statale Provinciale della capitale dell’Ucraina sovietica assegna la vittoria al Partija Rehioniv. Protesta Bat’kivshchyna, che denuncia falsificazioni ed irregolarità. Nel capoluogo del Donbas, i comunisti accusano gli alleati di governo di manipolazioni

Il candidato sindaco di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Partita chiusa a Kharkiv. Solo per le Autorità, però. A sancirla, nel pomeriggio di martedì, 2 novembre, il Capo dell’Amministrazione Statale Provinciale, Mykhajlo Dobkin, forte dei faldoni contenenti tutti i 597 verbali delle sezioni elettorali, fieramente mostrati alla stampa.

Ad avere la meglio, Hennadij Kernes, candidato del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri. Niente da fare per l’esponente di Bat’kivshchyna, Arsen Avakov, che avrebbe sfiorato l’impresa di strappare ai filogovernativi una storica roccaforte. Nello specifico, Kernes sarebbe stato preferito da 130.331 cittadini, mentre l’esponente del principale partito dell’Opposizione Democratica, da 127.605.

Una forbice minima, che pone il condizionale d’obbligo, e lascia la porta aperta a ricorsi e reclami. Soprattutto, alla luce delle denuncie pervenute da rappresentanti di lista della forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko. Infatti, irregolarità e brogli sarebbero stati attuati in quelle sezioni dove Avakov ha ottenuto numerosi consensi. Schede annullate senza motivo, né possibilità di contestazione, propaganda da parte dei rappresentanti di lista del Partija Rehioniv nei pressi dei seggi, interruzione ingiustificata delle operazioni di spoglio.

Ad avvalorare i dubbi sulla reale regolarità, il dato dell’exit-pool, che hanno assicurato al candidato di Bat’kivshchyna la vittoria per 34,38% a 30,6%. Un dato significativo. Che, tuttavia, Dobkin ha liquidato come mera strategia politica.

Il comunicato dell’Opposizione Democratica

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Quello della capitale dell’Ucraina sovietica, sommato agli altri casi di brogli certificati dalle ONG ucraine e dalla Commissione Elettorale Centrale, ha provocato la ferma reazione dell’Opposizione Democratica. In una nota congiunta, Bat’kivshchyna, Reformy i Porjadok, il Narodnyj Rukh, il partito dei Difensori della Patria, la Piattaforma Ucraina e Narodna Samooborona hanno denunciato la pianificazione della falsificazione della consultazione da parte della verticale del potere Janukovych-Azarov.

In particolare, espresso riferimento è stato fatto alla legge elettorale che, da un lato, ha impedito ad alleanze, blocchi e partiti registrati da meno di un anno di prendere parte alla consultazione. Dall’altro, ha determinato una distribuzione iniqua dei Rappresentanti di Lista nelle Commissioni Elettorali Territoriali. Ovviamente, in favore del Partija Rehioniv.

Inoltre, la nota ha denunciato la registrazione di liste-clone di Bat’kivshchyna nelle regioni di Kyiv e Leopoli. Tradizionali roccaforti, dove la principale forza politica dell’Opposizione Democratica non ha potuto presentarsi.

Anche i comunisti scontenti

Il segretario nazionale dei comunisti, Petro Symonenko

Ma non è solo il campo arancione a denunciare i brogli. Anche i comunisti hanno affermato di non riconoscere l’esito del voto della regione di Luhans’k. Motivo di tale scelta, le irregolarità commesse da rappresentati di lista regionali, sul modello di quelle denunciate da Bat’kivshchyna a Kharkiv. Una posizione senza se e senza ma, si direbbe nel Belpaese. Dal momento in cui il candidato sindaco, Spyrydon Kilinkarov, ha assicurato di esporre ricorso anche in caso di sua vittoria finale sull’esponente del partito di governo, l’uscente Serhij Kravchenko.

Una posizione di onestà intellettuale, che, secondo alcuni esperti, minerebbe seriamente gli equilibri di governo. Infatti, i comunisti, assieme al Blocco Lytvyn, appartengono alla coalizione di maggioranza, capeggiata dal Partija Rehioniv.

Matteo Cazzulani

Advertisements

AMMINISTRATIVE UCRAINE: L’OPPOSIZIONE SI SALDA CONTRO I BROGLI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 27, 2010

Una decina di partiti costituiscono il Comitato “Stop ai Brogli!”. A Zaporizhzhja i candidati di forze minori appoggiano quello di Bat’kivshchyna

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Forse è stata trovata la svolta. Davvero. Nella giornata di lunedì, 25 ottobre, 8 partiti dell’Opposizione Democratica hanno costituito il Comitato “Stop ai Brogli“: un organismo politico comune di raccordo delle azioni politiche durante le elezioni amministrative, in programma il prossimo 31 di ottobre.

Nello specifico, il comitato ha l’obiettivo di monitorare le procedure di voto, raccogliere informazioni su possibili falsificazioni, e trasmetterle ad osservatori internazionali, ONG, e media.

Inoltre, il comitato – retto da un consiglio direttivo composto da un esponente di ciascuna forza politica – ha programmato azioni di protesta comuni per richiedere pubblicamente il rispetto della Libertà di Voto. Spesso, calpestata dai recenti provvedimenti voluti dal Presidente, Viktor Janukovych, e dal premier, Mykola Azarov.

L’unione fa la forza

A “Stop ai Brogli” hanno aderito il principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna – la forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko – la Hromadjans’ka Pozycija – capeggiata dall’ex Ministro della Difesa, Anatolij Hrycenko – e Za Ukrajinu – cui leader è V’jacheslav Kyrylenko.

Inoltre, il Partito dei Difensori della Patria, la Piattaforma Ucraina, il Partito Popolare Ucraino, Reformy i Porjadok – presieduto dal premier del governo-ombra, Serhij Sobolejev – e Svoboda – la forza politica di Oleh Tjahnybok.

Nei giorni successivi, ad essi si sono aggiunti Nasha Ukrajina ed il Narodnyj Rukh – diretto dall’ex Ministro degli Esteri, Borys Tarasjuk.

Già i primi risvolti

Il capo della Hromadjans'ka Pozycija, Anatolij Hrycenko

Il Comitato non è rimasto mera teoria, ma ha portato a fatti concreti. Nella giornata di martedì, 26 ottobre, il leader di Narodna Samooborona, l’ex Ministro dell’Interno, Jurij Lucenko, ha invitato il suo elettorato a sostenere il partito di Julija Tymoshenko.

A Zaporizhzhja, mercoledì, 27 ottobre, tre candidati sindaco di partiti dell’Opposizione Democratica – Halyna Tarasova del Partito Cristiano Repubblicano, Vasyl’ Varec’kyj di Spravedlyvist’ e Stanislav Zubov del partito repubblicano Sobor – hanno rinunciato alla propria corsa per appoggiare quella del candidato di Bat’kivshchyna, Oleksandr Sin.

Alla base della decisione, la volontà di non disperdere l’elettorato, e di convogliarlo sul candidato più forte. Inoltre, l’unione delle forze mira a contrastare il predominio sui media e nelle commissioni di seggio del candidato del Partija Rehioniv – il partito egemone nel Paese a cui appartengono il Presidente, premier ed i membri del Consiglio dei Ministri – Volodymyr Kal’cev, in cerca di riconferma dopo il primo mandato.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA CHIEDE AIUTO ALL’EUROPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 29, 2010

Lettera aperta dei partiti democratici per sollecitare Bruxelles a scongiurare falsificazioni del voto amministrativo. Hrycenko: “Sia rispettata la volontà degli ucraini”. Continua la pressione politica delle autorità, il vice di Julija Tymoshenko – la leader dell’Opposizione – ancora in procura. Protestano Giornalisti ed ONG.

I rappresentanti dei partiti dell'Opposizione Democratica, sostenitori dell'appello all'Occidente

L’Opposizione ucraina si appella all’Occidente. Con un documento congiunto, le forze democratiche si sono rivolte al Consiglio d’Europa, all’Osce, ed all’Unione Europea, affinché, con la loro presenza, garantiscano il regolare svolgimento delle prossime elezioni amministrative.

Prove di brogli elettorali

Stando alla nota, le autorità avrebbero già attuato meccanismi per falsificare il voto. Tra essi, continue pressioni su media indipendenti e politici, la registrazione di liste clone – con la medesima denominazione dei partiti dell’Opposizione. Ed una legge elettorale iniqua, che vieta la partecipazione a blocchi, alleanze e partiti nati da meno di un anno, e garantisce al Partija Rehioniv – la forza politica egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Primo Ministro, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – una rappresentanza maggiore rispetto agli altri soggetti in seno alla Commissione Elettorale Centrale.

“Con un simile regolamento – riporta la lettera, esposta dall’ex ministro della difesa, Anatolij Hrycenko – le elezioni non possono essere riconosciute come regolari. E’ necessaria una revisione della legge, per permettere al popolo ucraino, e non alle autorità, di decidere l’esito della consultazione”.

A firmare il documento, i principali partiti dell’Opposizione Democratica, finalmente uniti: il Partito Popolare Ucraino, il Narodnyj Rukh, Narodna Samooborona, il Partito Europeo, la Piattaforma Ucraina, la Hromadjans’kaja Pozycija, il Partito dei Difensori della Patria, Reformy i Porjadok, e Bat’kivshchyna –  il partito della Leader del fronte Democratico, Julija Tymoshenko.

Turchynov ancora davanti ai giudici

L'esponente di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Proprio la Lady di Ferro ucraina, impegnata in un tour elettorale per le principali città del Paese, ha denunciato continue pressioni ai danni della sua forza politica. Non da ultimo, nella giornata di martedì, 28 settembre, il suo braccio destro, Oleksandr Turchynov, è stato convocato dalla procura. Per la quarta volta, nel giro di poche settimane. 

“Mi hanno posto le medesime domande – ha evidenziato l’ex vice premier, sottolineando come l’ennesima convocazione dei giudici gli abbia impedito di partecipare ad un appuntamento elettorale – a cui ho dato le stesse risposte. E’ un chiaro tentativo di ostacolare i lavori dell’Opposizione. Non vedo altra spiegazione”.

Lecito ricordare che, negli ultimi mesi, quattro stretti collaboratori di Julija Tymoshenko sono stati arrestati: l’ex vice capo di Naftohaz [il colosso ucraino del gas, n.d.a.] Ihor Didenko, l’ex capo del controllo Statale di frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex ministro degli esteri, Bohdan Danylyshyn. Da tempo, si vocifera di un simile trattamento nei confronti dello stesso Turchynov.

Anche i giornalisti manifestano

La manifestazione di giornalisti ed ONG nei pressi della sede dei servizi segreti ucraini

A dimostrazione della reale delicatezza della situazione, la manifestazione dei giornalisti e delle associazioni non governative, riunite, proprio presso la sede dei Servizi Segreti, per richiedere delucidazioni sulla raccolta di informazioni a loro carico da parte delle autorità. Tra il centinaio di dimostranti, redattori, cronisti, privati cittadini, persino volti noti dell’informazione televisiva.

“Durante l’attività sociale e lavorativa – sancisce il comunicato dell’evento, distribuito in diverse copie e sottoscritto dai presenti – spesso si criticano governo ed alte personalità politiche. Succede anche di interagire con stranieri, e dialogare su tematiche di attualità. Vogliamo sapere se, in base a tale comportamento, siamo sotto osservazione dei servizi segreti, e se siamo ritenute persone pericolose per la sicurezza nazionale. Se la nostra quotidianità è monitorata, e le nostre conversazioni telefoniche, intercettate”.

Matteo Cazzulani