LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

IN POLONIA APPROVATA LA RIFORMA DELLE PENSIONI

Posted in Polonia by matteocazzulani on May 14, 2012

La maggioranza liberal-contadina, con l’appoggio dei radicali, vota a favore del prolungamento dell’età previdenziale a 67 anni per uomini e donne e della riformulazione dei requisiti per i militari e le forze dell’ordine. Proteste da parte delle opposizioni conservatrice e socialdemocratica, e del sindacato autonomo Solidarnosc.

Il Premier polacco, Donald Tusk

La Camera Bassa ha deciso: in Polonia si lavorerà più a lungo. Nella giornata di venerdì, 11 Maggio, i Deputati polacchi, durante una seduta particolarmente concitata, hanno approvato una riforma del sistema pensionistico che innalza l’età previdenziale a 67 anni sia per gli uomini che per le donne.

A favore della riforma, la cui durezza è stata preannunciata dal Premier, Donald Tusk, già in occasione del discorso di insediamento del suo secondo governo, lo scorso Novembre, hanno votato 268 parlamentari della maggioranza – formata dai liberali della Piattaforma Civica e dal Partito Contadino – e del radicale Movimento di Palikot, contro i 185 esponenti dei partiti conservatori – Diritto e Giustizia e Polonia Solidale – e socialdemocratici.

Nello specifico, il provvedimento concede il pensionamento anticipato solo alle donne che hanno compiuto i 62 anni di età che hanno lavorato almeno 35 anni, e agli uomini che hanno superato 65 anni con non meno di 40 anni di contributi versati.

Inoltre, alcuni emendamenti del Partito Contadino hanno evitato la decurtazione della retribuzione pensionistica per gli agricoltori che continuano a svolgere la loro attività anche dopo la maturazione dei requisiti per l’ottenimento della paga previdenziale.

Differente il parametro adottato per i militari e le forze dell’ordine, che fino ad oggi hanno potuto beneficiare della pensione dopo soli 15 anni di attività. Secondo la nuova riforma, essi dovranno lavorare per almeno 25 anni, e non potranno ricevere alcuna paga previdenziale prima del compimento del 55esimo anno di età.

Le proteste e i presidi contro la riforma

L’approvazione della riforma è avvenuta in seguito a un vivace dibattito, durante il quale le dichiarazioni di voto e i commenti degli esponenti dei vari gruppi sono stati accompagnati da invettive nei confronti di parlamentari degli altri schieramenti.

Inoltre, il vaglio della riforma ha incontrato anche la protesta del sindacato autonomo Solidarnosc, che ha presidiato il Parlamento fin dalla notte precedente con una tendopoli posizionata all’uscita del Sejm, e, dopo la votazione del provvedimento, ha accolto i deputati della maggioranza con fischi e lamentele.

“Sono consapevole della durezza delle misure – ha dichiarato Tusk durante il dibattito precedente alla votazione – ma il loro varo è una questione di civiltà a cui non possiamo sottrarci”.

Differente l’opinione del Capo di Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski, che ha commentato la riforma del Governo come un atto di schiavismo, mentre il Segretario dei socialdemocratici, Leszek Miller, ha ritenuto il provvedimento inaccettabile.

Ottenuto l’avvallo del Parlamento, per entrare in vigore la riforma aspetta solo la firma del Presidente, Bronislaw Komorowski, anch’egli appartenente alla Piattaforma Civica e favorevole alle modifiche del sistema presidenziale approvate dalla Camera Bassa.

Ciò nonostante, le opposizioni hanno promesso battaglia: i conservatori hanno dichiarato di volersi appellare alla Corte Costituzionale, mentre i socialdemocratici hanno inviato un appello al Capo dello Stato, affinché il provvedimento non sia da lui firmato. Sul piede di guerra anche Solidarnosc, che ha promesso di spostare la protesta dal Parlamento al Palazzo Presidenziale.

Matteo Cazzulani

RIFORMA DELLE PENSIONI: IN POLONIA TROVATO L’ACCORDO

Posted in Polonia by matteocazzulani on March 29, 2012

La maggioranza liberal-contadina dichiara di avere raggiunto un compromesso sull’innalzamento dell’età previdenziale a 67 anni, con la concessione di un pre-pensionamento a chi ha maturato più della metà dei contributi necessari. Le manovre del Capo del Governo per allargare la coalizione anche ai radical-liberali e per mettere al sicuro una riforma necessaria per l’economia di Varsavia

Il Premier polacco, Donald Tusk

67 anni per tutti, con possibilità di terminare il lavoro a 65 anni per gli uomini e 62 per le donne. Questa è la mediazione trovata in Polonia in seno alla coalizione di governo liberal-contadina che, mercoledì, 28 Marzo, dopo l’ennesimo vertice serale, ha risolto l’impasse su un punto di fondamentale importanza per la realizzazione del programma di maggioranza.

Secondo l’accordo, l’età previdenziale sarà innalzata a 67 anni, come preventivato dal progetto originale della principale forza di governo, la liberale Piattaforma Civica – PO -, ma i lavoratori e le lavoratrici potranno beneficiare anzitempo della retribuzione pensionistica rispettivamente a 65 e 62 anni, come richiesto dall’unico partner di maggioranza, il Partito Contadino – PSL – solo se avranno già maturato, sempre rispettivamente, 40 e 35 anni di contributi.

La maggioranza guarda a sinistra

Come riportato dall’autorevole Gazeta Wyborcza, il raggiunto compromesso permette al Premier, il liberale Donald Tusk, di ricucire lo strappo con il partner di maggioranza, il Segretario dei contadini, Waldemar Pawlak, ma non esclude prossime trattative per allargare la coalizione favorevole all’innalzamento dell’età previdenziale con l’inclusione di altre forze politiche.

Nel mirino ci sarebbe il Movimento di Palikot – RP – lista di orientamento radical-liberale, finora all’opposizione del Governo, che ha fatto sapere di essere disposta a sostenere la riforma delle pensioni di Tusk previa accettazione di tre clausole: utilizzo dei contributi versati dai lavoratori negli ultimi anni di lavoro per il rafforzamento del welfare, visite mediche obbligatorie per gli over 60, e sovvenzioni aggiuntive per le famiglie con figli all’asilo.

Sempre secondo Gazeta Wyborcza, Tusk avrebbe accettato quest’ultima misura per potere contare sui voti di Palikot – suo ex-collega di Partito – e formare un forte raggruppamento di centro in grado di isolare i conservatori di Diritto e Giustizia – PiS – e di Polonia Solidale – SP – e i socialdemocratici – SLD – che, in materia pensionistica, hanno proposto l’indizione di un referendum.

La ricerca di nuovi alleati è un provvedimento di vitale importanza per il prosieguo dell’attività della maggioranza, dal momento in cui la solida intesa liberale-contadina – che ha guidato la Polonia negli ultimi sei anni – ha ceduto proprio durante le trattative per la stesura della riforma previdenziale.

Nonostante il ritrovato appoggio di Pawlak, il Premier Tusk, in calo di consensi secondo le ultime rilevazioni sociologiche, è consapevole di non poter contare con totale sicurezza su un solo partner di una maggioranza nella quale, secondo indiscrezioni, avrebbe cercato di includere sia il Movimento di Palikot che i socialdemocratici.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ANCORA UN CASO DI LIMITAZIONE DELLA LIBERTA’ DI STAMPA. AMBASCIATORE UE BACCHETTA JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 10, 2011

Vietato ai giornalisti il contatto con i manifestanti nel corso di un’uscita pubblica del Presidente. José Manuel Pintu Teixeira e Stefan Fule ancora critici con le possibilità di integrazione europea per Kyiv

L'ambasciatore UE, José Manuel Pintu Teixeira

L’Ambasciatore UE di Kyiv è meglio di Nostradamus. Oppure, è un profondo conoscitore della realtà in cui lavora. Fatto sta, che l’ennesima sua tirata d’orecchi alle Autorità ucraine ha anticipato, di poco, l’ultima riprova del regresso democratico, in atto sulle rive del Dnipro.

Nella giornata di giovedì, 10 Febbraio, a Kherson, ai giornalisti è stato vietato il contatto con un centinaio di manifestanti.

I quali, pacificamente, hanno atteso il Presidente, Viktor Janukovych, per esprimersi contro l’innalzamento dell’età previdenziale, prevista dalla riforma delle pensioni del Premier, Mykola Azarov – della medesima forza politica del Capo dello Stato.

Nulla da fare per i reporter, costretti a badare ai discorsi di Janukovych, piuttosto che raccogliere le ragioni del dissenso.

Dinnanzi a tale episodio, adeguato sarebbe il commento espresso poco prima dall’Ambasciatore dell’Unione Europea a Kyiv, José Manuel Pintu Teixeira.

Secondo il diplomatico, che ha ribadito la necessità di creare una Zona di Libero Mercato al più presto, la situazione in Ucraina non permette più di affrontare il discorso della sua integrazione UE.

In particolare, ad essere criticato è il mancato rispetto di Democrazia, Diritti Umani, e sovranità della legge.

“Per ora – ha spiegato, in una conferenza – i parametri minimi per l’ingresso in Europa non sono stati ancora raggiunti”.

Sulla medesima frequenza, il Commissario UE all’allargamento, Stefan Fule, turbato dinnanzi alla repressione ai danni dell’Opposizione Democratica, in atto dalla salita al potere di Janukovych.

Timide aperture

Come ribadito dal politico ceco, una decina di ex-Ministri dei governi arancioni è stata posta sotto processo, quando non arrestata, per futili motivi.

Tra essi, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, ora Leader dell’Opposizione Democratica. L’anima della Rivoluzione Arancione è confinata in Patria per uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto al pagamento delle pensioni. Ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze.

Non migliore la condizione dell’ex-titolare degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento come il peggiore degli assassini. Senza possibilità di incontro con famigliari e sostenitori.

Proprio a riguardo dei detenuti politici, sempre giovedì, 10 Febbraio, l’apertura del Procuratore Generale, Viktor Pshonka. Incalzato da una delegazione di Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica, ha promesso di considerare il loro rilascio.

Senza, tuttavia, comunicare una precisa scadenza.

Matteo Cazzulani