LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

JANUKOVYCH ACCUSA LA TYMOSHENKO DI OMICIDIO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 14, 2012

In un’intervista alla Bloomberg, il Presidente ucraino ritiene la Leader dell’Opposizione Democratica implicata nell’assassinio del Deputato Shcherban, avvenuto nel 1996. La difesa dell’eroina della Rivoluzione Arancione nega le accuse ed illustra come ad avvantaggiarsi del crimine siano stati il Capo di Stato e i grandi imprenditori a lui vicini

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Incompetente, ladra, e adesso anche omicida. Questa è l’escalation di accuse addossata alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, ad oggi detenuta nella colonia penale femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv: a pochi passi da uno degli stadi dove si sta disputando il campionato europeo di calcio.

Nella giornata di mercoledì, 13 Giugno, in un’intervista all’autorevole Bloomberg, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha negato di essere il mandante dell’arresto della sua principale concorrente politica, e ha ritenuto la Tymoshenko responsabile di condotta antistatale, abuso d’ufficio, e gestione fraudolenta del denaro statale: le imputazioni per le quali la Leader dell’Opposizione Democratica è stata condannata ed è ancora sotto processo.

Inoltre, Janukovych ha accusato la Tymoshenko per l’omicidio del deputato Jevhenij Shcherban, avvenuto nel novembre 1996 presso l’aeroporto di Donec’k. Sulla questione, la Leader dell’Opposizione Democratica è considerata dai giudici solo una testimone, ma da tempo la Procuratura Generale sta raccogliendo prove per certificare il coinvolgimento della Tymoshenko nella sparatoria.

“I crimini per cui la Tymoshenko è stata incolpata sono avvenuti in sua presenza, compreso l’omicidio di Shcherban – ha dichiarato il Presidente Janukovych alla Bloomberg – Voglio che le persone guardino al caso Tymoshenko da un punto di vista legale, evitando di sollevare pressioni sull’Ucraina”.

Pronta la risposta del Partito di Julija Tymoshenko, Bat’kivshchyna, che, con una nota, ha ritenuto le parole di Janukovych la conferma dell’inesistenza in Ucraina di una magistratura indipendente dalla politica. Secondo il comunicato, il Presidente ucraino ha già pronunciato il verdetto di colpevolezza a carico della Leader dell’Opposizione Democratica.

Contestazioni sono pervenute anche dall’avvocato della Tymoshenko, Serhij Vlasenko, che ha costantemente rigettato l’implicazione della sua assistita nell’omicidio Sherban. Inoltre, Vlasenko ha aggiunto che a guadagnare dall’omicidio del deputato è stato lo stesso presidente Janukovych.

Egli, 4 mesi dopo il tragico evento, è riuscito infatti ad ottenere la nomina a governatore della Oblast’ di Donec’k, e, assieme al circolo di grandi industriali a lui vicini, ha preso possesso dei beni immobili del deputato assassinato.

“Shcherban non avrebbe mai consentito a Janukovych di diventare governatore, e le case del deputato sono finite nelle mani dell’attuale Capo di Stato e dei businessman a lui vicini – ha dichiarato Vlasenko all’agenzia LIHABiznesInform – Le dichiarazioni testimoniano che il Capo di Stato è al corrente dell’iter procedurale di un processo che non è stato ancora aperto, e dimostrano che Janukovych dirige l’offensiva giudiziaria contro la sua principale avversaria politica”.

Freedom House paragona Janukovych a Putin

Il caso di Julija Tymoshenko – ex-Primo Ministro arrestata per avere firmato accordi energetici sconvenienti per le casse dello Stato durante l’ultimo anno passato alla guida del Governo – è ritenuto dalla comunità internazionale un episodio con il quale il Presidente Janukovych ha inteso eliminare un’insidiosa avversaria politicae, allo stesso tempo, vendicarsi per il ruolo-guida da lei esercitato nel 2004 durante la Rivoluzione Arancione.

Dinnanzi all’assenza di progressi in senso democratico da parte dell’Amministrazione presidenziale, l’Unione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione e il varo della Zona di Libero Scambio tra l’UE e l’Ucraina.

Inoltre, con ben cinque risoluzioni, il Parlamento Europeo ha richiesto l’immediata liberazione della Tymoshenko e dell’altra decina di esponenti di spicco del campo arancione, e ha contestato il regresso democratico impresso al Paese dalla Presidenza Janukovych.

Una dura condanna è arrivata anche dall’autorevole ONG internazionale Freedom House, che ha evidenziato come Janukovych abbia perso l’occasione dello svolgimento dei campionati europei di calcio nel suo Paese per apportare i cambiamenti in senso democratico richiesti dall’Europa per mantenere in vita il processo di integrazione dell’Ucraina nell’UE.

“Sia in Ucraina che in Russia governano regimi che non osservano i diritti umani e la democrazia, che non rispettano le opposizioni e incarcerano i dissidenti politici – ha dichiarato il Capo di Freedom House, David Kramer, in un’intervista a Voice Of America – Spero che l’Ucraina non cada definitivamente al livello della Russia. Nelle nostre rilevazioni, Kyiv è un Paese parzialmente libero, ma la situazione sta peggiorando”.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: BRONISLAW KOMOROWSKI LANCIA UN APPELLO ALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 10, 2012

Il Presidente polacco invita le forze politiche ucraine a modificare la legislazione risalente all’epoca sovietica con la quale la Leader dell’Opposizione democratica, Julija Tymoshenko, è stata condannata al carcere per ragioni politiche. Il Capo di Stato lituano, Dalija Grybauskaite, intenzionata a visitare l’anima della Rivoluzione Arancione nella colonia penale in cui è detenuta, e a convocare un vertice urgente tra i Paesi dell’Europa Centrale

Il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski

Dalla carota della Polonia al fioretto della Lituania, i Paesi del centro dell’Europa si sono attivati per la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, e per l’integrazione europea dell’Ucraina.

Nella giornata di mercoledì, 9 Maggio, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, ha rivolto un appello pubblico al suo collega ucraino, Viktor Janukovych, affinché i principi della libertà e della democrazia siano rispettati sulle Rive del Dnipro, e sia così permesso il cammino di Kyiv sulla strada dell’integrazione europea.

Nello specifico, Komorowski ha ribadito come l’arresto politico della Tymoshenko sia la causa della contrarietà della maggioranza dei Paesi dell’Europa Occidentale al sostegno della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – un documento già negoziato, ma non ancora firmato, con cui Bruxelles è pronta a concedere a Kyiv lo status di partner privilegiato.

“Il completamento delle trattative per la firma dell’accordo di Associazione è un merito che riconosciamo a Janukovych: la Polonia è da sempre favorevole alla sua ratifica – ha dichiarato Komorowski – ma faccio appello a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, affinché la voce per cui è stata arrestata la signora Julija Tymoshenko, che appartiene a un’epoca oramai chiusa, sia cancellata”.

Il riferimento del Capo di Stato polacco è all’articolo 165 del Codice Penale ucraino, che risale all’epoca sovietica. E’ in nome di esso che la Leader dell’Opposizione Democratica è stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento per decisioni prese sul piano politico durante il suo ultimo premierato, nel Gennaio 2009.

Komorowski avrebbe dovuto esporre il suo appello expressis verbis a Jalta, in occasione del Vertice dei Paesi dell’Europa Centrale, che Janukovych tuttavia ha cancellato per via dell’assenza della quasi totalità dei suoi colleghi: indignati per la condotta antidemocratica delle Autorità di Kyiv.

Oltre a Komorowski, tra i pochi Presidenti che hanno deciso di non boicottare il vertice di Crimea, per evitare che un aperto isolamento possa spingere l’Ucraina nella zona di influenza della Russia, sono stati anche il Presidente della Slovacchia, Ivan Gasparovic, quello della Moldova, Nicolae Timofti, e quello della Lituania, Dalija Grybauskaite.

Quest’ultima ha accettato di presenziare a Jalta solo dopo avere ottenuto la promessa da parte del collega ucraino di potere visitare la Tymoshenko presso la sua cella nella Colonia Penale Femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv. Nonostante il rinvio del summit, la Grybauskaite ha dichiarato l’intenzione di volere comunque recarsi in Ucraina per incontrare la Leader dell’Opposizione Democratica, e ha invitato i colleghi dei Paesi che hanno deciso per il no al boicottaggio del vertice di Crimea a un incontro a Kyiv dedicato alla questione dei rapporti ucraino-europei.

Continua la repressione del dissenso

Su una posizione decisamente più radicale si sono schierati gli altri Stati dell’Europa Centrale che non confinano con l’Ucraina – Ungheria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Bulgaria e Albania – e quelli dell’Europa Occidentale con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, in prima fila. Essi hanno optato per una linea dura nei confronti di Janukovych – che è riconosciuto come il vero responsabile della repressione politica a carico della Tymoshenko – mirante rispettivamente all’assenza dal vertice di Jalta, e al boicottaggio del campionato europeo di calcio, che l’Ucraina ospiterà con la Polonia.

In risposta alla presa di posizione del Vecchio Continente, a Julija Tymoshenko – che ha terminato uno sciopero della fame di due settimane – sono state concesse le cure del suo medico di fiducia, il tedesco Lutz Harms: necessarie per guarire l’ernia al disco di cui è affetta – e che finora è stata trascurata dalle Autorità carcerarie per tutti i circa nove mesi di detenzione.

Tuttavia, la condotta autoritaria dell’Amministrazione Presidenziale ucraina non si è interrotta, e nella serata di mercoledì, 9 Maggio, il braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Turchynov, è stato convocato senza preavviso in Procuratura per un interrogatorio.

Oltre a Turchynov, sono circa una ventina i dissidenti ucraini ad essere stati indagati dalla magistratura per ragioni politiche, quando non addirittura processati, arrestati o costretti all’esilio.

Tra i detenuti di spessore, oltre alla Tymoshenko, figurano l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-Vice Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, e l’ex-Vice Ministro all’Ambiente, Heorhij Filipchuk, mentre l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, hanno ottenuto asilo politico in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

PICCHIATA E STRATTONATA: JULIJA TYMOSHENKO INIZIA LO SCIOPERO DELLA FAME

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 25, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina lamenta ematomi e ferite a stomaco, gambe e braccia subiti nella sua cella a parte di agenti della struttura penitenziaria, e avvia l’astensione dal cibo per protestare contro la dittatura che, a suo avviso, è stata instaurata dal Presidente Viktor Janukovych. L’UE condanna l’accaduto, la Germania chiede di accogliere l’eroina arancione a Berlino, e gli USA non escludono sanzioni a Kyiv

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Dal confino in Patria alla condanna politica dopo un processo senza possibilità di difesa, fino alla violenza fisica. Non c’è pace per la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, che nella giornata di venerdì, 20 Aprile, ha riportato un ematoma allo stomaco e ferite a braccia e gambe in seguito a percosse subite nella sua cella dalle Autorità carcerarie.

A comunicare questa amara notizia è stato dapprima l’avvocato difensore, Serhij Vlasenko, che per due giorni è stato impossibilitato a incontrarsi con l’assistita ufficialmente per via di operazioni di pulizia all’interno della Colonia Penale Kachanivs’kyj di Kharkiv. Una spiegazione che non ha convinto il legale, che solo lunedì, 23 Aprile ha potuto incontrare la Tymoshenko, e constatare come il divieto di interagire con la Leader dell’Opposizione Democratica sia stato imposto dalle Autorità carcerarie per mascherare l’incidente.

Secondo Vlasenko, come poi ha confermato la stessa Tymoshenko in una lettera scritta di proprio pugno diffusa dalle principali agenzie del Paese, tra cui l’autorevole UNIAN, la Leader dell’Opposizione Democratica ha riportato i traumi denunciati quando venerdì, 20 aprile agenti del servizio carcerario l’hanno prelevata a forza – a quanto risulterebbe con metodi poco leciti – per condurla sull’ambulanza diretta all’Ospedale dei ferrovieri, dove la detenuta avrebbe dovuto essere sottoposta a cure mediche per curare l’ernia al disco di cui è affetta.

“Ci eravamo accordati con le autorità carcerarie per il mio trasporto alla clinica dei ferrovieri lunedì 23 Aprile, dopo l’incontro con l’avvocato – riporta la testimonianza scritta della Tymoshenko – ma alle 21 di venerdì, 20 Aprile, agenti del servizio d’ordine sono entrati nella cella, mi hanno gettato addosso della biancheria, e mi hanno sollevata a forza con un’inaudita forza fisica. Ho cercato di difendermi come ho potuto, ma ho ricevuto un colpo allo stomaco, mi sono state afferrate braccia e gambe, e sono stata condotta in instrada. Ho temuto che fossero arrivati gli ultimi giorni della mia vita”.

Ad aggravare l’accaduto è stata anche la notizia secondo la quale Julija Tymoshenko, proprio a partire da venerdì, 20 Aprile, ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la situazione politica nel Paese, nel quale la Leader dell’Opposizione Democratica ha denunciato la presenza di un regime autoritario instaurato dal Presidente, Viktor Janukovych.

Pronte sono sopraggiunte le proteste della comunità internazionale. La Commissione Europea ha richiesto alle Autorità ucraine spiegazioni immediate e la concessione del permesso per l’avvocato della Tymoshenko di incontrare l’assistita per un periodo ben superiore rispetto alla sola ora al giorno a cui oggi è costretto.

In una lezione presso l’Università di Dnipropetrovs’k, l’Ambasciatore USA John Tefft ha dichiarato che gli Stati Uniti d’America osservano con preoccupazione l’evolversi della situazione in merito a Julija Tymoshenko, e non escludono la possibilità di imporre sanzioni all’Ucraina qualora la situazione dovesse continuare. Inoltre, presso il Parlamento Europeo, il Deputato bulgaro Andrej Kovachev si è detto profondamente scosso per le percosse subite dalla Tymoshenko, mentre al Bundestag tedesco la Parlamentare Viola Von Kramon ha invitato la Merkel a ospitare la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina in Germania.

Le Autorità carcerarie hanno negato le accuse, e hanno escluso sia il fatto che la Tymoshenko abbia subito traumi, sia che venerdì, 20 Aprile, ella sia stata condotta a forza al di fuori della cella da personale della struttura penitenziaria. Secondo il Vicecapo della Colonia Kachanivs’kyj, Ihor Kovpashchykov, la Leader dell’Opposizione Democratica sarebbe stata afferrata per braccia e gambe solamente in quei punti delle scale in cui ha lamentato forte dolore, mentre secondo il Procuratore della Regione di Kharkiv, Hennadij Tjurin, la notizia dello sciopero della fame è priva di conferme.

I lividi della Tymoshenko confermano l’isolamento di Janukovych

Julija Tymoshenko è riconosciuta dalla Comunità internazionale come un detenuto politico, sul conto del quale le Autorità ucraine hanno organizzato un processo basato su prove false e che è culminato con una condanna a sette anni di detenzione in isolamento che de facto esclude la Leader dell’Opposizione Democratica dalle prossime competizioni elettorali.

La notizia delle percosse subite dalla Tymoshenko, sopratutto tenendo conto delle forti reazioni da parte di Europa, USA e persino della Federazione Russa – che con una nota del suo Ministero degli Esteri ha chiesto a Kyiv di rispettare i diritti della detenuta – è destinata ad approfondire la già enorme distanza tra il Presidente Janukovych e gli alti Capi di Stato e di Governo del Mondo, con inevitabili conseguenze per la già disperata situazione economica e geopolitica dell’Ucraina.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO DI NUOVO IN CARCERE DOPO DUE GIORNI DI RICOVERO FORZATO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 23, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, nel corso del fine settimana, trasferita forzatamente in una struttura medica e subito ricondotta nel carcere dove è detenuta. Secondo le Autorità avrebbe rifiutato le cure, ma i suoi avvocati hanno illustrato come l’eroina arancione non riponga alcuna fiducia in un personale medico nominato dal Presidente Viktor Janukovych

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

Un week-end in ospedale per interrompere una detenzione duratura. Nella giornata di Domenica, 22 Aprile, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, è stata prelevata dall’ospedale dei ferrovieri di Kharkiv e ricondotta presso la Colonia Penale femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv, dove è reclusa per scontare una condanna a sette anni di reclusione in isolamento.

Secondo quanto riportato dall’autorevole agenzia Interfax-Ukrajina, la Tymoshenko è stata portata su di una barella all’interno di un veicolo della polizia intorno all’una del pomeriggio, dopo che le forze dell’ordine hanno presidiato la zona per garantire la realizzazione dell’operazione.

La modalità con cui la Leader dell’Opposizione Democratica è stata prelevata ha ricordato quella del suo trasferimento dal carcere all’ospedale, avvenuta venerdì, 20 Aprile, nel cuore della serata.

Le Autorità carcerarie hanno motivato il ricovero urgente con la volontà espressa dalla Tymoshenko di ricevere le cure mediche speciali – di cui la Leader arancione ha bisogno per combattere l’ernia al disco di cui è affetta – dopo che un pool di medici tedeschi ha espresso parere favorevole circa le strutture dell’ospedale dei ferrovieri.

A smentire questa versione è stato l’avvocato della Tymoshenko, Serhij Vlasenko, che in un’intervista rilasciata all’autorevole televisione TVi ha illustrato come la sua assistita non abbia dato alcun assenso a ricevere cure da parte di dottori nominati d’ufficio, e come, al contrario, ella abbia sempre espresso la volontà di essere visitata solo dal suo medico di fiducia, il Dottor Mykola Polishchuk.

“Ci hanno mostrato strutture ospedaliere adeguate, ma non ci fidiamo del personale del Ministero della Salute, che è diretta emanazione del Presidente Viktor Janukovych – ha dichiarato Vlasenko – Costui ha tutto l’interesse a eliminare la Tymoshenko dalla vita politica, per questo riteniamo che ad attuare le cure necessarie non debba essere una persona nominata dalle Autorità”.

Una modifica alla spiegazione originale del trasferimento è stata data anche dalle Autorità Carcerarie, che hanno ammesso come la Tymoshenko abbia rinunciato espressamente a ricevere cure sanitarie presso l’ospedale dei ferrovieri. Come ha aggiunto il Vice-Ministro della Salute, Rajisa Moisejenko, il ritorno in carcere è stato necessario dopo che la Leader dell’Opposizione Democratica ha rifiutato per due volte nella giornata di Domenica l’assistenza medica.

Tra le sbarre, il reparto, e il Tribunale

A dare una propria versione dell’accaduto è stato il braccio destro della Tymoshenko, il Vice-Capo del Partito Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov, secondo il quale il trasferimento della Leader dell’Opposizione Democratica in ospedale nel cuore della notte è stato uno stratagemma per fabbricare una documentazione falsa atta a garantire la sua presenza in aula durante il processo.

Il giorno precedente al ricovero forzato della Tymoshenko è stato aperto il secondo procedimento giudiziario a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, in cui costei è imputata per evasione fiscale e sottrazione di danaro statale ai tempi della presidenza del colosso energetico JEESU. Un referto medico del pool di dottori tedeschi ha certificato l’impossibilità per la Tymoshenko di presenziare in aula, ma il giudice, Kostjantyn Sadovs’kyj, ha preteso la presenza della Leader dell’Opposizione Democratica.

L’11 Ottobre 2011 Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, è stata condannata a sette anni di reclusione in isolamento più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato con la Russia nel Gennaio 2009 accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato – ma che hanno garantito sia all’Ucraina che all’Unione Europea la ricezione del gas russo che Mosca ha precedentemente tagliato per destabilizzare la situazione politica interna a Kyiv.

La condanna è stata emanata dopo un procedimento condotto in maniera irregolare, con la Tymoshenko arrestata preventivamente già il 5 Agosto, la difesa sistematicamente privata dei suoi diritti, e prove a sostegno dell’accusa fabbricate ad hoc, alcune delle quali addirittura datate il 31 Aprile.

Il trattamento subito da Julija Tymoshenko è stato contestato da Unione Europea – tra cui a più riprese da Germania, Svezia, Francia, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Polonia e Danimarca – Stati Uniti d’America, Consiglio d’Europa, ONU, NATO, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Federazione Russa, e dalle principali ONG internazionali indipendenti, come Freedom House e Amnesty International.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: IL SECONDO PROCESSO SARA’ A PORTE CHIUSE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 21, 2012

Il giudice del Tribunale Kyjivs’kyj di Kharkiv riprese video e fotografiche durante il procedimento giudiziario a carico della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, che sarà obbligata presentarsi in aula nonostante le precarie condizioni di salute. Trapelata la notizia del trasferimento dell’ex-Primo Ministro dal carcere in ospedale

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

I giornalisti sono ammessi, ma senza telecamere e macchine fotografiche. Nella giornata di venerdì, 20 Aprile, nel corso della seconda seduta del processo in cui la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è imputata per evasione fiscale e sottrazione indebita di danaro statale durante la presidenza del colosso energetico JEESU, il giudice, Kostjantyn Sadovs’kyj, ha respinto tutte le richieste della difesa.

Nello specifico, il magistrato ha negato la trasmissione video e la documentazione tramite fotografie del processo, motivando tale decisione con il possibile inquinamento delle deposizioni che sarebbe originato dalla possibilità per ogni testimone di prendere atto di quanto deposto da chi lo ha preceduto.

Inoltre, Sadovs’kyj ha rigettato la domanda di trasferire il processo dalla Corte Kyjivs’ka di Kharkiv al Tribunale Podils’kyj di Kyiv, a cui, secondo la difesa, spetta la giurisdizione territoriale. Infine, il giudice ha stabilito che entro la seduta successivadovrà essere redatto un verbale per accertare la condizione fisica della Tymoshenko, così da garantire la presenza dell’imputata in aula per la conduzione del procedimento.

“Non è escluso che porteremo la Tymoshenko in aula addirittura in barella – ha dichiarato uno degli esponenti della Pubblica Accusa, il Procuratore Viktorija Kalyta, in ogni caso saranno gli organismi competenti a decidere sul trattamento dell’accusata”.

La Tymoshenko trasferita in ospedale in segreto

A poche ore dalla chiusura della seduta, alle 18, la Tymoshenko è stata trasportata dalla Colonia Penale femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv all’ospedale dei ferrovieri poco distante. Secondo quanto riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, l’operazione ha avuto le medesime modalità di un’incursione delle forze speciali di polizia: con gli operatori del servizio sanitario trattenuti sul posto di lavoro per cause di forza maggiore fino alla fine delle operazioni di trasferimento.

A rendere possibile il trasporto della Tymoshenko in ospedale sarebbe stato il suo assenso dato in seguito al parere favorevole espresso dall’équipe di medici tedeschi che nei giorni scorsi hanno visitato le strutture mediche in cui la Leader dell’Opposizione Democratica è stata trasferita per curare l’infiammazione respiratoria e l’ernia al disco di cui è affetta.

Julija Tymoshenko è stata sottoposta a un primo arresto l’11 Ottobre 2011 per avere firmato durante la conduzione del suo ultimo governo, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti svantaggiosi per le casse statali, ma che hanno consentito all’Ucraina e all’Europa di superare il taglio delle forniture di gas che la Russia ha operato per destabilizzare il campo arancione allora al potere a Kyiv.

Fin dai primi giorni passati in carcere – la Leader dell’Opposizione Democratica è stata arrestata il 5 Agosto 2011: prima della formulazione del verdetto – la Tymoshenko ha lamentato un forte mal di schiena che dopo essere trascurato dalle Autorità Carcerarie per diversi mesi si è rivelato essere un’ernia al disco solo in seguito alla visita che un pool di medici tedeschi e canadesi ha potuto operare nel mese di Febbraio.

In molti tra gli esperti hanno evidenziato come anche il secondo processo iniziato a carico della Tymoshenko nasconda la precisa volontà politica da parte dell’Amministrazione presidenziale di Viktor Janukovych di eliminare una carismatica concorrente politica.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO HA POTUTO INCONTRARE UN PARLAMENTARE EUROPEO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 7, 2012

Il Presidente della Commissione Interparlamentare UE-Europa, Pawel Kowal, è stato accettato presso la Colonia Penale Kachanivs’kyj di Kharkiv per un’ora di colloquio con la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina. Allargamento a Kyiv dell’Unione Europea e stato di salute dell’anima dell’Opposizione Democratica le tematiche trattate nell’incontro

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

E’ il primo europeo che ha potuto incontrare Julija Tymoshenko a 8 mesi esatti dall’arresto della Leader arancione. Nella giornata di giovedì, 5 Aprile, il Parlamentare Europeo polacco Pawel Kowal, Presidente della Commissione per i rapporti interparlamentari tra Unione Europea ed Ucraina, ha ottenuto il permesso dalle autorità carcerarie della colonia penale Kachanivs’kyj di Kharkiv di visitare la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko.

Come riportato dal suo blog ufficiale, Kowal ha parlato con la Tymoshenko di tematiche di stretta attualità, come il processo di avvicinamento dell’Ucraina nell’Unione Europea e le condizioni di salute dell’eroina arancione, con un accenno al suo possibile trasferimento in una clinica specializzata tedesca, su cui da giorni le voci si stanno facendo sempre più incalzanti.

“L’incontro è iniziato alle ore 10 locali ed è durato più di un’ora – ha dichiarato Kowal all’autorevole agenzia polacca PAP – abbiamo parlato di integrazione europea dell’Ucraina: la signora Tymoshenko ha apprezzato gli sforzi dei politici polacchi per accogliere il suo Paese nella comunità continentale nonostante il deficit democratico”.

Il Parlamentare Europeo, dopo avere constatato che la Leader dell’Opposizione Democratica è stata costretta a giacere durante tutto il corso dell’incontro, ha lanciato un allarme sanitario, definendo la Tymoshenko forte moralmente ma troppo debole fisicamente per potere affrontare un trasferimento in Unione Europea per la somministrazione di cure che le sono comunque necessarie.

“E’ rimasta sdraiata tutto il tempo – ha dichiarato Kowal – la Tymoshenko mi ha detto di avere un forte mal di schiena per il quale necessita di cure speciali immediate. Non sono un medico, ma ho visto una persona che non è in grado di stare seduta per più di 10 minuti”.

L’incontro tra Kowal e la Tymoshenko è avvenuto nell’ambito di una serie di visite che il Presidente della Commissione interparlamentare UE-Ucraina ha programmato per testare il grado di democrazia rispettato a Kyiv, sopratutto in vista di un possibile rafforzamento delle relazioni bilaterali con Bruxelles e di un’integrazione con l’Europa.

Kowal ha inoltrato alla Procuratura Generale una richiesta scritta per potere visitare la Leader dell’Opposizione Democratica fin dal 14 Marzo, appellandosi alle Autorità di Kyiv in nome del suo ruolo istituzionale, del suo essere cittadino polacco ed europeo, e dei valori cristiani che, nonostante le differenti confessioni, uniscono l’Ucraina all’Unione Europea.

Prima di Kowal, simile richiesta è stata esposta da due esponenti svedesi inviati dall’assemblea parlamentare dell’OSCE, e dal difensore dei diritti umani francese Francois Zimieray, i quali, tuttavia, non sono stati ammessi dalle Autorità Carcerarie della Colonia penale di periferia in cui è rinchiusa la Tymoshenko.

Una vendetta política che ha isolato l’Ucraina

Costretta in definitiva alla detenzione in isolamento l’11 ottobre 2011 per avere firmato degli accodi energetici ritenuti sconvenienti per le casse statali, Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, è stata sottoposta a un processo dalla dubbia regolarità, nel quale la difesa è stata sistematicamente privata dei propri diritti, le prove sono state montate ad hoc – addirittura datate il 31 Aprile – e la stessa imputata è stata rinchiusa in carcere in misura preventiva dal 5 Agosto: impossibilitata ad interloquire con i suoi avvocati.

L’Opposizione Democratica, e diversi opinionisti, hanno evidenziato come l’arresto della Tymoshenko sia, a loro avviso, una vendetta personale organizzata dal Presidente Viktor Janukovych per eliminare una fastidiosa concorrente politica, e vendicarsi per la sconfitta subita nelle elezioni presidenziali del 2004 con la persona che ha animato la realizzazione del processo democratico, noto come Rivoluzione Arancione.

L’arresto della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, ha portato Janukovych all’isolamento internazionale, come testimoniato dal congelamento della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento storico, con cui Kyiv avrebbe ottenuto da Bruxelles lo status di partner privilegiato dell’Unione Europea oggi posseduto da Islanda, Norvegia e Svizzera.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: SI TRATTA PER IL TRASFERIMENTO FUORI DALLA PRIGIONE.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 4, 2012

Le Autorità ucraine propongono il trasferimento della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina dalla Colonia Penale all’ospedale dei ferrovieri di Kharkiv per la somministrazione di cure specifiche, ma i dottori tedeschi invitano Kyiv a permettere l’invio dell’ex-Primo Ministro presso una clinica specializzata in Germania. Tra le denunce della difesa fissata la data del nuovo processo a carico dell’ex-Primo Ministro.

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, scortata dalle forze speciali

Dalla Colonia Penale all’ospedale dei ferrovieri. Questa è la soluzione che le Autorità ucraine hanno preventivato per consentire alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, le cure mediche necessarie per contrastare il sempre più precario suo stato di salute.

Come dichiarato lunedì, 2 Aprile, dal Ministero della Sanità ucraino, le Autorità carcerarie, per seguire le indicazioni fornite dal pool di medici tedesco-canadese che, grazie ad una mobilitazione internazionale, ha potuto visitare la Tymoshenko, ha accordato alla Leader dell’Opposizione Democratica la possibilità di ricevere trattamenti sanitari al di fuori del carcere in cui è detenuta, ed ha individuato la struttura adatta all’espletamento di tale necessità nell’ospedale dei ferrovieri di Kharkiv.

“Julija Tymoshenko non ha alcun interesse ad essere curata in quell’ospedale – ha dichiarato Serhij Vlasenko, l’avvocato difensore della Leader dell’Opposizione Democratica – Ella richiede di essere ricoverata in una clinica specializzata in trattamenti alla spina dorsale, come richiesto nel referto ufficiale redatto dai medici provenienti dal Canada e dalla Germania”.

Proprio le Autorità tedesche hanno iniziato con i colleghi ucraini una serie di trattative per consentire alla Tymoshenko il trasferimento presso la clinica Charite, in Germania: facendo leva da un lato sulle indicazioni dei propri medici, dall’altro sul permesso che Kyiv ha concesso alla Leader dell’Opposizione Democratica di potersi curare al di fuori della Colonia Penale dove è detenuta.

Aperto un nuovo processo a carico della leader dell’Opposizione Democratica

Tuttavia, le possibilità di realizzare le richieste umanitarie tedesche sono minime, per lo meno nel breve termine. Sempre lunedì, 2 Aprile, la Procura Generale ha fissato per il giorno 19 del medesimo mese l’inizio del secondo processo a carico di Julija Tymoshenko, in cui la Leader dell’Opposizione Democratica è accusata di sottrazione indebita di denaro statale per circa 5 Milioni di Euro, evasione fiscale per circa 63 Mila Euro, e falso in bilancio.

A questi reati, che la Tymoshenko avrebbe commesso durante la presidenza del colosso JEESU, prima della sua discesa in politica nel 1998, il Vice-Procuratore Generale, Renat Kuz’min, ha aggiunto quella per concorso di colpa nell’omicidio del businessman-Deputato Jevhen Shcherban, nel 1996, per il quale la JEESU avrebbe finanziato un killer.

La difesa ha denunciato la fabbricazione ad hoc delle imputazioni da parte delle Autorità ucraine, che sarebbero intenzionate a eliminare il principale avversario politico del Presidente, Viktor Janukovych: ritenuto il vero mandante dell’operazione giudiziaria. Inoltre, Vlasenko ha contestato il poco tempo messogli a disposizione per la presa visione dei faldoni contenenti le accuse assieme con la sua assistita.

L’11 Ottobre 2011, la Leader dell’Opposizione Democraticaè stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato durante il suo Premierato, nel 2009, accordi svantaggiosi per il rinnovo delle forniture di gas che la Russia allora ha tagliato per destabilizzare il governo filo-europeo della Tymoshenko.

Il processo in cui è maturata questa condanna è stato riconosciuto come irregolare dai principali Paesi del Mondo e dai maggiori enti sovranazionali, che hanno criticato le Autorità ucraine per la realizzazione di un’ondata di arresti politici che, oltre alla Tymoshenko, ha interessato un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: IN REGIONE LOMBARDIA PRESENTATA L’INTERROGAZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 31, 2012

Regione Lombardia si mobilita per il caso di Julija Tymoshenko, a Kyiv è celebrata la fine delle trattative per l’Accordo di Associazione UE-Ucraina, e durante il Congresso straordinario di Bat’kivshchyna l’Opposizione Democratica dichiara la fusione in un’unica lista arancione

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko . COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Più che uno scherzo, l’immaginario ittico del Primo di Aprile ha portato, con un giorno di anticipo, finalmente buone notizie. Nella giornata di venerdì, 30 Marzo, il Consigliere Regionale lombardo, Carlo Borghetti, ha dichiarato alla stampa di avere inviato al Presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, un’interrogazione urgente a risposta scritta in merito alla situazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko.

Borghetti, che nel Consiglio Regionale è attivo sopratutto in Commissione Sanità, ha evidenziato come il trattamento subito dalla politica ucraina più famosa e apprezzata in sede europea sia disumano, e rappresenti un’emergenza sul piano della democrazia, della giustizia, e del rispetto dei diritti umani, su cui è bene battersi anche a livello di Ente Locale: soprattutto presso la Regione trainante d’Italia.

“La democrazia va rispettata ovunque, vorrei che il Presidente della Lombardia, che in passato si è già speso in campo internazionale, prendesse una posizione anche nei confronti della Leader dell’Opposizione ucraina – ha dichiarato Borghetti – Il caso di Julija Tymoshenko mi ha fin da subito colpito non solo perché ha riguardato l’eroina della Rivoluzione Arancione, ma anche per l’involuzione democratica che sta vivendo l’Ucraina: un Paese europeo che sta sprofondando nel buio del suo passato”.

Durante la presentazione dell’iniziativa, il Consigliere regionale, che appartiene al gruppo del Partito Democratico della Lombardia, ha illustrato come l’Unione Europea debba seriamente interessarsi dell’Ucraina nell’ottica di una prossima integrazione del Paese più importante dell’Europa Orientale.

Quasi in contemporanea, a Kyiv è proprio avvenuta la cerimonia di chiusura delle trattative per la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un documento di importanza storica, congelato il 19 Dicembre 2011 a causa dell’arresto di Julija Tymoshenko, con cui Bruxelles potrebbe riconoscere agli ucraini lo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia e Svizzera.

Il condizionale è d’obbligo, dal momento in cui, nonostante il raggiungimento del punto di arrivo nella fase preparatoria di un trattato che prevede anche il varo di una Zona di Libero Scambio tra l’UE e l’Ucraina, sia la firma, che la successiva ratifica da parte del Parlamento Europeo, e dei 27 Parlamenti nazionali, è tutt’altro che scontata.

Come comunicato da diversi esponenti dell’Unione Europea, ulteriori progressi nell’avvicinamento di Kyiv a Bruxelles potranno essere compiuti solo se le autorità ucraine dimostreranno di sapere rispettare le regole della democrazia che stanno alla base dell’UE, e, nello specifico, garantiranno alla Tymoshenko, e all’altra decina di detenuti politici del campo arancione, libertà e diritto di partecipazione alle prossime Elezioni Parlamentari.

Arancioni uniti per la Tymoshenko

A riguardo, sempre venerdì, 30 Marzo a Kyiv si è svolto il congresso straordinario di Bat’kivshchyna, il Partito di Julija Tymoshenko, nel quale è stata certificata la fusione in questo soggetto politico delle altre principali forze partitiche appartenenti al campo arancione: Narodna Samooborona, dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko – detenuto in isolamento come la Tymoshenko, sempre in seguito a un processo politico – e il Front Zmin dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk.

“C’è una sola idea e una sola strategia per la quale vale la pena di accantonare gli altri temi: l’unità delle forze democratiche – ha dichiarato Julija Tymoshenko, per mezzo di un messaggio inoltrato dalla sua cella della Colonia Penale Kachaniv’skyj di Kharkiv – Unitevi, dimenticate le fratture ideologiche, i personalismi, e gli interessi privati. Dobbiamo costituire una sola squadra, una sola lista, una sola vittoria. Le Autorità ripongono molto sulle nostre divisioni, non cadiamo in queste tentazioni”.

Matteo Cazzulani

LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI A JANUKOVYCH: “CURATE JULIJA TYMOSHENKO FUORI DELLA COLONIA PENALE”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 17, 2012

L’organo afferente al Consiglio d’Europa invita il Presidente ucraino a curare la Leader dell’Opposizione Democratica al di fuori del carcere in cui è detenuta per eseguire le prescrizioni del pool di medici tedesco-canadesi, ma le Autorità ignorano la sentenza e organizzano una visita al penitenziario per alcuni media preventivamente individuati. Le critiche ai processi politici di Parlamento Europeo, Commissione Europea e OSCE, e la reazione del governo ucraino

La leader dell'opposizione democratica, Julija Tymoshenko, durante una seduta del processo

Vernice fresca, colori cangianti, e detenuti contenti di cucire babbucce per espiare le proprie colpe. Così è apparsa al Mondo intero la colonia penale femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv nella quale, dal 30 Dicembre del 2011 è detenuta la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko.

Nel corso di un escursione organizzata apposta per alcune testate nazionali e internazionali, preventivamente selezionate dalle Autorità Carcerarie, venerdì, 16 Marzo, la stampa ha potuto documentare come gli standard di vita all’interno della prigione siano in linea con quelli occidentali.

“Le attrezzature mediche che vi mostriamo sono di ultima generazione – ha dichiarato ai giornalisti il Vice-Capo della Prefettura di Kharkiv, Ihor Shurma – le abbiamo acquistate sopratutto per curare la signora Tymoshenko. Appena costei darà il suo consenso, potrà ricevere un trattamento medico adeguato senza uscire dalla prigione”.

Nonostante l’organizzazione minuziosa dell’open day della colonia penale, per i giornalisti le Autorità non hanno previsto alcun incontro né con la detenuta, e nemmeno con il suo Avvocato. Secondo la versione ufficiale, la Tymoshenko sarebbe stata impegnata nella presa visione dei capi di imputazione che la vedono coinvolta in uno dei dieci processi a suo carico.

“E’ una pura menzogna: sono stato rinchiuso in una cella con la forza, e non ho potuto uscire fino alla fine della gita nella Colonia Penale – ha dichiarato Serhij Vlasenko, il legale difensore della Tymoshenko, poco dopo l’uscita della stampa – avrete sicuramente sentito urti ad una porta, ero io che cercavo di liberarmi. E’ stato un vero e proprio caso di detenzione immotivata”.

A diffidare della presentazione della Colonia Penale Kachanivs’kyj organizzata dalle Autorità non sono solo i militanti dell’Opposizione Democratica e le diverse organizzazioni internazionali impegnate nella difesa dei diritti umani, ma anche alte istituzioni europee: sempre più turbate da un caso che, alla violazione della democrazia, coniuga una vera e propria emergenza sanitaria.

Sempre venerdì, 16 Marzo, il Tribunale Europeo per i Diritti Umani ha emanato una sentenza in cui obbliga il governo ucraino a garantire a Julija Tymoshenko cure mediche in un ospedale al di fuori della struttura carceraria, come prescritto dal pool di medici tedesco-canadese che, solo dopo tre mesi di ripetute richieste da parte della Comunità Internazionale, ha potuto visitare la Leader dell’Opposizione Democratica nella sua cella.

“Il Tribunale Europeo per i Diritti Umani raccomanda al governo ucraino, in base all’articolo 39 del suo regolamento, di garantire alla signora Tymoshenko cure mediche in strutture adeguate” riporta la sentenza che, essendo stata emessa da un organo afferente al Consiglio d’Europa, obbliga al suo rispetto, e alla sua immediata realizzazione, tutti i Paesi membri, tra cui l’Ucraina.

Ciò nonostante, le Autorità ucraine hanno dichiarato di non volere attenersi alla risoluzione della magistratura europea che, dal loro punto di vista, rappresenta un tentativo di intrusione negli affari interni di un Paese indipendente. Come dichiarato dal Ministro della Giustizia, Oleksandr Lavrynovych, il Consiglio d’Europa non ha alcun diritto di imporre alcuna decisione a Kyiv, in particolare per quanto riguarda il trattamento di una detenuta condannata da una corte ucraina.

Oltre al verdetto della Corte Europea per i Diritti Umani, il Capo-Delegazione del Parlamento Europeo per i rapporti tra UE e Ucraina, Pawel Kowal, a nome di tutti i gruppi dell’emiciclo di Strasburgo, si è appellato alla Procura Generale per ottenere un incontro con Julija Tymoshenko, al fine di appurare di persona le reali condizioni di salute della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina.

“Ho sempre lavorato per migliorare i rapporti tra l’Ucraina e Bruxelles – ha dichiarato l’esponente polacco – ma qui è in gioco una personalità di ampio spessore che ha collaborato con il Parlamento Europeo. E’ necessario un incontro con Julija Tymoshenko, ve lo chiedo anche in nome dei valori cristiani che uniscono l’umanità intera”

All’appello di Kowal si è aggiunta anche una dichiarazione del Commissario Europeo all’Integrazione e all’Allargamento, Stefan Fule, che ha invitato le Autorità ucraine a permettere alla Tymoshenko e agli altri detenuti politici, la partecipazione alle prossime elezioni parlamentari.

Inoltre, ha ricordato come proprio l’ondata di arresti di esponenti di spicco dell’opposizione Democratica sia stata la causa, il 19 Dicembre 2011, del congelamento della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – documento storico con cui Bruxelles avrebbe riconosciuto a Kyiv il medesimo status di partner privilegiato oggi goduto da Norvegia, Islanda e Svizzera.

Nella giornata di mercoledì, 14 Marzo, in un’intervista al giornale tedesco Die Welt, il Primo Ministro ucraino, Mykola Azarov, si è detto perplesso dinnanzi all’impasse nelle trattative per la conclusione delle trattative per l’Accordo di Associazione, e ha giustificato l’arresto della Tymoshenko con la necessità di punire il suo predecessore decisioni contrarie all’interesse nazionale.

“Non ci sono né dubbi né insicurezze sulla democrazia in Ucraina – ha sottolineato Azarov – l’Opposizione Democratica ha propri organi di stampa, ed è libera di manifestare le proprie idee. Ci sono altri Paesi con il medesimo livello di libertà di quello che si respira a Kyiv, dove nessuno viene incarcerato per criticare le Autorità.

“La scorsa settimana le Autorità Carcerarie hanno vietato un incontro con la Tymoshenko a due parlamentari svedesi. Questo ennesimo rifiuto non fa che innalzare la nostra apprensione per le condizioni sanitarie dell’ex-Primo Ministro ucraino” ha dichiarato la Vicepresidente dell’Assemblea Parlamentare dell’OSCE, Walburga Habsbourg Douglas.

Un processo politico

L’11 Ottobre 2011, Julija Tymoshenko, nota in Occidente per la bionda treccia e per avere guidato il processo democratico in Ucraina nel 2004 noto come Rivoluzione Arancione, è stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento, più altri tre di esclusione dalla vita politica, per avere firmato, nel Gennaio 2009, accordi energetici con la Russia ritenuti svantaggiosi per le casse dello Stato.

Maturata dopo un processo dalla dubbia imparzialità, con la Tymoshenko detenuta preventivamente in carcere dal 5 Agosto, la difesa sistematicamente privata dei propri diritti, e prove ad hoc fabbricate dall’accusa in maniera irregolare – alcune delle quali datate persino il 31 Aprile – la sentenza è stata confermata dalla Corte d’Appello il 24 Dicembre.

Prima di allora, l’8 Dicembre, alla Tymoshenko – detenuta in isolamento – è stato sentenziato un ulteriore arresto preventivo perché ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo delle indagini di un secondo processo in cui è imputata per evasione fiscale.

Il verdetto in merito a questa seconda detenzione è stato emanato al termine di un processo-lampo celebrato ai limiti del macabro: con giudice e Pubblica Accusa seduti intorno al letto in cui la Tymoshenko è stata costretta a giacere per via di un’infiammazione respiratoria trascurata dalla Autorità Carcerarie.

Numerose sono state le condanne pronunciate dalla Comunità Internazionale circa il trattamento subito dalla Tymoshenko, per il quale è stato ritenuto responsabile il Presidente, Viktor Janukovych: principale personalità politica del Paese assieme all’ex-Primo Ministro, che dalla sua salita al potere, nel Febbraio 2010, ha scatenato una campagna di repressione politica con arresti, processi e costrizioni all’esilio a carico di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

FESTA DELLA DONNA 2012: A JULIJA TYMOSHENKO IL NOBEL PER LA PACE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 8, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina inserita nella lista dei candidati all’assegnazione del Prestigioso Premio. Ad oggi, l’Anima della Rivoluzione Arancione è detenuta in isolamento per ragioni politiche, nonostante la mobilitazione internazionale a favore della sua liberazione e le gravi condizioni di salute, che la costringono alla permanenza a letto.

Julija Tymoshenko durante il processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Nell’8 Marzo di Julija Tymoshenko non ci saranno né mimose, né auguri da parte di marito e amici, e nemmeno spogliarelli. Solo il freddo della detenzione in isolamento in un carcere di periferia, e un forte mal di schiena che costringe la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina a giacere sul letto della sua cella: dove è sorvegliata 24 ore su 24 per mezzo di una telecamera puntata dritto sulla sua figura.

Per questa e altre ragioni, un gruppo di letterati, scrittori, politici, giornalisti e comuni cittadini hanno raccolto adesioni per presentare la candidatura di Julija Tymoshenko al conferimento del Premio Nobel per la Pace. Depositata il 15 Febbraio, la nomination della Leader dell’Opposizione Democratica è stata confermata dal Comitato Organizzatore già il 26 Febbraio.

Tra le motivazioni a supporto della candidatura della Tymoshenko vi è “il suo ruolo attivo nella Rivoluzione Arancione del 2004, nella democratizzazione e nell’occidentalizzazione di un Paese appartenuto all’Unione Sovietica, e il riconoscimento della Leader dell’Opposizione Democratica come vittima di una vendetta politica da parte di un governo autoritario”.

La situazione di questa carismatica donna, nota in Occidente per la bionda treccia e per avere guidato in Ucraina nel 2004 il processo democratico passato alla storia come “Rivoluzione Arancione”, ha il sapore della beffa politica e, nel contempo, dell’amarezza legata al regresso della democrazia a Kyiv: sempre più evidente da quando al potere si è instaurato l’attuale Presidente, Viktor Janukovych.

Scesa in politica nel 1998 dopo un passato da top-manager alla guida del colosso energetico JEESU – su cui permangono ancora molte nubi – la Tymoshenko ha dapprima guidato le proteste contro l’ex-Presidente, Leonid Kuchma – accusato di avere favorito la corruzione, repressione del dissenso, e violenze su giornalisti indipendenti – poi, in seguito alla vittoria degli arancioni di Viktor Jushchenko alle elezioni presidenziali, dal 2005 ha guidato tre dei quattro governi democratici che si sono succeduti fino al 2010.

Da Primo Ministro, la carismatica Leader è riuscita a rafforzare le strutture della democrazia ucraina, garantire la libertà di stampa, sostenere le legittime ambizioni euro-atlantiche dell’Ucraina, tenere testa alle politiche imperialiste della Russia monopolista, e condurre una decisa lotta alla corruzione con lo slogan “Banditi in galera!”.

Il coraggio dimostrato alla guida del Paese – che ha costretto molti tra gli oligarchi dalla dubbia pulizia a fare i conti con la giustizia – è stato riconosciuto come la vera causa dell’arresto della Tymoshenko. La stessa Leader dell’Opposizione Democratica ha evidenziato come l’accanimento giudiziario sul suo conto non sia altro che una vendetta politica del Presidente Janukovych sulla sua principale rivale: una posizione su cui anche la Comunità Internazionale ha presto concordato.

L’arresto – seguito ad un processo celebrato al di fuori della regolarità – è stato criticato a più riprese da Unione Europea, Stati Uniti, ONU, OSCE, Amnesty International, ed altri enti internazionali indipendenti, i quali hanno invitato il Capo dello Stato ucraino ad arrestare un’ondata repressiva che, oltre alla Tymoshenko, ha portato all’arresto del suo ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, a processi politici a carico di un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, e all’esilio politico in Repubblica Ceca sia dell’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, che del marito dell’ex-Primo Ministro, Oleksandr Tymoshenko.

Dinnanzi alla mancata collaborazione di Janukovych, l’Unione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – documento storico con cui Bruxelles avrebbe riconosciuto a Kyiv lo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Svizzera e Norvegia – e la comunità occidentale ha isolato il Presidente ucraino durante i vertici internazionali di Davos e Monaco di Baviera.

Domenica, 4 Marzo, i Ministri degli Esteri dei cinque paesi UE più sensibili alle aspirazioni euroatlantiche dell’Ucraina – Polonia, Svezia, Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Germania – sono stati autori di una lettera pubblicata sul New York Times in cui hanno individuato nella condotta autoritaria di Janukovych la causa unica del raffreddamento delle relazioni euro-ucraine.

Il giorno successivo, a criticare il regresso democratico in Ucraina sono stati i Paesi del quartetto di Vysegrad – Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, e Slovacchia – gli Stati Baltici – Lituania, Estonia e Lettonia – e la Danimarca Presidente di turno UE. Al termine di un summit dedicato all’Ucraina, Janukovych è stato invitato da una dichiarazione congiunta dei partecipanti al vertice a liberare la Tymoshenko e gli altri detenuti politici, e garantire loro la partecipazione a libere elezioni.

Oltre all’ambito politico, a mobilitarsi è stato anche il mondo della cultura. In un’intervista a Radio Liberty, mercoledì, 7 Marzo, il dissidente polacco Adam Michnik – uno degli esponenti più attivi di Solidarnosc: il sindacato libero polacco di opposizione al regime sovietico – ha ritenuto la condotta di Janukovych un errore che, presto o tardi, il Presidente ucraino pagherà a caro prezzo.

Se la Tymoshenko riuscirà à ad avere la meglio su altri 228 candidati al Nobel – tra cui l’ex-Presidente USA Bill Clinton, l’ex-Cancelliere tedesco, Helmut Kohl, il Presidente tunisino Monsif Marzouki, e la televisione araba Al-Jazeera – non è facile da preventivare, ma la consegna del Nobel per la Pace a una donna, che ancora nel 2012 è detenuta per ragioni politiche, ed è privata dell’assistenza medica necessaria – per altro in un Paese europeo per cultura e tradizioni come l’Ucraina – sarebbe un gesto di alta maturità democratica da parte della Comunità Internazionale.

Una paladina dell’indipendenza energetica europea vittima dell’autoritarismo post-sovietico

Per convincersi di questo, i membri della Commissione del Nobel – che in passato hanno consegnato il Premio con un po’ di leggerezza, come nel caso di Barack Obama: Presidente USA, premiato nel 2009 a soli pochi mesi dall’insediamento alla Casa Bianca – possono rifarsi non solo alle motivazioni espresse nella lettere a sostegno della candidatura, ma ai fatti reali che hanno portato all’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica e, nel contempo, alla scrittura di una delle pagine più buie della storia ucraina.

La Tymoshenko è stata condannata a 7 anni di carcere in isolamento presso la colonia penale femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv per avere firmato, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti onerosi onerosi per il bilancio statale. In realtà, dovendo porre rimedio al taglio delle forniture di gas operato dalla Russia per destabilizzare la sua leadership, l’ex-Primo Ministro è stata costretta ad accettare le condizioni contrattuali imposte da Mosca pur di garantire un inverno al caldo al suo Paese, mantenere il controllo di Kyiv sula rete dei gasdotti nazionali, e ripristinare l’afflusso di oro blu russo in Unione Europea.

Per questa motivazione, la Tymoshenko è stata imputata in un processo svoltosi in maniera palesemente irregolare, con la difesa sistematicamente privata dei propri diritti, la Leader dell’Opposizione Democratica detenuta in carcere già prima del verdetto, e prove a sostegno dell’accusa fabbricate ad hoc – addirittura datate il 31 di Aprile.

Dopo la condanna in Primo Grado – inflittale l’11 Ottobre 2011, poi confermata dalla Corte d’Appello il 24 Dicembre – alla Tymoshenko è stato sentenziato un secondo arresto preventivo perché ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo delle indagini in cui l’ex-Premier è imputata per evasione fiscale durante la presidenza della JEESU.

Quest’ultimo verdetto è stato sentenziato l’8 Dicembre, dopo un processo lampo celebrato nella cella della Leader dell’Opposizione Democratica: con giudice e Pubblica Accusa seduti attorno al letto in cui la Tymoshenko è stata – ed è ancora – costretta a giacere per via di un malessere trascurato di continuo dalle Autorità carcerarie.

Matteo Cazzulani