LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

PASSAPORTI FACILI IN UCRAINA: ECCO COME LA RUSSIA INIZIA A DESTABILIZZARE LA CRIMEA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 19, 2011

Come riportato dall’autorevole BBC, il Progetto di Legge per la concessione agevolata della cittadinanza russa alle minoranze di altri Paesi registrato alla Duma potrebbe comportare la destabilizzazione della penisola. I precedenti in Georgia di Abkhazija ed Ossezia del Sud, e le preoccupazioni della comunità tatara, finora tutelata da Kyiv

Il primo ministro russo, Vladimir Putin

Un maneggevole passaporto come mezzo per realizzare il divide et impera, ben più efficace di ingombranti carri armati. Questa la soluzione che la Russia si appresta a rinnovare nei confronti dell’Ucraina, con un progetto di legge registrato alla Duma circa la semplificazione delle procedure per la concessione della cittadinanza russa agli abitanti della Crimea.

Come riportato dall’autorevole BBC, il DDL, presentato dal Deputato Kostantin Zatulin – più volte nominato persona non grata a Kyiv – prevede una corsia preferenziale per chi desidera ottenere documenti russi non solo nella Crimea – oggi parte del’Ucraina indipendente – ma anche in altre regioni del Mondo ex-sovietico, in cui minoranze russe sono presenti in numero cospicuo.

“Il problema è che in Ucraina la doppia cittadinanza è vietata – ha evidenziato alla redazione ucraina del principale media della Gran Bretagna il Leader locale del Congresso dei Patrioti Ucraini, Vasyl’ Ovcharuk – ed il progetto di legge contrasta apertamente con le leggi di Kyiv. Se in Russia si pensa di dettare regole in altri Paesi sovrani, allora occorre denunciare questa intromissione negli affari di Stati vicini”.

A lanciare un allarme ben più forte è il Capo del Partito Popolare Ucraino, Oleh Fomushkin, che ha ricordato come la concessione di passaporti russi per destabilizzare aree delicate in Paesi che si desidera controllare – in quanto ritenuti propria area di influenza – è una tradizione per Cremlino, come attuato già in Abkhazija e Ossezia del Sud: regioni georgiane, poi attaccate militarmente nell’Agosto 2008 e, ad oggi, ancora occupate dai carri armati di Mosca.

Una destabilizzazione pianificata

“E una situazione molto delicata per Kyiv – ha evidenziato , sempre alla BBC, il Leader della Mejlis dei tatari di Crimea, Mustafa Dzhemiljev – del resto, se Mosca volesse difendere i propri cittadini in Crimea non dovrebbe nemmeno spostare il proprio esercito, che già permane nella base navale di Sebastopoli [il cui prolungamento fino al 2042 è stato concesso, nel Maggio 2010, dal Presidente ucraino, Viktor Janukovych, in cambio di uno sperato sconto sul gas mai ottenuto, n.d.a.]”.

Invece, a difendere il Progetto di Legge della Duma sono le forze politiche della minoranza russa, che addossano la colpa ad una legislazione ucraina in cui la doppia nazionalità è vietata. Una decisione adottata anche in altri Paesi dell’ex-Unione Sovietica, dove in molti ancora guardano a Mosca come la propria capitale, de facto cedendo alle sirene del Cremlino: pronto a destabilizzare l’area per il proprio tornaconto, e dare linfa a tendenze imperialistiche sempre più forti, sopratutto con il ritorno sicuro di Vladimir Putin alla presidenza.

Lecito ricordare che la Crimea – regione autonoma, con propri Rada, Speaker e bilancio – è tradizionalmente un crogiolo di nazionalità ed etnie differenti che, nell’Ucraina di oggi, hanno vissuto pacificamente, senza scontri eclatanti, ne tensioni particolarmente alte. Oltre a quella russa, la maggiore tra le minoranze è quella tatara: politicamente orientata a sostegno degli arancioni e, per questo, decisa nel difendere l’integrità del Paese. In tutto, nella penisola si contano fino a 27 nazionalità.

Matteo Cazzulani

Advertisements

UCRAINA: PER IL CAMPO ARANCIONE PRIMI PASSI VERSO IL CARTELLO ELETTORALE

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on July 14, 2011

Il partito dell’ex-Presidente, Viktor Jushchenko, coordina il Comitato per la Difesa delle Elezioni Oneste in vista delle consultazioni Parlamentari del 2012. La forza politica di quello attuale, Viktor Janukovych – superata nei sondaggi – monitora l’attività dei giornalisti. Ancora fuori dal progetto i big dell’Opposizione Democratica: Julija Tymoshenko, Arsenij Jacenjuk, ed Anatolij Hrycenko

Manifestazione patriottica sotto il monumento al Poeta Nazionale ucraino, Taras Shevchenko

La giusta direzione verso la quale procedere. Nella giornata di martedì, 12 Luglio, alcune forze dell’Opposizione Democratica hanno creato il Comitato di Difesa delle Elezioni Oneste: un cartello elettorale, con lo scopo di scegliere candidati comuni nei collegi uninominali, ed evitare la lotta intestina tra le liste del campo arancione che, inevitabilmente, finisce per avvantaggiare la compattezza del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, già creati i primi gruppi di lavoro, tra cui quello per il coordinamento interpartitico, l’organizzazione dei rappresentanti di lista, e le relazioni con le ONG internazionali. Una mossa necessaria dinnanzi ad una legge elettorale che prevede un sistema misto di maggioritario e collegi uninominali, uno sbarramento al 5%, e l’impossibilità per alleanza e blocchi di partecipare alla consultazione.

Regista dell’operazione, Nasha Ukrajina – la forza politica dell’ex-Presidente, Viktor Jushchenko – seguita da altri soggetti moderati, patriottici, e conservatori quali il Partito Popolare Ucraino, il Congresso dei Patrioti Ucraini, Svoboda, Sobor, il Partito Cristiano-Repubblicano, e persino quello Social-Democratico. Solo presenti alle trattative con propri emissari, ma non ancora parte del comitato, Bat’kivshchyna – il partito della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko – il Front Zmin dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk, e la Hromadjans’ka Pozycija di Anatolij Hrycenko.

Il timore di stampa e rilevazioni

Sul loro interesse, e futura adesione, si è detto certo il Capo di Nasha Ukrajina, Valentyn Nalyvajchenko, che ha aggiunto come la presidenza del cartello sarà gestita secondo una precisa turnazione.

Subito le prime reazioni. Come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, il Partija Rehioniv ha inoltrato una lettera a tutte le sezioni locali, con la richiesta di reperire il maggior numero di informazioni sui giornalisti presenti sul territorio, con particolare interesse all’orientamento politico. Una precisa violazione dell’Articolo Settimo della legge sulla protezione dei dati personali, che, assieme alle elezioni locali falsate dell’Ottobre 2010, e la legge elettorale che penalizza l’Opposizione Democratica, lascia molto perplesso chi spera nel rispetto degli standard europei delle prossime consultazioni.

Altro segnale, altresì incoraggiante, quello dei sondaggi, in cui per la prima volta dopo circa due anni, le forze del campo arancione hanno superato i soggetti della maggioranza post-sovietica – Partija Rehioniv e comunisti.

Secondo gli esperti, a motivare tale incremento non sarebbeperò l’attività dei politici dell’Opposizione Democratica, ma la crescente sfiducia nei confronti di Janukovych, sia sul piano interno – per via del mancato aumento delle paghe sociali e della lotta alla corruzione promesse in campagna elettorale – che su quello estero – peggioramento dell’immagine di Kyiv a seguito dei processi politici agli esponenti dell’Opposizione Democratica ed indecisione tra Russia ed Europa.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ANCHE DIASPORA AUSTRIALIANA CONTESTA VIKTOR JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 8, 2011

Canberra invita il capo di Stato al rispetto di Costituzione, e Lingua e Cultura Nazionali. Ancora dissidi interni all’Opposizione Democratica

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych

Basta con russificazione e molestia della cultura nazionale. Forte l’appello degli ucraini d’Australia. I quali, con un’apposita lettera, hanno esortato il Presidente, Viktor Janukovych, ad interrompere l’opera di annichilimento della lingua di Shevchenko — Taras, il Poeta Nazionale — e la sovietizzazione dell’istruzione. In cui, è avvenuta un’opera di preoccupante revisionismo storico, in senso anti-nazionale.

Inoltre, la diaspora di Canberra ha richiesto al Capo di Stato il rispetto della Costituzione, che prevede Libertà di Stampa, Parola ed Espressione. Principi di recente calpestati a Kyiv.

“Diritti all’Opposizione — riporta il documento — e non repressione del dissenso. Da quanto governa Janukovych, è venuta meno la libertà”.

Di sicuro, a preoccupare gli ucraini d’Australia è la pressione giudiziaria, a scopo politico, nei confronti del campo arancione. Già una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica sono stati colpiti dalla Procura, dalla salita al potere dell’attuale Presidente.

Tra essi, la sua carismatica Leader, Julija Tymoshenko. Confinata in Patria, con l’accusa di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze.

L’ex-Ministro dell’Interno, Jurij Lucenko, è detenuto in isolamento, come un carnefice. L’ex-titolare dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, riconosciuto perseguitato in Repubblica Ceca, che gli ha concesso asilo politico.

Due ucraini, tre Het’many

Un campo patriottico-liberale bisognoso di un’unità, lungi dall’essere raggiunta. A dimostrarlo, il tentativo di Nasha Ukrajina — la forza politica dell’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko — di aggregare attorno a sé altre forze moderate, per creare un unico partito, in vista delle Elezioni Parlamentari del 2012.

A ritardarne la spinta, il Segretario del Partito Popolare Ucraino, Jurij Kostenko. Il quale, malgrado la sua appartenenza al gruppo parlamentare di Nasha Ukrajina, ha ammesso di aver appoggiato la nomina a Primo Ministro di Mykola Azarov, longa manus di Janukovych.

Una scelta politica, che ha portato un sedicente patriota a sostenere la politica del Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, finanziata dagli oligarchi filorussi delle regioni orientali — pur di contrastare Julija Tymoshenko, criticata per una politica economica poco coraggiosa.

Lecito ricordare a Kostenko la crisi economica, e la forte dipendenza dell’Ucraina dal gas russo. Nonché, le politiche socio-diplomatiche. Le quali, sotto la guida dell’ex-Primo Ministro, anima della Rivoluzione Arancione, hanno reso l’Ucraina un Paese libero, democratico, e maggiormente indipendente ed europeo.

Matteo Cazzulani

AMMINISTRATIVE UCRAINE: L’OPPOSIZIONE SI SALDA CONTRO I BROGLI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 27, 2010

Una decina di partiti costituiscono il Comitato “Stop ai Brogli!”. A Zaporizhzhja i candidati di forze minori appoggiano quello di Bat’kivshchyna

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Forse è stata trovata la svolta. Davvero. Nella giornata di lunedì, 25 ottobre, 8 partiti dell’Opposizione Democratica hanno costituito il Comitato “Stop ai Brogli“: un organismo politico comune di raccordo delle azioni politiche durante le elezioni amministrative, in programma il prossimo 31 di ottobre.

Nello specifico, il comitato ha l’obiettivo di monitorare le procedure di voto, raccogliere informazioni su possibili falsificazioni, e trasmetterle ad osservatori internazionali, ONG, e media.

Inoltre, il comitato – retto da un consiglio direttivo composto da un esponente di ciascuna forza politica – ha programmato azioni di protesta comuni per richiedere pubblicamente il rispetto della Libertà di Voto. Spesso, calpestata dai recenti provvedimenti voluti dal Presidente, Viktor Janukovych, e dal premier, Mykola Azarov.

L’unione fa la forza

A “Stop ai Brogli” hanno aderito il principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna – la forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko – la Hromadjans’ka Pozycija – capeggiata dall’ex Ministro della Difesa, Anatolij Hrycenko – e Za Ukrajinu – cui leader è V’jacheslav Kyrylenko.

Inoltre, il Partito dei Difensori della Patria, la Piattaforma Ucraina, il Partito Popolare Ucraino, Reformy i Porjadok – presieduto dal premier del governo-ombra, Serhij Sobolejev – e Svoboda – la forza politica di Oleh Tjahnybok.

Nei giorni successivi, ad essi si sono aggiunti Nasha Ukrajina ed il Narodnyj Rukh – diretto dall’ex Ministro degli Esteri, Borys Tarasjuk.

Già i primi risvolti

Il capo della Hromadjans'ka Pozycija, Anatolij Hrycenko

Il Comitato non è rimasto mera teoria, ma ha portato a fatti concreti. Nella giornata di martedì, 26 ottobre, il leader di Narodna Samooborona, l’ex Ministro dell’Interno, Jurij Lucenko, ha invitato il suo elettorato a sostenere il partito di Julija Tymoshenko.

A Zaporizhzhja, mercoledì, 27 ottobre, tre candidati sindaco di partiti dell’Opposizione Democratica – Halyna Tarasova del Partito Cristiano Repubblicano, Vasyl’ Varec’kyj di Spravedlyvist’ e Stanislav Zubov del partito repubblicano Sobor – hanno rinunciato alla propria corsa per appoggiare quella del candidato di Bat’kivshchyna, Oleksandr Sin.

Alla base della decisione, la volontà di non disperdere l’elettorato, e di convogliarlo sul candidato più forte. Inoltre, l’unione delle forze mira a contrastare il predominio sui media e nelle commissioni di seggio del candidato del Partija Rehioniv – il partito egemone nel Paese a cui appartengono il Presidente, premier ed i membri del Consiglio dei Ministri – Volodymyr Kal’cev, in cerca di riconferma dopo il primo mandato.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA CHIEDE AIUTO ALL’EUROPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 29, 2010

Lettera aperta dei partiti democratici per sollecitare Bruxelles a scongiurare falsificazioni del voto amministrativo. Hrycenko: “Sia rispettata la volontà degli ucraini”. Continua la pressione politica delle autorità, il vice di Julija Tymoshenko – la leader dell’Opposizione – ancora in procura. Protestano Giornalisti ed ONG.

I rappresentanti dei partiti dell'Opposizione Democratica, sostenitori dell'appello all'Occidente

L’Opposizione ucraina si appella all’Occidente. Con un documento congiunto, le forze democratiche si sono rivolte al Consiglio d’Europa, all’Osce, ed all’Unione Europea, affinché, con la loro presenza, garantiscano il regolare svolgimento delle prossime elezioni amministrative.

Prove di brogli elettorali

Stando alla nota, le autorità avrebbero già attuato meccanismi per falsificare il voto. Tra essi, continue pressioni su media indipendenti e politici, la registrazione di liste clone – con la medesima denominazione dei partiti dell’Opposizione. Ed una legge elettorale iniqua, che vieta la partecipazione a blocchi, alleanze e partiti nati da meno di un anno, e garantisce al Partija Rehioniv – la forza politica egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Primo Ministro, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – una rappresentanza maggiore rispetto agli altri soggetti in seno alla Commissione Elettorale Centrale.

“Con un simile regolamento – riporta la lettera, esposta dall’ex ministro della difesa, Anatolij Hrycenko – le elezioni non possono essere riconosciute come regolari. E’ necessaria una revisione della legge, per permettere al popolo ucraino, e non alle autorità, di decidere l’esito della consultazione”.

A firmare il documento, i principali partiti dell’Opposizione Democratica, finalmente uniti: il Partito Popolare Ucraino, il Narodnyj Rukh, Narodna Samooborona, il Partito Europeo, la Piattaforma Ucraina, la Hromadjans’kaja Pozycija, il Partito dei Difensori della Patria, Reformy i Porjadok, e Bat’kivshchyna –  il partito della Leader del fronte Democratico, Julija Tymoshenko.

Turchynov ancora davanti ai giudici

L'esponente di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Proprio la Lady di Ferro ucraina, impegnata in un tour elettorale per le principali città del Paese, ha denunciato continue pressioni ai danni della sua forza politica. Non da ultimo, nella giornata di martedì, 28 settembre, il suo braccio destro, Oleksandr Turchynov, è stato convocato dalla procura. Per la quarta volta, nel giro di poche settimane. 

“Mi hanno posto le medesime domande – ha evidenziato l’ex vice premier, sottolineando come l’ennesima convocazione dei giudici gli abbia impedito di partecipare ad un appuntamento elettorale – a cui ho dato le stesse risposte. E’ un chiaro tentativo di ostacolare i lavori dell’Opposizione. Non vedo altra spiegazione”.

Lecito ricordare che, negli ultimi mesi, quattro stretti collaboratori di Julija Tymoshenko sono stati arrestati: l’ex vice capo di Naftohaz [il colosso ucraino del gas, n.d.a.] Ihor Didenko, l’ex capo del controllo Statale di frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex ministro degli esteri, Bohdan Danylyshyn. Da tempo, si vocifera di un simile trattamento nei confronti dello stesso Turchynov.

Anche i giornalisti manifestano

La manifestazione di giornalisti ed ONG nei pressi della sede dei servizi segreti ucraini

A dimostrazione della reale delicatezza della situazione, la manifestazione dei giornalisti e delle associazioni non governative, riunite, proprio presso la sede dei Servizi Segreti, per richiedere delucidazioni sulla raccolta di informazioni a loro carico da parte delle autorità. Tra il centinaio di dimostranti, redattori, cronisti, privati cittadini, persino volti noti dell’informazione televisiva.

“Durante l’attività sociale e lavorativa – sancisce il comunicato dell’evento, distribuito in diverse copie e sottoscritto dai presenti – spesso si criticano governo ed alte personalità politiche. Succede anche di interagire con stranieri, e dialogare su tematiche di attualità. Vogliamo sapere se, in base a tale comportamento, siamo sotto osservazione dei servizi segreti, e se siamo ritenute persone pericolose per la sicurezza nazionale. Se la nostra quotidianità è monitorata, e le nostre conversazioni telefoniche, intercettate”.

Matteo Cazzulani