LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

IN POLONIA SVOLTE STORICHE NEL SEGNO DELLA CONTINUITA

Posted in Polonia by matteocazzulani on November 10, 2011

Il Primo Ministro, Donald Tusk, riconfermato alla guida del Governo, per la prima volta retto dalla medesima persona della legislatura precedente. Elezione storica di Ewa Kopacz: primo Maresciallo del Sejm donna. I conservatori perdono i pezzi, e a sinistra si fanno prove di unità

Il Premier polacco, Donald Tusk

Conferme, novità, e decisioni importanti hanno segnato una delle pagine candidate di diritto al risalto nei manuali storia della Polonia. Nella giornata di martedì, 8 Novembre, il Primo Ministro, Donald Tusk, ha rassegnato le proprie dimissioni, e, nel giro di poco tempo, riottenuto l’incarico, e ricreato la coalizione di governo tra la Piattaforma Civica – PO, di cui è Leader – ed il partito contadino PSL: una formalità dettata dalla Costituzione a cui il Presidente, Bronislaw Komorowski, ha avuto l’onore di cimentarsi per primo nella storia del Paese.

Difatti, quella di Tusk è la prima riconferma elettorale di un Premier dal Dopoguerra, peraltro con un solido consenso: fino ad oggi, le urne hanno duramente punito ogni governo in carica, facendo di Varsavia una democrazia governata a legislature alterne. Sui nomi dell’esecutivo ancora nessun comunicato ufficiale, ma, con tutta probabilità, il governo liberale-contadino sarà composto grossomodo dalle stesse persone che, negli ultimi cinque anni, hanno retto il Paese con liberalizzazioni in stile europeo, stabilizzazione dell’economia, e crescita del PIL in un periodo di crisi continentale, da cui Tusk ha promesso di tenere fuori la Polonia anche per il secondo suo mandato.

Di sicuro, Varsavia avrà un nuovo Ministro della Sanità, dal momento in cui l’ex-titolare, Ewa Kopacz, è stata eletta Maresciallo del Sejm – carica equivalente al Presidente della Camera. Una svolta storica, poiché, per la prima volta, la Seconda Carica dello Stato è ricoperta da una donna, premiata per il suo buon lavoro negli ultimi anni dai 300 voti a favore della sua candidatura espressi non solo dai deputati PO e PSL, ma anche da socialdemocratici – SLD – e Movimento di Palikot.

Proprio quest’ultima formazione politica – fondata dal businessman di Lublino, Janusz Palikot, fuoriuscito dalla Piattaforma Civica lo scorso anno, e capace in pochi mesi di ottenere il 10% dei consensi dei polacchi con un programma radicale sulle tematiche religiose ed eticamente sensibili – è stata autrice di un inedito al Sejm, con la registrazione, già dalla prima seduta, di una mozione per eliminare il Crocifisso dai luoghi pubblici, a partire dalla stessa aula parlamentare: una proposta shock in un Paese in cui il cattolicesimo ha rivestito – e riveste – un importante ruolo. Su tutte le furie i conservatori di Diritto e Giustizia – PiS – già amareggiati dalla sconfitta del proprio candidato a Maresciallo, Marek Kuchcinski, e dalla defezione dei 19 Deputati fuoriusciti il giorno precedente, che hanno composto il gruppo autonomo Polska Solidarna.

Provocata dall’espulsione dal Partito di tre europarlamentari, tra cui il Leader della corrente di opposizione interna, Zbigniew Ziobro, quella dei Solidarni non è la prima scissione che indebolisce la forza politica dell’ex-Primo Ministro, Jaroslaw Kaczynski: prima del voto un folto gruppo di Parlamentari nazionali ed europei, tra cui l’europarlamentare, Pawel Kowal, ha abbandonato il PiS per incomprensione politica con il suo Capo, e formato il movimento Polska Jest Najwazniejsza, presentatosi da solo alle urne.

Dove la tradizione regna sovrana è, invece, il Senato: Bogdan Borusewicz della Piattaforma Civica ha battuto nettamente il rivale di Diritto e Giustizia, Stanislaw Karczewski, ed è stato riconfermato per la terza volta consecutiva Maresciallo della Camera Alta dopo una votazione tuttavia animata dalle polemiche legate al discorso di apertura del Senatore più anziano: l’ex-regista Kazimierz Kutz ha duramente contestato il metodo di selezione delle candidature, ancora fortemente legato all’appartenenza partitica ed ecclesiale.

Verso un sistema tripartito

Dunque, a Varsavia sarà una continuità governativa a reggere un Paese chiamato non solo ad un ruolo sempre maggiore a livello internazionale – la Polonia è Presidente di turno dell’Unione Europea, la maggiore economia UE, dopo la Gran Bretagna, fuori dalla zona Euro, e l’anima di un Partenariato Orientale con cui Bruxelles sta cercando di sottrarre popoli appartenenti storicamente e culturalmente al Vecchio Continente dall’influenza di una Russia sempre più imperiale – ma anche da mutamenti socio-politici interni che, nel corso di pochi anni, potrebbero addirittura ridisegnare l’assetto parlamentare.

Difatti, è verosimile aspettarsi un’evoluzione della Polonia in un sistema tripolare, con la liberale Piattaforma Civica al centro, forze conservatrici – tra cui Diritto e Giustizia – alla destra, ed una nuova socialdemocrazia che potrebbe originarsi da una sempre più probabile fusione di SLD e Movimento di Palikot che, su un programma improntato sulle tematiche eticamente sensibili, ha già trovato espressione in diverse realtà locali, come il Consiglio Comunale di Cracovia.

Matteo Cazzulani

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Polonia: scontro sui dibattiti in televisione

Posted in Polonia by matteocazzulani on August 3, 2011

La Piattaforma Civica pronta a confronti tv a cui risponde Diritto e Giustizia. Le forze più piccole chiedono spazio. Per gli ultimi sondaggi, quattro liste sopra lo sbarramento

La politica polacca divisa sul piccolo schermo. Nella giornata di Domenica, 31 Luglio, il deputato della Piattaforma Civica – il
Partito del Premier, Donald Tusk, e del Presidente, Bronislaw Komorowski – Pawel Olszewski, si e dichiarato pronto ad una girandola di dibattiti televisivi in avvicinamento alle prossime elezioni parlamentari, ed ha accusato il principale Partito dell’opposizione, Diritto e Giustizia, di evitare il confronto.

“E la PO che si teme il dibattito pubblico – ha risposto il parlamentare conservatore del PiS, Adam Hofmann – soprattutto su temi come la previdenza sociale, il costo della benzina, la disoccupazione, e la politica energetica, su cui Tusk non ha mai dato risposte consistenti.

Tuttavia, a chiedere spazio sono anche le forze minori. Il
Partito Popolare Contadino, alleato di coalizione nel governo con i liberali, ha illustrato la necessita di confronti pubblici, come condiviso dal Capo dell’opposizione socialdemocratica, Grzegorz Napieralski, che ha spiegato come il dibattito non debba essere un dialogo circoscritto a PO e PiS.

Per una presenza di propri esponenti, si e dichiarata anche Elzbieta Jaku di Polska Jest Najwazniejsza: movimento fuoriuscito dai conservatori di Jaroslaw Kaczynski.

In quattro in parlamento

Secondo i più recenti sondaggi, la
Piattaforma Civica sarebbe avanti di circa 10 punti su Diritto e Giustizia, mentre nel Sejm entrerebbe anche socialdemocrazia e PSL. Invece, sotto lo sbarramento rimangono i due moventi fuoriusciti rispettivamente da PO e PiS, il Gruppo di Sostegno di Janusz Palikot, e PJN.

Matteo Cazzulani

GIORNATA UNICA E COLLEGI UNINOMINALI AL SENATO: LA POLONIA VOTERA’ COSI

Posted in Polonia by matteocazzulani on July 26, 2011

La Corte Costituzionale stabilisce le norme per le elezioni parlamentari polacche del prossimo ottobre. Fa discutere la nuova modalità di scelta della Camera Alta

Un seggio di Varsavia

Nonostante siano ancora incerte sul risultato, seppur non totalmente in bilico, le prossime elezioni parlamentari polacche faranno la storia per la loro modalità di esecuzione. Nella giornata di mercoledì, 20 Luglio, la Corte Costituzionale di Varsavia ha stabilito le regole definitive del voto di ottobre, in cui i cittadini polacchi saranno chiamati a rinnovare il Parlamento in un unico turno e, per quanto riguarda il Senato, in collegi uninominali. Inoltre, il Giudice, Andrzej Rzeplinski, ha stabilito fuori legge il divieto all’utilizzo di manifesti elettorali superiori ai 2 metri quadrati, e reso, così, la campagna elettorale quantomai vivace e combattuta.

Esulta il principale Partito di opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia – PiS – autore del ricorso alla precedente proposta di legge elettorale, che prevedeva una votazione spalmata su due giornate – come il modello adottato dal sistema italiano -che la Corte ha ritenuto possibile in Polonia solo per le elezioni europee ed amministrative. In realtà, per la forza politica dell’ex-Primo Ministro, Jaroslaw Kaczynski, si tratta di una vittoria di Pirro, dal momento in cui la maggior parte delle sue richieste de facto sono state respinte, come il divieto di votazione da parte di persone terze per i portatori di Handicap, l’emissione di spot radio e televisivi a pagamento, e la cancellazione dei collegi uninominali al Senato alla inglese, a cui il PiS ha proposto il modello misto maggioritario-proporzionale alla tedesca.

Canta vittoria, seppur parzialmente, anche la Piattaforma Civica – PO, la forza politica di maggioranza, a cui appartengono il Presidente, Bronislaw Komorowski, e la maggior parte dei membri del Consiglio dei Ministri – che, tuttavia, ha proposto il fair-play elettorale, invitando i propri candidati a non utilizzare i manifesti elettorali e, come richiesto dal primo Ministro, Donald Tusk, a non abusare della propaganda a pagamento, sopratutto in un periodo di crisi in un continente che il partito liberale è chiamato a governare in quanto presidente di turno dell’Unione Europea.

Tra businessman ed attori in Senato

Parzialmente soddisfatta anche l’opposizione minoritaria socialdemocratica, il cui Capo, Grzegorz Napieralski, ha promesso battaglia parlamentare, con la presentazione immediata delle decisioni della Corte Elettorale in Senato per la loro ratifica. Discordi con tale risoluzione, invece, gran parte degli esperti, allarmati sopratutto sui collegi uninominali che, dando risalto alla persona, e non alla forza politica, rischiano di “oligarchicizzare” la competizione, e permettere la vittoria a candidati non provenienti dal mondo della politica, ma forti dal punto di vista finanziario.

Se il Senato si trasformerà in una loggia di paperoni ancora non è certo, ma di sicuro la Camera Alta del Parlamento polacco sarà ricca di star del piccolo e grande schermo: in uno dei quattro collegi in cui è stata suddivisa la Capitale – dove una vittoria è segnale di prestigio politico – l’attrice Izabella Cywinska-Michalowska sarà candidata dalla Piattaforma Civica contro l’attrice di serial Katarzyna Laniewska, scelta da Diritto e Giustizia. In quello di Praga – il quartiere est di Varsavia – è con un anchor man che il Partito Popolare Contadino PSL, attuale partner di governo della PO, intende battere sia il Senatore di lungo termine Marek Borowski, supportato da Piattaforma Civica e SocialDemocratici, che l’attuale vice-Maresciallo del Senato Zbigniew Romaszewski, sostenuto dal PiS.

Differente la scelta del partito Polska Jest Najwazniejsza – composto da fuoriusciti dal PiS, contrari alla linea troppo dura della forza politica di Kaczynski – che per la Camera Alta ha deciso di sostenere i candidati del movimento “Cittadini per il Senato”, varato dai sindaci di alcune delle maggiori città, tra cui quello di Wroclaw, Rafal Dutkiewicz.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN POLONIA: PER KOMOROWSKI E TUSK EXIT-POOL IN CHIAROSCURO

Posted in Polonia by matteocazzulani on November 22, 2010

Il partito di governo non stravince, e cede sei regioni all’opposizione. Al primo turno decise solo la Capitale e Danzica. Testa a testa a Cracovia e Lublino

Il presidente polacco, Bronislaw Komorowski

Alla maggioranza una riconferma senza il botto. Secondo gli exit-pool, nelle elezioni amministrative polacche, la Piattaforma Civica – PO, il partito, egemone nel Paese, a cui appartengono il presidente, Bronislaw Komorowski, ed il Premier, Donald Tusk – avrebbe ottenuto il 33,7% dei voti, contro il 27% del principale partito dell’Opposizione, Diritto e Giustizia – PiS. A seguire, i socialdemocratici con il 15,8% ed il Partito Popolare Contadino con il 13,1%.

Non entusiasmante la frequenza, con un 43,24%. Ottenuto, perlopiù, nelle campagne dell’est del Paese. Ma non nelle grandi città.

Per quanto riguarda il dato regionale, la Piattaforma Civica è in flessione, in quanto avrebbe mantenuto il controllo di soli 10 Voivodati, cedendone 5 a Diritto e Giustizia. La quale già controllava la sola Podcarpazia, mantenuta anche in questa consultazione.

Varsavia e Danzica al primo turno

Il leader di Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski

Anche a livello comunale, il partito di governo non avrebbe stravinto. Confermate al primo turno solo Varsavia – Hanna Gonkiewicz-Waltz con il 51,6% – Danzica – Adamowicz al 55% – e Gdynia.

Al ballottaggio gli altri maggiori centri urbani. Tra cui Poznan, una delle tradizionali roccaforti PO, dove, tuttavia, il candidato filo governativo è stato staccato da un indipendente.

Interessante il dato di Cracovia. A sorpresa rispetto alle rilevazioni sociologiche, l’uscente socialdemocratico Majchrowski avrebbe perso contro il candidato PO, Stanislaw Kracik, con cui la battaglia è rinviata al secondo turno.

Sul filo di lana anche Lublino, dove Lech Sprawka – candidato di Diritto e Giustizia, tradizionalmente forte nella città – è staccato di meno di un punto dall’esponente della Piattaforma Civica, Krzystof Zuk.

Confronto tra  PO e socialdemocratici si avrà nella seconda città del paese, Lodz. Dove, però, la partecipazione al voto è stata la più bassa rilevata.

I commenti al dato

Soddisfazione è stata espressa dal vice capo della PO, Grzegorz Schetyna, che ha sottolineato la consistenza politica della sua forza in tutte le sedi.

Il Leader di Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski, che ha impostato una campagna in difesa dei valori tradizionali polacchi, contro la minaccia russa, ha accentuato i successi del suo partito nelle piccole Amministrazioni, dove il PiS è tradizionalmente preferito.

Ottimista anche il Segretario dei socialdemocratici, Grzegorz Napieralski, per avere superato il 15% a livello nazionale.

Il secondo turno è in programma il prossimo 5 Dicembre.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: IN POLONIA E’ BATTAGLIA POLITICA. OPPOSIZIONE ED UE CONTRO LA NUOVA STRATEGIA ENERGETICA.

Posted in Polonia by matteocazzulani on September 25, 2010

Governo attaccato per i nuovi accordi energetici con Mosca. Preventivata la cessione dei gasdotti del Paese. L’opposizione: “Difesa degli interessi nazionali”. Il ministro: “Stabilità”. Critiche anche dall’Unione Europea.

Il leader dell'opposzione polacca, Jaroslaw Kaczynski

L’opposizione contro i nuovi accordi energetici e la svendita dell’interesse nazionale. Il governo per stabilità e pax gasata. Contrariamente all’apparenza, la situazione in questione non ha avuto luogo in Ucraina, ma nella vicina Polonia.

A Varsavia, una sessione straordinaria del Parlamento si è trasformata in un acceso dibattito sui nuovi accordi energetici che i polacchi si apprestano a stringere con i russi. Stando alle indiscrezioni, Varsavia siglerà un contratto fino al 2037, con cui, in cambio di uno sconto sul gas, cederà buona parte dei propri gasdotti Mosca. Condizioni svantaggiose, da accettare entro il 20 ottobre, quando il vecchio contratto terminerà di validità.

Le ragioni dell’opposizione

Sugli scudi il principale partito di opposizione, Diritto e Giustizia, che, ottenuta una seduta ad hoc per la questione, ha criticato fortemente la politica energetica del governo. In particolare, ad essere osteggiate sono la durata del contratto e l’impossibilità da parte polacca di vendere il gas russo in eccesso. Inoltre, la forza politica conservatrice ha comunicato ufficialmente l’inizio della procedura di sfiducia a carico del ministro dell’Economia, Waldemar Pawlak, tra i principali supporter dell’accordo con Mosca.

“Come in epoca URSS – ha dichiarato il leader di Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski – il gas è utilizzato come arma politica. Un accordo di ampia durata con la Federazione Russa lede gli interessi dei polacchi. Non possiamo permettere – ha concluso l’ex-candidato alla presidenza – la sigla di un siffatto contratto”.

Le giustificazioni del governo

Il ministro dell'economia polacco, Waldemar Pawlak

Pronte le giustificazioni di Pawlak, che ha evidenziato la necessità della pronta firma dell’accordo per cercare di scoraggiare i russi dall’utilizzo intensivo del NorthStream: gasdotto sottomarino che, collegando la Federazione Russa alla Germania, isola Polonia e Paesi Baltici. Inoltre, il ministro dell’Economia – nonché vice premier – ha confermato l’importanza del ruolo di Varsavia nella regione, malgrado di recente la sua politica estera si sia orientata su posizioni spiccatamente filorusse, spesso criticate persino dall’Unione Europea.

“La Polonia – ha spiegato il leader del Partito Popolare Contadino, alleato della sedicente liberale Piattaforma Civica, forza politica egemone nel Paese – mantiene una salda membership nella NATO e nell’UE, e la sua forza nell’area dell’Europa Centro-Orientale si è rafforzata. Al Paese, ora, occorre stabilità”.

Anche l’Europa contraria

A criticare la stabilità alla polacca, e le clausole del patto energetico con Mosca, proprio Bruxelles, scettica sulla vendita a Gazprom dei gasdotti di un Paese membro. Negli scorsi giorni, l’UE ha invitato la Polonia a rivedere l’accordo, consigliandole di adottare un punto di vista più europeo. Richiesta respinta da Varsavia, che, tuttavia, continua a dichiararsi membro solido del Vecchio Continente.

Lecito ricordare che, lo scorso agosto, in merito alla semplificazione del regime dei visti con l’enclave russa di Kaliningrad, il ministro degli esteri, Radoslaw Sikorski, ha affermato che Varsavia intende supportare le ragioni di Mosca presso l’UE. Solo pochi anni prima, lo stesso esponente di governo aveva presentato il suo Paese come paladino dello sviluppo della democrazia in Ucraina e Bielorussia, nonché avvocato di Kyiv e Minsk presso le strutture occidentali.

Matteo Cazzulani