LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

I PAESI BASSI AVANTI CON LO SHALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 27, 2013

Il Parlamento olandese da un semaforo verde preventivo allo sfruttamento del gas non convenzionale con il sostegno dei Liberali e l’astensione dei Laburisti. Pronte consultazioni con le Comunità Locali

Lo sfruttamento dello shale vicino al via libera anche nei Paesi Bassi. Nella giornata di lunedì, 26 Agosto, il Parlamento olandese ha approvato l’avvio dell’estrazione di gas non convenzionale, che ora dovrà essere analizzato da una Commissione competente per ottenere il semaforo verde definitivo.

Come riportato dal Financial Times, le Leggi vigenti in materia nei Paesi Bassi consentono lo sfruttamento di shale senza modifiche, né l’approvazione di nuovi provvedimenti ad hoc.

A favore dello sfruttamento dello shale si è dichiarato il Partito Liberale del Premier, Mark Rutte, mentre il Partito Laburista, partner della coalizione bipartisan di Governo, si è astenuto.

Dai laburisti dipende dunque l’avvio definitivo dello sfruttamento dello shale olandese, anche se il Ministro dell’Economia, Henk Kamp, si è detto fiducioso, ed ha già avviato consultazioni a riguardo con le Comunità Locali.

Come riportato da DutchNews, giacimenti di shale nei Paesi Bassi, su cui ha già espresso interesse la compagnia energetica britannica Cuadrilla, sono presenti nella zona di Boxtel, Noordoostpolder ed Haaren.

Critiche allo sfruttamento del gas convenzionale nei Paesi Bassi sono state espresse da alcune importanti compagnie, come la Vitens e la Heineken.

Incrementa in Europa il numero dei Paesi che sostengono lo shale

Lo shale è un gas non convenzionale sfruttato da rocce argillose poste a bassa profondità mediante sofisticate tecniche di fracking orizzontale e verticale, ad oggi adoperate con successo solo in Nordamerica.

Grazie allo sfruttamento dello shale, gli Stati Uniti d’America hanno aumentato esponenzialmente la quantità di gas prodotto, ed hanno avviato esportazioni di LNG in Gran Bretagna, India, Corea del Sud, Taiwan e Singapore.

Oltre agli USA, lo sfruttamento dello shale è già stato avviato anche dall’Argentina, dal Canada, dall’India, e dalla Gran Bretagna.

In Europa, interesse per lo shale è stato espresso da Polonia, Lituania, Romania, Danimarca, Estonia, Lettonia ed Ungheria, mentre Italia, Spagna e Germania hanno espresso interesse per le importazioni di shale dagli USA.

Moratoria allo sfruttamento dello shale è stata invece posta da Bulgaria e Francia.

Matteo Cazzulani

AUSTRALIA: CLIMA ED ENERGIA I TEMI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 13, 2013

Il candidato della coalizione liberal-nazionale, Tony Abbott promette il mantenimento della Carbon Tax, istituita dai laburisti per contrastare il surriscaldamento climatico. Kevin Rudd pronto a incentivare lo sfruttamento dello shale gas e il rispetto del Protocollo di Kyoto

Una campagna elettorale basata anche e sopratutto sull’energia. Nella giornata di Martedì, 6 Agosto, dopo il dissolvimento del Parlamento, in Australia ha avuto avvio una campagna elettorale che, secondo le aspettative, sarà molto incentrata sul tema energetico e climatico.

Ad aprire il tema è stato il candidato della coalizione liberal-nazionale, il Capo del Partito Liberale, Tony Abbott, che, in caso di vittoria, ha promesso il mantenimento della Carbon Tax.

Il provvedimento, introdotto nel 2012 dalla Premier laburista Julia Gillard, prevede la tassazione di aziende che emettono inquinamento per più di 25 Mila tonnellate di emissioni carbonifere all’anno, fatto salvo il settore dell’agricoltura e dei trasporti.

La notizia ha reso l’Australia uno dei Paesi più attivi nella lotta alle emissioni inquinanti, a prescindere dallo schieramento politico che uscirà vincitore dalla contesa.

Particolarmente attento al tema del Global Warming è anche il candidato del Partito Laburista, Kevin Rudd, che, durante il suo primo mandato da Premier, tra il 2007 e il 2010, ha portato l’Australia a firmare il Protocollo di Kyoto.

L’Australia è responsabile del 1,5% delle emissioni inquinanti, ma il mantenimento dell’Amministrazione australiana su posizioni fortemente attente alla riduzione delle emissioni inquinanti rappresenta un gesto di notevole importanza per il resto del Mondo.

Assieme all’Australia, attiva nella lotta al Global Warming è anche l’Amministrazione del Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, che ha incentivato lo sfruttamento dello shale gas per ridurre le emissioni inquinanti.

A proposito di shale, anche l’Australia è impegnata nella ricerca di giacimenti di gas non convenzionale sul suo territorio, che, secondo le stime, ammontano a 437 Trilioni di Piedi Cubi: una quantità che ha posizionato Canberra al settimo posto del ranking mondiale, dopo Cina, Argentina, Algeria, USA, Canada e Messico.

Nello specifico, i giacimenti più capienti sono quello di Canning, nell’Australia Nord-Occidentale, il Georgina e il Beetaloo nel Queensland e nel Nord del Paese, e il Bacino di Cooper nella parte centrale del subcontinente australiano.

Il lavoro e il welfare nel dibattito politico

Oltre all’Energia e al clima, la campagna elettorale australiana si giova su altre tematiche, come il Welfare e il lavoro.

I laburisti di Rudd hanno promesso incentivi per la scolarizzazione e la creazione di nuove opportunità di impiego, mentre i liberal-nazionali si sono concentrati su proposte di carattere prettamente economico.

Secondo i sondaggi, i liberal-nazionali sono in testa con il 52% contro il 48% dei laburisti, ma Rudd è di gran lunga preferito ad Abbott come prossimo Premier del Paese.

Le scorse elezioni del 2010 hanno visto un pareggio tra laburisti e liberal-nazionali -ciascuno schieramento ha ottenuto 72 seggi nel Parlamento- ed hanno portato la Gillard a formare un Governo di minoranza con l’appoggio del Verdi.

Matteo Cazzulani

MOLDOVA: VARATO UN NUOVO GOVERNO CHE GUARDA ALL’UE

Posted in Moldova by matteocazzulani on June 2, 2013

La ‘Coalizione pro-Europea per Governare’ è composta dal Partito Liberal-Democratico, dal Partito Democratico e dai Liberal-Riformatori. L’Integrazione Europea confermato il primo obiettivo.

Una nuova coalizione per continuare un percorso verso l’Europa oramai avviato. Nella giornata di venerdì, 31 Maggio, in Moldova è stata varata una nuova coalizione di Governo che ha posto l’Integrazione Europea come obiettivo della sua attività politica.

La Coalizione, denominata ‘Coalizione pro-Europea per Governare’, è composta dal Partito Liberal-Democratico dell’ex-Premier, Vlad Filat, dal Partito Democratico dell’ex-Speaker del Parlamento, Marian Lupu, e dai riformatori del Partito Liberale guidati da Ion Hadarca.

Nuovo Premier è stato nominato Iurie Leanca, del Partito Liberal-Democratico, mentre come nuovo Speaker del Parlamento è stato scelto Igor Corman, del Partito Democratico.

All’opposizione sono rimasti il Partito Liberale dell’ex-alleato di Governo, Mihai Ghimpu, e i comunisti.

Il varo di una nuova maggioranza è stato necessario dopo la caduta dell’Alleanza per l’Integrazione Europea, coalizione di Governo composta da Partito Liberal-Democratico, Partito Democratico e Partito Liberale.

Il 13 Febbraio, l’ex-Premier, Vlad Filat, ha sancito la fuoriuscita del suo Partito Liberal-Democratico dopo avere accusato gli alleati di Governo, tra cui l’ex-Vice Speaker del Parlamento, Vladimir Plahotniuc, di corruzione.

La coalizione di Governo, che ha confermato quasi l’intero organigramma del precedente Esecutivo, mantiene la Moldova orientata verso l’Occidente in politica estera ed energetica.

L’ostacolo russo all’Integrazione Europea

La Moldova è uno dei primi candidati per l’ottenimento della firma dell’Accordo di Associazione con l’UE, documento che permette l’integrazione economica di Chisinau nell’Unione Europea.

La Moldova è anche membro della Comunità Energetica Europea, un’Unione Europea del gas che comprende i Paesi UE e quelli dell’Europa Orientale e Balcanica non sono ancora entrati nel Vecchio Continente.

La Comunità Energetica Europea prevede la creazione di un mercato unico del gas UE, la messa in comunicazione di tutti i gasdotti del Vecchio Continente, e la diversificazione delle forniture di oro blu per diminuire la dipendenza dagli approvvigionamenti dalla Russia.

La membership della Moldova è stata congelata dall’UE per permettere a Chisinau di negoziare con la Russia un nuovo accordo per le forniture di gas.

Matteo Cazzulani

MOLDOVA: LA CRISI DI GOVERNO ALLONTANA IL PAESE DALL’UE

Posted in Moldova by matteocazzulani on February 17, 2013

Il Primo Ministro moldavo sancisce la fuoriuscita del suo Partito Liberal-Democratico dalla coalizione di Governo, composta anche dal Partito Liberale e dal Partito Democratico. La crisi di maggioranza mette in forse il processo di integrazione di Chisinau nell’Unione Europea

Un’impasse che pone un punto interrogativo sulla continuazione del processo di integrazione della Moldova nell’Unione Europea. Nella giornata di mercoledì, 13 Febbraio, il Premier moldavo, Vlad Filat, ha annunciato la fuoriuscita della sua forza politica, il Partito Liberal-Democratico, dalla coalizione di Governo.

Il Premier Filat ha accusato i partner di maggioranza, il Partito Liberale e il Partito Democratico, di oligarchizzare il Paese e contrastare le riforme in cantiere, ed ha chiesto per questo un immediato voto di fiducia per verificare la reale intenzione da parte dei singoli parlamentari della coalizione di governo -l’Alleanza per l’Integrazione Europea- di permanere alla guida del Paese.

Nello specifico, il Premier Filat ha accusato il Vice Presidente del Parlamento, Vladimir Plahotniuc, di rallentare l’azione del Governo bloccando l’approvazione delle linee guida emanate dal Consiglio dei Ministri.

Pronta è stata la risposta del Presidente della Moldova, Nicolae Timofti, che ha avvisto le consultazioni con i Leader dei gruppi politici presenti in Parlamento.

I Capi del Partito Liberale e del Partito Democratico hanno ventilato possibili elezioni anticipate, mentre il Partito Comunista -il principale soggetto dell’opposizione- ha accusato la maggioranza di incapacità governativa.

L’Alleanza per l’Integrazione Europea vanta l’approvazione di riforme che hanno portato la Moldova in linea con gli standard richiesti dall’Unione Europea per l’avvio del processo di ratifica dell’Accordo di Associazione: documento con cui Bruxelles riconosce a Chisinau lo status di partner privilegiato dell’UE in campo economico e politico.

In particolare, l’UE ha apprezzato i passi in avanti compiuti dalla Moldova sul piano politico ed economico, anche se molto resta ancora da fare in materia di lotta alla corruzione.

Grazie all’attività dinamica dell’Alleanza per l’Integrazione Europea -e al regresso democratico impresso a Kyiv dal Presidente ucraino, Viktor Yanukovych- la Moldova ha sottratto all’Ucraina il primo posto tra i Paesi candidati alla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE.

Rallentata anche l’Integrazione energetica con l’UE

Differente la posizione della Moldova sul piano energetico, poiché Chisinau, di concerto con l’Unione Europea, ha congelato per due anni l’Approvazione del Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che stabilisce l’integrazione di Chisinau nel mercato europeo dell’energia.

A motivare lo stop è stato il mancato rinnovo degli accordi con la Russia per l’importazione di gas.

La Moldova ha tuttavia assicurato l’intenzione non solo di approvare in breve tempo il Terzo Pacchetto Energetico UE, ma di giuocare un ruolo attivo nel sostenere i piani varati dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dall’oro blu russo attraverso l’importazione diretta di carburante dall’Azerbaijan e di LNG da Qatar, Norvegia, Egitto e Stati Uniti d’America.

Matteo Cazzulani