LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LARGHE INTESE IN REPUBBLICA CECA: TROVATO L’ACCORDO PER LA FORMAZIONE DEL GOVERNO

Posted in Repubblica Ceca, Slovacchia by matteocazzulani on December 24, 2013

I SocialDemocratici mantengono il premierato per il Segretario, Bohuslav Sobotka, e otto Ministeri, il movimento moderato ANO dell’imprenditore Andrej Babis riceve sette Dicasteri tra cui quello delle Finanze, e l’Unione dei Cristiano Democratici-Partito Popolare Ceco ha l’Agricoltura, la Cultura ed un’altra delega senza portafoglio. Da superare l’opposizione del Presidente, Milos Zeman

Sotto l’Albero di Natale gli abitanti della Repubblica Ceca trovano un nuovo Governo con Ministeri distribuiti, ma il tutto deve essere ancora confermato. Nella giornata di sabato, 22 Dicembre, il Partito SocialDemocratico Ceco, il movimento moderato ANO, e l’Unione Cristiano Democratica-Partito Popolare Ceco hanno raggiunto l’accordo sui Dicasteri da ricoprire in un Governo delle Larghe Intese reso necessario dalla mancata vittoria alle ultime Elezioni Parlamentari da parte di alcuna delle forze politiche in campo.

I SocialDemocratici, che secondo i sondaggi avrebbero dovuto stravincere, ma che invece hanno ottenuto solo il 20% dei consensi, hanno mantenuto il posto di Premier per il loro Segretario, Bohuslav Sobotka, più altri otto Ministeri, tra cui molti con portafoglio.

Il movimento ANO, fondato e guidato dall’imprenditore Andrej Babis, che alle ultime Elezioni ha avuto il 18% dei voti, ha ottenuto il controllo di sette Dicasteri, tra cui quello pesante delle Finanze.

I Cristianodemocratici, ultima forza ad entrare in Parlamento con il 6% dei consensi, si sono aggiudicati i Ministeri dell’Agricoltura, della Cultura e un altro incarico senza portafoglio.

L’accordo sulla spartizione dei posti di Governo segue quello sul programma, che ha visto punti in comune solo sulla lotta alla corruzione, su una riforma delle pensioni edulcorata, e sulla necessità di mantenere il deficit di bilancio al di sotto del 3% del PIL.

Ciò nonostante, la Coalizione delle Larghe Intese, forte di 111 seggi in Parlamento su 200, ora attende il vaglio del Presidente, Milos Zeman, che ha già paventato la possibile non accettazione di alcuni dei Ministri.

Leader del Partito dei Diritti Civili, forza politica di centrosinistra che non ha superato lo sbarramento nelle ultime Elezioni Parlamentari, Zeman ha sempre sostenuto la necessita di formare un Governo di sinistra-centro di SocialDemocratici e Partito Comunista di Boemia e Moravia: la terza forza del Paese con il 15% dei consensi.

Il Premier slovacco si candida a fare il Presidente

Un Presidente forte rischia di esserci anche nella vicina Slovacchia dopo che, lunedì, 23 Dicembre, il Premier slovacco, Robert Fico, ha dichiarato la sua discesa in campo nelle prossime Elezioni Presidenziali, indette per designare il successore dell’attuale Capo di Stato, il conservatore Ivan Gasparovic.

Leader carismatico del Partito socialdemocratico SMER, Fico ha sorpreso tutti con la scelta di scendere in campo per una carica che, in Slovacchia, ha un valore quasi solo rappresentativo.

Secondo indiscrezioni, Fico sarebbe stanco dopo anni di premierato, e vorrebbe optare per una carica più tranquilla.

Altre ipotesi sostengono che, grazie all’ampia maggioranza in Parlamento, Fico potrebbe spingere SMER a cambiare la Costituzione per dare più poteri al Presidente.

Nonostante sia dato per favorito, Fico, con tutta probabilità, dovrà affrontare la concorrenza del primo Ministro degli Esteri Milan Knazko: uno dei protagonisti della Rivoluzione di Velluto che potrebbe essere in grado di raccogliere attorno a se il voto compatto delle opposizioni cristianodemocratica e conservatrice.

Altri candidati alle Elezioni Presidenziali slovacche, che, come in Repubblica Ceca, sono dirette, potrebbero essere l’ex-Premier Jan Carnogursky e l’ex-Presidente del Parlamento, Pavol Hrusovsky, entrambi di orientamento cristianodemocratico.

Matteo Cazzulani

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REPUBBLICA CECA: I SOCIALDEMOCRATICI SENZA UNA MAGGIORANZA NEMMENO PER LA GRANDE COALIZIONE

Posted in Repubblica Ceca by matteocazzulani on October 27, 2013

Il basso risultato del Partito Social Democratico Ceco porta probabilmente alla formazione di un Governo di minoranza con l’appoggio esterno dei comunisti, i veri vincitori della contesa. Il movimento moderato ANO, l’altro trionfatore della consultazione, si tiene fuori dalla creazione di esecutivi, mentre tramonta l’idea di un Esecutivo delle Larghe Intese con liberal-conservatori e cristiano-democratici.

Un sostanziale pareggio che scontenta tutti e lascia il Paese nella totale ingovernabilità. Nella giornata di sabato, 26 Ottobre, il Partito Social Democratico Ceco ha ottenuto la maggioranza relativa nelle Elezioni Parlamentari ceche, con il 20,45% dei consensi, e, con esso, il diritto a formare una non facile coalizione di Governo.

Dopo quello dei Socialdemocratici, il miglior risultato è stato quello del movimento moderato ANO -sì- fondato dall’imprenditore post-comunista Andrej Babis, che ha ottenuto il 18,65% dei voti, davanti al Partito Comunista di Boemia e Moravia: la vera sorpresa della consultazione che ha ottenuto il 14,91% dei consensi.

A seguire ci sono il partito liberal-conservatore TOP09 -Tradizione, Responsabilità, Prosperità- con il 12% dei voti, il conservatore Partito Democratico Civico con il 7,72%, il movimento Alba di una Nuova Democrazia Rappresentativa con il 6,88%, e l’Unione Cristiano Democratica-Partito Popolare Ceco, con il 6,78% dei consensi.

Secondo le prime indiscrezioni, i Socialdemocratici sono orientati alla formazione di un Governo di minoranza con i comunisti che, tuttavia, dovrebbero fornire solo un appoggio esterno: un fatto che, se realizzato, rappresenterebbe una novità in un Paese dove, per ragioni storiche, i movimenti comunisti sono sempre stati tenuti fuori dalla formazione degli esecutivi.

A favorire il Governo di minoranza con l’appoggio esterno dei comunisti è anche l’impossibilita di varare una Grande Coalizione tra Socialdemocratici, moderati, liberal-conservatori e cristiano-democratici.

Il Leader di ANO Babis -imprenditore sceso in politica che ha saputo raccogliere molti consensi anche dai conservatori- ha già comunicato la non volontà di partecipare alle Larghe Intese, e, inoltre, TOP09, popolari e lo stesso Partito Social Democratico Ceco hanno ottenuto un risultato troppo basso per la creazione di un Esecutivo.

Irriproponibile è anche la riedizione di un Governo di destra, come quello che, dal 2010 al 2013, è stato creato da Partito Democratico Civico, TOP09 e dal Partito Affari Pubblici sotto la guida dell’ex-Premier Petr Necas: costretto alle dimissioni anticipate a causa di scandali di corruzioni legati al suo Esecutivo.

Il potere del Presidente cresce

La situazione consente al Presidente, Milos Zeman, di accrescere la sua influenza in politica con la formazione di un nuovo Governo che, sulla base dei dati, resta debole nei confronti della Presidenza della Repubblica.

Primo Presidente ad essere stato eletto direttamente dal popolo ceco, Zeman, ex-Primo Ministro socialdemocratico che ha creato un suo soggetto partitico personale di centro-sinistra -il Partito dei Diritti Civili- non ha mai nascosto l’ambizione di prendere il comando della sinistra ceca.

Il basso risultato dei Socialdemocratici può facilmente portare il Presidente ad affidare solo un incarico investigativo al Segretario del Partito Social Democratico Ceco, Bohuslav Sobotka- con cui i rapporti sono molto tesi- e alla sua Vice, Miroslava Nemcova, per poi varare un Governo capeggiato da un suo uomo di fiducia.

Il medesimo scenario si è registrato subito dopo l’elezione di Zeman quando, dopo la caduta del Governo di destra, il Presidente ha nominato un Esecutivo tecnico guidato dal suo fedele Jiri Rusnok, che, senza la fiducia del Parlamento, è rimasto in carica fino alle Elezioni.

Tale sviluppo poeterebbe ad un mutamento dell’ordinamento politico ceco, che, per iniziativa del Presidente Zeman -che per via del suo orientamento filo-russo e Neoeuropeista finirebbe inevitabilmente per mutare anche la politica estera a Praga- passerebbe dall’essere una Repubblica Parlamentare ad una Repubblica Presidenziale.

Matteo Cazzulani