LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: PUTIN PROVOCA L’EUROPA ANCHE NELL’ARTICO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 16, 2014

Sei velivoli militari di categoria Su-27 posizionati in Bielorussia assieme ad un aereo radar. Violazione dello spazio aereo di UE, USA, Canada e Norvegia da parte di Tu-95MS russi

Una vera e propria dimostrazione di forza contro la NATO e l’Europa per cercare di legittimare con la violenza le mire imperialistiche di Mosca sull’Europa Orientale e non solo. Nella giornata di sabato, 15 Marzo, l’esercito della Russia ha posizionato sei aerei militari di categoria Su-27, e tre cargo per il trasporto di soldati, in Bielorussia, presso la base di Baranoviche.

La manovra, che ha contemplato anche il dislocamento di un velivolo E-3 dotato di una sofisticata apparecchiatura radar in grado di intercettare aerei a lunga distanza, è stata presa con il preciso scopo di incrementare il potenziale offensivo militare russo ai confini dell’Unione Europea.

Come riposta all’invasione dell’esercito russo in Crimea e in una parte consistente dell’Ucraina, ed in vista delle operazioni russe in Bielorussia, che hanno seguito esercitazioni militari di Mosca nell’enclave di Kaliningrad -situata tra la Polonia e la Lituania- la NATO, nella giornata di giovedì, 13 Marzo, ha rafforzato le strutture difensive per proteggere l’Europa con il trasferimento di velivoli militari presso il territorio polacco e quello lituano.

Oltre che sull’UE, che il Presidente russo, Vladimir Putin, ha sempre considerato il primo avversario geopolitico da annichilire per forgiare la Russia dello status di superpotenza mondiale, l’esercito della Federazione Russa si è concentrato sull’Oceano Artico: regione che Mosca ambisce a controllare per ragioni di natura energetica.

Sempre sabato, 15 Marzo, bombardieri dell’esercito russo di categoria Tu-95MS hanno compiuto un inusuale pattugliamento al confine dello spazio aereo di Canada, Norvegia, Stati Uniti d’America e Danimarca -ergo dell’UE.

In 20 Mila in Russia contro l’invasione russa in Crimea

La dimostrazione di forza di Putin nei confronti dell’Occidente è una reazione alle manifestazioni, partecipate da più di 20 Mila persone, in sostegno della democrazia e della libertà in Russia ed Ucraina, organizzate a Mosca dai principali movimenti del dissenso in Russia all’autocrazia putiniana.

La manifestazione, organizzata sempre sabato, 15 Marzo, dai Partiti di ispirazione democratica Solidarnost, Parnas, Partito del Progresso, Partito del 5 Maggio e Yabloko, si è incentrata sulla protesta contro l’invasione militare dell’Ucraina da parte dell’esercito russo.

I manifestanti, puntualmente repressi dalla polizia di regime, hanno sottolineato come l’indipendenza dell’Ucraina sia condizione necessaria perché anche la Russia divenga finalmente una democrazia liberale, in cui Diritti Umani, libertà di parola e di stampa siano finalmente rispettati.

La manifestazione è terminata con l’approvazione di una risoluzione che condanna l’aggressione militare di Putin in Ucraina e riconosce il popolo ucraino come “fratello” nella lotta per la democrazia e i diritti civili nello spazio ex-sovietico.

Matteo Cazzulani

ARRESTI E REPRESSIONI: LA NUOVA-VECCHIA RUSSIA DI PUTIN MOSTRA GIA’ IL SUO VERO VOLTO

Posted in Russia by matteocazzulani on March 6, 2012

Dopo solo un giorno dalla chiusura dei seggi la polizia russa arresta più di 500 manifestanti e giornalisti tra Mosca e Pietroburgo, scesi in piazza per protestare contro le irregolarità compiute durante le elezioni presidenziali di Domenica, 4 Marzo. Germania e Francia sembrano non accorgersi dell’accaduto e si congratulano con lo zar del gas per la terza rielezione

Una foto dei dissidenti arrestati di Aleksej Naval'nyj

Se il buongiorno si vede dal mattino, in Russia è prevista una folta tenebra, e in Europa un venticello tanto debole quanto la posizione che i suoi principali Leader hanno assunto nei confronti dei brogli elettorali e delle repressioni attuate a Mosca. Nella giornata di lunedì, 5 Marzo, la polizia russa ha arrestato più di 500 tra manifestanti: scesi in piazza per richiedere la ripetizione delle elezioni presidenziali del giorno precedente.

Secondo i dimostranti, le consultazioni elettorali si sono svolte in un clima di irregolarità diffusa e di falsificazioni attuate per consentire al Premier, Vladimir Putin, la rielezione sullo scranno presidenziale per la terza volta non consecutiva. Riunitisi in più di 20 Mila nella centrale piazza Pushkin’skaja, a Mosca, i dissidenti sono stati presto oggetto delle cariche delle forze dell’ordine, che hanno provveduto ad arrestare 150 manifestanti.

Tra essi, molti giornalisti, i Leader del movimento di opposizione progressista Altra Russia, Eduard Limonov, quello della democratica Solidarnist’, Ilja Jashin, e il blogger Aleksej Naval’nyj: noto per avere raccolto, e diffuso, le diverse testimonianze di brogli durante le procedure di voto.

Medesimo scenario si è registrato sul Kol’co – la circonvallazione di Mosca – dove l’opposizione ha organizzato una catena umana colorata di bianco – la tinta scelta per esprimere il dissenso a Putin – tuttavia, rotta dall’imponente presenza degli Omon. Infine, ancora più lontano dal Cremlino, a San Pietroburgo, in 1500 si sono riuniti presso la Piazza di Sant’Isacco in un’azione conclusa con l’arresto di 300 dissidenti.

Le opposizioni, guidate dal Segretario del Partito della Libertà Popolare PARNAS, Borys Nemcov, dal Leader del Partito Repubblicano Russo, Vladimir Ryzhkov, da quello del Fronte Civico Unito, Garri Kasparov, dal Capo del Fronte Radicale della Sinistra, Sergej Udal’cov, non riconoscono i dati delle elezioni presidenziali.

Secondo la Commissione Elettorale Centrale, Putin sarebbe ritornato al Cremlino con il 63,5% dei consensi, seguito dal comunista Gennadij Zjuganov con il 17,18%, dall’indipendente Mikhail Prorokhov – che è sceso in piazza con l’opposizione – con il 7,98%, dal nazionalista Vladimir Zhirinovskij con il 6,21% e dal socialdemocratico Sergej Mironov con il 3,86%.

In Russia il manganello, in Europa il fioretto

“Non abbandoneremo la piazza fino a quando Putin non se ne andrà dal Cremlino, e sarà riconvocata una nuova elezione del Capo dello Stato” ha dichiarato Udal’cov: più tardi anch’egli arrestato dalla polizia. “Chiediamo che la gente possa votare secondo le proprie idee, e non sull’onda del terrore” ha illustrato Mikahil Prorokhov, mentre il deputato del partito socialdemocratico Russia Giusta, Il’ja Ponomarev, ha invitato, invano, la polizia a lasciare libertà di manifestazione ai dimostranti.

Chi invece ha accettato i dati, nonostante le palesi violazioni della libertà di voto e di espressione, sono stati i Capi di Stato e di Governo di Germania e Francia. Pur riconoscendo la differente pratica con cui le elezioni sono state condotte, il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, dopo avere evidenziato l’importanza delle relazioni tra Berlino e Mosca, ha illustrato come al neo-rieletto Presidente spetti il compito di modernizzare la Russia.

Stesso senso ha avuto il messaggio di congratulazioni per la vittoria inviato dal Presidente francese, Nicolas Sarkozy, che ha riconosciuto a Putin l’impegno per la democratizzazione e il progresso economico di uno Stato la cui partnership è fondamentale per Parigi e per l’Unione Europea.

Matteo Cazzulani