LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Polonia: la Kopacz sposta la maggioranza a sinistra

Posted in Polonia by matteocazzulani on October 2, 2014

Il nuovo Premier polacco ottiene la fiducia dei due Partiti della Coalizione di Governo -la cristiano-democratica Piattaforma Civica e il contadino PSL- e dei radical-progressisti del Tuo Movimento. Ucraina, energia e rapporti transatlantici le priorità dell’Exposé del nuovo Capo del Governo

Pragmatismo, continuità e allargamento del consenso. Queste sono le parole d’ordine con cui il nuovo Premier polacco, Ewa Kopacz, ha ottenuto la fiducia del Parlamento nella giornata di mercoledì, Primo di Ottobre, dopo avere pronunciato il suo discorso di presentazione del nuovo Governo.

La Kopacz, criticata per avere distribuito le poltrone a seconda dell’appartenenza dei Ministri alle correnti interne alla Piattaforma Civica -PO, la forza politica cristiano-democratica a cui appartiene la Kopacz- è invece riuscita, in una sola mattinata, ad allargare la coalizione di maggioranza a sostegno del Governo.

Infatti, rispetto ai 238 deputati che nel 2011 hanno votato la fiducia all’Esecutivo di Donald Tusk -l’ex-Premier e Segretario della PO, di recente nominato Presidente della Commissione Europea- il Governo Kopacz è stato sostenuto da ben 259 parlamentari.

A favorire l’allargamento della coalizione di maggioranza è stato non soltanto il voto favorevole della PO e del Partito contadino PSL -partner di Governo della Piattaforma Civica- ma anche il sostegno esterno prestato dal Tuo Movimento -TR- movimento radical-progressista guidato da Janusz Palikot, ex-esponente di spicco della Piattaforma Civica.

Oltre all’allargamento a sinistra della maggioranza, la Kopacz, dopo avere invitato durante il suo discorso alla concordia nazionale, è anche riuscita nell’impresa di riconciliare Tusk con il Capo del principale Partito dell’opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia -PiS.

Tusk e Kaczynski, seguendo alla lettera l’invito del nuovo Premier a seppellire l’ascia di guerra che da anni sta dividendo la Polonia, alla fine dell’Exposé della Kopacz si sono stretti la mano: un gesto storico che apre ad una possibile nuova stagione politica.

Le conquiste della Kopacz sono anche frutto di un Exposé molto equilibrato, pragmatico, che, pronunciato nel segno della continuità, non ha lasciato spazio all’opposizione a troppe critiche.

La nuova Premier, contestata per avere sostituito agli Esteri l’apprezzatissimo Radoslaw Sikorski con il meno esperto in campo diplomatico Grzegorz Schetyna, ha posto la questione ucraina in primo piano, dichiarando che il suo Governo adotterà una politica pragmatica nei confronti di Kyiv per sostenere l’integrità territoriale e lo sviluppo in chiave europea dell’Ucraina, senza tuttavia discostare la Polonia dalle linee comuni dell’Unione Europea.

Il secondo capitolo dell’Exposé della Kopacz ha riguardato l’Unione Energetica Europea: progetto, concepito da due ex-Presidenti della Commissione Europea del calibro di Jacques Delors e Romano Prodi, rilanciato di recente da Tusk e dal Presidente francese Francois Hollande, che il nuovo Premier polacco intende continuare a sostenere per rafforzare la sicurezza energetica della Polonia.

“Il mio Governo sarà impegnato affinché l’UE prenda decisioni effettive in ambito energetico a difesa della sicurezza dei suoi Paesi membri. Non possiamo tollerare oltre la situazione in cui l’Europa è divisa tra Paesi favoriti e meno favoriti da un fornitore estero in base al suo calcolo politico” ha dichiarato la Kopacz riferendosi alla politica energetica della Russia, che si avvale del gas come mezzo di coercizione geopolitica.

Oltre all’Europa, la Kopacz ha anche sottolineato l’importanza di rafforzare i rapporti con gli Stati Uniti d’America mediante, da un lato, la firma dell’accordo di Partnership Commerciale e Industriale Trans Atlantica e, dall’altro, l’incremento della presenza di soldati USA in Polonia per incrementare le strutture difensive del Paese.

Difesa, tutela dell’agro-alimentare, istruzione e ambiente

Proprio la difesa è stato l’aspetto con cui la Kopacz ha avviato la discussione sulla politica interna: in un momento di crisi internazionale, in cui la Polonia non ritiene sufficienti le garanzie difensive offerte dall’UE e dalla NATO, il nuovo Premier ha promesso più risorse -39 Milioni di Zloty- per i soldati.

La Kopacz ha poi promesso la costituzione di un fondo nazionale per aiutare le imprese agro-alimentari colpite dall’embargo imposto dalla Russia, ed ha invitato l’Europa a fare di più per tutelare il settore produttivo polacco.

Altri aspetti rilevati toccati dalla Kopacz nel suo Exposé sono la riforma del sistema fiscale e la distribuzione di manuali gratuiti per alcune classi della scuola polacca.

Infine, importante è anche la politica climatica, con la Kopacz che ha promesso l’adozione, in tempi brevi, di tecnologie all’avanguardia per lo sfruttamento del carbone.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Polonia: Tusk e Kaczynski affilano le armi in vista delle Elezioni Amministrative

Posted in Polonia by matteocazzulani on August 17, 2014

La cristiano-democratica Piattaforma Civica del Premier polacco apre ai civici per arginare il crollo di consensi. Dall’altra parte, i conservatori del PiS, guidati dall’ex-Premier, schierano un plotone di deputati

L’apertura al civismo da una parte, lo schieramento dello Stato Maggiore del Partito dell’altra. Così appare il duello nella prossime Elezioni Amministrative polacche tra la Piattaforma Civica -PO: forza politica di ispirazione cristiano democratica a cui appartengono il Premier, Donald Tusk, e il Presidente, Bronislaw Komorowski- e Diritto e Giustizia -PiS: il principale Partito dell’opposizione di orientamento conservatore guidato dall’ex-Premier, Jaroslaw Kaczynski- che vede nella tornata elettorale la possibilità di riconquistare consenso nel Paese.

A seguito di un incontro tra il Premier Tusk e i dirigenti locali della PO, giovedì, 14 Agosto, i cristiano-democratici, per recuperare il 10% di gap di consensi nei confronti del PiS, come certificano i sondaggi, hanno deciso di riconfermare alcuni sindaci uscenti ma, sopratutto, hanno appurato di aprire al sostegno a candidati civici ed indipendenti.

Nello specifico, la PO ripresenterà gli uscenti Hanna Gronkiewicz-Waltz nella Capitale Varsavia, Hanna Zdanowska a Lodz -la seconda città della Polonia per grandezza- e Krzystof Zuk a Lublino -tradizionale roccaforte elettorale del PiS, storicamente strappata ai conservatori quattro anni fa. A Cracovia, invece, la PO ha deciso di puntare sul Consigliere Comunale uscente, Marta Patena.

L’appoggio ai civici avrà luogo invece in alcune città dove tradizionalmente la PO raccoglie molti consensi, in primis a Wroclaw, dove la forza politica cristiano-democratica ha già espresso sostegno a Rafał Dutkiewicz: sindaco uscente, dato non solo per prossimo probabile nuovo membro della PO, ma persino come possibile nuovo Premier, qualora Tusk dovesse accettare la nomina a Capo del Consiglio Europeo.

A Danzica, la PO sosterrà la corsa dell’uscente Pawel Adamowicz, a Gdynia Wojciech Szczurek, e a Sopot Jacek Karmowski: tre esponenti civici, in cerca di riconferma, che godranno del pieno appoggio della Piattaforma Civica.

In riposta alla manovra di Tusk, il PiS ha già da tempo annunciato l’intenzione di schierare un plotone di alti vertici di Partito, tra cui molti parlamentari pronti a passare dal Parlamento alla poltrona di sindaco in alcune città che i conservatori potrebbero riconquistare.

Tra costoro, Jacek Sasin è il candidato sindaco PiS a Varsavia, Andrzej Jaworski a Danzica, Tadeusz Dziuba a Poznan -tradizionale roccaforte elettorale della PO- e Andrzej Szlachta a Rzeszow: altra tradizionale roccaforte elettorale di Diritto e Giustizia.

Similmente alla PO, anche PiS intende candidare in altre città sindaci uscenti o esponenti molto attivi nei Consigli Comunali: la capogruppo PiS, Miroslawa Stachowiak-Rozecka, a Wroclaw, la Presidente del Consiglio Comunale, Johanna Kopcinska, a Lodz -la Kopcinska è passata al PiS dalla PO- e il Vicepresidente del Consiglio Comunale, Artur Szalabawka, a Stettino.

Differente è stata la scelta a Cracovia, dove, secondo indiscrezioni, il Capo del PiS Kaczynski sarebbe orientato a supportare la candidatura di Jaroslaw Gowin: leader della forza politica conservatrice Polonia Insieme -PR, nata dalla costola di destra della PO- con cui Diritto e Giustizia ha di recente stretto una coalizione.

La sinistra corre ancora separata

Chi, invece, naviga in acque agitate è la sinistra, che, nonostante i tentativi, e la necessità politica, non è riuscita ad accordarsi per liste comuni tra i socialdemocratici del SLD e la forza partitica di orientamento radicaleggiante e progressista Tuo Movimento -TR.

Nella giornata di sabato, 16 Agosto, il Segretario SLD, Leszek Miller, ha rifiutato la proposta di liste comuni avanzata dal Capo del TR, Janusz Palikot.

La proposta prevedeva la suddivisione equa dei posti nelle liste, che avrebbero dovuto presentarsi con la denominazione comune SLD-Tuo Movimento-Sinistra Insieme.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Il Governo Tusk ottiene la fiducia del Parlamento dopo lo scandalo intercettazioni

Posted in Polonia by matteocazzulani on June 26, 2014

Il Premier polacco ottiene la Fiducia dopo la messa ai voti di una mozione urgente da lui presentata per dare pieno mandato al suo Governo di negoziare la nomina delle più altre Cariche in seno all’Unione Europea. L’opposizione promette battaglia con una sua Mozione di Sfiducia

La Polonia ha un Premier e un Governo autorevole in grado di avere un forte peso durante le trattative per le nomine che contano davvero in seno all’Unione Europea. Nella giornata di mercoledì, 25 Giugno, il Premier polacco, Donald Tusk, ha ottenuto la fiducia della Camera Bassa del Parlamento sulla base di una sua specifica richiesta rivolta, un po’ a sorpresa, alla fine del discorso con cui ha riferito ai Deputati in merito allo scandalo intercettazioni che ha coinvolto alcune delle alte Cariche dello Stato, Ministri e Viceministri del suo Governo.

Nello specifico, la fiducia è stata votata da 237 Deputati, tra cui 201 della cristiano-democratica Piattaforma Civica -PO- la forza politica a cui appartengono Tusk e i Ministri e i Viceministri intercettati: il Ministro degli Esteri, Radoslaw Sikorski, il Ministro degli Interni, Bartlomej Sienkiewicz, l’ex-Ministro delle Finanze, Jacek Rostowski, l’ex-Ministro dei Trasporti, Slawomir Nowak, l’ex-Viceministro delle Finanze, Andrzej Parafianowicz, e l’ex-portavoce del Premier, Pawel Gras.

Ai sostenitori del Governo si sono poi aggiunti 31 Deputati del Partito contadino PSL -che è alleato di Governo della PO- un esponente del radicaleggiante Tuo Movimento -TR- e 4 Indipendenti.

Contrari alla fiducia a Tusk si sono invece schierati 203 Parlamentari, di cui 127 del principale Partito di opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia -PiS- 32 di Tuo Movimento, 23 della socialdemocratica SLD, 11 del Gruppo di orientamento conservatore Polonia Solidale -SP- e 10 Indipendenti.

Dopo avere chiesto scusa per il linguaggio scurrile utilizzato dai suoi Ministri nelle intercettazioni, ed avere sottolineato, in maniera indiretta ma chiara, come lo scandalo sia stato organizzato in maniera irregolare con tutta probabilità da lobby energetiche legate alla Russia, Tusk ha chiesto la fiducia immediata al Parlamento.

“Da domani sarò a Bruxelles per importanti negoziati che riguardano la posizione della Polonia in Europa -ha dichiarato Tusk- Il Governo necessita la fiducia del Parlamento per avere pieno mandato a trattare con i nostri Partner europei”.

Pronta è stata la risposta del PiS, che per voce del Capogruppo, Mariusz Blaszczak, ha promesso di presentare al più presto una propria Mozione di Sfiducia al Governo, supportata anche dalla Leader di Polonia Solidale, Beata Kempa, e dal Capo dell’altro gruppo conservatore moderato Polonia Insieme, Jaroslaw Gowin.

“Non vedo come ci sia da discutere dinnanzi ad uno scandalo che ha dimostrato l’arroganza, la volgarità e l’attenzione degli interessi privati del singolo su quello della collettività” ha dichiarato il Segretario SLD, Leszek Miller, supportato anche dal Leader di TR, Janusz Palikot.

Il voto di fiducia conferisce a Tusk pieno mandato di trattare in Europa per permettere la nomina di importanti personalità polacche in posti cruciali per gli interessi nazionali della Polonia.

Inoltre la decisione di mettere il Governo alla prova del voto di Fiducia ha rappresentato una scelta tattica adeguata da parte di Tusk, che, così, ha disinnescato sul nascere una crisi di Governo che avrebbe indebolito l’immagine della Polonia nel Mondo e, sopratutto, il suo peso politico in Europa.

L’Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa europea e il Commissario UE all’Energia per il Ministro Sikorski

Tra le posizioni desiderate da Tusk vi è quella dell’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Difesa dell’Unione Europea, per cui il Governo polacco ha candidato il Ministro degli Esteri Sikorski.

Sikorski, indebolito dallo scandalo intercettazioni, deve superare la concorrenza di altri Ministri degli Esteri: lo svedese Carl Bildt, il francese Laurent Fabius, l’italiana Federica Mogherini, l’olandese Frans Timmermans, lo slovacco Miroslav Lajcak, e la bulgara Kristalina Georgieva.

In caso di mancata nomina, Sikorski potrebbe essere nominato Commissario UE all’Energia: una posizione fortemente voluta dal Governo polacco per potere realizzare con ancora più incisività il progetto di Unione Energetica Europea, che Tusk sta supportando assieme al Presidente francese, Francois Hollande, al Premier romeno, Victor Ponta, e al Premier spagnolo, Mariano Rajoy.

Tuttavia, per la carica di Commissario UE all’Energia, Sikorski dovrà vincere la concorrenza dell’uscente Gunther Oettinger, che, sempre mercoledì, 25 Giugno, è stato riconfermato candidato Commissario dal Governo tedesco.

Matteo Cazzulani
Analista di Politica dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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Scandalo intercettazioni in Polonia. Il Premier Tusk: “Atto contro il Governo pianificato da tempo”

Posted in Polonia by matteocazzulani on June 17, 2014

Il Premier polacco reagisce duramente ad intercettazioni che riguardano alcuni dei ministri del suo governo ed altre alte autorità del Paese. Salvato il Ministro degli Interni, condannato l’ex-titolare del Dicastero dei Trasporti

Il Capo della Banca Centrale polacca, il Ministro degli Interni, l’ex-Ministro dei Trasporti, e l’ex-Viceministro delle Finanze coinvolti in uno scandalo intercettazioni che mina non poco la stabilità del Governo. Nella giornata di lunedì, 16 Giugno, il settimanale polacco Wprost ha pubblicato il testo di alcune intercettazioni registrate presso il ristorante Sowa e Amici: locale di alto rango abitualmente frequentato da politici e uomini d’affari.

Nella prima intercettazione pubblicata dal Wprost, che risale al Luglio 2013, il Capo della Banca Nazionale Polacca, l’ex-Premier Marek Belka, e il Ministro degli Interni, Bartlomiej Sienkiewicz, hanno discusso in merito al possibile intervento a sostegno delle finanze statali della Banca Nazionale, che Belka ha promesso in cambio delle dimissioni dell’allora Ministro delle Finanze, Jacek Rostowski.

La seconda intercettazione, risalente al Febbraio 2014, ha invece riguardato l’ex-Ministro dei Trasporti, Slawomir Nowak, che secondo quanto registrato, ha chiesto all’allora Viceministro delle Finanze, Andrzej Parafianowicz, un intervento per salvaguardare i conti di sua moglie, finiti nel mirino dei controlli pubblici.

“È la prima volta dal 1989 abbiamo a che vedere con un’operazione di spionaggio ed intercettazioni illegale e ben organizzata -ha dichiarato il Premier, Donald Tusk, durante una conferenza stampa- L’operazione è durata a lungo ed ha riguardato i politici del Partito di maggioranza, con il preciso scopo di compiere un attentato alla stabilità del Governo”.

Tusk, che è sia Premier polacco che Segretario della cristiano-democratica Piattaforma Civica -PO, il primo Partito in Polonia, a cui appartengono anche Sienkiewicz e Nowak- ha poi dichiarato di non avere organizzato l’incontro tra Belka e Sienkiewicz, che ha sollevato da ogni responsabilità politica in quanto il Progetto di Legge che ha sancito l’intervento della Banca Centrale Polacca in soccorso del bilancio statale era stato depositato già da tempo.

Inoltre, Tusk ha escluso definitivamente ogni forma di collaborazione con Nowak, che già in passato aveva perso il posto da Ministro, proprio in seguito ad un’altro scandalo legato all’acquisto di orologi di lusso.

“Le regole della democrazia sono chiare -ha continuato Tusk- in Parlamento governa chi trova i numeri per formare una maggioranza, non chi intende sovvertire il mandato popolare cavalcando un’operazione dai contorni oscuri, sulla quale ancora deve essere fatta l’opportuna chiarezza”.

L’opposizione cavalca lo scandalo per minare il buongoverno cristiano-democratico

Con questa dichiarazione, Tusk ha voluto rispondere a Jaroslaw Kaczynski, Capo del principale Partito dell’Opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia -PiS- che, precedentemente, aveva chiesto le dimissioni del Governo e la formazione di una nuova maggioranza con un nuovo Premier.

L’ipotesi delle dimissioni del Governo, sostenuta dall’altro gruppo conservatore in Parlamento, Polonia Solidale, è stata presa in considerazione anche dalla seconda forza di opposizione, la socialdemocratica SLD.

“Gli scandali di cui abbiamo oggi prova testimoniano come la PO sia oggi un Partito ben differente da quello a cui ho deciso di aderire nel 2005” ha commentato Janusz Palikot, Capo del Partito progressista-radicaleggiante Tuo Movimento.

Un invito alla cautela, per non giudicare una situazione di cui si sa ancora molto poco, è stato inviato dal Leader del partito contadino PSL, Janusz Piechocinski, che da alleato di Governo della PO, ha mantenuto compatta la maggioranza dinnanzi alle richieste di scioglimento del Governo delle opposizioni.

Lo scandalo intercettazioni rischia di minare le fondamenta di un Governo, quello Tusk, che in circa sette anni è riuscito a trasformare la Polonia, portandola tra i principali Paesi dell’Unione Europea in materia di sviluppo infrastrutturale e capacità di attrarre risorse UE.

Tra i risultati positivi ottenuti dal Governo Tusk, vi è anche, per quanto riguarda la Politica Estera, la creazione di un’alleanza strategica con la Germania per il rilancio del ruolo dell’Europa nel Mondo, e il sostegno incisivo dato per lo sviluppo della democrazia in Ucraina, Georgia e Moldova.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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ELEZIONI EUROPEE: LA SINISTRA POLACCA DIVISA PRESENTA LISTE E PROGRAMMI IN SOSTEGNO A MARTIN SCHULZ

Posted in Polonia by matteocazzulani on February 9, 2014

La coalizione di sinistra-centro Europa Plus si batte per la de-tassazione del lavoro, l’implementazione di nuove tecnologie e più fondi per la cultura. I socialdemocratici dell’Unione SLD-UP promettono guerra all’austerity, un’Europa sociale e diritti a donne e minoranze sessuali

Alternanza di genere nelle liste, sostegno alla candidatura del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, alla Presidenza della Commissione Europea, ed appartenenza al Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei sono i punti in comune tra le due forze della sinistra polacca, Europa Plus e SLD-UP, che, sabato 8 Febbraio, hanno presentato liste e programmi per le Elezioni Europee.

Il Leader di Europa Plus, Janusz Palikot, ha sottolineato come l’obiettivo della forza politica di sinistra-centro da lui guidata -nata dalla fusione tra i radicali del Tuo Movimento, i socialdemocratici del Movimento di Kalisz e il Partito Democratico di Polonia, supportata dall’ex-Presidente socialdemocratico Aleksander Kwasniewski- sia l’aumento dei salari per i lavori polacchi attraverso una detassazione del lavoro e l’introduzione di nuove tecnologie.

Palikot, che ha dichiarato di volere aumentare gli investimenti in Polonia per la cultura, ha anche presentato i Capilista di Europa Plus: l’ex-Senatore Ryszard Kalisz a Varsavia, il Parlamentare Europeo Marek Siwiec in Wielkopolska, il pubblicista vicino alla Comunità Ebraica di Cracovia Jan Hartman in Malopolska, il regista Kazimierz Kutz in Slesia.

Altri candidati di spicco di Europa Plus sono il Leader del PD polacco Andrzej Celinski in Masovia, il Capo della Fazione Democratica Pawel Piskorski in Pomerania Occidentale, la Presidente dell’Associazione delle Infermiere Polacche Dorota Gardias in Pomerania, la Direttrice del Teatro Ottavo di Poznan Ewa Wojciak nella Regione di Lodz, la Leader delle femministe Kazimiera Szczuka nel Voivodato di Bydgoszcz, e la campionessa di karate Marta Niewczas in Ciscarpazia.

Altra forza politica dello schieramento della sinistra polacca che si presenta alle Elezioni Europee è la coalizione SLD-UP: due Partiti membri del Partito dei Socialisti Europei -mentre Europa Plus è solo alleato- che, come dichiarato dal Segretario dei socialdemocratici Leszek Miller ha promesso un’Europa più sociale, una ferma opposizione alle politiche di austerità e tutela dei diritti delle donne e delle minoranze sessuali.

La lista SLD-UP è composta da personalità di esperienza e volti nuovi provenienti sopratutto dal settore sportivo. A Varsavia, SLD-UP è guidato dal giovane Europearlamentare Wojciech Olejniczak, l’Europarlamentare ed ex-Ministro dei trasporti Boguslaw Liberadzki apre la lista in Pomerania Occidentale, mentre altre Parlamentari Europee come Joanna Senszyn e Lidia Geringer de Oedeberg sono capilista rispettivamente in Malopolska e Alta Slesia.

In Wielkopolska capolista è stata scelta l’ex-Ministro dell’Educazione Krystyna Lybacka, il Deputato Tadeusz Iwinski in Varmia e Mazury, l’americanista Longin Pastusiak in Pomerania e il Segretario dell’UP, Adamo Gierek, anch’egli Europarlamentare uscente, in Slesia.

I volti nuovi sono l’ex-attaccante della nazionale di calcio polacca Maciej Zurawski al terzo posto in Malopolska, il pallavolista Michal Bakiewicz, la conduttrice televisiva attenta ai rapporti con l’Ucraina Weronika Marczuk nella Regione di Lodz, la campionessa di atletica leggera Anna Jesien in Varmia e Mazury.

Conservatori per ora in vantaggio su cristiano-democratici e sinistra

Secondo i più recenti sondaggi, Europa Plus parte da un 3% dei consensi, mentre SLD-UP può contare fino al 12% dei voti.

In testa nelle intenzioni di voto dei polacchi, ci sono i conservatori di Diritto e Giustizia che, con circa il 33% dei voti, rischiano di portare all’Europarlamento, nello schieramento dei Conservatori e Riformatori Europei, una folta delegazione di parlamentari polacchi euro critici, se non addirittura euroscettici in molti casi.

Seconda si posiziona la Crisitano-democratica Piattaforma Civica, membro del Partito Popolare Europeo, che, con il 29% dei consensi, paga la permanenza al Governo negli ultimi sette anni, nonostante il Premier, Donald Tusk, abbia apportato a un notevole sviluppo del Paese ed abbia consolidato la posizione della Polonia in Europa come Paese co-leader dell’Unione Europea assieme alla Francia dopo la Germania.

Altri Partiti che potrebbero entrare al Parlamento Europeo sono il Partito Contadino PSL, anch’esso parte del PPE, e Polonia Insieme: forza politica di orientamento conservatore-moderato, in cui tra i capilista ci saranno gli Europarlamentari Pawel Kowal e Zbigniew Ziobro, che appartiene al Gruppo dell’Europa della Libertà e della Democrazia.

Matteo Cazzulani
Responsabile per i Rapporti del PD metropolitano milanese con i Partiti democratici e progressisti nel Mondo

IN POLONIA LA SINISTRA CORRE DIVISA ALLE ELEZIONI EUROPEE

Posted in Polonia by matteocazzulani on December 29, 2013

Il movimento europeista e progressista di centro-sinistra Europa Plus presenta programma e liste con la presenza di un testimonial d’eccezione come l’ex-Presidente, Aleksander Kwasniewski. Il Partito socialdemocratico SLD corre ai ripari con il giovane ex-Segretario Grzegorz Napieralski

Un nuovo centro-sinistra europeista e progressista per lanciare la concorrenza ai socialdemocratici tradizionali nelle prossime elezioni europee, con testimonial d’eccezione e candidati forti nei loro collegi. Nella giornata di sabato, 28 Dicembre, il movimento Europa Plus ha comunicato di essere a buon punto nel processo di composizione delle liste per le Elezioni Europee e nella redazione del programma elettorale.

Il movimento di centro-sinistra a forte vocazione europeista ha promesso di combattere in Europa per un migliore utilizzo da parte della Polonia dei fondi europei -che, a dire il vero, sono stati sfruttati in maniera eccellente dai governi della cristiano-democratica Piattaforma Civica- e, per quanto riguarda la politica interna, per una semplificazione del sistema previdenziale e sociale e per l’istituzione del limite dei due mandati per Presidenti di Regione, Provincia e Sindaci di tutte le città.

Ancor più attrattiva per Europa Plus è la composizione della lista per le elezioni europee che, secondo indiscrezioni, dovrebbe essere guidata nel collegio della Masovia -la Regione della Capitale, Varsavia- dall’ex-Presidente socialdemocratico, Aleksander Kwasniewski.

L’ex-Capo di Stato, della cui Amministrazione dal 1995 al 2005 i polacchi hanno un buonissimo ricordo, potrebbe essere accompagnato nella lista della Masovia da Ryszard Kalisz: noto politico fuoriuscito dal partito socialdemocratico SLD che, ora, milita nel movimento radical-liberale Tuo Movimento -TR- e che, secondo stime, potrebbe correre alla carica di Sindaco di Varsavia.

Altro esponente importante di Tuo Movimento è il Parlamentare Europeo Marek Siwiec, che potrebbe senza dubbio guidare la lista di Europa Plus nella Wielkopolska -la Regione di Poznan- mentre il Braccio destro del Rabbino Capo di Cracovia, Jan Hartman, potrebbe guidare la lista in Malopolska.

Possibile per Europa Plus anche la candidatura della Vice Presidente del Parlamento, Wanda Nowicka, e della Professoressa Magdalena Sroda, mentre in dubbio sembrano essere gli inserimenti dell’ex-Sindaco di Varsavia, Pawel Piskorski -in rappresentanza dello Stronnictwo Demokratyczne -SD: partito di centrosinistra che fa parte del movimento- e dell’ex-Ministro di Finanze ed Esteri Andrzej Olechowski, che, tuttavia, ha criticato l’adesione del Movimento al Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei.

Europa Plus è un progetto politico concepito da Kwasniewski, Siwiec e dal Leader di Tuo Movimento, Janusz Palikot -con la partecipazione anche dello Stronnictwo Demokratyczne e dei Demokraci.pl -forza cristiano democratica di sinistra fondata dall’ex-Ministro degli Esteri, Bronislaw Geremek- per rilanciare un nuovo centrosinistra che sia in grado di rafforzare una parte della politica che in Polonia è all’opposizione dal 2005.

Alle prese con le liste per le europee è anche il partito socialdemocratico SLD, che, secondo indiscrezioni, intende compensare la perdita di personalità di spessore in favore di Europa Plus con candidature di peso, tra cui quella probabile del Segretario Nazionale, Leszek Miller.

In anticipo rispetto ad Europa Plus, SLD, durante il suo Congresso Nazionale ha sostenuto la candidatura alla Commissione Europea del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ed ha promesso impegno in Europa ed in Polonia per l’abbattimento del costo dei medicinali per i ceti meno abbienti, una riforma previdenziale nel segno dell’equità, e la moltiplicazione dei Voivodati per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini.

Per SLD, Nel Collegio della Masovia potrebbe essere candidato il giovane ex-Segretario Grzegorz Napieralski -anche ex-Candidato alla presidenza nel 2010- mentre negli altre Regioni potrebbero essere collocati militanti di lunga tradizione SLD, come Joanna Senyszyn, Boguslaw Liberadzki e l’ex-Ministro dell’Agricoltura, nonché esponente della Commissione Europea e già Capogruppo in Parlamento, Wojciech Olejniczak.

Cristiano Democratici e Conservatori in testa nelle consultazioni elettorali

Data per favorita nonostante la perdita di consensi è la cristiano democratica Piattaforma Civica -PO- che per il collegio della Masovia sta optando per l’ex-Ministro della Digitalizzazione, Michal Boni, e per l’Europarlamentare uscente Dariusz Rosati, mentre per vincere la concorrenza del partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS sarebbero da nominare le candidature dell’ex-Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, e dell’ex-Ministro dello Sport, Johanna Mucha: convinti dal Premier polacco, Donald Tusk, in persona.

Proprio PiS per il collegio della Masovia starebbe pensando al tecnico Piotr Glinski -capace di attirare gli elettori di centro in una delle roccaforti della PO- e ad altri esponenti fedeli alla linea del Capo di Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski, come l’ex-Ministro degli Esteri Anna Fotyga, l’Europarlamentare Ryszard Legutko e il Segretario Generale del sindacato Solidarnosc Andrzej Duda, che potrebbe correre in Malopolska per contrastare Zbigniew Ziobro: conservatore fuoriuscito per creare il suo Partito Polonia Solidale -SP.

Altre candidature importanti sono quelle dell’europarlamentare uscente Pawel Kowal per il nuovo creato Partito conservatore Polonia Razem -PR, nato dalla scissione di Jaroslaw Gowin dalla Piattaforma Civica- dell’altro ex-PiS Marek Migalski, e quella di Jaroslaw Kalinowski per il partito contadino PSL.

Secondo i sondaggi di Novembre, PiS -che nel Parlamento Europeo appartiene al gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei, sarebbe supportato dal 25%, la PO -che governa con PSL e che, così come il Partito contadino, appartiene al Partito Popolare Europeo- sarebbe votata dal 24%, SLD -che appartiene al gruppo S&D, come Europa Plus- dal 10%. A seguire, PSL otterrebbe il 7%, mentre Europa Plus il 3%.

Matteo Cazzulani

POLONIA COME ITALIA: IL GOVERNO APPESO AL CONGRESSO DEL PRINCIPALE PARTITO DI COALIZIONE

Posted in Polonia by matteocazzulani on August 23, 2013

Il Premier polacco, Donald Tusk, riconfermato alla guida del principale Partito della Polonia, la cristiano-democratica Piattaforma Civica, grazie all’appoggio dell’ala centrista e liberale. Tiene un Governo che guarda all’Europa per portare il Paese fuori dalla crisi

Il Congresso della principale forza di Governo fa tremare l’Esecutivo. Lo scenario sembra essere quello italiano -in cui il Partito Democratico è chiamato ad Elezioni Primarie per designare il Nuovo Segretario che, senza dubbio, avranno ripercussioni sulla tenuta del Governo Letta.

In realtà, la vicenda è accaduta in Polonia, dove il Premier polacco, Donald Tusk, ha ottenuto, con l’80% dei consensi, la rielezione alla guida della Piattaforma Civica -PO- la principale forza di Governo di ispirazione cristiano-democratica.

In Italia, simile è la situazione legata alle Primarie del Partito Democratico, all’interno del quale sono evidenti alcuni malumori, sopratutto da parte della fazione più di sinistra del soggetto politico riformatore italiano, nei confronti del Governo, che è guidato dal PD Enrico Letta, ma che è retto anche grazie ai voti dei conservatori del PDL.

Nonostante l’apparente similitudine con i democratici italiani, le differenze tra la questione PD e quella PO sono molte, ad iniziare dalla modalità di voto. In Polonia non si è usato carta e penna in seggi installati in gazebo come in Italia, ma gli iscritti alla Piattaforma Civica hanno scelto il loro leader on-line, oppure tramite voto per corrispondenza, nell’arco di un mese.

Altre differenze tra la Primaria PD e quella PO sono legate a partecipazione ed affluenza. Il Leader della Piattaforma Civica è stato designato con consultazioni aperte ai soli iscritti, a cui ha partecipato il 52% circa degli aventi diritto di voto. Per Statuto, il Partito Democratico apre invece le sue Primarie agli elettori, e, così, riesce a mobilitare una più ampia partecipazione.

Infine, differente è la situazione del Governo a cui, nei rispettivi Paesi, PO e PD appartengono come principale forza di coalizione. La Piattaforma Civica governa dal 2007 con il Partito contadino PSL, con cui condivide la comune appartenenza al Partito Popolare Europeo.

Dopo il risultato avulso delle elezioni politiche del Febbraio 2013, Il Partito Democratico è invece costretto a governare con i conservatori del PDL in un Governo delle ‘Larghe Intese’ che si è posto l’obiettivo di risolvere la crisi economica mediante un numero limitato di misure ampiamente condivise dopo lunghe mediazioni.

Sul piano politico, le Primarie PO e quelle PD hanno invece una situazione molto simile, in quanto dall’esito della consultazione della Piattaforma Civica ha dipeso -e dipende ancora- la tenuta del Governo Tusk, in carica dal 2007, riconfermato alle Elezioni Parlamentari dell’Ottobre 2011.

Da un lato, l’area centrista e liberale della PO ha sostenuto compatta il Premier Tusk, dimostrando di volere continuare con una tradizione di sei anni di buongoverno -in coalizione con il PSL- che ha portato la Polonia tra i primi Paesi dell’Unione Europea in quanto a PIL, efficienza e salute dell’economia.

L’ala conservatrice ha invece sostenuto Jaroslaw Gowin: ex-Ministro della Giustizia che, a più riprese, ha criticato Tusk per le sue aprerture su fecondazione assistita, aborto e Civil Union.

Gowin, favorito dalla rinuncia alla corsa per la guida PO del Vicesegretario, Grzegorz Schetyna, ha ottenuto il 21% circa dei voti degli iscritti alla Piattaforma Civica, ed ha così portato a casa un considerevole bottino.

La spaccatura tra Tusk e Gowin, tanto ideologica quanto personale, ha raggiunto la sua climax con il voto contrario espresso dall’ex-Ministro della Giustizia alla proposta del Premier di sforare il limite di indebitamento del Bilancio statale.

Similmente a quanto sostiene negli Stati Uniti d’America il Presidente democratico, Barack Obama, la proposta di Tusk è stata concepita per permettere alla Polonia di evitare la bancarotta e, nel contempo, di aumentare la spesa pubblica per dare ossigeno ad occupazione ed economia in un periodo di forte crisi economica.

Possibile scissione a destra

L’opposizione di Gowin al provvedimento, che ha portato l’ex-Ministro della Giustizia a votare contro la proposta del Premier, ha mosso l’area liberal della PO a richiedere l’espulsione del capo della fazione conservatrice per mancato rispetto della disciplina di Partito.

A commento del risultato della consultazione interna al suo Partito, il Premier Tusk ha criticato la richiesta di espulsione.

Il Premier ha inoltre invitato Gowin a capitalizzare il suo ottimo risultato per collaborare, all’interno della Piattaforma Civica, per mantenere la PO al vertice della politica della Polonia, in un’ottica di Governo di coalizione che guarda all’Europa per risolvere le sfide della modernità.

Per ora, Gowin non pensa alla scissione, anche se, secondo indiscrezioni, l’ex-Ministro della Giustizia starebbe valutando l’ipotesi di un proprio Partito.

Sul mercato, in alternativa alla corsa solitaria, per Gowin sono disponibili il Parlamentare Europeo del Gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei, Pawel Kowal, e al leader di Polonia Solidale -SP- Zbigniew Ziobro: due transfughi di lusso dal principale partito di opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia -PiS- che ad oggi sono senza un Partito in grado di garantire loro la rielezione sicura a Strasburgo come a Varsavia.

La sinistra perde una buona occasione

L’esito della Primaria PO ha conseguenze anche per l’ala sinistra della politica polacca, in cui una parte del Partito Socialdemocratico SLD sta valutando l’ipotesi di confluire, assieme ai radicali del Movimento di Palikot -un fuoriuscito della Piattaforma Civica- in un unico grande Partito, Europa Plus, guidato dall’ex-Presidente, Aleksander Kwasniewski.

Nonostante il forte appoggio tra l’opinione pubblica e ambiti dell’alta economia polacca goduto dall’ex-Capo di Stato socialdemocratico, Europa Plus soffre del calo sistematico dei consensi di SLD e Movimento di Palikot. Per questo, in molti a sinistra hanno sostenuto una vittoria della fazione conservatrice della Piattaforma Civica, per attirare nel nuovo Partito di sinistra alcuni liberal PO.

In attesa di nuovi sviluppi, il Governo della Piattaforma Civica continua nel suo operato per battere la crisi, seguendo una linea di moderata austerità, alternata a misure volte ad incrementare alcuni settori dello Stato sociale.

Importante obiettivo è anche l’adozione dell’Euro, che il Premier Tusk, assieme con il Presidente, il PO Komorowski, ha dichiarato di volere raggiungere entro il 2015.

Matteo Cazzulani

Più Europa, meno disunita: la proposta della Polonia per battere la crisi

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on August 29, 2012

Il Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, propone l’incremento dei poteri della Commissione Europea e l’elezione degli organi di governo dell’Unione Europea secondo liste continentali. Si riaccende il dibattito energetico sul gas shale in territorio polacco.

Unificazione delle cariche di Presidente della Commissione Europea e del Consiglio Europeo, aumento dei poteri della Commissione ed elezione diretta degli organi dell’Unione Europea mediante liste uniche a livello continentale sono le tre proposte avanzate dal Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, per battere la crisi e rilanciare l’UE a livello globale.

Il Capo della Diplomazia polacca e stato invitato all’incontro degli Ambasciatori tedeschi nella giornata di sabato, 26 Agosto, ed ha colto l’occasione per esprimere le proprie convinzioni in merito alle riforme necessarie all’Europa per riprendere un ruolo guida nel Mondo.

Secondo Sikorski, la soluzione alla crisi non sta nella disgregazione dell’Unione Europea, bensì nell’implementazione del processo di integrazione interno al Vecchio Continente. Tra le priorità da realizzare, oltre alle riforme politiche riguardanti la Commissione Europea ed il sistema elettorale del Vecchio Comtinente, Sikorski ha identificato anche la necessità di un’unione bancaria e finanziaria.

La posizione di Sikorski, che in passato si e speso a più riprese a favore dell’implementazione del processo di integrazione europea, testimonia la vena fortemente europeista del Governo cristiano-democratico polacco. Nonostante la crisi dell’Euro, e la mancata appartenenza di Varsavia alla moneta unica UE, esso vede nell’unita del Vecchio Continente l’unica possibile soluzione per rilanciare l’Europa in campo internazionale.

Oltre che per il sostegno del processo di integrazione europea, la Polonia ricopre un ruolo di primo piano per altri due motivi. Il primo e legato al sostegno fornito al processo di allargamento dell’Unione Europea ad Ucraina, Moldova, Georgia e Bielorussia: Paesi dell’Unione Europea che per motivi geopolitici non appartengono all’UE nonostante culturalmente e storicamente appartengano di diritto all’Europa.

In secondo luogo, Varsavia possiede nel suo territorio un ampio giacimento di gas Shale, il cui sfruttamento consentirebbe all’Unione Europea di soddisfare il suo fabbisogno energetico senza più dipendere dalle forniture della Russia.

Tuttavia, lo sfruttamento dei giacimenti shale e contrastato da due fattori. Il primo e legato alle tecnologie necessarie per l’estrazione di questo tipo di oro blu, ubicato a profonda profondità: necessari sono infatti macchinari provenienti dagli USA – dove lo shale e sfruttato normalmente – molto costosi, e, prima ancora, studi sul campo parecchio approfonditi.

Il secondo fattore contrastante lo sfruttamento del gas shale e legato alla protesta ambientalista, che si oppone ai lavori di ricerca per presunti danni all’equilibrio geologico del Paese in cui e ubicato il giacimento.

Secondo indiscrezioni provenienti da fonti molto accreditate, i movimenti che si schierano contro lo sfruttamento dello shale sono appoggiati politicamente dalla Russia, che mal sopporta la possibilità di perdere il proprio monopolio sulla compravendita di gas in Europa.

Anche a Varsavia c’e chi e contrario all’indipendenza energetica Ue

Di recente, posizione contraria allo sfruttamento dello shale e stata assunta dal partito radicale polacco Movimento di Palikot. Esso, a livello europeo, collabora con il movimento verde, ed ha deciso di sostenere la protesta ambientalista per un mero calcolo di politica interna, orientato all’incremento dello spessore politico che, oggi, vede questa forza partitica fortemente anti-tradizionalista sostenuta dal 10% degli elettori in Polonia.

A Varsavia, favorevoli all’estrazione del gas non-convenzionale restano tuttavia tutte le altre forze politiche, dalla coalizione di Governo – Piattaforma Civica e Partito Contadino – all’opposizione conservatrice – Polonia Solidale e Diritto e Giustizia – che vedono nella presenza del giacimento shale in territorio polacco una possibilità unica per garantire all’Unione Europea l’indipendenza energetica.

Matteo Cazzulani

Janukovych fa l’antirusso con i liberali europei

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 27, 2012

Nell’incontro con gli esponenti liberaldemocratici del Parlamento Europeo, Il Presidente e il Premier ucraino dichiarano l’intenzione di integrare l’Ucraina con l’UE. Ma gli esponenti dell’Opposizione Democratica restano in carcere, e la sua Leader, Julija Tymoshenko, soffre di precarie condizioni di salute

L’Ucraina e un Paese filoeuropeo e la situazione interna e nettamente migliore di quanto finora presentato. Questo e quanto dichiarato dal capo liberali polacchi, Janusz Palikot, al termine della visita in Ucraina dei rappresentanti del gruppo dell’Europarlamento dell’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei.

Come riportato dall’autorevole PAP, Palikot ha Evidenziato come le Autorità di Kyiv siano seriamente intenzionate a riportare l’Ucraina sui binari della democrazia e del rispetto delle libertà secondo i parametri occidentali, e ha avviato un programma di riforma del Codice Penale volta a rimuovere gli articoli 364 e 365 – che derivano dall’epoca sovietica – in nome dei quali sono stati arrestati una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica.

“La maggior parte dell’incontro con il Presidente, Viktor Janukovych, e il Premier, Mykola Azarov, e stato dedicato al convincimento del carattere antirusso e proeuropeo delle Autorità ucraine – ha dichiarato Palikot – la situazione e nettamente migliore di quanto mi aspettavo”.

Il liberale polacco ha poi ritenuto la posizione della Polonia nei confronti del dialogo tra l’Unione Europea e l’Ucraina come ottimale, e ha informato la stampa in merito all’incontro con Julija Tymoshenko, avuto presso la cella del carcere in cui la Leader dell’Opposizione Democratica e detenuta dal 5 Agosto.

“Julija Tymoshenko ha invitato a boicottare i campionati europei di calcio in Ucraina – ha evidenziato – ma si e rivolta solo ai politici, non ai tifosi”.

Guy Verhofstadt: il caso Tymoshenko alla Corte Europea dei Diritti Umani

Presente all’incontro con la Tymoshenko e stato anche il Capogruppo dell’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei, Guy Verhofstadt, che ha contestato il sistema giudiziario ucraino per la sua mancata indipendenza dal potere politico, che spesso si avvale della magistratura per estromettere esponenti dell’Opposizione Democratica dalla competizione elettorale.

“Bisogna che a pronunciassi sul caso Tymoshenko sia la Corte Europea dei Diritti Umani – ha evidenziato Verhofstadt a Radio Liberty – un organismo indipendente che si pronuncia sui ricorsi in maniera del tutto estranea da pressioni politiche. Solo dopo il verdetto europeo potremmo riprendere il percorso di integrazione europea dell’Ucraina”.

Inoltre, Verhofstadt ha espresso preoccupazione per le condizioni di salute della Tymoshenko, con cui e legato da un rapporto di simpatia reciproca e collaborazione originato dalle visite reciproche compiute quando entrambi sono stati Primi Ministri dei rispettivi Paesi.

Matteo Cazzulani

IN POLONIA APPROVATA LA RIFORMA DELLE PENSIONI

Posted in Polonia by matteocazzulani on May 14, 2012

La maggioranza liberal-contadina, con l’appoggio dei radicali, vota a favore del prolungamento dell’età previdenziale a 67 anni per uomini e donne e della riformulazione dei requisiti per i militari e le forze dell’ordine. Proteste da parte delle opposizioni conservatrice e socialdemocratica, e del sindacato autonomo Solidarnosc.

Il Premier polacco, Donald Tusk

La Camera Bassa ha deciso: in Polonia si lavorerà più a lungo. Nella giornata di venerdì, 11 Maggio, i Deputati polacchi, durante una seduta particolarmente concitata, hanno approvato una riforma del sistema pensionistico che innalza l’età previdenziale a 67 anni sia per gli uomini che per le donne.

A favore della riforma, la cui durezza è stata preannunciata dal Premier, Donald Tusk, già in occasione del discorso di insediamento del suo secondo governo, lo scorso Novembre, hanno votato 268 parlamentari della maggioranza – formata dai liberali della Piattaforma Civica e dal Partito Contadino – e del radicale Movimento di Palikot, contro i 185 esponenti dei partiti conservatori – Diritto e Giustizia e Polonia Solidale – e socialdemocratici.

Nello specifico, il provvedimento concede il pensionamento anticipato solo alle donne che hanno compiuto i 62 anni di età che hanno lavorato almeno 35 anni, e agli uomini che hanno superato 65 anni con non meno di 40 anni di contributi versati.

Inoltre, alcuni emendamenti del Partito Contadino hanno evitato la decurtazione della retribuzione pensionistica per gli agricoltori che continuano a svolgere la loro attività anche dopo la maturazione dei requisiti per l’ottenimento della paga previdenziale.

Differente il parametro adottato per i militari e le forze dell’ordine, che fino ad oggi hanno potuto beneficiare della pensione dopo soli 15 anni di attività. Secondo la nuova riforma, essi dovranno lavorare per almeno 25 anni, e non potranno ricevere alcuna paga previdenziale prima del compimento del 55esimo anno di età.

Le proteste e i presidi contro la riforma

L’approvazione della riforma è avvenuta in seguito a un vivace dibattito, durante il quale le dichiarazioni di voto e i commenti degli esponenti dei vari gruppi sono stati accompagnati da invettive nei confronti di parlamentari degli altri schieramenti.

Inoltre, il vaglio della riforma ha incontrato anche la protesta del sindacato autonomo Solidarnosc, che ha presidiato il Parlamento fin dalla notte precedente con una tendopoli posizionata all’uscita del Sejm, e, dopo la votazione del provvedimento, ha accolto i deputati della maggioranza con fischi e lamentele.

“Sono consapevole della durezza delle misure – ha dichiarato Tusk durante il dibattito precedente alla votazione – ma il loro varo è una questione di civiltà a cui non possiamo sottrarci”.

Differente l’opinione del Capo di Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski, che ha commentato la riforma del Governo come un atto di schiavismo, mentre il Segretario dei socialdemocratici, Leszek Miller, ha ritenuto il provvedimento inaccettabile.

Ottenuto l’avvallo del Parlamento, per entrare in vigore la riforma aspetta solo la firma del Presidente, Bronislaw Komorowski, anch’egli appartenente alla Piattaforma Civica e favorevole alle modifiche del sistema presidenziale approvate dalla Camera Bassa.

Ciò nonostante, le opposizioni hanno promesso battaglia: i conservatori hanno dichiarato di volersi appellare alla Corte Costituzionale, mentre i socialdemocratici hanno inviato un appello al Capo dello Stato, affinché il provvedimento non sia da lui firmato. Sul piede di guerra anche Solidarnosc, che ha promesso di spostare la protesta dal Parlamento al Palazzo Presidenziale.

Matteo Cazzulani