LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’AVVOCATO DI YULIA TYMOSHENKO PRIVATO DELL’IMMUNITA’ PARLAMENTARE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 8, 2013

La Corte Suprema Amministrativa Ucraina ha negato al Parlamentare dell’Opposizione Unita ‘Batkivshchyna’, Serhiy Vlasenko, l’immunità parlamentare per incompatibilità tra il ruolo di deputato e quello di avvocato. L’Occidente condanna l’ennesima violazione della democrazia sulle rive del Dnipro 

Una delle ultime foto della Leader dell'Opposizione Democratica 'arancione' ucraina, Yulia Tymoshenko, durante il primo processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Una delle ultime foto della Leader dell’Opposizione Democratica ‘arancione’ ucraina, Yulia Tymoshenko, durante il primo processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Privato dell’Immunità parlamentare per difendere una delle vittime del regresso democratico ucraino. Nella giornata di mercoledì, 6 Marzo, la Corte Suprema Amministrativa Ucraina ha privato dello status di parlamentare Serhiy Vlasenko: esponente dell’Opposizione Unita ‘Bakivshchyna’ e avvocato dalla Leader dell’Opposizione Democratica ‘arancione’, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko.

La sentenza della Corte è stata motivata da una richiesta ufficiale dello Speaker del Parlamento, Volodymyr Rybak, che ha evidenziato come il mandato di parlamentare e l’attività di avvocato siano, secondo la Legge, impraticabili in contemporanea.

L’Opposizione Unita ‘Batkivshchyna’ ha contestato la decisione in quanto politicamente motivata dallo schieramento politico del Presidente, Viktor Yanukovych, -il Partito delle Regioni, a cui appartiene anche lo Speaker Rybak- ed ha promesso ricorso presso la Corte Europea dei Diritti Umani.

Dal canto suo, Vlasenko ha dichiarato di non infrangere la legge, e si è definito “difensore civile” di una perseguitata politica.

Ora, anche l’avvocato della Tymoshenko, privato dell’immunità parlamentare, teme di essere la prossima vittima dell’ondata di arresti politici che, dalla salita al potere di Yanukovych nel 2010, ha condotto una decina di attivisti dello schieramento democratico ‘arancione’ in prigione dopo processi riconosciuti dagli osservatori internazionali come irregolari.

Preoccupazione in merito alla privazione dello status di parlamentare all’Avvocato della Tymoshenko, e, più in generale, ai processi realizzati per scopi politici, è stato espresso anche dal Commissario UE all’Allargamento e all’Integrazione, Stefan Fule, e dalla Rappresentante della Politica Estera UE, Catherine Ashton.

Duro anche il commento del Dipartimento di Stato USA, mentre la Parlamentare Europea tedesca Rebecca Harms ha definito “assurda” la decisione della Corte Suprema Amministrativa Ucraina.

Vlasenko è l’avvocato che ha accompagnato Yulia Tymoshenko nei tre processi organizzati a carico dell’ex-Primo Ministro.

Il primo è terminato l’11 Ottobre 2011 con una condanna a sette anni e mezzo di carcere per la firma di accordi energetici con la Russia nel Gennaio 2009 ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

De facto, i contratti firmati dalla Tymoshenko -imposti dall’attuale Presidente russo, Vladimir Putin- hanno permesso all’Ucraina di ripristinare il flusso di gas diretto in Europa che la Russia aveva tagliato per destabilizzare il Governo ucraino ‘arancione’.

Il secondo ha visto l’ex-Primo Ministro condannata a quattro anni di carcere per malversazione finanziaria e bancarotta fraudolenta nella gestione della YEESU: colosso energetico guidato dalla Tymoshenko fino al 1998, anno della sua entrata in politica.

Il terzo vede ora la Tymoshenko imputata per l’omicidio del Parlamentare Yevhen Shcherban, a Donetsk. Il fatto, avvenuto nel 1996, e che potrebbe costare all’ex-Primo Ministro l’ergastolo, ha tuttavia permesso l’ascesa politica di Yanukovych.

La difesa ritiene che il Presidente sia particolarmente interessato alla condanna della Tymoshenko per l’omicidio Shcherban, per far ricadere sulla Leader ‘arancione’ la responsabilità di una pagina buia del suo passato.

Una Donna vittima della dittatura

Nota per la bionda treccia, e per avere guidato il processo democratico ucraino nel 2004, passato alla storia come ‘Rivoluzione Arancione’, la Tymoshenko ha guidato il Governo ucraino per sette mesi nel 2005, e poi dal 2007 al 2010.

Cresciuta in un Paese dalla corruzione dilagante, e quindi giocoforza non estranea a certe logiche poco affini alla legalità, la Tymoshenko ha tuttavia saputo portare il suo Paese ai livelli dell’Unione Europea sul piano della democrazia, del sistema parlamentare, del rispetto dei Diritti Umani e della Libertà di Stampa.

Prima ed unica donna a ricoprire la carica di Primo Ministro in un Paese fortemente maschilista come l’Ucraina, la Tymoshenko, come ritenuto dalle principali ONG internazionali indipendenti, è ora da definirsi un prigioniero politico vittima del mancato rispetto dei Diritti Umani da parte dell’Amministrazione di Yanukovych.

Oltre agli arresti politici, il Presidente Yanukovych ha accentrato nelle sue mani poteri del Parlamento, ha rafforzato il controllo sulla stampa e sui giornalisti, ed ha falsificato le Elezioni Amministrative del 2010 e quelle Parlamentari del 2012.

Yanukovych ha inoltre arrestato il processo di integrazione dell’Ucraina con l’Unione Europea, avviato da Kyiv durante i Governi ‘arancioni’.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA IN PIAZZA CONTRO I BROGLI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 6, 2012

 

Il Leader in pectore dell’Opposizione Unita Batkivshchyna, Arseniy Yatseniuk, contesta il Presidente Yanukovych, e si dice pronto a rassegnare il proprio mandato, assieme agli eletti delle altre forze dello schieramento arancione, per invalidare la consultazione. Continuano i brogli in alcuni collegi maggioritari, mentre anche la NATO contesta Kyiv per lo svolgimento di Elezioni Parlamentari poco trasparenti

La composizione del parlamento ucraino secondo la legge elettorale avulsa e i brogli elettorali

La composizione del parlamento ucraino secondo la volontà popolare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

No alle falsificazioni del voto, si a dimissioni collettive dell’Opposizione e alla convocazione di elezioni suppletive nei collegi ove le autorità si sono rese responsabili di evidenti brogli e falsificazioni. Nella giornata di lunedì, 5 Novembre, a otto giorni dal termine delle Elezioni Parlamentari ucraine, le forze dell’Opposizione Democratica arancione – l’Opposizione Unita Batkivshchyna, il partito UDAR e Svoboda – hanno portato più di mille manifestanti presso la Commissione Elettorale Centrale.

Come dichiarato dal Leader in pectore dell’Opposizione Unita Batkivshchyna, Arseniy Yatsenyuk, il Presidente Viktor Yanukovych ha la diretta responsabilità circa quanto avviene presso le commissioni elettorali locali, ed è chiamato a rispondere per il sostegno dato al Partito delle Regioni: la sua forza politica, finanziata dai principali oligarchi del Paese.

Inoltre, il Leader della principale forza dello schieramento democratico arancione ha reso noto l’intenzione da parte dei deputati eletti in Parlamento di rassegnare le loro dimissioni per portare allo scioglimento della Rada e, in seguito, all’indizione di nuove Elezioni Parlamentari.

Infine, Yatsenyuk ha invitato il Capo della Commissione Elettorale Centrale, Volodymyr Shapovalov, a riconoscere la vittoria dei candidati dell’Opposizione Democratica nei collegi in cui brogli e falsificazioni hanno sovvertito il risultato delle proiezioni all’80% circa del conteggio.

I collegi uninominali in cui la lotta è particolarmente serrata si trovano nella Capitale, Kyiv. Presso uno dei seggi designati dal voto della capitale, l’esponente dell’Opposizione Unita Batkivshchyna, Viktor Romanyuk, si è visto soffiare la vittoria, dopo che la Commissione Elettorale Locale ha invalidato i voti provenienti dalle sezioni elettorali in cui egli aveva vinto con una netta maggioranza a favore del candidato del Partito delle Regioni, Tetyana Zasukha.

Presso il collegio 223 di Kyiv, la maggioranza dei consensi è stata ottenuta dall’esponente di Svoboda, Yuri Levchenko, ma continui rifacimenti del conteggio stanno consegnando la vittoria al candidato del Partito delle Regioni, Viktor Pylypshyn.

Il caso più palese di falsificazione durante le operazioni di voto è avvenuto nella località di Pyervomaysk, nella regione di Mykolayiv. A conteggi quasi ultimati, la Commissione Elettorale Locale ha riconosciuto la vittoria del candidato dell’Opposizione Unita Batkivshchyna, Arkadiy Kornatsky.

Tuttavia, dopo una verifica dei voti effettuata a porte chiuse – senza la presenza di giornalisti e di osservatori internazionali – il primo posto nel collegio è stato assegnato all’esponente del Partito delle Regioni, Vitaliy Travianko.

Altri episodi di brogli in favore del Partito del Presidente Yanukovych sono stati registrati in diverse altre regioni, come quella di Vinnytsya, Kherson e Cherkasy, dove si è arrivato a scontri fisici ed anche ad aggressioni a carico di giornalisti.

L’OSCE ha contestato la poca trasparenza nella preparazione delle elezioni, l’uso da parte del Partito delle Regioni di risorse statali per la sua campagna elettorale, e la conduzione di attività di campagna elettorale da parte della Forza politica del Presidente Yanukovych durante la giornata elettorale.

Simile protesta è stata espressa dal Segretario Generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, che nella giornata di lunedì, 5 Novembre, ha criticato il mancato rispetto di pari opportunità tra liste concorrenti, e l’assenza dalla competizione elettorale della Leader dell’Opposizione Democratica, Yulia Tymoshenko.

L’ex-Primo Ministro, anima del processo democratico ucraino del 2004, noto come Rivoluzione Arancione, è la vittima più illustre dell’ondata di repressione politica attuata dal presidente Yanukovych che ha portato all’incarcerazione dei principali esponenti del dissenso democratico.

Il porcellum ucraino consegna la maggioranza in Parlamento al Presidente Yanukovych

Nonostante i brogli, lo spoglio, giunto a circa il 99%, ha comunque riconosciuto alle forze dell’Opposizione Democratica un sostanziale vantaggio. Il Partito delle Regioni mantiene la leadership con il 30% dei consensi, ma è seguito dall’Opposizione Unita Batkivshchyna e dal partito UDAR, rispettivamente con il 26% e il 14%.

Seguono i comunisti – alleati del Partito delle Regioni nella coalizione di maggioranza filo-presidenziale – con il 13%, e il Partito di estrema destra Svoboda con il 10%.

A sottrarre la maggioranza dei seggi in Parlamento all’Opposizione Democratica è, oltre ai brogli, anche una legge elettorale mista, che assegna metà dei mandati alla Rada tramite collegi uninominali, dove, grazie a falsificazioni ed escamotage, a vincere sono stati esponenti filo-presidenziali.

Secondo la Commissione Elettorale centrale, il Partito delle Regioni ha ottenuto 114 seggi, l’Opposizione Unita Batkivshchyna 42, Svoboda 11, e UDAR 5.

Ai seggi del Partito delle Regioni va aggiunta la maggior parte dei 43 collegi vinti da candidati indipendenti: figure ben radicate nel territorio finanziate dall’Amministrazione Presidenziale e, per questo, pronte a confluire in una maggioranza a sostegno del Capo dello Stato una volta elette in Parlamento.

Matteo Cazzulani

Ucraina: USA e OSCE contro Yanukovych per i brogli elettorali e il caso Tymoshenko

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 31, 2012

Il Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, si associa alla protesta dell’OSCE nei confronti dell’organizzazione delle Elezioni Parlamentari ucraine e della detenzione in carcere della Leader del dissenso democratico. Giornalisti aggrediti nei seggi, mentre il Capo dello Stato ritiene la consultazione pienamente regolare.

Denunce dalla comunità internazionale, dati contestati, scioperi della fame, brogli elettorali e una serie di giornalisti aggrediti sono le prime conseguenze del termine dello scrutinio delle elezioni Parlamentari ucraine. Nella giornata di mercoledì, 31 Ottobre, il Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, ha aspramente criticato l’Ucraina per lo svolgimento di una consultazione elettorale definita come una dimostrazione di immaturità democratica.

A Sarajevo, durante un’iniziativa pubblica, la Clinton ha definito le elezioni parlamentari ucraine come un passo indietro rispetto al passato, quando, in seguito al processo democratico del 2004 – noto come Rivoluzione Arancione – le consultazioni politiche del 2006, del 2007 e del 2010 sono state svolte in maniera pienamente regolare.

La protesta del Segretario di Stato USA e in linea con la posizione dell’OSCE, che ha espresso profondo turbamento per la poca trasparenza con cui si sono svolte le Elezioni Parlamentari ucraine.

Nel contempo, l’ente internazionale, così come Hillary Clinton, ha contestato l’assenza dalla consultazione della Leader dell’Opposizione Democratica, Yulia Tymoshenko: incarcerata da circa un anno per ragioni politiche, dopo un processo palesemente irregolare durato qualche mese.

“Yulia Tymoshenko ha avviato uno sciopero della fame per protestare contro i brogli elettorali – ha dichiarato martedì, 30 Ottobre, Serhiy Vlasenko, l’Avvocato dell’anima della Rivoluzione Arancione – Non e la prima volta che la Leader dell’Opposizione adotta tale forma disobbedienza civile e non violenta”.

Come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, oltre alle falsificazioni, le procedure di spoglio hanno riguardato anche violenze a carico di giornalisti impegnati a svolgere la propria professione.

Presso il collegio uninominale 215, il reporter del portale di informazione Levyi Bereg, Maksym Levin, e stato aggredito da una squadriglia di poliziotti, e, assieme ad altri colleghi, e stato oggetto di lancio di gas lacrimogeno.

Nonostante l’allarme della comunità internazionale, e le aggressioni alla stampa, il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, si e detto soddisfatto per la consultazione elettorale.

In una nota ufficiale, mercoledì, 31 Ottobre, il Presidente Yanukovych ha lodato gli ucraini per la dimostrazione di democrazia, ed ha invitato i vincitori ad avviare i lavori per la formazione di nuove Commissioni e Governo.

Vince il campo democratico, ma il Presidente Yanukovych mantiene il potere in Parlamento

Problematica e pero la definizione di vincitori: secondo i dati definitivi del voto proporzionale, il Partito delle Regioni – sostenuto politicamente dal Presidente Yanukovych, e finanziato dai principali oligarchi del Paese – ha ottenuto il 30%. I due partiti del campo democratico, l’Opposizione Unita Batkivshchyna e UDAR, sono stati invece votati rispettivamente dal 25% e dal 13%.

Ad entrare in parlamento sono anche i rappresentati estremisti della politica di Kyiv. I comunisti, finora alleati di maggioranza del Partito delle Regioni, hanno ottenuto il 13, mentre il Partito di estrema destra Svoboda e stato supportato dal 10% dei consensi.

A ribaltare il vantaggio dello schieramento democratico e pero il sistema elettorale, che assegna la meta dei seggi del Parlamento tramite collegi uninominali, in cui ad avere la meglio sono stati rappresentati del Presidente Yanukovych.

Secondo i dati ufficiali, il Partito delle Regioni ha vinto in 114 collegi, l’Opposizione Unita Batkivshchyna in 42, Svovoda in 11, e UDAR in 5. In altri 43 seggi maggioritari sono stati eletti candidati indipendenti che, tuttavia, sono finanziati dall’Amministrazione Presidenziale.

Una volta entrati in Parlamento, gli indipendenti certamente garantiranno al Partito delle Regioni i voti necessari per formare una maggioranza fedele al Presidente Yanukovych.

Alla legge elettorale si aggiunge anche l’accusa di brogli e falsificazioni mossa al Partito delle Regioni da parte delle missioni di osservazioni internazionali e dai Soggetti dell’Opposizione democratica.

Il Partito del Presidente Yanukovych si e avvalso di denaro pubblico per finanziare la propria campagna elettorale, ed ha condotto iniziative pubblicitarie durante il giorno del voto.

Inoltre, sempre il Partito delle Regioni ha organizzato i cosiddetti “caroselli elettorali”: bus adibiti al trasporto di elettori in più di un seggio per aumentare il numero dei voti al Partito del potere.

Matteo Cazzulani

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L’Ucraina al voto: lo spettro dei brogli allontana Kyiv dall’Europa

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 27, 2012

Timori per falsificazioni ed irregolarità dominano la vigilia delle consultazioni parlamentari ucraine, il cui corretto svolgimento rappresenta una condicio sine qua non per l’integrazione dell’economia ucraina nell’Unione Europea. L’opposizione denuncia la maggioranza per l’uso di denaro pubblico e l’incarcerazione dei suoi principali esponenti politici

Kyiv – Le premesse non sono delle migliori, ma per l’Ucraina, le elezioni parlamentari di Domenica, 28 Ottobre, rappresentano un importante test di maturità democratica. Nella giornata di venerdì, 26 Ottobre, si e chiusa una campagna elettorale finora dominata da toni aspri e da sondaggi pre-elettorali particolarmente discussi.

Secondo le stime delle principali agenzie, a ottenere la maggioranza parziale dei voti dovrebbe essere il Partito delle Regioni del Presidente Viktor Yanukovych, attualmente al governo assieme ai comunisti, quotati al quarto posto.

Sia i regionali che i comunisti promettono la continuazione delle politiche sociali avviate dall’Amministrazione Yanukovych miranti all’innalzamento delle pensioni e al raggiungimento della stabilita. In politica estera, il Partito delle Regioni sostiene il mantenimento della neutralità tra l’Unione Europea e la Russia: scelta che, finora, de facto ha isolato l’Ucraina dall’Occidente, ed ha progressivamente avvicinato Kyiv a Mosca.

Al secondo posto, con il 16%, le rilevazioni danno appaiate l’Opposizione Unita Batkivshchyna e il Partito UDAR. Seppur ispirate dalla comune battaglia per riportare la democrazia in Ucraina, e ripristinare il cammino di Kyiv verso l’Europa interrotto dalla Presidenza Yanukovych, le due forze politiche di opposizione non sono riuscite a trovare un’intesa per la presentazione di candidature condivise.

Nello specifico, l’Opposizione Unita si presenta come l’unica forza in grado di abbattere l’Amministrazione Yanukovych, ritenuta un regime dittatoriale responsabile di una forte crisi democratica ed economica, e di un isolamento internazionale pericoloso per la sicurezza nazionale.

UDAR, capeggiato dal noto boxer Vitaliy Klychko, propone la trasposizione in Ucraina degli standard economici e sociali della Germania, e un riorientamento della politica estera di Kyiv secondo il modello della Polonia.

Più che i programmi, il vero focus di queste elezioni e l’effettiva regolarità della consultazione. Dopo l’ondata di arresti politici che ha portato alla sistematica reclusione in carcere di esponenti del campo arancione, tra cui la Leader dell’Opposizione Unita, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko – condannata per avere firmato nel 2009 accordi energetici ritenuti sconvenienti per l’interesse dello Stato – l’Unione Europa ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione.

Come riportato da diverse note della Commissione Europea, solo lo svolgimento di elezioni parlamentari corrette e regolari può ripristinare i lavori per la firma di un documento con cui Kyiv otterrebbe da Bruxelles lo status di partner privilegiato dell’UE e il varo di una Zona di Libero Scambio con l’Europa.

Nonostante la posta in gioco, le premesse non sembrano essere delle migliori. La coordinatrice della campagna elettorale del Partito delle Regioni, Hanna Herman, ha ammesso che le elezioni di Domenica “non saranno ideali sotto il profilo dello svolgimento secondo gli standard democratici”, ed ha promesso un ruolo attivo dello Stato nel controllo dello svolgimento della consultazione.

Interpellato da Lombardi Nel Mondo, il coordinatore della campagna elettorale dell’Opposizione Unita, Oleksandr Odarchenko, ha preannunciato possibili brogli da parte dell’Amministrazione Presidenziale nel momento della trasmissione dei dati elettorali dai seggi alla Commissione Elettorale Centrale, ed ha lamentato l’assenza dei principali Leader di Batkivshchyna dalla competizione per via di arresti politici mirati ad indebolire lo schieramento democratico.

In un briething organizzato presso il suo comitato elettorale, Vitaliy Klichko ha contestato il Partito delle Regioni per l’utilizzo di danaro pubblico nell’organizzazione della campagna elettorale, ed ha accusato l’Amministrazione Yanukovych per essersi avvalsa di risorse economiche ben superiori rispetto a quelle degli avversari.

A rendere ancor più complicata la situazione delle elezioni parlamentari ucraine e il sistema di voto, che assegna meta dei seggi della Rada secondo un sistema proporzionale, e il restante 50% a candidati eletti in collegi uninominali.

Proprio nella parte maggioritaria della consultazione, a vincere potrebbero essere candidati formalmente indipendenti che, in realtà, una volta eletti sono pronti ad aderire al Partito delle Regioni, garantendo così alla forza politica del Presidente Yanukovych il mantenimento della maggioranza in Parlamento.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: AL VIA LA CAMPAGNA ELETTORALE CON AGGRESSIONE A UN GIORNALISTA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 31, 2012

Presentate le liste dei candidati alle consultazione parlamentare da parte del Partija Rehioniv e dell’Opposizione Unita Bat’kivshchyna, con qualche sorpresa e molte conferme. Aggredito il noto reporter della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, prima del congresso del Partito del Potere, al quale non hanno potuto partecipare i rappresentanti della stampa

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Prima una collisione tra la sua moto e la potente Escort nera, poi la lite vis a vis con una guardia del corpo di un parlamentare, culminata con il sequestro illegale dell’Iphone con cui il noto cronista della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, aveva filmato l’accaduto. E’ con questa scena che nella giornata di lunedì, 30 Luglio, si è aperto il Congresso del Partija Rehioniv, nel quale il partito del potere – a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, quasi tutti i Ministri e i governatori degli enti locali – ha stabilito i nomi da inserire nella lista che concorrerà alle prossime Elezioni Parlamentari.

Ospiti sgraditi della kermesse sono stati i giornalisti. Oltre all’aggressione a Nayem – che già in passato è stato minacciato direttamente dal Presidente Janukovych per avere indagato sull’utilizzo del danaro pubblico da parte del Capo dello Stato per la costruzione della lussuosa villa a Mezhyhir’ja – gli operatori della stampa si sono visti negare l’ingresso nell’enorme edificio affittato dal Partija Rehioniv a Kyiv.

Solo i delegati hanno potuto potuto entrare. Essi, dopo circa mezz’ora, hanno potuto visionare la composizione della lista compilata precedentemente dal politbiuro e, in perfetto stile sovietico, hanno ratificato la decisione con una votazione bulgara.

Tra i primi candidati del listino del Partija Rehioniv figurano il Premier, Mykola Azarov, il Vicepremier, Serhij Tihipko, il Segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale, Andrij Kljujev, e il Capogruppo in Parlamento, Oleksandr Jefremov. A sorpresa, al secondo posto del listino è stata inserita la cantante Tajisa Povalij, che ha dedicato il suo discorso di investitura ad una dichiarazione di assoluta fedeltà al Presidente Janukovych: presente al Congresso nonostante il ruolo di garante della Costituzione da lui ricoperto avesse previsto la sua assenza.

Totalmente differente è apparsa la situazione nel Congresso dell’Opposizione Democratica, che si presenta alle urne come Opposizione Unita “Bat’kivshchyna” – “Patria” in ucraino. La presentazione del listino – composto anch’esso nelle sedi di partito e ratificato all’unanimità dei delegati – è avvenuta in strada, con la presenza della stampa, nel cuore del mattino a pochi passi dal Parlamento, dove poche ore più tardi è stata convocata una seduta plenaria urgente.

A guidare la lista dell’Opposizione Unita sarà Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro e carismatica leader della Rivoluzione Arancione, di recente arrestata per motivi politici. Seguono l’ex-Speaker del Parlamento, Arsenij Jacenjuk, l’ex-Vice Premier Oleksandr Turchynov, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: anch’egli detenuto in carcere dopo un processo politico dalla dubbia regolarità.

A sorpresa, l’Opposizione Unita – che con tutta probabilità vedrà cancellata la candidatura della Tymoshenko e di Lucenko per via della loro reclusione – ha candidato anche la moglie dell’ex titolare del dicastero degli Interni, Iryna Lucenko, e il Direttore della televisione TVi, Mykola Knjazhyc’kyj, su cui di recente le Autorità ucraine hanno aperto un fascicolo che potrebbe portare alla chiusura di uno dei pochi canali indipendenti rimasti in Ucraina.

Oltre alla presentazione dei nominativi che compongono le liste, i congressi sono stati anche l’occasione per l’illustrazione dei programmi che le due principali forze politiche – date dai sondaggi appaiate a circa il 20% ex aequo – intendono realizzare in Parlamento. Il Partija Rehioniv, che Governa dal Marzo 2010, ha promesso l’innalzamento del PIL al 5%, stabilità finanziaria e politica, miglioramento dell’immagine dell’Ucraina nel Mondo, e l’integrazione di Kyiv sia con la Russia che con l’Europa.

L’Opposizione Unita ha invece promesso la lotta ad ogni forma dei monopolio in ogni settore dell’economia nazionale, detassazione nei confronti della popolazione, innalzamento degli stipendi minimi per alcune categorie – impiegati, medici, insegnanti ed accademici – facilitazione dell’erogazione dei crediti per gli agricoltori, procedura di impeachment per il Presidente Janukovych, e ripresa del cammino di integrazione con l’Europa con la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – che Bruxelles ha congelato dopo l’arresto politico della Tymoshenko.

L’incognita dei brogli, dell’uninominale e il precedente del 2002

Le Elezioni Parlamentari ucraine rappresentano anche un importante test per l’Ucraina, a cui sono legati i destini geopolitici di Kyiv. Infatti, se la consultazione dovesse essere caratterizzata da brogli ed irregolarità a favore delle Autorità governative – come già accaduto nel corso delle Amministrative del 2010 – l’Ucraina vedrebbe chiusa per sempre la possibilità di entrare in Europa e di avvicinarsi all’Occidente in tempi brevi.

Qualora la consultazione dovesse svolgersi in maniera regolare, a decidere la maggioranza politica potrebbe essere l’esito della consultazione nei i collegi uninominali, nei quali sono eletti la metà dei Parlamentari. Molti tra i candidati indipendenti che prendono parte alla consultazione possono infatti scegliere se entrare a far parte di una o dell’altra coalizione.

Nel 2002, l’ultimo anno in cui in Ucraina si è votato con simile sistema, i candidati eletti nell’uninominale hanno aderito in massa allo schieramento filo-presidenziale, e hanno così consegnato all’allora Capo di Stato, Leonid Kuchma, la maggioranza nonostante le urne avessero consegnato più voti al Partito di opposizione liberale e filo-occidentale Nasha Ukrajina, guidato dal futuro presidente arancione Viktor Jushchenko.

Matteo Cazzulani