LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

FONTI: LA TAP VINCE SUL NABUCCO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 27, 2013

Il consorzio deputato allo sfruttamento del giacimento azero Shakh Deniz sceglie il Gasdotto Trans Adriatico come principale infrastruttura per veicolare in Europa gas dall’Azerbaijan. Vincitori e vinti di una decisione oramai definitiva

La notizia non è definitiva, ma c’è chi canta vittoria, e chi ammette la sconfitta. Nella giornata di martedì, 25 Giugno, l’agenzia New Europe ha riportato la notizia secondo cui il Gasdotto Trans Adriatico -TAP- è l’infrastruttura scelta per il trasporto del gas dall’Azerbaijan in Unione Europea.

Nello specifico, la TAP è stata preferita dal consorzio deputato allo sfruttamento del giacimento azero Shakh Deniz -il colosso energetico dell’Azerbaijan SOCAR, quello norvegese Statoil, quello britannico British Petroleum, e la compagnia francese Total- rispetto al Nabucco.

Sempre secondo l’autorevole fonte, la scelta del Gasdotto Trans Adriatico sarebbe stata già comunicata dal Consorzio Shakh Deniz al Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, ai Paesi interessati nella realizzazione della TAP -Italia, Grecia, Svizzera ed Albania- e a quelli che sostengono il Nabucco -Austria, Romania, Ungheria, Turchia e Bulgaria.

La notizia è stata confermata da una nota della compagnia austriaca OMV, coinvolta nel Nabucco, che ha dichiarato di rispettare la decisione del consorzio Shakh Deniz, ed ha comunque ribadito l’impegno a lavorare per la diversificazione delle forniture di gas dell’Europa.

Anche i media della Romania, Paese in prima fila in sostegno del gasdotto dalla verdiana denominazione, hanno riportato che le possibilità di scelta della TAP sul Nabucco sono decisamente alte.

Ottimistico il parere espresso dal Governo greco, che ha dichiarato pieno sostegno alla decisione di preferire la TAP al Nabucco per il trasporto del gas azero in UE.

Positiva anche la reazione del Premier albanese, Sali Berisha, che ha sottolineato l’appoggio fornito dall’Albania alla TAP.

Concepita per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas in Italia dal confine tra Turchia e Grecia attraverso l’Albania, la TAP è compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, dalla tedesca E.On e dalla belga Fluxys.

Il Gasdotto Trans Adriatico è supportato politicamente da Italia, Svizzera, Albania, Grecia, Croazia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro.

Il Nabucco è concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno in Austria dalla Turchia Occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Compartecipato economicamente dalla compagnia austriaca OMV, dalla romena Transgaz, dalla bulgara BEH, dall’ungherese MMSZ e dalla francese Suez Gaz de France, il gasdotto dalla verdiana denominazione è appoggiato politicamente da Austria, Turchia, Romania, Ungheria, Polonia, Slovacchia, e Bulgaria.

L’UE resta dipendente dalla Russia

Se confermata, la scelta della TAP favorisce i Paesi UE del Mediterraneo -Italia, Grecia e Croazia- a ricoprire un ruolo di straordinaria importanza per la diversificazione delle forniture di gas dell’Unione Europea dal monopolio di Russia ed Algeria.

Tuttavia, l’esclusione del Nabucco condanna alla totale dipendenza dalle forniture della Russia l’Europa Centrale: l’Austria è legata alle importazioni di oro blu russo per il 52% del fabbisogno nazionale, la Romania per circa l’80%, la Polonia per l’82%, Bulgaria, Ungheria e Slovacchia al 99%.

L’esclusione del Nabucco da inoltre il via libera alla realizzazione del Southstream: gasdotto, contrastato dalla Commissione Europea, progettato dalla Russia per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno in Austria dalle coste russe attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia.

Considerato l’aumento della dipendenza dal gas della Russia, la scelta della TAP, e l’esclusione del Nabucco, è una decisione che non tutela la sicurezza energetica dell’Unione Europea per favorire non la diversificazione degli approvvigionamenti di gas, ma incrementa la presenza di Mosca nel mercato UE dell’energia.

Matteo Cazzulani

GAS: LA CROAZIA VICINA ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 9, 2012

Il Primo Ministro croato, Zoran Milanovic, sostiene la costruzione del gasdotto Ionico-Adriatico – IAP – per veicolare in Slovacchia il gas azero importato dal Gasdotto Transadriatico – TAP. L’esclusione dal Southstream decisa dalla Russia a favore dell’Ungheria come motivazione dell’inversione della politica energetica di Zagabria. 

Il percorso del Gasdotto Ionico Adriatico

Respinta dalla Russia, tentata dall’Azerbaijan e dai progetti dell’Unione Europea. Nella giornata di martedì, 6 Novembre, la Croazia ha dichiarato l’interesse a collaborare con i piani di indipendenza energetica approntati dalla Commissione Europea.

Nello specifico, come riportato da New Europe, il Primo Ministro croato, Zoran Milanovic, durante un incontro con il Ministro dello Sviluppo Economico azero, Shakhin Mustafayev, ha candidato la Croazia come potenziale partner per il trasporto di gas estratto dall’Azerbaijan in Europa.

In particolare, Milanovic ha dichiarato il sostegno della Croazia alla costruzione del Gasdotto Ionico-Adriatico – IAP: un’infrastruttura concepita per trasportare in Slovacchia il 5 Miliardi di metri cubi all’anno di azero prelevato in Albania dal Gasdotto Transadriatico – TAP.

La TAP è una conduttura pianificata per trasportare direttamente in Europa 21 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dal confine turco-greco in Puglia, transitando per il territorio albanese.

Supportata politicamente dai governi di Italia, Albania e Grecia, la TAP è cofinanziata al colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla tedesca E.On.

Inoltre, interesse nei confronti del Gasdotto Transadriatico è stato dichiarato dal colosso britannico British Petroleum, dalla compagnia italiana Enel, e dalla greca DEPA.

Il ruolo di Zagabria è fondamentale per la realizzazione della politica di diversificazione delle forniture di gas varata dalla Commissione Europea per diminuire l’egemonia nei mercati del vecchio continente del monopolista statale russo, Gazprom.

Grazie al rigassificatore di Krk, la Croazia veicolerà nel sistema europeo gas liquefatto proveniente da Qatar e Stati Uniti mediante il Corridoio Nord-Sud: gasdotto che collegherà le coste croate dell’Adriatico al terminale LNG di Swinoujscie, in Polonia occidentale.

Nonostante il ruolo attivo in sostegno della Commissione Europea, Zagabria ha accolto con favore la possibilità di essere attraversata dal Southstream: gasdotto progettato dalla Russia per veicolare in Europa 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Inoltre, il Gasdotto Ortodosso – com’è altrimenti noto il Southstream – ha lo scopo di impossibilitare a Bruxelles la diversificazione delle forniture di oro blu mediante il trasporto diretto di carburante dall’Azerbaijan.

La candidatura croata al Southstream è stata tuttavia scartata dall’ingresso dell’Ungheria, che ha garantito a Mosca la costruzione della tratta del gasdotto ortodosso dalla Serbia alla Slovenia.

BP, Statoil e Total compartecipano alla TANAP

A rafforzare la TAP e, più in generale, i progetti di diversificazione delle forniture di gas dell’Unione Europea, è stato l’ingresso di importanti colossi energetici nel Gasdotto Transanatolico – TANAP.

Questa infrastruttura è deputata al trasporto di 24 Miliardi di metri cubi all’anno di gas azero dal confine tra Georgia e Turchia alla parte turca occidentale, nei pressi del confine con la Grecia – dove la TANAP si collegherà con la TAP.

Come riportato da Natural Gas Europe, il colosso nazionale azero SOCAR ha ceduto il 29% delle quote possedute nella TANAP – pari all’80% – al colosso britannico British Petroleum – 12% – a quello norvegese Statoil – 12% – ed alla compagnia francese Total – 5%.

Il restante 20% delle azioni del Gasdotto Transanatolico resta nelle mani delle compagnie turche BOTAS e TPAO.

Matteo Cazzulani