LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: AL VIA LA CAMPAGNA ELETTORALE CON AGGRESSIONE A UN GIORNALISTA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 31, 2012

Presentate le liste dei candidati alle consultazione parlamentare da parte del Partija Rehioniv e dell’Opposizione Unita Bat’kivshchyna, con qualche sorpresa e molte conferme. Aggredito il noto reporter della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, prima del congresso del Partito del Potere, al quale non hanno potuto partecipare i rappresentanti della stampa

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Prima una collisione tra la sua moto e la potente Escort nera, poi la lite vis a vis con una guardia del corpo di un parlamentare, culminata con il sequestro illegale dell’Iphone con cui il noto cronista della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, aveva filmato l’accaduto. E’ con questa scena che nella giornata di lunedì, 30 Luglio, si è aperto il Congresso del Partija Rehioniv, nel quale il partito del potere – a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, quasi tutti i Ministri e i governatori degli enti locali – ha stabilito i nomi da inserire nella lista che concorrerà alle prossime Elezioni Parlamentari.

Ospiti sgraditi della kermesse sono stati i giornalisti. Oltre all’aggressione a Nayem – che già in passato è stato minacciato direttamente dal Presidente Janukovych per avere indagato sull’utilizzo del danaro pubblico da parte del Capo dello Stato per la costruzione della lussuosa villa a Mezhyhir’ja – gli operatori della stampa si sono visti negare l’ingresso nell’enorme edificio affittato dal Partija Rehioniv a Kyiv.

Solo i delegati hanno potuto potuto entrare. Essi, dopo circa mezz’ora, hanno potuto visionare la composizione della lista compilata precedentemente dal politbiuro e, in perfetto stile sovietico, hanno ratificato la decisione con una votazione bulgara.

Tra i primi candidati del listino del Partija Rehioniv figurano il Premier, Mykola Azarov, il Vicepremier, Serhij Tihipko, il Segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale, Andrij Kljujev, e il Capogruppo in Parlamento, Oleksandr Jefremov. A sorpresa, al secondo posto del listino è stata inserita la cantante Tajisa Povalij, che ha dedicato il suo discorso di investitura ad una dichiarazione di assoluta fedeltà al Presidente Janukovych: presente al Congresso nonostante il ruolo di garante della Costituzione da lui ricoperto avesse previsto la sua assenza.

Totalmente differente è apparsa la situazione nel Congresso dell’Opposizione Democratica, che si presenta alle urne come Opposizione Unita “Bat’kivshchyna” – “Patria” in ucraino. La presentazione del listino – composto anch’esso nelle sedi di partito e ratificato all’unanimità dei delegati – è avvenuta in strada, con la presenza della stampa, nel cuore del mattino a pochi passi dal Parlamento, dove poche ore più tardi è stata convocata una seduta plenaria urgente.

A guidare la lista dell’Opposizione Unita sarà Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro e carismatica leader della Rivoluzione Arancione, di recente arrestata per motivi politici. Seguono l’ex-Speaker del Parlamento, Arsenij Jacenjuk, l’ex-Vice Premier Oleksandr Turchynov, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: anch’egli detenuto in carcere dopo un processo politico dalla dubbia regolarità.

A sorpresa, l’Opposizione Unita – che con tutta probabilità vedrà cancellata la candidatura della Tymoshenko e di Lucenko per via della loro reclusione – ha candidato anche la moglie dell’ex titolare del dicastero degli Interni, Iryna Lucenko, e il Direttore della televisione TVi, Mykola Knjazhyc’kyj, su cui di recente le Autorità ucraine hanno aperto un fascicolo che potrebbe portare alla chiusura di uno dei pochi canali indipendenti rimasti in Ucraina.

Oltre alla presentazione dei nominativi che compongono le liste, i congressi sono stati anche l’occasione per l’illustrazione dei programmi che le due principali forze politiche – date dai sondaggi appaiate a circa il 20% ex aequo – intendono realizzare in Parlamento. Il Partija Rehioniv, che Governa dal Marzo 2010, ha promesso l’innalzamento del PIL al 5%, stabilità finanziaria e politica, miglioramento dell’immagine dell’Ucraina nel Mondo, e l’integrazione di Kyiv sia con la Russia che con l’Europa.

L’Opposizione Unita ha invece promesso la lotta ad ogni forma dei monopolio in ogni settore dell’economia nazionale, detassazione nei confronti della popolazione, innalzamento degli stipendi minimi per alcune categorie – impiegati, medici, insegnanti ed accademici – facilitazione dell’erogazione dei crediti per gli agricoltori, procedura di impeachment per il Presidente Janukovych, e ripresa del cammino di integrazione con l’Europa con la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – che Bruxelles ha congelato dopo l’arresto politico della Tymoshenko.

L’incognita dei brogli, dell’uninominale e il precedente del 2002

Le Elezioni Parlamentari ucraine rappresentano anche un importante test per l’Ucraina, a cui sono legati i destini geopolitici di Kyiv. Infatti, se la consultazione dovesse essere caratterizzata da brogli ed irregolarità a favore delle Autorità governative – come già accaduto nel corso delle Amministrative del 2010 – l’Ucraina vedrebbe chiusa per sempre la possibilità di entrare in Europa e di avvicinarsi all’Occidente in tempi brevi.

Qualora la consultazione dovesse svolgersi in maniera regolare, a decidere la maggioranza politica potrebbe essere l’esito della consultazione nei i collegi uninominali, nei quali sono eletti la metà dei Parlamentari. Molti tra i candidati indipendenti che prendono parte alla consultazione possono infatti scegliere se entrare a far parte di una o dell’altra coalizione.

Nel 2002, l’ultimo anno in cui in Ucraina si è votato con simile sistema, i candidati eletti nell’uninominale hanno aderito in massa allo schieramento filo-presidenziale, e hanno così consegnato all’allora Capo di Stato, Leonid Kuchma, la maggioranza nonostante le urne avessero consegnato più voti al Partito di opposizione liberale e filo-occidentale Nasha Ukrajina, guidato dal futuro presidente arancione Viktor Jushchenko.

Matteo Cazzulani

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Viktor Jushchenko torna in politica. Le ombre sul disegno politico dell’ex-Presidente ucraino

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 8, 2012

L’ex-Capo di Stato vara un Partito di ispirazione patriottica e conservatrice che punta a rappresentare una fetta dell’elettorato che ad oggi non si riconosce in nessuno dei Partiti esistenti. I pericoli per l’Opposizione Democratica e la reale natura di un progetto che, anziché riattualizzare il cammino di integrazione in Europa di Kyiv, riapre lo scontro interno al campo arancione con la Tymoshenko e favorisce il regime del Presidente Janukovych

Il nome non e chiaro, ma ad essere ben evidenti sono l’orientamento e il fine di quella che ha le carte in regola per diventare la terza forza politica in Ucraina. Nella giornata di sabato, 7 Luglio, l’ex-Presidente ucraino, Viktor Jushchenko, ha varato il suo progetto politico per le Elezioni Parlamentari del prossimo mese di Ottobre.

Il nuovo Partito, ancora senza nome, e nato dalla fusione tra Nasha Ukrajina – il soggetto politico di Jushchenko – il Partito Popolare Ucraino, il Congresso dei Patrioti Ucraini, e una ventina di associazioni patriottiche legati alla difesa della cultura nazionale.

Come dichiarato da Jushchenko, il Partito si basa su principi conservatori e moderati, ed ha l’obiettivo di riempire un vuoto che, a detta dell’ex-Presidente, in Ucraina deve ancora essere colmato.

Tra le linee guida del Partito, Jushchenko ha individuato il salvataggio della lingua e della cultura ucraina, che di recente sono state sminuite dalla riforma linguistica voluta dal Presidente Viktor Janukovych, che ha elevato il russo a lingua di Stato. Inoltre, l’ex-Capo di Stato ha sottolineato la necessita di salvare l’Indipendenza dell’Ucraina dalla politica espansionista della Russia.

Durante il discorso di presentazione, Jushchenko ha anche definito il bacino elettorale del suo Partito, dichiarando di puntare all’alta percentuale di ucraini che non si riconosce ne nella maggioranza filorussa di Janukovych, ne nell’Opposizione Democratica unita guidata da Arsenij Jacenjuk in vece dell’ex-Premier Julija Tymoshenko – una delle dieci personalità di spicco del dissenso imprigionate per ragioni politiche dalla salita al potere dell’attuale Presidente.

“Il 14%. Degli ucraini ha dichiarato di votare contro tutti i candidati che intendono presentarsi alle urne – ha dichiarato Jushchenko – tra questi c’e sicuramente chi potrebbe riconoscersi in una forza politica veramente patriottica, alternativa ai due schieramenti principali finora presenti sullo scenario ucraino”.

La manovra di Jushchenko ha convinto pochi tra i commentatori e i politologi ucraini. Essi son concordi nel dare al progetto dell’ex-Presidente poche chance di supporto tra l’elettorato moderato, che resta più orientato a sostenere l’Opposizione Democratica unita.

Si riattualizza la guerra intestina del campo arancione

Inoltre, il Partito dell’ex-Capo di Stato punta a sottrarre consensi proprio allo schieramento politico che ha il suo riferimento nell’ex-Premier Julija Tymoshenko, nonostante la carismatica politica, che con Jushcenko nel 2004 ha guidato il processo democratico in Ucraina, passato alla storia come Rivoluzione Arancione, sia stata incarcerata e, quindi, impossibilitata a prendere parte alla competizione elettorale.

La riedizione dello scontro tra i due condottieri della Rivoluzione Arancione non fa che rafforzare i sospetti di collaborazione di Jushchenko con il Presidente Janukovych, che già in passato ha visto i due avversari politici convergere su iniziative politiche trasversali per porre in minoranza la carismatica Tymoshenko.

Ne e stato un esempio la nomina a Premier di Janukovych, voluto il 3 Agosto 2006 da Jushchenko a capo di un Governo di unita nazionale concepito per escludere dal potere il Blocco di Julija Tymoshenko, attorno alla quale si sono pero consolidati i consensi del popolo arancione.

Inoltre, una volta sconfitto al primo turno delle elezioni presidenziali del 2010, dove da Presidente uscente ha ottenuto solo il 6%, Jushchenko al secondo turno ha invitato il suo elettorato a disertare le urne per svantaggiare Julija Tymoshenko.

Ella, in caso di ricompattamento dell’elettorato arancione attorno alla sua candidatura, avrebbe con molta probabilità evitato la salita al potere di Janukovych, e la successiva ondata di repressioni politiche scatenata dal neoeletto Presidente contro il campo democratico.

A confermare i sospetti nutriti nei confronti di Jushchenko e stato il suo ex-collega di Partito, Jurij Hrymchak, che ha evidenziato come il progetto politico dell’ex-Presidente ucraino consenta a Janukovych di sottrarre consensi all’Opposizione Democratica in un bacino fortemente patriottico in cui Janukovych ha poco appeal.

Inoltre, Hrymchak ha accusato Jushchenko di connivenza con l’attuale Capo di Stato, al punto, a suo dire, da essere stato ingaggiato per condurre un progetto politico finalizzato ad ingannare l’elettorato e favorire il regime autoritario oggi al Governo in Ucraina.

“Jushchenko e stato l’unico politico non appartenente allo schieramento oggi al Governo a godere di largo spazio sui media di regime – ha dichiarato Hrymchak – questa e una chiara iniziativa di campagna elettorale voluta dalle Autorità ucraine per indebolire il dissenso e mantenere il controllo del Paese imbrogliando gli elettori. L’unico ideale che veramente anima Jushchenko e l’odio personale nei confronti di Julija Tymoshenko”.

Oltre che costola della maggioranza filorussa, il Partito di Jushchenko rischia di essere un’armata senza colonnelli. Oltre a Hrymchak, sono molti i nomi di spicco della politica ucraina ad avere abbandonato l’ex-Presidente, tra cui il Capogruppo al Parlamento di Nasha Ukrajina, Valentyn Nalyvajchenko.

Costoro hanno preferito confluire nell’Opposizione Democratica unita, nata dalla fusione dei principali soggetti partitici del campo arancione – Bat’kivshchyna, Front Zmin, Narodnyj Rukh, Narodna Samooborona e Hromad’jans’ka Pozycja – su un programma più liberale e filoeuropeo.

A contrastare l’attività politica degli arancioni e la detenzione in carcere per motivi politici di dieci dei suoi principali esponenti, tra cui la stessa sua Leader Tymoshenko, e l’utilizzo da parte del Partija Rehioniv – la forza politica di Janukovych – delle risorse statali per la conduzione della campagna elettorale.

Matteo Cazzulani

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REGRESSO DEMOCRATICO IN UCRAINA: JURIJ LUCENKO DA UN ANNO IN ISOLAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 26, 2011

L’ex-Ministro degli Interni, uno degli esponenti più carismatici dell’Opposizione Democratica ucraina, costretto alla detenzione in isolamento, all’alimentazione forzata, e ad assistere dietro alle sbarre ad uno dei processi politici organizzati dalle autorità per eliminare i Leader dell’Opposizione Democratica, tra cui l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko. Un video del collega Kostjantyn Usov di TVI ne racconta il caso

L'ex-ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Per 365 giorni detenuto in isolamento a causa di 3 imputazioni prive di fondamento, con soli due testimoni a favore delle accuse, ma alcun verdetto che ne abbia certificato la colpa. Questo è il Santo Stefano che, oggi, trascorre Jurij Lucenko: esponente di spicco dell’Opposizione Democratica che, parimenti alla sua carismatica Leader, Julija Tymoshenko, è caduto vittima della repressione politica attuata dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych.

Il 26 Dicembre 2010, Lucenko è incarcerato in una cella di isolamento, prelevato dalle forze di polizia sotto casa sua, al rientro dalla passeggiata con il cane: sotto lo sguardo impotente di madre e figli. Mesi prima, giusto in seguito all’insediamento di Janukovych, a carico dell’ex-Ministro degli Interni sono sollevate tre imputazioni: incremento della paga e concessione di abitazioni governative illecita al suo autista, Leonid Prystupljuk, sperpero di danaro del bilancio statale per l’organizzazione della Giornata della Polizia del 2008, chiusura anticipata delle indagini sul cittadino Davydenko, l’ autista dell’ex-Vice-Procuratore Savchjuk – proprietario della casa in cui, durante la Rivoluzione Arancione, sarebbe stato avvelenato il futuro Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

A sostegno di tali imputazioni, per cui è aperto un processo con la richiesta di 12 anni di reclusione per abuso d’ufficio, sono sopratutto l’allora Ministro degli Interni, Anatolij Mohyl’ov, il nuovo Procuratore Generale nominato da Janukovych, Viktor Pshonka, il suo vice, Rinat Kuz’min, e solo due dei più di 200 testimoni chiamati a testimoniare durante un lungo procedimento, condotto da un PM, Serhij Vovk, a sua volta indagato per truffa edile, ma finora graziato dalle autorità.

Costretto ad assistere alle sedute del proprio processo dietro a delle sbarre – barbara procedura che, illegalmente, dipinge l’imputato come già colpevole nella psicologia dei presenti e della Corte – Lucenko più volte denuncia il conflitto di interessi del giudice, e, per protesta, ricorre persino allo sciopero della fame. Nulla da fare, dal momento in cui le Autorità giudiziarie impongono la nutrizione forzata al ribelle galeotto: altra pratica autoritaria, vietata dall’Unione Europea, ma ancora ammessa dal Codice Penale ucraino.

Un carismatico arancione

Il processo all’ex-Ministro degli Interni continua lentamente, lasciando una condanna già annunciata sempre più lontana: così da mantenere al di fuori della vita politica una delle più importanti personalità dell’Opposizione Democratica. Aiutante del Segretario del Partito Socialista ucraino, Oleksandr Moroz, Lucenko nel 2002 è alla testa del movimento Ucraina senza Kuchma, in opposizione all’ex-Presidente Leonid Kuchma: di cui Janukovych è il delfino politico. Nel 2004, è uno dei più attivi colonnelli della pacifica Rivoluzione Arancione: ruolo per cui viene premiato da Jushchenko con la nomina a Ministro degli Interni nel primo governo di Julija Tymoshenko.

Deciso nel realizzare la promessa di giustizia, Lucenko adotta la mano dura contro gli oligarchi dell’Est del Paese, sponsor di Viktor Janukovych: un gesto di coerenza politica che gli costa caro fin a subito. Entrato in crisi con la Tymoshenko – dimissionata nel 2005 – Lucenko mantiene la carica sotto il secondo governo arancione di Jurij Jekhanurov, fino al 2006, quando la vittoria alle elezioni parlamentari di Janukovych – che realizza una coalizione di governo con comunisti e socialisti – ne provoca l’espulsione e, contemporaneamente, l’uscita dal Partito Socialista Ucraino per evidenti divergenze politiche con Moroz.

Nel 2007, fonda il Partito Avanti Ucraina – poi ribattezzato Narodna Samooborona – si riavvicina a Julija Tymoshenko, e, nelle elezioni anticipate del 2007, guida la lista filo-presidenziale Nasha Ukrajina, che gli consente il ritorno al Dicastero degli Interni nel secondo governo della Lady di Ferro ucraina. Ripristinata la lotta contro gli oligarchi, la sua immagine viene lesa dall’arresto del figlio in stato di ubriachezza all’aeroporto di Francoforte. Ciò nonostante, la Tymoshenko fa quadrato attorno a lui, difendendolo persino nei difficili giorni del suo terzo governo: esecutivo di minoranza, in cui la conta dei voti è necessaria per l’approvazione di ogni mozione.

Il saldo legame con la Leader degli arancioni porta Lucenko a condividere anche le conseguenze della risalita al potere di Janukovych, nel Febbraio 2010: parimenti alla Lady di Ferro ucraina – condannata a sette anni di isolamento per abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin: il tutto dopo un processo farsa costruito su imputazioni montate ad hoc, e senza diritti per la difesa – l’ex-Ministro degli Interni diventa l’oggetto ed il simbolo di un regresso democratico sulle Rive del Dnipro.

Dinnanzi agli arresti di Lucenko e della Tymoshenko, alle ripetute risoluzioni di condanna da parte di USA, ONU, NATO, e Parlamento Europeo, è seguito, lo scorso 19 Dicembre, il congelamento della firma dell’Accordo di Asociazione UE-Ucraina: documento storico, con cui Kyiv avrebbe ottenuto il medesimo status di partner privilegiato di Bruxelles, oggi goduto da Islanda, Norvegia, e Svizzera.

Matteo Cazzulani

PROCESSO A JULIJA TYMOSHENKO: OLTRE ALLE CURE MEDICHE, IL GIUDICE LE TOGLIE ANCHE LA PAROLA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 23, 2011

Depennata la deposizione come testimone, programmata, della Leader dell’Opposizione Democratica nel processo che la vede imputata per abuso d’ufficio. Viktor Jushchenko esce dal Comitato di Difesa dalla Dittatura

La leader dell'opposizione democratica, Julija Tymoshenko, durante una pausa del processo

Al Tribunale Pechers’kyj la pietanza servita e sempre la solita, sebbene ogni giorno piu amara, drammatica e, nella giornata di Lunedi, 22 Agosto, persino con un pizzico di sarcasmo. La richiesta di scarcerazione per la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, non e stata accolta per l’ennesima volta –  piu di venti oramai – da quando e iniziato un processo politico sempre piu simile alla farsa.

L’odierna motivazione per la scarcerazione dall’isolamento dell’anima della Rivoluzione Arancione ha riguardato la decisione del giovane giudice, Rodion Kirejev, di passare all’esame delle memorie scritte delle parti, e, cosi, chiudere la fase dedicata agli interrogatori, depennando quello, gia programmato, della stessa Tymoshenko, per il quale la Lady di Ferro ucraina ha chiesto tempo e visite mediche da parte dei suoi dottori di fiducia. Ed e proprio circa lo stato di salute della Leader dell’Opposizione Democratica che si e registrato un episodio increscioso, a firma di Natalija Frolova, uno dei sette procuratori dell’accusa – contro i quattro avvocati professionisti della difesa, spesso costretti all’assenza delle sedute giornaliere per esaminare le imputazioni, contenute in 14 faldoni da circa 150 pagine l’uno.

“Julija Tymoshenko ha ricevuto le visite dei medici della Procura – ha dichiarato la Frolova – persone che hanno giurato su Hippocrate, su cui non si puo dubitare. Peraltro – ha continuato – l’imputata oggi ha anche un bell’aspetto”.

Sui parerti estetici della principale accusatrice della Leader dell’Opposizione Democratica ci si puo riservare piu di un dubbio, dal momento in cui Julija Tymoshenko e apparsa non solo priva della famosa treccia, ma con occhi spenti e viso tirato in maniera ancpora piu grave rispetto allo scorso giovedi, 18 Agosto, quando, nel pieno della seduta, ha sofferto un mancamento, che la ha costretta ad una pausa tecnica di quindici minuti. Inoltre, si ripetono a cadenza giornaliera gli allarmi lanciati da Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – circa un possibile avvelenamento, pratica molto diffusa negli ambiti postsovietici la cui firma sul processo, sempre come illustrato dagli accusatori, e del tutto evidente.

Accanto ad essi, anche la Comunita internazionale ha espresso turbamento per i ripetuti dinieghi da parte del PM alle visite mediche dei dottori personali della Tymoshenko: nel Fine settimana, a tale diritto, garantito dalle Convenzioni Internazionali, si sono appellati il Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, e l’Ambasciatore francese in Ucraina.

L’Europa condanna, Jushchenko se ne va

Lecito ricodare che Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, e sotto processo per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hrynje, ed Abuso d’Ufficio nel corso degli accordi per il gas con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin. Accuse dalle quali e stata scagionata dalla maggioranza dei testimoni, ma che, venerdi, 5 Agosto, non le hanno impedito la reclusione in  isolamento. Appelli per la sua liberazione, e per la fine del processo politico a suo carico, sono pervenuti da Unione Europea, USA,  dalle maggiori cancellerie dei Paesi occidentali, dalle piu importanti ONG internazionali indipendenti – tra cui Freedom House – da tutte le confessioni e Chiese ortodosse ucraine, e persino dalla Federazione Russa.

In campo interno,per contratare l’autoritarismo dell’Amministraione di Viktor Janukovych,  le forze del campo arancione si sono unite nel Comitato di Difesa dalla Dittatura, ed installato una tendopoli sul centralissimo Khreshchatyk presieduta da circa 200 dimostranti. Da essa, si e pero staccata Nasha Ukrajina, la forza politica dell’ex-Capo di Stato ed alleato della Leader dell’Opposizione Democratica, Viktor Jushchenko, invitato ad abbandonare la lotta assieme alle forze patriottiche dopo avere testimoniato contro la Lady di Ferro ucraina.

Matteo Cazzulani

Viktor Jushchenko al processo di Julija Tymoshenko: funerale della Rivoluzione Arancione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 18, 2011

L’ex-Presidente e Premier arancioni si accusano reciprocamente per la responsabilità sugli accordi del gas del 2009. La rabbia del popolo del Majdan contro il capo di stato emerito.

“Non intendo porre alcuna domanda al testimone Jushchenko per mantenere un minimo di onore ad una Rivoluzione Arancione oramai sbiadita”. Queste le parole con cui la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ha rinunciato ad interrogare Viktor Jushchenko, ex-Presidente e, sopratutto, alleato di una Rivoluzione Arancione oggi al suo funerale.

Sia chiaro, la rivoluzione pacifica che ha portato l’Ucraina ad assaporare l’occidente e la
Liberta per cinque anni – dal 2005 al 2010 e clinicamente morta già lo scorso venerdi, 5 Agosto, con l’arresto di Julija Tymoshenko, ma l’interrogatorio di oggi, mercoledì, 17 Agosto, ne e stato il vero e proprio funerale.

Una cerimonia a tutto tondo, con tanto di sepoltura: quelle delle uova lanciate contro il convoglio di Jushchenko, anche da quei pochi militanti del suo partito, Nasha Ukraina, rimasti attaccati al colore arancione.

Ironia della sorte, la marcia funebre ha suonato le note del gas, la vera causa della dipendenza dell’Ucraina alla Russia, e, di conseguenza, del fallimento di una rivoluzione arancione: oramai, capitolo di storia nemmeno più raccontato nei nuovi manuali di storia voluti dall’attuale governo filorusso.

Nello specifico, La deposizione di Jushchenko ha riguardato gli accordi per il rinnovo delle forniture di gas con la Russia del Gennaio 2009, a cui le autorità arancioni, malgrado una dichiarazione congiunta i Jushchenko e Tymoshenko, si sono presentate divise: il presidente, favorevole al mantenimento di intermediari tra Kyiv e Mosca – a suo avviso garanzia di un prezzo basso – e di un debito ucraino spalmato a lungo nel tempo con una formula economica. La Premier, invece, contraria ad ogni intermediario – visto come fonte di corruzione – e favorevole ad una stretta immediata di un contratto che garantisse un inverno al caldo agli ucraini, e la garanzia delle forniture ad un Europa che richiamava l’Ucraina alle proprie responsabilità di Paese di transito del gas.

Tralasciando i dettagli tecnici – la cui noia nemmeno l’ausilio dell’interprete del rappresentante dell’Ambasciata Italiana, presente in vece UE, e riuscito a contrastare – e opportuno ricordare che, nel gennaio 2009, l’Ucraina si e trovata sull’orlo di un’ennesima Guerra del Gas: la Russia era pronta all’ennesima chiusura dei rubinetti, mentre l’Europa, allora sotto la presidenza ceca, richiedeva maggiori sicurezze per le forniture di gas.

Giudicata la circostanza, e le imminenti elezioni presidenziali – a cui sia Jushchenko che Tymoshenko erano candidati, l’uno contro l’altra – la Primo Ministro ha accettato condizioni onerose, che hanno livellato il tariffario per l’Ucraina a quello applicato all’Europa Occidentale, ma, nel contempo, hanno scaldato gli ucraini, ed eliminato la compagnia RosUkrEnergo: intermediario tra i monopolisti russo, Gazprom, ed ucraino, Naftohaz, supportato da Jushchenko malgrado fosse posseduto dall’oligarca Dmytro Firtash, il principale sponsor di Viktor Janukovych.

Sulla carta, l’attuale Capo di Stato sarebbe dovuto essere il comune nemico del campo arancione. Forse, lo e stato nel 2004, quando Tymoshenko e Jushhenko sono riusciti a mobilitare milioni di ucraini per la Democrazia e l’Europa. Ma non oggi, quando l’ex-Premier e detenuta in isolamento per una imprecisa accusa di abuso d’ufficio, ed all’ex-presidente, sceso più volte a patti con Janukovych, di arancione e rimasto solo il tuorlo delle uova lanciategli dai suoi ex-sostenitori: in particolare dai militanti di Nasha Ukrajina, il suo partito.

Sulle orme della Russia

“E un traditore – ha dichiarato Marysja, militante di Zhytomyr di Bat’kivshchyna, il Partito dell’ex-Primo Ministro – siamo in 500 a rappresentare le migliaia di indiavolati contro chi ci ha ingannato, e soffocato le nostre speranze. Oggi – ha continuato – il Majdan arancione ha solo una Leader: Julija Tymoshenko. Anche se in carcere – ha concluso – processata ed ingabbiata per averci scaldato”.

Ed oggi, con il comune nemico Janukovych al potere, il popolo e sempre più povero, sottomesso a Mosca, e sempre più vicino ad emulare la modalità russa di trattare il dissenso.

“Per Julija Tymoshenko e stata scelta la misura più dura – ha dichiarato al Legno Storto il Deputato Nazionale di Bat’kivshchyna, Andrij Shkil’ – l’arresto e una misura esagerata per un’imputata che non ha mai rinunciato a collaborare. E la dimostrazione che di lei le Autorità hanno paura”.

“Ha ragione il famoso detto popolare – ha dichiarato Olena, militante di Ternopil’ di Narodna Samooborona: la forza politica del campo arancione di Jurij Lucenko, altro dei dieci politici di spicco dell’Opposizione Democratica detenuto in isolamento – secondo cui dove sono due ucraini ci sono tre hetmani. Gli ultimi della storia ucraina si sono chiamati Jushchenko e Tymoshenko. Hanno litigato – ha continuato – e l’Ucraina ha perso la Liberta”.

Matteo Cazzulani

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Julija Tymoshenko ricorre ai valori europei. Anche la Corte d’Appello la lascia in prigione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 13, 2011

Rigettato anche il ricorso in Appello per la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica. Gli avvocati dell’ex-Primo Ministro al Legno Storto, presente all’udienza:”In Ucraina non c’e speranza, l’Europa ci aiuti”.

Cambia la location, ma non la musica: niente Liberta per Julija Tymoshenko, richieste della difesa respinte, e calpestati i diritti europei e dei giornalisti.

Nella giornata di venerdì, 12 Agosto, la Corte di Appello di Piazza Solomojs’ka ha respinto il ricorso della difesa della Leader dell’Opposizione Democratica, assente in un aula gremita purtroppo non solo da giornalisti e militanti di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko: collaboratori della Procura hanno occupato posti riservati ai reporter, costretti, così, a restare fuori dalla seduta. Ma non il Legno Storto, a cui l’Avvocato dell’Anima della Rivoluzione Arancione, Jurij Sukhov, si e rivolto.

“L’Ucraina e territorio europeo, e su di esso la democrazia e calpestata. Una situazione tipica di un regime illiberale, che con le tradizioni di Liberta del Vecchio Continente non ha nulla a che fare. Dovete aiutarci”.

Una dichiarazione in linea con la strategia della difesa, che, nella richiesta di liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica, si e appellata proprio al Diritto Internazionale, alla Carta Fondamentale dei Diritti dell’Uomo, ed alla risoluzione del Parlamento Europeo, che ha invitato le Autorità a smettere i processi politici ai danni di una decina di politici del campo arancione.

Motivazioni prive di sostanza secondo il magistrato, che ha negato il ricorso, suscitando la protesta fervente dei Deputati Nazionali presenti.

“In Ucraina non c’e più speranza per la Leader dell’Opposizione Democratica – ha dichiarato l’altro difensore, Mykola Siryj – resta la Corte Europea, ma i tempi sono lunghi”.

“L’Europa deve fare pressione sull’Ucraina – ha illustrato al Legno Storto Serhij Vlasenko, l’ex avvocato di Julija Tymoshenko, eliminato nel
processo regolare da una decisione del giovane giudice, Rodion Kirejev – e ricordarle che appartiene al Consiglio d’Europa: questo significa che non si può processare, arrestare, e detenere in isolamento la principale esponente dell’Opposizione per il solo sospetto di abuso d’ufficio [l’ex Primo Ministro e imputata anche per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje nel corso delle trattative del gas nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin].

Incrementa la tendopoli arancione

Un trattamento esagerato, contro cui la difesa si e più volte schierata, senza ottenere ascolto dalla Corte. Cosi ha dichiarato – sempre al Legno Storto – Oleksandr Turchynov, il braccio destro di Julija Tymoshenko.

“L’unica misura e tenere duro – ha continuato – Ieri una nostra proposta di incriminare gli sponsor dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, e stata rigettata: questo evidenzia la natura politica del processo. Ma non ci abbattiamo – ha terminato – Julija Tymoshenko, dalla prigione, e noi dalla piazza, dove, nella tendopoli arancione continuiamo a restare, fino a quando Giustizia, Democrazia, Liberta ed Occidente non torneranno a caratterizzare la società in Ucraina”.

Nella tendopoli, sul centrale Khreshchatyk, i sostenitori di Julija Tymoshenko sono saliti a 200 stabili. Ai gazebo di Bat’kivshchyna, Front Zmin, Narodnyj Ruch, Narodna Samooborona, e Hromad’jans’ka Pozycija si sono aggiunti quelli di Nasha Ukrajina e della Jevropejs’ka Partija, gli altri partiti che hanno aderito al Comitato di Difesa dalla Dittatura, un cartello elettorale per contrastare le attuali autorità, insieme in nome dell’ex-Primo Ministro.

Matteo Cazzulani

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JULIJA TYMOSHENKO IMBAVAGLIATA: MARITO E FIGLIA I SUOI NUOVI AVVOCATI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 9, 2011

Il giudice, Rodion Kirejev, impedisce alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina la possibilità di porgere domande al testimone dell’accusa e, per due volte, la richiesta delle Autorità religiose di liberazione dall’isolamento, in cui è detenuta dallo scorso venerdì, 5 Agosto. Ammessi marito e figlia come difensori. La reazione dell’Ambasciatore UE e l’unità del campo arancione

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dopo il bavaglio e le manette una misera ricompensa che la dice lunga sulla regolarità del processo. Nella giornata di lunedì, 9 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko si è vista negare la possibilità di interrogare il testé, il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko: persona importante, in quanto Ambasciatore a Mosca nel periodo delle trattative del gas con la Federazione Russa del gennaio 2009, nel corso delle quali l’ex-Primo Ministro avrebbe compiuto un abuso d’ufficio per cui è ora imputata – assieme all’accusa, ad esso correlata, di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje.

L’ordine del giovane giudice, Rodion Kirejev, è stato accolto con sollievo dall’accusa, i cui precedenti testimoni hanno – con la sola eccezione del Primo Ministro, Mykola Azarov – evidenziato l’innocenza di Julija Tymoshenko. Inoltre, il PM ha rigettato ben due richieste di liberazione dell’anima della Rivoluzione Arancione dalla detenzione in isolamento, giudicata una misura illiberale e troppo severa per le imputazioni: la prima è stata esposta dall’avvocato difensore, Jurij Sukhov, la seconda, invece, dai vertici della Chiesa Ortodossa del Partiarcato di Kyiv, di quella battista-evangelica, di quella Romano-Cattolica, ed appoggiata dall’incaricata governativa per la Difesa dei Diritti Umani, Nina Karpachova.

Infine, forse per compensare tali decisioni impopolari, Kirejev ha accettato una terza istanza circa la riammissione nel team della difesa dell’avvocato precedentemente escluso Mykola Siryj, e del marito e della figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, e Jevhenija Karr: il Codice Giuridico ucraino consente ai famigliari di ricoprire il ruolo di avvocato pur non essendo legali di professione – del resto è così anche per l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, altra vittima di un processo politico, detenuto in isolamento, e difeso dalla moglie – e, nel caso del’Anima della Rivoluzione, si tratta di una misura indispensabile, dal momento in cui solo agli stretti parenti di chi è detenuto in massima sicurezza sono permesse visite giornaliere, che, ora, sono l’unico momento utile per concordare la strategia difensiva.

Ambasciatore UE: “Julija Tymoshenko processata per avere salvato l’Europa”

Una situazione molto poco occidentale che ha turbato la platea, composta da giornalisti, deputati nazionali di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – e rappresentanti delle ambasciate di Francia, USA, Germania, e Svezia. Oltre ad essi, l’Ambasciatore dell’Unione Europea, José Manuel Pintu Teixeira, che, sconvolto, ha abbandonato la seduta anzitempo, e, all’autorevole Dzerkalo Tyzhnja, sottolineato come Julija Tymoshenko sia processata de facto per aver salvato l’Europa da un’ennesima possibile Guerra del Gas con la Russia, realmente ad un passo dalla chiusura dei rubinetti.

Reazione anche dalla piazza, dove, malgrado il divieto delle Autorità e la pressione delle forze speciali di polizia, i sostenitori dell’ex-Primo Ministro accampati sul centrale Khreshchatyk hanno raggiunto quota 200, e trascorso la terza notte nella tendopoli installata presso il Tribunale Pechers’kyj. Inoltre, i Partiti dell’Opposizione Democratica hanno ufficializzato la creazione del Comitato di Difesa dalla Dittatura: un cartello elettorale composto, oltre che da Bat’kivshchyna, anche dal Narodnyj Rukh di Borys Tarasjuk, dal Front Zmin di Arsenij Jacenjuk, dalla Hromad’jans’ka Pozycija di Anatolij Hrycenko, da Nasha Ukrajina di Viktor Jushchenko, da Narodna Samooborona di Jurij Lucenko, dalla Jevropejs’ka Partija di Mykola Katerynchuk, e da Reformy i Porjadok dell’attuale Primo Ministro del governo-ombra, Serhij Soboljev.

E stato lui ad indicare la prima mossa comune del neonato cartello elettorale: la convocazione di una seduta straordinaria della Verkhovna Rada per chiedere conto del processo a Julija Tymoshenko al referente del Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile di un procedimento, giudicato anche a livello internazionale – dall’Occidente, e persino dai russi – politicamente motivato.

Matteo Cazzulani

ARRESTO DI JULIJA TYMOSHENKO: ARANCIONI E BLU SI CONTENDONO LA PIAZZA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 7, 2011

Supporter della Leader dell’Opposizione Democratica caricati dalla polizia e contrastati dai militanti del Presidente, Viktor Janukovych. Tensioni nella notte nella tendopoli installata presso il Tribunale. Si amplia il Comitato di Difesa dalla Dittatura, ed il numero delle diplomazie critiche con l’arresto politico dell’ex-Primo Ministro

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dopo le manette il manganello. Nella giornata di Sabato, 7 Agosto, la polizia ha caricato i manifestanti di Bat’kivshchyna, riuniti in una protesta pacifica e silenziosa presso il carcere di massima sicurezza Luk’janivs’kyj, dove è detenuta in isolamento la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Qualche contuso, e tanto spavento, ma non abbastanza per piegare la dimostrazione che, nella notte, ha visto gli attivisti accamparsi in una tendopoli sul centralissimo Khreshchatyk: è li che è ubicato il Tribunale Pechers’kyj dove, venerdì, 5 Agosto, l’ex-Primo Ministro è stata arrestata per condotta inappropriata nei confronti della Corte, dopo che quasi tutti i testimoni convocati dall’accusa l’hanno scagionata dall’imputazione di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Ad ostacolare gli attivisti, il divieto della Corte Amministrativa di dimostrare in strada – una limitazione della libertà di manifestazione ignorata dai circa 200 attivisti – i militanti “blu” del Partija Rehioniv – la forza politica del Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto dalla Tymoshenko il vero responsabile del processo organizzato contro di lei – posizionatisi accanto ai supporter dell’anima della rivoluzione arancione.

Si svegliano anche ucraini, Obama, e Sarko

Intanto, in linea con quanto richiesto dalla Leader dell’Opposizione Democratica in un videomessaggio pre-registrato, pubblicato dopo il suo arresto, Bat’kivshchyna ha promosso l’unione delle forze politiche patriottiche e democratiche nel Comitato di Difesa dalla Dittatura, che, dopo un solo giorno dalla sua creazione, con lo slogan “Non temere, Difendi l’Ucraina!”, ha registrato nuove adesioni: al Narodnyj Rukh, Front Zmin, Hromad’jans’ka Pozycija, Nasha Ukrajina, e Pora si sono aggiunti Svoboda, UDAR, Reformy i Porjadok, il Partito Repubblicano Cristiano, ed il Congresso dei Patrioti Ucraini.

Sul piano estero, continuano le condanne di un arresto commentato come decisione politica destinata a rendere più difficile la situazione internazionale di un’Ucraina già rimproverata a più riprese. Incalzato dal senatore repubblicano John McCain, sempre attento alle sorti della democrazia sulle Rive del Dnipro, gli USA hanno invitato Janukovych ad attenersi ai principi occidentali, e liberare al più presto Julija Tymoshenko. Simile nota, circa la preoccupazione dell’Eliseo per l’involuzione della democrazia a Kyiv, è stata emanata dall’Ambasciatore francese, che, a colloquio con il vice-leader di Bat’kivshchyna, Hryhoryj Nemyr’ja, ha espresso solidarietà alla Leader dell’Opposizione Democratica. Contesta anche il Partito Popolare Europeo, a cui Bat’kivshchyna appartiene, che, per voce del Capogruppo al Consiglio d’Europa, Luca Volonte’, ha accusato le Autorità ucraine di voler estromettere dalla competizione politica la principale avversaria, e di renderle impossibile anche la partecipazione ai vertici della forza politica moderata del Vecchio Continente, malgrado gli inviti pervenuti dalle alte cariche dell’UE di essa membri, come il Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek.

Proprio l’ex-attivista di Solidarnosc, assieme ai ministeri degli esteri di Polonia, Germania, e Svezia, è stato tra i primi a criticare l’arresto politico già a poche ore dalla sua realizzazione. A definire la detenzione un errore politico, che infanga la reputazione di Janukovych anche nello spazio ex-sovietico, è stata, a sorpresa, anche la Russia. L’ONG Freedom House, invece, ha classificato l’Ucraina come Paese sempre meno democratico.

Matteo Cazzulani

ARRESTO DI JULIJA TYMOSHENKO: OLTRE ALL’OCCIDENTE PERSINO LA RUSSIA CONTESTA JANUKOVYCH. E L’OPPOSIZIONE FINALMENTE SI UNISCE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 6, 2011

Vertici UE turbati dalla reclusione della Leader dell’Opposizione Democratica, con il Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, in prima fila. La Polonia convoca un tavolo ad-hoc, mentre la Germania minaccia la rottura delle trattative per l’Accordo di Associazione. Anche Mosca critica la reclusione. L’Opposizione Democratica si unisce nel Comitato di Difesa dalla Dittatura

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

“L’Ucraina è Paese del Partenariato Orientale UE: si attenga ai principi di Bruxelles”. Questa la prima reazione ufficiale dell’Unione Europea all’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, espressa dal Presidente del Parlamento Continentale, Jerzy Buzek. Il polacco, già attivista di Solidarnosc, è stato subito incalzato dalla sua Ambasciatrice a Kyiv, Zuzana Reutova, che ha evidenziato come la reclusione in isolamento dell’ex-Primo Ministro sia la dimostrazione di come le Autorità non vogliano concorrenti politici alle prossime elezioni.

Dura la reazione anche di altri massimi rappresentanti UE, come il Ministro degli Esteri, Cathrine Ashton, ed il Commissario all’allargamento, Stefan Fule, che, sulle medesime note di Buzek, hanno ricordato a Kyiv che il dialogo con Bruxelles richiede precisi comportamenti in rispetto della democrazia.

Protestano anche i singoli Stati. la Polonia, presidente di turno dell’Unione Europea, ha convocato un tavolo continentale per discutere della questione con urgenza. Più radicale la Germania, con il Vice-Ministro degli Esteri, Werner Heuer, che ha bollato l’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica come un atto politico che allontana l’Ucraina dall’Europa. Invece, il suo collega svedese, Karl Bildt, lo ha definito uno spettacolo vergognoso, che nuoce all’immagine di Kyiv.

A contestare l’arresto di Julija Tymoshenko è stato persino il Ministero degli Esteri russo, che, chiamato in causa nella questione, ha invitato le autorità ucraine a condurre un processo in rispetto del proprio regolamento, senza eccedere in atti estremi, come la reclusione dell’ex-Primo Ministro.

Di azione volutamente adottata per soffocare la voce di Julija Tymoshenko ha parlato invece l’autorevole Freedom House, che, con una nota, ha ricordato come già il processo a carico dell’ex-Primo Ministro – accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin – si sia svolto in maniera irregolare, con poco tempo alla difesa per la visione delle imputazioni, e, a tratti, addirittura senza avvocati.

Al via il Comitato di Difesa dalla Dittatura

Alla richiesta di immediata liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica espressa dalle rappresentanze europee si è aggiunta anche Bat’kivshchyna, il Partito di Julija Tymoshenko, che ha invitato i militanti ad una protesta di piazza, e le opposizioni all’unità contro l’amministrazione del Presidente, Viktor Janukovych. Appello subito accolto, almeno nella città di Leopoli, dove, assieme Forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, il Narodnyj Rukh di Borys Tarasjuk, il Front Zmin di Arsenij Jacenjuk, la Hromad’jans’ka Pozycija di Anatolij Hrycenko, Nasha Ukrajina dell’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, e Pora hanno fondato il Comitato di Difesa dalla Dittatura: un cartello interpartitico per il coordinamento di azioni comuni, in vista delle prossime elezioni parlamentari.

Lecito ricordare che venerdì, 5 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è stata arrestata per comportamento inadeguato nei confronti della Corte. A motivare la decisione del giovane magistrato, Rodion Kirejev, il rifiuto di Julija Tymoshenko di rivolgersi a lui in piedi, e, in ultimo, la sua richiesta di un Traduttore per interloquire con il Primo Ministro, Mykola Azarov: unico di una lunga lista di testimoni convocati dall’accusa a non avere scagionato l’anima della Rivoluzione Arancione dalle accuse mosse contro di lei.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PER IL CAMPO ARANCIONE PRIMI PASSI VERSO IL CARTELLO ELETTORALE

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on July 14, 2011

Il partito dell’ex-Presidente, Viktor Jushchenko, coordina il Comitato per la Difesa delle Elezioni Oneste in vista delle consultazioni Parlamentari del 2012. La forza politica di quello attuale, Viktor Janukovych – superata nei sondaggi – monitora l’attività dei giornalisti. Ancora fuori dal progetto i big dell’Opposizione Democratica: Julija Tymoshenko, Arsenij Jacenjuk, ed Anatolij Hrycenko

Manifestazione patriottica sotto il monumento al Poeta Nazionale ucraino, Taras Shevchenko

La giusta direzione verso la quale procedere. Nella giornata di martedì, 12 Luglio, alcune forze dell’Opposizione Democratica hanno creato il Comitato di Difesa delle Elezioni Oneste: un cartello elettorale, con lo scopo di scegliere candidati comuni nei collegi uninominali, ed evitare la lotta intestina tra le liste del campo arancione che, inevitabilmente, finisce per avvantaggiare la compattezza del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, già creati i primi gruppi di lavoro, tra cui quello per il coordinamento interpartitico, l’organizzazione dei rappresentanti di lista, e le relazioni con le ONG internazionali. Una mossa necessaria dinnanzi ad una legge elettorale che prevede un sistema misto di maggioritario e collegi uninominali, uno sbarramento al 5%, e l’impossibilità per alleanza e blocchi di partecipare alla consultazione.

Regista dell’operazione, Nasha Ukrajina – la forza politica dell’ex-Presidente, Viktor Jushchenko – seguita da altri soggetti moderati, patriottici, e conservatori quali il Partito Popolare Ucraino, il Congresso dei Patrioti Ucraini, Svoboda, Sobor, il Partito Cristiano-Repubblicano, e persino quello Social-Democratico. Solo presenti alle trattative con propri emissari, ma non ancora parte del comitato, Bat’kivshchyna – il partito della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko – il Front Zmin dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk, e la Hromadjans’ka Pozycija di Anatolij Hrycenko.

Il timore di stampa e rilevazioni

Sul loro interesse, e futura adesione, si è detto certo il Capo di Nasha Ukrajina, Valentyn Nalyvajchenko, che ha aggiunto come la presidenza del cartello sarà gestita secondo una precisa turnazione.

Subito le prime reazioni. Come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, il Partija Rehioniv ha inoltrato una lettera a tutte le sezioni locali, con la richiesta di reperire il maggior numero di informazioni sui giornalisti presenti sul territorio, con particolare interesse all’orientamento politico. Una precisa violazione dell’Articolo Settimo della legge sulla protezione dei dati personali, che, assieme alle elezioni locali falsate dell’Ottobre 2010, e la legge elettorale che penalizza l’Opposizione Democratica, lascia molto perplesso chi spera nel rispetto degli standard europei delle prossime consultazioni.

Altro segnale, altresì incoraggiante, quello dei sondaggi, in cui per la prima volta dopo circa due anni, le forze del campo arancione hanno superato i soggetti della maggioranza post-sovietica – Partija Rehioniv e comunisti.

Secondo gli esperti, a motivare tale incremento non sarebbeperò l’attività dei politici dell’Opposizione Democratica, ma la crescente sfiducia nei confronti di Janukovych, sia sul piano interno – per via del mancato aumento delle paghe sociali e della lotta alla corruzione promesse in campagna elettorale – che su quello estero – peggioramento dell’immagine di Kyiv a seguito dei processi politici agli esponenti dell’Opposizione Democratica ed indecisione tra Russia ed Europa.

Matteo Cazzulani