LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

CAOS IN UCRAINA: SI DIMETTE IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 5, 2012

Lo Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn, rassegna le dimissioni in seguito all’approvazione della riforma del sistema linguistico che indebolisce l’uso dell’ucraino negli uffici pubblici a favore del russo. Probabile il commissariamento dell’organo legislativo da parte dell’amministrazione del Presidente, Viktor Janukovych, intenzionato ad assumere il controllo su tutti gli ambiti del potere

Lo speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn

Due dimissioni eccellenti e una paralisi istituzionale. La giornata di mercoledì, 4 Giugno, è destinata a entrare nella storia della politica ucraina come una delle più turbolente e movimentate, con le dimissioni dello Speaker del Parlamento e del suo Vice, e l’ipotesi di scioglimento anticipato della Rada sempre più vicino.

Tutto è iniziato con la votazione in seconda lettura alla Rada del progetto di legge che istituzionalizza il russo a lingua nazionale in 13 delle 23 regioni dell’Ucraina e, de facto, indebolisce il già precario utilizzo dell’Ucraino negli uffici pubblici del Paese.

Forti sono state le resistenze da parte dell’Opposizione Democratica che, dopo l’approvazione in prima lettura, ha promesso a più riprese di non permettere la votazione definitiva di un provvedimento che il Partija Rehioniv – il Partito del potere, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e buona parte dei ministri del Governo – ha invece sostenuto strenuamente.

Sulla questione, il soggetto politico del Presidente Janukovych ha inoltre goduto dell’endorsement del Capo dell’Amministrazione Presidenziale della Federazione Russa, Sergej Ivanov, e dell’aperto sostegno del Capo della Commissione della Duma di Mosca per i rapporti con i Paesi ex-URSS, Leonid Sluckij.

In un Paese, come l’Ucraina, che similmente ad altri Stati dell’Europa Centro-Orientale per molti secoli è stato impossibilitato con la forza a mantenere il proprio idioma nazionale a causa delle politiche di russificazione forzata imposte dell’impero zarista e dell’Unione Sovietica, la questione linguistica è particolarmente bollente.

Ottenuta l’indipendenza nazionale nel 1991, il popolo ucraino ha finalmente potuto coltivare la propria cultura, ed ha trovato nella lingua un collante sociale in grado di mantenere unito un Paese che la Russia, per mantenere la propria egemonia sul più importante dei Paesi dell’ex-URSS, ha cercato ripetutamente di destabilizzare supportando la diffusione del russo sulle Rive del Dnipro.

Oltre che sul piano ideologico, a generare polemiche è stata la modalità di approvazione del Progetto di Legge. Esso è stato infatti calendarizzato nella prima seduta del Parlamento dopo la chiusura del campionato europeo di calcio, ed è stato votato in pochi secondi grazie a un vero e proprio blitz organizzato dai deputati del Partija Rehioniv e dal Vice-Speaker comunista, Adam Martynjuk.

A complicare il quadro è stata l’assenza dello Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn, e del suo vice nominato in quota all’Opposizione Democratica, Mykola Tomenko: entrambi notoriamente contrari al progetto di riforma dell’assetto linguistico.

A poche ore dall’inizio della sessione, essi sono stati convocati dal Presidente Janukovych per colloqui urgenti: la loro assenza ha così permesso a Martynjuk di assumere la presidenza del Parlamento, e mettere ai voti il progetto di legge senza aprire il dibattito come, invece, previsto da regolamento.

Come pronta reazione sia Lytvyn che Tomenko hanno rassegnato le loro dimissioni. Lytvyn in particolare, che nel 2010 pur di mantenere la Presidenza della Rada è passato con la maggioranza voluta dal neoleletto Janukovych dopo avere sostenuto la Rivoluzione Arancione, si è detto deluso per l’inganno orchestrato nei suoi confronti, e ha promesso di non firmare il progetto di legge sulla riforma linguistica fino a quando le sue dimissioni non saranno accettate e votate dal Parlamento.

La decisione di Lytvyn ha generato un terremoto istituzionale. Dapprima, il Partija Rehioniv ha chiesto allo Speaker della Rada di riconsiderare la decisione presa, e lo ha invitato a tenere da parte le emozioni legate a prese di posizione su tematiche forti quali quella linguistica. Dopo la conferma delle intenzioni di lasciare la terza carica del Paese da parte di Lytvyn, il Partito del Potere ha registrato e votato in pochi minuti un progetto di riforma del regolamento dei lavori parlamentari che abbassa il quorum per l’elezione dello Speaker della Rada da 300 voti favorevoli a soli 226.

Il Parlamento sull’orlo di un possibile commissariamento del Presidente

Subito è partito il totonomine per la successione a Lytvyn. Secondo l’autorevole Ukrajins’ka Pravda, alla presidenza del Parlamento sarà eletto il Deputato Ivan Pljushch: anch’egli, come Lytvyn, è un ex-esponente del campo arancione che ha abbandonato la fazione democratica per passare con il Partija Rehioniv dopo la vittoria alle elezioni presidenziali del 2010 di Janukovych.

Molto probabile è anche lo scioglimento anticipato del Parlamento e il suo “commissariamento” da parte dell’Amministrazione Presidenziale fino alle elezioni parlamentari già programmate per l’autunno. A ventilare questa possibilità è stato lo stesso Presidente Janukovych, che, in seguito alle dimissioni di Lytvyn, ha cancellato la tradizionale conferenza stampa di inizio Luglio con i principali media nazionali e internazionali sulla situazione politica del Paese per convocare una riunione straordinaria con i capigruppo della Rada.

Durante la riunione -boicottata da Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona: i due gruppi dell’Opposizione Democratica – Janukovych ha invitato le parti a trovare un accordo per superare l’impasse istituzionale sfruttando i momenti di pausa durante i lavori d’aula. Se, come probabile, le parti non individueranno una candidatura condivisa, il Presidente ha dichiarato di essere pronto a sciogliere il Parlamento.

L’invito di Janukovych è stato colto al volo dal Leader in pectore dell’Opposizione Democratica, Arsenij Jacenjuk, che ha invitato il Capo dello Stato a indire non solo il rinnovo del Parlamento, ma anche nuove elezioni per designare il Presidente dell’Ucraina.

Jacenjuk ha contestato il fatto che Janukovych, una volta salito al potere, con un colpo di mano ha cambiato la Costituzione per accentrare nelle sue mani poteri sottratti al Parlamento, senza che il popolo ucraino si fosse pronunciato a favore di questa riforma radicale delle istituzioni dello Stato, che ha trasformato l’Ucraina da una democrazia a una quasi-dittatura.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: CONTESTAZIONE STORICA A VIKTOR JANUKOVYCH IN PARLAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 8, 2012

Il Presidente ucraino costretto alla lettura del discorso di apertura della nuova sessione della Rada da una rumorosa dimostrazione di dissenso dell’Opposizione Democratica in sostegno della liberazione della sua Leader, Julija Tymoshenko. Inoltre, il campo arancione richiede lo stop alle repressioni politiche e alla svolta autocratica del Capo di Stato, e minaccia l’apertura della procedura di Impeachment. Anche l’Europa scarica le Autorità ucraine

Una protesta così non si è mai registrata in ventun anni di Ucraina Indipendente. Nella giornata di martedì, 7 Febbraio, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, è stato impossibilitato, da una contestazione rumorosa e risoluta dell’Opposizione Democratica, a pronunciare il proprio discorso dedicato all’inaugurazione della sesta sessione della decima legislatura del Parlamento ucraino.

Sui banchi del campo arancione è stata esposta una gigantografia della sua Leader, Julija Tymoshenko: continuamente agitata dai Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – i Partiti dell’Opposizione Democratica – assieme all’esclamazione duratura dello slogan “Libertà a Julija”.

Il misto di rumore e colore ha costretto il Presidente Janukovych, tra il perplesso e lo spazientito, a una pausa di diversi minuti prima di iniziare la lettura del discorso di apertura della seduta: esposto con il costante sottofondo della protesta del campo arancione.

“Il consenso alla mia Amministrazione non è mai stato così alto nella storia del nostro Paese – ha dichiarato Janukovych – il che ci consente di metterci al lavoro per la revisione dell’assetto costituzionale dello Stato. Invito l’Opposizione a tornare a un atteggiamento costruttivo in Parlamento, a collaborare per la stesura di una nuova Costituzione, e ad abbandonare ogni forma di protesta. Il potere non si sovverte con la piazza: questo sia chiaro”.

“Quella di oggi è stata una protesta esemplare: mai nulla di così plateale è stato registrato in ventun anni di lavoro della Rada dell’Ucraina Indipendente nei confronti di un Presidente arrivato appena al secondo anno di mandato – ha dichiarato l’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk: il quale, come primo atto della nuova sessione del Parlamento, ha depositato una richiesta di impeachment nei confronti di Janukovych – il Capo di Stato deve trarne una lezione, e capire che non si è trattato di un cartellino rosso, ma di un vero e proprio segnale che il limite è stato superato”.

Alle dichiarazioni di Jacenjuk ha risposto il Deputato del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone del Paese, a cui, oltre a Janukovych, appartengono il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – Jaroslav Sukhyj, secondo cui Janukovych avrebbe dimostrato di non essere un dittatore scegliendo di pronunciare il discorso nonostante una protesta dell’Opposizione Democratica definita come lesiva degli interessi dello stesso campo arancione.

A fargli eco è lo Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn: dopo avere invitato all’ordine i Deputati dell’Opposizione Democratica a più riprese – sempre invano – l’alleato di governo di Janukovych ha evidenziato come la manifestazione interna al Parlamento possa dare il pretesto alla maggioranza – composta da Partija Rehioniv , Blocco di Lytvyn e comunisti – per rigettare ogni iniziativa atta alla decriminalizzazione degli articoli del Codice Penale ucraino secondo i quali la Tymoshenko è stata condannata.

Lecito sottolineare come lo scopo della protesta dell’Opposizione Democratica sia, in primis, la liberazione di Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro, condannata a sette anni di reclusione in isolamento in una colonia penale periferica per avere siglato accordi energetici onerosi per l’Ucraina nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Inoltre, il campo arancione richiede la sospensione della repressione politica su altri esponenti del dissenso – l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento dal 26 Dicembre 2010, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn e il marito della Tymoshenko, Oleksandr: entrambi costretti all’esilio politico in Repubblica Ceca – e l’arresto dei lavori per la revisione della Costituzione, che Janukovych intende riscrivere per conferire al Presidente ancor più poteri di quelli già ampiamente posseduti a discapito del Parlamento.

L’Ambasciatore UE: Janukovych è un Presidente discreditato in Occidente

Parallelamente alla protesta in Parlamento, a condannare l’operato di Janukovych è stato anche l’Ambasciatore dell’Unione Europea in Ucraina, José Manuel Pintu Teixeira. In una conferenza stampa, il Diplomatico portoghese ha evidenziato come il Presidente ucraino abbia perso ogni credito non solo da parte degli esponenti della politica UE, ma anche dai big della finanza del Vecchio Continente: scoraggiati nell’investire nel mercato interno di Kyiv a causa delle troppe insicurezze legate al regresso della democrazia sulle Rive del Dnipro.

“Sono un Ambasciatore, e non un politico, ma da quattro anni vivo a Kyiv, e conosco bene la realtà locale – ha dichiarato Teixeira – la gente non ha fiducia in una magistratura percepita come non-indipendente dal potere politico. In due anni di Amministrazione Janukovych, l’Europa ha ricevuto dalle Autorità ucraine molte promesse riguardanti l’adattamento del sistema costituzionale, politico, e giudiziario a quello europeo: nessuna di esse è mai stata mantenuta”.

Come illustrato dall’Ambasciatore UE, una dimostrazione delle buone intenzioni da parte delle Autorità ucraine è la liberazione della Tymoshenko, di Lucenko e degli altri prigionieri politici, a cui va garantita la partecipazione ad elezioni parlamentari libere: svolte nel pieno rispetto dei parametri europei.

Con una battuta, Teixeira, infine, ha evidenziato come le chiavi per l’ingresso ucraino in Europa si trovino nella cella di Julija Tymoshenko: nella lontana colonia penale femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv. Chiaro riferimento è alla firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento storico, con cui Bruxelles garantirebbe a Kyiv lo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia, e Svizzera, la cui firma è stata congelata, il 19 Dicembre 2011, proprio a causa delle repressioni politiche a carico degli esponenti dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

PRIMA IL BASTONE, POI LA CAROTA AVVELENATA PER JULIJA TYMOSHENKO: ECCO COME POTREBBE FINIRE IL PROCESSO FARSA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 9, 2011

Le autorita ucraine pensano alla decriminalizzazione dell’articolo per cui e incrimanata – e reclusa – la Leader dell’Opposizione Democratica: possibilitata, cosi, alla partecipazione alle prossime elezioni – come richiesto dall’Unione Europea – seppur moralmente colpevole. La contrarieta della sua Forza Politica ad una manovra del Presidente, Viktor Janukovych, mirata all’incremento del suo rating a livello internazionale, dove anche la Grecia non supporta l’Ucraina

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Prima la condanna, poi la decrimilizzazione. Questa sarebbe la soluzione che l’Amministrazione Presidenziale di Viktor Janukovych avrebbe ipotecato per la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko: in isolamento dallo scorso 5 Agosto, prima ancora che a condannarla sia stato un verdetto in un processo palesemente politico, che vede l’ex-Primo Ministro imputata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas nel Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Capi privi di fondamento, negati persino dai testimoni convocati dall’accusa – 40 contro i solo 2 ammessi per conto della Difesa – che hanno preoccupato ulteriormente l’Europa: pronta a mettere in discussione la sigla dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina dinnanzi alle repressioni non solo della Leader dell’Opposizione Democratica, ma anche di un’altra decina di esponenti del campo arancione similmente trattati, come l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko.

Una situazione scomoda, che le Autorita avrebbero pensato di risolvere con la decrimilizzazione dell’articolo del Codice Penale – il 365 –  per cui Julija Tymoshenko e finita  addirittura in galera: un passaggio tecnico, da approntare per via parlamentare, ma su iniziativa presidenziale, una volta annunciata la condanna in sede gidiziaria.

„Vogliono incolpare la Tymoshenko sul piano morale, ma non su quello legale – ha evidenziato, a Radio Liberty, Andrij Shkil’, Deputato nazionale di Bat’kivshchyna, la Forza Politica della Leader dell’Opposizione Democratica – e permetterle cosi la partecipazione alle prossime elezioni, seppur ancora sostanzialmente colpevole dinnanzi alla legge”.

Un abile gioco, confermato, da una fonte governativa, all’autorevole Dzerkalo Tyzhnja: prima la condanna, poi la decriminalizzazione su decreto di Janukovych, giusto in tempo per la sua prossima visita a Bruxelles, dove il Capo di Stato ucraino sarebbe pronto a mostrarsi come garante di una giustizia, altresi assente nel Paese.

Tuttavia, a cadere nel tranello della via tecnica per la liberazione di Julija Tymoshenko sono stati i suoi alleati di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, che, nella giornata di mercoledi, 5 Ottobre, hanno presentato un emendamento per la modifica dell’articolo 365, respinto dalla maggioranza compatta – composta da comunisti, Narodna Partija, e Partija Rehioniv: la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – e dalla stessa Bat’kivshchyna.

„Siamo contrari ad ogni decriminalizzazione, poiche Julija Tymoshenko e innocente – ha dichiarato, sempre a Radio Liberty, il Capogruppo, Ivan Kyrylenko –  la sua liberazione previa modifica del Codice Penale significherebbe ammettere la sua responsabilita per qualcosa che non ha commesso”.

Lecito ricordare che per Julija Tymoshenko l’Accusa ha chiesto 7 anni di galera, piu 3 di interdizione alla vita politica, ed il pagamento di una multa. Nel corso dei dibattiti, la Difesa ha dimostato la falsificazione di numerosi documenti, registrati agli atti come presunte prove della colpevolezza dell’ex-Premier, alcuni di essi addirittura datati il 31 Aprile. Per volere del giovane giudice, Rodion Kirejev, la sentenza sara annunciata senza la presenza di Rappresentanti Diplomatici ne politici, ma solo di non specificati giornalisti ufficialmente accreditati.

Contrari a quello che e stato valutato come un processo politico si sono dichiarati Unione Europea, Consiglio d’Europa, USA, NATO, principali Diplomazie del Mondo Libero occidentale, maggiori ONG indipendenti internazionali – tra cui l’autorevole Freedom House, e numerose petizioni di letterati, politologi, Professori e giornalisti – simile a quella lanciata da Il Legno Storto, acncora aperta all’adesione di tutti.

Anche la Grecia scarica Janukovych

Nel corso del summit del Partenariato Orientale di Varsavia, la Polonia ha mantenuto la porta aperta all’Ucraina, ma ha avvertito Kyiv che la repressione politica complica il tradizionale supporto polacco alle aspirazioni euroatlantiche ucraine. Infine, nella giornata di mercoledi, 5, Ottobre, il Presidente, Viktor Janukovych ha incassato il no all’UE persino dalla Grecia in pieno default. Come riportato dall’Ambasciatore di Kyiv, Atene non ha alcuna intenzione di supportare l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea, in quanto non ancora matura sul piano politico.

Matteo Cazzulani

Julija Tymoshenko e come Bertino Craxi”: l’accusa chiede 7 anni di galera per la Leader arancione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 30, 2011

Deputati e cittadini espulsi dall’aula in seguito alle proteste dinnanzi alle imputazioni a carico della Leader dell’Opposizione Democratica. L’ex-Primo Ministro accusa le Autorità al potere di svendita degli interessi nazionali dell’Ucraina alla Russia, ed invita l’Europa alla pronta firma dell’Accordo di Associazione per non lasciare Kyiv nelle braccia di Mosca.

La solita farsa, nel solito luogo, con le solite facce, con un giudice nelle vesti di un arbitro dal rosso facile. Nella giornata di martedì, 27 Settembre, e ripreso il processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko – ancora detenuta in isolamento, dallo scorso 5 Agosto – dopo una pausa di due settimane.

Giusto il tempo di permettere alla difesa una seppur tardiva presa visione delle imputazioni – prima della fase conclusiva del procedimento – e, sopratutto, per calmare le acque a livello internazionale, in vista della firma di un Accordo di Associazione UE-Ucraina che appare sempre più in forse dinnanzi alla repressione politica ai danni degli esponenti del campo arancione.

A confermarla e stata la condotta del giovane magistrato, Rodion Kirejev, che, dopo avere rigettato la richiesta della difesa di ritornare alla fase degli interrogatori per bilanciare il numero dei testimoni ascoltati – finora 40 a 2 a favore dell’accusa – ha espulso dall’aula quattro Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna – il Partito di Jukija Tymoshenko – uno di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – la forza politica dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: come la Leader dell’Opposizione Democratica, detenuto in isolamento ancora prima della sentenza del processo politico a suo carico – ed il cittadino Mykola: anch’egli indignato per l’infondatezza delle imputazioni presentate dalla portavoce dell’accusa, il Procuratore, Lilija Frolova.

Nello specifico, per l’ex-Primo Ministro ucraino – paragonata a Bettino Craxi “in quanto Premier incastrata dalla giustizia” – sono stati chiesti sette anni di carcere, tre di divieto alla politica, ed una multa di 1,5 Miliardi di Hryvnje: tanto quanto avrebbe nociuto al bilancio statale in occasione degli accordi per il gas del Gennnaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Tra le altre accuse – oltre a quella di gestione fraudolenta di danaro pubblico – l’avere costretto Oleh Dubyna, ex Capo del colosso energetico ucraino, Naftohaz, a firmare un contratto sconveniente senza il via libera del Consiglio dei Ministri, essersi servita di tale forzatura per migliorare il proprio rating internazionale, ed avere abusato dei propri poteri per scavalcare l’allora Presidente, Viktor Jushchenko, in prospettiva elettorale.

Accuse che hanno fatto innervosire non solo i Deputati presenti, ma anche l’Ambasciatore dell’UE, Jose Manuel Pintu Teixeira, ed il Rappresentante USA: entrambi accorsi presso il Tribunale Pechers’kyj in solidarietà della Leader del campo arancione, che, nel corso di una pausa tecnica, ha espresso le proprie ragioni, ed affidato ai giornalisti messaggi politici di rilevante importanza, sopratutto per l’Europa.

Subito l’Associazione con l’UE prima che le autorità svendano Kyiv a Mosca

“Appena avrò la parola evidenzierò come queste autorità dittatoriali stiano reprimendo il dissenso arancione – ha spiegato – e, nel contempo, svendendo il patrimonio nazionale ai russi. Invito l’Opposizione Democratica ad unirsi, con o senza di me – ha continuato – il mio scopo e quello di portare nuovamente la giustizia in Ucraina, e di scalzare il Presidente, Viktor Janukovych – ha concluso – da una carica che gestisce come un dittatore”.

Interpellata sulle questioni attuali del Paese, Julija Tymoshenko ha evidenziato come le Autorità stiano cedendo la gestione del sistema infrastrutturale energetico ucraino alla Russia, in cambio di uno sconto sul gas: a sua volta già promesso – e non concesso – da Mosca nel Maggio 2010, in seguito alla concessione del prolungamento dello stazionamento dell’esercito del Cremlino in Crimea fino al 2042.

Una sottomissione al vicino imperiale che, a sua volta, il governo Tymoshenko ha sempre contrastato, presentando un Progetto di Legge per l’intoccabilità dei gasdotti del Paese, definiti dall’ex-Primo Ministro la principale risorsa che l’Ucraina può spendere in sede internazionale.

“Mosca ora non ci considera nemmeno più un Paese di transito del gas, e, con i suoi gasdotti sottomarini, ci ha aggirati. Per questo, occorre firmare al più presto l’Accordo di Associazione UE-Ucraina, anche con questi banditi al potere: e l’ultima chiamata per Bruxelles che abbiamo”.

Le continue espulsioni dei Deputati non hanno permesso alla difesa diritto di replica: udienza chiusa, senza parola alla Tymoshenko al di fuori delle pause.

“Le imputazioni sollevate dalla Pubblica Accusa sono le medesime dall’inizio del procedimento – ha evidenziato Oleksandr Plakhotnjuk, uno degli Avvocati della Leader dell’Opposizione Arancione, all’uscita dalla seduta – tutte confutate dai testimoni che, sebbene da noi non convocati, hanno riconosciuto la legalità delle azioni di Julija Tymoshenko”.

A sostegno dell’inesattezza delle accuse, anche il parere dei maggiori Capi di Stato e di Governo europei, concordi nel ritenere l’ex-Primo Ministro capace di garantire gas all’Unione Europea e, quindi, mantenere la parola data in campo internazionale.

Matteo Cazzulani

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JULIJA TYMOSHENKO PERDE LA PAZIENZA: “SI CHIUDA PRESTO QUESTA FARSA CON UNA CONDANNA GIA STABILITA”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 9, 2011

La difesa della Leader dell’Opposizione Democratica si vede respingere tutte le richieste da un giovane giudice, Rodion Kirejev, deciso nel chiudere la fase delle memorie, ed aprire quella di un dibattito a cui l’arringa, per protesta, non partecipa. Il Comitato di Difesa dalla Dittatura pronto ad azioni comuni in Parlamento, alle urne, e nelle piazze in difesa dell’ex-Primo Ministro

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

“Tutto è già deciso. A questo punto legga la condanna e ci lasci andare: i giornalisti e gli avvocati a casa loro, e me nella cella di isolamento”. Così una spazientita Julija Tymoshenko ha commentato la decisione del giovane giudice, Rodion Kirejev, di respingere tutte e le 60 richieste della difesa: deposizione agli atti di documenti certificanti l’innocenza dell’ex-Primo Ministro dall’accusa di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Dollari, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, e convocazione di testimoni cruciali per un’arringa che, finora, se n’è visti ammettere solo due, contro i 40 dell’accusa – i quali, peraltro, hanno confermato la non-colpevolezza della Leader dell’Opposizione Democratica, rimasta sempre reclusa in isolamento ancor prima della sentenza.

Nulla da fare per il PM, che ha ritenuto le istanze inammissibili e, dopo una lettura arbitraria delle documentazioni, ha chiuso la fase della presentazione delle memorie scritte, ed aperto quella di un dibattito a cui, in segno di protesta, la difesa ha deciso di non prendere parte: “continuare così è un non-senso” ha dichiarato l’avvocato, Mykola Siryj. “Purtroppo è tutto vano: il giudice respinge tutto quello che presentiamo” ha evidenziato l’altro difensore, Oleksandr Plakhotnjuk.

L’Opposizione Democratica si unisce

Pronti, quasi rassegnati, ad una condanna dell’ex-Primo Ministro non è solo il pool di difensori, ma anche un’Opposizione Democratica che, in nome della sua Leader, si prepara a reagire unita, dopo che le troppe divisioni hanno favorito unicamente il presidente filorusso, Viktor Janukovych: considerato il vero responsabile del processo a Julija Tymoshenko e ad un’altra decina di esponenti del campo arancione.

“Attività comune in Parlamento e reazione decisa alla repressione politica saranno i primi passi del Comitato di Difesa dalla Dittatura – ha dichiarato all’autorevole Ukrajins’ka Pravda il Deputato Nazionale V’jacheslav Kyrylenko – in cui confluiscono non solo Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona [i due gruppi dell’Opposizione Democratica alla Rada, guidati rispettivamente da Julija Tymoshenko e Jurij Lucenko: ex-Ministro degli Interni detenuto in isolamento dallo scorso 26 Dicembre, n.d.a.] ma anche altre forze del campo arancione. Tale posizione – ha concluso – è il primo passo per la formazione di liste comuni alle prossime elezioni parlamentari, su cui ancora dobbiamo trovare un accordo”.

A conferma di tale tendenza, la decisione di Mykola Martynenko di abbandonare la guida di Nasha Ukrajina – il partito dell’ex-presidente, Viktor Jushchenko, anch’egli tra i principali accusatori di Julija Tymoshenko, ex-alleata nel periodo della Rivoluzione Arancione – e, assieme a quattro Deputati, confluire nel Front Zmin: il Partito dell’ex-Speaker, Arsenij Jacenjuk, che, di recente, si è detto pronto alla comune battaglia con l’ex-Primo Ministro per riportare l’Ucraina sulla via della giustizia e dell’Europa.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS E REPRESSIONE POLITICA ROVINANO LA FESTA A JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 7, 2011

Nel giorno della ripresa dei lavori alla Rada, la Russia, che ha inaugurato il NordStream, si dichiara pronta a fronteggiare l’Ucraina in sede giudiziaria per la revisione degli accordi energetici. L’Opposizione Democratica ricorda al Presidente ucraino gli arresti politici dei suoi principali Leader, Julija Tymoshenko e Jurij Lucenko. La Rada vara un’aspra riforma delle pensioni

La protesta alla Rada dell'Opposizione Democratica. FOTO UKRAJINS'KA PRAVDA

Una guerra mediatica con il principale alleato e due gigantografie dei maggiori avversari politici rinchiusi in carcere hanno accolto il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, alla ripresa dei lavori parlamentari. Una giornata davvero movimentata quella di martedì, 6 Settembre, che, prima di quelli di Direttore dei lavori, ha visto il Capo di Stato ucraino indossare i panni del pompiere, per cercare di spegnere sul nascere una nuova guerra del gas con la Russia, rovente sia per Kyiv che per Mosca.

In un’intervista al Kommersant’ Ukrajina, Janukovych ha ribadito che i rapporti con il vicino resteranno sempre buoni, malgrado la necessità per l’Ucraina di rinegoziare al ribasso gli accordi per le forniture di gas, per la quale Kyiv è già pronta a ricorrere in sede giudiziaria presso l’Arbitrato di Stoccolma. Tagliente la reazione di Mosca, infastidita dall’incoerenza di colui che è sempre stato ritenuto un solido alleato.

“L’Ucraina paga meno di Polonia, Turchia, Ungheria, e Romania – ha dichiarato Aleksej Miller, Capo del monopolista russo, Gazprom – e si è accomodata sul treno del gas a buon mercato. Bisogna solo stare attenti a dove si scende, e che esso non termini ad un binario morto”.

Più pragmatico il Primo Ministro russo, Vladimir Putin, che ha sottolineato la volontà di superare lo scoglio ucraino aggirandolo con nuove infrastrutture. Un teorema illustrato proprio durante la cerimonia di inaugurazione del NordStream: gasdotto, sul fondale del mar Baltico, concepito da Russia, Germania, Olanda, e Francia, proprio per inviare direttamente oro blu all’Europa Occidentale, bypassando non solo l’Ucraina, ma anche altri Stati politicamente invisi a Mosca, come Polonia e Paesi Baltici.

L’Opposizione sull’Aventino

Secondo diversi esperti, la crisi con la Russia potrebbe portare ad una guerra mediatica, che Janukovych – da sempre orientato verso Mosca, al punto da avere concesso il prolungamento dello stazionamento dell’esercito russo in Crimea fino al 2042 – non avendo la forza per competere, è destinato a perdere. Una situazione in campo estero davvero difficile, che va a braccetto con quella interna, fatta di arresti politici e repressioni, con cui il Presidente ucraino ha dovuto fare i conti anche durante il discorso di apertura dei lavori del Parlamento. Alla sua destra, gli scranni di Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona sono stati ricoperti da enormi teloni con le immagini dei Leader dei due principali soggetti dell’Opposizione Democratica: l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, oggi detenuti in isolamento e sottoposti a processi politici, lungi dall’essere equilibrati.

“Boicottiamo non solo il discorso di Janukovych, ma i lavori del Parlamento – ha dichiarato Ivan Kyrylenko, capogruppo di Bat’kivshchyna in maglietta nera in segno di protesta, come il resto dei suoi colleghi – dinnanzi ad un processo politico a carico della nostra Leader il nostro posto è in tribunale al suo fianco, e non qui, se non per le questioni più importanti”.

Impassibile, Janukovych ha elencato alla Rada le priorità su cui lavorare, in primis riforma agraria – con una delicata discussione sulla vendita dei terreni demaniali – e privatizzazione dei soggetti pubblici: una questione su cui il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – deve fronteggiare non solo l’Opposizione Democratica – che, seppur di orientamento liberale, si è dichiarata scettica ad una manovra che potrebbe consegnare gioielli dell’economia nazionale nelle mani di oligarchi vicini al Presidente, se non addirittura a Mosca – ma anche quella degli alleati comunisti, ideologicamente paladini del possesso comune dei mezzi di produzione.

Pronta la risposta della maggioranza che, obbediente, ha approvato a ritmo di forza una riforma delle pensioni che innalza la soglia lavorativa a 65 e 60 anni – rispettivamente per uomini e donne – in un Paese dove l’età media tocca i 62. Dopo il voto contrario in aula, l’Opposizione Democratica ha comunicato l’intenzione di ricorrere alla Corte di Giustizia per eliminare un provvedimento ingiusto, prima che esso entri definitivamente in vigore, con una firma del Presidente che, dinnanzi ad una maggioranza a lui fedele, appare solamente una formalità.

Matteo Cazzulani

Ucraina: per Julija Tymoshenko due guerre contemporanee

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 8, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica difende le sue ragioni dinnanzi alla Corte, e si schiera contro l’approvazione alla Rada di una riforma previdenziale che innalza l’età lavorativa sopra quella media. Contrari anche i comunisti. La polizia interviene contro i giornalisti

Si lavorerà di più, con meno soldi e Liberta. Nella giornata di giovedì, 7 Luglio, ha avuto luogo l’ennesima seduta del processo alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, che, accusata di condotta anti-statale in occasione degli accordi per il gas nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, ha rigettato le accuse, evidenziando al “giudice”, Kordion Kyrejev, come grazie a tali contratti, come assicurato da indagini internazionali indipendenti, l’oro blu sia venuto a costare meno.

Motivazione non sufficiente per il giovane pm, che ha negato il mese di sospensione del processo chiesto dalla difesa per esaminare le prove, e costretto l’avvocato della Leader dell’Opposizione Democratica ad esaminare i capi d’accusa in una notte.

Inoltre, a fine seduta ha avuto luogo un’irruzione delle Squadre Speciali della polizia, che hanno obbligato i giornalisti a lasciare l’aula, rovinando persino delle telecamere.

Varata la riforma di pensioni ed eta previdenziale

Tutto quanto e avvenuto in tempo per raggiungere i più di 5 mila solidali con Julija Tymoshenko, che si sono diretti al Parlamento per protestare contro la Riforma delle Pensioni, approvata nella notte, a ritmo di forza. Il documento prevede l’innalzamento dell’eta pensionabile da 55 a 60 anni per le donne, e da 58 a 63 anni per gli uomini, l’incremento dell’età minima previdenziale per donne e uomini a 30 e 35 anni, e la diminuzione del tasso di retribuzione per i lavoratori del settore pubblico.

A favore, 248 parlamentari del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – del Blocco Lytvyn, del gruppo Reformy Zarady Majbutn’oho, e qualcuno di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – gruppo conservatore di opposizione.

Contrario, uno schieramento bipartisan, composto dal moderato Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e dai comunisti.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PASSA LA RIFORMA DELLE PENSIONI DI JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 18, 2011

La maggioranza postsovietica innalza età pensionabile e soglia minima per la previdenza. Contraria Opposizione Democratica e comunisti

Il ministro agli affari sociali, Serhij Tihipko

Più a lungo al lavoro con più anni per la retribuzione minima e minore massimale previdenziale. Questa la sorte dei lavoratori ucraini prevista dalla riforma delle pensioni approvata dalla Rada giovedì, 16 Giugno.

Il DDL, che deve essere ancora votato in Seconda Lettura per la ratifica definitiva, istituisce l’eta minima per l’ottenimento delle nuove paghe previdenziali da 20 a 30 anni per le donne, e da 25 a 35 anni per gli uomini, e, sopratutto, innalza, seppur gradualmente, l’eta pensionabile a 62 anni per i lavoratori e a 60 per le lavoratrici, secondo uno scalino di 6 mesi all’anno, da conteggiare a partire dal Primo di Settembre 2011.

Cifre che in Italia, forse, fanno sorridere, ma non in Ucraina, dove la vita media è molto più bassa della media UE e, sopratutto, il 60% della popolazione ottiene una paga sotto la media. Questo perlomeno quanto dichiarato dal Ministro per gli Affari Sociali, Serhij Tihipko, autore di un progetto di legge fortemente contestato dalle opposizioni.

L’esponente del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Mykola Tomenko, ha contestato il documento in quanto sterile ed estremamente gravoso per il popolo ucraino. Nello specifico, il Vice-Speaker della Rada del principale partito dell’Opposizione Democratica ha evidenziato come in ogni Paese europeo la riforma delle pensioni sia il frutto di uno scrupoloso lavoro pregresso, e non, come in Ucraina, un provvedimento calato dall’alto.

Contrario anche l’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk, che ha proposto tagli all’apparato statale, anziché alle pensioni dei lavoratori. Il Deputato nazionale di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona ha illustrato come, in proporzione, i Prefetti delle varie regioni guadagnino somme maggiori rispetto al Cancelliere della Germania.

L’Europa come esempio

Richiami all’Europa che, oltre a dimostrare l’orientamento liberale-patriottico di un’opposizione sempre più repressa, hanno convinto al voto contrario persino i comunisti, ma non il resto della maggioranza postsovietica.

A favore della riforma si sono schierati 245 Parlamentari del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – della Narodna Partija – il Partito dello Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn – il gruppo Riforme per il Futuro, ed il gruppo di parlamentari di Viktor Baloha e David Zhvanja, seppur formalmente ancora iscritti in Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona: contraria assieme a Bat’kivshchyna – forza moderata guidata dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko – e comunisti.

Per divenire esecutivo, il documento deve essere approvato in seconda lettura, prima della quale è possibile apportare emendamenti.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA PUBBLICA LA LISTA DEI CATTIVI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 13, 2011

Il campo arancione chiede il divieto di ingresso in Unione Europea per altre Autorità responsabili della repressione politica. Criticato il ruolo di alcuni rappresentanti ucraini a Strasburgo. l’Appello di Lucenko a Polonia ed UE

Il vice leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

La risoluzione UE da vigore all’Opposizione Democratica ucraina. Nella giornata di venerdì, 10 giugno, le forze politiche del campo arancione hanno chiesto a Bruxelles la proibizione dell’ingresso in territorio UE per una decina di autorità, protagoniste della repressione del pluralismo partitico in Ucraina.

Un’iniziativa congiunta dei due Gruppi alla Rada dell’Opposizione democratica – il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – attuata l’indomani dell’approvazione da parte del Parlamento Europeo di una risoluzione di condanna del regresso della democrazia in Ucraina, e dei processi politici a carico dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, e dell’ex-Ministro degli Esteri, Jurij Lucenko: rispettivamente confinata in Patria e detenuto in isolamento, come un carnefice.

Nello specifico, Bat’kivshchyna si impegnerà a monitorare sull’effettivo rispetto del documento dell’Unione Europea, e sarà pronta a denunciare nuovi casi di repressione della democrazia da parte delle Autorità.

Bat’kivshchyna osservatore di Bruxelles

Ad illustrarlo, Oleksandr Turchynov – braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko – che, assieme al Vice-presidente di Bat’kivshchyna, Hryhorij Nemir’ja, ha anche accusato alcuni rappresentanti diplomatici ucraini di aver cercato di influenzare il voto di alcuni parlamentari europei, esortandoli a non appoggiare la risoluzione proposta da PPE, ALDE, e Verdi.

Un appello all’Occidente è stato lanciato dallo stesso Lucenko, che, dalle colonne dell’autorevole Rzeczpospolita, ha invitato Polonia ed UE a non chiudere ogni possibile integrazione dell’Ucraina con Bruxelles, una decisione che graverebbe solo sulla popolazione, e non sulle Autorità, reale responsabile del regresso della democrazia nel Paese.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PER JULIJA TYMOSHENKO NUOVE ACCUSE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 3, 2011

Il Vice Procuratore Generale, Renat Kuz’min, espone le imputazioni a carico della Leader dell’Opposizione Democratica. Deputati Nazionali del campo arancione abbandonano il Parlamento per protesta. l’Anima della Rivoluzione Arancione respinge le accuse

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

L’ennesima seduta bollente alla Rada, ma con metà dei presenti. Nella giornata di mercoledì, Primo di Giugno, il Vice Procuratore Generale, Renat Kuz’min, ha riferito in Parlamento circa l’iter processuale ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Una scelta non gradita dagli stessi deputati del campo arancione, che, in maglietta bianca con le scritte “Libertà ai detenuti politici” e “No alla repressione politica”, in segno di protesta, hanno abbandonato l’aula, ripetendo quanto fatto il giorno precedente. Il Blocco Tymoshenko-Bat’kivschchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona hanno richiesto la comparsa alla Rada del Procuratore Generale in persona, Viktor Pshonka, lamentandosi della cronica impreparazione dei suoi Vice, in passato inviati alle audizioni parlamentari.

Un vizio non ripetuto, dal momento in cui Kuz’min si è presentato con una relazione dettagliata su Julija Tymoshenko. A carico della Leader dell’Opposizione Democratica, ex-Primo Ministro, tre sono i capi d’accusa, su cui sono stati raccolti i materiali che l’imputata deve visionare con il suo avvocato.

Il primo, l’uso improprio dei Fondi per il Protocollo di Kyoto: precedentemente, Julija Tymoshenko è stata accusata di averli utilizzati per pagare le pensioni, contravvenendo al regolamento, ma le indagini hanno rivelato che le uscite previdenziali sono state coperte con altre entrate. Dunque, da chiarire resta dove sia finito il prestito nipponico.

Il secondo è la condotta antistatale negli accordi del gas del gennaio 2009 con l’allora collega russo, Vladimir Putin. L’ex-Primo Ministro ucraino avrebbe costretto l’allora capo di Naftohaz – il colosso energetico nazionale – Oleh Dubyna, a rinnovare i contratti con Gazprom, senza l’avvallo del Consiglio dei Ministri. A negare tale interpretazione, lo stesso Dubyna, ma a confermare lo schema, senza dare pareri politici, sarebbe stato l’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, a sua volta convocato

Il terzo capo d’accusa riguarda l’acquisto irregolare ambulanze nell’autunno 2009. Secondo la Procura, Julija Tymoshenko avrebbe aumentato la spesa per tali uscite, e distribuito le Opel Combo solo alle regioni a lei politicamente fedeli. Secondo la difesa, invece, l’alto costo sarebbe motivato dall’acquisto di mezzi veloci, e la distribuzione attuata in zone dove maggiore era il bisogno e la carenza di assistenza sanitaria.

Oltre ad esse, il Vice Procuratore Generale ha comunicato l’apertura di un nuovo provvedimento, qualora apposite indagini dagli Stati Uniti confermassero l’acquisto irregolare anche di vaccini. In aggiunta, Kuz’min si è lamentato dell’operato dei magistrati, a suo dire vittime di pressioni della stessa Julija Tymoshenko.

Le critiche del campo democratico e di Bruxelles

Secca e puntuale la replica della Leader dell’Opposizione Democratica, che ha evidenziato come il processo a suo carico sia di carattere politico, voluto dal Presidente, Viktor Janukovych, per eliminare un concorrente politico.

Inoltre, sull’apertura del nuovo capo di accusa ha evidenziato come nel periodo incriminato, l’autunno 2009, alla guida del Ministero della Salute fosse una personalità oggi molto vicina al Premier, Mykola Azarov.

Lecito ricordare che Julija Tymoshenko è stata confinata in Patria, impossibilitata per ben due volte a recarsi a Bruxelles per il meeting del Partito Popolare Europeo – a cui appartiene – malgrado l’invito dei principali Capi di Stato e di Governo UE, e del Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek.

Lo scorso 24 Maggio, l’anima della Rivoluzione Arancione è stata arrestata per qualche ora, poi rilasciata. Turbamento dinnanzi ad un processo che appare come politico è stato espresso da Unione Europea, USA, Consiglio d’Europa, PPE, e principali ONG internazionali.

Matteo Cazzulani