LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

MANIFESTAZIONI DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA PER LA LIBERAZIONE DI JULIJA TYMOSHENKO CONTRASTATE NEL GIORNO DELL’INDIPENDENZA UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 25, 2011

A Kyiv, la polizia vieta e si oppone con la forza alle manifestazioni del campo arancione per il ventesimo compleanno dell’Ucraina ed in solidarietà della Leader dell’Opposizione Democratica, reclusa in isolamento. “Non ci arrendiamo” il messaggio dell’ex-Primo Ministro, mentre ritorna la minaccia energetica della Russia

Le manifestazioni dell'Opposizione Democratica represse a Kyiv. FOTO RIA NOVOSTI UKRAINE

Il centro transennato, la polizia in tenuta antisommossa in ogni angolo della Capitale, manifestazioni vietate, cariche, gas lacrimogeni, concerti e campi da street basket improvvisati per distrarre l’attenzione dei passanti. E’ così che come Mosca, Pechino, Minsk e Pyongyang è apparsa Kyiv nel Giorno dell’Indipendenza ucraina, il 24 Agosto 2011.

Una mesta modalità per festeggiare il ventesimo compleanno, colto al volo dall’Opposizione Democratica per protestare contro il processo e l’arresto politico della sua Leader, Julija Tymoshenko, e per, finalmente, unirsi in un’unica azione di protesta, che ha riunito circa 10 mila dimostranti dei partiti Bat’kivshchyna – la Forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione ed ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko – Front Zmin – quella dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk – Narodnyj Rukh – quella dell’ex- Ministro degli esteri dei governi arancioni, Borys Tarasjuk – Reformy i Porjadok – quella del Primo Ministro del governo-ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev – e Narodna Samooborona – quella dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, altro detenuto politico, in isolamento dallo scorso 26 Dicembre.

A coordinare l’azione, Oleksandr Turchynov, braccio destro di Julija Tymoshenko, che ha invitato a formare un corteo per marciare fino al Majdan Nezalezhosti ed all’Amministrazione Presidenziale di Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile di un rinato autoritarismo politico che ha portato a repressioni su oppositori politici, media indipendenti, e giornalisti, come certificato dalle più importanti ONG internazionali. Tuttavia, nulla da fare per i dimostranti: la piazza-sede della Rivoluzione Arancione è stata transennata al pari delle vie adiacenti, ed ivi sono stati organizzati concerti e tornei di pallacanestro su strada. Gli automobilisti diretti al presidio sono stati fermati ed invitati a tornare indietro, mentre alla marcia pacifica dei manifestanti, la polizia ha risposto con lacrimogeni e percosse.

“Le forze di polizia hanno preparato una provocazione – ha dichiarato in serata Arsenij Jacenjuk – in pieno stile da regime. Da parte mia – ha continuato – ho richiesto alle autorità UE ed USA di prendere provvedimenti. Oggi – ha terminato, intervistato sul 5 Kanal – mi è stato negato il permesso di recarmi in isolamento presso Julija Tymoshenko”.

La stessa Leader dell’Opposizione Democratica ha lanciatoli proprio messaggio di auguri dalla cella: un grido dal freddo di una prigione che la ha gia vista ospite dieci anni fa, sempre per motivi politi, ma che proprio per questo non deve abbattere i dimostranti.

L’appello di Julija Tymoshenko e la minaccia del Cremlino

“Ieri sotto Kuchma, oggi sotto Janukovych – ha dichiarato l’anima della Rivoluzione Arancione – i giubilei della mia Patri li passo tutti in carcere. Ma la situazione migliorera, e tutto andra bene. Lo so, ne sono convinta, e certa. In 20 anni di vita, l’Ucraina ha dimostrato di volere vivere come una nazione indipendente ed europea”.

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica è stata confinata in patria, processata, ed addirittura arrestata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con Vladimir Putin, l’allora suo collega russo.

Ed e proprio dalla Federazione Russa che è arrivato l’augurio piu plumbeo al compleanno di quella che Mosca considera una sua ex-Colonia, con il Presidente, Dmitrij Medvedev, che ha ricordato a Kyiv che l’unico modo per collaborare in materia energetica con Mosca e la cessione della gesione dei gasdotti ucraini.

“L’unica offerta che renderebbe interessante il rafforzamento della cooperazione tra i due Paesi – ha dichiarato il Capo di Stato russo nel corso di un incontro con il Primo Ministro cinese – sul medesimo modello di quanto già accade con la Bielorussia”.

Segnali preoccupanti, che lo stesso Janukovych sembra non avere recepito, così come la protesta al trattamento riservato a Julija Tymoshenko espressa, oltre che dalla stessa Russia, anche da Unione Europea, Consiglio d’Europa, Stati Uniti, dalle più importanti Rappresentanze  Diplomatiche del Mondo libero occidentale, e dalle maggiori ONG indipendenti. “Prosperità ad un Paese sempre più gioioso” sono state le parole del Presidente in occasione del ventennale dell’Ucraina. Un compleanno importante, festeggiato nel più amaro dei modi.

Matteo Cazzulani

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Julija Tymoshenko e malata: il processo da farsa diventa tragedia

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 19, 2011

Alla Leader dell’Opposizione Democratica negate persino le visite mediche. Il suo cedimento, le lacrime della figlia Jevhenja, i divieti delle forze dell’ordine, e l’appello di Borys Tarasjuk all’Italia:”Berlusconi non lasci sola la sua collega di partito”.

Basterebbe il silenzio di Jevhenija, anche alle domande del Legno Storto, per commentare la seduta di giovedì, 18 Agosto, ma e meglio sostituire parole serie al dolore struggente di una figlia silente dinnanzi ad una madre in seria difficoltà. La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e malata, ed il giudice, Rodion Kyrejev, le ha negato persino la dignità di una visita medica.

A dimostrare lo stato di salute dell’anima della Rivoluzione Arancione non e solo il suo viso, scavato da occhiaie inusuali per un politico sempre attento alla propria bella presenza, ma anche la voce roca, sintomo di un malessere che l’ha portata a richiedere una pausa tecnica di un quarto d’ora, trascorso sul blindato della polizia, senza il richiesto consulto del medico di fiducia.

Julija Tymoshenko avrebbe dovuto testimoniare al processo in cui e imputata – ufficialmente, seppur senza prove, e con la conferma della sua innocenza espressa da quasi tutti i testimoni, per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi del gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin – un’azione, che la dice lunga sulla natura del procedimento, a cui la Leader dell’Opposizione Democratica si e sottratta: almeno fino a quando il giudice le avesse accordato visite mediche dei suoi dottori nella cella di isolamento in cui e detenuta.

Assieme a tale, umana, richiesta, Kyrejev le ha negato anche l’aggiunta agli atti di ulteriori documenti importanti a prova della sua innocenza: il più importante, il rapporto della Ernst and Young, che certifica l’efficienza, seppur solo a lungo termine, degli accordi per il gas firmati dall’ex-Primo Ministro.

Dunque, un processo davvero difficile da definire tale, anche per i continui divieti, felicemente aggirati – imposti ai giornalisti ucraini, europei, ed internazionali di fotografare la Leader dell’Opposizione Democratica per mostrare che le notizie della sua debolezza non sono calunnie.

L’appello del Leader arancione a Berlusconi: “Non lasciare sola Julia”

“La situazione e tragica, chissà se questa volta Tymoshenko terra – ha dichiarato al Legno Storto l’ex-Ministro degli Esteri arancione, Borys Tarasjuk, che ha richiesto alle nostre pagine di diffondere un messaggio tanto chiaro quanto drammatico – “capisco l’Italia, con suoi interessi particolari, sopratutto energetici, ma mi rivolgo al Premier italiano, Silvio Berlusconi, affinché prenda in considerazione quanto accade a Julija Tymoshenko, sua, e nostra, collega di partito in ambito UE [PdL, Bat’kivshchyna e Narodnyj Rukh, rispettivamente le Forze di Berlusconi, Tymoshenko, e Tarasjuk appartengono al Partito Popolare Europeo, n.d.a.]”

“La posizione di Roma e importantissima, così come quella della Germania – ha continuato – altro Paese che sacrifica i destini dell’Europa Orientale alla propria sete di gas. Almeno ora c’e la
presidenza polacca, che, tuttavia, non può fare altro che mitigare il clima”.

L’importanza di Bruxelles e davvero fondamentale, e dall’aula lo si avverte seriamente: ai valori UE si e sempre appellata la difesa di Julija Tymoshenko in tutte le richieste – sempre rigettate – di scarcerazione da un isolamento che testimonia il pessimo stato della democrazia ucraina, oramai un ricordo sbiadito. Come le foto di Pani Ol’ha di Ternopil’: militante in lacrime dinnanzi all’ennesima uscita dal tribunale di un convoglio della polizia, grigio come la tristezza che avvolge un processo sempre più drammatico.

Matteo Cazzulani

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Julija Tymoshenko ricorre ai valori europei. Anche la Corte d’Appello la lascia in prigione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 13, 2011

Rigettato anche il ricorso in Appello per la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica. Gli avvocati dell’ex-Primo Ministro al Legno Storto, presente all’udienza:”In Ucraina non c’e speranza, l’Europa ci aiuti”.

Cambia la location, ma non la musica: niente Liberta per Julija Tymoshenko, richieste della difesa respinte, e calpestati i diritti europei e dei giornalisti.

Nella giornata di venerdì, 12 Agosto, la Corte di Appello di Piazza Solomojs’ka ha respinto il ricorso della difesa della Leader dell’Opposizione Democratica, assente in un aula gremita purtroppo non solo da giornalisti e militanti di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko: collaboratori della Procura hanno occupato posti riservati ai reporter, costretti, così, a restare fuori dalla seduta. Ma non il Legno Storto, a cui l’Avvocato dell’Anima della Rivoluzione Arancione, Jurij Sukhov, si e rivolto.

“L’Ucraina e territorio europeo, e su di esso la democrazia e calpestata. Una situazione tipica di un regime illiberale, che con le tradizioni di Liberta del Vecchio Continente non ha nulla a che fare. Dovete aiutarci”.

Una dichiarazione in linea con la strategia della difesa, che, nella richiesta di liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica, si e appellata proprio al Diritto Internazionale, alla Carta Fondamentale dei Diritti dell’Uomo, ed alla risoluzione del Parlamento Europeo, che ha invitato le Autorità a smettere i processi politici ai danni di una decina di politici del campo arancione.

Motivazioni prive di sostanza secondo il magistrato, che ha negato il ricorso, suscitando la protesta fervente dei Deputati Nazionali presenti.

“In Ucraina non c’e più speranza per la Leader dell’Opposizione Democratica – ha dichiarato l’altro difensore, Mykola Siryj – resta la Corte Europea, ma i tempi sono lunghi”.

“L’Europa deve fare pressione sull’Ucraina – ha illustrato al Legno Storto Serhij Vlasenko, l’ex avvocato di Julija Tymoshenko, eliminato nel
processo regolare da una decisione del giovane giudice, Rodion Kirejev – e ricordarle che appartiene al Consiglio d’Europa: questo significa che non si può processare, arrestare, e detenere in isolamento la principale esponente dell’Opposizione per il solo sospetto di abuso d’ufficio [l’ex Primo Ministro e imputata anche per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje nel corso delle trattative del gas nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin].

Incrementa la tendopoli arancione

Un trattamento esagerato, contro cui la difesa si e più volte schierata, senza ottenere ascolto dalla Corte. Cosi ha dichiarato – sempre al Legno Storto – Oleksandr Turchynov, il braccio destro di Julija Tymoshenko.

“L’unica misura e tenere duro – ha continuato – Ieri una nostra proposta di incriminare gli sponsor dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, e stata rigettata: questo evidenzia la natura politica del processo. Ma non ci abbattiamo – ha terminato – Julija Tymoshenko, dalla prigione, e noi dalla piazza, dove, nella tendopoli arancione continuiamo a restare, fino a quando Giustizia, Democrazia, Liberta ed Occidente non torneranno a caratterizzare la società in Ucraina”.

Nella tendopoli, sul centrale Khreshchatyk, i sostenitori di Julija Tymoshenko sono saliti a 200 stabili. Ai gazebo di Bat’kivshchyna, Front Zmin, Narodnyj Ruch, Narodna Samooborona, e Hromad’jans’ka Pozycija si sono aggiunti quelli di Nasha Ukrajina e della Jevropejs’ka Partija, gli altri partiti che hanno aderito al Comitato di Difesa dalla Dittatura, un cartello elettorale per contrastare le attuali autorità, insieme in nome dell’ex-Primo Ministro.

Matteo Cazzulani

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JULIJA TYMOSHENKO IMBAVAGLIATA: MARITO E FIGLIA I SUOI NUOVI AVVOCATI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 9, 2011

Il giudice, Rodion Kirejev, impedisce alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina la possibilità di porgere domande al testimone dell’accusa e, per due volte, la richiesta delle Autorità religiose di liberazione dall’isolamento, in cui è detenuta dallo scorso venerdì, 5 Agosto. Ammessi marito e figlia come difensori. La reazione dell’Ambasciatore UE e l’unità del campo arancione

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dopo il bavaglio e le manette una misera ricompensa che la dice lunga sulla regolarità del processo. Nella giornata di lunedì, 9 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko si è vista negare la possibilità di interrogare il testé, il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko: persona importante, in quanto Ambasciatore a Mosca nel periodo delle trattative del gas con la Federazione Russa del gennaio 2009, nel corso delle quali l’ex-Primo Ministro avrebbe compiuto un abuso d’ufficio per cui è ora imputata – assieme all’accusa, ad esso correlata, di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje.

L’ordine del giovane giudice, Rodion Kirejev, è stato accolto con sollievo dall’accusa, i cui precedenti testimoni hanno – con la sola eccezione del Primo Ministro, Mykola Azarov – evidenziato l’innocenza di Julija Tymoshenko. Inoltre, il PM ha rigettato ben due richieste di liberazione dell’anima della Rivoluzione Arancione dalla detenzione in isolamento, giudicata una misura illiberale e troppo severa per le imputazioni: la prima è stata esposta dall’avvocato difensore, Jurij Sukhov, la seconda, invece, dai vertici della Chiesa Ortodossa del Partiarcato di Kyiv, di quella battista-evangelica, di quella Romano-Cattolica, ed appoggiata dall’incaricata governativa per la Difesa dei Diritti Umani, Nina Karpachova.

Infine, forse per compensare tali decisioni impopolari, Kirejev ha accettato una terza istanza circa la riammissione nel team della difesa dell’avvocato precedentemente escluso Mykola Siryj, e del marito e della figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, e Jevhenija Karr: il Codice Giuridico ucraino consente ai famigliari di ricoprire il ruolo di avvocato pur non essendo legali di professione – del resto è così anche per l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, altra vittima di un processo politico, detenuto in isolamento, e difeso dalla moglie – e, nel caso del’Anima della Rivoluzione, si tratta di una misura indispensabile, dal momento in cui solo agli stretti parenti di chi è detenuto in massima sicurezza sono permesse visite giornaliere, che, ora, sono l’unico momento utile per concordare la strategia difensiva.

Ambasciatore UE: “Julija Tymoshenko processata per avere salvato l’Europa”

Una situazione molto poco occidentale che ha turbato la platea, composta da giornalisti, deputati nazionali di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – e rappresentanti delle ambasciate di Francia, USA, Germania, e Svezia. Oltre ad essi, l’Ambasciatore dell’Unione Europea, José Manuel Pintu Teixeira, che, sconvolto, ha abbandonato la seduta anzitempo, e, all’autorevole Dzerkalo Tyzhnja, sottolineato come Julija Tymoshenko sia processata de facto per aver salvato l’Europa da un’ennesima possibile Guerra del Gas con la Russia, realmente ad un passo dalla chiusura dei rubinetti.

Reazione anche dalla piazza, dove, malgrado il divieto delle Autorità e la pressione delle forze speciali di polizia, i sostenitori dell’ex-Primo Ministro accampati sul centrale Khreshchatyk hanno raggiunto quota 200, e trascorso la terza notte nella tendopoli installata presso il Tribunale Pechers’kyj. Inoltre, i Partiti dell’Opposizione Democratica hanno ufficializzato la creazione del Comitato di Difesa dalla Dittatura: un cartello elettorale composto, oltre che da Bat’kivshchyna, anche dal Narodnyj Rukh di Borys Tarasjuk, dal Front Zmin di Arsenij Jacenjuk, dalla Hromad’jans’ka Pozycija di Anatolij Hrycenko, da Nasha Ukrajina di Viktor Jushchenko, da Narodna Samooborona di Jurij Lucenko, dalla Jevropejs’ka Partija di Mykola Katerynchuk, e da Reformy i Porjadok dell’attuale Primo Ministro del governo-ombra, Serhij Soboljev.

E stato lui ad indicare la prima mossa comune del neonato cartello elettorale: la convocazione di una seduta straordinaria della Verkhovna Rada per chiedere conto del processo a Julija Tymoshenko al referente del Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile di un procedimento, giudicato anche a livello internazionale – dall’Occidente, e persino dai russi – politicamente motivato.

Matteo Cazzulani

ARRESTO DI JULIJA TYMOSHENKO: ARANCIONI E BLU SI CONTENDONO LA PIAZZA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 7, 2011

Supporter della Leader dell’Opposizione Democratica caricati dalla polizia e contrastati dai militanti del Presidente, Viktor Janukovych. Tensioni nella notte nella tendopoli installata presso il Tribunale. Si amplia il Comitato di Difesa dalla Dittatura, ed il numero delle diplomazie critiche con l’arresto politico dell’ex-Primo Ministro

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dopo le manette il manganello. Nella giornata di Sabato, 7 Agosto, la polizia ha caricato i manifestanti di Bat’kivshchyna, riuniti in una protesta pacifica e silenziosa presso il carcere di massima sicurezza Luk’janivs’kyj, dove è detenuta in isolamento la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Qualche contuso, e tanto spavento, ma non abbastanza per piegare la dimostrazione che, nella notte, ha visto gli attivisti accamparsi in una tendopoli sul centralissimo Khreshchatyk: è li che è ubicato il Tribunale Pechers’kyj dove, venerdì, 5 Agosto, l’ex-Primo Ministro è stata arrestata per condotta inappropriata nei confronti della Corte, dopo che quasi tutti i testimoni convocati dall’accusa l’hanno scagionata dall’imputazione di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Ad ostacolare gli attivisti, il divieto della Corte Amministrativa di dimostrare in strada – una limitazione della libertà di manifestazione ignorata dai circa 200 attivisti – i militanti “blu” del Partija Rehioniv – la forza politica del Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto dalla Tymoshenko il vero responsabile del processo organizzato contro di lei – posizionatisi accanto ai supporter dell’anima della rivoluzione arancione.

Si svegliano anche ucraini, Obama, e Sarko

Intanto, in linea con quanto richiesto dalla Leader dell’Opposizione Democratica in un videomessaggio pre-registrato, pubblicato dopo il suo arresto, Bat’kivshchyna ha promosso l’unione delle forze politiche patriottiche e democratiche nel Comitato di Difesa dalla Dittatura, che, dopo un solo giorno dalla sua creazione, con lo slogan “Non temere, Difendi l’Ucraina!”, ha registrato nuove adesioni: al Narodnyj Rukh, Front Zmin, Hromad’jans’ka Pozycija, Nasha Ukrajina, e Pora si sono aggiunti Svoboda, UDAR, Reformy i Porjadok, il Partito Repubblicano Cristiano, ed il Congresso dei Patrioti Ucraini.

Sul piano estero, continuano le condanne di un arresto commentato come decisione politica destinata a rendere più difficile la situazione internazionale di un’Ucraina già rimproverata a più riprese. Incalzato dal senatore repubblicano John McCain, sempre attento alle sorti della democrazia sulle Rive del Dnipro, gli USA hanno invitato Janukovych ad attenersi ai principi occidentali, e liberare al più presto Julija Tymoshenko. Simile nota, circa la preoccupazione dell’Eliseo per l’involuzione della democrazia a Kyiv, è stata emanata dall’Ambasciatore francese, che, a colloquio con il vice-leader di Bat’kivshchyna, Hryhoryj Nemyr’ja, ha espresso solidarietà alla Leader dell’Opposizione Democratica. Contesta anche il Partito Popolare Europeo, a cui Bat’kivshchyna appartiene, che, per voce del Capogruppo al Consiglio d’Europa, Luca Volonte’, ha accusato le Autorità ucraine di voler estromettere dalla competizione politica la principale avversaria, e di renderle impossibile anche la partecipazione ai vertici della forza politica moderata del Vecchio Continente, malgrado gli inviti pervenuti dalle alte cariche dell’UE di essa membri, come il Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek.

Proprio l’ex-attivista di Solidarnosc, assieme ai ministeri degli esteri di Polonia, Germania, e Svezia, è stato tra i primi a criticare l’arresto politico già a poche ore dalla sua realizzazione. A definire la detenzione un errore politico, che infanga la reputazione di Janukovych anche nello spazio ex-sovietico, è stata, a sorpresa, anche la Russia. L’ONG Freedom House, invece, ha classificato l’Ucraina come Paese sempre meno democratico.

Matteo Cazzulani

ARRESTO DI JULIJA TYMOSHENKO: OLTRE ALL’OCCIDENTE PERSINO LA RUSSIA CONTESTA JANUKOVYCH. E L’OPPOSIZIONE FINALMENTE SI UNISCE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 6, 2011

Vertici UE turbati dalla reclusione della Leader dell’Opposizione Democratica, con il Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, in prima fila. La Polonia convoca un tavolo ad-hoc, mentre la Germania minaccia la rottura delle trattative per l’Accordo di Associazione. Anche Mosca critica la reclusione. L’Opposizione Democratica si unisce nel Comitato di Difesa dalla Dittatura

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

“L’Ucraina è Paese del Partenariato Orientale UE: si attenga ai principi di Bruxelles”. Questa la prima reazione ufficiale dell’Unione Europea all’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, espressa dal Presidente del Parlamento Continentale, Jerzy Buzek. Il polacco, già attivista di Solidarnosc, è stato subito incalzato dalla sua Ambasciatrice a Kyiv, Zuzana Reutova, che ha evidenziato come la reclusione in isolamento dell’ex-Primo Ministro sia la dimostrazione di come le Autorità non vogliano concorrenti politici alle prossime elezioni.

Dura la reazione anche di altri massimi rappresentanti UE, come il Ministro degli Esteri, Cathrine Ashton, ed il Commissario all’allargamento, Stefan Fule, che, sulle medesime note di Buzek, hanno ricordato a Kyiv che il dialogo con Bruxelles richiede precisi comportamenti in rispetto della democrazia.

Protestano anche i singoli Stati. la Polonia, presidente di turno dell’Unione Europea, ha convocato un tavolo continentale per discutere della questione con urgenza. Più radicale la Germania, con il Vice-Ministro degli Esteri, Werner Heuer, che ha bollato l’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica come un atto politico che allontana l’Ucraina dall’Europa. Invece, il suo collega svedese, Karl Bildt, lo ha definito uno spettacolo vergognoso, che nuoce all’immagine di Kyiv.

A contestare l’arresto di Julija Tymoshenko è stato persino il Ministero degli Esteri russo, che, chiamato in causa nella questione, ha invitato le autorità ucraine a condurre un processo in rispetto del proprio regolamento, senza eccedere in atti estremi, come la reclusione dell’ex-Primo Ministro.

Di azione volutamente adottata per soffocare la voce di Julija Tymoshenko ha parlato invece l’autorevole Freedom House, che, con una nota, ha ricordato come già il processo a carico dell’ex-Primo Ministro – accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin – si sia svolto in maniera irregolare, con poco tempo alla difesa per la visione delle imputazioni, e, a tratti, addirittura senza avvocati.

Al via il Comitato di Difesa dalla Dittatura

Alla richiesta di immediata liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica espressa dalle rappresentanze europee si è aggiunta anche Bat’kivshchyna, il Partito di Julija Tymoshenko, che ha invitato i militanti ad una protesta di piazza, e le opposizioni all’unità contro l’amministrazione del Presidente, Viktor Janukovych. Appello subito accolto, almeno nella città di Leopoli, dove, assieme Forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, il Narodnyj Rukh di Borys Tarasjuk, il Front Zmin di Arsenij Jacenjuk, la Hromad’jans’ka Pozycija di Anatolij Hrycenko, Nasha Ukrajina dell’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, e Pora hanno fondato il Comitato di Difesa dalla Dittatura: un cartello interpartitico per il coordinamento di azioni comuni, in vista delle prossime elezioni parlamentari.

Lecito ricordare che venerdì, 5 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è stata arrestata per comportamento inadeguato nei confronti della Corte. A motivare la decisione del giovane magistrato, Rodion Kirejev, il rifiuto di Julija Tymoshenko di rivolgersi a lui in piedi, e, in ultimo, la sua richiesta di un Traduttore per interloquire con il Primo Ministro, Mykola Azarov: unico di una lunga lista di testimoni convocati dall’accusa a non avere scagionato l’anima della Rivoluzione Arancione dalle accuse mosse contro di lei.

Matteo Cazzulani

L’UNIONE EUROPEA BATTEZZA L’EURONEST

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on May 4, 2011

Lo scopo dell’assemblea è il rafforzamento delle relazioni ad est di Bruxelles, con l’integrazione economica dei Paesi dell’obsoleto progetto di Eastern Partnership. Esponente dell’Opposizione Democratica ucraina eletto Co-Presidente

Il leader del Narodnyj Rukh, Borys Tarasjuk

Una nuova formula per le relazioni ad est dell’Unione Europea. Nella giornata di martedì, 3 Maggio, il Parlamento Europeo ha dato il via all’EURONEST. Un’assemblea compartecipata da 60 esponenti dell’Unione Europea e da 10 rappresentanti di ogni Paese del Partenariato Orientale – Ucraina, Bielorussia, Georgia, Armenia, ed Azerbajdzhan.

Scopo dell’organo consultivo, che ha già varato le proprie commissioni ed i gruppi di lavoro, lo sviluppo di Democrazia, Diritti Umani, libera concorrenza, l’abbattimento progressivo dei visti da e per il Vecchio Continente, e l’integrazione economica di Kyiv, Minsk, Tbilisi, Baku, e Jerevan in un mercato comune con Bruxelles.

Come illustrato dal Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, l’EURONEST è un’iniziativa fondamentale, per evitare che l’UE si limiti a destinare risorse al Nord Africa, dimenticando l’altrettanto importante areale europeo centro-orientale.

La formula del Partenariato Orientale, seppur formalmente ancora in vita, si è dimostrata inadatta. Sia a causa del simile progetto dell’Unione Mediterranea – sostenuto fortemente dalla Francia di Sarkozy – sia dalla scarsa determinazione con cui esso è stato guidato dai governi di Polonia e Svezia.

Ucraina premiata. Bielorussia punita

A conferma della novità del progetto, i primi due provvedimenti. In primo luogo, la nomina a Co-Presidente dell’ex-Ministro degli Esteri ucraino, Borys Tarasjuk. Una decisione che ha dimostrato la concreta volontà di Bruxelles di responsabilizzare, ed integrare, un Paese europeo per storia e cultura, a cui in passato troppe volte nel recente passato è stata sbarrata la strada verso la piena membership.

Oltre all’elezione del Leader del Narodnyj Rukh, l’assemblea ha condannato la svolta autoritaria in corso in Bielorussia, i cui seggi presso l’EURONEST sono stati congelati.

Minsk resta membro attivo del Partenariato Orientale. Ma avrà diritto di rappresentanza nel nuovo progetto solo previo rispetto da parte del Presidente, Aljaksandar Lukashenka, dei valori democratici e delle libertà occidentali.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PARLAMENTARE ARANCIONE INVITA ALL’ELIMINAZIONE DEI VISTI UE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 10, 2011

Esclusiva intervista per il Legno Storto del Deputato Nazionale di Nasha Ukrajina, Jurij Kljuchkovs’kyj. “Il libero ingresso in UE per gli ucraini facilita l’integrazione”

Il deputato nazionale di Nasha Ukrajina, Jurij Kljuchkovs'kyj

Tallinn — Tra il voto in internet e quello via cellulare, le sorti dell’Ucraina. E’ accaduto anche questo alla vigilia dell’election day estone, lo scorso sabato, 5 Marzo.

In esclusiva per il Legno Storto, il Deputato Nazionale Jurij Kljuchkovs’kyj, a Tallinn per osservare le elezioni più hi-tech del pianeta, ha analizzato la situazione politica del suo Paese. Ed approfittato del giornale italiano per lanciare un appello.

“C’è bisogno dell’annullamento del regime dei visti per l’UE — ha tenuto a specificare, sin da principio — solo tale apertura può cambiare la visione che gli ucraini hanno di Bruxelles”.

Un punto non di scarsa importanza. Ad oggi, a non necessitare documenti più complessi del solo Passaporto sono solo i cittadini dell’Unione Europea. Non quelli dell’Ucraina, costretti all’acquisto di costosi visti.

Spesso, ottenuti dopo peripezie burocratiche di diversi mesi. E, prima ancora, interminabili file, presso le rappresentanze di Paesi politicamente già nel Vecchio Continente. Polonia e Slovacchia, in primis.

L’eliminazione del regime dei visti, ed una politica delle porte aperte, sono l’unico mezzo per dimostrare agli ucraini che Bruxelles è futuro ed opportunità”.

Ne è convinto il sessantenne Parlamentare, alla Rada dal 1998, sempre nello schiramento arancione. Dapprima, come esponente del Narodnyj Rukh Ukrajiny. Poi, dal 2002, eletto nelle liste di Nasha Ukrajina per tre tornate consecutive. Fino al periodo attuale. In cui le forze della Rivoluzione Arancione appaiono quantomai frammentate.

“In Ucraina, la politica è legata a persone, non a partiti politici — spiega Kljuchkovs’kyj — i dissidi interni alla Coalizione Democratica [al governo dall’autunno del 2007, al Febbraio del 2009, composta dal Blocco Tymoshenko, Nasha Ukrajina, e Blocco Lytvyn, n.d.a.] tra l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, e l’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko lo hanno dimostrato”.

Una caratteristica tutta ucraina quella della divisione. Immortalata persino in uno dei detti più popolari del Paese — Dove ci sono due ucraini, ci sono tre Het’many [capi militari]. Strana, tuttavia, dinnanzi allo strapotere accumulato dal comune avversario, l’attuale Presidente, Viktor Janukovych.

Notizie circa la creazione di nuovi soggetti politici sono all’ordine del giorno nell’Opposizione. Incapace di accantonare il passato per il bene comune. Ed unirsi, per battere il comune avversario.

“Anche qui, l’Europa deve giocare il suo ruolo — afferma il Deputato — l’UE è comoda per tutti. Non solo per le regioni centro-occidentali [che la cultura europea l’hanno nel DNA, in virtù della loro appartenenza al Granducato di Lituania, e, poi, al Commonwealth Polacco-Lituano, tra il XIV ed il XVIII secolo, n.d.a.] ma anche per quelle orientali, russofone, che guardano a Mosca. Le porte aperte dell’Europa, sono comode anche al Donbas”.

Un uscio che, purtroppo, l’Occidente ha chiuso in faccia a Kyiv nel momento meno propizio. Nel 2008, con gli arancioni al governo — sostenuti dalla speranza in essi risposta da un elettorato desoderoso di un futuro euroatlantico — la presidenza francese UE ha congelato l’ingresso di Ucraina, Georgia e Moldova.

Pochi mesi prima, simile decisione è stata adottata dal vertice NATO di Bucarest, in cui lo scontro tra una Nuova Europa — Inghilterra ed Europa Centrale — attenta alle richieste di Kyiv, Chisinau e Tbilisi, ed una Vecchia — Francia, Germania, Belgio, Italia, ed Olanda in primis — timorosa della reazione della Russia a tali aperture, ha segnato la vittoria degli ultimi.

E l’avvio di una politica estera dell’Occidente basata su gas, interessi, e pragmatismo, piuttosto che sul cuore, e sul rispetto della propria cultura.

Matteo Cazzulani

Ha collaborato Sara Anderlini

UCRAINA: JANUKOVYCH ACCUSA VERTICI UE DI ESSERE MERCENARI. BRUXELLES INDIGNATA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 12, 2011

Jerzy Buzek e Stefan Fule seccati dalle accuse del Presidente ucraino

 

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Questa volta, Janukovych ha fatto innervosire per davvero l’UE. I principali politici dell’Unione Europea si sarebbero detti sconcertati, dopo essere stati discreditati dal Presidente ucraino, Viktor Janukovych.

 

A dichiararlo, al 5 Kanal, il Leader del Narodnyj Rukh, Borys Tarasjuk. L’ex-Ministro degli Esteri, convinto europeista, avrebbe raccolto le giustificate lamentele del Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, e del Commissario all’Integrazione Stefan Fule.

 

I due sono stati bollati come mercenari, da un Viktor Janukovych arrabbiato per le loro condanne al regresso della democrazia a Kyiv.

 

“Gli esponenti dell’Opposizione Democratica – ha dichiarato il Presidente – raccontano menzogne a politici USA ed UE, pagati per disorientarne l’opinione”.

 

Opposizione Democratica ancora repressa

 

Dinnanzi a tale accuse, l’interrogativo sull’origine del danaro, necessario per pagare Bruxelles e Casa Bianca. Sicuramente, non da parte della leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

 

Se non altro, perché l’Anima della Rivoluzione Arancione è impossibilitata, anche solo ad una piccola distrazione. Costretta da interrogatori giornalieri in Procura per accuse politiche. E da un Confino in Patria.

 

Rea, per così dire, di aver usato in modo improprio i fondi per il protocollo alle uscite sociali. E dell’acquisto irregolare di ambulanze e vaccini.

 

Matteo Cazzulani

UCRAINA: TYMOSHENKO INDAGATA POLITICA. E’ UFFICIALE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 20, 2010

La Leader dell’Opposizione Democratica privata del diritto d’espatrio. Autenticata la condanna per futili motivazioni. “Ho ancora la forza di lottare. Non me ne vado”. Bat’kivshchyna boicotta la Rada fino a provvedimenti contro i violenti della maggioranza

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, presso la Procura

Niente pudore presso le Autorità ucraine. Nella giornata di lunedì, 20 dicembre, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è ufficialmente indagata.

A sancirlo, un atto giudiziario, notificato alla Lady di Ferro ucraina nel corso dell’ennesima convocazione in Procura. Motivazione, l’utilizzo indebito dei fondi, ricevuti per rispettare il Protocollo di Kyoto, nelle uscite sociali.

Una manovra politica del Presidente, Viktor Janukovych, per eliminare la carismatica rivale dalla scena politica. Ne sono convinti esponenti dell’Opposizione Democratica, analisti ed esperti, che già hanno parlato di un caso Khodorkovs’kyj in salsa ucraina.

Dopotutto, l’ex Primo Ministro, anima della Rivoluzione Arancione, rischia fino a 9 anni di carcere per aver provveduto al pagamento delle pensioni al suo popolo. Peraltro, in un periodo di crisi economica.

Esemplare il modo con cui Julija Tymoshenko ha affrontato la questione. Supportata da 300 manifestanti di Bat’kivshchyna – la sua forza politica – e del Narodnyj Rukh, si è presentata dinanzi ai giudici, assistita dal suo avvocato.

Degne di una Leader anche le risposte ai giornalisti. La Lady di Ferro ucraina ha ribadito di avere operato onestamente, senza truccare il bilancio. Nel contempo, ha ammesso di avere anteposto il pagamento delle pensioni agli obblighi per l’abbattimento delle emissioni CO2. Tuttavia, senza mai confondere le due voci del budget.

Inoltre, Julija Tymoshenko, evidenziando come, a supporto dell’accusa, non vi siano prove concrete, ha accusato il Capo di Stato del clima di terrore ai danni dell’Opposizione Democratica. Ciò nonostante, si è detta pronta a continuare la battaglia per un’Ucraina giusta, Indipendente ed europea. Ideali, che, sempre, hanno animato la sua attività.

“Nelle mani di Janukovych – ha dichiarato – c’è abbastanza potere per eliminarmi. Ma non gli conviene. Oltre che presso la Comunità Internazionale – ha continuato – il suo rating crollerebbe anche nel Paese. Non mi nasconderò. E non lascerò l’Ucraina, la mia terra. Ho ancora forze sufficienti per battermi – ha concluso – fino a quando la mafia, al potere, non sarà sconfitta”.

Bat’kivshchyna boicotta la Rada

Terminato l’interrogatorio di circa due ore, la Lady di Ferro Ucraina si è recata in visita dei quattro Deputati Nazionali del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna. Ricoverati, in seguito dell’aggressione subita dai colleghi del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Barricati alla Rada in un presidio non violento, in solidarietà della loro Leader, giovedì, 16 dicembre, i Parlamentari del principale gruppo dell’Opposizione Democratica sono stati attaccati da quelli della maggioranza. Che, con la violenza, hanno posto fine alla pacifica dimostrazione, in corso dalla mattinata.

A tal proposito, sempre lunedì, 20 dicembre il BJuT-Bat’kivshchyna ha deciso di boicottare il Parlamento, fino a quando gli autori del blitz non saranno sanzionati. Inoltre, è stata iniziata la raccolta firme per le dimissioni dello Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn. Ex lege, responsabile di tutto ciò che avviene nell’edificio.

Matteo Cazzulani