LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: IN REGIONE LOMBARDIA PRESENTATA L’INTERROGAZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 31, 2012

Regione Lombardia si mobilita per il caso di Julija Tymoshenko, a Kyiv è celebrata la fine delle trattative per l’Accordo di Associazione UE-Ucraina, e durante il Congresso straordinario di Bat’kivshchyna l’Opposizione Democratica dichiara la fusione in un’unica lista arancione

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko . COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Più che uno scherzo, l’immaginario ittico del Primo di Aprile ha portato, con un giorno di anticipo, finalmente buone notizie. Nella giornata di venerdì, 30 Marzo, il Consigliere Regionale lombardo, Carlo Borghetti, ha dichiarato alla stampa di avere inviato al Presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, un’interrogazione urgente a risposta scritta in merito alla situazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko.

Borghetti, che nel Consiglio Regionale è attivo sopratutto in Commissione Sanità, ha evidenziato come il trattamento subito dalla politica ucraina più famosa e apprezzata in sede europea sia disumano, e rappresenti un’emergenza sul piano della democrazia, della giustizia, e del rispetto dei diritti umani, su cui è bene battersi anche a livello di Ente Locale: soprattutto presso la Regione trainante d’Italia.

“La democrazia va rispettata ovunque, vorrei che il Presidente della Lombardia, che in passato si è già speso in campo internazionale, prendesse una posizione anche nei confronti della Leader dell’Opposizione ucraina – ha dichiarato Borghetti – Il caso di Julija Tymoshenko mi ha fin da subito colpito non solo perché ha riguardato l’eroina della Rivoluzione Arancione, ma anche per l’involuzione democratica che sta vivendo l’Ucraina: un Paese europeo che sta sprofondando nel buio del suo passato”.

Durante la presentazione dell’iniziativa, il Consigliere regionale, che appartiene al gruppo del Partito Democratico della Lombardia, ha illustrato come l’Unione Europea debba seriamente interessarsi dell’Ucraina nell’ottica di una prossima integrazione del Paese più importante dell’Europa Orientale.

Quasi in contemporanea, a Kyiv è proprio avvenuta la cerimonia di chiusura delle trattative per la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un documento di importanza storica, congelato il 19 Dicembre 2011 a causa dell’arresto di Julija Tymoshenko, con cui Bruxelles potrebbe riconoscere agli ucraini lo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia e Svizzera.

Il condizionale è d’obbligo, dal momento in cui, nonostante il raggiungimento del punto di arrivo nella fase preparatoria di un trattato che prevede anche il varo di una Zona di Libero Scambio tra l’UE e l’Ucraina, sia la firma, che la successiva ratifica da parte del Parlamento Europeo, e dei 27 Parlamenti nazionali, è tutt’altro che scontata.

Come comunicato da diversi esponenti dell’Unione Europea, ulteriori progressi nell’avvicinamento di Kyiv a Bruxelles potranno essere compiuti solo se le autorità ucraine dimostreranno di sapere rispettare le regole della democrazia che stanno alla base dell’UE, e, nello specifico, garantiranno alla Tymoshenko, e all’altra decina di detenuti politici del campo arancione, libertà e diritto di partecipazione alle prossime Elezioni Parlamentari.

Arancioni uniti per la Tymoshenko

A riguardo, sempre venerdì, 30 Marzo a Kyiv si è svolto il congresso straordinario di Bat’kivshchyna, il Partito di Julija Tymoshenko, nel quale è stata certificata la fusione in questo soggetto politico delle altre principali forze partitiche appartenenti al campo arancione: Narodna Samooborona, dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko – detenuto in isolamento come la Tymoshenko, sempre in seguito a un processo politico – e il Front Zmin dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk.

“C’è una sola idea e una sola strategia per la quale vale la pena di accantonare gli altri temi: l’unità delle forze democratiche – ha dichiarato Julija Tymoshenko, per mezzo di un messaggio inoltrato dalla sua cella della Colonia Penale Kachaniv’skyj di Kharkiv – Unitevi, dimenticate le fratture ideologiche, i personalismi, e gli interessi privati. Dobbiamo costituire una sola squadra, una sola lista, una sola vittoria. Le Autorità ripongono molto sulle nostre divisioni, non cadiamo in queste tentazioni”.

Matteo Cazzulani

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JURIJ LUCENKO CONDANNATO: L’UCRAINA IN EUROPA E’ SEMPRE PIU’ UN’UTOPIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 28, 2012

L’ex-Ministro degli Interni condannato a quattro anni di reclusione e alla confisca dei beni immobili. Dopo Julija Tymoshenko, è la seconda guida del processo democratico ucraino del 2004, noto come Rivoluzione Arancione, ad essere vittima della repressione politica organizzata del regime del Presidente, Viktor Janukovych. L’Occidente protesta

L'ex-ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Dopo Julija Tymoshenko, anche l’altro principale protagonista del processo democratico in Ucraina è finito dietro alle sbarre in definitiva. Nella giornata di lunedì, 27 Febbraio, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è stato condannato a quattro anni di carcere, alla confisca dei propri beni immobili, alla privazione del riconoscimento dello status di funzionario emerito dello Stato, e al pagamento di due multe onerose.

Lucenko, Leader della forza politica dell’Opposizione Democratica Narodna Samooborona, è stato riconosciuto colpevole di abuso di potere per avere imposto l’aumento della pensione del proprio autista, Leonid Prystupljuk – anch’egli condannato a tre anni di prigione con la condizionale – gonfiato le spese per l’organizzazione del Giorno della Polizia del 2008 e del 2009, ed essersi intromesso per inquinare le indagini inerenti l’avvelenamento ai danni dell’ex-Presidente, Viktor Jushchenko, durante la campagna elettorale del 2004.

Affaticato da una detenzione preventiva che lo ha costretto al carcere in isolamento dal 26 Dicembre 2010, Lucenko – che ha dovuto assistere a tutto il processo da dietro le sbarre in un apposito angolo dell’aula del tribunale – ha rigettato ogni accusa, e ha ritenuto che il verdetto è stato dettato alla Corte dalle Autorità politiche come omaggio per il Presidente, Viktor Janukovych: giunto al secondo anniversario del proprio insediamento.

In effetti, molti sono i dubbi che la sentenza ha sollevato, dal momento in cui dell’ottantina di testimoni che sono stati interrogati durante il processo – avviato nel Maggio 2011 – solo tre non hanno scagionato Lucenko, e non ne hanno riconosciuto la totale innocenza.

Del resto, lo stesso Lucenko gode di una fama di gran lunga migliore di molti suoi colleghi in Ucraina: vice-Leader del Partito Socialista di Ucraina, poi a capo delle proteste contro la torbida presidenza di Leonid Kuchma – caratterizzata da repressioni a danno di politici e giornalisti – protagonista della Rivoluzione Arancione, e Ministro degli Interni nei governi filo-occidentali di Julija Tymoshenko, l’esponente dell’Opposizione Democratica non ha mai abusato del suo peso politico per arricchirsi o esportare propri capitali all’estero in qualche paradiso fiscale.

Un esempio molto raro sulle Rive del Dnipro, al punto che in molti attribuiscono la sua condanna alla precisa volontà politica del Presidente Janukovych di eliminare avversari politici che, nel breve termine, avrebbero potuto insidiare la sua leadership – come normalmente avviene in ogni democrazia.

Immediate sono state le reazioni della Comunità Occidentale, turbata all’unisono per un verdetto dalla dubbia regolarità. Con una nota congiunta, l’Alto Rappresentante della Politica Estera UE e il Commissario Europeo all’Integrazione e all’Allargamento, Catherine Ashton e Stefan Fule, hanno ritenuto il processo non in linea con gli standard internazionali di imparzialità e neutralità della magistratura dalla politica, e hanno ritenuto tale episodi un’ulteriore macigno che rende sempre più lontana l’Ucraina dall’UE.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha invitato le Autorità ucraine a liberare Lucenko, e a garantirgli la partecipazione alle prossime elezioni politiche. Secondo gli USA, il trattamento riservato all’ex-Ministro degli Interni e all’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, pongono un serio interrogativo sull’effettiva esistenza in Ucraina di una democrazia.

“La condanna dell’ex-Ministro degli Interni è l’ennesima prova della mancanza dello stato di diritto in Ucraina – ha dichiarato, con una nota, il Capo del Foreign Office della Gran Bretagna, David Livington – ed è stata dettata da un’evidente motivazione politica. Kyiv, nei fatti concreti, dimostra di non tenere all’integrazione europea”.

Dal canto suo, il Ministero degli Esteri della Polonia ha diffuso una nota in cui ha espresso fiducia nella conduzione di un processo d’Appello – a cui la Difesa di Lucenko ha dichiarato di voler fare ricorso – in linea con gli standard internazionali, in grado di garantire all’esponente dell’Opposizione Democratica la possibilità di difendersi in un procedimento equo e giusto”.

L’Ucraina è una dittatura

Innumerevoli le condanne espresse anche dalle diverse forze dell’Opposizione Democratica, tra le quali spicca per importanza quella della sua Leader, Julija Tymoshenko: costretta a sette anni di detenzione per una simile condanna politica sentenziata l’11 Ottobre 2011.

Secondo quanto riportato al suo avvocato, Serhij Vlasenko, il processo a Lucenko non ha nulla in comune con la democrazia e gli standard europei, ed è frutto di un ordine diretto del Presidente Janukovych, il quale, nelle pubbliche occasioni, cerca invece di convincere i suoi colleghi e i Capi di governo europei della sua innocenza.

“Una persona che ricopre la guida di un Paese non arriva a comprendere concetti elementari – ha dichiarato Vlasenko all’uscita della colonia penale femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv, riportando le parole della Tymoshenko – Nelle vesti di garante della Costituzione, il Presidente dell’Ucraina avrebbe dovuto reagire a una sentenza in pieno contrasto la Carta Suprema. E’ la prova che Kyiv non è amministrata da un Capo di Stato europeo, ma da un dittatore, simile a molti altri nel Nordafrica”.

Matteo Cazulani

JULIJA TYMOSHENKO E JURIJ LUCENKO FONDANO UN PARTITO UNICO. DALLA PRIGIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 30, 2011

Bat’kivshchyna e Narodna Samooborona creano un’unica forza politica per vincere le prossime elezioni parlamentari. Speranze e dubbi sulle candidature e sulla reale capacità di reagire a brogli e repressione del Presidente, Viktor Janukovych

Manifestazioni alla Rada di protesta contro la repressione politica ai Leader dell'opposizione democratica, Julija Tymoshenko e Jurij Lucenko

Forse, dopo la distruzione della democrazia la repressione politica in Ucraina è riuscita in un’altra impresa inimmaginabile: unire l’Opposizione Democratica. Nella giornata di mercoledì, 28 Dicembre, Narodna Samooborona, la forza politica dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko – detenuto in isolamento da un anno, senza che il processo a suo carico per abuso d’ufficio sia terminato -ha comunicato la fusione con Bat’kivshchyna, il Partito di Julija Tymoshenko.

L’ex-Primo Ministro è stata condannata a 7 anni di prigionia di massima sicurezza da due sentenze politicamente motivate: rispettivamente, per abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, ed evasione fiscale durante la presidenza del colosso energetico JEESU, guidato prima della discesa in campo del 1998.

“La fusione tra i nostri Partiti è un’integrazione politica oggi necessaria per battere un governo di criminali alle prossime elezioni parlamentari” ha dichiarato il braccio destro della Tymoshenko, Oleksandr Turchynov, senza, tuttavia, chiarire le modalità tecniche dell’unione dei due soggetti.

Stando alle informazioni finora comunicate, Bat’kivshchyna e Narodna Samooborona si presenteranno con una lista unica al proporzionale e, per i collegi maggioritari, sono state aperte le consultazioni con altri soggetti dello schieramento arancione, come il Front Zmin dell’ex-Speaker della Rada, Arsenij Jacenjuk, e Svoboda.

“Sicura è solo la Leadership: i primi due posti sono riservati a Julija Tymoshenko e Jurij Lucenko – ha dichiarato il vice-Speaker, Mykola Tomenko – faremo di tutto perché siano liberati e riabilitati in tempo per la consultazione parlamentare [programmata per l’Ottobre 2012, n.d.a.]”.

Come evidenziato da Jurij Hrymchak, il numero due di Lucenko, il passo politico non è stato facile, ma determinante è stato l’assenso dato dai due Leader: direttamente dal carcere.

“E una scelta naturale – ha illustrato Hrymchak – Assieme al Narodnyj Rukh [il Partito dell’ex-Ministro degli Esteri, Borys Tarasjuk, n.d.a.], Narodna Sabooborona è l’unica forza politica ad avere sostenuto la Tymoshenko nelle scorse elezioni presidenziali, pur non appartenendo al Blocco politico della Leader dell’Opposizione Democratica”.

Come rilevato a diversi politologi, la fusione tra Bat’kivshchyna e Narodna Samooborona rappresenta una vera e propria scommessa, ostacolata da molte insidie. In primis, una legge elettorale che prevede la l’elezione di metà dei deputati in collegi maggioritari, dove quasi scontata è la vittoria dei grandi oligarchi vicini all’attuale maggioranza – composta da comunisti, contadini, e dal Partija Rehioniv: la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Seppure unita sulla carta, l’Opposizione Democratica è chiamata alla scelta di un Leader credibile, in grado di coordinare sul campo la campagna elettorale. Oltre a non potere correre per il mandato di deputato de iure, né la Tymoshenko, né Lucenko possono prendere decisioni, rilasciare dichiarazioni, e tenere vertici di partito dalla propria cella.

Infine, come rilevato da diversi politologi, Bat’kivshchyna deve arginare al più presto i problemi interni al Blocco Tymoshenko, dove sempre più evidenti sono i mal di pancia del movimento Reformy i Porjadok di Serhij Soboljev, e del Partito Social-Democratico Ucraino di Natalija Korolevs’ka: Leader della Confindustria ucraina, designata da molti come la principale pretendente alla successione alla Tymoshenko.

Un test di democrazia per Kyiv

Le Elezioni Parlamentari sono un test anche per la maggioranza, in quanto è dal loro svolgimento secondo gli stancar democratici che dipende il proseguimento del cammino verso l’integrazione con l’Unione Europea. Dopo il congelamento della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – deciso dinnanzi alla repressione scatenata da Janukovych contro la Tymoshenko, Lucenko, ed un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica – Bruxelles ha stabilito come banco di prova per testare la maturità di Kyiv proprio la consultazione parlamentare dell’Ottobre 2012.

I precedenti non sono incoraggianti: le elezioni amministrative dell’Ottobre 2010 sono state caratterizzate da brogli ed irregolarità diffuse, condannati dalla Comunità Occidentale dopo una parentesi di 5 anni in cui, in seguito alla Rivoluzione Arancione, le tornate elettorali hanno corrisposto agli standard democratici.

Matteo Cazzulani

REGRESSO DEMOCRATICO IN UCRAINA: JURIJ LUCENKO DA UN ANNO IN ISOLAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 26, 2011

L’ex-Ministro degli Interni, uno degli esponenti più carismatici dell’Opposizione Democratica ucraina, costretto alla detenzione in isolamento, all’alimentazione forzata, e ad assistere dietro alle sbarre ad uno dei processi politici organizzati dalle autorità per eliminare i Leader dell’Opposizione Democratica, tra cui l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko. Un video del collega Kostjantyn Usov di TVI ne racconta il caso

L'ex-ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Per 365 giorni detenuto in isolamento a causa di 3 imputazioni prive di fondamento, con soli due testimoni a favore delle accuse, ma alcun verdetto che ne abbia certificato la colpa. Questo è il Santo Stefano che, oggi, trascorre Jurij Lucenko: esponente di spicco dell’Opposizione Democratica che, parimenti alla sua carismatica Leader, Julija Tymoshenko, è caduto vittima della repressione politica attuata dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych.

Il 26 Dicembre 2010, Lucenko è incarcerato in una cella di isolamento, prelevato dalle forze di polizia sotto casa sua, al rientro dalla passeggiata con il cane: sotto lo sguardo impotente di madre e figli. Mesi prima, giusto in seguito all’insediamento di Janukovych, a carico dell’ex-Ministro degli Interni sono sollevate tre imputazioni: incremento della paga e concessione di abitazioni governative illecita al suo autista, Leonid Prystupljuk, sperpero di danaro del bilancio statale per l’organizzazione della Giornata della Polizia del 2008, chiusura anticipata delle indagini sul cittadino Davydenko, l’ autista dell’ex-Vice-Procuratore Savchjuk – proprietario della casa in cui, durante la Rivoluzione Arancione, sarebbe stato avvelenato il futuro Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

A sostegno di tali imputazioni, per cui è aperto un processo con la richiesta di 12 anni di reclusione per abuso d’ufficio, sono sopratutto l’allora Ministro degli Interni, Anatolij Mohyl’ov, il nuovo Procuratore Generale nominato da Janukovych, Viktor Pshonka, il suo vice, Rinat Kuz’min, e solo due dei più di 200 testimoni chiamati a testimoniare durante un lungo procedimento, condotto da un PM, Serhij Vovk, a sua volta indagato per truffa edile, ma finora graziato dalle autorità.

Costretto ad assistere alle sedute del proprio processo dietro a delle sbarre – barbara procedura che, illegalmente, dipinge l’imputato come già colpevole nella psicologia dei presenti e della Corte – Lucenko più volte denuncia il conflitto di interessi del giudice, e, per protesta, ricorre persino allo sciopero della fame. Nulla da fare, dal momento in cui le Autorità giudiziarie impongono la nutrizione forzata al ribelle galeotto: altra pratica autoritaria, vietata dall’Unione Europea, ma ancora ammessa dal Codice Penale ucraino.

Un carismatico arancione

Il processo all’ex-Ministro degli Interni continua lentamente, lasciando una condanna già annunciata sempre più lontana: così da mantenere al di fuori della vita politica una delle più importanti personalità dell’Opposizione Democratica. Aiutante del Segretario del Partito Socialista ucraino, Oleksandr Moroz, Lucenko nel 2002 è alla testa del movimento Ucraina senza Kuchma, in opposizione all’ex-Presidente Leonid Kuchma: di cui Janukovych è il delfino politico. Nel 2004, è uno dei più attivi colonnelli della pacifica Rivoluzione Arancione: ruolo per cui viene premiato da Jushchenko con la nomina a Ministro degli Interni nel primo governo di Julija Tymoshenko.

Deciso nel realizzare la promessa di giustizia, Lucenko adotta la mano dura contro gli oligarchi dell’Est del Paese, sponsor di Viktor Janukovych: un gesto di coerenza politica che gli costa caro fin a subito. Entrato in crisi con la Tymoshenko – dimissionata nel 2005 – Lucenko mantiene la carica sotto il secondo governo arancione di Jurij Jekhanurov, fino al 2006, quando la vittoria alle elezioni parlamentari di Janukovych – che realizza una coalizione di governo con comunisti e socialisti – ne provoca l’espulsione e, contemporaneamente, l’uscita dal Partito Socialista Ucraino per evidenti divergenze politiche con Moroz.

Nel 2007, fonda il Partito Avanti Ucraina – poi ribattezzato Narodna Samooborona – si riavvicina a Julija Tymoshenko, e, nelle elezioni anticipate del 2007, guida la lista filo-presidenziale Nasha Ukrajina, che gli consente il ritorno al Dicastero degli Interni nel secondo governo della Lady di Ferro ucraina. Ripristinata la lotta contro gli oligarchi, la sua immagine viene lesa dall’arresto del figlio in stato di ubriachezza all’aeroporto di Francoforte. Ciò nonostante, la Tymoshenko fa quadrato attorno a lui, difendendolo persino nei difficili giorni del suo terzo governo: esecutivo di minoranza, in cui la conta dei voti è necessaria per l’approvazione di ogni mozione.

Il saldo legame con la Leader degli arancioni porta Lucenko a condividere anche le conseguenze della risalita al potere di Janukovych, nel Febbraio 2010: parimenti alla Lady di Ferro ucraina – condannata a sette anni di isolamento per abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin: il tutto dopo un processo farsa costruito su imputazioni montate ad hoc, e senza diritti per la difesa – l’ex-Ministro degli Interni diventa l’oggetto ed il simbolo di un regresso democratico sulle Rive del Dnipro.

Dinnanzi agli arresti di Lucenko e della Tymoshenko, alle ripetute risoluzioni di condanna da parte di USA, ONU, NATO, e Parlamento Europeo, è seguito, lo scorso 19 Dicembre, il congelamento della firma dell’Accordo di Asociazione UE-Ucraina: documento storico, con cui Kyiv avrebbe ottenuto il medesimo status di partner privilegiato di Bruxelles, oggi goduto da Islanda, Norvegia, e Svizzera.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ANCHE UN DISSIDENTE ANTI-SOVIETICO TRA I NUOVI INDAGATI. E NEL PROCESSO A JULIJA TYMOSHENKO SCOMPAIONO IMPORTANTI DOCUMENTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 30, 2011

18 politici dell’Opposizione Democratica convocati per interrogatori in seguito alle manifestazioni del Giorno dell’Indipendenza, tra cui uno dei suoi protagonisti, Levko Luk’janenko, il capo di Za Ukrajinu, V’jacheslav Kyrylrenko, l’esponente di Narodna Samooborona, Oles Donij ed il Vice-Leader di Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov. Nel processo alla Leader dell’Opposizione Democratica spariti diversi faldoni certificanti l’inconsistenza delle accuse

Il Vice-Leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Un dissidente politico protagonista della libertà del suo Paese indagato per disobbedienza alle autorità. Levko Luk’janenko è uno dei 18 Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica finiti nel mirino della Procura per le manifestazioni pacifiche dello scorso 24 Agosto, Giorno dell’Indipendenza Ucraina, in cui circa 10 mila dimostranti hanno pacificamente marciato da piazza Shevchenko – Taras, il Poeta Nazionale – a Vulycja Volodymyrs’ka, dove sono stati fermati dai manganelli e dai gas lacrimogeni della polizia, in assetto anti-sommossa.

“La faccenda ha del ridicolo – ha dichiarato Andrij Pavlovs’kyj, Deputato Nazionale di Bat’kivshchyna, il maggiore partito dell’Opposizione Democratica – un eroe della nazione, per 27 anni in galera per disobbedienza al regime sovietico, oggi viene indagato per avere festeggiato quell’Indipendenza a cui ha fortemente contribuito, anche e sopratutto con il proprio sacrificio”.

Signorile la risposta dello stesso Luk’janenko, che,ha risposto alla convocazione in Procura con una nota personale, in cui ha accusato le Autorità di avere inscenato una provocazione con risvolti violenti, per la quale a pagare non deve essere chi ha altresì dimostrato in maniera ordinata e pacifica.

Certo è che tra i 18 convocati per audizioni ci sono anche esponenti di spicco del dissenso di oggi, che ha visto una decina di forze politiche dell’Opposizione Democratica unirsi nel Comitato di Difesa dalla Dittatura: tra essi, V’jacheslav Kyrylenko, Oles’ Donij, ed Oleksandr Turchynov, rispettivamente capo di Za Ukrajinu, guida di Narodna Samooborona, e vice-coordinatore di Bat’kivshchyna, nonché braccio destro della carismatica Leader del campo arancione, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko, oggi reclusa in isolamento, e processata per gestione fraudolenta del bilancio statale ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Documenti importanti eliminati dagli atti

Proprio nel corso dell’ennesima seduta del processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica la difesa ha rilevato la scomparsa di una parte consistente dei capi d’accusa, fondamentale per certificare l’innocenza dell’imputata. Nello specifico, 213 pagine, eliminate dalle 522 contenute in 14 faldoni, a cui se ne aggiungono altri 13 compilati dai Servizi Segreti prima dell’apertura del processo.Inoltre, gli avvocati difensori hanno richiesto alla Corte la verifica dell’effettiva competenza del pool di esperti che, in soli due giorni, ha certificato la sconvenienza degli accordi per il gas firmati dalla Tymoshenko.

“Un approfondimento dalla dubbia serietà – ha evidenziato l’avvocato difensore, Mykola Siryj – poiché, come dimostrato da altre rilevazioni, i contratti del Gennaio 2009 hanno consentito alle casse statali guadagni, e non perdite”.

Tuttavia, il Giovane Giudice, Rodion Kirejev, ha negato alcuna inchiesta, così come in sedute precedenti si è rifiutato di accludere agli atti lo studio dell’autorevole compagnia Ernst and Young, certificante gli effettivi guadagni derivanti dagli accordi per la parte ucraina, seppur nel lungo periodo, e non nell’immediato. Inoltre, il PM ha nuovamente respinto la richiesta di una pausa nel processo, fondamentale per la presa visione delle imputazioni, ed il consulto con gli avvocati, per una Julija Tymoshenko detenuta in isolamento dallo scorso venerdì, 5 Agosto.

Lecito ricordare che la maggior parte dei testimoni, sopratutto quelli convocati dall’accusa, ha scagionato la Leader dell’Opposizione Democratica dall’accusa di Abuso d’Ufficio, e che a criticare quello che stato definito un processo politico ai danni dell’anima della Rivoluzione Arancione sono stati Unione Europea, USA, Consiglio d’Europa, Maggiori Cancellerie del Mondo Libero Occidentale, Capi delle chiese e delle confessioni ucraine, persino la Federazione Russa, e principali ONG internazionali indipendenti.

Matteo Cazzulani

MANIFESTAZIONI DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA PER LA LIBERAZIONE DI JULIJA TYMOSHENKO CONTRASTATE NEL GIORNO DELL’INDIPENDENZA UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 25, 2011

A Kyiv, la polizia vieta e si oppone con la forza alle manifestazioni del campo arancione per il ventesimo compleanno dell’Ucraina ed in solidarietà della Leader dell’Opposizione Democratica, reclusa in isolamento. “Non ci arrendiamo” il messaggio dell’ex-Primo Ministro, mentre ritorna la minaccia energetica della Russia

Le manifestazioni dell'Opposizione Democratica represse a Kyiv. FOTO RIA NOVOSTI UKRAINE

Il centro transennato, la polizia in tenuta antisommossa in ogni angolo della Capitale, manifestazioni vietate, cariche, gas lacrimogeni, concerti e campi da street basket improvvisati per distrarre l’attenzione dei passanti. E’ così che come Mosca, Pechino, Minsk e Pyongyang è apparsa Kyiv nel Giorno dell’Indipendenza ucraina, il 24 Agosto 2011.

Una mesta modalità per festeggiare il ventesimo compleanno, colto al volo dall’Opposizione Democratica per protestare contro il processo e l’arresto politico della sua Leader, Julija Tymoshenko, e per, finalmente, unirsi in un’unica azione di protesta, che ha riunito circa 10 mila dimostranti dei partiti Bat’kivshchyna – la Forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione ed ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko – Front Zmin – quella dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk – Narodnyj Rukh – quella dell’ex- Ministro degli esteri dei governi arancioni, Borys Tarasjuk – Reformy i Porjadok – quella del Primo Ministro del governo-ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev – e Narodna Samooborona – quella dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, altro detenuto politico, in isolamento dallo scorso 26 Dicembre.

A coordinare l’azione, Oleksandr Turchynov, braccio destro di Julija Tymoshenko, che ha invitato a formare un corteo per marciare fino al Majdan Nezalezhosti ed all’Amministrazione Presidenziale di Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile di un rinato autoritarismo politico che ha portato a repressioni su oppositori politici, media indipendenti, e giornalisti, come certificato dalle più importanti ONG internazionali. Tuttavia, nulla da fare per i dimostranti: la piazza-sede della Rivoluzione Arancione è stata transennata al pari delle vie adiacenti, ed ivi sono stati organizzati concerti e tornei di pallacanestro su strada. Gli automobilisti diretti al presidio sono stati fermati ed invitati a tornare indietro, mentre alla marcia pacifica dei manifestanti, la polizia ha risposto con lacrimogeni e percosse.

“Le forze di polizia hanno preparato una provocazione – ha dichiarato in serata Arsenij Jacenjuk – in pieno stile da regime. Da parte mia – ha continuato – ho richiesto alle autorità UE ed USA di prendere provvedimenti. Oggi – ha terminato, intervistato sul 5 Kanal – mi è stato negato il permesso di recarmi in isolamento presso Julija Tymoshenko”.

La stessa Leader dell’Opposizione Democratica ha lanciatoli proprio messaggio di auguri dalla cella: un grido dal freddo di una prigione che la ha gia vista ospite dieci anni fa, sempre per motivi politi, ma che proprio per questo non deve abbattere i dimostranti.

L’appello di Julija Tymoshenko e la minaccia del Cremlino

“Ieri sotto Kuchma, oggi sotto Janukovych – ha dichiarato l’anima della Rivoluzione Arancione – i giubilei della mia Patri li passo tutti in carcere. Ma la situazione migliorera, e tutto andra bene. Lo so, ne sono convinta, e certa. In 20 anni di vita, l’Ucraina ha dimostrato di volere vivere come una nazione indipendente ed europea”.

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica è stata confinata in patria, processata, ed addirittura arrestata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con Vladimir Putin, l’allora suo collega russo.

Ed e proprio dalla Federazione Russa che è arrivato l’augurio piu plumbeo al compleanno di quella che Mosca considera una sua ex-Colonia, con il Presidente, Dmitrij Medvedev, che ha ricordato a Kyiv che l’unico modo per collaborare in materia energetica con Mosca e la cessione della gesione dei gasdotti ucraini.

“L’unica offerta che renderebbe interessante il rafforzamento della cooperazione tra i due Paesi – ha dichiarato il Capo di Stato russo nel corso di un incontro con il Primo Ministro cinese – sul medesimo modello di quanto già accade con la Bielorussia”.

Segnali preoccupanti, che lo stesso Janukovych sembra non avere recepito, così come la protesta al trattamento riservato a Julija Tymoshenko espressa, oltre che dalla stessa Russia, anche da Unione Europea, Consiglio d’Europa, Stati Uniti, dalle più importanti Rappresentanze  Diplomatiche del Mondo libero occidentale, e dalle maggiori ONG indipendenti. “Prosperità ad un Paese sempre più gioioso” sono state le parole del Presidente in occasione del ventennale dell’Ucraina. Un compleanno importante, festeggiato nel più amaro dei modi.

Matteo Cazzulani

Julija Tymoshenko ricorre ai valori europei. Anche la Corte d’Appello la lascia in prigione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 13, 2011

Rigettato anche il ricorso in Appello per la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica. Gli avvocati dell’ex-Primo Ministro al Legno Storto, presente all’udienza:”In Ucraina non c’e speranza, l’Europa ci aiuti”.

Cambia la location, ma non la musica: niente Liberta per Julija Tymoshenko, richieste della difesa respinte, e calpestati i diritti europei e dei giornalisti.

Nella giornata di venerdì, 12 Agosto, la Corte di Appello di Piazza Solomojs’ka ha respinto il ricorso della difesa della Leader dell’Opposizione Democratica, assente in un aula gremita purtroppo non solo da giornalisti e militanti di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko: collaboratori della Procura hanno occupato posti riservati ai reporter, costretti, così, a restare fuori dalla seduta. Ma non il Legno Storto, a cui l’Avvocato dell’Anima della Rivoluzione Arancione, Jurij Sukhov, si e rivolto.

“L’Ucraina e territorio europeo, e su di esso la democrazia e calpestata. Una situazione tipica di un regime illiberale, che con le tradizioni di Liberta del Vecchio Continente non ha nulla a che fare. Dovete aiutarci”.

Una dichiarazione in linea con la strategia della difesa, che, nella richiesta di liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica, si e appellata proprio al Diritto Internazionale, alla Carta Fondamentale dei Diritti dell’Uomo, ed alla risoluzione del Parlamento Europeo, che ha invitato le Autorità a smettere i processi politici ai danni di una decina di politici del campo arancione.

Motivazioni prive di sostanza secondo il magistrato, che ha negato il ricorso, suscitando la protesta fervente dei Deputati Nazionali presenti.

“In Ucraina non c’e più speranza per la Leader dell’Opposizione Democratica – ha dichiarato l’altro difensore, Mykola Siryj – resta la Corte Europea, ma i tempi sono lunghi”.

“L’Europa deve fare pressione sull’Ucraina – ha illustrato al Legno Storto Serhij Vlasenko, l’ex avvocato di Julija Tymoshenko, eliminato nel
processo regolare da una decisione del giovane giudice, Rodion Kirejev – e ricordarle che appartiene al Consiglio d’Europa: questo significa che non si può processare, arrestare, e detenere in isolamento la principale esponente dell’Opposizione per il solo sospetto di abuso d’ufficio [l’ex Primo Ministro e imputata anche per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje nel corso delle trattative del gas nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin].

Incrementa la tendopoli arancione

Un trattamento esagerato, contro cui la difesa si e più volte schierata, senza ottenere ascolto dalla Corte. Cosi ha dichiarato – sempre al Legno Storto – Oleksandr Turchynov, il braccio destro di Julija Tymoshenko.

“L’unica misura e tenere duro – ha continuato – Ieri una nostra proposta di incriminare gli sponsor dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, e stata rigettata: questo evidenzia la natura politica del processo. Ma non ci abbattiamo – ha terminato – Julija Tymoshenko, dalla prigione, e noi dalla piazza, dove, nella tendopoli arancione continuiamo a restare, fino a quando Giustizia, Democrazia, Liberta ed Occidente non torneranno a caratterizzare la società in Ucraina”.

Nella tendopoli, sul centrale Khreshchatyk, i sostenitori di Julija Tymoshenko sono saliti a 200 stabili. Ai gazebo di Bat’kivshchyna, Front Zmin, Narodnyj Ruch, Narodna Samooborona, e Hromad’jans’ka Pozycija si sono aggiunti quelli di Nasha Ukrajina e della Jevropejs’ka Partija, gli altri partiti che hanno aderito al Comitato di Difesa dalla Dittatura, un cartello elettorale per contrastare le attuali autorità, insieme in nome dell’ex-Primo Ministro.

Matteo Cazzulani

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JULIJA TYMOSHENKO IMBAVAGLIATA: MARITO E FIGLIA I SUOI NUOVI AVVOCATI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 9, 2011

Il giudice, Rodion Kirejev, impedisce alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina la possibilità di porgere domande al testimone dell’accusa e, per due volte, la richiesta delle Autorità religiose di liberazione dall’isolamento, in cui è detenuta dallo scorso venerdì, 5 Agosto. Ammessi marito e figlia come difensori. La reazione dell’Ambasciatore UE e l’unità del campo arancione

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dopo il bavaglio e le manette una misera ricompensa che la dice lunga sulla regolarità del processo. Nella giornata di lunedì, 9 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko si è vista negare la possibilità di interrogare il testé, il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko: persona importante, in quanto Ambasciatore a Mosca nel periodo delle trattative del gas con la Federazione Russa del gennaio 2009, nel corso delle quali l’ex-Primo Ministro avrebbe compiuto un abuso d’ufficio per cui è ora imputata – assieme all’accusa, ad esso correlata, di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje.

L’ordine del giovane giudice, Rodion Kirejev, è stato accolto con sollievo dall’accusa, i cui precedenti testimoni hanno – con la sola eccezione del Primo Ministro, Mykola Azarov – evidenziato l’innocenza di Julija Tymoshenko. Inoltre, il PM ha rigettato ben due richieste di liberazione dell’anima della Rivoluzione Arancione dalla detenzione in isolamento, giudicata una misura illiberale e troppo severa per le imputazioni: la prima è stata esposta dall’avvocato difensore, Jurij Sukhov, la seconda, invece, dai vertici della Chiesa Ortodossa del Partiarcato di Kyiv, di quella battista-evangelica, di quella Romano-Cattolica, ed appoggiata dall’incaricata governativa per la Difesa dei Diritti Umani, Nina Karpachova.

Infine, forse per compensare tali decisioni impopolari, Kirejev ha accettato una terza istanza circa la riammissione nel team della difesa dell’avvocato precedentemente escluso Mykola Siryj, e del marito e della figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, e Jevhenija Karr: il Codice Giuridico ucraino consente ai famigliari di ricoprire il ruolo di avvocato pur non essendo legali di professione – del resto è così anche per l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, altra vittima di un processo politico, detenuto in isolamento, e difeso dalla moglie – e, nel caso del’Anima della Rivoluzione, si tratta di una misura indispensabile, dal momento in cui solo agli stretti parenti di chi è detenuto in massima sicurezza sono permesse visite giornaliere, che, ora, sono l’unico momento utile per concordare la strategia difensiva.

Ambasciatore UE: “Julija Tymoshenko processata per avere salvato l’Europa”

Una situazione molto poco occidentale che ha turbato la platea, composta da giornalisti, deputati nazionali di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – e rappresentanti delle ambasciate di Francia, USA, Germania, e Svezia. Oltre ad essi, l’Ambasciatore dell’Unione Europea, José Manuel Pintu Teixeira, che, sconvolto, ha abbandonato la seduta anzitempo, e, all’autorevole Dzerkalo Tyzhnja, sottolineato come Julija Tymoshenko sia processata de facto per aver salvato l’Europa da un’ennesima possibile Guerra del Gas con la Russia, realmente ad un passo dalla chiusura dei rubinetti.

Reazione anche dalla piazza, dove, malgrado il divieto delle Autorità e la pressione delle forze speciali di polizia, i sostenitori dell’ex-Primo Ministro accampati sul centrale Khreshchatyk hanno raggiunto quota 200, e trascorso la terza notte nella tendopoli installata presso il Tribunale Pechers’kyj. Inoltre, i Partiti dell’Opposizione Democratica hanno ufficializzato la creazione del Comitato di Difesa dalla Dittatura: un cartello elettorale composto, oltre che da Bat’kivshchyna, anche dal Narodnyj Rukh di Borys Tarasjuk, dal Front Zmin di Arsenij Jacenjuk, dalla Hromad’jans’ka Pozycija di Anatolij Hrycenko, da Nasha Ukrajina di Viktor Jushchenko, da Narodna Samooborona di Jurij Lucenko, dalla Jevropejs’ka Partija di Mykola Katerynchuk, e da Reformy i Porjadok dell’attuale Primo Ministro del governo-ombra, Serhij Soboljev.

E stato lui ad indicare la prima mossa comune del neonato cartello elettorale: la convocazione di una seduta straordinaria della Verkhovna Rada per chiedere conto del processo a Julija Tymoshenko al referente del Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile di un procedimento, giudicato anche a livello internazionale – dall’Occidente, e persino dai russi – politicamente motivato.

Matteo Cazzulani

ARRESTO DI JULIJA TYMOSHENKO: UN’ORA D’ARIA E NIENTE COLLOQUI CON L’AVVOCATO. FIRME, RICORSI, E BUONA PARTECIPAZIONE NEL SECONDO GIORNO DI MOBILITAZIONE PER LA LEADER DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 8, 2011

Sostenitori della democrazia e della Libertà accorrono in centinaia alla tendopoli presso il carcere dove la Leader dell’Opposizione Democratica è detenuta in isolamento. L’avvocato difensore, Ihor Sukhov, espone ricorso per richiederne la liberazione, mentre le Autorità presidiano la dimostrazione, ed impediscono l’afflusso nella Capitale di sospetti manifestanti. Bat’kivshchyna chiama all’unità del campo patriottico, e propone una sveglia giornaliera per il Presidente, Viktor Janukovych, contestato anche da Gran Bretagna e Canada

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Il sorriso amaro dell’anima della Rivoluzione Arancione, l’allarme suonato al Presidente, i cori lanciati dai suoi simpatizzanti, e quelli spezzati ai tifosi di calcio, delusi, come le ennesime due cancellerie occidentali. Le immagini del secondo giorno di protesta per l’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, sono molto varie per essere una Domenica di inizio Agosto, ad iniziare dalla conferma dell’ottimo umore con cui l’ex-Primo Ministro sta affrontando la reclusione in isolamento presso la cella 242 del carcere Luk’janivs’kyj: la stessa che già l’ha ospitata nel 2001, quando un altro arresto politico ha costretto l’allora Leader del Forum di Rinascita Nazionale a due mesi di soggiorno forzato.

Come dichiarato da Anatolij Palij, l’unico ad avere ottenuto la possibilità di fare visita a Julija Tymoshenko, la Leader dell’Opposizione Democratica può almeno vedere la televisione durante tutto il tempo libero libero a sua disposizione, dal momento in cui per respirare all’aria aperta le è concessa solo un’ora al giorno, ed al suo avvocato, Ihor Sukhov – che ha esposto ricorso alla Corte d’Appello per il suo arresto – continuamente negati colloqui per preparare la strategia difensiva di un processo sempre più irregolare. In esso, lecito ricordare, la Leader dell’Opposizione Democratica, ex-Primo Ministro, è imputata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nell’ambito delle trattative per il gas del Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Una sveglia al Presidente

Fuori dal carcere di massima sicurezza, nel pieno centro della Capitale, è stata installata una tendopoli popolata da un centinaio di militanti di Bat’kivshchyna, il partito di Julija Tymoshenko, e Narodna Samooborona, quello di Jurij Lucenko, ex-Ministro degli Interni, altra vittima della repressione politica. Gli organizzatori della protesta, oltre a scandire slogan, raccolgono firme per richiedere la liberazione dei detenuti politici, a cui sono già pervenute adesioni d’eccezione, come quella dell’Incaricata per la Difesa dei Diritti Umani, Nina Karpachova, assieme ad altri nomi di spicco del campo arancione.

Oltre alla petizione, Bat’kivshchyna ha invitato tutte le forze partitiche ad unirsi in una manifestazione comune di protesta contro il Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile dei processi agli oppositori. Persino il mondo dei social-network si è mobilitato, con un’iniziativa che prevede ogni giorno il suono della sveglia dei cellulari degli aderenti alle ore 10: un avvertimento al Capo di Stato, affinché sia posta fine alla repressione di un Dissenso che, a quanto pare, fa davvero terrore alle Autorità.

A testimoniarlo, le cinque camionette delle forze speciali di polizia che sorvegliano la tendopoli, simili a quelle che, sempre Domenica, 7 Agosto, a seguito della notizia di una mobilitazione di manifestanti da Leopoli, hanno trattenuto il pullman dei tifosi dei Karpaty, diretto a Kyiv per assistere all’incontro della quinta giornata del campionato ucraino di calcio: stupore ed incredulità da parte degli ultras galiziani, sopratutto perché con quelli della Dynamo esiste un saldo gemellaggio, che esclude ogni possibile scontro tra le due tifoserie.

Nel contempo, sempre maggiore è il numero delle critiche alle Autorità esposte da diplomazie occidentali. Il Capo del Foreign Office della Gran Bretagna, Alister Bert, ha invitato l’Ucraina ad attenersi al rispetto di democrazia e libertà, in quanto condizione basilare per ogni forma di integrazione di Kyiv nell’Unione Europea, anche solo sul piano economico. Il Ministero degli Esteri canadese, John Berd, ha espresso preoccupazione per lo stato del Diritto ucraino, calpestato da una condotta della magistratura pienamente irregolare.

Prima di Londra ed Ottawa, a condannare la repressione politica, e richiedere l’immediata liberazione di Julija Tymoshenko, sono stati Parlamento Europeo, Consiglio d’Europa, Unione Europea, Freedom House, Polonia, Germania, Svezia, USA, Francia, e PPE.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JURIJ LUCENKO ESPULSO DAL SUO PROCESSO. RICORSO ALLA CORTE EUROPEA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 15, 2011

L’ex-Ministro degli Interni escluso dalla propria udienza come i giornalisti. Per le Autorità nessuna infrazione della legge. La Difesa si appella a Strasburgo

L'ex-ministro degli interni, Jurij Lucenko

Un processo senza imputato, ed anche senza stampa, in Ucraina è regolare. Nella giornata di giovedì, 14 Luglio, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è stato espulso dall’aula per turbamento dell’ordine durante la seduta del processo a suo carico, che lo vede accusato di abuso di ufficio e, per questo, detenuto in isolamento.

Una decisione categorica quella del “giudice”, Serhij Vovk, al pari di quella di estromettere i giornalisti dalla sala, vietando la ripresa in diretta di un processo che, sulla carta, dovrebbe essere aperto a tutti. A richiedere la presenza della stampa – garanzia di un processo più regolare – è stato lo stesso Lucenko che, non ascoltato dal magistrato, ha esposto protesta durante la lettura dei capi di accusa: un diritto per ogni imputato, che, al politico del campo arancione, è costato l’allontanamento dalla Corte.

“Le imputazioni sono state lette in assenza dell’accusato: una piena violazione della legge” ha dichiarato Oles’ Donij, Deputato Nazionale di Narodna Samooborona, il Partito di Lucenko.

Per le Autorità tutto regolare

A non pensarla così, però, sono proprio le autorità. La Procura generale ha rigettato la richiesta di sollevamento dall’incarico di Serhij Vovk, presentata dalla difesa in quanto il “giudice” sarebbe stato implicato in un precedente caso di malagiustizia. Inoltre, il Ministro degli Interni, Anatolij Mohyl’ov, ha definito regolare la decisione di escludere i reporter dalla sala.

Pronta la risposta degli avvocati di Lucenko, che si sono rivolti alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. La stessa a cui si è appellata la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro anch’essa vittima di un processo politico, con l’accusa di condotta anti-nazionale durante le trattative per il gas, nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Matteo Cazzulani