LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

PRIMA IL BASTONE, POI LA CAROTA AVVELENATA PER JULIJA TYMOSHENKO: ECCO COME POTREBBE FINIRE IL PROCESSO FARSA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 9, 2011

Le autorita ucraine pensano alla decriminalizzazione dell’articolo per cui e incrimanata – e reclusa – la Leader dell’Opposizione Democratica: possibilitata, cosi, alla partecipazione alle prossime elezioni – come richiesto dall’Unione Europea – seppur moralmente colpevole. La contrarieta della sua Forza Politica ad una manovra del Presidente, Viktor Janukovych, mirata all’incremento del suo rating a livello internazionale, dove anche la Grecia non supporta l’Ucraina

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Prima la condanna, poi la decrimilizzazione. Questa sarebbe la soluzione che l’Amministrazione Presidenziale di Viktor Janukovych avrebbe ipotecato per la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko: in isolamento dallo scorso 5 Agosto, prima ancora che a condannarla sia stato un verdetto in un processo palesemente politico, che vede l’ex-Primo Ministro imputata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas nel Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Capi privi di fondamento, negati persino dai testimoni convocati dall’accusa – 40 contro i solo 2 ammessi per conto della Difesa – che hanno preoccupato ulteriormente l’Europa: pronta a mettere in discussione la sigla dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina dinnanzi alle repressioni non solo della Leader dell’Opposizione Democratica, ma anche di un’altra decina di esponenti del campo arancione similmente trattati, come l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko.

Una situazione scomoda, che le Autorita avrebbero pensato di risolvere con la decrimilizzazione dell’articolo del Codice Penale – il 365 –  per cui Julija Tymoshenko e finita  addirittura in galera: un passaggio tecnico, da approntare per via parlamentare, ma su iniziativa presidenziale, una volta annunciata la condanna in sede gidiziaria.

„Vogliono incolpare la Tymoshenko sul piano morale, ma non su quello legale – ha evidenziato, a Radio Liberty, Andrij Shkil’, Deputato nazionale di Bat’kivshchyna, la Forza Politica della Leader dell’Opposizione Democratica – e permetterle cosi la partecipazione alle prossime elezioni, seppur ancora sostanzialmente colpevole dinnanzi alla legge”.

Un abile gioco, confermato, da una fonte governativa, all’autorevole Dzerkalo Tyzhnja: prima la condanna, poi la decriminalizzazione su decreto di Janukovych, giusto in tempo per la sua prossima visita a Bruxelles, dove il Capo di Stato ucraino sarebbe pronto a mostrarsi come garante di una giustizia, altresi assente nel Paese.

Tuttavia, a cadere nel tranello della via tecnica per la liberazione di Julija Tymoshenko sono stati i suoi alleati di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, che, nella giornata di mercoledi, 5 Ottobre, hanno presentato un emendamento per la modifica dell’articolo 365, respinto dalla maggioranza compatta – composta da comunisti, Narodna Partija, e Partija Rehioniv: la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – e dalla stessa Bat’kivshchyna.

„Siamo contrari ad ogni decriminalizzazione, poiche Julija Tymoshenko e innocente – ha dichiarato, sempre a Radio Liberty, il Capogruppo, Ivan Kyrylenko –  la sua liberazione previa modifica del Codice Penale significherebbe ammettere la sua responsabilita per qualcosa che non ha commesso”.

Lecito ricordare che per Julija Tymoshenko l’Accusa ha chiesto 7 anni di galera, piu 3 di interdizione alla vita politica, ed il pagamento di una multa. Nel corso dei dibattiti, la Difesa ha dimostato la falsificazione di numerosi documenti, registrati agli atti come presunte prove della colpevolezza dell’ex-Premier, alcuni di essi addirittura datati il 31 Aprile. Per volere del giovane giudice, Rodion Kirejev, la sentenza sara annunciata senza la presenza di Rappresentanti Diplomatici ne politici, ma solo di non specificati giornalisti ufficialmente accreditati.

Contrari a quello che e stato valutato come un processo politico si sono dichiarati Unione Europea, Consiglio d’Europa, USA, NATO, principali Diplomazie del Mondo Libero occidentale, maggiori ONG indipendenti internazionali – tra cui l’autorevole Freedom House, e numerose petizioni di letterati, politologi, Professori e giornalisti – simile a quella lanciata da Il Legno Storto, acncora aperta all’adesione di tutti.

Anche la Grecia scarica Janukovych

Nel corso del summit del Partenariato Orientale di Varsavia, la Polonia ha mantenuto la porta aperta all’Ucraina, ma ha avvertito Kyiv che la repressione politica complica il tradizionale supporto polacco alle aspirazioni euroatlantiche ucraine. Infine, nella giornata di mercoledi, 5, Ottobre, il Presidente, Viktor Janukovych ha incassato il no all’UE persino dalla Grecia in pieno default. Come riportato dall’Ambasciatore di Kyiv, Atene non ha alcuna intenzione di supportare l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea, in quanto non ancora matura sul piano politico.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: PASSA LA RIFORMA DELLE PENSIONI DI JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 18, 2011

La maggioranza postsovietica innalza età pensionabile e soglia minima per la previdenza. Contraria Opposizione Democratica e comunisti

Il ministro agli affari sociali, Serhij Tihipko

Più a lungo al lavoro con più anni per la retribuzione minima e minore massimale previdenziale. Questa la sorte dei lavoratori ucraini prevista dalla riforma delle pensioni approvata dalla Rada giovedì, 16 Giugno.

Il DDL, che deve essere ancora votato in Seconda Lettura per la ratifica definitiva, istituisce l’eta minima per l’ottenimento delle nuove paghe previdenziali da 20 a 30 anni per le donne, e da 25 a 35 anni per gli uomini, e, sopratutto, innalza, seppur gradualmente, l’eta pensionabile a 62 anni per i lavoratori e a 60 per le lavoratrici, secondo uno scalino di 6 mesi all’anno, da conteggiare a partire dal Primo di Settembre 2011.

Cifre che in Italia, forse, fanno sorridere, ma non in Ucraina, dove la vita media è molto più bassa della media UE e, sopratutto, il 60% della popolazione ottiene una paga sotto la media. Questo perlomeno quanto dichiarato dal Ministro per gli Affari Sociali, Serhij Tihipko, autore di un progetto di legge fortemente contestato dalle opposizioni.

L’esponente del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Mykola Tomenko, ha contestato il documento in quanto sterile ed estremamente gravoso per il popolo ucraino. Nello specifico, il Vice-Speaker della Rada del principale partito dell’Opposizione Democratica ha evidenziato come in ogni Paese europeo la riforma delle pensioni sia il frutto di uno scrupoloso lavoro pregresso, e non, come in Ucraina, un provvedimento calato dall’alto.

Contrario anche l’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk, che ha proposto tagli all’apparato statale, anziché alle pensioni dei lavoratori. Il Deputato nazionale di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona ha illustrato come, in proporzione, i Prefetti delle varie regioni guadagnino somme maggiori rispetto al Cancelliere della Germania.

L’Europa come esempio

Richiami all’Europa che, oltre a dimostrare l’orientamento liberale-patriottico di un’opposizione sempre più repressa, hanno convinto al voto contrario persino i comunisti, ma non il resto della maggioranza postsovietica.

A favore della riforma si sono schierati 245 Parlamentari del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – della Narodna Partija – il Partito dello Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn – il gruppo Riforme per il Futuro, ed il gruppo di parlamentari di Viktor Baloha e David Zhvanja, seppur formalmente ancora iscritti in Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona: contraria assieme a Bat’kivshchyna – forza moderata guidata dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko – e comunisti.

Per divenire esecutivo, il documento deve essere approvato in seconda lettura, prima della quale è possibile apportare emendamenti.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PROCURATORE GENERALE NON INFORMA SU JULIJA TYMOSHENKO. L’OPPOSIZIONE VIA DAL PARLAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 1, 2011

Il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona lasciano la Rada contro la mancata relazione di Viktor Pshonka sul processo ai danni della Leader arancione. Protesta anche contro l’isolamento dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, in sciopero della fame

L'ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Una protesta necessaria per ottenere chiarezza e correttezza. Nella giornata di martedì, 31 Maggio, l’Opposizione Democratica ha abbandonato il Parlamento, in segno di protesta contro la mancata relazione del procuratore Generale, Vitkor Pshonka, sul processo a carico di Julija Tymoshenko.

A provocare la decisione, una risoluzione della Rada che ha permesso alla Procura di inviare qualsiasi suo rappresentante, senza scomodare il suo Capo. A proporla, e votarla, la maggioranza compatta, composta da comunisti, Narodna Partija, e Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

“Non è la prima volta che il Procuratore Generale non si presenta ad una nostra convocazione – ha dichiarato il Capogruppo del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Ivan Kyrylenko – spesso, si presentano seconde persone – ha continuato l’esponente del principale gruppo dell’Opposizione Democratica – che illustrano di non possedere informazioni”.

Pronta la risposta della Maggioranza: secondo il Capogruppo del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefremov, l’importante è ascoltare il parere della Procura, senza scomodare il suo Capo. Nemmeno se ad essere interessata da un iter processuale è la Leader dell’Opposizione Democratica.

In solidarietà con il BJuT-Bat’kivshchyna, ha lasciato l’aula anche l’altro gruppo del campo arancione, Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona. Come dichiarato dal Deputato Nazionale, Hennadij Moskal’, per sensibilizzare sullo stato del processo a carico dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento, e giunto al 25 giorno di sciopero della fame. In aggiunta, Moskal’, già collaboratore di Lucenko, ha evidenziato come il magistrato incaricato della conduzione dell’iter abbia a sua volta dovuto affrontare in passato la macchina della giustizia, per altre questioni.

“Sono solo chiacchiere, che non pregiudicano il processo all’ex-Ministro” gli ha risposto l’esponente del Partija Rehioniv, Vadym Kolesnichenko: il più simpatico dei Parlamentari ucraini, che definisce il Legno Storto un giornale di seconda scelta perché non stampato, e ritiene il redattore della Voce Arancione uno studentello di Padova.

In difesa anche di Lucenko

Nonostante l’intoppo parlamentare, l’Opposizione ha promesso di continuare la propria battaglia, e richiedere nuova audizione per il Procuratore Generale.Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è confinata in Patria con l’accusa di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze, e condotta antistatale nelle trattative per il gas con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Quasi arrestata lo scorso 24 Maggio, l’ex-Primo Ministro è stata impossibilitata per due volte di recarsi a Bruxelles al meeting del Partito Popolare Europeo – di cui è partner – malgrado gli appelli dei principali esponenti politici moderati europei, tra cui il Presidente del parlamento Europeo, Jerzy Buzek.

Invece, Jurij Lucenko è accusato di Abuso d’Ufficio nel corso della sua Amministrazione del Dicastero degli Interni nel Terzo governo Tymoshenko. Arrestato lo scorso 26 Dicembre, è detenuto in isolamento, come un carnefice. In segno di protesta, da 25 giorni ha intrapreso uno sciopero della fame. Stando alle testimonianze di moglie e sostenitori, sarebbe visibilmente dimagrito.

Preoccupazione sullo stato di Democrazia e Libertà di Stampa in Ucraina è stata espressa, oltre che dal PPE, anche da Consiglio d’Europa, Unione Europea, USA, e più importanti ONG indipendenti.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: LA BANDIERA ROSSA FA ANCORA DISCUTERE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 23, 2011

Altri contrari al simbolo URSS accanto a quello nazionale il Giorno della Vittoria. Sia tra le fila della maggioranza, che dell’Opposizione Democratica. Ad Ivano-Frankivs’k dimostrazione colorita

Il ministro degli esteri ucraino, Kostjantyn Hryshchenko

Tutti la votano ma nessuno la vuole. Diverse sono le voci che venerdì, 22 Aprile, si son alzate contro l’ordine di issare la bandiera rossa accanto a quella nazionale in tutti gli edifici pubblici, il Prossimo 9 Maggio.

A sorpresa, contrario si è dichiarato il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko, che ha escluso l’esposizione del vessillo URSS presso le ambasciate ucraine, sia il giorno in cui si commemora la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, sia in altre occasioni.

Critiche anche da parte dell’ex-Speaker del Parlamento, Arsenij Jacenjuk, che ha accusato la maggioranza di condotta antipatriottica. Secondo il Deputato Nazionale di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, l’esposizione del vessillo sovietico è strettamente collegata al progetto di partnership dell’Ucraina nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka. Una scelta di campo che comporterebbe l’esclusione di Kyiv dall’Organizzazione Mondiale del Commercio, e la rinuncia ad ogni forma di membership con l’Unione Europea.

Sulla medesima frequenza il principale gruppo dell’Opposizione Democratica, il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna. Il quale, con una nota, ha illustrato la pericolosità di un provvedimento che non rispetta chi, in nome di un’Ucraina Indipendente, dopo avere combattuto i nazisti, è stato ucciso dai comunisti.

Un Consiglio Regionale particolare

Proprio il capogruppo di Bat’kivshchyna al Consiglio Regionale di Ivano-Frankivs’k, Jurij Romanjuk, ha proposto la convocazione di una sessione straordinaria proprio per il 9 Maggio. Da tenersi, in via dimostrativa, sul tetto dell’edificio. E con la partecipazione delle forze politiche patriottiche non rappresentate nell’organismo locale.

Deciso a non rispettare l’ordine anche il Consiglio Comunale di Leopoli. Viceversa, a favore della bandiera rossa il Giorno della Vittoria, si sono espresse le città di Odessa e Zhytomir.

Giovedì, 21 Aprile, la Rada ha approvato l’obbligo di esposizione del vessillo del 150esimo battaglione Kutuzov II accanto a quello nazionale. Favorevoli alla proposta, presentata dal comunista Petro Cybenko, la maggioranza compatta, la Kompartija, la Narodna Partija, ed il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: OFFENSIVA DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA SU GIUSTIZIA E RIFORMA AMMINISTRATIVA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 11, 2011

Il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna ricorre alla Corte Costituzionale per la ridotta tempistica della fase pre-processuale. Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona contro la riforma amministrativa. Il Partija Rehioniv ed il resto della maggioranza, invece, a favore dell’Unione Doganale euroasiatica

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Previsto un rialzo della temperatura politica a Kyiv. Nella giornata di Domenica, 10 Aprile, il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna ha dichiarato di ricorrere alla Corte Costituzionale in merito al decreto con cui il parlamento ha ridotto la tempistica di presa visione dei capi d’accusa pre-processuale da parte di imputati ed avvocati.

Un diritto garantito dalla Legge ucraina, garantito dall’Articolo 63 della Costituzione. Secondo il capogruppo della principale forza dell’Opposizione Democratica, Andrij Kozhem’jakin, il suo non rispetto riporta l’Ucraina all’era sovietica. Inoltre, secondo il politico, tale provvedimento è stato progettato per danneggiare la Leader di Bat’kivshchyna, Julija Tymoshenko, su cui la Procura ha aperto un procedimento basato su accuse politiche.

L’anima della Rivoluzione Arancione, ex-Primo Ministro, è accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali. Ed acquisto illecito di ambulanze e vaccini. Così, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata persino confinata in patria. Rea, per così dire, di aver pagato le pensioni, e provveduto al miglioramento del sistema sanitario durante una grave crisi economica.

Oltre al provvedimento contro Julija Tymoshenko, votato giovedì, 7 Aprile dalla maggioranza compatta, composta da comunisti, Narodna Partija, e Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – nel mirino, anche la riforma amministrativa centrale.

Con una nota, Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona ha dichiarato il proprio voto contrario ad un disegno, fortemente voluto da Janukovych, che aumenta il potere, ed il numero di organi dell’esecutivo. Il tutto, a discapito del ruolo del Parlamento. E del bilancio statale, inevitabilmente gravato da una lievitazione delle spese.

Lecito ricordare che, lo scorso Ottobre, la Corte Costituzionale ha ripristinato la Carta Suprema del 1996, con cui l’Ucraina è tornata ad essere una Repubblica Presidenziale-Parlamentare, con ampi poteri al Capo dello Stato sulla Rada. Una decisione che ha portato alla cancellazione della Costituzione del 2004. La quale, redatta sull’onda della Rivoluzione Arancione, ha rafforzato parlamentarismo e pluripartitismo. E, sul piano giuridico, portato l’Ucraina al pari dei più moderni Paesi europei.

Janukovych sempre più distante dall’Europa

Dalla maggioranza, alcuna risposta. Solo un’attacco alla partnership con l’Unione Europea, ritenuta inadeguata dal Deputato del Partija Rehioniv, Volodymyr Tovstenko. Secondo il politico della forza politica filo-presidenziale, Kyiv otterrebbe maggiore vantaggio nel rafforzamento della partnership con Mosca, aderendo all’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka.

Una scelta, caldeggiata dallo stesso Janukovych, che pregiudicherebbe ogni speranza di integrazione con Bruxelles. Anche sul piano esclusivamente economico.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: DAL PARLAMENTO UN AIUTO ALLA REPRESSIONE POLITICA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 9, 2011

Approvato inasprimento delle procedure di consultazione dei capi d’accusa. L’Opposizione Democratica denuncia scopo politico contro Julija Tymoshenko. Sempre più duro il carcere per Jurij Lucenko

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Giro di vite sull’iter processuale. Nella giornata di venerdì, 9 Aprile, la Rada ha fissato la durata esatta del periodo per la presa di visione dei capi d’accusa nell’iter pre-processuale.

Il DDL, approvato dalla maggioranza filopresidenziale, composta da comunisti, Narodna Partija, e Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Capo di Stato, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – limita il tempo di preparazione ai processi. Necessario, secondo la legislazione ucraina, per la presa visione da parte di imputati e relativi avvocati dei capi d’accusa, spesso, raccolti in svariati faldoni.

Un’approvazione con polemica, dal momento in cui il testo della proposta è stato presentato in aula privo degli emendamenti inseriti dall’Opposizione Democratica.

“Ne ho il diritto” ha illustrato il vice-Speaker del Parlamento, il comunista Adam Martynjuk.

Sulle barricate il campo arancione, con esponenti del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – le due forze parlamentari dell’Opposizione Democratica – ad evidenziare come il provvedimento sia indirizzato contro la propria Leader, Julija Tymoshenko.

L’anima della Rivoluzione Arancione, ex Primo Ministro, è accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di ambulanze e vaccini. Accuse meramente politiche che sono costate a Julija Tymoshenko anche il confino in Patria.

Il divieto imposto, per ben due volte, alla Leader dell’Opposizione Democratica di partecipare al summit del Partito Popolare Europeo di Bruxelles ha suscitato la protesta, oltre che del PPE, di Consiglio d’Europa, Europarlamento, USA, ed ONG internazionali. I quali hanno condannato un regresso della democrazia nel Paese, da quando ad amministrarlo è l’attuale Capo di Stato, Viktor Janukovych.

Oltre alla Lady di Ferro ucraina, ad essere colpiti da provvedimenti politici anche altri esponenti dell’Opposizione Democratica. L’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, è stato riconosciuto perseguitato in Repubblica Ceca, che gli ha concesso Asilo Politico. L’ex-Titolare degli Interni, Jurij Lucenko, è dettenuto in isolamento, come un carnefice.

Jurij Lucenko tra isolamento e scherno pubblico

Oltre alla dura reclusione, il politico è oggetto di scherno, ed insulti, durante le poche ore di pausa, da parte degli altri detenuti. Che, da capo della polizia, Lucenko ha contribuito ad arrestare.

A riportare questi dettagli, l’ex-Viceministro delle Finanze, Jevhenij Kornijchuk, appena liberato da un arresto simile a quello dell’ex-Titolare degli Interni.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: E’ DISCUSSIONE SUL PROVVEDIMENTO ANTI-CORRUZIONE DI VIKTOR JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 16, 2011

Niente regali per le Alte Cariche dello Stato di valore superiore al 50% della paga minima. Protesta l’Opposizione per le misure troppo morbidi. Julija Tymoshenko denuncia il Governo per dati truccati

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Un provvedimento contro o per la corruzione. E’ su questo gioco sintattico che si installa il dibattito sulla Legge anti-corruzione in Ucraina. Un provvedimento, fortemente voluto dal Capo di Stato, Viktor Janukovych, approvato in Seconda Lettura alla Rada nella giornata di martedì, 15 Marzo.

Secondo gli ultimi emendamenti, le Alte Cariche dello Stato — Presidente, Premier, Vice-Premier, Deputati nazionali, Speaker del Parlamento, ed altri funzionari della Rada — non potranno ricevere regali superiori al 50% del valore dello stipendio minimo.

Un limite che, in caso di donazioni ad esso superiori, obbliga il destinatario a denunciarlo, e a consegnarlo nelle mani dell’Amministrazione Statale.

Pronta la protesta delle Opposizioni, le cui proposte di modifica al documento sono state tutte respinte. L’ex-Speaker del Parlamento, di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, Arsenij Jacenjuk, ha contestato le misure troppo soft. Per questo, il Deputato Nazionale ha bollato il provvedimento come una legge per, e non contro, la corruzione.

Scontro sull’inflazione

Attivo anche il principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna. La sua Leader, Julija Tymoshenko, ha denunciato il Governo per aver falsificato i dati sull’inflazione per esigenze di bilancio.

L’esposto è stato consegnato in Procura, in seguito dell’ennesimo interrogatorio a cui l’anima della Rivoluzione Arancione — confinata in Patria — è costretta da una magistratura non imparziale.

“Hanno ingannato la gente — ha dichiarato Julija Tymoshenko — l’inflazione non si è attestata all’8%. Ma al 42%. Senza che pensioni e paghe sociali — ha concluso — siano aumentate, come da noi voluto [Parlamentari di Bat’kivshchyna, n.d.a]”.

Nessuna fretta, invece, per la maggioranza — comunisti, Narodna Partija Ukrajiny, e Partija Rehioniv, la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del consiglio dei Ministri — forte dei 330 consensi su 450 ottenuti sul provvedimento anti-corruzione.

Come spiegato dal capogruppo del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefremov, il documento, in terza, ed ultima lettura, attende una sicura approvazione.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: SI DEL PARLAMENTO A CESSIONE DEGLI INTERESSI NAZIONALI AGLI OLIGARCHI AMICI DI VIKTOR JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 16, 2011

La maggioranza affossa in prima lettura il tentativo dell’Opposizione Democratica di mantenere oggetti sensibili dalla corte degli sponsor del Presidente. In ausilio, il gruppo dei transfughi

Il deputato nazionale del BJut-Bat'kivshchyna, Volodymyr Bondarenko. FOTO 5 KANAL

Continua il karahiri degli interessi nazionali ucraini. Nella giornata di mercoledì, 16 febbraio, la Rada ha respinto un disegno di legge sul’inserimento tra gli enti non privatizzabili di Turboatom, Enerhoatom ed Ukrtelehom.

Colossi statali, che, qualora il voto fosse confermato in seconda lettura, finirebbero per essre acquisiti da grandi industriali dell’est del Paese, sponsor politici del Presidente, Viktor Janukovych.

A dichiararlo, il deputato nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna,  Volodymyr Bondarenko, tra i 178 favorevoli alla proposta da lui redatta, su 420.

Contraria, la maggioranza: comunisti, Narodna Partija – ex-Blocco Lytvyn – e Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Una poltrona per i transfughi

A dare una mano alla maggioranza, anche il neo costituito gruppo Riforme per il Futuro. Guidato da Ihor Rybakov, è composto da transfughi dell’Opposizione Democratica.

Tra essi, l’ex consigliere della presidenza di Viktor Jushchenko, Ivan Pljushch, già del gruppo Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona. Ed una ventina di espulsi dal BJuT-Bat’kivshchyna per volere dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, indignata dall’appoggio loro dato alla maggioranza. Tradimento della resistenza istituzionale del campo patriottico e liberale.

Altresì coerentemente con tale comportamento, i franchi tiratori, ora palesatisi, hanno iniziato trattative con il Partija Rehioniv per una più stretta collaborazione. Secondo indiscrezioni, Janukovych sarebbe pronto a concedere a Pljushch la presidenza del Parlamento, al posto dell’attuale speaker, Volodymyr Lytvyn.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: VIKTOR JANUKOVYCH SI AUMENTA DI UN ANNO IL MANDATO. JERZY BUZEK LO BACCHETTA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 1, 2011

La Rada riscrive la Costituzione per garantire a Capo di Stato e Deputati un anno in più di incarico. L’Opposizione Democratica denuncia i pianisti. Il Presidente dell’Europarlamento critica la repressione delle Autorità sugli avversari politici

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

310 favorevoli su 350. 10 in più del quorum necessario. Così, la Rada ha prolungato la cadenza del mandato presidenziale e parlamentare, da 4 a 5 anni.

Una modifica della Costituzione, contrastata dall’Opposizione Democratica. La quale, tuttavia, non è rimasta compatta.

Oltre ai 180 Parlamentari del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – 25 comunisti e 20 della Narodna Partija, anche 41 di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, e 7 del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna tra i desiderosi di restare un anno più sulla poltrona.

Questi ultimi, subito espulsi dal principale gruppo dell’Opposizione Democratica, come illustrato in conferenza stampa da Serhij Soboljev. Inoltre, il Premier del Governo Ombra ha accusato la maggioranza di irregolarità, dal momento in cui, durante il voto, 25 Deputati sono risultati fisicamente assenti.

Nessuna ripetizione concessa dallo Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn. Il quale, anzi, si è lodato per aver pronosticato l’esatto numero dei favorevoli.

Lecito ricordare che la cadenza quadriennale è stata reintrodotta a seguito del ripristino della Carta Suprema del 1996. Un atto della Corte Costituzionale. Che, lo scorso novembre, ha restituito al Presidente illimitati poteri sulla Rada. E cancellato i progressi in senso parlamentare, democratico, e liberale, ottenuti dalla Costituzione del 2006, frutto della Rivoluzione Arancione.

Di conseguenza, le prossime consultazioni per il rinnovo della Rada sono programmate per l’autunno del 2012. Quelle per il Capo dello Stato, nella primavera del 2015.

L’Europa con la Leader dell’Opposizione Democratica

Oltre alla cronaca parlamentare, a tenere banco è l’importante dichiarazione del Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, turbato dinnanzi all’impossibilità di incontrare la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, a cui è stata vietata la partecipazione al summit del partito Popolare Europeo di Bruxelles.

Il Leader polacco ha criticato l’uso della magistratura come arma contro esponenti del campo arancione. In carcere, per futili accuse, già una decina di ex-ministri del secondo governo di Julija Tymoshenko. Tra essi, il Ministro degli Interni, Jurij Lucenko. Detenuto in isolamento, senza alcun contatto con famigliari e sostenitori.

La stessa Leader dell’Opposizione Democratica è costretta ad interrogatori giornalieri in Procura, accusata di uso improprio dei fondi per il protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di ambulanze e vaccini.

Così, l’anima della Rivoluzione Arancione è stata confinata in Patria. Rea, per così dire, di avere pagato le pensioni, e provveduto alla sanità in un periodo di crisi.

Al posto suo, martedì, Primo di Febbraio, convocato dai giudici è stato il suo Addetto Stampa, Mykhajlo Livins’kyj. Colpevole, forse, di lavorare per una Leader, tanto contestata, quanto tenace, nella lotta per un’Ucraina giusta, democratica, Indipendente ed europea.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: MEMORANDUM FMI E BILANCIO PASSANO ALLA RADA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 14, 2010

Incrementate età di pensionamento, tariffe sul gas, e pressione fiscale. Diminuiti i fondi per la cultura. Per il governo, misure necessarie. L’Opposizione Democratica: “Tagli ingenti, che preoccupano”  

Il premier ucraino, Mykola Azarov

Le donne in pensione a 65 anni. La bolletta del gas più cara del 50%. Nella giornata di martedì, 14 dicembre, la Rada ha approvato un memorandum, che innalza età pensionabile e tariffe dell’oro blu per la popolazione.

Un pacchetto di misure, necessario, secondo il Premier, Mykola Azarov, per ottenere la seconda rata del prestito del Fondo Monetario Internazionale. 15 miliardi di Dollari, che le Autorità hanno assicurato di necessitare con urgenza.

Peccato che a smentire il Primo Ministro ucraino sia proprio il FMI, che mai ha confermato tale indiscrezione. Inoltre, gli sforzi imposti alla popolazione contrastano con il promesso incremento delle paghe sociali, tanto propagandato dal Presidente, Viktor Janukovych, e dal Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Capo di Stato, Premier, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Primo imprimatur al bilancio

Il vice speaker di Bat'kivshchyna, Mykola Tomenko

Oltre al memorandum, approvato, in prima lettura, anche il bilancio 2011. Scopo della manovra, la riduzione del deficit al 3,1%. Il mezzo, una minore ridistribuzione del PIL, tagli al funzionamento dello Stato, ed incremento della pressione fiscale su piccola e media impresa. Il tutto, per compensare sgravi ai grandi industriali, sponsor del Partija Rehioniv.

A favore, 275 Parlamentari su 425. Tra essi, tutti quelli del Partija Rehioniv e dei suoi alleati di coalizione, Narodna Partija e comunisti. Inoltre, si sono aggiunti 19 consensi da Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, ed uno dal Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna.

Pronta la risposta dell’Opposizione Democratica. Con una nota, il principale partito, Bat’kivshchyna, ha espulso dal proprio gruppo il Deputato Nazionale che ha appoggiato la manovra, definita foriera di una dilagante corruzione. Difatti, ad essere contestate sono, sopratutto, uscite per ministeri cancellati solo pochi giorni fa da un rimpasto di governo, attuato da Janukovych in persona.

Inoltre, come evidenziato dal Vice Speaker, Mykola Tomenko, anch’egli della forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, il budget è gravoso per lavoratori, e piccola e media impresa, fondamentali per la ripresa dell’economia.

Inoltre, preoccupa il taglio alle uscite per le iniziative culturali. Necessarie, in un anno in cui l’Ucraina festeggia il ventennale della propria Indipendenza.

Approvato in prima lettura, il bilancio passa al vaglio di esperti e commissioni per la revisione finale. Precedente al voto in seconda lettura, previsto per le prossime sedute.

Matteo Cazzulani