LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

PUTIN FA SUL SERIO: UN AGENTE KGB ALLA GUIDA DELLA DUMA

Posted in Russia by matteocazzulani on December 18, 2011

L’ex-Capo dell’Amministrazione Presidenziale, con un passato nei servizi segreti sovietici e negli enti locali di Pietroburgo, proposto dalla Verticale del Potere come Speaker del Parlamento, in cui Russia Unita – il Partito del Cremlino – ha la maggioranza certa. Protesta l’opposizione liberale e filo-europea, sull’onda della condanna dell’Occidente dei brogli perpetrati dalle Autorità durante le ultime Elezioni parlamentari

Il Primo Ministro Russo, Vladimir Putin

Compagno di banco dello zar del gas nella scuola della servizi segreti sovietici prima una carriera profusa perlopiù negli enti locali. Questo è l’identikit del nuovo Speaker della Duma, Sergej Narishkin, eletto in Parlamento come indipendente, ma aperto sostenitore di Russia Unita: il Partito del Potere, guidato dal tandem Putin-Medvedev – rispettivamente ex-Premier e futuro Presidente, ed ex-Presidente e futuro Premier – che, secondo i dati delle elezioni parlamentari del 4 Dicembre riconosciuti dal Cremlino, avrebbe ottenuto la maggioranza quasi assoluta, con il 49% dei voti.

“Sono indipendente, ma appoggio Russia Unita, e sono onorato della scelta dei vertici del Partito” ha commentato Narishkin a seguito della notizia, trapelata nella serata di sabato, 17 Dicembre. Nella conduzione dei lavori del parlamento russo, l’ex compagno di banco del futuro Presidente, Vladimir Putin, potrà contare su un vice-speaker sempre espressione di Russia Unita: in lizza, sono l’ex-Vice Sindaco di Mosca, Ljudmila Shvecova, il Capo dell’esecutivo centrale del partito, Andrej Borobev, ed il Segretario del Consiglio Generale, Sergej Neverov.

Dunque, l’organo legislativo della Federazione Russa resta saldamente nelle mani della Verticale del Potere, che alla Casa Bianca sulle rive della Moscova potrà contare su uomini di propria diretta fiducia ed espressione. Oltre alla parentesi nel KGB condivisa con Putin, Narishkin, classe 1954, ha terminato l’Alta Scuola dei Servizi Segreti URSS di Minsk, si è laureato in economia, padroneggia inglese e francese, ed ha ricoperto cariche importanti nell’amministrazione cittadina di Pietroburgo – sua città natale – ed in quella regionale della Oblast’ di Leningrado – così si chiama ancora il circondario di Pietroburgo. Il 3 Marzo 2004 è diventato Capo dell’Apparato del Governo russo col rango di Ministro, e, dal 12 Maggio 2008, nominato Direttore dell’Amministrazione Presidenziale.

Contro l’autoritarismo, anche parlamentare, è tornata a manifestare una parte dell’Opposizione alla Verticale del Potere: più di due mila persone sono scese in piazza per denunciare i brogli elettorali che hanno portato ad una distribuzione dei seggi alla Duma che garantisce a Russia Unita la maggioranza quasi assoluta, “costringendola” al governo di coalizione con i LiberalDemocratici di Zhirinovskij: lista connivente col Cremlino. Simili manifestazioni anche in alcune città di provincia, come Irkuck.

I liberali in piazza per giustizia ed Europa

Non saranno i 20 mila che, Sabato, 10 Dicembre, hanno pacificamente invaso piazza Bolotnaja, dando vita alla più imponente manifestazione anti-putiniana della storia organizzata dalle opposizioni unite, ma il numero dei partecipanti è notevole se si considera che la dimostrazione è stata organizzata solo da Jabloko: Partito liberale e filo-europeo, rimasto senza seggi dopo una consultazione caratterizzata da falsificazioni diffuse,certificate dagli osservatori internazionali indipendenti di OSCE e Consiglio d’Europa.

“La situazione cambierà il prossimo marzo, con le nuove Elezioni Presidenziali – ha dichiarato il Leader di Jabloko, Grigorij Javlinskij – noi ci saremo e combatteremo per una Russia finalmente libera e democratica”.

Lecito ricordare che, lo scorso giovedì, 15 Dicembre, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione di condanna e preoccupazione per lo svolgimento irregolare della consultazione parlamentare in Russia, accodandosi alle simili proteste espresse dal Segretario di Stato USA, Hillary Clinton. A tali posizioni, l’attuale Presidente, Dmitrij Medvedev, ha risposto senza mezze parole, invitando l’Occidente a non badare agli affari di Mosca.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: VIKTOR JANUKOVYCH ANCORA INCERTO CON JOSE’ MANUEL BARROSO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 19, 2011

Al Presidente della Commissione Europea, il Capo di Stato ucraino ribadisce la multilateralità della politica estera di Kyiv, interessata sia alla Zona di Libero Scambio con l’UE, che all’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka. Ma Il suo vice ed il primo Ministro conducono trattative con Russia e Cina

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

L’Ucraina deve fare la sua scelta di campo. E’ chiaro il messaggio del Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, in visita a Kyiv presso il Presidente ucraino, Viktor Janukovych.

L’incontro ha seguito di circa una settimana quello tra il Primo Ministro, Mykola Azarov, ed il suo collega russo, Vladimir Putin. Medesima la tematica, l’ingresso di Kyiv nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka. Oppure, la creazione della Zona di Libero Scambio con l’UE, e la relativa permanenza nell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Come argomentato dal portoghese, l’Unione Doganale prevede tariffe livellate per i Paesi membri. Mentre la Zona di Libero Scambio si adatta alle specificità dei singoli Stati, concordando formule particolari.

“Rispettiamo ogni accordo con Paesi extraeuropei – ha illustrato Barroso – ma i due progetti [Unione Doganale e Zona di Libero Scambio, n.d.a.] sono incompatibili”.

Un aut-aut a cui Janukovych ha risposto ribadendo la multilateralità della politica estera della propria Amministrazione. Una formale priorità europea, abbinata ad un vivo interesse per la CEE russa, al punto da proporne l’ingresso federato, secondo la clausola 3+1.

“Ad Est [dell’Ucraina, n.d.r.] russi, bielorussi, e kazaki stanno costruendo un progetto serio, che non può lasciarci indifferenti. L’adesione di Kyiv non danneggerà le trattative con l’Unione Europea”.

Ma l’Ucraina guarda a Russia e Cina

Dalle parole, che, tuttavia, non hanno portato ad alcuna definizione, ai fatti. Barroso e Janukovych, alla presenza dell’Ambasciatore di Bruxelles in Ucraina, José Manuel Pintu Teixeira, hanno firmato la devoluzione a Kyiv da parte UE di 48 Milioni di euro per la sicurezza atomica. Oltre ad essi, 110 saranno versati sul fondo Ukryttja, per la costruzione del nuovo sarcofago protettivo della centrale di Pryp’jat’, presso Chernobyl.

Mentre Janukovych ha incontrato la rappresentanza dell’Unione Europea, il Capo dell’Amministrazione Presidenziale, Serhij L’ovochkin ha condotto trattative con il suo collega russo, Sergej Narishkin, per approfondire le linee di sviluppo economico tra Mosca e Kyiv.

Invece, il Primo Ministro, Mykola Azarov, in visita a Pechino, ha stretto un patto di collaborazione tra il Partito Comunista Cinese ed il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Presidente, Premier, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri. A livello internazionale, il soggetto di Janukovych collabora anche con l’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici Europei.

Viceversa, a dimostrazione del marcato radicamento dell’Ucraina nella politica del Vecchio Continente, il principale Partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, guidato dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, è partner del Partito Popolare Europeo. La famiglia politica di Barroso, del Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, e della maggioranza dei Capi di Stato e di Governo UE.

Spesso, ma non sempre, attenti alle sorti dell’Ucraina. E, sopratutto, di quelle di Opposizione Democratica e Stampa Libera, ultimamente non idilliache.

Matteo Cazzulani