LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

IN POLONIA LA SINISTRA CORRE DIVISA ALLE ELEZIONI EUROPEE

Posted in Polonia by matteocazzulani on December 29, 2013

Il movimento europeista e progressista di centro-sinistra Europa Plus presenta programma e liste con la presenza di un testimonial d’eccezione come l’ex-Presidente, Aleksander Kwasniewski. Il Partito socialdemocratico SLD corre ai ripari con il giovane ex-Segretario Grzegorz Napieralski

Un nuovo centro-sinistra europeista e progressista per lanciare la concorrenza ai socialdemocratici tradizionali nelle prossime elezioni europee, con testimonial d’eccezione e candidati forti nei loro collegi. Nella giornata di sabato, 28 Dicembre, il movimento Europa Plus ha comunicato di essere a buon punto nel processo di composizione delle liste per le Elezioni Europee e nella redazione del programma elettorale.

Il movimento di centro-sinistra a forte vocazione europeista ha promesso di combattere in Europa per un migliore utilizzo da parte della Polonia dei fondi europei -che, a dire il vero, sono stati sfruttati in maniera eccellente dai governi della cristiano-democratica Piattaforma Civica- e, per quanto riguarda la politica interna, per una semplificazione del sistema previdenziale e sociale e per l’istituzione del limite dei due mandati per Presidenti di Regione, Provincia e Sindaci di tutte le città.

Ancor più attrattiva per Europa Plus è la composizione della lista per le elezioni europee che, secondo indiscrezioni, dovrebbe essere guidata nel collegio della Masovia -la Regione della Capitale, Varsavia- dall’ex-Presidente socialdemocratico, Aleksander Kwasniewski.

L’ex-Capo di Stato, della cui Amministrazione dal 1995 al 2005 i polacchi hanno un buonissimo ricordo, potrebbe essere accompagnato nella lista della Masovia da Ryszard Kalisz: noto politico fuoriuscito dal partito socialdemocratico SLD che, ora, milita nel movimento radical-liberale Tuo Movimento -TR- e che, secondo stime, potrebbe correre alla carica di Sindaco di Varsavia.

Altro esponente importante di Tuo Movimento è il Parlamentare Europeo Marek Siwiec, che potrebbe senza dubbio guidare la lista di Europa Plus nella Wielkopolska -la Regione di Poznan- mentre il Braccio destro del Rabbino Capo di Cracovia, Jan Hartman, potrebbe guidare la lista in Malopolska.

Possibile per Europa Plus anche la candidatura della Vice Presidente del Parlamento, Wanda Nowicka, e della Professoressa Magdalena Sroda, mentre in dubbio sembrano essere gli inserimenti dell’ex-Sindaco di Varsavia, Pawel Piskorski -in rappresentanza dello Stronnictwo Demokratyczne -SD: partito di centrosinistra che fa parte del movimento- e dell’ex-Ministro di Finanze ed Esteri Andrzej Olechowski, che, tuttavia, ha criticato l’adesione del Movimento al Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei.

Europa Plus è un progetto politico concepito da Kwasniewski, Siwiec e dal Leader di Tuo Movimento, Janusz Palikot -con la partecipazione anche dello Stronnictwo Demokratyczne e dei Demokraci.pl -forza cristiano democratica di sinistra fondata dall’ex-Ministro degli Esteri, Bronislaw Geremek- per rilanciare un nuovo centrosinistra che sia in grado di rafforzare una parte della politica che in Polonia è all’opposizione dal 2005.

Alle prese con le liste per le europee è anche il partito socialdemocratico SLD, che, secondo indiscrezioni, intende compensare la perdita di personalità di spessore in favore di Europa Plus con candidature di peso, tra cui quella probabile del Segretario Nazionale, Leszek Miller.

In anticipo rispetto ad Europa Plus, SLD, durante il suo Congresso Nazionale ha sostenuto la candidatura alla Commissione Europea del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ed ha promesso impegno in Europa ed in Polonia per l’abbattimento del costo dei medicinali per i ceti meno abbienti, una riforma previdenziale nel segno dell’equità, e la moltiplicazione dei Voivodati per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini.

Per SLD, Nel Collegio della Masovia potrebbe essere candidato il giovane ex-Segretario Grzegorz Napieralski -anche ex-Candidato alla presidenza nel 2010- mentre negli altre Regioni potrebbero essere collocati militanti di lunga tradizione SLD, come Joanna Senyszyn, Boguslaw Liberadzki e l’ex-Ministro dell’Agricoltura, nonché esponente della Commissione Europea e già Capogruppo in Parlamento, Wojciech Olejniczak.

Cristiano Democratici e Conservatori in testa nelle consultazioni elettorali

Data per favorita nonostante la perdita di consensi è la cristiano democratica Piattaforma Civica -PO- che per il collegio della Masovia sta optando per l’ex-Ministro della Digitalizzazione, Michal Boni, e per l’Europarlamentare uscente Dariusz Rosati, mentre per vincere la concorrenza del partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS sarebbero da nominare le candidature dell’ex-Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, e dell’ex-Ministro dello Sport, Johanna Mucha: convinti dal Premier polacco, Donald Tusk, in persona.

Proprio PiS per il collegio della Masovia starebbe pensando al tecnico Piotr Glinski -capace di attirare gli elettori di centro in una delle roccaforti della PO- e ad altri esponenti fedeli alla linea del Capo di Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski, come l’ex-Ministro degli Esteri Anna Fotyga, l’Europarlamentare Ryszard Legutko e il Segretario Generale del sindacato Solidarnosc Andrzej Duda, che potrebbe correre in Malopolska per contrastare Zbigniew Ziobro: conservatore fuoriuscito per creare il suo Partito Polonia Solidale -SP.

Altre candidature importanti sono quelle dell’europarlamentare uscente Pawel Kowal per il nuovo creato Partito conservatore Polonia Razem -PR, nato dalla scissione di Jaroslaw Gowin dalla Piattaforma Civica- dell’altro ex-PiS Marek Migalski, e quella di Jaroslaw Kalinowski per il partito contadino PSL.

Secondo i sondaggi di Novembre, PiS -che nel Parlamento Europeo appartiene al gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei, sarebbe supportato dal 25%, la PO -che governa con PSL e che, così come il Partito contadino, appartiene al Partito Popolare Europeo- sarebbe votata dal 24%, SLD -che appartiene al gruppo S&D, come Europa Plus- dal 10%. A seguire, PSL otterrebbe il 7%, mentre Europa Plus il 3%.

Matteo Cazzulani

POLONIA, TERMINATO LO SPOGLIO: CONTINUA IL GOVERNO LIBERAL-CONTADINO

Posted in Polonia by matteocazzulani on October 11, 2011

La Piattaforma Civica aumenta il vantaggio sui conservatori di Diritto e Giustizia, e può mantenere la coalizione con PSL, senza ricorrere all’ausilio dei socialdemocratici, fuori dal Senato, al congresso straordinario dopo la sconfitta. Il Movimento di Palikot resta ago della bilancia. Nessun cambiamento nella politica interna ed estera

Cartelli della campagna elettorale polacca Ora è ufficiale: in Polonia nessun terremoto politico, ma una continuità piatta, che lascia nelle mani dei liberali la chiave per battere la crisi. Alle ore 15 di lunedì, 10 Ottobre, il 99% delle schede scrutinate ha confermato la vittoria della Piattaforma Civica – PO – con il 39,19% dei consensi per la forza di orientamento liberale, a cui appartengono il Premier, Donald Tusk, il Presidente, Bronislaw Komorowski, e gli Speaker di Sejm e Senato.

Rispetto agli exit-poll, pubblicati ad urne chiuse, il divario dal principale Partito dell’opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia – PiS – è addirittura aumentato alla doppia cifra, dal momento cui la forza politica di Jaroslaw Kaczynski – fratello-gemello dell’ex-Presidente Lech: scomparso nella tragedia aerea di Smolensk del 10 Aprile 2010 – non ha superato il 29,88%.

Esultano anche il partito contadino – PSL – ed il Movimento di Palikot – RP. Il primo, per un buon 8,36% che gli consente di restare unico partner di coalizione della Piattaforma Civica nel prossimo governo. Il secondo, per un sorprendente 10% ottenuto dal nulla, grazie ad un programma basato su anticlericalismo, legalizzazione delle droghe leggere, e diritti alle coppie di fatto.

Se Janusz Palikot – dandy della politica polacca fuoriuscito dalla PO – ha vinto con l’innovazione, chi ha perso sono senza dubbio i socialdemocratici di SLD, solo quinti con l’8,25% dei voti: un risultato misero, che ha spinto il Segretario, Grzegorz Napieralski, a rassegnare le dimissioni, e convocare un congresso straordinario per raddrizzare le sorti di una sinistra che, secondo le rilevazioni sociologiche, ha perso voti a favore di tutte le altre forze politiche.

Chiara anche la formazione del prossimo Senato, dove, differentemente che per il Sejm – eletto con un proporzionale puro – si è votato in collegi uninominali che, malgrado la formula differente, hanno confermato gli equilibri della Camera Bassa: 63 Senatori per PO, 31 per PiS, 1 per PSL, altri indipendenti, e nessun socialdemocratico. L’affluenza definitiva si è attestata al 48%.

La Polonia sceglie la continuità

A dati consolidati, è già iniziata la girandola delle consultazioni per la formazione di un nuovo Governo. Il Presidente Komorowski ha convocato i capolista delle forze entrate al Sejm, ma già sarebbe avvenuto un incontro tra Tusk ed il Capo dei contadini, Waldemar Pawlak, per la nomina dei Ministri di un esecutivo che, come dichiarato, continuerà con il lavoro svolto nell’ultimo mandato, secondo un programma basato su liberalizzazioni in chiave europea ed austerity per mantenere la Polonia fuori dalla crisi economica mondiale.

Nulla di nuovo anche per quanto riguarda la politica estera: più sforzi per accentuare l’Integrazione interna di un’Unione Europea presieduta negli ultimi mesi, dialogo con la Russia, e, nel contempo, pragmatico, ma deciso, supporto delle aspirazioni euroatlantiche dei Paesi dell’Europa Centrale, la cui Indipendenza e libertà sono condicio sine qua non per la prosperità della Polonia e, più in generale, dell’UE tutta.

Secondo quanto comunicato da Tusk durante gli ultimi giorni di campagna elettorale, l’unica novità sarebbe un rimpasto dei Titolari di Dicastero, con l’ingresso di volti nuovi e forze fresche, eccezion fatta per alcuni posti sicuri, come quello di Radoslaw Sikorski: certo della conferma alla guida del Ministero degli Esteri.

Matteo Cazzulani

La Polonia rinnova il Parlamento: tutti contro Kaczynski

Posted in Polonia by matteocazzulani on October 9, 2011

Terminata la campagna elettorale per le Elezioni Parlamentari polacche tra polemiche e promesse di ogni genere. La formula del sistema misto Sejm-Senato mette alla prova la democrazia polacca

Varsavia – La demonizzazione e la santificazione, la continuità nella concordia ed una politica della forza. Sono queste le emozioni con cui, in un piovoso venerdì di inizio autunno, si e chiusa la campagna elettorale per le Elezioni Parlamentari Polacche: una delle più noiose degli ultimi anni in quanto ad eventi, che, tuttavia, solo nell’ultima settimana ha regalato spunti per nuove polemiche e colpi di scena.

A tenere banco e stato Jaroslaw Kaczynski: Capo del maggiore partito di opposizione, Diritto e Giustizia – PiS – grande assente ai dibattiti televisivi, ma, costantemente attaccato dagli avversari ed osannato dagli oppositori dell’attuale maggioranza, in diretta polemica con tutti gli avversari. Persino con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel: accusata, in suo libro, di condizionare le scelte politiche di un Governo polacco debole e succube alla Germania.

Opinione che e costata una lieve flessione nei sondaggi per il Partito conservatore, e scatenato la reazione della Forza di governo, la liberale Piattaforma Civica: manna dal cielo per il movimento del Premier, Donald Tusk, e del Presidente Bronislaw Komorowski, che, secondo le ultime rilevazioni, non sarebbe abbastanza avanti per creare una maggioranza in autonomia, per la quale potrebbe ricorrere, oltre all’alleanza rinnovata con gli attuali partner del Partito Contadino – PSL – anche ai seggi del Movimento di Palikot – RP, radical-liberale fuoriuscito proprio dalla PO – e dei SocialDemocratici – SLD – anch’essi in perdita di voti.

Dunque, la battaglia si gioca sui numeri e sull’affluenza: tutto dipende da quanti accorreranno alle urne per ridare fiducia ad una maggioranza che, in cinque anni, e riuscita a mantenere a galla il Paese in un periodo di crisi economica mondiale, ad attuare liberalizzazioni, a stabilizzare l’economia, e, infine, guidare l’Unione Europea durante la crisi dell’Euro ed i default in Grecia e Spagna.

L’unico punto negativo, la politica estera, nella quale la PO ha cercato un ostinato dialogo con una Russia dalle rinate velleità imperiali. Una posizione inaccettabile per una Polonia erede di Solidarnosc e, sopratutto, storico difensore delle ambizioni euroatlantiche dei vicini orientali, Georgia, Ucraina, e Bielorussa, la cui indipendenza ed europeicita sono condicio sine qua non per la prosperità e l’esistenza dello Stato polacco e, con esso, di tutta l’Unione Europea.

Una visione di politica estera lungimirante che, seppur tardivamente, anche Tusk sembra avere capito, come dimostrato dal vertice del Partenariato Orientale UE, in cui Varsavia ha convinto Berlino e Parigi a tenere la porta aperta all’avvicinamento economico e politico a Bruxelles per Tbilisi, Kyiv, e Minsk, malgrado i regressi democratici registrati dalle presidenze Janukovych e Lukashenka.

Anche sul campo interno il confronto e particolarmente ricco di spunti. La PO chiede un’altra possibilità di governo per continuare quanto fatto nell’ultimo quinquennio, con politiche liberali ispirate agli standard europei.

PiS, forte di un elettorato militante, e di una posizione in politica estera coerente con la visione jagellonica di diffusione della democrazia nel Mondo ex-Societico, invita ad una maggiore attenzione alla sanità pubblica, alle pensioni, ai valori cristiano-cattolici, ed alla memoria storica, sopratutto circa il massacro di Katyn e la Tragedia di Smolensk, nella quale, il 10 Aprile 2010, e morto l’ex-Presidente, Lech Kaczynski, fratello di Jaroslaw.

Ad accomunare – e, nel contempo, dividere – Diritto e Giustizia con il Partito Contadino sono le promesse riforme in campo agrario, con maggiori sussidi per un settore primario indispensabile nell’economia del Paese. PiS in particolare propone l’aumento dei finanziamenti alle regioni orientali del Paese, elettoralmente si fedeli a Kaczynski, ma de facto meno sviluppate dell’Ovest che, come le grandi città – Varsavia, Danzica, Wroclaw e Cracovia – vota PO.

Il RP promette politiche più liberali e laiche, così come i Socialdemocratici, che mirano alla legalizzazione di matrimoni gay e più attenzione alle classe operaie delle città industriali – Lodz e Katowice – dove e forte il consenso al partito guidato dal giovane Grzegorz Napieralski.

Degno di nota e anche la corsa della neonata Polska Jest Najwazniejsza: formazione di centro-destra originata da fuoriusciti dal PiS che, guidata dal Parlamentare Europeo, Pawel Kowal, in caso di superamento dello sbarramento del 5% potrebbe portare acqua al mulino di una estesa coalizione guidata dalla Piattaforma Civica, già nell’aria come progetto per isolare Diritto e Giustizia in un’Opposizione Solitaria.

Star dello spettacolo al Senato

Lecito ricordare che, sul piano istituzionale, queste Elezioni Parlamentari rappresentano un precedente, dal
Momento in cui il sistema elettorale e un misto di proporzionale puro al Sejm – la Camera Bassa – in cui a concorrere sono liste bloccate, e collegi uninominali al Senato.

Un’innovazione che ha portato le diverse forze politiche a candidare per la Camera Alta personalità del mondo dello spettacolo, dello sport, o della cultura in grado di ottenere consensi grazie alla propria figura, e non al programma del partito da cui sono sostenuti.

Le urne saranno aperte dalla mattinata presto fino alla sera tardi, in cui sono attesi i primi risultati di una competizione che, seppur noiosa nelle premesse, si prospetta comunque combattuta fino all’ultimo voto.

Matteo Cazzulani

20111007-101001.jpg

20111007-101020.jpg

20111007-101035.jpg

20111007-101050.jpg

Polonia: scontro sui dibattiti in televisione

Posted in Polonia by matteocazzulani on August 3, 2011

La Piattaforma Civica pronta a confronti tv a cui risponde Diritto e Giustizia. Le forze più piccole chiedono spazio. Per gli ultimi sondaggi, quattro liste sopra lo sbarramento

La politica polacca divisa sul piccolo schermo. Nella giornata di Domenica, 31 Luglio, il deputato della Piattaforma Civica – il
Partito del Premier, Donald Tusk, e del Presidente, Bronislaw Komorowski – Pawel Olszewski, si e dichiarato pronto ad una girandola di dibattiti televisivi in avvicinamento alle prossime elezioni parlamentari, ed ha accusato il principale Partito dell’opposizione, Diritto e Giustizia, di evitare il confronto.

“E la PO che si teme il dibattito pubblico – ha risposto il parlamentare conservatore del PiS, Adam Hofmann – soprattutto su temi come la previdenza sociale, il costo della benzina, la disoccupazione, e la politica energetica, su cui Tusk non ha mai dato risposte consistenti.

Tuttavia, a chiedere spazio sono anche le forze minori. Il
Partito Popolare Contadino, alleato di coalizione nel governo con i liberali, ha illustrato la necessita di confronti pubblici, come condiviso dal Capo dell’opposizione socialdemocratica, Grzegorz Napieralski, che ha spiegato come il dibattito non debba essere un dialogo circoscritto a PO e PiS.

Per una presenza di propri esponenti, si e dichiarata anche Elzbieta Jaku di Polska Jest Najwazniejsza: movimento fuoriuscito dai conservatori di Jaroslaw Kaczynski.

In quattro in parlamento

Secondo i più recenti sondaggi, la
Piattaforma Civica sarebbe avanti di circa 10 punti su Diritto e Giustizia, mentre nel Sejm entrerebbe anche socialdemocrazia e PSL. Invece, sotto lo sbarramento rimangono i due moventi fuoriusciti rispettivamente da PO e PiS, il Gruppo di Sostegno di Janusz Palikot, e PJN.

Matteo Cazzulani

GIORNATA UNICA E COLLEGI UNINOMINALI AL SENATO: LA POLONIA VOTERA’ COSI

Posted in Polonia by matteocazzulani on July 26, 2011

La Corte Costituzionale stabilisce le norme per le elezioni parlamentari polacche del prossimo ottobre. Fa discutere la nuova modalità di scelta della Camera Alta

Un seggio di Varsavia

Nonostante siano ancora incerte sul risultato, seppur non totalmente in bilico, le prossime elezioni parlamentari polacche faranno la storia per la loro modalità di esecuzione. Nella giornata di mercoledì, 20 Luglio, la Corte Costituzionale di Varsavia ha stabilito le regole definitive del voto di ottobre, in cui i cittadini polacchi saranno chiamati a rinnovare il Parlamento in un unico turno e, per quanto riguarda il Senato, in collegi uninominali. Inoltre, il Giudice, Andrzej Rzeplinski, ha stabilito fuori legge il divieto all’utilizzo di manifesti elettorali superiori ai 2 metri quadrati, e reso, così, la campagna elettorale quantomai vivace e combattuta.

Esulta il principale Partito di opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia – PiS – autore del ricorso alla precedente proposta di legge elettorale, che prevedeva una votazione spalmata su due giornate – come il modello adottato dal sistema italiano -che la Corte ha ritenuto possibile in Polonia solo per le elezioni europee ed amministrative. In realtà, per la forza politica dell’ex-Primo Ministro, Jaroslaw Kaczynski, si tratta di una vittoria di Pirro, dal momento in cui la maggior parte delle sue richieste de facto sono state respinte, come il divieto di votazione da parte di persone terze per i portatori di Handicap, l’emissione di spot radio e televisivi a pagamento, e la cancellazione dei collegi uninominali al Senato alla inglese, a cui il PiS ha proposto il modello misto maggioritario-proporzionale alla tedesca.

Canta vittoria, seppur parzialmente, anche la Piattaforma Civica – PO, la forza politica di maggioranza, a cui appartengono il Presidente, Bronislaw Komorowski, e la maggior parte dei membri del Consiglio dei Ministri – che, tuttavia, ha proposto il fair-play elettorale, invitando i propri candidati a non utilizzare i manifesti elettorali e, come richiesto dal primo Ministro, Donald Tusk, a non abusare della propaganda a pagamento, sopratutto in un periodo di crisi in un continente che il partito liberale è chiamato a governare in quanto presidente di turno dell’Unione Europea.

Tra businessman ed attori in Senato

Parzialmente soddisfatta anche l’opposizione minoritaria socialdemocratica, il cui Capo, Grzegorz Napieralski, ha promesso battaglia parlamentare, con la presentazione immediata delle decisioni della Corte Elettorale in Senato per la loro ratifica. Discordi con tale risoluzione, invece, gran parte degli esperti, allarmati sopratutto sui collegi uninominali che, dando risalto alla persona, e non alla forza politica, rischiano di “oligarchicizzare” la competizione, e permettere la vittoria a candidati non provenienti dal mondo della politica, ma forti dal punto di vista finanziario.

Se il Senato si trasformerà in una loggia di paperoni ancora non è certo, ma di sicuro la Camera Alta del Parlamento polacco sarà ricca di star del piccolo e grande schermo: in uno dei quattro collegi in cui è stata suddivisa la Capitale – dove una vittoria è segnale di prestigio politico – l’attrice Izabella Cywinska-Michalowska sarà candidata dalla Piattaforma Civica contro l’attrice di serial Katarzyna Laniewska, scelta da Diritto e Giustizia. In quello di Praga – il quartiere est di Varsavia – è con un anchor man che il Partito Popolare Contadino PSL, attuale partner di governo della PO, intende battere sia il Senatore di lungo termine Marek Borowski, supportato da Piattaforma Civica e SocialDemocratici, che l’attuale vice-Maresciallo del Senato Zbigniew Romaszewski, sostenuto dal PiS.

Differente la scelta del partito Polska Jest Najwazniejsza – composto da fuoriusciti dal PiS, contrari alla linea troppo dura della forza politica di Kaczynski – che per la Camera Alta ha deciso di sostenere i candidati del movimento “Cittadini per il Senato”, varato dai sindaci di alcune delle maggiori città, tra cui quello di Wroclaw, Rafal Dutkiewicz.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN POLONIA: PER KOMOROWSKI E TUSK EXIT-POOL IN CHIAROSCURO

Posted in Polonia by matteocazzulani on November 22, 2010

Il partito di governo non stravince, e cede sei regioni all’opposizione. Al primo turno decise solo la Capitale e Danzica. Testa a testa a Cracovia e Lublino

Il presidente polacco, Bronislaw Komorowski

Alla maggioranza una riconferma senza il botto. Secondo gli exit-pool, nelle elezioni amministrative polacche, la Piattaforma Civica – PO, il partito, egemone nel Paese, a cui appartengono il presidente, Bronislaw Komorowski, ed il Premier, Donald Tusk – avrebbe ottenuto il 33,7% dei voti, contro il 27% del principale partito dell’Opposizione, Diritto e Giustizia – PiS. A seguire, i socialdemocratici con il 15,8% ed il Partito Popolare Contadino con il 13,1%.

Non entusiasmante la frequenza, con un 43,24%. Ottenuto, perlopiù, nelle campagne dell’est del Paese. Ma non nelle grandi città.

Per quanto riguarda il dato regionale, la Piattaforma Civica è in flessione, in quanto avrebbe mantenuto il controllo di soli 10 Voivodati, cedendone 5 a Diritto e Giustizia. La quale già controllava la sola Podcarpazia, mantenuta anche in questa consultazione.

Varsavia e Danzica al primo turno

Il leader di Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski

Anche a livello comunale, il partito di governo non avrebbe stravinto. Confermate al primo turno solo Varsavia – Hanna Gonkiewicz-Waltz con il 51,6% – Danzica – Adamowicz al 55% – e Gdynia.

Al ballottaggio gli altri maggiori centri urbani. Tra cui Poznan, una delle tradizionali roccaforti PO, dove, tuttavia, il candidato filo governativo è stato staccato da un indipendente.

Interessante il dato di Cracovia. A sorpresa rispetto alle rilevazioni sociologiche, l’uscente socialdemocratico Majchrowski avrebbe perso contro il candidato PO, Stanislaw Kracik, con cui la battaglia è rinviata al secondo turno.

Sul filo di lana anche Lublino, dove Lech Sprawka – candidato di Diritto e Giustizia, tradizionalmente forte nella città – è staccato di meno di un punto dall’esponente della Piattaforma Civica, Krzystof Zuk.

Confronto tra  PO e socialdemocratici si avrà nella seconda città del paese, Lodz. Dove, però, la partecipazione al voto è stata la più bassa rilevata.

I commenti al dato

Soddisfazione è stata espressa dal vice capo della PO, Grzegorz Schetyna, che ha sottolineato la consistenza politica della sua forza in tutte le sedi.

Il Leader di Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski, che ha impostato una campagna in difesa dei valori tradizionali polacchi, contro la minaccia russa, ha accentuato i successi del suo partito nelle piccole Amministrazioni, dove il PiS è tradizionalmente preferito.

Ottimista anche il Segretario dei socialdemocratici, Grzegorz Napieralski, per avere superato il 15% a livello nazionale.

Il secondo turno è in programma il prossimo 5 Dicembre.

Matteo Cazzulani

RUSSIA UNITA RAFFORZA L’INTERNAZIONALE PUTINIANA

Posted in Russia by matteocazzulani on October 8, 2010

Il partito del Presidente, Dmitrij Medvedev, e del Primo Ministro, Vladimir Putin, stringe rapporti con forze politiche e movimenti ucraini, moldavi, kyrgysi e georgiani. E, presto, anche polacchi

Il capo di Russia Unita, il primo ministro russo, Vladimir Putin

Non solo gas e tubi. Anche i partiti. La strategia adottata dal Cremlino per rafforzare la propria influenza nel mondo ex-sovietico è pragmatica e diversificata. Accanto alla risorsa energetica, il partito egemone nel Paese, Russia Unita, sta intessendo una fitta rete di relazioni con soggetti politici di differente orientamento, ma di estrema importanza nello scenario politico di Stati un tempo colonie dell’URSS.

In Ucraina con Janukovych. In Moldova con Lupu

Tutto ha inizio nel 2005 con il patto di stretta collaborazione siglato con il Partija Rehioniv, il partito dell’attuale presidente ucraino, Viktor Janukovych. Un’operazione semplice, viste le ottime relazioni già in essere tra il Capo di Stato di Kyiv e l’establishment moscovita.

Seconda tappa, la Moldova. Nel Paese, che a breve si appresta al voto parlamentare anticipato, la forza politica russa collabora con il Partito Democratico, guidato da Marian Lupu.

Una partnership di cruciale importanza, dal momento in cui il PD moldavo è membro dell’Alleanza per l’Integrazione Europea, coalizione filooccidentale che ha deposto l’ex presidentissimo Vladimir Voronin, oggi leader del Partito Comunista – anch’esso filorusso – ieri ultimo degli autocrati di origine sovietica nell’Europa Centro-Orientale.

Inoltre, lo stesso Lupu – membro dell’internazionale socialista – è dato tra i possibili prossimi primi ministri. Ad oggi, contende la leadership dell’Alleanza all’attuale premier, il LiberalDemocratico Vlad Filat. Lui sì, davvero pro Europa.

Anche in Kyrgystan e Georgia

Il segretario del Partito Democratico moldavo, Marian Lupu

Mossa successiva, il Kyrgystan. Anche qui si vota a breve – il 10 di ottobre – e, successivamente al colpo di stato della scorsa primavera, che ha riportato al governo personalità gradite a Mosca, Russia Unita ha instaurato un gemellaggio con il partito conservatore Ar-Namysu.

La forza politica dell’orso su sfondo blu, che in Patria si presenta come centrista, si è inserita anche in Georgia, con una partnership con il movimento di sinistra Per una Georgia Giusta, in opposizione all’attuale Presidente, Mikheil Saakashvili, capeggiata dall’ex premier, Zurab Nogajdeli.

Le amicizie incrociate con i socialdemocratici polacchi

Indiscrezioni danno Russia Unita in vicinissimi rapporti anche con il partito SocialDemocratico polacco SLD. Nulla di certo, ma ciò non sorprenderebbe affatto, dal momento in cui la forza politica di Grzegorz Napieralski – terzo alle scorse presidenziali polacche con un buon 13% dei consensi – già collabora con il Partija Rehioniv, e, nell’ambito dell’internazionale socialista, con il Partito Democratico moldavo.

A formulare un’interessante interpretazione, l’edizione russa del Newsweek, che, in base ad un documento diplomatico top-secret, ha evidenziato come il Cremlino abbia mutato la propria visione del Mondo. Non più diviso in buoni e cattivi, ma raggruppato in un’unica sfera di interessi, da tutelare con tutti i metodi. Leciti o non formali.

Matteo Cazzulani