LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ORBAN SI, JANUKOVYCH NO: LA MESCHINITA DELL’OPINIONE PUBBLICA ITALIANA

Posted in Editoriale by matteocazzulani on January 9, 2012

Il Premier ungherese criticato per i provvedimenti che hanno compromesso l’apparato giudiziario, informativo e Costituzionale dello stato magiaro. Altresì, nessuna  contestazione per la condotta del Presidente ucraino, che ha incarcerato esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica, accresciuto i propri poteri a dismisura, posto a capo della magistratura persone di fiducia, e falsato le elezioni amministrative

Il Premier ungherese, Viktor Orban

“Dittatore”, “Fascista”, “Violatore dei diritti umani”. Questi alcuni degli epiteti che stampa ed associazioni italiane hanno rivolto ad un nuovo autocrate, reo di avere ristabilito in Europa un vero e proprio regime illiberale. Peccato che ad essere imprecisi sono i tempi ed il destinatario di tali feroci attacchi.

Dipinto come il nuovo Mussolini è Viktor Orban: Premier ungherese, accusato per una serie di riforme discutibili con cui il partito di maggioranza, Fidesz, de facto ha aumentato a dismisura i suoi poteri nella vita interna della Repubblica magiara.

Sia chiaro, per Orban poche scuse. La nuova Costituzione magiara entrata in vigore il Primo di Gennaio – in cui il Partito Socialista, la principale forza dell’Opposizione, è etichettata come erede diretta della dittatura comunista – il diritto del Premier di nominare membri influenti della Banca Centrale Ungherese e del Consiglio Superiore della Magistratura, ed il controllo dei media critici con la maggioranza sono provvedimenti contrari alle regole UE e lesivi dell’assetto giudiziario, bancario e democratico di Budapest.

Legittima ogni critica, e comprensibile anche la gogna mediatica che ha portato Orban a dichiarare in fretta e furia di essere pronto a colloqui con Bruxelles per risolvere la questione secondo i consigli dell’Unione Europea, nella quale l’Ungheria vuole permanere, pur non essendo intenzionata ad adottare la moneta unica.

Tuttavia, stupisce come tale mobilitazione internazionale, particolarmente feroce in Italia, non si sia registrata dinnanzi a quanto accade in Ucraina: Paese europeo – ma non ancora membro UE a causa della sudditanza alla Russia dell’asse franco-tedesco alla guida dell’Europa – in cui negli ultimi mesi si è registrata un’involuzione della democrazia ben peggiore di quanto avvenuto in Ungheria.

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, non ha definito l’Opposizione Democratica “erede del fascismo”, ma ha provveduto ad una feroce repressione, coninterrogatori, processi, e persino arresti dei maggiori esponenti dello schieramento a lui avverso.

Tra essi, la Leader del campo arancione, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko: deportata in un penitenziario periferico a Kharkiv per scontare lontano da politica e famigliari la condanna a sette anni di detenzione in isolamento per abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Tale verdetto è maturato dopo un processo-farsa, in cui la difesa è stata sistematicamente privata di ogni diritto, e le accuse sono state costruite su prove montate ad hoc, addirittura datate il 31 Aprile: il tutto, con la Tymoshenko già reclusa in isolamento in misura cautelativa.

Condotta possibile in Ucraina, dove Janukovych ha provveduto anche alla sostituzione dei vertici della magistratura con persone a lui fedeli, mutato la Costituzione con un colpo di mano – accrescendo a dismisura i propri poteri a scapito di una Rada oggi priva di significato – e permesso brogli nelle elezioni amministrative dell’Ottobre 2010.

Non se la passano in maniera idilliaca nemmeno giornalisti e media indipendenti. La televisione 5 Kanal – di proprietà di Petro Poroshenko: il maggiore finanziatore della Rivoluzione Arancione – è stata oggetto di attacchi da parte delle Autorità, intenzionate a sottrarle diritti di emissione a favore delle televisioni del Capo dei Servizi Segreti, Valerij Khoroshkovs’kyj.

Inoltre, il colonnista dell’autorevole Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Najem è stato minacciato in diretta tivù da Janukovych per avere posto domande sull’utilizzo di denaro pubblico da parte del Capo di Stato per i propri interessi di famiglia.

Due pesi, due misure

Dinnanzi a tale quadro, lecito chiedersi che cosa spinge gli italiani a mobilitarsi in presidi, campagne, e pezzi al veleno contro Orban e ad ignorare Janukovych. Dopotutto, sulle rive del Danubio non si è arrivati a spostare la politica dal Parlamento alle aule di tribunale – quando non alla prigione – come invece sulle Rive del Dnipro. Si spera, che sia tutto legato ad un’assenza di informazione, e non sia una presa di posizione politica, tanto meschina quanto politicamente disonesta.

Orban è Leader di Fidesz, partito di destra alleato in Europa solo con i Tory inglesi, i cechi del Partito Democratico Civico, ed i conservatori polacchi di Diritto e Giustizia. Pochi amici, spesso aspramente criticati non solo dalla destra moderata, ma sopratutto dalla sinistra al caviale, che di frequente adotta questi tre soggetti come nemico comune da attaccare per distogliere l’attenzione dai propri problemi interni.

Altresi, Janukovych è a capo del Partija Rehioniv: questo Partito – a cui appartengono Presidente, Premier, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri -è egemone nel Paese, finanziato dagli oligarchi dell’Est dell’Ucraina, e, in Europa, è legato da un patto di collaborazione con i Socialisti Europei: schieramento dell’Europarlamento che raccoglie le principali forze della sinistra del Vecchio Continente, tra cui i socialisti francesi, la SPD tedesca, ed il Partito Democratico di Bersani.

La difesa della democrazia e dei diritti umani dovrebbe essere un principio apartitico ed indipendente da ogni logica di politica interna. Pertanto, è auspicabile ritenere che chi oggi si schiera contro Orban, e non fa nulla per richiedere la liberazione della Tymoshenko ed il ripristino delle libertà occidentali in Ucraina, è solo vittima di una scorretta informazione: complici i media del Belpaese, che, spesso, non sanno nemmeno dell’esistenza dell’Ucraina e del crollo dell’Unione Sovietica.

Altresì, sarebbe davvero mortificante constatare come la vicenda ungherese venga strumentalizzata per un mero calcolo basato sulle logiche interne a Palazzo Chigi, e come insigni movimenti per la difesa della democrazia nel Mondo – e, più nello specifico, di gente onesta e con tanto cuore e sincera passione – finiscano per essere pedine di un gioco sporco e disonesto.

Matteo Cazzulani

JANUKOVYCH CONTRO I GIORNALISTI: “NON HO TEMPO DI GODERE DELLE COMODITA'”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 22, 2011

Nella conferenza stampa di fine anno, il Presidente ucraino promette stabilità e benessere, ed evita le domande scomode, con velate minacce ai loro autori. Impasse nelle trattative per il rinnovo delle forniture di gas, per il quale la Russia avrebbe imposto condizioni gravose  all’Ucraina

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Tante promesse, poca attenzione allo stato del Paese, ed un siparietto raggelante. La conferenza stampa di fine 2011 del Presidente ucraino, Viktor Janukovych, è stata dominata da un analisi fumosa di quanto accaduto sulle Rive del Dnipro in un anno particolarmente difficile. Apertosi sulla scia delle elezioni amministrative falsificate nell’Ottobre 2010 e dell’arresto dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’anno che passa è stato caratterizzato dall’inasprimento delle condizioni economiche, e dall’intensificarsi della pressione su media indipendenti e politici dell’Opposizione Democratica, tra cui l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko.

Arrestata il 5 Agosto, prima ancora che un verdetto la condannasse, l’11 Ottobre, a 7 anni di detenzione in isolamento per abuso d’ufficio nel corso delle trattative del gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, la Leader dell’Opposizione Democratica ha simboleggiato il regresso politico sulle Rive del Dnipro. Per questa ragione, il 19 Dicembre, è stata congelata la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento storico, che avrebbe integrato economicamente Kyiv a Bruxelles.

Di tutto questo poco è emerso nell’exposé del Presidente, che, altresì, ha illustrato l’innalzamento di paghe sociali ed uscite previdenziali, sostenuto la cospicua crescita nel settore industriale ed agrario, e lodato il raggiungimento della stabilità. Sul caso Tymoshenko, il Capo dello Stato ha ribadito l’estraneità della sua Amministrazione dal procedimento, e si è detto favorevole alla liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica, purché le leggi in vigore non vengano infrante.

Come sottolineato da diversi esperti,è difficile credere nella buonafede di Janukovych, sopratutto alla luce della natura del processo a cui Julija Tymoshenko è stata sottoposta: un vero e proprio autodafé politico, costruito su prove irregolari – addirittura datate il 31 Aprile – senza diritti per la difesa, culminato con la condanna della Leader dell’Opposizione Democratica secondo un articolo del codice penale ereditato dall’epoca sovietica.

Accanto a tutto questo, Janukovych non è stato in grado di dare risposte convincenti a domande scomode. Ne è un esempio quella sollevata dal noto pubblicista della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Najem, che ha chiesto spiegazioni sugli investimenti faraonici spesi per la costruzione della residenza presidenziale Mezhyhir’ja e la realizzazione della pista di atterraggio dell’elicottero del Capo di Stato a Kaniv: appaltata all’azienda del figlio, Oleksandr Janukovych.

“Tutto quello che Lei dice mi interessa poco – ha risposto, in russo, il Presidente ucraino – Ho davvero poco tempo per godere di queste dolcezze della vita – ha continuato, cercando di trattenere un sogghigno sempre più apparente – Ieri, sono tornato alle tre della notte, ed alle sei mi sono già svegliato. L’altro ieri, ancor prima. Non so di quali comodità Lei parla – ha ultimato con tono serioso – ma le posso dire che non la invidio. Ci conosciamo bene, e siamo intesi”.

Kyiv sempre più succube di Mosca

Una replica che ha raggelato diversi analisti, che nelle parole del Capo di Stato hanno letto una minaccia diretta. Certo è che di vero resta l’orario del sonno di Janukovych: fino alla tarda serata del giorno precedente, il Capo di Stato ucraino è stato impegnato in serrate trattative con il suo collega russo, Dmitrij Medvedev, per il rinnovo del contratto per le forniture di gas. Una questione spinosa, in cui a tenere il pallino del gioco è la Russia: decisa a non concedere regali sotto l’albero, salvo pesanti concessioni che aumenterebbero la sottomissione politica di Kyiv a Mosca.

Secondo indiscrezioni, il Cremlino avrebbe collegato lo sconto sul prezzo dell’oro blu a tre clausole: cessione del sistema infrastrutturale energetico ucraino, ingresso dell’Ucraina dell’Unione Eurasiatica – progetto di integrazione dell’ex-URSS ideato dalla Russia per tornare superpotenza mondiale copiando le strutture dell’UE – ed uscita di Kyiv dalla Comunità Energetica Europea – che, proprio pochi giorni or sono, il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, ha ritenuto il risultato più alto raggiunto nel processo di integrazione europea dell’Ucraina.

Condizioni pesanti, a cui Janukovych difficilmente potrà scampare: sopratutto in seguito al congelamento dell’Accordo di Associazione, che, de facto, ha precluso a Kyiv l’alternativa europea per controbilanciare le mire imperialistiche di Mosca.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JANUKOVYCH CONTRO I GIORNALISTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 17, 2011

Il Presidente ucraino respinge le accuse di autoritarismo della ONG Freedom House, e promette legalità e trasparenza. Reporter segregati in una sala, senza diritto di ottenere le dichiarazioni dei redditi dei Parlamentari

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych

L’offeso, il garantista, e la star. Queste le due caratteristiche del presidente ucraino, Viktor Janukovych, che, nella giornata di mercoledì, 15 Giugno, ha risposto alle critiche dell’Occidente in merito al regresso democratico in atto in Ucraina sotto la sua amministrazione.

In particolare, il Capo di Stato ha rigettato le accuse di leader illiberale, in quanto, come comunicato nel corso di una conferenza a Vinnycja, i provvedimenti approvati sotto la sua amministrazione sono tesi a saldare il rispetto della legalità.

Nel proprio documento, l’autorevole ONG Freedom House ha espresso preoccupazione per la tendenza accentratrice di Janukovych, anticamera dell’autoritarismo, e causa di elezioni falsate – quelle amministrative del 2010 – limitazioni delle libertà di espressione, Parola, associazione e, sopratutto, stampa.

Niente informazioni per la stampa

Dimostrazione della sincerità del Capo di Stato la si è avuta, sempre mercoledì, 15 Giugno, a Kyiv, nel corso del Forum Mondiale della stampa russa. Dopo avere promesso di rispondere a tutte le domande dei reporter, Janukovych ha dichiarato l’apertura di ogni fonte di informazione alla stampa, di qualsiasi Paese ed orientamento politico.

Terminato il discorso, ai giornalisti, chiusi in una sala dell’albergo dove si è svolta la contentino, è stato impedito di avvicinare il Capo di Stato. Nel pomeriggio, l’Apparato del parlamento ha vietato la divulgazione delle dichiarazioni dei redditi dei Deputati Nazionali, richiesta dal reporter dell’autorevole Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Najem.

Pronta la risposta del movimento Stop Cenzuri, che ha definito l’accaduto come dimostrazione del reale stato della Libertà di Stampa nell’Ucraina di Janukovych.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: SI INFURIANO LE TRUPPE CAMMELLATE DI JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 23, 2011

Circa 200 persone infuriate per la mancata ricezione del danaro promesso dal Partija Rehioniv per la partecipazione ai comizi del Presidente. Le prove, in un video di un collega

 

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Janukovych non mantiene nemmeno le promesse. Nella serata di sabato, 22 Gennaio, in circa 200 hanno assalito la sede di Kyiv del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del consiglio dei Ministri.

 

Motivo dell’assedio, la riscossione delle 150 hryvnje promesse a studenti e pensionati, per la partecipazione alle celebrazioni del Giorno della Fratellanza organizzate dall’Amministrazione Presidenziale.

 

Persino la polizia ha cercato di sgomberare l’edificio. Peccato, che la vera distribuzione del danaro – di cui hanno beneficiato solo alcuni – è avvenuta in un locale poco lontano. Peraltro, nemmeno troppo di nascosto.

 

A testimoniarlo, un video dell’ottimo collega dell’Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Najem. Abile, nel documentare il tutto.

 

 

 

Il Partija Rehioniv accusa i giornalisti. L’Opposizione Democratica raduna il popolo

 

Non si è fatta aspettare la reazione del Partija Rehioniv, che ha parlato di provocazioni, pianificate con la complicità della stampa. Ad affermarlo, il Parlamentare, Mykhajlo Chechetov.

 

Un simpatico personaggio. Che, già in passato, ha dato dei visionari ai giornalisti, che hanno documentato l’aggressione violenta dei suoi compagni di partito sui colleghi dell’Opposizione Democratica, lo scorso 16 Dicembre.

 

L’anniversario dell’unione tra la Repubblica Popolare Ucraina e la Repubblica Popolare dell’Ucraina Occidentale, proclamata nel 1919, è stato celebrato da Janukovych sul Majdan Nezalezhnosti, accompagnato dalle centinaia di truppe cammellate.

 

Decisamente meno di quanti – circa 2 mila – si sono riuniti al presidio organizzato dal Comitato di Difesa dell’Ucraina, presso la Lavra Sofijs’ka.

 

Ad esso, tra gli altri, hanno partecipato la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ed esponenti della Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Kyiv.

 

Matteo Cazzulani

UCRAINA: FREEDOM HOUSE CRITICA JANUKOVYCH. CONVOCAZIONE PERMANENTE IN PROCURA PER JULIJA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 13, 2011

Il rating americano conferma il regresso della democrazia sulle rive del Dnipro. Ancora violenze e provvedimenti giudiziari a scopo politico. La Leader dell’Opposizione Democratica ogni giorno davanti ai giudici

Il logo della ONG Freedom House

L’Ucraina Paese non più libero, retrocessa nel gruppo di Afghanistan, Burundi, Cambogia, Etiopia, Iran, Kuwait, Madagascar, Ruanda, Shri Lanka, e Tailandia. E’ con questo verdetto – arancione – che l’autorevole ONG americana Freedom House ha certificato il regresso democratico in atto sulle Rive del Dnipro.

Merito del Presidente, Viktor Janukovych, dal momento in cui Kyiv è l’unica ad uscire dal gruppo dei Pienamente Democratici. Un traguardo, tutto della Rivoluzione Arancione – con i governi di Julija Tymosshenko e la Presidenza di Viktor Jushchenko – che ha fatto dell’Ucraina un unicum nell’ex URSS, con gli Stati Baltici.

Quello del rating Freedom House non è il solo record battuto dalla banda Janukovych. Difatti, le Autorità di Kyiv sono state in grado di rovinare, e contraddire, anche l’approvazione di un decreto finalmente serio. Con 408 favorevoli, su 433 Parlamentari registrati, la Rada ha emanato la Legge sull’Accesso alla Libera Informazione.

Un documento che elimina, per ogni cittadino, i vincoli per la libera consultazione di ogni atto governativo. Un’innovazione, sentita dai giornalisti a tal punto da incitarne l’approvazione, con l’esposizione, dalla loggia stampa, di uno striscione.

Ancora violenze e repressioni

L'ex vice ministro della giustizia, Jevhen Kornijchuk. FOTO 5 KANAL

Pronta la reazione del Vice Speaker del Parlamento, Adam Martynjuk. Il quale, stizzito, ha affermato di non necessitare della stampa per sapere cosa fare. Anche la polizia è stata scattante nell’imporre la rimozione, e l’eliminazione, dello stendardo.

Ad essi, si è aggiunta la rabbia di Oleksij Zhuravko, Parlamentare del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – che ha aggredito il collega dell’autorevole – malgrado tutto – Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Najem.

Oltre alla condotta della maggioranza, a confermare la rilevazione Freedom House, l’ennesimo interrogatorio ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. Il primo di una lunga serie, dal momento in cui la Procura le ha imposto la convocazione giornaliera, dalle 10 alle 17. Nemmeno fossimo alle elementari.

L’ex Primo Ministro, anima della Rivoluzione Arancione, è accusata di uso improprio dei fondi per le riduzioni di CO2 alle uscite sociali, di acquisto irregolare di 27 autoambulanze, e di usurpazione di risorse nell’ambito dell’acquisto di vaccini.

Così, la Lady di Ferro ucraina è stata privata persino del diritto d’espatrio. Rea, per così dire, di avere pagato le pensioni in un periodo di crisi. E di essersi occupata della salute degli ucraini.

“Da nessuna legge è previsto tale trattamento – ha dichiarato, all’uscita dalla Procura – vogliono impedirci di interagire con la gente – ha aggiunto – lavorare, e rafforzare la nostra attività politica. E’ Janukovych – ha ultimato – che lo ha ordinato”.

Sempre giovedì, 13 Gennaio, la Corte di Appello ha confermato l’arresto dell’ex-Vice Ministro della Giustizia, Jevhen Kornijchuk. Giudicato soggetto potenzialmente nocivo per lo svolgimento delle indagini, l’esponente del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna è l’ennesima personalità di spicco dell’entourage della Leader dell’Opposizione Democratica ad essere finita in gattabuia.

Prima di lui, altri dieci. Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: A LUCENKO DUE MESI. TYMOSHENKO E TURCHYNOV ANCORA DAVANTI AI GIUDICI. CONVOCATO ANCHE KYRYLENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 27, 2010

L’ex Ministro degli Interni accusato di scarsa collaborazione ed abuso d’ufficio. Ennesimo interrogatorio per la Leader dell’Opposizione Democratica ed il suo vice. Convocato in procura anche il Segretario di Za Ukrajinu

Per Jurij Lucenko panettone al fresco. Nella giornata di lunedì, 27 dicembre, il La Corte di Kyiv del circondario Pechers’kyj ha sentenziato il fermo per due mesi a carico dell’ex Ministro degli Interni.

Motivazione, la scarsa collaborazione prestata nelle precedenti convocazioni in procura. Durante le quali, secondo l’accusa, non avrebbe tenuto una condotta costruttiva. Ad esse, è stata aggiunta l’accusa per abuso d’ufficio. Senza, tuttavia, chiarirne le circostanze.

“In carcere avrà tutto il tempo di prendere visione dei capi di accusa” ha spiegato l’addetto stampa della Procura Generale, Jurij Bojchenko.

Lucenko si è definito innocente, vittima di un piano politico. Lo fa, sorvegliato a vista dai militari, da dietro le grate, nemmeno fossimo in uno zoo.

L’aula è gremita, ma interdetta alle telecamere delle televisioni indipendenti. Non al telefonino del corrispondente dell’Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Najem, abile nell’immortalare uno squarcio di seduta.  

A sostegno morale del Leader di Narodna Samooborona, alcuni colleghi Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica, e la moglie, Iryna. Assente il figlio, forse a casa con il cane: entrambi testimoni dell’arresto del politico, Domenica, 26 dicembre, a pochi passi da casa.

Continua la repressione ai danni dell’Opposizione Democratica

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Nella medesima giornata, nuova gita in procura anche per la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. L’ex Primo Ministro, anima della Rivoluzione Arancione, è stata chiamata a rispondere dell’accusa di uso improprio dei fondi per le riduzioni di CO2 al pagamento delle pensioni.

Un’accusa assurda, che, assieme a quella per acquisto irregolare di ambulanze, è costata alla Lady di Ferro ucraina la revoca del diritto di espatrio. E l’apertura di un procedimento ufficiale, che la dice lunga sull’indipendenza della magistratura ucraina.

“Penso che le Autorità – ha dichiarato Julija Tymoshenko, all’uscita dall’interrogatorio – continueranno ad impedirmi di lavorare, e di difendere la mia gente. Il loro scopo – ha continuato – è la mia eliminazione dalla scena politica. Sono vicina anche agli altri esponenti della mia ex-squadra di governo – ha concluso – colpiti dalla repressione delle autorità”.

Un elenco abbondante di personalità dell’Opposizione Democratica, finite sotto stretto interrogatorio. Quando non già in prigione. Ad esse, si è aggiunto il Segretario del Partito Za Ukrajinu, V’jacheslav Kyrylenko, tra i primi a condannare l’arresto di Lucenko. Il politico deve rispondere di condotta scorretta in Parlamento.

Venerdì, 24 dicembre, l’ex Capo della Tesoreria statale, Tetjana Sljuz, in carica durante il governo Tymoshenko, è stata dichiarata ricercata. L’accusa mossa alla politica, recentemente eletta Consigliera Regionale di Khmel’nyc’kyj, abuso di potere.

Medesima motivazione per l’arresto dell’ex-ministro dei Trasporti, Viktor Bondar, già Capo della Segreteria dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

Giovedì, 23 dicembre, arrestato l’ex Vice Ministro dell’Economia, Jevhen Kornijchuk. In prigione anche il suo ex-principale, Bohdan Danylyshyn, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Infine, ospite della procura per frequenti interrogatori, il Braccio Destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Vice Leader di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica.

Proprio Turchynov, è stato riascoltato dai giudici, subito dopo Julija Tymoshenko. All’uscita, ha augurato Buone Feste ai giornalisti, ed al centinaio di sostenitori che lo attendevano.  

“L’Anno Nuovo – ha dichiarato – è atteso in tutto il Mondo con serenità. Non qui, dinnanzi al clima di terrore politico. Sono stato interpellato – ha continuato – per le accuse mosse a Julija Volodymyrivna [Tymoshenko, n.d.a.]. Da parte dei giudici – ha concluso, turbato – ho notato fretta di concludere”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: SU TVI E 5 KANAL SENTENZA RINVIATA

Posted in Ukraina, Uncategorized by matteocazzulani on December 15, 2010

L’aggiunta di un’altra compagnia alle due televisioni libere procastina la sentenza sul ricorso per il riottenimento delle frequenze sottratte illegalmente. Il giornalista di Ukrajins’ka Pravda, trattenuto per l’aspetto caucasico, denuncia le forze dell’ordine

I loghi di TVi e 5 Kanal

Ancora nessuna giustizia per Tvi e 5 Kanal. Nella giornata di martedì, 14 dicembre, il Tribunale Amminisrativo ha posticipato l’esame in cassazione del ricorso, presentato dalle due televisioni, note per la corretta e costante informazione, non allineata con le Autorità.

Private di frequenze legalmente ottenute, assegnate ai canali di proprietà del Capo dei Servizi Segreti ucraini, Valerij Khoroshovs’kyj — NTN ed Enter Fil’m — Tvi e 5 Kanal ne hanno richiesto la restituzione.

Dinnanzi al rinvio, motivato dalla presentazione di una simile denuncia da parte di un’altra compagnia televisiva, Nemo, le due emittenti, vittime del furto, hanno espresso delusione per un procrastinarsi dell’iter giudiziario che le penalizza. Inoltre, il legale di 5 Kanal, Tetjana Malashenkova, ha richiesto il reset del processo dalla prima istanza, con l’ammissione di prove e testimoni finora negati alla difesa.

Najem denuncia le forze dell’ordine

Nel contempo, continua la vicenda di Mutafa Najem. L’anchor-man di Tvi, e giornalista della testata di opposizione Ukrajins’ka Pravda, ha denunciato la polizia per condotta razzista, abuso d’ufficio e sottrazione indebita di effetti personali.

Nella serata di Domenica, 13 dicembre, presso la sede del 5 Kanal, il reporter è stato fermato dalle forze dell’ordine, prelevato dall’automobile della collega, Tetjana Danylenko. Privato del telefonino, è stato trattenuto in commissariato per qualche ora, con l’accusa di essere un clandestino caucasico.Al momento del rilascio, nessuna scusa da parte delle autorità.

A turbare, la coincidenza cronologica. L’episodio è avvenuto l’indomani di un appello inoltrato dalle redazioni di Tvi e 5 Kanal a Consiglio d’Europa, Europarlamento e Rada ucraina per la tutela della Libertà di Informazione sulle rive del Dnipro.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: GIORNALISTA TRATTENUTO NELLA NOTTE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 14, 2010

Mustafa Najem, noto presentatore di Tvi, e reporter di Ukrajins’ka Pravda, arrestato per qualche ora

I loghi di 5 Kanal e TVi

L’ennesima storiaccia nel mondo dell’informazione ucraina. A farne le spese, Mustafa Najem, noto anchor man di Tvi, e giornalista della testata on-line Ukrajins’ka Pravda.

Nella serata di lunedì, 13 dicembre, la polizia lo ha arrestato nei pressi della redazione della televisione 5 Kanal, prelevato dall’auto della collega, Tetjana Danylenko, e privato del proprio telefono cellulare. A testimoniarlo, la stessa Danylenko, che ha evidenziato come il collega sia stato trattenuto a causa del suo aspetto caucasico.

Fermato per un’ora e mezza in commissariato, Najem è stato rilasciato solo a notte fonda. Come riportato alla testata, fondata da Girija Gongadze, al momento della restituzione del cellulare, l’unico rammarico delle forze dell’ordine è stato l’aver considerato il reporter uno straniero.

In attesa della sentenza

Ad allarmare, la coincidenza cronologica. L’episodio è avvenuto alla vigilia della sentenza della Corte di Appello, sul ricorso presentato da Tvi e 5 Kanal contro il Capo dei Servizi Segreti ucraini, Valerij Khoroshovs’kyj.

Le due emittenti, note per la costante, e coretta informazione, non allineata con le Autorità, hanno richiesto l’annullamento della sentenza con cui, la scorsa primavera, sono state private di frequenze, legalmente ottenute, in favore di NTN ed Enter Fil’m, di proprietà del capo degli 007 ucraini.

Accanto a ciò, Domenica, 12 dicembre, le due redazioni colpite dal furto si sono appellate a Cosiglio d’Europa, Europarlamento, e Rada ucraina, per chiedere la tutela della Libertà di Informazione nel Paese.

Matteo Cazzulani