LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Politica USA: il Congresso condanna la guerra di Putin all’Ucraina

Posted in USA by matteocazzulani on December 5, 2014

La Camera dei Rappresentanti ritiene illegale l’aggressione militare russa ed invita il Presidente statunitense, Barack Obama, a verificare l’effettiva preparazione delle forze militari USA per difendere gli alleati della NATO da possibili attacchi da parte di Mosca. Il documento invita gli USA ad avviare le esportazioni di shale in Unione Europea

Philadelphia – La politica, le sanzioni economiche e l’energia sono i tre aspetti della risoluzione di condanna dell’aggressione russa all’Ucraina approvata dalla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d’America nella giornata di giovedì, 4 Dicembre.

Il provvedimento, approvato da una maggioranza schiacciante bipartisan di repubblicani e democratici, ha ritenuto che l’intervento militare della Russia in Ucraina è una minaccia alla sicurezza globale per via della sua contrarietà alla Carta delle Nazioni Unite e al Memorandum di Budapest del 1994, firmato a garanzia dell’integrità territoriale ucraina in cambio della non-proliferazione nucleare da parte di Kyiv.

Inoltre, il provvedimento ha invitato il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ad intraprendere ogni azione di carattere diplomatico per condannare l’annessione militare della Crimea da parte della Russia e la permanenza delle truppe militari russe in territorio ucraino.

Il documento passato dalla Camera dei Rappresentanti ha poi richiesto alla NATO la sospensione immediata di ogni forma di cooperazione con la Russia, ed ha invitato il Presidente Obama a verificare la capacità di pronta reazione da parte delle truppe statunitensi in caso di attacco da parte di Mosca di un Paese membro dell’Alleanza Atlantica.

Infine, la risoluzione ha invitato gli Stati Uniti a supportare ogni forma di integrazione energetica dell’Unione Europea, ed ha invitato il Presidente Obama ad accelerare il più possibile la liberalizzazione delle esportazioni di gas shale dagli Stati Uniti in Europa.

Per via del suo carattere bipartisan, il provvedimento rappresenta una presa di posizione forte da parte degli Stati Uniti di condanna della violazione della sovranità territoriale da parte dell’Ucraina.

Repubblicani e democratici al duello sull’immigrazione

Tuttavia, a differenza del provvedimento di condanna della condotta del Presidente russo, Vladimir Putin, la Camera dei Rappresentanti si è separata sul voto in merito ad un provvedimento che dichiara come illegale l’iniziativa di Obama di regolarizzare la permanenza negli USA di 4,7 milioni di immigrati irregolari.

Come riportato dall’autorevole Reuters, con un risultato di 219 voti favorevoli contro 197 contrari, la maggioranza repubblicana è riuscita ad approvare un’iniziativa simbolica, che tuttavia dimostra quanto alto sia il livello di competizione tra il Congresso e l’Amministrazione Presidenziale democratica di Obama.

Come dichiarato dal Rappresentante repubblicano Tom McClintock, con la sua decisione, il Presidente Obama avrebbe violato la divisione dei poteri provando ad imporre il suo potere esecutivo su quello legislativo del Congresso.

A commento del voto, il capogruppo democratico al Senato, Harry Reid, ha dichiarato che, a sua volta, anche il Presidente repubblicano Ronald Reagan si è avvalso dei suoi poteri esecutivi per intervenire sul tema dell’immigrazione.

Pronta è stata la risposta dello Speaker della Camera dei Rappresentanti, John Boehner, che ha invitato il Senato, in cui i democratici hanno la maggioranza ancora per pochi giorni, a rispettare la volontà della maggioranza dei rappresentanti del popolo statunitense.

A sua volta, l’Amministrazione Presidenziale ha fatto sapere di non ritenere l’iniziativa di Obama illegale, bensì utile per porre rimedio ad una situazione di difficoltà difficile da sistemare con un rimpatrio disumano e costoso.

Matteo Cazzulani
Analista Politico di tematiche Trans Atlantiche
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: Poroshenko in USA e Canada nel solco dell’Occidente

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 19, 2014

Durante il suo discorso al Congresso a Camere riunite, il Presidente ucraino attinge a piene mani della dottrina dell’Internazionalismo Liberale: richiede il rispetto dell’integrità territoriale ucraina, aiuti per realizzare le riforme, armi e lo status di alleato NATO per Kyiv. Presso il Parlamento canadese, Poroshenko dichiara l’inizio di un percorso inarrestabile verso l’Europa

Wilsoniano, Kennediano, Reaganiano e Clintoniano negli Stati Uniti d’America, Churchilliano, invece, in Canada. Queste sono le caratteristiche dimostrate dal Presidente ucraino, Petro Poroshenko, durante i discorsi ufficiali al Congresso USA e al Parlamento canadese, entrambi riuniti a camere congiunte per audire il Capo di Stato dell’Ucraina.

Al Congresso, Poroshenko ha esposto le richieste dell’Ucraina all’alleato statunitense attingendo a piene mani dall’Internazionalismo Liberale: dottrina geopolitica, seguita da moltissimi tra i Presidenti che dal 1918 si sono succeduti alla Casa Bianca, che postula lo sviluppo della Democrazia e della Libertà nel Mondo come condizione necessaria a garanzia della sicurezza dell’intera Comunità Atlantica.

Con l’appello agli USA a mantenere l’impegno di rispettare l’integrità territoriale ucraina sancita nel Memorandum di Budapest del 1994 -con cui USA, Gran Bretagna e Russia hanno riconosciuto l’invio l’abilità dei confini ucraini in cambio della rinuncia da parte di Kyiv alle armi nucleari- e con la richiesta al Congresso di applicare ulteriori sanzioni alla Russia in reazione all’aggressione militare di Mosca all’Ucraina, Poroshenko si è rifatto alla dottrina del Presidente Woodrow Wilson.

Questo Presidente, il “padre” della dottrina dell’Internazionalismo Liberale di appartenenza democratica, nel primo dopoguerra ha ritenuto necessario per la sicurezza degli Stati Uniti adoperarsi ad ogni costo per garantire la Libertà e il rispetto dello Stato di Diritto nel Mondo.

Poroshenko ha poi richiesto al Congresso investimenti affinché l’Ucraina riesca ad attuare riforme in campo economico e giudiziario necessario per approvare riforme importanti finalizzate a soverchiare la corruzione e a garantire la giustizia sociale sulle Rive del Dnipro.

Questo appello ricalca la posizione di John Fitzgerald Kennedy, il Presidente USA di orientamento democratico che, nel solco della tradizione dell’Internazionalismo Liberale, negli anni Sessanta ha postulato la realizzazione della Comunità per il Progresso: un’alleanza tra i popoli della terra, iniziando da quelli della Comunità Atlantica, per garantire nel Mondo pace e giustizia sociale come mezzo per rafforzare la Democrazia e garantire la Libertà.

Durante il suo discorso, Poroshenko ha anche richiesto agli USA di fornire aiuti di carattere logistico e militare per consentire all’Ucraina di difendersi in maniera adeguata dall’aggressione militare della Russia, dichiarando che gli ucraini vogliono la pace, e che la battaglia per la Libertà sta comportando per Kyiv un prezzo enorme.

Questa richiesta ha scaldato i cuori dell’ala repubblicana del Congresso, in quanto ha attinto a piene mani dalla dottrina del Presidente Ronald Reagan, che, sempre nel solco dell’Internazionalismo Liberale, negli anni Ottanta ha postulato la necessità per il Mondo libero occidentale, di combattere a tutto campo per la difesa della Democrazia, anche per mezzo di un considerevole riarmo.

Infine, Poroshenko ha attinto dall’orientamento del Presidente democratico Bill Clinton che, negli anni Novanta, sempre facendo riferimento alla dottrina wilsoniana, ha postulato la riforma della NATO dopo la caduta dell’Unione Sovietica da patto a garanzia della sicurezza della comunità Euroatlantica ad alleanza impegnata nello sviluppo e nella tutela della Democrazia, dei Diritti Umani e della Libertà nel Mondo.

Poroshenko, nel suo discorso, si è infatti appellato al Congresso affinché gli USA riconoscessero all’Ucraina lo status di “alleato speciale” della NATO: una carica, concessa già ad Israele, Argentina, Corea del Sud, Giappone, Thailandia e Kuwait, che garantisce ai Paesi che la possiedono aiuti da parte dell’Alleanza Atlantica in caso di aggressione militare.

Prima del discorso al Congresso, Poroshenko ha parlato presso il Parlamento del Canada, un Paese tradizionalmente vicino all’Ucraina per via della consistente diaspora ucraina, che da circa un secolo vive pienamente integrata nel tessuto sociale canadese.

Dopo avere sottolineato come l’Ucraina abbia intrapreso un percorso verso l’Europa oramai inarrestabile, Poroshenko ha citato l’ex-Primo Ministro britannico Wiston Churchill nell’elogiare il difficile compito avuto dal politico inglese durante la Seconda Guerra Mondiale di frenare il nazismo dovendo guardarsi anche dal rafforzamento dei sovietici.

Il Presidente ucraino ha inoltre citato Churchill anche per condividere l’apprezzamento per il Canada come Paese impegnato nel rispetto della Democrazia e dei Diritti Umani nel Mondo che il Primo Ministro della Gran Bretagna ha espresso a più riprese.

Aiuti finanziari e militari

I discorsi di Poroshenko in USA e Canada hanno portato a risultati contrastanti. In USA, come riportato da Radio Liberty il Senato, presso la Commissione Esteri, ha approvato un progetto di legge per riconoscere all’Ucraina lo status di alleato della NATO e armamenti per una quantità di 350 Dollari.

Nonostante il voto del Senato, come riportato dalla CNN, il Presidente USA, Barack Obama, ha dichiarato che il riconoscimento dello status di alleato NATO all’Ucraina non sia necessario, in quanto la cooperazione tra l’Alleanza Atlantica e Kyiv è già a un livello superiore rispetto a quello con l’Argentina e gli altri Paesi che godono dello status richiesto dal Presidente Poroshenko.

Da parte sua, come riportato dalla Cancelleria del Capo del Governo, il Premier canadese, Stephen Harper, ha promesso l’implementazione della Zona di Libero Scambio con l’Ucraina per i settori dell’energia, dell’agricoltura, della tecnologia e della realizzazione di macchinari.

Il Canada ha poi concesso un prestito di 200 Milioni di Dollari che l’Ucraina è chiamata ad utilizzare per il rafforzamento della sua economia, e a restituire nei prossimi 5 anni.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Poroshenko giura: l’Ucraina ha un nuovo Presidente -Sintesi del discorso

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 8, 2014

Il nuovo Presidente ucraino promette Pace, sicurezza, unità con la firma di un nuovo Memorandum internazionale a garanzia dell’integrità territoriale ucraina, il rafforzamento dell’esercito, e una moderata autonomia al Donbas e alle altre Regioni orientali invase dalla Russia. Promesso anche un impegno su Lavoro, lotta alla corruzione e integrazione europea

Pace, sicurezza e unita, ma anche Lavoro, sviluppo ed Europa sono le parole chiave con cui il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, nella giornata di sabato, 7 Giugno, durante il discorso di insediamento, ha restituito fiducia ad un Paese costretto al collasso economico e alla difesa da un’aggressione militare ai suoi confini da parte della Russia di Putin.

Per ottenere la Pace, il nuovo Presidente ucraino ha promesso innanzitutto la garanzia dell’integrità territoriale ucraina mediante la firma di un nuovo Memorandum di Budapest, che rimpiazzi il documento con cui, nel 1994, la Russia, in cambio della rinuncia al possesso di armi nucleari da parte di Kyiv, si era impegnata a non invadere mai l’Ucraina.

“Per garantire la Pace è anche necessario riattivare il dialogo con la Russia -ha dichiarato Poroshenko- un dialogo aperto e franco, nel quale sia fin da subito chiaro che la Crimea è ucraina e rimarrà sempre ucraina. Per la Russia, e per qualsiasi altra nazione, deve essere chiaro che chi di spada ferisce di spada perisce” ha poi continuato Poroshenko.

Oltre alla Crimea, importanza è stata concessa ai cittadini del Donbas e delle altre regioni orientali ucraine, a cui Poroshenko, parlando in russo, ha garantito investimenti nella regione, più posto di lavoro grazie ad investimenti europei, maggiore autonomia politica con l’indizione di elezioni locali anticipate ed incentivo dell’utilizzo della lingua russa.

Per garantire la sicurezza, Poroshenko intende rafforzare l’esercito ucraino, di cui, per Legge, è il Comandante Supremo. Nello specifico, il Presidente ucraino ha promesso una re-industrializzazione dell’industria bellica mediante detrazioni fiscali e, sopratutto, la lotta alla corruzione interna ai corpi militari.

Per garantire l’unità della nazione, Poroshenko si è detto favorevole al rafforzamento di forme di autonomia locali, pur senza arrivare ad una federalizzazione dell’Ucraina: un progetto fomentato da Putin per indebolire ulteriormente la già fragile Kyiv.

“La garanzia di un posto di Lavoro è il primo compito che ha lo stato per garantire sicurezza e unita della nazione -ha dichiarato Poroshenko passando al tema del lavoro- Avrò alta considerazione del ruolo delle imprese per creare occupazione. Nel contempo -ha continuato il Presidente ucraino- adotterò tutti i mezzi necessari per contrastare la corruzione”.

Importanza è stata poi concessa alla questione dell’Europa, per la quale il nuovo Presidente ucraino ha promesso in tempi brevi la firma della parte economica dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un documento, che prevede la creazione di una Zona di Libero scambio con l’Unione Europea, che allinea l’economia ucraina agli standard economici dell’Europa.

Inoltre, Poroshenko ha dichiarato la volontà di realizzare a breve anche l’abbattimento del regime dei visti con l’UE: una manovra necessaria affinché gli ucraini abbiano la possibilità di viaggiare e di conoscere lo stile di vita europeo, così da contribuire allo sviluppo del proprio Paese.

L’Occidente esprime sostegno

Soddisfazione è stata espressa dagli invitati all’inaugurazione del Presidente Poroshenko.

Il Vicepresidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, ha sottolineato come con l’elezione di Poroshenko si possa arrivare a breve alla Pace.

“L’America è con Poroshenko -ha dichiarato Biden- ora, sta a Putin rispettare il Presidente ucraino e riconoscerne la legittima elezione”.

Differente, sull’argomento, è stata la reazione del Presidente della Polonia, Bronislaw Komorowski, che si è detto turbato per le continue preoccupazioni in merito al mancato riconoscimento da parte di Putin del nuovo presidente ucraino.

“Tutti si domandano se Putin riconoscerà Poroshenko -ha dichiarato Komorowski- ma nessuno ha mai chiesto al Presidente russo di riconoscere l’elezione di Obama in America”.

Komorowski ha poi apprezzato l’impostazione europea del discorso di Poroshenko, ed ha rinnovato l’appoggio della Polonia all’avvicinamento dell’Ucraina all’Europa.

Apprezzamenti sono stati espressi anche dall’Inviato Speciale in Ucraina del Parlamento Europeo, l’ex-Presidente polacco, Aleksander Kwasniewski.

L’inviato speciale del Parlamento Europeo ha sottolineato come un nuovo Memorandum di Budapest sia necessario per garantire la stabilità territoriale di un Paese, l’Ucraina, fondamentale per la garanzia della sicurezza nazionale dell’Europa tutta.

Matteo Cazzulani
Analista di Politica dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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