LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

IN RUSSIA CENSURA VIOLENTA DELLA CULTURA UCRAINA

Posted in Russia by matteocazzulani on January 16, 2011

Aggredita la Direttrice della Biblioteca di Letteratura Ucraina di Mosca. Ultimo atto dell’escalation sciovinista delle Autorità russe. Protestano patrioti ucraini e Presidente georgiano. Nessuna condanna dal Capo di Stato di Kyiv

Il Poeta Nazionale ucraino, Taras Shevchenko

Dagli agguati alle botte. Nella giornata di venerdì, 14 Gennaio, la Biblioteca di Letteratura Ucraina di Mosca è stata oggetto dell’ennesimo attacco alla cultura di Shevchenko — Taras, il Poeta Nazionale.

Una perquisizione di una manciata di ore, tra le 12 e le 15. Durante le quali, la Direttrice, Natal’ja Sharina, è stata picchiata. A comunicarlo all’autorevole agenzia UNIAN, con qualche giorno di ritardo, la stessa malcapitata, che ha rimediato un trauma cranico.

Il blitz sarebbe stato operato dai medesimi agenti della milicija russa. I quali, nell’ambito di un’oscura battaglia contro il nazionalismo, hanno fatto visita all’edificio già 3 volte. Con essi, un nuovo collaboratore, che si sarebbe occupato della Sharina nel suo ufficio.

Un’aggressione in piena regola, dunque. Che, come promesso, la Direttrice intende denucinciare alle Autorità competenti. Sulla possibilità di successo, il più alto scetticismo. Dal momento in cui persino la presenza degli avvocati della Sharina alla visita del Centro è stata interdetta.

Lecito ricordare che la Biblioteca di Letteratura Ucraina di Mosca, sospettata di fomentare il nazionalismo, è bersagliata dalla polizia russa dallo scorso 23 dicembre. Allora, sono stati sequestrati un cinquantina di libri, per una perizia linguistico-psicologica.

Il giorno successivo, ad essere prelevati sono stati gli elenchi delle opere, e degli hard-disk. Il 26 dicembre, il centro è stato chiuso, con tanto di sigilli del Ministero dell’Interno russo. La ripresa dei lavori, il 12 Gennaio.

A smentire la natura ucrainofoba delle persecuzioni, il Ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, che ha affermato l’importanza della collaborazione tra Mosca e Kyiv.

A contraddirlo, i titoli sequestrati: materiali, nella lingua di Shevchenko, su storia della statualità ucraina, Rivoluzione Arancione, e figure di rilievo, quali il Metropolita Andrij Sheptyc’kyj, e lo Het’man Ivan Mazepa — glorioso Capo militare, e patriota ucraino, del XVIII secolo, sconfitto da Pietro I di Russia nella Battaglia di Poltava.

Ad esse, si aggiunge la promessa del Ministrero degli Interni russo di lottare contro ideologie contrarie e pericolose per la Russia.

Protestano Patrioti ucraini e Georgia

A Kyiv, a protestare sono state solo organizzazioni patriottiche, e politici dell’Opposizione Democratica. Bocche cucite, invece, dall’Amministrazione del Presidente, Viktor Janukovych, stretto alleato del Cremlino.

Chi, invece, ha condannato la ripresa dell’ondata di nazionalismo in Russia è il Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili. In un’intervista alla televisione azera, il Capo di Stato di Tbilisi ha espresso preoccupazione per la possibile ripresa del conflitto con Mosca in Abkhazija ed Ossezia Meridionale.

Repubbliche georgiane, occupate dai russi durante l’aggressione militare nell’agosto 2008.

 

Matteo Cazzulani

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LA RUSSIA NEGA IL SEQUESTRO DELLA BIBLIOTECA UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 10, 2011

Il Consolato Generale della Federazione Russa di Leopoli conferma l’apertura del centro culturale di Kyiv a Mosca. Secondo diverse fonti, risulta ancora inaccessibile

Il Poeta Nazionale Ucraino, Taras Shevchenko

I russi negano l’evidenza. Nella giornata di sabato, 8 Gennaio, il Consolato Generale della Federazione Russa di Leopoli ha comunicato l’infondatezza della notizia circa la chiusura della Biblioteca Ucraina di Mosca.

Un fatto grave. Che in Ucraina, ad eccezione delle Autorità, ha suscitato proteste di popolazione ed organizzazioni patriottiche, infuriate per l’ennesimo atto di Mosca contro la cultura di Shevchenko — Taras, il Poeta Nazionale.

Un caso diplomatico, che la rappresentanza russa, con una nota, riportata dall’autorevole Zaxid.net, ha cercato di ultimare, garantendo funzionamento del Centro, definito fondamentale per il dialogo e l’amicizia tra Russia ed Ucraina.

Attacco alla cultura ucraina

Non devono averla pensata allo stesso modo le Autorità del Cremlino. Quando, lo scorso 23 Dicembre, nell’ambito di una poco chiara lotta all’estremismo, hanno prelevato dalla Biblioteca una cinquantina di libri, per una perizia linguistico-psicologica.

Opere, in lingua ucraina, su storia della Statualità Kyiviana, Rivoluzione Arancione, e figure di rilievo, quali il Metropolita Andrij Sheptyc’kyj e lo Het’man Ivan Mazepa — glorioso Capo militare, e patriota ucraino, del XVIII secolo, sconfitto da Pietro I di Russia nella Battaglia di Poltava.

Il giorno sucessivo, una seconda perquisizione ha sequestrato anche i cataloghi, e posto i sigilli all’edificio. A confermarlo, la Direttrice, Natalija Sharina. Rispettata nell’ambiente per il buon livello culturale. E per la sua estrema lucidità.

Matteo Cazzulani

RUSSIA: CHIUSA LA BIBLIOTECA NAZIONALE UCRAINA

Posted in Russia by matteocazzulani on December 27, 2010

L’attacco alla cultura ucraina segue le dichiarazioni del Primo Ministro circa la superiorità dei russi sugli altri popoli dell’ex-Unione Sovietica

Il Poeta Nazionale Ucraino, Taras Shevchenko

Il Cremlino pone i sigilli alla cultura ucraina. Nella giornata di venerdì, 24 dicembre, un ordine ministeriale ha chiuso la Biblioteca di Cultura Ucraina di Mosca, l’unica nella Federazione Russa.

Come comunicato all’autorevole UNIAN, dalla Direttrice, Natal’ja Sharyna, emissari del Ministero degli Interni dapprima hanno sequestrato cataloghi, computer ed Hard-Disk, contenenti gli elenchi delle opere. Successivamente, hanno sigillato l’edificio, ed imposto la sua chiusura.

Un vero e proprio attacco alla cultura ucraina, a cui la Sharyna intende reagire, con la presentazione di un esposto in Procura. Come sottolineato, durante la perquisizione, gli agenti hanno cercato persino di gettare alcuni libri nella spazzatura.

Il Ministero degli Interni ha comunicato l’intenzione di combattere contro estremismi ed ideologie pericolose per la Russia. Così ha motivato anche la precedente retata di giovedì, 23 dicembre, in occasione della quale sono stati sequestrati alcuni libri per un’indagine linguistico-psicologica.

Materiali nella lingua di Shevchenko — Taras, il Poeta Nazionale — riguardanti la storia della statualità dell’Ucraina, la Rivoluzione Arancione, e figure di rilievo, quali il Metropolita Andrij Sheptyc’kyj e lo Het’man Ivan Mazepa — glorioso Capo militare, e patriota ucraino, del XVIII secolo, sconfitto da Pietro I di Russia nella Battaglia di Poltava.

Il revisionismo storico

Il primo ministro russo, Vladimir Putin

Lecito sottolineare che, pochi giorni prima, in diretta tv, il Primo Ministro, Vladimir Putin, si è detto convinto della vittoria URSS nella Seconda Guerra Mondiale — Grande Guerra Patriottica per il Cremlino — anche senza l’aiuto ucraino e degli altri popoli dell’Unione Sovietica. In quanto, a suo vedere, i russi sarebbero un popolo naturalmente votato alla vittoria.

Dinnanzi a tali dichiarazioni, in Ucraina hanno reagito solo partiti politici del campo democratico, ed associazioni patriottiche. Nessuna condanna, invece, dall’amministrazione di Viktor Janukovych. Sempre più succube del vicino russo, anche sul piano culturale.

Chi, invece, ha condannato la ripresa dell’ondata di nazionalismo in Russia è il Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili. In un’intervista alla televisione azera, il Capo di Stato di Tbilisi ha espresso preoccupazione per la possibile ripresa del conflitto con Mosca in Abkhazija ed Osezia Meridionale. Repubbliche georgiane, occupate dai russi durante l’aggressione militare nell’agosto 2008.

Matteo Cazzulani

L’OPPOSIZIONE RUSSA QUERELA PUTIN. IL CREMLINO SEQUESTRA I LIBRI UCRAINI

Posted in Russia by matteocazzulani on December 24, 2010

Primo Ministro russo accusato di calunnia. Protesta anche l’opposizione ucraina sulla visione di Mosca della Seconda Guerra Mondiale

Il premier russo, Vladimir Putin

32 mila dollari dalle tasche di Putin. Questa la richiesta di Boris Nemcov, Leader del movimento di opposizione russo Solidarnist’. Il politico, già Capo del Partito liberal-moderato SPS, ha presentato denuncia contro il Primo Ministro russo per calunnie.

Come riferito da Nemcov, all’azione si sono agiunti altri oppositori di rilievo, quali Vladimir Milov, e Vladimir Ryzhkov. Tutti, intenzionati ad ottenere un risarcimento per danni morali. E, possibilmente, scuse pubbliche.

Lo scorso 16 dicembre, in diretta nazionale dal Kanal Rossija, Putin ha definito Nemcov e gli altri oppositori una banda di ladri, intenzionati solo ad arricchirsi. Inoltre, il Primo ministro russo ha accusato gli avversari della responsabilità per la perdita di diversi miliardi, sottratti alle casse dello Stato.

Contro gli ucraini

L'Het'man ucraino, il patriota Ivan Mazepa

Nello stesso programma televisivo, uno dei più seguiti dell’anno, Putin ha affermato che, nella Seconda Guerra Mondiale — che a Mosca definiscono Grande Guerra Patriottica — la Russia avrebbe sconfitto i tedeschi, anche senza l’ausilio di Ucraina ed altri stati ex-sovietici. In quanto, secondo il Primo Ministro, quello russo sarebbe un popolo trionfante per natura.

Pronte le reazioni delle associazioni patriottiche ucraine, con manifestazioni di sdegno, dinnanzi alla progressiva politica di odio nei confronti di Kyiv. A testimoniarlo, giovedì, 23 dicembre, il sequestro di una cinquantina di libri dalla Biblioteca di Letteratura ucraina di Mosca.

Materiali nella lingua di Shevchenko — Taras, il Poeta Nazionale — riguardanti la storia della statualità dell’Ucraina, la Rivoluzione Arancione, e figure di rilievo, quali il Metropolita Andrij Sheptyc’kyj e lo Het’man Ivan Mazepa — glorioso Capo militare, e patriota ucraino, del XVIII secolo, sconfitto da Pietro I di Russia nella Battaglia di Poltava.

Bocche cucite, invece, dalle Autorità. L’Ammnistrazione Janukovych, sempre più succube del vicino russo, non ha protestato né contro l’atto di revisionismo storico di Putin, né in merito all’attacco alla cultura ucraina.

Matteo Cazzulani

WIKILEAKS: IN UCRAINA TREMA JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 5, 2010

Secondo ulteriori indiscrezioni del celebre sito, il Presidente ucraino avrebbe minacciato quello lituano, ed usuffruito di consulenti USA per la campagna elettorale grazie a finanze illecite. Gas, Holodomor e Mazepa all’origine delle frizioni tra Kyiv e Mosca

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

C’è tanta Ucraina nelle rivelazioni WikiLeaks. Secondo quanto riportato dalla versione ucraina della BBC, tra i documenti publicati dal sito più temuto del pianeta ci sono dispacci dell’intelligence americana in merito alla situazione politica sulle rive del Dnipro, dal 2005 al 2008.

Stando ad una nota, inviata a Washington dall’ambasciata USA di Kyiv nel 2005, l’attuale Presidente, Viktor Janukovych, avrebbe rivolto parole pesanti al Capo di Stato lituano, Valdas Adamkus. Reo, secondo il capo del Partija Rehioniv — allora all’opposizione — di avere appoggiato la Rivoluzione Arancione. Con cui, con l’arma della non violenza, gli ucraini hanno reagito alle ennesime elezioni falsate, e portato alla vittoria il campo democratico.

Sempre riguardo al Partija Rehioniv, l’allora Console americano, Daymon Wilson, avrebbe fornito al Consiglio di Sicurezza nazionale un dettagliato rapporto della forza politica, da cui emerge  l’importanza dell’oligarca Rinat Akhmetov. Grazie ai suoi cospicui finanziamenti, Janukovych si sarebbe assicurato i servizi di una nota compagnia americana di consulenza elettorale nelle parlamentari , vinte, del 2006.

Oltre alle sponsorizzazioni oscure, a preoccupare Washington, anche il comportamento assunto da esponenti del Partija Rehioniv in ambito internazionale. In particolare, la posizione in favore del regime cubano di Fidel Castro, espressa della Commissaria per i Diritti Umani, Nina Karpanova, numero due nelle liste della forza politica di Janukovych.

L’oro blu e la fine della Rivoluzione Arancione

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Infine, emerge l’attenzione con cui gli Stati Uniti hanno seguito i continui litigi interni al campo arancione. Particolare apprensione sarebbe stata comunicata alla rappresentanza USA a Kyiv circa le frizioni tra l’allora Premier, Julija Tymoshenko, ed il Presidente emerito, Viktor Jushchenko.

Motivazione principale delle incomprensioni, il gas. La Lady di Ferro ucraina, attuale Leader dell’Opposizione Democratica, avrebbe agito per trattare l’oro blu direttamente con la Russia. L’ex Capo di Stato, invece, si sarebbe schierato in difesa dell’intermediario RosUkrEnergo: misteriosa compagnia elvetica, posseduta per metà dal monopolista russo Gazprom e dall’oligarca ucraino Dmytro Firtash, incaricata della compravendita del gas in Ucraina.

Altri punti alla base dei cattivi rapporti con Mosca, la permanenza della Flotta Russa del Mar Nero  in territorio ucraino, ed il rafforzamento del ricordo di pagine importanti della storia di Kyiv. In primis, l’Holodomor, e l’eroica figura di Ivan Mazepa.

Lecito ricordare che precedenti rivelazioni, pubblicate venerdì, 3 dicembre, hanno indicato Firtash come uomo di fiducia di Jushchenko per gli affari energetici.

Inoltre, l’attuale principale finanziatore di Janukovych sarebbe stato, con Akhmetov, il vero regista dell’inciucio tra Nasha Ukrajina — il partito di Jushchenko — ed il Partija Rehioniv. L’accordo, certificato nell’agosto 2006 da un memorandum, ha portato ad una coalizione di governo, allargata a socialisti e comunisti, tanto anomala quanto poco duratura.

Unico ad opporsi, il BJuT — il gruppo di Julija Tymoshenko — da sempre fedele agli ideali del Majdan, e, corentemente, alla tutela degli interesi nazionali ucraini.

Matteo Cazzulani