LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

O.T.: DIALOGO, IMPEGNO E MODERNITÀ, IL RICORDO DEL CARDINAL MARTINI AD UN ANNO DALLA MORTE

Posted in Editoriale by matteocazzulani on August 31, 2013

Un anno fa moriva l’Arcivescovo di Milano che ha sostenuto un cattolicesimo più dialogante e moderno. La Guida Emerita della Diocesi Ambrosiana un punto di riferimento per chi si impegna in politica e nel sociale

Ci ha insegnato ad ascoltare, dialogare, conoscere e interrogarci senza alcun pregiudizio. Un anno fa, il 31 Agosto del 2012, si è spento il Cardinale Carlo Maria Martini, Arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002.

La figura del Cardinal Martini è nel contempo eccezionale ed estremamente attuale. Sotto la sua guida, la Diocesi più grande del Mondo è diventata centro di dialogo, integrazione, comprensione e solidarietà.

Il Cardinal Martini ha aperto la Chiesa agli ultimi, ai bisognosi, a chi è approdato in Italia in condizioni precarie per cercare di migliorare la sua vita, e a chi, per varie ragioni, ha perso la Fede e la fiducia negli insegnamenti delle Sacre Scritture.

Il Cardinal Martini ci ha insegnato a porci sempre domande, e ha concepito una catechesi meno teologica ma più dialogica, basata sulla continua ricerca della Verità più che sull’argomentazione di una Verità già data.

Il Cardinal Martini ha anche saputo aprire la Chiesa Cattolica alla modernità, adattandola ai cambiamenti della società. Ha ammesso l’uso della contraccezione ed ha avviato una battaglia per ammettere la concessione dell’Eucarestia ai divorziati.

Il Cardinal Martini è importante anche e sopratutto per chi, cattolico, è impegnato in politica ed associazionismo. Ci ha mostrato come l’impegno nel sociale e in politica non sia pura carriera, bensì un servizio alla società che deve essere improntato sul rispetto di tutti e sull’attenzione a chi si trova nel momento del bisogno.

Se oggi la Chiesa Ambrosiana è aperta, tollerante, attenta al sociale e capace -più di altre Diocesi- di leggere e comprendere la società, è anche e sopratutto al Cardinal Martini, a cui sono direttamente legati il suo successore alla guida della Diocesi di Milano, il Cardinale Dionigi Tettamanzi -in carica dal 2002 al 2011- e Papa Francesco.

Il Cardinal Martini e Papa Francesco

Proprio sul legame tra il Cardinal Martini e Papa Francesco è opportuna una riflessione. Come riportato da indiscrezioni giornalistiche, nel Conclave del 2005, il Cardinal Martini avrebbe consigliato l’ala riformatrice della Chiesa a sostenere Bergoglio, riuscendo, in una prima fase, a portare al Vescovo di Buenos Aires più voti rispetto che al Cardinale Joseph Ratzinger, poi eletto Papa Benedetto XIV.

Quello che accade nel Conclave è, giustamente, coperto dal segreto, ma è bello pensare alla soddisfazione che, dal Cielo, il Cardinal Martini ha provato quando il Cardinal Bergoglio è stato eletto Papa.

Con Papa Francesco alla guida della Chiesa Cattolica, la cristianità può ora contare su un Pastore di anime in grado di aprire alla modernità, anche con cambiamenti sostanziali, attingendo dall’insegnamento del Cardinal Martini.

Matteo Cazzulani

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L’ARCIVESCOVO SCOLA: MARTINI COME SANT’AMBROGIO E SAN CARLO

Posted in Editoriale by matteocazzulani on September 3, 2012

Concordemente con quanto deciso in occasione dell’arrivo delle spoglie dell’Arcivescovo Emerito di Milano, Carlo Maria Martini, La Voce Arancione ha deciso di pubblicare il rendiconto della celebrazione delle esequie, celebrate presso il Duomo di Milano dall’Arcivescovo Angelo Scola nella giornata di Lunedì, 3 Settembre. 

Riteniamo che Carlo Maria Martini, oltre che un Grande Uomo di Chiesa, sia stato un alfiere della modernità, del dialogo interreligioso e dell’integrazione interculturale. Il suo impegno speso per il coinvolgimento nelle attività del cattolicesimo dei mussulmani, degli ebrei, dei cristiani delle altre confessioni, dei divorziati e di chi regolarmente utilizza metodi contraccettivi durante i rapporti sessuali non può non essere onorato con un articolo “fuori tema” su questo nostro giornale.

Carlo Maria Martini resta per noi un esempio di coraggio e tenacia, affinché tutti noi si possa comprendere che cambiare il Mondo in meglio, anche se difficile, è possibile. Nell’ambito della religione così come nello spazio ex-sovietico.

Il Capo dell’Arcidiocesi di Milano durante la celebrazione dei funerali dell’Arcivescovo Emerito meneghino illustra l’alto spessore morale e spirituale del compianto religioso. Presso il Duomo presenti le massime Autorità politiche, e migliaia di fedeli assiepati anche fuori dalla cattedrale gotica

I fedeli in fila in attesa dell’inizio dei Funerali dell’Arcivescovo Martini

L’Arcivescovo Emerito di Milano, Carlo Maria Martini, ha seguito appieno l’esempio dei suoi più eminenti predecessori, e nei secoli a venire merita di essere ricordato nella medesima maniera dei Santi Ambrogio e Carlo. Sa di candidatura alla beatificazione il discorso pronunciato dall’Arcivescovo di Milano, Angelo Scola, lunedì, 3 Settembre, durante i funerali del Cardinale Carlo Maria Martini: suo predecessore dal 1979 al 2002.

Durante l’omelia pronunciata a seguito della lettura delle Sacre Scritture – un passo tratto dal Vangelo secondo Giovanni – Scola ha espresso apprezzamento per la perseveranza e per la fede nella Resurrezione fatta propria da Martini durante tutto il suo sacerdozio.

Inoltre, l’Arcivescovo della Diocesi più importante d’Europa ha evidenziato come la grandezza del suo predecessore sia insita nella capacità di avere letto in maniera adeguata le esigenze della modernità, le differenti sensibilità, e, secondo una condotta agostiniana, di avere garantito l’unità della Cristianità nella sua pluriformità.

“Pensiamo alla lunga catena dei nostri arcivescovi – ha dichiarato Scola – sopratutto a Sant’Ambrogio e a San Carlo. E’ nostro vivo desiderio che Carlo Maria Martini venga annoverato tra i Santi e i Pastori del gregge del Signore”.

Commovente, al punto da riscuotere gli applausi della folla – assiepata entro il Duomo di Milano e fuori dalla cattedrale gotica del capoluogo meneghino, dove, nonostante la pioggia, migliaia di fedeli hanno seguito la cerimonia tramite i maxischermi – è stato il saluto di chi è succeduto all’Arcivescovo Martini alla guida dell’Arcidiocesi di Milano nel 2002, il Cardinale Dionigi Tettamanzi.

Martini è ricordato come l’Arcivescovo del dialogo e dell’apertura. I suoi sforzi spesi in favore del dialogo con l’Islam, con l’ebraismo e con le altre confessioni cristiane, ha fatto sì che tra i presenti al funerale figurassero esponenti di spicco di altre religioni.

Inoltre, l’Arcivescovo Emerito di Milano è ricordato, ed apprezzato, anche per il coraggio dimostrato nel Governare l’Arcidiocesi meneghina secondo una linea moderna e liberale. Egli ha infatti sostenuto la necessità di ammettere i divorziati al Sacramento dell’Eucarestia, ed ha ammesso, in certi casi, l’uso del preservativo e di altre forme di contraccezione.

L’Arcivescovo di Milano, Angelo Scola

Tra i presenti alle esequie di Martini, anche le principali autorità dello Stato e del Governo locale. Oltre al Premier, Mario Monti, a dare l’estremo saluto all’amato Arcivescovo sono stati anche il Governatore di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il Presidente della provincia di Milano, Guido Podestà, il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, il Leader dell’Unione Di Centro, Pierferdinando Casini, la Presidente del Partito Democratico, Rosy Bindy, e il Capo di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola.

Accorsi in Duomo anche altri politici ed esponenti della borghesia milanese, tra cui il Presidente della squadra di calcio Inter, Massimo Moratti.

Terminati i funerali, l’Arcivescovo Martini, con una cerimonia privata, è stato tumulato all’interno della Cattedrale meneghina, sotto il Crocifisso di San Carlo.

Matteo Cazzulani

 

 

 

Il Premier italiano, Mario Monti

Il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia

Il Presidente dell’Inter, Massimo Moratti

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O.T. CARLO MARIA MARTINI: MILANO DA L’ADDIO ALL’ARCIVESCOVO DELL’APERTURA

Posted in Editoriale by matteocazzulani on September 1, 2012

Dopo il terremoto in Lombardia del Maggio 2012, riteniamo opportuno dedicare spazio su La Voce Arancione ad un’altro articolo non inerente alla situazione politica in Europa Centro-Orientale o a questioni energetiche. La scomparsa del Cardinale Carlo Maria Martini rappresenta infatti una pagina di attualità che tocca tutto il Mondo. 

Martini, Arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002, è una figura esemplare, distintasi tra i fedeli per le sue posizioni avanzate e moderne espresse all’interno della Chiesa. In una città dove la modernità ha provocato profondi mutamenti sociali, Martini ha sostenuto la necessità di dialogare tra fedeli di diverse religioni, ha sostenuto il diritto ai divorziati di prendere parte all’Eucarestia, ed ha compreso la necessità di ricorrere a tecniche di contraccezione durante i rapporti sessuali. 

La lungimiranza di un Pastore come Martini sta proprio nell’aver voluto ammodernare il cattolicesimo in maniera delicata, senza scuoterne le basi e i fondamenti. Il suo scopo era quello di avvicinare l’uomo alla Fede, per mantenere e rinsaldare i valori della cristianità, puntualmente contrastati da un’ondata di laicismo ed intolleranza nei confronti dei credenti che, in diverse aree del pianeta – anche in Italia – sta ancor oggi prendendo corpo e potere sempre più velocemente.

La Voce Arancione, che è basata a Milano ed è profonda debitrice dei valori del cristianesimo, con la pubblicazione di questo articolo vuole rendere omaggio ad un alfiere della preghiera, della spiritualità, e della moralità, da cui la Chiesa tutta ha tratto un indiscusso beneficio. 

La sua assenza sarà un forte vuoto per tutti noi che ci riteniamo cristiani e – malgrado attacchi gratuiti continuamente subiti dagli ultra del laicismo in salsa sovietica, senza se e senza ma – non ci vergogniamo di esprimere pubblicamente il nostro credo.

Duomo stracolmo per l’omelia di apertura della camera ardente, celebrata dall’attuale Capo della Diocesi meneghina, Angelo Scola. Il ricordo del Cardinale per le sue aperture a divorziati e contraccezione

L’Arcivescovo Emerito di Milano, Carlo Maria Martini

Un silenzio assordante in una piazza affollata nonostante le nubi minacciose di un’ordinaria giornata di inizio settembre, poi l’applauso all’arrivo del feretro del Cardinale Carlo Maria Martini, trasportato presso il Duomo alle 12 puntuali, come previsto.

Oltre ai milanesi, accorsi in gran numero presso la gotica Cattedrale, ad accogliere l’amato Cardinale è stato l’Arcivescovo di Milano, Angelo Scola, che ha benedetto la bara del suo predecessore prima dell’omelia di apertura della camera ardente, installata all’interno del Duomo.

Tra i presenti, anche rappresentanti delle autorità locali, tra cui l’Assessore al Bilancio del Comune di Milano, Bruno Tabacci, e il Vicepresidente della Provincia meneghina, Bruno Dapei.

“Il ricordo di Martini deve darci la forza per superare le difficoltà della vita – ha dichiarato Scola durante la celebrazione, partecipata da moltissimi fedeli – restiamo in raccoglimento di fronte al mistero della morte nella certezza della resurrezione, alla quale il compianto Cardinale credeva. La memoria della sua persona rinascerà tra noi sotto forma di solida pace e stretta amicizia”.

Al termine dell’omelia, la camera ardente è stata aperta alla visita dei fedeli sino alle ore 16 di Lunedì, quando saranno celebrati i solenni funerali. Per l’intera giornata del 3 Settembre, il Comune di Milano ha proclamato il lutto cittadino, per rendere possibile alla cittadinanza l’estremo saluto all’amato ex-Arcivescovo.

Nato a Torino nel 1927, Carlo Maria Martini è stato nominato alla guida della più grande Diocesi d’Europa nel 1979, per volere di Papa Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla). Fino la 2002, quando ha lasciato l’incarico per sopraggiunti limiti d’età, l’Arcivescovo di Milano si è distinto per la sua visione fortemente aperta, moderna e liberale della Chiesa.

L’Arcivescovo di Milano, Angelo Scola, accoglie il Feretro del Cardinale Carlo Maria Martini

Egli infatti ha promosso il dialogo con l’Islam, l’ebraismo e le altre religioni presenti nella multiculturale città di Milano, si è schierato a più riprese a favore della concessione del Sacramento dell’Eucarestia ai divorziati, ed ha invitato la Chiesa a non condannare l’uso del preservativo e le tecniche contraccettive.

Dopo un periodo di studi biblici a Gerusalemme, Martini, nel 2005, è stato ad un soffio dall’elezione al Soglio Pontificio dopo la scomparsa di Giovanni Paolo II. Durante il Conclave, è stato lo stesso Arcivescovo emerito di Milano ritirare la sua candidatura, per via dell’allora già precario stato di salute.

Per la sua umiltà, Fede, spiritualità ed apertura ai problemi della modernità, Martini è riconosciuto ed apprezzato non solo a Milano, ma in tutta Europa e nel Mondo. Egli è stato l’Arcivescovo del diligo e dell’apertura, dell’inclusione e della fratellanza tra gli uomini.

Un particolare ricordo di Martini è quello del suo Vicario, il Cardinale Luigi Manganini, che, a margine dell’omelia, ha comunicato che l’Arcivescovo Emerito sarà sepolto presso il Duomo sotto il Crocifisso di San Carlo. Secondo la testimonianza di Manganini, è stato lui stesso, per volere di Martini, a designare il luogo della sepoltura dell’Arcivescovo Emerito.

I fedeli presso il Duomo durante l’Omelia

“Ricordo i momenti in cui lo accompagnavo nei viaggi per il Mondo – ha dichiarato Manganini – la mattina si svegliava presto per meditare. La sua preghiera mattutina era il segreto della sua profondità spirituale”.

Le celebrazioni dei funerali del compiano Arcivescovo Emerito saranno trasmesse in diretta video su Rai Uno.

Matteo Cazzulani

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