LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

IVANISHVILI ALLA PRIMA: IMPEACHMENT PER SAAKASHVILI, BUONI RAPPORTI CON UE, NATO E RUSSIA

Posted in Georgia by matteocazzulani on October 3, 2012

Il Leader della formazione vincitrice delle Elezioni Parlamentari georgiane, Sogno Georgiano, invita il Capo dello Stato a dimettersi prima che la nuova maggioranza avvii provvedimenti atti al suo sollevamento. In politica estera, il paperone di Tbilisi promette relazioni privilegiate con Bruxelles, Mosca e Azerbaijan 

Il leader di Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili

La classe politica che ha reso la Georgia una democrazia europea sarà azzerata, e Tbilisi passerà dall’essere un attore mondiale al diventare un player regionale. Nella giornata di martedì, 2 Ottobre, il leader dell’Opposizione georgiana Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili, ha presentato le prime linee-guida del suo operato dopo avere vinto le Elezioni Parlamentari del giorno precedente.

Il primo atto promesso da Ivanishvili, che ancora non ha sciolto le riserve sul nome del Premier, né su quello dello Speaker del Parlamento – alla guida dell’Assemblea Legislativa potrebbe essere eletto l’ex-calciatore del Milan, Kakhaber Kaladze: capolista di Sogno Georgiano – è l’avvio di una procedura di impeachment nei confronti del suo rivale, il Presidente Mikheil Saakashvili.

Secondo quanto dichiarato dal leader di Sogno Georgiano, il Capo dello Stato, in carica fino al 2013 – e pronto, come dichiarato ufficialmente, a nominare un Esecutivo proposto da Ivanishvili – ha chiaramente ricevuto una dimostrazione di sfiducia nelle urne dal suo popolo e, per questa ragione, sarà compito della nuova maggioranza invitare il Presidente ad abbandonare il suo posto prima della scadenza anticipata del suo mandato.

Senza lasciare spazio nemmeno alla rielezione di Ministri dell’attuale esecutivo, Ivanishvili ha inoltre assicurato un cambiamento moderato della Georgia in politica estera.

Da attore mondiale – come ha cercato di rendere il suo Paese Saakashvili grazie ai rapporti diretti con gli USA, l’Europa ed altre importanti realtà della geopolitica del pianeta – Tbilisi diventerà un player regionale che mira sempre all’integrazione con UE e NATO, ma presta attenzione anche ai rapporti coi vicini dell’area caucasica, a partire da Russia ed Azerbaijan.

In aggiunta, il Leader di Sogno Georgiano ha dichiarato la volontà di riportare sotto il controllo di Tbilisi le regioni georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud, strappate a Tbilisi dalla Russia nell’Agosto 2008 in seguito ad un’aggressione militare che, come riportato dall’autorevole Trend, Ivanishvili ha ritenuto essere stata preparata da Mosca da circa 200 anni.

Varie sono state le reazioni della Comunità Internazionale alle prime parole di Ivanishvili. L’Ambasciatore USA a Tbilisi, Richard Norland, si è complimentato con i georgiani per la dimostrazione di democrazia data con lo svolgimento di elezioni regolari, e ha dichiarato l’intenzione di Washington di mantenere i buoni rapporti con la Georgia finora mantenuti da Saakashvili.

Soddisfazione per la vittoria di Sogno Georgiano è stata espressa dalla Russia, che per voce del Presidente della Commissione per le relazioni con i Paesi CSI, Leonid Slutsky, ha sottolineato l’occasione che ha ora Ivanishvili per migliorare un rapporto tra Tbilisi e Mosca definito come totalmente ostile.

Per questa ragione, il politico russo ha invitato il Leader della nuova maggioranza ad opporsi strenuamente a Saakashvili.

Critiche sono state sollevate dal Presidente del Partito Popolare Europeo, Wilfried Martens, che, dopo essersi complimentato con Saakashvili per aver reso la Georgia una democrazia europea, ha giudicato l’invito espresso da Ivanishvili alle sue dimissioni un atto di offesa dei principi democratici che hanno permesso all’opposizione di ottenere la maggioranza del Parlamento.

“L’invito [di Ivanishvili alle dimissioni di Saakashvili, n.d.a.] è totalmente inaccettabile, ed è un attacco diretto alla democrazia ed allo Stato di Diritto – riporta la nota PPE – Mi aspetto che quei politici europei che tanto si sono affrettati a congratularsi con Ivanishvili lo invitino ad un immediato dietrofront”.

I due protagonisti della politica georgiana

Uomo più ricco di Georgia – 146 nel rating Forbes – con un passato di business tra Russia e Francia – di cui possiede la cittadinanza – Ivanishvili ha vinto le Elezioni Parlamentari georgiane di Domenica, Primo di Ottobre, con il 53% dei voti. Il Partito del presidente Saakashvili, il Movimento Nazionale Unito, è invece rimasto fermo al 41%.

Saakashvili ha amministrato il Paese per otto anni, dal 2003, anno in cui egli stesso ha guidato il processo democratico nonviolento georgiano, passato alla storia come Rivoluzione Delle Rose.

Tra i risultati ottenuti dal Presidente: l’ammodernamento del sistema economico, giuridico e democratico della Georgia, che da repubblica post-sovietica è diventata rapidamente uno Stato candidato alla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE.

A provocare la caduta dei consensi nei confronti di Saakashvili – ampiamente sostenuto dal suo popolo anche durante l’aggressione militare della Russia dell’Agosto 2008 – è stato uno scandalo legato a violenze perpetrate nelle carceri da parte delle forze di polizia, scoppiato in maniera misteriosa a pochi giorni dal voto, ma capace di discreditare agli occhi degli elettori il Governo uscente.

Matteo Cazzulani

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EURONEST DIVISA SULLE PRIORITA ORIENTALI DELL’UE

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on November 1, 2011

Moldova favorevole ad un’integrazione politica, Azerbajdzhan ed Armenia interessate solo a quella economica, mentre la Georgia invita ad inserire la garanzia dell’integrità territoriale. Il Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, supporta l’apertura dei mercati di Bruxelles in cambio del rispetto degli standard democratici. L’arresto di Julija Tymoshenko mette sempre più in forse l’Associazione dell’Ucraina all’Unione Europea

Il presidente dell

Uniti nella diversità non è solamente il motto che ha fatto l’Europa, ma anche la sintesi con cui si è conclusa la prima sessione dell’Euronest. Nella giornata di giovedì, 15 Dicembre, a Strasburgo si è riunita l’assemblea dei Paesi dell’Unione Europea e del Partenariato Orientale – da cui, al momento del varo, la scorsa primavera, è stata esclusa la Bielorussia, per via delle repressioni politiche sui dissidenti – con lo scopo di delineare gli obiettivi da proporre al successivo Summit della Eastern Partnership.

Un documento che, tuttavia, non è riuscito ad emergere, dal momento in cui la sessione si è trasformata in una babele di proposte ed opinioni divergenti, che nemmeno l’instancabile mediazione dei due Presidenti della seduta, l’ex-Ministro degli Esteri dei governi arancioni ucraini, Borys Tarasjuk, e l’eurodeputata bulgara, Kristina Vigenina, sono riusciti a conciliare.

Da un lato, la Moldova, forte delle seppur misere prospettive aperte da Bruxelles, ha posto l’accento sull’accelerazione dell’integrazione nell’UE dei Paesi del partenariato orientale, con la richiesta di aiuti per la realizzazione di riforme politiche necessarie per l’adattamento agli standard del Vecchio Continente.

Sul fronte opposto, Azerbajdzhan ed Armenia hanno circoscritto il discorso al solo fattore economico, sostenendo come priorità del Summit l’apertura dei mercati di Bruxelles, a cui Baku e Jerevan ambiscono per collocare i propri prodotti, sopratutto energetici.

Opinione condivisa dalla Georgia, che, tuttavia, ha richiesto un chiaro messaggio in sostegno dell’integrità territoriale dei Paesi del partenariato orientale, e – memore dell’aggressione militare subita dalla Russia nell’Agosto 2008 – di condanna di ogni tentativo di invasione da parte di Paesi terzi.

Fondamentale per il raggiungimento di un accordo di massima sulle linee guida principali è stata la mediazione del Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, che ha sintetizzato le diverse richieste dei Paesi dell’Europa Orientale in quattro priorità: in primis, l’apertura dei mercati, tuttavia ottenibile solo previo raggiungimento, e rispetto, degli standard democratici, senza i quali nessun accordo con l’UE può essere stretto in materia di partnership. Terzo step, l’abbattimento delle frontiere e l’eliminazione dei visti, a cui segue l’intensificazione degli scambi studenteschi, così da consentire fin da ora la crescita di una nuova generazione europea negli Stati che si avviano alla membership con Bruxelles.

La questione Ucraina in forse

Sullo sfondo della riunione, il caso dell’Ucraina, Paese vicino alla firma di un Accordo di Associazione con l’UE sempre più in forse a causa dell’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e dei processi politici che hanno colpito un’altra decina di esponenti del campo arancione. Nel corso dell’Assemblea, Kyiv si è allineata sia alla posizione moldava – sostenendo una pronta integrazione sul piano politico – che a quella caucasica, sottolinenando l’importanza prioritaria dell’apertura dei mercati.

Nel contempo, a frenare le sue ambizioni europee è stato il Presidente del Partito Popolare Europeo, Wilfred Martens, infuriato per non essere stato ammesso nel carcere di massima sicurezza dove è detenuta Julija Tymoshenko da un’ordinanza della Corte. In una conferenza stampa, il Leader del centrodestra europeo ha ricordato alle autorità di Kyiv che l’Accordo di Associazione con l’UE è sempre stato supportato dal PPE, ma il mancato rispetto dei diritti umani e civili da parte delle attuali Autorità – di cui il caso di Julija Tymoshenko è esempio – rende impossibile la sua firma, almeno fino a quando i processi politici non saranno interrotti, e la Leader dell’Opposizione Democratica liberata.

“L’ho comunicato al Presidente in persona, Viktor Janukovych – ha dichiarato Martens – senza la partecipazione dei Leader dell’opposizione, le prossime elezioni Parlamentari non possono essere ritenute libere”.

In risposta, il parlamentare Vadym Kolesnichenko del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il Primo Ministro, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha accusato l’Occidente di ingerenza negli affari interni ucraini, ed invitato ad ignorare le dichiarazioni di Martens, in quanto provenienti dal Leader di un Partito a cui appartiene anche Bat’kivshchyna, la forza di Julija Tymoshenko.

“E’ una forma di manipolazione dell’opinione pubblica – ha dichiarato il più simpatico dei Deputati ucraini, che ritiene il Legno Storto un giornaletto di raccoglitori d’uva, ed il redattore della Voce Arancione uno studentello di Padova – e di inserimento nelle questioni ucraine dell’Occidente. Un tentativo di pressione sulle Autorità ucraine – ha aggiunto a Radio Liberty – che caratterizzano simili messaggi politici”.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO RICORRE IN APPELLO. LE AUTORITA’ APRONO NUOVI PROCEDIMENTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 26, 2011

Il documento degli avvocati della Leader dell’Opposizione Democratica contrastato da nuove imputazioni da Parte della Procura Generale. La protesta dell’Unione Europea dinnanzi al regresso democratico di Kyiv ignorata dal Presidente ucraino, Viktor Janukovych, che a Bruxelles preferisce l’Avana, Brasilia e Mosca.

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

Un mare di accuse contro un singolo appello, e l’Ucraina è sempre più lontana dall’Europa e vicina a Cuba e Russia. Nella giornata di lunedì, 24 Ottobre, gli avvocati della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, hanno presentato il ricorso in Appello per la condanna a sette anni di carcere, più tre di interdizione dalla vita politica, con cui l’ex-Primo Ministro è stata reclusa in definitiva nel carcere di assima sicurezza Luk’janivs’kyj con l’accusa – “appurata” dopo un processo farsa, in cui la difesa è stata privata di ogni diritto – di gestione fraudolenta del bilancio statale, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

A dare l’annuncio è stato l’avvocato, Serhij Vlasenko, ma ad attirare l’attenzione dei legali della Tymoshenko è stata la quasi concomitante dichiarazione della Procura Generale dell’apertura di 4 nuovi procedimenti a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, inerenti l’acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze, la gestione dei fondi percepiti per rispettare il protocollo di Kyoto, e l’accollo al bilancio statale dei debiti della compagnia JEESU, presieduta dall’ex-Primo Ministro prima della sua discesa in politica.

Proprio in merito all’ultima imputazione, le Autorità non hanno perso tempo, rigettando in Cassazione la sentenza con cui la Tymoshenko è già stata assolta nel 2005, richiedendo un’indagine interna sull’operato del PM di allora, ed aprendo un fascicolo per abuso d’ufficio a carico del magistrato Mykola Zamkovenko, responsabile della scarcerazione della Leader dell’Opposizione Democratica dalla prima sua detenzione – sempre nel carcere di massima sicurezza Luk’janivs’kyj – nel 2001 per insufficienza di prove.

Un’escalation di provvedimenti che ha ulteriormente allarmato l’Europa, ferma nel condannare un’accanimento giudiziario contro la carismatica guida del campo arancione – secondo indiscrezioni sempre più gravi condizioni di salute – capitolo di un regresso democratico che rende impossibile la firma dell’Accordo di Associazione con cui l’Ucraina avrebbe potuto avvicinarsi all’integrazione con l’Unione Europea.

“Julija Tymoshenko è stata condannata per decisioni politiche, questo è inaccettabile in UE – ha dichiarato il Presidente del Partito Popolare Europeo, Wilfred Martens – è come se Tony Blair fosse portato in Tribunale per l’entrata in guerra contro l’Irak, o la Merkel, una volta terminato il periodo alla guida della Germania, chiamata dinnanzi ai giudici per gli aiuti finanziari alla Grecia. Le scelte di un Capo di Governo – ha continuato il Leader del maggiore soggetto politico dell’Europarlamento – devono essere valutate in sede parlamentare ed elettorale. Ogni intromissione della magistratura è una chiara violazione della divisione dei poteri”.

Una posizione forte, così come quella ufficiale dell’Unione Europea, che, nella seduta del Consiglio Europeo di Domenica, 23 Ottobre, ha ribadito come il rispetto della democrazia sia condizione imprescindibile per il progresso dei negoziati con i Paesi dell’Europa Orientale, senza il quale alcuna iniziativa del Partenariato Orientale UE – come gli accordi di associazione e le Zone di Libero Scambio, in merito ai quali Bruxelles sta negoziando con Ucraina, Moldova e Georgia – può essere realizzata.

“Il percorso e l’approfondimento dell’integrazione politica ed economica con l’Unione dipende dal rispetto nel paese candidato dello Stato di Diritto e dei principi democratici – riporta una nota UE a chiusura del summit – principi fondamentali su cui Bruxelles basa le sue partnership”.

Mosca dietro al raffreddamento diplomatico tra Kyiv e Bruxelles

Tuttavia, l’ennesimo campanello d’allarme non sembra preoccupare il Presidente, Viktor Janukovych: dopo avere rifiutato la decriminalizzazione dell’articolo del Codice Penale con cui Julija Tymoshenko è stata condannata – il 365 – ha rafforzato i rapporti con la Russia con l’ingresso di Kyiv nella Zona di Libero Scambio CSI – un progetto politico di Putin per ristabilire l’egemonia di Mosca sull’ex-URSS, a spese della sicurezza e competitività futura dell’UE – e un nuovo round di negoziati per il rinnovo dei contratti per il gas che, secondo esperti, si annunciano particolarmente gravosi per l’Ucraina.

Successivamente, ha risposto alla cancellazione della visita a Bruxelles con il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso – programmata per discutere lo stato dei negoziati per l’Accordo di Associazione e, con esso, della democrazia in Ucraina – rimpiazzandola con una tournée in Brasile e Cuba, durante la quale ha ottenuto l’abbattimento del regime dei visti con Brasilia, e si è felicitato per la calorosa accoglienza riservatagli dal dittatore comunista, Fidel Castro.

Lecito ricordare che l’Ucraina ha concluso le trattative per un Accordo di Associazione con l’UE che difficilmente sarà ratificato dal Parlamento Europeo a causa della condanna a Julija Tymoshenko e dei procedimenti a carico di una decina di altri esponenti dell’Opposizione Democratica – tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: dallo scorso 26 Dicembre anch’egli detenuto in isolamento prima che una sentenza ne abbia certificato la condanna – che escludono Kyiv dal rispetto dei parametri democratici.

In molti tra gli esperti hanno evidenziato come la repressione politica in Ucraina giochi a favore della Russia: pronta ad approfittare dell’impasse diplomatica tra Kyiv e Bruxelles per estendere il proprio dominio economico e politico su un Paese europeo per storia, cultura, e tradizioni, la cui indipendenza da Mosca ed europeicità sono condicio sine qua non per la sicurezza e la prosperità di un’Unione Europea che, in un periodo di crisi dei mercati, necessita un pronto ritorno a livelli di competitività su scala mondiale.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO NON PUO RICEVERE LA VISITA DEL PRESIDENTE PPE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 15, 2011

A Wilfred Martens negata la visita alla Leader dell’Opposizione Democratica. Delusione degli esponenti dell’Unione Europea, divisioni nella maggioranza. Sempre più in bilico l’Accordo di Associazione UE-Ucraina.

La Leader dell'opposizione democratica, Julija Tymoshenko

Un clamoroso autogol, che rischia di compromettere ancor più l’immagine dell’Ucraina all’estero. Così il Vice-Ministro degli Esteri, Oleksandr Chalyj, ha commentato la decisione delle autorità giudiziare di non consentire al Presidente del partito Popolare Europeo, Wilfred Martens, la visita in cella alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro detenuta in isolamento dallo scorso venerdì, 5 Agosto, con l’accusa di gestione fraudolenta del gas per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Come evidenziato alla stampa dal Presidente della Fondo Konrad Adenauer, Nino Lange – con cui Martens ha condotto un forum di dialogo con le Associazioni e le confessioni religiose ucraine, a cui sono stati invitati politici del campo arancione – il Leader del centro-destra europeo ha ottenuto preciso diniego da parte di Rodion Kirejev, il giovane giudice, autore di una conduzione iniqua del processo a Julija Tymoshenko, incarcerata anzitempo nonostante la maggior parte dei testimoni – 42 dell’accusa ed uno solo concesso alla difesa – l’abbiano scagionata.

Stupita, ma non troppo, la reazione di Martens, che, dopo avere condannato in pubblico l’accaduto, ha avuto modo di esprimere il proprio disappunto allo stesso Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto dal campo arancione il vero responsabile della decina di processi politici in atto in Ucraina.

“Ho ricordato al Capo di Stato che il rispetto dei valori europei è indispensabile per ogni integrazione con Bruxelles – ha illustrato il presidente PPE all’autorevole Ukrajins’ka Pravda in un commento all’incontro con Janukovych, avvenuto a porte chiuse – qualora le elezioni si dovessero svolgere senza Julija Tymoshenko, non sarebbero regolari – ha continuato – si lasci agli ucraini la libera scelta alle urne se condannare o meno la Leader dell’Opposizione Democratica”.

Una posizione importante, che ha portato solo parte della maggioranza a riflettere. Secondo Volodymyr Olijnyk, Deputato del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – il giudice si è attenuto al regolamento, e, correttamente, ha negato al Presidente della prima forza politica europea la visita al carcere di massima sicurezza, così come ordinato nei confronti di altri due esponenti dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev ed Arsenij Jacenjuk pochi giorni prima.

Sempre più per la linea dura

“Martens è una figura importante in Europa – ha dichiarato invece Chalyj – che senz’altro solleverà la questione a Bruxelles, e potrebbe ostacolare la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina che Kyiv ha intenzione di raggiungere”.

Difatti, il diniego dell’incontro ha portato un numero ancora maggiore di Deputati PPE a schierarsi contro la firma di un Accodo di Associazione con un’Ucraina sempre più autoritaria, da trattare alla stregua della Bielorussia di Lukashenka.

Tale posizione, presa fin da subito dai parlamentari tedeschi e francesi, è stata abbracciata anche da esponenti dell’Europa Centrale, inizialmente critici nei confronti dei colleghi di partito, in quanto consapevoli che un’Ucraina associata con l’UE, seppur autoritaria, sia l’unica soluzione per non lasciare nelle mani della Federazione Russa uno stato la cui democratizzazione, e futura appartenenza all’Unione Europea, sono condizioni indispensabili per la prosperità dell’UE tutta.

Matteo Cazzulani

LA DIFESA DI JULIJA TYMOSHENKO DENUNCIA LA GESTIONE ARBITRARIA DELLE IMPUTAZIONI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 1, 2011

Tra i capi d’accusa inseriti persino una puntata dello Shuster Live – il Porta a Porta ucraino –  le dichiarazioni Twitter della Leader dell’Opposizione Democratica, e due faldoni ricomparsi nella notte. Respinti gli studi dell’autorevole Ernst and Young ed i materiali dell’Ukrajins’ka Pravda, certificanti l’innocenza dell’ex-Primo Ministro. Nuove condanne al processo politico da parte del centro-destra europeo ed americano, dagli Esteri USA, dalla Polonia, e persino dalla Federazione Russa

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo a suo carico

Nuova fase e nuove critiche internazionali, ma sempre vecchi metodi di stampo sovietico ed illiberale. Nella giornata di mercoledì, 31 Agosto, il giovane giudice, Rodion Kirejev, ha chiuso la fase della lettura delle imputazioni, non senza le proteste della difesa che, sconcertata, ha assistito alla comparsa di due faldoni precedentemente resecati dai capi d’accusa, e, fatto assai più grave, si è vista negare l’inserimento agli atti di materiali certificanti l’innocenza dell’imputata, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julia Tymoshenko.

Nello specifico, il PM ha rifiutato l’esame in aula dello studio dell’autorevole Ernst and Young – che ha sancito come gli accordi per il gas del Gennaio 2009, per cui l’ex-Primo Ministro è accusata, alle casse statali abbiano portato guadagni, e non perdite – e simili materiali pubblicati dalla testata on-line Ukrajins’ka Pravda. Viceversa, Kirejev ha accettato la registrazione di una puntata dello Shuster Live – il Porta a Porta ucraino – e le dichiarazioni della Tymoshenko pubblicate sulla sua pagina Twitter.

“La ricomparsa dei faldoni testimonia la fabbricazione delle imputazioni notte tempo – ha dichiarato l’avvocato difensore, Mykola Siryj – secondo il regolamento, i legali almeno dovrebbero avere del tempo per il loro esame, ma non ci è stato concesso”.

Oltre alla pausa tecnica per la presa visione delle imputazioni, ad essere negata è stata l’ennesima richiesta della difesa di liberazione di Julija Tymoshenko da una detenzione in isolamento che dura da quasi un mese – esattamente dallo scorso 5 Agosto – e che ha visibilmente indebolito la Leader dell’Opposizione Democratica, impossibilitata persino a ricevere la visita dei propri medici di fiducia. Una condizione illiberale che ha provocato l’ennesima mobilitazione internazionale: con una nota congiunta, il Presidente del partito Popolare Europeo, Wilfred Martens, ed il Senatore repubblicano USA, John McCain, si sono rivolti alle Autorità ucraine per un’immediata liberazione dell’anima della Rivoluzione Arancione, illustrando come festeggiare il ventennale dell’Indipendenza dal regime sovietico reprimendo il dissenso non sia dimostrazione di maturità politica e storica. Una dichiarazione forte, subito ripresa e condivisa anche dal Dipartimento di Stato USA.

Persino la Russia contesta le Autorità ucraine

All’indomani della visita privata a Danzica, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, ha confermato di avere avvertito il suo collega ucraino, Viktor Janukovych, che il processo e la detenzione della Leader dell’Opposizione Democratica rendono difficile alla Polonia il supporto delle ambizioni europee dell’Ucraina, sopratutto alla vigilia della firma di un Accordo di Associazione che, allo stato attuale, è sempre più in bilico.

A contestare Kyiv è persino la Federazione Russa, il cui Presidente, Dmitrij Medvedev, parallelamente ai tradizionali arresti di manifestanti dell’opposizione celebrati ogni 31 del mese – data in cui si organizzano manifestazioni silenziose per rivendicare la Libertà di Associazione, garantita dall’articolo 31 della Costituzione russa, ma puntualmente calpestata dalle autorità – si è detto stupito del trattamento disumano riservato alla Tymoshenko, ed ha invitato Janukovych, con cui Mosca è ai ferri corti per questioni energetiche relative al rinnovo delle forniture di gas, ad un comportamento più adeguato agli standard democratici.

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, è accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio del corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin. Oltre a Partito Popolare Europeo, USA, Polonia, e Federazione Russa, a condannare il trattamento applicato all’anima della Rivoluzione Arancione sono stati anche Unione Europea, Consiglio d’Europa, i Capi delle Chiese e delle confessioni ucraine, e le maggiori ONG internazionali indipendenti, tra cui l’autorevole Freedom House.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO RICORRE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 24, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica nega l’esistenza di debiti personali con la Russia, e si appella all’UE. Il Presidente, Viktor Janukovych, elargisce premi ed onorificenze a giornalisti e Diplomatici. Proteste contro il regresso democratico in Ucraina anche dalla Gran Bretagna

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Nessun motivo per il processo ed alcun debito personale con la Federazione Russa. Julija Tymoshenko passa al contrattacco, e si appella alla Corte Europea di Giustizia per difendersi dall’accusa di condotta anti-statale nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo omologo russo, Vladimir Putin.

Inoltre, in una conferenza stampa appositamente convocata, l’ex-Primo Ministro ha negato l’esistenza di debiti da parte della JEESU – colosso energetico da lei amministrato alla fine degli anni Novanta – direttamente con la Russia, e definito la lettera inoltrata dal Ministero della Difesa russo – che ha richiesto al Primo Ministro ucraino, Mykola Azarov, l’immediato saldo di 450 milioni di Dollari – una falsificazione politica fabbricata su commissione.

“La JEESU è stata confiscata nel 1996 da Azarov, al tempo Capo dell’Amministrazione Presidenziale di Leonid Kuchma – ha dichiarato la Leader dell’Opposizione Democratica – un’operazione politica, proprio per evitare indebitamenti di privati con Mosca. Non c’è alcun debito – ha continuato Julija Tymoshenko – e, se c’è, non dipende da me”.

“Lo scorso 24 Maggio la Procura ha arrestato Julija Tymoshenko per qualche ora, senza prove sufficienti – ha evidenziato invece il suo avvocato, Serhij Vlasenko – se la Corte Europea riconoscerà che l’affare Tymoshenko non ha nulla a che vedere con un normale procedimento giudiziario – ha concluso – avremo la prova di essere dinnanzi ad un processo politico”.

La presenza o meno giustizia indipendente in Ucraina, presto sarà saggiata da diverse Corti. Di sicuro, a mancare sempre più è la libertà di stampa. A certificarlo, non solo i principali rating internazionali di ONG indipendenti, ma anche il particolare rapporto intrattenuto dalle Autorità con la stampa considerata amica: come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, lo staff del Presidente ucraino ha regalato costosissime monete, con l’effigie del Capo di Stato, ai cronisti di CNBC e Le Monde, una volta finita un’intervista a margine della sessione del Consiglio d’Europa.

Un episodio che da una parte ha meravigliato i due reporter – sbalorditi per lo sproporzionato valore di una ricompensa ad una semplice intervista – ma dall’altra li ha accomunati al Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, premiato con l’onorificenza Jaroslav Mudryj per il suo impegno nell’amicizia tra Ucraina e Polonia.

Lecito ricordare che Sikorski è colui che, di concerto con le Autorità di Varsavia, ha guidato il cambio di rotta radicale della politica estera polacca, spostatasi dall’impegno energico per la diffusione di democrazia e diritti umani in Ucraina e Bielorussia – secondo la tradizione di Solidarnosc e della Prima e Seconda Rzeczpospolita – alla frenetica imitazione delle posizioni di Germania e Francia, compresa la ricerca del dialogo ad ogni condizione con Mosca.

Anche Sua Maestà d’Inghilterra critica Janukovych

Chi invece la Politica estera la gestisce con coerenza è la Gran Bretagna, il cui Ambasciatore a Kyiv, Lee Terner, ha definito pubblicamente come inammissibile in uno Stato candidato all’ingresso nell’UE il confino in Patria della Leader dell’Opposizione Democratica, ed i procedimenti giudiziari a carico di altri esponenti del campo arancione. Il Diplomatico ha aggiunto che Londra osserva con attenzione quanto avviene in Ucraina, ed è pronta ad approntare le debite contromisure, qualora la democrazia fosse calpestata.

La presa di posizione del rappresentante di Sua Maestà segue l’approvazione da parte del Parlamento Europeo di una risoluzione – proposta da Partito Popolare Europeo, ALDE, e verdi – di condanna dei processi politici a danno di Julija Tymoshenko e dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: detenuto in isolamento, come un carnefice.

Ad essa, il 21 Giugno, è seguita una simile mozione urgente presentata presso il Consiglio d’Europa, sempre su iniziativa del centrodestra europeo. Infine, richiesta di cessazione della pressione politica su Julija Tymoshenko è stata richiesta da una nota del Presidente PPE, Wilfred Martens, e del senatore repubblicano USA, John McCain.

 

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO RILANCIA LA BATTAGLIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 26, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica ottiene il riconoscimento PPE come interlocutore per l’integrazione di Kyiv nell’UE, ed attacca le Autorità sulla privatizzazione del colosso nazionale energetico

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Missione compiuta. Ma ancora tanto lavoro da fare per il bene del Paese. E’ un bilancio positivo quello tracciato dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, al ritorno dalla due giorni di Bruxelles.

Dopo tre tentativi, l’anima della Rivoluzione Arancione ha potuto partecipare al summit del Partito Popolare Europeo, ed incontrare i maggiori esponenti politici del Vecchio Continente.

Sostegno espresso dal Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek. Che, invano, ha combattuto con le Autorità ucraine, per permettere a Julija Tymoshenko di partecipare al vertice del centrodestra europeo — di cui è parte Bat’kivshchyna, il partito della Lady di Ferro ucraina.

La posizione del politico polacco è stata condivisa dal Segretario PPE, Wilfred Martens, che ha condannato l’uso politico della giustizia contro l’Opposizione Democratica, da parte delle Autorità di Kyiv.

Oltre a Julija Tymoshenko, confinata in Patria con l’accusa di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di autoambulanze e vaccini, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è detenuto in isolamento.

L’ex-titolare degli interni, Bohdan Danylyshyn, è stato riconosciuto perseguitato dalla Repubblica Ceca, che gli ha concesso Asilo Politico.

Oltre alla solidarietà, anche successi politici. Il Commissario UE all’Allargamento, Stefan Fule, ha riconosciuto Julija Tymoshenko come interlocutore serio ed affidabile, per il cammino di Kyiv verso Bruxelles, e le ha promesso pieno coinvolgimento nelle tappe che porteranno Ucraina ed Unione Europea alla firma dell’Accordo di Associazione.

L’Opposizione Democratica contro la svendita del patrimonio ucraino

Infine, la politica interna. In un’apposita conferenza stampa, al momento dell’atterraggio a Kyiv, Julija Tymoshenko ha promesso battaglia sul progetto di privatizzazione del colosso nazionale energetico Naftohaz.

Una proposta del Ministro dell’Energia, Jurij Bojko, prevede una sua parziale privatizazione, che la Leader dell’Opposizione Democratica ha commentato come finalizzata a consegnare un patrimonio dello Stato in mani di oligarchi vicini al Presidente, Viktor Janukovych.

A dimostrazione, il caso, recente, Ukrtelekom. L’azienda pubblica delle telecomunicazioni è stata svenduta ad un’ente austriaco, a sua volta controllato da una compagnia di Cipro, di proprietà di Rinat Akhmetov.

Il businessman di Donec’k, proprietario della squadra di calcio Shakhtar, è anche uno degli sponsor del Capo di Stato. Nonché, parlamentare del Partija Rehioniv — la fora politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: IL PPE SOSTIENE JULIJA TYMOSHENKO ED INTEGRAZIONE EUROPEA DI KYIV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 25, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica, finalmente possibilitata a recarsi all’estero, riconosciuta dai moderati del Vecchio Continente come unico interlocutore affidabile. Autorità ucraine invitate al rispetto di pluralismo politico e Libertà di Stampa

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Un interlocutore davvero affidabile per il futuro europeo di Kyiv. E’ così che il Partito Popolare Europeo, giovedì, 24 Marzo, ha accolto la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko.

Finalmente possibilitata a recarsi all’estero, in deroga al confino in Patria, impostole dalle Autorità locali, l’anima della Rivoluzione Arancione si è presentata al summit dei moderati del Vecchio Continente con il preciso scopo di testimoniare la difficile condizione delle opposizioni.

Ed implementare il percorso europeo del suo Paese, di recente frenato dall’amministrazione del Presidente, Viktor Janukovych, più attento alla Federazione Russa.

Come dichiarato, nel corso degli incontri con i principali esponenti PPE, Kyiv non solo deve darsi delle priorità in politica estera, ma rispettare gli impegni stretti finora. Tra essi, l’accordo di associazione con l’UE, delle cui 70 clausole, Janukovych ne ha realizzate solo 7.

Centrodestra europeo a fianco dell’Opposizione Democratica ucraina

Positiva la reazione della principale forza politica dell’Europarlamento. Il Commissario all’Allargamento UE, Stefan Fule, ha garantito a Bat’kivshchyna — il partito di Julija Tymoshenko, partner PPE — sia la presa visione di tutta la documentazione del processo di associazione, sia la possibilità di avanzare analisi e proposte, per migliorare un percorso da terminare con successo.

Tuttavia, secondo il politico ceco, ad impedire tale processo potrebbe essere il mancato rispetto dei principi di Democrazia e Libertà da parte delle Autorità di Kyiv, di cui la ex-Primo Ministro è vittima.

Accusata di uso improprio dei fondi per il protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze, Julija Tymoshenko è sotto processo, impossibilitata a lasciare la Capitale se non su permesso — finora negatole a più riprese — della Procura Generale ucraina.

Una situazione su cui ha espresso preoccupazione anche il Segretario PPE, Wilfred Martens, che ha confermato il supporto dei moderati europei alla Leader dell’Opposizione Democratica.

”Il Partito Popolare Europeo — ha evidenziato — condanna ogni uso della giustizia contro oppositori politici, organi di stampa, ed Organizzazione non Governative”.

Lecito ricordare che, a causa del confino in Patria, Julija Tymoshenko è stata impossibilitata per tre volte a partecipare ai precedenti summit PPE. Malgrado l’invito ufficiale da parte del Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek.

Oltre a lei, ad essere sotto processo, un’altra decina di esponenti del campo arancione. Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento. L’ex-titolare dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, è stato riconosciuto perseguitato dalla Repubblica Ceca, che gli ha concesso Asilo Politico.

Matteo Cazzulani

OCCIDENTE DIVISO. PPE E REPUBBLICANI CON L’OPPOSIZIONE UCRAINA. OBAMA CON LA RUSSIA

Posted in USA by matteocazzulani on March 9, 2011

Il senatore GOP John McCain, ed il Segretario del Partito Popolare Europeo, Wilfred Martens, contro la repressione politica ai danni di Julija Tymoshenko. Il vice-Presidente USA, Joe Biden, rafforza l’asse tra Washington e Mosca

Il presidente USA, Barack Obama

Il volto manicheo della diplomazia occidentale. Quello responsabile, attaccato ai valori di Democrazia e Diritti Umani — propri del Vecchio Continente e degli Stati Uniti d’America — e quello pragmatico, proprio di chi si arrende alla geopolitica del gas.

Nella giornata di lunedì, 8 Marzo, il senatore repubblicano USA, John McCain, ed il Segretario del Partito Popolare Europeo, Wilfred Martens, si sono appellati alla Procura Generale ucraina, per permettere alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, la partecipazione al prossimo summit PPE.

L’anima della Rivoluzione Arancione, ex-Primo Ministro dell’Ucraina, è confinata in Patria per uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze.

Accuse politiche, con cui le Autorità di Kyiv, oltre alla Tymoshenko, hanno colpito una decina di esponenti di spicco del dissenso. Alcuni, addirittura detenuti in isolamento, o costretti all’esilio politico in Unione Europea.

“Bat’kivshchyna [il Partito di Julija Tymoshenko, n.d.a.] è partner PPE — riporta la nota di McCain e Martens — non si può vietare a chi lo guida di presenziare a summit di livello internazionale. Invitiamo le Autorità ucraine — conclude, riportata da Voice Of America — a riflettere su simili provvedimenti, ai danni degli oppositori”.

La realpolitik che trascura la libertà

Dunque, una politica di cuore e valori. Purtroppo, oggi minoritaria, sopratutto laddove domina il volemose bene cosmico, e l’incessante ricerca del dialogo con qualsiasi autocrate del pianeta. In primis, nell’America del Presidente democratico, Barack Obama.

Il suo vice, Joe Biden, è impegnato in una visita in Russia, con l’incarico di rinsaldare ulteriormente i rapporti tra Washington e Mosca.

Come riportato dall’autorevole Radio Liberty, su fonte RIA Novosti, il democratico ha inprogramma incontri con l’attuale Capo di Stato, Dmitrij Medvedev, ed il Primo Ministro, Vladimir Putin. Ufficialmente, per rilanciare il restart, e la collaborazione militare su scala globale.

Secondo indiscrezioni, riportate dall’autorevole Radio Liberty, per mantenere una buona amicizia con ambo i possibili candidati alle prossime elezioni presidenziali russe.

Poco probabili, dunque, richieste di spiegazioni sulle recenti repressioni a danni di giornalisti e dissidenti, che in Russia avvengono con preoccupante cadenza.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’UNIONE EUROPEA AL FIANCO DI JULIJA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 2, 2011

Le maggiori cariche politiche del Vecchio Continente criticano il confino in Patria imposto alla Leader dell’Opposizione Democratica. Bruxelles preoccupata per il regresso della democrazia sulle Rive del Dnipro

La leader dell'Opposizione democratica, Julija Tymoshenko

L’Europa si è davvero svegliata. Almeno, la sua politica. A scatenare la critica alle Autorità ucraine, il divieto, imposto alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, di recarsi a Bruxelles, per partecipare al summit del partito Popolare Europeo. Di cui, il suo partito, Bat’kivshchyna, è partner.

Unanime, ed immediata, la condanna delle principali autorità europee. Amarezza e sconcerto da parte del Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, dispiaciuto dal mancato incontro con Julija Tymoshenko, che ha invitato personalmente alla kermesse PPE.

Critico anche il suo predecessore, Hans-Gert Pottering. Dal Forum degli Studenti Democratici, ha richiesto alle autorità di Kyiv spiegazioni per l’assenza della Lady di Ferro ucraina. Attesa per un intervento, anche al meeting degli studenti moderati del Vecchio Continente.

Il Commissario all’Integrazione Europea, Stefan Fule, ha posto l’accento sull’impossibilità di continuare un lavoro improntato sul dialogo con tutte le realtà politiche ucraine, fondamentale per il rafforzamento delle relazioni bilaterali tra Bruxeles e Kyiv.

Sulla medesima frequenza, il Ministro degli Esteri svedese, Karl Bildt, per cui la detenzione in Patria di Julija Tymoshenko è inammissibile. Una condanna importante, quella di Stoccolma.

Infatti, la Svezia, assieme alla Polonia, è il Paese più attivo nella Politica di Partenariato Orientale, finalizzata alla progressiva inclusione nelle strutture comunitarie di Ucraina, ed altri Paesi, europei per storia e cultura – in primis, Bielorussia, Moldova, e Georgia.

Mobilitato, anche lo spettro partitico del Vecchio Continente. Il Presidente del Partito Popolare Europeo, Wilfred Martens, ha accusato Janukovych di non aver ancora compreso i valori europei, basati sul rispetto di Democrazia, pluralismo politico, Diritti Umani, e Libertà di Stampa.

Inoltre, il Leader dei moderati del Vecchio Continente ha rilevato come la condotta della nuova Amministrazione Presidenziale ricordi l’epoca precedente alla Rivoluzione Arancione, contraddistinta da arresti politici, e repressione del dissenso.

Il presidente della Commissione per i rapporti UE-Ucraina, Pawel Kowal, ha definito il veto al viaggio di Julija Tymoshenko a Bruxelles un brutto segnale. Un’affermazione basata sulla recente esperienza.

Il polacco del gruppo dei Conservatori e Democratici Europei ha coordinato la missione di osservazione di Bruxelles alle elezioni amministrative dello scorso Ottobre. Tornate ad essere certificate come non in linea con gli standard democratici, dopo cinque anni di governi arancioni.

Nuove imputazioni

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica, ex-Primo Ministro, è accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di ambulanze e vaccini.

Così, l’anima della Rivoluzione Arancione è convocata in Procura, a frequenza quasi giornaliera. Rea, per così dire, di aver pagato le pensioni, e provveduto al servizio sanitario nazionale, in un periodo di crisi.

Mentre l’UE si mobilita, e la stampa occidentale tace, per Julija Tymoshenko, ancora un interrogatorio, nel corso del quale le è stato imposto il silenzio alla stampa sui contenuti dei colloqui.

Un preludio a nuovi capi d’accusa, come illustrato dalla stessa Leader dell’Opposizione Democratica a giornalisti e simpatizzanti, all’uscita dalla Procura.

A prova delle preoccupazioni europee, la peggiore sorte toccata ad una decina di esponenti del’entourage della Lady di Ferro ucraina. Ad oggi, detenuti. Spesso, in isolamento.

Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko. Segretario di uno dei partiti dell’Opposizione Democratica, Narodna Samooborona.

Matteo Cazzulani