LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

La Georgia all’ennesimo rimpasto di Governo

Posted in Georgia by matteocazzulani on December 26, 2015

Il Ministro degli Esteri, Giorgi Kvirkashvili, designato nuovo Premier dopo le dimissioni di Irakli Garibashvili. Accordo di Associazione con l’Unione Europea, repressioni politiche e perdita di sovranità l’eredità del Governo uscente



Varsavia – Natale di cambiamenti per la Georgia, Paese europeo che, per ragioni geopolitiche ed energetiche, non appartiene politicamente alla Grande Famiglia europea. Nella giornata di giovedì, 25 Dicembre, il Presidente georgiano, Giorgi Margvelashvili, ha approvato la nomina a Premier di Giorgi Kvirkashvili, Ministro degli Esteri proposto alla guida del Governo dai parlamentari della coalizione di Governo centrista Sogno Georgiano -GD.

Il cambio alla guida del Governo è dovuto alla decisione del Premier uscente, Irakli Garibashvili, di lasciare l’incarico dopo avere guidato l’Esecutivo del Paese dal Novembre 2013. Garibashvili, che si è detto onorato di avere servito alla guida del Governo, fu chiamato a lasciare la guida del Ministero degli Interni per rimpiazzare Bidzina Ivanishvili.

L’ex-Premier Ivanishvili -nella foto- è uno degli imprenditori più ricchi del Paese che, dopo avere fondato Sogno Georgiano, ha condotto, e vinto, una campagna elettorale interamente improntata contro la squadra di Governo dell’allora Presidente, Mikheil Saakashvili, la guida del processo democratico in Georgia noto come Rivoluzione delle Rose.

Pronta al rimpasto di Governo è stata la reazione del principale Partito dell’opposizione, il moderato Movimento Popolare Unito -UNM- che, per voce del parlamentare Giorgi Gabashvili, ha criticato l’avvicendamento alla guida dell’Esecutivo come una manovra per riparare alla caduta di consensi registrata da Sogno Georgiano negli ultimi sondaggi.

Oltre alle strategie elettorali, il Governo Garibashvili lascia dietro di sé un bilancio in chiaroscuro, fatto di qualche risultato positivo, come la firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea e l’ottenimento della liberalizzazione del regime dei visti UE, e molti elementi oscuri.

In primis, il Governo Garibashvili ha aperto procedimenti giudiziari e condotto arresti preventivi nei confronti di importanti esponenti del precedente Governo, nonché rappresentanti dell’opposizione, come l’ex-Premier Vano Merabishvili, Gigi Ugulava e Bacho Akalaia.

L’arresto dell’ex-Premier Merabishvili, che nelle modalità ricorda molto da vicino il trattamento subito dalla leader del dissenso democratico ucraino Yulia Tymoshenko sotto il regime di Viktor Yanukovych, è stato seguito dall’apertura di fascicoli a riguardo dell’ex-Presidente Saakashvili, nel frattempo nominato Governatore di Odessa da parte del Presidente ucraino, Petro Poroshenko.

Oltre alle pagine di prosecuzione politica, il Governo Garibashvili, e ancor prima quello guidato da Ivanishvili, hanno rinunciato ad ogni tentativo di riprendere il controllo delle regioni georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud che la Russia ha annesso illegalmente nell’Agosto 2008.

I Governi Garibashvili e Ivanishvili hanno anche limitato le aspirazioni di Tbilisi a fare parte della comunità Euroatlantica. Bensì, essi hanno reso la Georgia un link tra l’Europa e l’Asia ed hanno cercato di normalizzare i rapporti con la Russia nonostante Mosca occupi illegalmente una importante porzione del territorio georgiano.

Tbilisi incrementa la dipendenza energetica dalla Russia

Infine, la Georgia ha dichiarato di volere aumentare la quantità di gas importato dalla Russia a spese delle importazioni dall’Azerbaijan. 

Questa decisione mette a serio repentaglio non solo la sicurezza nazionale di Tbilisi, considerato che Mosca si avvale del gas come arma di coercizione geopolitica, ma anche il progetto di diversificazione delle forniture di gas della Commissione Europea.

La Georgia è infatti un importante Paese di transito del Corridoio Energetico Europeo, fascio di gasdotti progettato per veicolare gas dall’Azerbaijan -e quindi diminuire la già alta dipendenza dell’Europa dalle importazioni dalla Russia- all’Italia attraverso il territorio georgiano, Turchia, Grecia ed Albania.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Europa: Anche la Georgia ratifica l’Accordo di Associazione con l’UE

Posted in Georgia by matteocazzulani on July 19, 2014

Dopo la Moldova, anche il Parlamento georgiano vota all’unanimità il Documento che integra l’economia georgiana nel mercato economico comune dell’Unione Europea. L’Opposizione in aula denuncia processi politici

Una ratifica all’unanimità che bussa diritto all’Europa, anche se il dibattito non è mancato. Nella giornata di venerdì, 18 Luglio, la Georgia, durante una sessione speciale del suo Parlamento, ha ratificato l’Accordo di Associazione che il Premier georgiano, Irakli Garibashvili, ha firmato a Bruxelles lo scorso 27 Giugno.

Oltre al Premier Garibavshili, alla votazione hanno preso parte anche il Presidente georgiano, Giorgi Margvelashvili, i Ministri degli Esteri di Bulgaria e Lettonia, Kristina Vigenin e Edgards Rinkevics, il Vicepresidente del Parlamento austriaco, Karlheinz Kopf, e il Commissario UE all’Allargamento e all’Integrazione, Stefan Fule.

Proprio il Commissario Fule, in un suo discorso, ha dichiarato che l’Accordo di Associazione apre molte opportunità per la Georgia, come la realizzazione di una Zona di Libero Mercato con l’UE.

A sua volta, il Ministro degli Esteri georgiano, Maja Panjikidze, ha promesso l’attuazione dell’80% delle clausole dell’Accordo nel vicino termine, mentre il Presidente della Commissione per l’Integrazione Europea del Parlamento georgiano, Victor Dolidze, ha invitato fin da subito ad implementare il Documento per arrivare ad una più stretta integrazione europea di Tbilisi.

“Con il voto di oggi, noi georgiani stiamo bussando attentamente alla porta dell’Europa, e continueremo a farlo” ha dichiarato il Deputato Gigla Agulashvili, della coalizione centrista Sogno Georgiano -GD- a cui appartengono il Premier Garibavshili e il Presidente Margvelashvili.

La portata storica della votazione è stata sottolineata dalla GD Tina Khidashledi, che ha evidenziato come il merito sia da attribuire anche ai Presidenti georgiani che hanno fortemente creduto e lavorato per l’integrazione della Georgia nella Comunità euro-atlantica, come Zviad Gamsakhurdia, Eduard Shevernadze, e Mikheil Saakashvili.

Proprio il Partito di Saakashvili, il Movimento Popolare Unito -UNM- ha accolto con soddisfazione la ratifica dell’accordo, ma ha denunciato la mancata maturità in senso europeo espressa dalla maggioranza.

Come dichiarato dall’UNM Giorgi Tsereteli, in Georgia, a partire dai tempi del Governo dell’ex-Premier Bidzina Ivanishvili, fondatore del GD, sono avvenuti casi di giustizia selettiva che hanno portato ad arresti e processi politicamente motivati come quello organizzato dall’ex-Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, all’ex-Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko.

“Oggi stiamo compiendo un enorme passo nella giusta direzione -ha dichiarato l’UNM Giorgi Gabashvili- A volerlo sono i georgiani, e la maggioranza deve attenersi al mandato europeo che il popolo ha chiaramente dichiarato di volere”.

L’approvazione dell’Accordo passa all’UE

Finora, l’Accordo di Associazione con l’Europa è stato ratificato solo dalla Moldova, dopo una votazione in cui la colazione pro-europea si è imposta sull’opposizione comunista, mentre in Ucraina la ratifica del documento deve essere ancora calendarizzata.

Per entrare in vigore, l’Accordo di Associazione tra Georgia, Moldova e Ucraina ed Unione Europea richiede la ratifica dei 28 Paesi UE.

Per adesso, solo la Lituania tra i Paesi membri dell’UE, ha ratificato l’Accordo firmato tra l’UE e la Moldova.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

20140719-162901-59341688.jpg

Elezioni Amministrative in Georgia: piena conferma per le forze centriste di Governo

Posted in Georgia by matteocazzulani on June 16, 2014

I candidati della forza di Governo Sogno Georgiano vincono al primo turno a Kutuaisi, mentre vanno in testa al ballottaggio a Tbilisi, Gori, Telavi, Batumi, Poti, e Rustavi. Il Premier Garibashvili canta vittoria, mentre il Leader dell’Opposizione in Parlamento sottolinea l’alto astensionismo

Una conferma delle forze al Governo è il risultato che traspare in maniera netta dalle Elezioni Amministrative georgiane di Domenica, 15 Giugno, nelle quali il movimento di orientamento centrista Sogno Georgiano, a cui appartengono il Premier Irakli Garibavshili e il Presidente, Giorgi Margvelashvili, ha vinto nettamente sulla principale forza dell’opposizione, il Movimento Nazionale Unito, di orientamento popolare, dell’ex-Presidente Mikheil Saakashvili.

Nello specifico, Sogno Georgiano ha ottenuto la maggioranza in tutti i principali centri abitati della Georgia, e non è riuscito ad evitare il ballottaggio solo ai suoi candidati in 8 città.

La contesa più importante è stata quella della capitale Tbilisi, dove il candidato di Sogno Georgiano, Davit Narmania, ha ottenuto il 46% dei consensi, contro il 27% del candidato del Movimento Nazionale Unito, Nika Melia.

Terzo, con il 12%, si è classificato l’esponente della coalizione Opposizione Unita di Partiti extra-parlamentari, Dimitri Lortkipanidze, seguito dal candidato dell’Alleanza dei Patrioti della Georgia, Irma Inashvili: quarto con il 5%.

Il risultato della corsa a Primo Cittadino è stato confermato dalla proporzione ottenuta dalle singole liste: Sogno Georgiano è primo con il 40% dei voti, il movimento Nazionale Unito segue con il 26%, l’Opposizione Unita è terza con il 10%, mentre l’Alleanza dei Patrioti della Georgia segue con il 6%.

A differenza che a Tbilisi, la partita si è chiusa al Primo Turno nella seconda città della Georgia, Kutuaisi, dove il candidato di Sogno Georgiano, Shota Murgulia, ha ottenuto il 51% dei consensi sull’esponente del Movimento Nazionale Unito, Georgi Tevdoradze, fermo al 25%.

A ovest, sula costa del Mar Nero, Sogno Georgiano è avanti a Batumi con Giorgi Ermakov -primo con il 45% sul candidato del Movimento Popolare Unito, Giorgi Disamidze, fermo al 17%.

A Poti, il candidato di Sogno Georgiano, Irakli Kakulia, è davanti, con il 45%, al candidato dell’Alleanza dei Patrioti della Georgia, Ushangi Gegenava, che, con il 20%, ha superato l’esponente del Movimento Popolare Unito, Vahtang Dartsmelidze: terzo con il 19% dei consensi.

A Telavi, nell’est del Paese, il candidato di Sogno Georgiano, Platon Kalmakelidze, è primo con il 42% dei consensi, seguito dall’esponente del Movimento Popolare Unito Alexi Dzuliashvili, fermo con il 21% dei voti.

Le città dove minore è il distacco è Rustavi, dove il candidato di Sogno Georgiano, Davit Jikia, ha ottenuto il 38% dei voti, contro il 29% dell’esponente del Movimento Nazionale Unito, Mamuka Chikovani.

Positivo è stato il commento del Premier Garibashvili, che ha sottolineato come il tranquillo svolgimento della consultazione sia una prova della stabilità democratica della Georgia.

“Il risultato elettorale ha dimostrato che in Georgia non ci sono alternative a Sogno Georgiano” ha dichiarato il Premier a commento dei primi dati.

“La bassa affluenza riduce la percentuale di consenso goduta da Sogno Georgiano” è stata la risposta del Capogruppo in Parlamento del Movimento Popolare Unito, Davit Bakradze.

Bakradze, poi, ha sottolineato come il 60% degli astenuti sia da considerare come un segno di disapprovazione da parte dei georgiani all’operato del Governo, sui cui la maggioranza dovrebbe ben riflettere.

Tbilisi pronta per l’Accordo di Associazione con l’Europa

Il buon risultato delle Elezioni Amministrative georgiane, come sottolineato dal Premier Garibashvili, è un biglietto da visita eccellente con cui Tbilisi si presenta alla firma dell’Accordo di Associazione UE-Georgia: un Documento che avvicina l’economia georgiana al mercato comune dell’Unione Europea.

Più che al Leader di Sogno Georgiano, il merito del rafforzamento democratico in Georgia è tuttavia da attribuire all’ex-Presidente Saakashvili, che, dopo la sconfitta nelle Elezioni Parlamentari del 2012, ha lasciato il potere ai suoi avversari senza colpo ferire.

Più che un gesto verso l’Europa, il superamento della prova elettorale della Georgia è un segnale di maturità democratica alla Russia, dove Elezioni così libere come quelle locali non hanno mai avuto luogo a nessun livello.

L’esito democratico della consultazione situa la Georgia appieno nel solco della cultura politica europea, e certifica la possibilità per Tbilisi di aspirare con forza ad un ruolo di membership in Europa.

Quest’eventualità è opposta in tutti i modi dalla Russia di Putin, che vuole assoggettare Tbilisi alla sua sfera di influenza, proprio come in epoca zarista prima, e comunista poi.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

20140616-171157-61917768.jpg

IVANISHVILI LASCIA. LA GEORGIA HA UN NUOVO PREMIER

Posted in Georgia by matteocazzulani on November 3, 2013

Irakli Garibashvili è il Ministro degli Interni spostato alla guida del Governo dal Primo Ministro uscente. Economia e politica estera di equidistanza tra Occidente e Russia le due priorità del nuovo Governo, nominato dopo la recente del nuovo Presidente, Giorgi Margvelashvili

Economista di professione, parla fluentemente russo, inglese e francese, oltre che il georgiano. Questo è l’identikit del nuovo Premier della Gerogia, il Ministro degli Interni, Irakli Garibashvili, designato a capo del Governo dal Primo Mimistro uscente, Bidzina Ivanishvili.

Come riportato dalla Reuters, Garibashvili ha promesso di porre l’economia al centro dell’interesse del Paese, assieme alla lotta alla povertà e allo stabilimento di buone relazioni sia con la Russia che con l’Occidente.

Nel suo discorso dopo la designazione, avvenuta con una riunione chiusa presso alcuni locali della forza partitica Sogno Georgiano, Garibashvili ha promesso di continuare con il percorso tracciato da Ivanishvili, che è riuscito ad ottenere dalla Russia l’importazione di vino ed acqua minerale dalla Georgia.

La nomina di Garibashvili è un atto dovuto dalla Costituzione, che prevede la designazione di un nuovo Gabinetto dei Ministri dopo l’elezione del nuovo Presidente, Giorgi Margvelashvili, anch’egli di Sogno Georgiano.

Come riportato da Civil Georgia, il nuovo Capo di Stato ha definito un passo importante la nomina a Premier di Garibashvili, che si è detto contento di collaborare con una persona preparata con cui ha, da tempo, buoni rapporti.

Differente è il parere dell’esponente del Movimento Popolare Unito -la forza di opposizione che fa capo al Presidente uscente, Mikheil Saakashvili- Giorgi Gabashvili, che ha illustrato come Garibashvili sia una persona nominata unicamente per la fedeltà ad Ivanishvili, e non per competenze proprie.

Resta il problema della Democrazia e dell’integrazione europea

Circa il nuovo Premier permangono più punti interrogativi che certezze. In primis, non è chiaro quale sia la politica estera, che Garibashvili ha dichiarato essere di equidistanza tra Occidente e Russia in un periodo in cui, a causa del caso Snowden e delle tensioni sulla Siria, è difficile mantenere una posizione di equidistanza tra gli Stati Uniti d’America e Mosca.

Sempre in campo estero, la Georgia rischia di rallentare il processo di integrazione nell’UE e nella NATO, che Ivanishvili ha sempre dichiarato di volere perseguire, al pari del Presidente uscente, Mikheil Saakashvili.

Proprio Saakashvili rappresenta un’incognita legata allo stato della democrazia nel Paese, in quanto, secondo voci, l’ex-Presidente, come l’ex-Premier Vano Merabishvili, potrebbe finire vittima di un processo politico che rallenterebbe il cammino della Georgia verso l’UE.

Infine, poco chiaro resta il destino di Ivanishvili: miliardario che, da imprenditore, ha accumulato le sue ricchezze tra Francia e Russia, che, di sicuro, continuerà a esercitare un ruolo predominante in un Paese strategico per l’Europa.

Dalla Georgia infatti transita il Gasdotto del Caucaso del Sud, che trasporta in Turchia, e quindi in Europa, il gas dell’Azerbaijan su cui la Commissione Europea ha deciso di puntare per diversificare le forniture di energia dalle importazioni dalla Russia.

Parallelo al Gasdotto del Caucaso del Sud scorre poi l’Oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyan, che veicola greggio azero in Turchia.

Matteo Cazzulani

NON SOLO IL PD IN ITALIA: A CONGRESSO IN POLONIA VA ANCHE LA PO

Posted in Polonia by matteocazzulani on October 26, 2013

La Piattaforma Civica, principale Partito polacco di orientamento cristiano-democratico, va alla conta interna tra sostenitori del Premier, Donald Tusk, e del Presidente della Commissione Esteri, Grzegorz Schetyna. Il Congresso ha luogo dopo la fuoriuscita della fazione conservatrice dell’ex-Ministro della Giustizia, Jaroslaw Gowin

Congressi locali che possono influenzare gli assetti di Partito non sono solo una realtà che, sabato 26 Ottobre, interessa in Italia il Partito Democratico. In Polonia, il principale Partito, la Piattaforma Civica -PO- rinnova i suoi quadri dirigenti a livello regionale in una serie di battaglie che sanno di resa dei conti tra l’ala del Premier, Donald Tusk, e quella del Presidente della Commissione Esteri della Camera Bassa, Grzegorz Schetyna.

La PO, l’unico Partito in Polonia che è riuscito ad ottenere la riconferma al Governo del Paese -governa in coalizione con il Partito contadino PSL dal 2007- appare infatti diviso per via della inimicizia tra Tusk -che può contare sull’appoggio della corposa corrente dell’autore dello Statuto del Partito, Cezary Grabarczyk- e Schetyna, che ha servito come Ministro degli Interni nel primo Governo Tusk senza mai riuscire a costruire un rapporto sereno con il Premier.

Il vero oggetto della contesa interna ai cristiano-democratici polacchi è il posto di Segretario Generale della PO, che Schetyna vorrebbe dapprima occupare, per poi accrescere il suo peso politico ed influenzare il Governo di Tusk, che invece vuole mantenere la Carica un incarico meramente simbolico.

Per ottenere il controllo della Segreteria Generale, i due Leader PO devono conquistare quante più possibili Segreterie Regionali del Partito durante un confronto che, tra il 21 e il 26 Ottobre, appare abbastanza equilibrato.

La partita più aperta è quella della Bassa Slesia, dove per la Segreteria Regionale duellano Schetyna contro il Vice Presidente del Parlamento Europeo, Jacek Protasiewicz: un sostenitore del Premier Tusk, che, due settimane fa, ha ottenuto la Segreteria del capoluogo della Regione, Wroclaw, proprio contro un candidato della fazione di Schetyna.

A rendere incerta la battaglia è il forte sostegno goduto da Schetyna al di fuori del Capoluogo della Bassa Slesia, dove l’alto numero di iscritti potrebbe portare l’ex-Vicepremier ad avere la meglio sull’attuale Vice Presidente del Parlamento Europeo.

Equilibri differenti sono invece in Malopolska, dove il candidato fedele a Tusk, Ireneusz Ras, ha rinunciato alla corsa in favore di Grzegorz Lipiec: un indipendente che ha dichiarato la volontà di sostenere il Premier a livello nazionale.

A pendere dalla parte di Tusk sono anche altre Segreterie Regionali del Paese, come quella della Pomerania, del Kujawo-Pomerania, della Mazuria, della Slesia, della Podcarpazia, e i Voivodati di Lodz e Opole.

La vittoria di esponenti vicini a Schetyna è aspettata invece in Mazovia -la Regione della Capitale Varsavia, dove invece il Partito è saldamente in mano al Sindaco Hanna Gronkiewicz-Waltz, vicina al Premier Tusk- Wielkopolska e Pomerania Occidentale, mentre i Voivodati di Swietokrzyskie e Polesia restano in bilico tra candidati afferenti ai due schieramenti.

Il Congresso PO ha una forte rilevanza politica in un Partito che, lo scorso Agosto, è stato già interessato dalla fuoriuscita dell’ala conservatrice guidata dall’ex-Ministro della Giustizia Jaroslaw Gowin.

Dopo avere lasciato la PO a governare con soli tre voti di maggioranza, Gowin sta creando una forza di destra assieme as alcuni fuoriusciti di Diritto e Giustizia: il Partito di orientamento conservatore dell’ex-Premier Jaroslaw Kaczynski, tradizionale avversario della Piattaforma Civica.

Al voto anche Repubblica Ceca e Georgia

Oltre che il principale partito della Polonia, al voto sabato 26 Ottobre vanno anche due importanti Paesi europei.

In Repubblica Ceca, Elezioni Parlamentari anticipate, convocate dopo la caduta di un governo o di centrodestra, sembrano favorire i socialdemocratici che, tuttavia, si potrebbero trovare costretti a formare una coalizione di governo con i libero-conservatori di TOP09 ed il movimento ANO, guidato dall’imprenditore Andrej Babis.

A rendere necessarie le larghe intese sarebbe l’alto consenso ottenuto dal Partito Comunista di Boemia e Moravia, e la volontà da parte del Presidente della Repubblica, Milos Zeman, Leader del poco votato Partito dei Diritti Civili, di monopolizzare il campo della sinistra per scopi personali in caso di governo con i Socialdemocratici.

In Georgia, Domenica, 27 Ottobre, la contesa è quella per le Elezioni Presidenziali tra Giorgi Margvelashvili, candidato supportato dalla colazione Sogno Georgiano del Premier Bidzina Ivanishvili, e L’ex-Speaker del Parlamemto, David Bakradze, del Movimento Popolare Unito del Presidente uscente, Mikheil Saakashvili.

Le Elezioni sono importanti per confermare lo stato della democrazia georgiana, conditio sine qua non per l’integrazione economica di Tbilisi con l’Unione Europea, minata da possibili processi a carico di Saakashvili e dall’arresto dell’ex-Premier, Vano Merabishvili.

Questo fatto ha ricordato l’uso selettivo della giustizia in Ucraina da parte del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, nei confronti della Leader dell’Opposizione, Yulia Tymoshenko: arrestata nel 2011 per ragioni politiche.

Matteo Cazzulani