LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

TAP E GAS ISRAELIANO LE PRIORITÀ DELLA PRESIDENZA DI TURNO UE DELLA GRECIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 15, 2014

Il Ministro dell’Energia greco, Yiannim Maniatis, sottolinea l’importanza della diversificazione delle fonti di gas con la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico per l’importazione dell’oro blu dell’Azerbaijan e una cooperazione con Cipro per veicolare il carburante di Israele. Sostegno alla Commissione Europea nel suo scontro con il monopolista statale russo del gas, Gazprom, per la realizzazione del Southstream

Diversificazione e rispetto delle regole sono i due principi cardine della Presidenza di turno greca dell’Unione Europea in tema energetico. Nella giornata di lunedì, 13 Gennaio, il Ministro dell’Energia greco, Yiannis Maniatis, ha dichiarato che la Grecia ritiene fondamentale accrescere la propria posizione all’interno del sistema europeo dell’energia come il Paese di transito di alcune infrastrutture che garantiscono la diversificazione delle importazioni di gas da Russia ed Algeria.

In primis, il Ministro Maniatis ha evidenziato l’importanza del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- progettato, con il supporto politico della Commissione Europea, dell’Italia, dell’Albania e, per l’appunto, della Grecia, per veicolare in Europa minimo 10 Miliardi di metri cubi di gas provenienti dall’Azerbaijan.

Inoltre, importante è anche la realizzazione delle altre infrastrutture progettate per veicolare il gas azero della TAP in altri Paesi UE, come l’Interconnetore Grecia Bulgaria -IGB- che, secondo i progetti, potrebbe essere prolungato anche a Romania ed altri Paesi balcanici.

Oltre alla TAP, il Ministro greco ha sottolineato l’importanza dell’avvio di una partnership tra Grecia e Cipro per l’importazione del gas dai giacimenti che Israele ha di recente scoperto nelle sua acque territoriali.

Secondo Maniatis, la realizzazione di questi progetti lancia un chiaro segnale di efficienza e volontà di miglioramento da parte dell’UE.

Altro punto importante è la questione dei rapporti con la Russia, in particolare preso atto del progetto di realizzazione del Southstream: gasdotto concepito per incrementare sensibilmente la quantità di gas russo esportata in territorio UE, per cui il monopolista statale russo dei gas, Gazprom, ha già firmato accordi bilaterali con Bulgaria, Serbia, Ungheria, Croazia, Slovenia e Austria

Maniatis ha criticato i patti siglati da Gazprom in quanto essi non rispettano il Terzo Pacchetto Energetico -legge UE che vieta a monopolisti di controllare sia i gasdotti che la compravendita di gas- ed ha dichiarato pieno supporto all’azione legale che la Commissione Europea ha avviato per la condotta sleale del monopolista russo.

Gazprom e DEPA ai ferri corti

Oltre che sul Southstream, i dissidi tra Grecia e Russia sono legati anche alle trattative per il rinnovo delle forniture di gas tra Gazprom e la compagnia statale greca DEPA che, martedì, 14 Gennaio, ha dichiarato insufficiente l’offerta scontata a 400 Dollari per mille metri cubi, pari ad un ribasso del 15%.

Come riportato da forti ben informate, la DEPA, dopo che avrà interrotto le trattative con Gazprom, potrebbe ricorrere contro il monopolista russo del gas presso l’Arbitrato Internazionale di Stoccolma.

Matteo Cazzulani

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GRECIA E TURCHIA SI CONTENDONO IL GAS DI ISRAELE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 2, 2013

Il Ministro dell’Energia greco, Ioannis Maniatis, supporta la realizzazione del Corridoio Mediterraneo Est per veicolare gas israeliano attraverso Cipro, mentre il suo collega turco, Taner Yildiz sostiene l’importazione del carburante di Israele in Turchia. Francia, Germania, Spagna e Portogallo potrebbero convergere sulla via greca, mentre USA e Gran Bretagna sostengono la soluzione turca

Grecia contro Turchia, l’UE forse divisa e gli USA che supportano la pacificazione tra i turchi ed Israele. Durante un incontro tra il Ministro dell’Ambiente, dell’Energia e del Cambiamento Climatico Ioannis Maniatis e il suo collega israeliano, Silvan Shalom, la Grecia ha supportato la realizzazione del Corridoio Mediterraneo Est.

Questa infrastruttura è concepita per veicolare in Grecia attraverso Cipro gas da Israele, le cui riserve di oro blu, in base alle ultime scoperte di giacimenti nel Mediterraneo Orientale -Karish, Tamar e Leviathan- ammonta a più di 800 Miliardi di metri cubi.

Durante i colloqui, il Ministro Maniatis ha sottolineato l’importanza della realizzazione del Corridoio Mediterraneo Est per ampliare la portata del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- infrastruttura che veicola gas dell’Azerbaijan dal confine tra Grecia e Turchia in Italia attraverso l’Albania, con diramazioni in Bulgaria, Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Croazia.

Oltre alla Grecia, interesse per il gas di Israele è stato espresso dal Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, che, durante un incontro pubblico organizzato dall’Economist, ha dichiarato che la Turchia è intenzionata a veicolare sul proprio territorio l’oro blu israeliano.

Nello specifico, il Ministro Yildiz ha evidenziato come la realizzazione di un gasdotto per trasportare 8 Miliardi di metri cubi di gas israeliano nel territorio turco è utile per incrementare la portata del Gasdotto Trans Anatolico -TANAP: conduttura che veicola alla TAP in Grecia 10 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno dal confine con la Georgia attraverso tutta la Turchia.

I due progetti, che finiscono per alimentare la TAP, non sono in concorrenza per quanto riguarda lo scopo finale: il riformimento di gas israeliano in Europa, ma muovono interessi regionali differenti su cui influiscono interessi internazionali molto consistenti.

Il Corridoio Mediterraneo Est coinvolge Grecia e Cipro: due Paesi UE in preda ad una crisi che, come sostengono anche Italia, Spagna e Portogallo, vanno aiutati per valorizzare una parte dell’Europa debole ed arretrata.

Inoltre, il Corridoio Mediterraneo Est diminuisce il ruolo della Turchia come Paese fornitore di gas alternativo a quello della Russia -da cui l’UE dipende fortemente: una situazione che potrebbe far convergere sulla via greca Paesi tradizionalmente contrari all’ingresso dei turchi in Europa come Francia e Germania.

La via turca invece trova da tempo l’appoggio del Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, che molto si è speso affinché Turchia ed Israele ricucissero lo strappo politico dopo il caso della Freedom Flottilla nel 2010.

Gli USA sostengono la collaborazione tra le uniche due democrazie del Medio Oriente che non solo insidiate da rigurgiti estremisti e penetrazioni di stampo terrorista.

Inoltre, Obama incoraggia l’incremento della posizione della Turchia come Paese di transito di fonti alternative di gas per l’UE, contemplando allo stesso tempo Israele come un’ulteriore fornitura alternativa per l’Europa all’Azerbaijan.

La posizione degli USA in Europa potrebbe essere sostenuta, seppur in maniera cauta, dalla Gran Bretagna, che nella Turchia vede un alleato tradizionale, e che può contare sulle ottime relazioni energetiche tra compagnie britanniche ed enti azeri che possiedono azioni nella TANAP.

Israele più orientata verso Cipro, ma non si esclude la terza via

A rendere decisiva la vittoria della via greca o di quella turca è la scelta del Governo israeliano che, ad oggi, ha destinato all’export il 40% delle proprie risorse di gas.

Secondo le dichiarazioni del Ministro Shalom, Israele è più orientata alla soluzione greca, ma non esclude la realizzazione di un rigassificatore ad Haifa per esportare il gas sotto forma liquefatta al terminale di Cipro.

Da qui, il gas israeliano sarebbe trasportato in Grecia tramite un gasdotto costruito ad hoc dal Governo israeliano e quello cipriota.

Matteo Cazzulani