LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA CHIEDE AIUTO ALL’EUROPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 29, 2010

Lettera aperta dei partiti democratici per sollecitare Bruxelles a scongiurare falsificazioni del voto amministrativo. Hrycenko: “Sia rispettata la volontà degli ucraini”. Continua la pressione politica delle autorità, il vice di Julija Tymoshenko – la leader dell’Opposizione – ancora in procura. Protestano Giornalisti ed ONG.

I rappresentanti dei partiti dell'Opposizione Democratica, sostenitori dell'appello all'Occidente

L’Opposizione ucraina si appella all’Occidente. Con un documento congiunto, le forze democratiche si sono rivolte al Consiglio d’Europa, all’Osce, ed all’Unione Europea, affinché, con la loro presenza, garantiscano il regolare svolgimento delle prossime elezioni amministrative.

Prove di brogli elettorali

Stando alla nota, le autorità avrebbero già attuato meccanismi per falsificare il voto. Tra essi, continue pressioni su media indipendenti e politici, la registrazione di liste clone – con la medesima denominazione dei partiti dell’Opposizione. Ed una legge elettorale iniqua, che vieta la partecipazione a blocchi, alleanze e partiti nati da meno di un anno, e garantisce al Partija Rehioniv – la forza politica egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Primo Ministro, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – una rappresentanza maggiore rispetto agli altri soggetti in seno alla Commissione Elettorale Centrale.

“Con un simile regolamento – riporta la lettera, esposta dall’ex ministro della difesa, Anatolij Hrycenko – le elezioni non possono essere riconosciute come regolari. E’ necessaria una revisione della legge, per permettere al popolo ucraino, e non alle autorità, di decidere l’esito della consultazione”.

A firmare il documento, i principali partiti dell’Opposizione Democratica, finalmente uniti: il Partito Popolare Ucraino, il Narodnyj Rukh, Narodna Samooborona, il Partito Europeo, la Piattaforma Ucraina, la Hromadjans’kaja Pozycija, il Partito dei Difensori della Patria, Reformy i Porjadok, e Bat’kivshchyna –  il partito della Leader del fronte Democratico, Julija Tymoshenko.

Turchynov ancora davanti ai giudici

L'esponente di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Proprio la Lady di Ferro ucraina, impegnata in un tour elettorale per le principali città del Paese, ha denunciato continue pressioni ai danni della sua forza politica. Non da ultimo, nella giornata di martedì, 28 settembre, il suo braccio destro, Oleksandr Turchynov, è stato convocato dalla procura. Per la quarta volta, nel giro di poche settimane. 

“Mi hanno posto le medesime domande – ha evidenziato l’ex vice premier, sottolineando come l’ennesima convocazione dei giudici gli abbia impedito di partecipare ad un appuntamento elettorale – a cui ho dato le stesse risposte. E’ un chiaro tentativo di ostacolare i lavori dell’Opposizione. Non vedo altra spiegazione”.

Lecito ricordare che, negli ultimi mesi, quattro stretti collaboratori di Julija Tymoshenko sono stati arrestati: l’ex vice capo di Naftohaz [il colosso ucraino del gas, n.d.a.] Ihor Didenko, l’ex capo del controllo Statale di frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex ministro degli esteri, Bohdan Danylyshyn. Da tempo, si vocifera di un simile trattamento nei confronti dello stesso Turchynov.

Anche i giornalisti manifestano

La manifestazione di giornalisti ed ONG nei pressi della sede dei servizi segreti ucraini

A dimostrazione della reale delicatezza della situazione, la manifestazione dei giornalisti e delle associazioni non governative, riunite, proprio presso la sede dei Servizi Segreti, per richiedere delucidazioni sulla raccolta di informazioni a loro carico da parte delle autorità. Tra il centinaio di dimostranti, redattori, cronisti, privati cittadini, persino volti noti dell’informazione televisiva.

“Durante l’attività sociale e lavorativa – sancisce il comunicato dell’evento, distribuito in diverse copie e sottoscritto dai presenti – spesso si criticano governo ed alte personalità politiche. Succede anche di interagire con stranieri, e dialogare su tematiche di attualità. Vogliamo sapere se, in base a tale comportamento, siamo sotto osservazione dei servizi segreti, e se siamo ritenute persone pericolose per la sicurezza nazionale. Se la nostra quotidianità è monitorata, e le nostre conversazioni telefoniche, intercettate”.

Matteo Cazzulani

L’EUROPA CRITICA JANUKOVYCH. L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICADI NUOVO COLPITA

Posted in Caso Gongadze, Ukraina by matteocazzulani on September 21, 2010

Bruxelles condanna lo stato di democrazia e libertà in Ucraina. Kyiv rassicura, ma continua a contrastare l’opposizione: Turchynov convocato in procura, registrate le liste-civetta di Bat’kivshyna. La forza politica: “elezioni falsate e media imbavagliati. L‘Europa ci aiuti”.    

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Sterili parole contro fatti concreti. A poco è servita la presa di posizione dell’Unione Europea in merito allo stato della libertà di stampa e della democrazia in Ucraina, diffusa con un apposita nota nella giornata di lunedì, 20 settembre. Ad essa, le autorità di Kyiv hanno risposto registrando le liste-clone del principale partito di opposizione, e convocando in procura uno dei suoi maggiori esponenti.    

Una vera e propria strigliata quella di Bruxelles, con cui il Vecchio continente ha condannato l’operato della nuova amministrazione ucraina. In particolare, a provocare il sussulto europeo è stata la chiusura delle indagini sull’omicidio del giornalista di opposizione Georgij Gongadze – avvenuto nel 2000, di cui è stato incolpato un ex ministro, poi suicidatosi – e la sparizione del direttore di una testata locale della città di Kharkiv, Vasyl’ Klyment’ev, critico nei confronti delle autorità.    

“Ricordiamo le parole del presidente Viktor Janukovych – riporta il documento – con le quali, lo scorso maggio, si è impegnato a rispettare il lavoro dei giornalisti, a non interferire nell’attività dei media, e a garantire il sistema multipartitico ucraino. Siamo sempre pronti al dialogo e ad aiutare Kyiv nell’adattamento delle sue regole agli standard europei. Ma le crescenti pressioni sui media ci turbano. A riguardo, chiediamo chiarezza”.    

Janukovych ha risposto direttamente al Consiglio d‘Europa, rigettando ogni accusa di intromissione nell’operato dei mezzi di informazione, e sincerando Bruxelles circa la sua volontà di tutelare lo sviluppo democratico del Paese, intrapreso da circa cinque anni. Ciò nonostante, la pressione sull’Opposizione ha vissuto l’ennesimo suo capitolo.    

Turchynov di nuovo in procura    

Il braccio destro di Julija Tymoshenko, Oleksandr Turchynov

Lo stesso lunedì, 20 settembre, i servizi segreti hanno convocato per un interrogatorio l’ex vicepremier, Oleksandr Turchynov. Il braccio destro della leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, era impegnato per un tour elettorale nelle campagne del Paese, in vista delle prossime amministrative del 31 ottobre. Convocato di urgenza – per la seconda volta in un mese – è stato costretto ad interrompere la sua attività politica, cancellare gli impegni e rinetrare nella capitale.    

“Mi hanno posto le medesime domande – ha evidenziato alla stampa – a cui ho dato le stesse risposte. La motivazione della convocazione non mi è stata data, e, ad ora, mi è ignota. Deduco – ha continuato – che sia l’ennesimo tentativo delle autorità di intralciare il lavoro di un dirigente di partito dell’Opposizione. E di colpire una personalità vicina all’ex premier”.    

In effetti, da tempo circolano voci sul possibile arresto di Turchynov. Timore, peraltro, confermato dalla stessa Lady di Ferro ucraina, che dalla sconfitta elettorale dello scorso febbraio è già stata colpita dall’arresto di tre dei suoi collaboratori al tempo del premierato: l’ex vice capo di Naftohaz – il colosso ucraino del gas – Ihor Didenko, l’ex capo del controllo Statale di frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex ministro degli esteri, Bohdan Danylyshyn. Ma non è tutto.    

Accolte le liste-civetta    

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Nella medesima giornata, la Corte di Appello Amministrativa di Kyiv – una sorta di TAR del Lazio ucraino – ha riconosciuto la legalità delle liste-clone di Bat’kivshchyna, presentate, nelle Oblast’ di Leopoli e della capitale, da ex-coordinatori locali, espulsi per aver appoggiato in parlamento mozioni della maggioranza.    

Il membro della Commissione Elettorale Centrale Mykhajlo Okhendovskyj ha spiegato che la sua organizzazione riterrà legittime le liste approvate dal Ministero della Giustizia, intenzionato a rispettare la sentenza della Corte d‘appello. Dinnanzi a tale posizione, Bat‘kivshchyna ha ventilato l‘ipotesi di boicottare il voto laddove tali irregolarità sono state compiute.    

“I candidati di quelle liste sono illegittimi – ha denunciato il parlamentare del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Kostjantyn Bondarjev – non sono altro che personalità inserite dal Partija Rehioniv [il partito egemone nel Paese, a cui appartengono presidente, premier e quasi tutti i ministri, n.d.a.] che ha sostenuto la registrazione di liste-civetta con l’appoggio dei nostri ex-coordinatori locali”.    

L’appello di Bat’kivshchyna    

Julija Tymoshenko al vertice del PPE

Nella serata, l’ennesima reazione ufficiale di Bat’kivshchyna. Che, con una nota, ha richiesto l’intervento della comunità internazionale per interrompere la censura di cui la forza politica è continuamente vittima dall’inizio della campagna elettorale.    

“Ogni critica alle autorità – riporta il documento – da parte delle opposizioni è ignorata da certuni mezzi di informazione. Anche le critiche della comunità internazionale passano sotto silenzio. Ne è esempio la partecipazione di Julija Tymoshenko al summit del PPE, di cui in pochi hanno riportato la notizia, e sottolineato la rilevanza”.    

Lecito ricordare che, la scorsa settimana, il Partito Popolare Europeo – unico nel Vecchio Continente – ha espresso viva preoccupazione dinnanzi al peggioramento della situazione a Kyiv. E, con un’apposita risoluzione, ha promesso di sollevare la questione in seno al Consiglio d’Europa, esprimendo solidarietà a Bat’kivshchyna – suo partito membro – e alla sua leader, Julija Tymoshenko.    

Matteo Cazzulani

BAT’KIVSHCHYNA: LISTA CIVETTA A LEOPOLI. JULIJA TYMOSHENKO: “RISPETTATE LA DEMOCRAZIA”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 15, 2010

Ex-coordinatori locali dimissionati presentano proprie liste con il nome del partito, in particolare a Kyiv e Leopoli. Appello della leader dell’Opposizione democratica per il rispetto delle regole.

L'ufficio di Den'kovych, a Sambir

Bat’kivshchyna contro il suo clone. A ravvivare la campagna per le prossime consultazioni locali, il principale partito di opposizione della città di Leopoli, che nella giornata di martedì, 14 settembre, si è rivolto ufficialmente alla procura generale per l’avvio di un iter giudiziario a carico del suo ex segretario provinciale, Ivan Den’kovych.

De facto dimissionato lo scorso 3 luglio da una regolare consultazione interna al partito, de iure, Den’kovych ne è restato leader locale, dal momento in il ministero della giustizia mai ha registrato l’esito della votazione, né riconosciuto alla guida del partito leopoliense il nuovo leader, Roman Ilyko. Il politico sfiduciato, che ricopre anche la carica di deputato nazionale, ha depositato la propria candidatura alle prossime amministrative, e si è registrato come leader di Bat’kivshchyna nel capoluogo galiziano.

“E’ un’azione illegale – riporta una nota del partito di opposizione – da parte di chi, espulso per aver tradito i principi del nostro Statuto [successivamente ad una sua votazione alla Rada di un provvedimento proposto dal Partija Rehioniv, n.d.a.], ha ha presentato propria candidatura e liste recante il nome di Bat’kivshchyna. E’ un caso di clonazione politica, che chiediamo sia risolto”.

L’appello di Julija Tymoshenko

Julija Tymoshenko

A riguardo, si è mossa anche la leader del partito, Julija Tymoshenko. Con una lettera aperta alla Commissione Elettorale Centrale, l’anima dell’Opposizione Democratica ha denunciato la creazione di comitati locali-civetta di Bat’kivshchyna non solo a Leopoli, ma anche a Kyiv, Luhans’k ed in altre Oblast’, ove il ricambio interno dei vertici non è stato registrato.

In particolare, la Lady di Ferro ucraina ha accusato i ministri di giustizia ed interno di avere rilasciato ai dimissionati falsi timbri ed attestazioni, con i quali è stato loro possibile usurpare il nome del partito, e presentarsi al voto amministrativo.

“Richiedo con forza – riporta il documento – la revoca delle candidature presentate da Den’kovych e Majbozhenko [l’ex coordinatore locale della oblast’ di Kyiv, n.d.a.]. La legittima decisione interna di Bat’kivshchyna deve essere rispettata. Qualora così non sarà, boicotteremo il voto laddove tale infrazione della democrazia si è verificata”.

Risultato in bilico a Leopoli

Attività politica di Svoboda, a Leopoli

La decisione di Bat’kivshchyna è fondamentale per l’esito delle amministrative, sopratutto a Leopoli. Come sottolineato dal politologo Anatolij Romanok, nel capoluogo galiziano la campagna elettorale sarà particolarmente accesa. E l’assenza del principale partito di opposizione – che in Galizia raccoglie tradizionalmente molti consensi – o la sua scissione in due liste, potrebbe modificare l’esito di consultazioni ancora incerte, malgrado la città delle cinque culture sia affermata roccaforte arancione.

Con tutta probabilità, a contendersi la carica di sindaco saranno saranno il deputato nazionale della maggioranza, Petro Pysarchuk, candidato dal Partija Rehioniv – il partito del presidente, Viktor Janukovych, del premier, Mykola Azarov, e di buona parte dei ministri – ed il Primo Cittadino uscente, Andrij Sadovyj. Il quale, ex esponente di Nasha Ukrajina – il partito dell’ex presidente, Viktor Jushchenko – non ha ancora scelto per quale lista scendere in campo.

Stando agli ultimi sondaggi, la maggioranza dei leopoliensi sarebbe indecisa sul candidato, ma non sulla forza politica per cui votare: il 20% ha dichiarato di supportare il partito conservatore-patriottico Svoboda, il 15% Bat’kivshchyna – di orientamento democratico-patriottico – il 9% il Front Zmin – formazione liberale creata dall’ex speaker della Rada Arsenij Jacenjuk – il 6% il partija Rehioniv. Sotto il 5%, Sylna Ukrajina – partito dell’attuale vixcepremier Serhij Tihipko – e, a sorpresa, Nasha Ukrajina e Pora – protagoniste, assieme al partito di Julija Tymoshenko, della rivoluzione arancione.

Matteo Cazzulani