LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

IL CASO TYMOSHENKO 2 ANCORA FERMO MENTRE JANUKOVYCH PORTA L’UCRAINA SEMPRE PIU’ VICINO ALLA RUSSIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 2, 2012

Rinviato per la quinta volta il via al processo in cui la Leader dell’Opposizione Democratica è imputata per malversazione finanziaria. La maggioranza parlamentare fedele al Presidente ucraino vara due provvedimenti che diminuiscono l’indipendenza nazionale di Kyiv dinnanzi ai disegni egemonici di Mosca

La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo sugli accordi del gas. FOTO ® MATTEO CAZZULANI

L’eroina della Rivoluzione Arancione sarà monitorata durante le udienze del processo per garantire la sua presenza, a prescindere dalle condizioni di salute. Nella giornata di martedì, 31 Luglio, il giudice Kostjantyn Sadovs’kyj, incaricato della conduzione del processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, per malversazione finanziaria durante la presidenza del colosso energetico JEESU pari a 4 milioni di Dollari – un fatto risalente a metà degli anni Novanta – ha respinto per la quinta volta l’avvio del procedimento dinnanzi all’assenza dell’imputata.

Julija Tymoshenko, affetta da una seria ernia al disco, ha rifiutato sia la presenza in Aula che il collegamento video proposto dall’accusa: la videoconferenza, come ha motivato l’ex-Primo Ministro ucraino, non permette di dialogare con gli avvocati difensori durante la seduta e, quindi, priva l’eroina della Rivoluzione Arancione di uno dei diritti fondamentali garantiti ad un imputato in un qualsiasi processo.

La posizione della Tymoshenko ha costretto Sadovs’kyj a rimandare la seduta, non prima di avere accolto la richiesta dell’accusa di prendere comunque in esame la possibilità di stabilire un contatto video per la seduta successiva. Inoltre, il Giudice ha respinto la proposta con la quale la Difesa ha richiesto il riaggiornamento del processo ad avvenuta guarigione della Leader dell’Opposizione Democratica.

Secondo il pool di medici tedeschi – che hanno ottenuto il permesso di curare la Tymoshenko presso una sala dell’Ospedale dei Ferrovieri di Khar’kiv – la Leader dell’Opposizione Democratica necessita non meno di 8 settimane per ristabilirsi in maniera soddisfacente.

Lo staff medico delle Autorità carcerarie ritiene invece che l’eroina della Rivoluzione Arancione sia pronta per presenziare in aula e, sopratutto, che ella debba ritornare al più presto nel Penitenziario femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv, dove la Tymoshenko sta scontando sette anni di reclusione in isolamento per avere firmato nel Gennaio 2009 accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

Nel frattempo, l’assenza dalla scena politica della Tymoshenko permette ai suoi avversari – che a detta dell’Opposizione Democratica sono responsabili dei processi politici che hanno costretto l’eroina della Rivoluzione Arancione al carcere – di realizzare indisturbati una politica che allontana Kyiv dall’Europa e avvicina sempre più l’Ucraina alla Russia.

Lunedì, 30 Luglio, il Parlamento, convocato in seduta straordinaria, ha ratificato l’accordo di ingresso dell’Ucraina nella Zona di Libero Scambio CSI: processo di integrazione economica sovranazionale nello spazio ex-sovietico che consente alla Russia di estendere la sua egemonia sui Paesi un tempo appartenenti all’URSS oggi indipendenti.

Il progetto è stato registrato e sostenuto dal Presidente, Viktor Janukovych, che, dopo avere provocato il congelamento del processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea, ha deciso di perseguire il vettore eurasiatico con l’avvicinamento di Kyiv sotto la sfera di influenza della Russia.

In Ucraina si parlerà sempre più in russo

Sempre nell’ambito del processo di avvicinamento a Mosca voluto da Janukovych il Parlamento ha votato in definitiva il provvedimento che riconosce la lingua russa come idioma di Stato in Ucraina al pari dell’ucraino.

Il documento, che è già stato firmato dallo Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn, è fortemente contrastato dall’Opposizione Democratica, in quanto limita l’uso della lingua nazionale – che in Ucraina, così come in altri Paesi ex-URSS e, più in generale, in altre realtà ex-coloniali, rappresenta un fattore che garantisce l”unità della nazione ed il mantenimento della cultura nazionale – e aumenta l’influenza della lingua di un Paese straniero, la Russia, intenzionato a sottomettere politicamente l’Ucraina.

A forzare l’approvazione della legge linguistica è stata la maggioranza filo-presidenziale, che ha insistito per la calendarizzazione del provvedimento in una seduta straordinaria prima della pausa estiva. Il documento era già stato votato dal Parlamento in maniera frettolosa ed irregolare, al punto da portare Lytvyn a rassegnare per protesta le proprie dimissioni.

La maggioranza ha poi respinto le dimissioni dello Speaker del Parlamento in cambio del suo impegno a firmare il documento qualora esso fosse stato riapprovato in una nuova seduta nel pieno rispetto delle regole.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: VITTORIA DELLA LINGUA NAZIONALE. CONGELATO L’INNALZAMENTO DEL RUSSO A PARLATA UFFICIALE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 5, 2010

Una possente mobilitazione spinge il governo a congelare il DDL per il riconoscimento del russo come lingua nazionale. L’Opposizione Democratica invita alla calma. Il mondo accademico: “Ucraino in pericolo di estinzione”

Il Padre della Lingua Ucraina, il poeta romantico Taras Shevchenko

Vinta una battaglia, ma la guerra continua. Nella giornata di lunedì, 4 ottobre, il Parlamento ha deciso di congelare l’esame del disegno di legge che prevede il riconoscimento del russo come lingua nazionale, al pari dell’Ucraino. A determinare tale decisione, i circa 500 attivisti di ONG del Paese, e privati cittadini, riunitisi presso la Rada per manifestare in difesa della lingua di Shevchenko – Taras, il poeta.

Tra essi, volti noti dell’intellighenzia ucraina, tra cui gli scrittori Vitalij e Dmytro Karpanov, il cantante Sashko Polozhyns’kyj ed il coro Homin. Tutti, uniti, per contestare una proposta che mina l’esistenza ed il ruolo della lingua ucraina, già insidiata dalla diffusione nel Paese del russo, pesante eredità delle numerose russificazioni forzate di epoca zarista e comunista.

Il precedente bielorusso

Il Deputato del BJuT-Bat'kivshchyna, Andrij Shevchenko

Soddisfatta, ma sempre vigile, l’Opposizione Democratica, che ha osteggiato l’esame del decreto in sede parlamentare. Timore degli oppositori è che anche l’Ucraino possa subire la medesima sorte del bielorusso, lingua sorella che, anche grazie alla mancata sua tutela da parte delle autorità locali, è stata schiacciata dal russo. 

Il parlamentare del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Andrij Shevchenko – omonimo del calciatore – ha riconosciuto la vittoria politica, ma, nel contempo, ha evidenziato come il DDL sia stato solamente congelato, e non eliminato. 

Sulla medesima onda, il deputato di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, Oleksij Donij, che ha esortato l’Opposizione Democratica a non abbassare la guardia, dal momento in cui la maggioranza intenderebbe riproporre il documento in votazione non appena a lei conveniente.

Ennesimo incontro Janukovych-Medvedev

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych

Di sicuro, il russo è la lingua preferita dal Presidente, Viktor Janukovych, utilizzata in diverse occasioni internazionali. Non ultima, il summit con il collega della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev, con cui Kyiv e Mosca hanno rinsaldato ulteriormente le relazioni bilaterali. 

Questa volta, tra i due Paesi sono state calendarizzate collaborazioni economiche, finanziarie ed infrastrutturali, e la costruzione di una strada ad alto scorrimento da Simferopoli a Mosca. 

Mondo accademico in allarme 

Il capogruppo del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefremov

La proposta di legge sulla lingua è stata presentata congiuntamente dalle tre componenti della coalizione di governo. A firmarla, il capogruppo del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente Janukovych, il premier, Mykola Azarov, e tutti i membri del Consiglio dei Ministri – Oleksandr Jefremov, il leader dei comunisti, Petro Symonenko, ed il deputato del Blocco Lytvyn, Serhij Hrynevec’kyj.

Secondo i firmatari, l’innalzamento del russo a lingua nazionale sarebbe un segno di rispetto per tutte le minoranze nazionali, nonché un atto doveroso in un Paese dove la lingua di Pushkin è diffusa in ampi strati della società.

In risposta, un documento del Senato Accademico dell’Accademia Kyjevo-Mohyliana, con il quale uno dei principali centri culturali del Paese ha illustrato come l’approvazione del DDL possa mettere seriamente a repentaglio la vita dell’Ucraino.

Ex lege, quella di Shevchenko è l’unica lingua nazionale, adoperata nell’amministrazione e nella sfera pubblica. De facto, è padroneggiata dalla stragrande maggioranza della popolazione, ed è veicolo di una cultura, storia, tradizione e letteratura pienamente europea.

Matteo Cazzulani