LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

PUTIN MINACCIA COL GAS LITUANIA, POLONIA ED EUROPA PER IL SOSTEGNO DATO ALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 31, 2014

La compagnia lituana Lietuvos Dujos espone ricorso per atteggiamento anti-concorrenziale contro il monopolista statale russo del gas, Gazprom, che, sta punendo anche la compagnia polacca PGNiG per il sostegno dato alla causa dei manifestanti ucraini. Anche la Commissione Europea contro Mosca per la politica energetica di Putin

La Lituania e la Polonia, oltre che chiaramente all’Ucraina, sono sempre più nel mirino gasato della Russia di Putin. Nella giornata di giovedì, 30 Gennaio, la compagnia energetica lituana Lietuvos Dujos ha avviato un secondo ricorso presso l’Arbitrato di Stoccolma contro il monopolista statale russo Gazprom per l’imposizione di un tariffario per la compravendita del gas ben al di sopra della media di mercato.

La decisione della Lietuvos Dujos, di cui Gazprom possiede circa il 37% delle quote, è stata sostenuta dalla compagnia tedesca E.On, che possiede il 38,9% delle azioni della compagnia nazionale lituana, e dal Governo lituano, che controlla l’11% del pacchetto dell’ente energetico.

Fondamentale è stato il ruolo del Premier lituano, il socialdemocratico Algirdas Butkevicius, che, dopo avere inviato cercato un compromesso con Gazprom, ha dato il via al secondo ricorso nei confronti del monopolista statale russo, accusato già dal precedente Governo di centro-destra dell’ex-Premier Andrijus Kubilijus, di essere uno strumento di pressione geopolitica nelle mani del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

A confermare i sospetti della Lituania è il prezzo che Mosca ha imposto per l’acquisto del gas russo di 500 Dollari per Mille metri cubi: la cifra più in alta in assoluto, a cui Vilna, che dipende al 99% dalle importazioni di oro blu dalla Russia, non ha potuto rinunciare.

I ricorsi della Lituania non sono gli unici ad essere motivati contro i prezzi sleali imposti da Gazprom: per la stessa motivazione, ricorso è stato presentato, e vinto, anche da parte della stessa E.On, della compagnia tedesca RWE, di quella slovacca SPP e della polacca PGNiG.

A Proposito della Polonia, anche contro Varsavia Gazprom ha accentuato la pressione politica paralizzando il funzionamento della compagnia EuRoPolGaz, deputata al controllo del funzionamento dei gasdotti polacchi.

Come riportato da Gazeta Wyborcza, Gazprom, che controlla metà della compagnia polacca, assieme alla PGNiG, non ha ancora nominato i membri presso il Consiglio di Amministrazione di EuRoPolGaz.

Oltre che da parte delle singole compagnie, Gazprom deve affrontare un ricorso esposto dalla Commissione Europea, che ha contestato il monopolista russo per avere imposto in Europa Centro-Orientale tariffari ben più alti rispetto a quelli applicati alle compagnie dei Paesi dell’Europa Occidentale.

Come riportato dalla Commissione Europea, la condotta di Gazprom mira a ottenere il sostegno dei Paesi dell’Unione Europea Occidentale e, sopratutto, intende dividere l’UE tra Paesi alleati di Mosca a Ovest e Stati avversari al Centro.

In Ucraina ritrovato Bulatov: è stato torturato e versa in condizioni disperate

La condotta di Gazprom è inoltre un chiaro segnale della politica imperialistica della Russia di Putin, che intende punire i Paesi dell’Unione Europea che più di tutti si stanno impegnando in sostegno della causa dell’Ucraina, in cui il Presidente, Viktor Yanukovych, ha rigettato le aperture promesse all’opposizione, ed ha mantenuto il presidio armato della polizia sui manifestanti.

Sempre giovedì, 30 Gennaio, è stato ritrovato in stato disperato, ma ancora vivo, Dmytro Bulatov: organizzatore della protesta Automaidan -in cui autisti cercano di convincere altri automobilisti a mobilitarsi contro il regime dittatoriale del Presidente Yanukovych- scomparso dal 22 Gennaio scorso.

Bulatov è stato prelevato da agenti con forte accento russo -indiscrezioni ben informate confermano che si trattano di Spetsnaz russi che soccorrono la polizia ucraina di regime Berkut nella guerriglia contro i dimostranti- è stato torturato, gli è stato tagliato un orecchio, ed è stato persino crocefisso.

Quanto accaduto a Bulatov ricorda il trattamento riservato a Yuri Verbytsky: una delle sette vittime tra i manifestanti finora accertate che, una volta ferito, è stato prelevato dall’ospedale dai Berkut, torturato, ucciso e lasciato in un campo ghiacciato nei pressi della capitale Kyiv.

Matteo Cazzulani

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SHALE: IN LITUANIA ED UCRAINA DECIDONO I TERRITORI

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 22, 2013

Il Premier lituano, Algirdas Butkevicius, condiziona lo sfruttamento del gas non convenzionale all’approvazione delle Comunità Locali. L’estrema destra ucraina blocca i piani di estrazione dello Shale nell’Ovest dell’Ucraina

Lo shale si, ma solo se a volerlo è il territorio. Questa è la decisione presa dal Premier lituano, Algirdas Butkevicius, in merito allo sfruttamento del gas shale in Lituania.

Come riportato dall’agenzia LETA, il Premier socialdemocratico ha espresso la volontà di approvare la ricerca di shale in Lituania solo dopo il via libera da parte delle comunità locali.

La posizione è stata espressa durante un incontro tra Butkevicius e rappresentanti della compagnia statunitense Chevron, l’unica che ha comunicato l’intenzione di sfruttare lo shale in Lituania.

Le dichiarazioni di Butkevicius non cambiano il sostegno che Vilna ha dato fin da subito allo shale: fonte di energia considerata di importanza strategica per il rafforzamento della sicurezza energetica della Lituania.

Ad oggi, la Lituania dipende al 99% dalle forniture di gas naturale della Russia, che si avvale dell’oro blu per esercitare pressioni di carattere geopolitico sul Paese baltico dell’Unione Europea.

Oltre allo sfruttamento dello shale, la Lituania ha anche approvato la realizzazione di un rigassificatore a Klaipeda per importare gas naturale liquefatto da Norvegia, Qatar ed Egitto, e, più tardi, anche LNG non convenzionale dagli Stati Uniti d’America.

Inoltre, Vilna ha applicato il Terzo Pacchetto Energetico UE, la Legge europea che vieta ad enti monopolisti di controllare sia la distribuzione che la compravendita di gas nei mercati dei Paesi dell’Unione.

Questo provvedimento ha colpito il monopolista statale russo Gazprom, che, oltre a controllare l’intera importazione di gas in territorio lituano, è stato anche tra gli enti proprietari della Lietuvos Dujos, la compagnia energetica nazionale lituana.

La posizione di Butkevicius rischia però di replicare in Lituania quanto accaduto in Ucraina, dove, come riportato dalla Reuters, il Consiglio Regionale della Oblast di Ivano-Frankivsk ha rigettato il progetto di sfruttamento dello shale, sempre da parte della Chevron.

A rendere la situazione paradossale è il fatto che la Regione di Ivano-Frankivsk è controllata da Svoboda: partito di estrema destra che vede nella Russia il pericolo principale per il mantenimento dell’indipendenza ucraina.

Con il respingimento dello sfruttamento dello shale, l’estrema destra ucraina ha però fatto un assist -forse non involontario- alla Russia, che si oppone all’estrazione di gas non convenzionale in Europa per mantenere l’egemonia energetica nel Vecchio Continente.

Eppure lo shale fa bene all’ambiente

Mentre l’Europa è indecisa, chi procede sono gli USA, che, grazie allo sfruttamento dello shale, hanno incrementato la produzione interna di gas, ed hanno avviato anche le esportazioni di oro blu, sopratutto in India, Corea del Sud, Taiwan e Singapore.

Inoltre, lo sfruttamento dello shale ha permesso al Presidente USA, Barack Obama, di intensificare la lotta al Surriscaldamento Globale mediante la riduzione delle emissioni inquinanti.

Lo shale è un gas estratto da rocce argillose poste a bassa profondità mediante sofisticate tecniche di fracking, ad oggi adoperate solo in Nordamerica.

Matteo Cazzulani

GAS: ANCHE LA LETTONIA APPLICA LA LEGGE UE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 8, 2013

Il Ministro dell’Economia lettone, Daniel Pavluts, presenta emendamenti per liberalizzare il mercato del gas di Riga. Previsto l’ingresso di compagnie estere per limitare la dipendenza dal monopolista statale russo del gas Gazprom.

L’Unione Europea come mezzo per garantire la sicurezza energetica. Nella giornata di Domenica, 7 Luglio, il Ministro dell’Economia lettone, Daniels Pavluts, ha dichiarato l’intenzione della Lettonia di liberalizzare il mercato energetico nazionale per limitare la totale dipendenza della Lettonia dal monopolista statale russo del gas Gazprom.

Come riportato dalla Reuters, il Ministro Pavluts ha presentato emendamenti per ammettere nella gestione della compravendita del gas, sia naturale che liquefatto, anche compagnie di altre Paesi, de facto ponendo fine al monopolio della compagnia nazionale Latvijas Gaze.

La Latvijas Gaze è controllata al 47,2% dalla compagnia tedesca E.On, al 16 dalla lettone Itera, e al 34% da Gazprom, che è anche l’unico fornitore di gas della compagine energetica nazionale della Lettonia.

Questa situazione è in disaccordo con il Terzo Pacchetto Energetico: Legge UE, che la Lettonia ha ora deciso di applicare, che prevede la liberalizzazione dei mercati energetici dei Paesi dell’Unione, e vieta ad enti monopolisti la gestione congiunta della compravendita e della distribuzione del gas.

La Lettonia ha inoltre provveduto ad implementare il sito di stoccaggio di Inculkas, in cui sarà contenuto il gas liquefatto importato dai rigassificatori in fase di realizzazione in Estonia e Lituania.

La Lettonia è l’ultimo dei Paesi Baltici ad applicare la legge UE in materia, dopo l’esempio dato in maniera evidente e determinata dalla Lituania, che si è avvalsa del Terzo Pacchetto Energetico per diminuire la dipendenza da Gazprom.

Seguendo l’esempio di Vilna

La compagnia energetica nazionale lituana, la Lietuvos Dujos, era infatti compartecipata dalla E.On per il 38%, e da Gazprom per il 37%, e dipendeva unicamente dalle forniture del monopolista statale russo.

Con l’applicazione della Legge UE, il Governo lituano ha estromesso dalla Lietuvos Dujos Gazprom, in quanto ente nel contempo fornitore e distributore, ed ha affidato la gestione della distribuzione del gas alla compagnia Amber Grid.

Inoltre, la Lituania ha seguito le direttive della Commissione Europea favorendo la realizzazione del rigassificatore di Klaipeda per importare gas liquefatto da Norvegia, Egitto, Qatar e Stati Uniti d’America.

Infine, Vilna ha progettato un gasdotto per mettere in comunicazione il sistema infrastrutturale energetico lituano con quello della Polonia e di altri Paesi UE.

Matteo Cazzulani

UE: LA LITUANIA VUOLE L’INDIPENDENZA ENERGETICA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 7, 2013

La Presidente lituana, Dalija Grybauskaite, pone il mercato unico europeo dell’energia come priorità del semestre di presidenza UE. Il vantaggio per la Commissione Europea per porre rimedio alla cancellazione del Nabucco.

Un’opportunità da cogliere per rafforzare la sicurezza energetica dell’Unione Europea. Nella giornata di mercoledì, 3 Luglio, la Lituania ha posto come priorità del semestre di presidenza dell’Unione Europeamla creazione di un mercato europeo unico dell’energia.

Il programma è stato esposto dalla Presidente lituana, Dalija Grybauskaite, che ha illustrato come l’assenza di un mercato unico dell’energia presenti costi elevatissimi di natura economica e geopolitica.

La Presidente Grybauskaite, che ha dichiarato come nessun Paese UE entro il 2015 dovrà essere energicamente isolato, ha sottolineato come il mercato unico garantisce la diversificazione delle forniture di gas per tutti i membri dell’Unione, sopratutto per quelli fortemente dipendenti da un unico fornitore, come gli Stati dell’Europa Centro Orientale.

Il piano presentato dalla Presidente lituana collima con le linee guida che, in materia di energia, ha emanato la Commissione Europea.

Oltre alla messa in comunicazione dei gasdotti dei Paesi UE, Bruxelles ha incentivato la realizzazione di rigassificatori per importare gas liquefatto da Qatar, Norvegia e Stati Uniti d’America.

Il piano della Commissione Europea, e quello della Lituania, puntano così a diminuire la dipendenza dell’UE dalle forniture di Algeria e Russia in un periodo particolarmente critico per la politica energetica di Bruxelles.

La cancellazione della realizzazione del gasdotto Nabucco, concepito per diminuire la dipendenza dalla Russia dei Paesi dell’Europa Centro Orientale, ha infatti costituito un duro colpo per la Commissione Europea che, anche se non apparentemente, ha supportato l’infrastruttura dalla verdiana denominazione.

Vilna è un esempio di europeicità energetica

L’esempio della Lituania può ora dare un nuovo impulso alla politica energetica dell’Unione Europea.

Dipendente per il 99% dalle forniture di gas della Russia, la Lituania ha applicato alla lettera le leggi UE per estromettere il monopolista statale russo Gazprom dalla compagnia nazionale Lietuvos Dujos e, finalmente, liberalizzare il mercato energetico lituano.

Inoltre, la Lituania ha avviato la realizzazione di un rigassificatore a Klaipeda, per diversificare le forniture mediante approvvigionamenti di gas liquefatto.

Infine, la Lituania ha progettato la realizzazione dell’Amber Grid: un gasdotto che collega il sistema infrastrutturale energetico lituano al rigassificatore di Swinoujscie, in Polonia.

Per diversificare gli approvvigionamenti di oro blu, la Lituania, come Polonia, Gran Bretagna, Spagna, Estonia, Lettonia, Romania ed altri Paesi UE, ha anche avviato la ricerca di gas Shale sul suo territorio.

Matteo Cazzulani

GAS: LITUANIA E RUSSIA ANCORA AI AL BRACCIO DI FERRO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 26, 2013

Il Premier lituano, Algirdas Butkevicius, non intende rinunciare al ricorso presentato all’Arbitrato di Stoccolma contro il monopolista statale russo Gazprom per condotta anticoncorrenziale. Mosca intenzionata a mantenere il monopolio energetico sull’Europa.

Sconti in cambio di nessuna concessione di carattere politico.

Nella giornata di giovedì, 25 Aprile, il Premier lituano, Algirdas Butkevicius, ha dichiarato che la Lituania non intende rinunciare al ricorso presentato all’Arbitrato Internazionale di Stoccolma contro il monopolista statale russo del gas Gazprom.

Come riportato dal Baltic Course, il Premier Butkevicius si è detto pronto ad avviare trattative per la revisione al ribasso delle tariffe per il gas importato con Gazprom, che controlla il 99% delle importazioni della Lituania.

Allo stesso tempo, il Premier Butkevicius ha evidenziato come il Governo lituano non intenda rinunciare al ricorso avviato presso la Corte Internazionale di Stoccolma, come richiesto da Gazprom in cambio della concessione dello sconto sulle forniture.

Nello specifico, Gazprom ha chiesto a Vilna di abbandonare il ricorso presentato per denunciare la condotta anticoncorrenziale del monopolista russo, dopo che l’ente energetico controllato dal Cremlino ha imposto tariffe altissime ai Paesi dell’Europa Centrale ed Orientale.

Oltre ad incrementare le tariffe per gli Stati UE che dipendono maggiormente dalle forniture di gas della Russia, Gazprom ha concesso lauti sconti alle compagnie energetiche dell’Europa Occidentale, in cambio del loro sostegno, anche come lobby, alla politica energetica di Mosca in Europa.

Tra leggi, rigassificatori, gasdotti e shale

Per diminuire la dipendenza dalla Russia, la Lituania ha applicato alla lettera il Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che vieta la presenza di monopoli che controllano sia la compravendita che la distribuzione del gas.

Vilna ha provveduto al passaggio della compagnia Lietuvos Dujos, controllata da Gazprom, alla Amber Grid: ente incaricato di re-privatizzare la Lietuvos Dujos senza concedere quote a Gazprom.

Sempre in linea con le direttive della Commissione Europea, la Lituania ha avviato la realizzazione del rigassificatore di Klaipeda per importare gas liquefatto da Norvegia, Qatar, Egitto e USA e, così, diminuire la dipendenza dalla Russia.

Vilna ha concordato la realizzazione del Gasdotto Trans Baltico: infrastruttura supportata dalla Commissione Europea, concepita per veicolare LNG importato sempre da Qatar, Norvegia ed USA , dal rigassificatore di Swinoujscie, in Polonia in Lituania.

Infine, la Lituania ha avviato la ricerca sul proprio territorio dello shale: gas ubicato in rocce porose a bassa profondità sfruttato ad oggi con sofisticate tecniche di fracking solo in Nordamerica.

Matteo Cazzulani

GAS: LA RUSSIA CONTRO L’EUROPA IN LITUANIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 16, 2013

Il monopolista statale russo del gas, Gazprom, propone a Vilna uno sconto sulle forniture di oro blu in cambio della rinuncia all’applicazione del Terzo Pacchetto Energetico UE. Smentite da parte del Premier lituano, Algirdas Butkevicius.

Lituania e Germania sono i due fronti aperti dalla Russia nella Guerra dei gasdotti per il controllo dell’Europa. Nella giornata di Domenica, 14 Aprile, il monopolista statale russo del gas, Gazprom, ha proposto al Governo lituano uno sconto sulle forniture di carburante in cambio del congelamento dell’attuazione della legge UE.

Come riportato da The Baltic Course, Mosca ha offerto a Vilna uno sconto sulle forniture di gas, da cui la Lituania dipende per il 99% del suo fabbisogno, se il Governo lituano ritarderà l’applicazione del Terzo Pacchetto Energetico.

Questa legge è stata promulgata dalla Commissione Europea per creare un mercato unico del gas UE, ed impedire ad enti extra-europei, come Gazprom, il controllo congiunto sia della compravendita del gas in Europa che della sua distribuzione.

Pronta è stata la risposta del Premier lituano, Alvirdas Butkevicius, che, lunedì 15 Aprile, ha negato la proposta avanzata da Gazprom, incalzato dalla crescente protesta dell’opposizione, preoccupata da una misura che mette a repentaglio la sicurezza nazionale.

Il Primo Ministro Butkevicius ha assicurato che ogni trattativa con il monopolista russo procede nel pieno rispetto della legge UE, che la Lituania ha deciso di applicare alla lettera.

Per diminuire la dipendenza del 99% dalle forniture della Russia, il Governo lituano ha imposto a Gazprom, e alla compagnia tedesca E.On -alleata di Gazprom- la cessione del controllo dell’ente energetico nazionale Lietuvos Dujos alla Amber Grid.

Questa compagnia è stata creata ad hoc dal Governo della Lituania per assorbire la compagnia nazionale, che gestisce sia la compravendita che la distribuzione del gas in territorio lituano, con lo scopo di re-privattizzarla, concedendo quote ad enti registrati nell’UE.

Oltre alla risistemazione della Lietuvos Dujos, il Governo lituano ha provveduto a progettare il rigassificatore di Klaipeda per importare gas liquefatto da Norvegia, Qatar, Egitto e Stati Uniti d’America.

La misura segue l’indicazione della Commissione Europea, che ha incentivato la realizzazione di terminali per importare LNG da fonti di approvvigionamento alternative alla Russia, da cui l’Unione Europea dipende per il 40% del fabbisogno continentale complessivo.

Mosca vuole controllare anche il totale dell’OPAL

Oltre alla Lituania, la Russia sta cercando di sovvertire il Terzo Pacchetto Energetico in Germania per quanto riguarda l’OPAL.

Come riportato da Gazeta Wyborcza, Mosca ha dichiarato l’intenzione di mantenere il controllo totale dell’OPAL, nonostante la legge UE ne vieti totalmente lo scenario.

Questo gasdotto è costruito per veicolare in Repubblica Ceca il gas russo proveniente dal Nordstream: conduttura realizzata dalla Russia nel 2012 per rifornire la Germania di 55 Miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Il Nordstream, costruito sul fondale del Mar Baltico, ha anche lo scopo di aumentare la dipendenza dell’Unione Europea dalle forniture della Russia, e di isolare dagli approvvigionamenti di oro blu di Mosca la Polonia, i Paesi Baltici, e il resto dell’Europa Centrale.

In questa regione dell’UE, la Russia mantiene il controllo mediamente del 90% degli approvvigionamenti di gas.

Matteo Cazzulani

GAS: LA LITUANIA AVVIA LA DIMINUZIONE DELLA DIPENDENZA DALLA RUSSIA IN NOME DELL’EUROPA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 9, 2013

La compagnia Amber Grid rileverà il 76% delle azioni della compagnia nazionale Lietuvos Dujos dall’ente tedesco E.On e dal monopolista statale russo, Gazprom, che controlla il 99% delle forniture di oro blu a Vilna. La manovra del Governo lituano in linea con il Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che liberalizza il mercato continentale dell’energia e combattere i monopoli. 

Il Primo Ministro lituano, Algirdas Butkevicius

Il Primo Ministro lituano, Algirdas Butkevicius

L’applicazione della legge europea per abbattere il monopolio russo nel mercato del gas. Nella giornata di giovedì, 7 Marzo, il Governo lituano ha dato il via alla creazione i Amber Grid: una compagnia che rileverà il 76% dell’ente energetico nazionale Lietuvos Dujos, ad oggi posseduto dalla compagnia tedesca E.On, e dal monopolista russo, Gazprom.

Come riportato dalla Reuters, qualora Gazprom ed E.On non concordassero sulla vendita del loro pacchetto azionario alla nuova compagnia Amber Grid, vedrebbero le loro azioni immediatamente confiscate da parte del Governo lituano.

La manovra delle Autorità di Vilna è frutto dell’applicazione del Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che liberalizza il mercato del gas in Unione Europea, ed abolisce il controllo congiunto sia della compravendita del gas, che del trasporto dell’oro blu.

La Lituania è infatti dipendente per il 99% del fabbisogno nazionale di gas dalle forniture di Gazprom, che, assieme alla compagnia ‘alleata’ E.On, possiede la maggioranza della Lietuvos Dujos: ente incaricato della distribuzione del carburante nel sistema infrastrutturale energetico lituano.

Oltre che nell’ambito commerciale, la Lituania sta applicando il Terzo Pacchetto Energetico anche per quanto riguarda la realizzazione di strutture atte alla diversificazione delle forniture di gas per diminuire la dipendenza dagli approvvigionamenti della Russia.

Con un accordo con la compagnia norvegese Hoeg LNG, il Governo lituano ha pianificato la costruzione di un rigassificatore presso il porto di Klaipeda, grazie al quale la Lituania potrà importare gas liquefatto da Norvegia, Qatar e, possibilmente, dagli Stati Uniti d’America.

La questione del rigassificatore di Klaipeda ha però originato una divergenza con Estonia, Lettonia e Polonia: Paesi che, sempre per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas, hanno pianificato la realizzazione di propri rigassificatori.

Scontro tra Varsavia e Vilna sul rigassificatore lituano

Particolare movimento è stato creato dalla costruzione del rigassificatore di Swinoujscie, in Polonia, che, secondo progetti sostenuti dalla Commissione Europea, sarà collegato con i siti di stoccaggio in Lettonia attraverso un gasdotto che transiterà attraverso la Lituania.

Di recente, il Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, ha descritto il progetto del Gasdotto Trans Baltico come necessario per quei Paesi UE che sono particolarmente vulnerabili a causa della forte dipendenza dalla Russia.

Inoltre, come riportato da Gazeta Wyborcza, il Ministro Sikorski ha illustrato come la messa in comunicazione tra i rigassificatore polacco e i magazzini di gas lettoni renda inutile la realizzazione del terminale LNG di Klaipeda.

Fredda è stata la risposta della Autorità lituane. Il Premier socialdemocratico, Algirdas Butkevicius, ha dichiarato che la Lituania intende procedere nella realizzazione di un’infrastruttura di interesse nazionale strategico.

Nel contempo, il Capo del Governo lituano ha illustrato la volontà da parte di Vilna di continuare anche con la messa in comunicazione del sistema infrastrutturale energetico nazionale con i gasdotti di altri Stati UE.

Simile è stata anche la risposta dell’Amministrazione del Presidente moderato, Dalija Grybauskaite, che ha evidenziato come la Lituania intenda portare avanti sia la realizzazione del rigassificatore di Klaipeda, che l’integrazione dei gasdotti lituani con il sistema dei Paesi europei confinanti.

Matteo Cazzulani

Anche la Lituania interessata al gas shale

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 26, 2012

Il Premier lituano, Andrijus Kubilijus, ha annunciato l’avvio delle operazioni di studio della presenza di gas non convenzionale da parte della compagnia USA Chevron. Vilna come esempio di realizzazione della politica energetica dell’UE

Dopo la Polonia, altri due sono i Paesi Dell’Unione Europea che hanno optato per il gas shale come fonte di energia per diminuire la dipendenza dalla Russia. Nella giornata di giovedì, 25 Ottobre, la compagnia statunitense Chevron ha acquistato il 50% della LL Investicijos: compagnia lituana impegnata nello sfruttamento dei giacimenti nazionali, con particolare attenzione all’individuazione di giacimenti shale.

Come riportato dal Verslo Zinios, il Premier lituano, Andrijus Kubilijus, ha confermato l’operazione che, secondo le stime, produrrà 120 Miliardi di metri cubi all’anno di gas utili per soddisfare il fabbisogno della Lituania per circa 30 anni.

L’avvio della ricerca dello shale in Lituania rappresenta una vera e propria notizia, dal momento in cui Vilna e ad oggi legata per il 99% dalle forniture di gas della Russia.

Per diminuire l’enorme dipendenza, la Lituania ha varato un piano per la costruzione di un terminale LNG presso il porto di Klaipeda, per importare oro blu liquefatto dalla Norvegia.

Inoltre, il Governo lituano ha applicato alla lettera il Terzo Pacchetto Energetico: legge dell’Unione Europea che dispone la liberalizzazione dei mercati energetici dei Paesi UE, la creazione di un unico sistema del gas nel Vecchio Continente, e vieta ai monopoli registrati al di fuori dell’Europa, come la compagnia russa Gazprom di controllare sia la compravendita di oro blu che la gestione dei gasdotti.

Posseduto per meta dal Cremlino, il monopolista russo Gazprom ha controllato la compagnia nazionale lituana Lietuvos Dujos, incaricata della gestione del sistema infrastrutturale energetico nazionale di Vilna.

Grazie alla legge UE, il Governo Kubilijus ha potuto avviare una procedura di rinazionalizzazione, ed immediata vendita a prezzi di mercato ad enti privati europei, della compagnia energetica nazionale.

Giacimenti di gas shale anche in Svezia

Oltre che la Lituania, la ricerca dello shale ha coinvolto anche la Svezia. Come riportato da Natural Gas Europe, la compagnia svedese Gripen Gas ha confermato la presenza di oro blu nel giacimento di Ekeby, ed ha avviato i lavori presso il giacimento della Contea di OsterGotland.

La Gripen Gas e la principale compagnia energetica della Svezia, impegnata nella ricerca di giacimenti di gas nel Paese scandinavo. La Gripen Gas controlla un’area pari a 583 chilometri quadrati.

Il gas shale – altrimenti noto come gas di scisto – e contenuto in rocce porose poste a bassa profondità perforabili mediante sofisticate tecniche di fracking.

Dopo gli Stati Uniti e il Canada, anche la Polonia, in cui studi hanno certificato la presenza del più vasto giacimento di gas shale, ha avviato i progetti necessari per lo studio e lo sfruttamento dello scisto.

Secondo le rilevazioni ufficiali, lo sfruttamento su larga scala dello shale può diminuire notevolmente la dipendenza dell’Unione Europea dalle importazioni di gas naturale dalla Russia.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI PARLAMENTARI IN LITUANIA: VILNA SI AVVICINA ALLA RUSSIA

Posted in Paesi Baltici by matteocazzulani on October 15, 2012

La vittoria del partito Laburista dell’imprenditore russo Viktor Uspaskich provocherà la fine della politica europeista del Governo di centrodestra: punito per le misure di austerità adottate per battere la crisi. Probabile una coalizione pluricolore con i socialdemocratici e i conservatori di ordine e Giustizia.

Il Capo del Partito Laburista lituano, Viktor Uspaskich

I risultati non sono ancora quelli definitivi, ma un dato sembra essere certo: la Lituania volta pagina e si allontana dall’Europa. A seguito del primo turno delle Elezioni Parlamentari lituane, al primo posto, con il 24,48% dei voti, si è classificato il Partito Laburista dell’imprenditore russo Viktor Uspaskich, seguito dai Social-Democratici, con il 19,49% dei consensi.

Sconfitta l’opposizione di centrodestra che, negli ultimi quattro anni, ha cercato di arginare la crisi economica con misure di austerità e una politica fiscale di lacrime e sangue. I cristiano-democratici dell’Unione della Patria, guidati dal Premier uscente, Andrijus Kubilijus, hanno ottenuto l’11,63% dei consensi, mentre i conservatori di Ordine e Giustizia con il 7,48%.

Hanno superato lo sbarramento del 5% anche il movimento Strada del Coraggio, con il 7,62%, il Movimento dei Liberali, con il 7,48%, e l’Azione Elettorale della minoranza polacca, con il 5,58%.

La composizione definitiva del Sejmas di Vilna sarà nota dopo il secondo turno, in programma tra due settimane. Certo è tuttavia il cambio radicale che la nuova coalizione di sinistra – probabilmente allargata ai conservatori di Ordine e Giustizia – imporrà alla guida del Paese.

Agli elettori, il Partito del Lavoro ha parlato con slogan populistici orientati interamente contro la politica fiscale del precedente Governo. Invece, i socialdemocratici si sono presentati con un programma articolato che prevede solo provvedimenti correttivi alla linea di Kubilijus, come l’innalzamento delle pensioni minime a 563 Dollari al mese, e l’allontanamento dell’ingresso di Vilna nell’Euro al 2015.

A cambiare sarà sicuramente la politica estera. I Partiti della sinistra si sono dichiarati fin da subito in favore di un reset nei rapporti con la Russia, ed hanno dichiarato la volontà di aprire il settore industriale nazionale ad investimenti russi.

Quella della nuova coalizione di Governo è una posizione totalmente opposta rispetto a quella finora mantenuta dal centrodestra, che ha guardato all’Europa, ed ha ritenuto la presenza massiccia di capitali di Mosca come una minaccia per la sicurezza energetica nazionale.

Cambio netto anche nella politica energetica. la Coalizione di sinistra ha dichiarato la volontà di ritirare il ricorso presso l’Arbitrato di Stoccolma esposto dal Governo Kubilijus contro il monopolista russo, Gazprom: accusato da Vilna di condotta anticoncorrenziale nel mercato lituano.

Gazprom – società posseduta per metà dal Cremlino – ha controllato la compagnia energetica nazionale Lietuvos Dujos, responsabile della gestione dei gasdotti lituani. Nel contempo, il monopolista russo ha mantenuto l’egemonia sulle forniture di gas a Vilna, a cui ha imposto prezzi di gran lunga più alti rispetto a quelli degli altri Paesi UE – Polonia esclusa.

Per rompere il monopolio del monopolista russo, il Governo di centrodestra ha applicato il Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che vieta a monopoli extraeuropei di controllare sia la distribuzione del gas, che la compravendita di oro blu.

Dopo avere programmato la nazionalizzazione della Lietuvos Dujos, Kubilijus ha preventivato la sua immediata reprivattizzazione ad enti registrati in Europa, ottenendo l’appoggio della Commissione Europea.

Un imprenditore filorusso già condannato alla guida del Paese

Dalle urne, esce sconfitto anche il piano di diversificazione delle fonti di energia approntato dal governo di Centrodestra. In un referendum, contemporaneo alla consultazione legislativa, il 46% dei votanti si è opposto alla costruzione di una centrale nucleare a Visaginas: progetto presentato alla cittadinanza dal Governo Kubilijus come prerogativa essenziale per garantire la sicurezza nazionale.

Resta infine un enorme punto interrogativo sulla figura del probabile prossimo Primo Ministro. Come riportato dall’autorevole Gazeta Wyborcza, il Capo dei Laburisti Uspaskich è infatti un imprenditore nato ed affermatosi in Russia, già accusato nel 2005 per malversazione finanziaria durante il suo operato alla guida del Ministero dell’Economia.

Per sfuggire alla condanna, Uspaskich si è recato a Mosca, dove ha ottenuto asilo politico fino al 2008, quando, dopo essere stato rieletto al Sejmas, è riuscito a diventare Parlamentare Europeo.

Matteo Cazzulani

L’ARBITRATO DI STOCCOLMA DA RAGIONE ALLA POLITICA ENERGETICA EUROPEA DELLA LITUANIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 1, 2012

Rigettato il ricorso del monopolista russo Gazprom contro l’applicazione da parte delle Autorità lituane del Terzo Pacchetto UE. Vilna libera di procedere nel progetto di diversificazione delle forniture di gas e, concordemente con la legislazione di Bruxelles, nella liberalizzazione della gestione dei gasdotti nazionali

La presidente lituana, Dalija Grybauskaite

Sì all’applicazione delle leggi europee, no alla politica energetica della Russia monopolista. E’ chiaro il verdetto dell’Arbitrato Internazionale di Stoccolma che, nella giornata di martedì, 30 Luglio, ha sostenuto le ragioni della Lituania nella disputa giudiziaria avviata dal monopolista russo, Gazprom.

Supportato dalle Autorità politiche della Federazione Russa, Gazprom, nell’Agosto del 2011, ha esposto ricorso contro il Governo lituano per la decisione di Vilna di nazionalizzare, e poi re-privatizzare, la compagnia energetica nazionale Lietuvos Dujos.

Con il ricorso, il monopolista russo, che possiede il 37% delle azioni della compagnia nazionale della Lituania, ha inteso costringere la Lituania a rivedere le proprie decisioni, ed accettare la presenza di Gazprom come principale gestore del sistema infrastrutturale energetico lituano.

L’Arbitrato di Stoccolma ha invece accolto la versione di Vilna, che ha giustificato l’estromissione di Gazprom dal controllo dei gasdotti nazionali con la necessità di applicare il Terzo Pacchetto Energetico UE.

Questa legge, varata dal Parlamento Europeo nel 2009 con lo scopo di avviare una politica comune di Bruxelles sul tema del gas, e garantire la sicurezza nazionale dei 27 Paesi del Vecchio Continente, sancisce la liberalizzazione della gestione dei gasdotti ubicati in territorio UE, e ne vieta il controllo totale da parte di enti monopolisti extra-europei come, appunto, Gazprom.

Contraria è stata la reazione del monopolista russo, che a sostegno del suo ricorso ha addotto la necessità di garantire gli investimenti già realizzati nel sistema infrastrutturale energetico lituano. Inoltre, Gazprom ha pubblicamente contestato il Terzo Pacchetto Energetico UE, e ha presentato un ulteriore ricorso all’Arbitrato Internazionale YUNISTRAL per ottenere un verdetto favorevole.

Dietro il comportamento di Gazprom risiede un preciso disegno geopolitico di Mosca, che si avvale della questione energetica come arma per mantenere la propria egemonia in Europa Centro-Orientale, ed impedire all’Unione Europea il varo di una politica autonoma e comune.

Con la logica del divide et impera, Gazprom ha concesso sconti nelle forniture del gas alle compagnie dei Paesi dell’Europa Occidentale – Germania, Francia e Italia – in cambio della cessione parziale o totale della gestione dei gasdotti nazionali, e del sostegno incondizionato di Berlino, Parigi e Roma ai progetti energetici della Russia in campo internazionale.

Il monopolista russo ha poi mantenuto alte le tariffe per i Paesi dell’Europa Centrale ed Orientale, ed ha provveduto alla realizzazione di due infrastrutture miranti all’isolamento energetico di Polonia, Lituania, Ucraina, Romania, Moldova ed Ungheria come i gasdotti Nordstream – già realizzato – e Southstream – in corso di realizzazione.

Premiato il coraggio “europeo” dei lituani

Il verdetto di Stoccolma premia così la politica energetica della Lituania che, dipendente com’è per più dell’89% dal gas della Russia, si è avvalsa dei regolamenti dell’Unione Europea per garantire la propria sicurezza energetica.

Vilna ha avviato la presa di possesso da parte del Governo lituano del 100% delle azioni della Lietuvos Dujos: l’ente gestore dei gasdotti del Paese, controllato per il 37% da Gazprom, e per il 38% dalla compagnia tedesca E.On, tradizionale alleata del monopolista russo.

Subito dopo la nazionalizzazione, la Lituania ha stabilito l’immediata re-privatizzazione della Lietuvos Dujos a società registrate nell’UE, ed ha impedito la partecipazione nella vendita delle quote della compagnia nazionale ad enti registrati al di fuori del Vecchio Continente.

Oltre che nel settore dei gasdotti, la Lituania ha approntato una politica energetica mirante a garantire l’indipendenza di Vilna anche in altri ambiti. Insieme con gli altri Paesi Baltici – Lettonia ed Estonia – il Governo lituano ha avviato la costruzione di un rigassificatore a Klaipeda con lo scopo di individuare alternative al gas russo.

Per diversificare le forniture di energia dal solo oro blu, la Lituania ha inoltre avviato la costruzione di una centrale nucleare, e in tale settore ha avviato una stratta cooperazione con altri Stati UE fortemente dipendenti dalla politica energetica della Russia come la Polonia.

Matteo Cazzulani