LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

REPUBBLICA CECA: LE LARGHE INTESE PUNTANO SU EUROPA E DIRITTI UMANI

Posted in Repubblica Ceca by matteocazzulani on February 3, 2014

Il nuovo Ministro degli Esteri ceco, Lubomir Zaoralek, supporta l’adozione dell’Euro e del Fiscal Compact in tempi brevi, mentre la Ministra del Lavoro e il Ministro dei Diritti Umani, Michaela Maksimova Tominova e Jiri Dienstriber, invitano il Governo a dare pieno sostegno alla Carta Fondamentale dei Diritti. Il Presidente, Milos Zeman, promette di non opporsi ai piani europei del Premier, Bohuslav Sobotka.

Nel cuore dell’Europa l’Unione Europea piace, e piace addirittura l’euro. Nella giornata di mercoledì, 29 Gennaio, in Repubblica Ceca è stato varato il Governo delle Larghe Intese tra il Partito SocialDemocratico Ceco, il movimento moderato ANO, e l’Unione Cristiano Democratica-Partito Popolare Ceco.

Oltre al Premier, Bohuslav Sobotka, che è anche il Segretario del Partito, i socialdemocratici hanno ottenuto la guida di sette Ministeri, tra cui Interni, Esteri, Lavoro e Politiche Sociali, Sanità, ed Industria e Commercio. ANO, guidato dal Vicepremier e Ministro delle Finanze, l’imprenditore Andrej Babis, ha ottenuto anche i Dicasteri di Difesa, Giustizia, Trasporto, Ambiente e Sviluppo Regionale, mentre i cristiano democratici, oltre al Vicepremier e Ministro della Scienza Pavel Belobradek -segretario del Partito- guiderà i Dicasteri di Agricoltura e Cultura.

A dare una svolta al nuovo Governo sono state le dichiarazioni del Ministro degli Esteri, il socialdemocratico Lubomir Zaoralek: un federalista euro entusiasta che ha evidenziato come la Repubblica Ceca debba al più presto accedere alla Zona Euro, ed aderire con convinzione al Fiscal Compact per evitare di rimanere ai margini dell’UE.

Inoltre Zaoralek, un socialdemocratico con buoni contatti con il centrosinistra europeo, ha dichiarato che la Repubblica Ceca continuerà con la politica estera basata sula promozione della Democrazia e dei Diritti Umani nel Mondo, secondo il modello dato dal primo Presidente ceco post-sovietico, Vaclav Havel.

Il nuovo corso della politica estera della Repubblica Ceca è stato confermato dal Ministro del Lavoro, Michaela Maksimova Tominova, e dal Ministro per i Diritti Umani, Jiri Dienstriber, che hanno invitato il Governo ad assumere come primo provvedimento una risoluzione che ratifica il pieno sostegno di Praga alla Carta Fondamentale dei Diritti.

A rendere bene l’idea del nuovo corso della politica europea della Repubblica Ceca è anche la designazione a Primo Consigliere del Premier dell’ex-Capo del Governo ed ex-Commissario della Commissione Europea, Vladimir Spidla: un fatto che segnala un chiaro cambio di passo in un Paese che, durante i Governi conservatori di Mirek Topolanek e Petr Necas, ha cercato in tutti modi di frenare il processo di integrazione monetaria e politica dell’Europa.

Meno radicale è il cambiamento che si registra in politica estera, dal momento in cui il Ministro degli Esteri uscente, Karel Schwarzenberg, è stato uno dei più attivi promotori della difesa dei Diritti Umani nel Mondo, sopratutto in Ucraina: impegno dimostrato con la concessione dell’Asilo Politico all’ex-Ministro dell’Economia ucraino, Bohdan Danylyshyn, e ad Oleksandr Tymoshenko, il marito dell’ex-Premier Ucraina Yulia Tymoshenko condannata al carcere dopo un processo politicamente motivato.

Un più timido cambio in chiave pro-europea è stato registrato anche presso l’Amministrazione Presidenziale, in quanto il nuovo Capo di Stato, Milos Zeman, ha dichiarato pieno sostegno all’accelerazione in chiave europea preventivata dal Governo: tutta un’altra musica rispetto alle dichiarazioni del suo predecessore, l’euroscettico Vaclav Klaus, che ha sempre sostenuto una politica estera basata su accordi bilaterali di Praga con diversi Paesi, tra cui la Russia di Putin, con cui l’ex-Capo di Stato intrattiene una forte amicizia personale.

L’Europa divide la Grande Coalizione

Proprio il sostegno all’Europa potrebbe però essere la causa di frizioni all’interno di una Coalizione Grande e frastagliata: se da un lato socialdemocratici e popolari sono favorevoli all’adozione dell’Euro in tempi brevi -si parla addirittura di anticipare la Polonia entro il 2018- i moderati di ANO, che rappresentano gran parte del tessuto imprenditoriale, si sono detti contrari a tale misura.

Del resto, il tema europeo è stato accantonato durante le trattative per la formazione del Governo delle Larghe Intese, che, invece, ha posto in cima alla sua agenda la riforma delle pensioni e la lotta alla corruzione.

Matteo Cazzulani

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POLONIA COME ITALIA: IL GOVERNO APPESO AL CONGRESSO DEL PRINCIPALE PARTITO DI COALIZIONE

Posted in Polonia by matteocazzulani on August 23, 2013

Il Premier polacco, Donald Tusk, riconfermato alla guida del principale Partito della Polonia, la cristiano-democratica Piattaforma Civica, grazie all’appoggio dell’ala centrista e liberale. Tiene un Governo che guarda all’Europa per portare il Paese fuori dalla crisi

Il Congresso della principale forza di Governo fa tremare l’Esecutivo. Lo scenario sembra essere quello italiano -in cui il Partito Democratico è chiamato ad Elezioni Primarie per designare il Nuovo Segretario che, senza dubbio, avranno ripercussioni sulla tenuta del Governo Letta.

In realtà, la vicenda è accaduta in Polonia, dove il Premier polacco, Donald Tusk, ha ottenuto, con l’80% dei consensi, la rielezione alla guida della Piattaforma Civica -PO- la principale forza di Governo di ispirazione cristiano-democratica.

In Italia, simile è la situazione legata alle Primarie del Partito Democratico, all’interno del quale sono evidenti alcuni malumori, sopratutto da parte della fazione più di sinistra del soggetto politico riformatore italiano, nei confronti del Governo, che è guidato dal PD Enrico Letta, ma che è retto anche grazie ai voti dei conservatori del PDL.

Nonostante l’apparente similitudine con i democratici italiani, le differenze tra la questione PD e quella PO sono molte, ad iniziare dalla modalità di voto. In Polonia non si è usato carta e penna in seggi installati in gazebo come in Italia, ma gli iscritti alla Piattaforma Civica hanno scelto il loro leader on-line, oppure tramite voto per corrispondenza, nell’arco di un mese.

Altre differenze tra la Primaria PD e quella PO sono legate a partecipazione ed affluenza. Il Leader della Piattaforma Civica è stato designato con consultazioni aperte ai soli iscritti, a cui ha partecipato il 52% circa degli aventi diritto di voto. Per Statuto, il Partito Democratico apre invece le sue Primarie agli elettori, e, così, riesce a mobilitare una più ampia partecipazione.

Infine, differente è la situazione del Governo a cui, nei rispettivi Paesi, PO e PD appartengono come principale forza di coalizione. La Piattaforma Civica governa dal 2007 con il Partito contadino PSL, con cui condivide la comune appartenenza al Partito Popolare Europeo.

Dopo il risultato avulso delle elezioni politiche del Febbraio 2013, Il Partito Democratico è invece costretto a governare con i conservatori del PDL in un Governo delle ‘Larghe Intese’ che si è posto l’obiettivo di risolvere la crisi economica mediante un numero limitato di misure ampiamente condivise dopo lunghe mediazioni.

Sul piano politico, le Primarie PO e quelle PD hanno invece una situazione molto simile, in quanto dall’esito della consultazione della Piattaforma Civica ha dipeso -e dipende ancora- la tenuta del Governo Tusk, in carica dal 2007, riconfermato alle Elezioni Parlamentari dell’Ottobre 2011.

Da un lato, l’area centrista e liberale della PO ha sostenuto compatta il Premier Tusk, dimostrando di volere continuare con una tradizione di sei anni di buongoverno -in coalizione con il PSL- che ha portato la Polonia tra i primi Paesi dell’Unione Europea in quanto a PIL, efficienza e salute dell’economia.

L’ala conservatrice ha invece sostenuto Jaroslaw Gowin: ex-Ministro della Giustizia che, a più riprese, ha criticato Tusk per le sue aprerture su fecondazione assistita, aborto e Civil Union.

Gowin, favorito dalla rinuncia alla corsa per la guida PO del Vicesegretario, Grzegorz Schetyna, ha ottenuto il 21% circa dei voti degli iscritti alla Piattaforma Civica, ed ha così portato a casa un considerevole bottino.

La spaccatura tra Tusk e Gowin, tanto ideologica quanto personale, ha raggiunto la sua climax con il voto contrario espresso dall’ex-Ministro della Giustizia alla proposta del Premier di sforare il limite di indebitamento del Bilancio statale.

Similmente a quanto sostiene negli Stati Uniti d’America il Presidente democratico, Barack Obama, la proposta di Tusk è stata concepita per permettere alla Polonia di evitare la bancarotta e, nel contempo, di aumentare la spesa pubblica per dare ossigeno ad occupazione ed economia in un periodo di forte crisi economica.

Possibile scissione a destra

L’opposizione di Gowin al provvedimento, che ha portato l’ex-Ministro della Giustizia a votare contro la proposta del Premier, ha mosso l’area liberal della PO a richiedere l’espulsione del capo della fazione conservatrice per mancato rispetto della disciplina di Partito.

A commento del risultato della consultazione interna al suo Partito, il Premier Tusk ha criticato la richiesta di espulsione.

Il Premier ha inoltre invitato Gowin a capitalizzare il suo ottimo risultato per collaborare, all’interno della Piattaforma Civica, per mantenere la PO al vertice della politica della Polonia, in un’ottica di Governo di coalizione che guarda all’Europa per risolvere le sfide della modernità.

Per ora, Gowin non pensa alla scissione, anche se, secondo indiscrezioni, l’ex-Ministro della Giustizia starebbe valutando l’ipotesi di un proprio Partito.

Sul mercato, in alternativa alla corsa solitaria, per Gowin sono disponibili il Parlamentare Europeo del Gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei, Pawel Kowal, e al leader di Polonia Solidale -SP- Zbigniew Ziobro: due transfughi di lusso dal principale partito di opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia -PiS- che ad oggi sono senza un Partito in grado di garantire loro la rielezione sicura a Strasburgo come a Varsavia.

La sinistra perde una buona occasione

L’esito della Primaria PO ha conseguenze anche per l’ala sinistra della politica polacca, in cui una parte del Partito Socialdemocratico SLD sta valutando l’ipotesi di confluire, assieme ai radicali del Movimento di Palikot -un fuoriuscito della Piattaforma Civica- in un unico grande Partito, Europa Plus, guidato dall’ex-Presidente, Aleksander Kwasniewski.

Nonostante il forte appoggio tra l’opinione pubblica e ambiti dell’alta economia polacca goduto dall’ex-Capo di Stato socialdemocratico, Europa Plus soffre del calo sistematico dei consensi di SLD e Movimento di Palikot. Per questo, in molti a sinistra hanno sostenuto una vittoria della fazione conservatrice della Piattaforma Civica, per attirare nel nuovo Partito di sinistra alcuni liberal PO.

In attesa di nuovi sviluppi, il Governo della Piattaforma Civica continua nel suo operato per battere la crisi, seguendo una linea di moderata austerità, alternata a misure volte ad incrementare alcuni settori dello Stato sociale.

Importante obiettivo è anche l’adozione dell’Euro, che il Premier Tusk, assieme con il Presidente, il PO Komorowski, ha dichiarato di volere raggiungere entro il 2015.

Matteo Cazzulani