LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Politica USA: Obama perde anche la Louisiana

Posted in USA by matteocazzulani on December 7, 2014

L’esponente repubblicano Bill Cassidy vince decisamente sulla candidata democratica uscente Mary Landrieu nel ballottaggio per l’ultimo seggio del Senato conteso nelle Elezioni di Mid-Term. Il Partito Repubblicano vince anche in seggi della Louisiana della Camera dei Rappresentanti

Philadelphia – Un’asfaltata netta, con i repubblicani oramai padroni di tutto il sud-est degli Stati Uniti d’America e i democratici in ritirata libera. Nella giornata di sabato, 6 Dicembre, il candidato repubblicano Bill Cassidy ha battuto l’esponente democratica Mary Landrieu nel ballottaggio delle elezioni di Mid-Term per il seggio del Senato della Louisiana.

Cassidy ha ottenuto una vittoria notevole, con il 57% dei voti a suo favore contro il 43% dei consensi per la Landrieu, che, così, abbandona il Senato dopo tre legislature.

Come riportato da Politico, la vittoria di Cassidy, un medico già Rappresentante della Louisiana presso la Camera dei Rappresentanti del Congresso, è stata possibile grazie all’abilità dei repubblicani di trasformare la consultazione in un referendum contro l’Amministrazione Presidenziale di Barack Obama.

Oltre alla forte impopolarità del Presidente Obama, a punire la Landrieu è stata anche la decisione da parte del Comitato Democratico per la Campagna del Senato di non supportare la senatrice uscente, mentre il Comitato Nazionale Repubblicano ha investito su Cassidy ingenti risorse.

Oltre alla vittoria di Cassidy, che permette ai repubblicani di controllare i seggi del Senato degli Stati che vanno dalle Caroline al Texas dopo la storica vittoria nelle Elezioni di Mid-Term -nelle quali il Partito Repubblicano, lo scorso 4 Novembre, ha strappato al Partito Democratico ben 8 seggi- esponenti repubblicani hanno ottenuto vittorie anche in alcuni seggi della Camera dei Rappresentanti.

Ralph Abraham ha ottenuto la vittoria nella roccaforte repubblicana finora posseduta dal Rappresentante uscente Vance McAllister, mentre l’esponente del Partito Repubblicano Garret Graves ha vinto sull’ex-Governatore democratico Edwin Edwards per un altro seggio alla Camera dei Rappresentanti.

La questione energetica alla base della vittoria di Cassidy

Come riportato dall’autorevole Reuters, oltre che dal vento contrario al Presidente Obama, la vittoria di Cassidy è stata motivata anche dalla questione energetica, in quanto l’esponente repubblicano si è dimostrato essere un più acceso sostenitore dell’approvazione dell’oleodotto Keystone XL rispetto alla sua rivale democratica.

Una mozione proposta da Cassidy per la realizzazione del Keystone XL, infrastruttura progettata per veicolare olio crudo canadese dall’Alberta alle raffinerie del Texas, è stata approvata dalla Camera dei Rappresentanti con un’ampia maggioranza, ma la Landrieu non è stata capace di portare il provvedimento alla sua approvazione in Senato.

Ad opporsi al Keystone XL è stata l’ala più liberale dei democratici, che nonostante il coinvolgimento della Landrieu in favore dell’infrastruttura non ha accettato il verdetto espresso alla Camera dei Rappresentanti da una maggioranza di repubblicani e democratici centristi.

Grazia alla sua vittoria, Cassidy diventerà con tutta probabilità il Presidente della Commissione Energia del Senato, una posizione di prestigio che, finora, è stata ricoperta proprio dalla Landrieu.

Matteo Cazzulani
Analista di tematiche Trans Atlantiche
Twitter @MatteoCazzulani

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Politica USA: Obama si prende la rivincita al Senato sul Keystone XL

Posted in USA by matteocazzulani on November 19, 2014

Un fronte trasversale di repubblicani e democratici centristi non riesce ad ottenere i 60 voti necessari per approvare la realizzazione dell’oleodotto concepito dalla Trans Canada per trasportare negli Stati Uniti olio crudo dal Canada. Contrari all’infrastruttura la sinistra dei democratici e il Presidente degli Stati Uniti

È mancato un voto perché al Senato i repubblicani potessero infliggere la prima sconfitta politica al Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, dopo il tracollo dei democratici alle Elezioni di Mid-Term. Nella giornata di martedì, 18 Novembre, una maggioranza trasversale di 59 senatori, 45 repubblicani e 14 democratici, non è riuscita a raggiungere la quota di 60 voti necessaria per approvare in definitiva la realizzazione dell’oleodotto Keystone XL.

Questa infrastruttura, concepita dal colosso energetico Trans Canada per un investimento massimo di 8 miliardi di Dollari, è stata sostenuta dai repubblicani e dalla parte centrista dei democratici per diversificare le forniture di greggio e diminuire la dipendenza da Venezuela e Paesi Arabi, veicolando olio crudo dallo stato canadese dell’Alberta fino in Texas.

Di contro, la parte più a sinistra dei democratici si è opposta al Keystone XL perché ritenuto dannoso per l’ambiente ed inutile a limitare le emissioni inquinanti contro cui l’Amministrazione Obama ha promesso di lottare negli ultimi due anni alla guida degli USA.

Il respingimento del Keystone XL rappresenta una vittoria della sinistra dei democratici, dopo che venerdì, 14 Novembre, la maggioranza repubblicana alla Camera dei Rappresentanti ha approvato a larga maggioranza la realizzazione dell’oleodotto.

A dare un contributo alla risicata vittoria della sinistra dei democratici è stato lo stesso Obama, che, come riportato dall’autorevole Reuters, ha fatto sapere di essere intenzionato a porre il veto al provvedimento qualora in Senato il fronte trasversale favorevole all’infrastruttura avesse trovato i 60 voti necessari per approvare il provvedimento in definitiva.

Come riportato da Politico, la vittoria della sinistra dei democratici può tuttavia tramutarsi in un boomerang elettorale, dal momento in cui, dal prossimo mese di Gennaio, la maggioranza repubblicana sia alla Camera dei Rappresentanti che al Senato avrà la possibilità di approvare il provvedimento con un ampio vantaggio.

Inoltre, il sostegno dato all’oleodotto da parte di una nutrita pattuglia di democratici al Congresso ha incrementato l’opposizione da parte delle associazioni ambientaliste che da tradizione, sostengono fortemente i candidati della del Partito Democratico nei vari stati.

I democratici verso una sconfitta anche in Louisiana

Chi, tuttavia, rischia di pagare il prezzo più alto per la sconfitta del fonte pro-Keystone XL è la Senatrice democratica della Louisiana Mary Landrieu, chiamata ad affrontare al ballottaggio delle Elezioni di Mid-Term per un seggio al Senato il repubblicano Bill Cassidy: attuale esponente della Camera dei Rappresentanti, relatore del provvedimento per la realizzazione dell’oleodotto approvata la scorsa settimana.

Per privare l’esponente repubblicano del merito di sostenere un’infrastruttura necessaria per l’interesse nazionale della Louisiana, la Landrieu ha fatto lobby su un alto numero di esponenti democratici affinché appoggiassero la sua proposta di legge per l’approvazione del Keystone XL al Senato.

Tuttavia, l’opera di persuasione della Landrieu ha finito per lambire il risultato di portare l’infrastruttura a completa approvazione prima che ad appropriarsi dell’intero merito dell’approvazione del Keystone XL siano solo i repubblicani.

Matteo Cazzulani
Analista Politico di tematiche Trans Atlantiche
Twitter @MatteoCazzulani

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Politica USA: ai repubblicani il primo round sul Keystone XL

Posted in USA by matteocazzulani on November 15, 2014

La Camera dei Rappresentanti approva il progetto per la realizzazione dell’oleodotto che veicola olio crudo dal Canada al Texas con il voto compatto dei repubblicani e di una parte dei democratici. La corsa per il ballottaggio delle Elezioni di Mid-Term in Louisiana tra il conservatore Cassidy e la liberale Landrieu sullo sfondo del voto sul Keystone XL

Philadelphia – Le sorti dell’Amministrazione Presidenziale di Barack Obama appese ad un oleodotto tanto dibattuto e capace di dividere in due i democratici. Nella giornata di venerdì, 14 Novembre, la Camera dei Rappresentanti del Congresso statunitense ha approvato la realizzazione dell’oleodotto Keystone XL: un’infrastruttura concepita dal colosso energetico Trans Canada per veicolare olio crudo dalle pianure desertiche dello Stato canadese dell’Alberta fino alle raffinerie degli Stati Uniti ubicate in Texas.

A favore del provvedimento hanno votato 252 Rappresentanti, tra cui tutti i repubblicani e 31 democratici. Contrari, invece si sono espressi 161 membri della Camera -tutti democratici- mentre un repubblicano si è astenuto.

L’esito della votazione rappresenta lo schieramento di forze in merito all’infrastruttura, che vede da un lato l’ampio sostegno dei conservatori, che ritengono necessario costruire il Keystone XL per creare nuovi posti di lavoro, diversificare le forniture di olio degli USA per decrementare le importazioni da Venezuela e Paesi arabi e, di conseguenza, abbassare il prezzo dell’energia per la popolazione.

Dall’altro, invece, i liberali si sono presentati spaccati, con la parte più a sinistra contraria alla realizzazione dell’oleodotto perché ritenuto insufficiente per decrementare il prezzo dell’energia ed inutile per contrastare il surriscaldamento globale dovuto all’eccessivo consumo di combustibili fossili.

La fazione più centrista dei democratici ha invece condiviso l’idea di realizzare al più presto l’infrastruttura per aumentare l’occupazione degli Stati interessati, tra cui la Louisiana, dove la candidata dei liberali Mary Landrieu è chiamata a fronteggiare il Rappresentante repubblicano Bill Cassidy nel ballottaggio delle Elezioni di Mid-Term per il Senato.

Proprio la Landrieu, per ottenere consenso in uno stato tradizionalmente repubblicano, ha invitato i suoi colleghi democratici alla Camera a sostenere il Keystone XL, e si è proposta come relatrice del provvedimento al Senato, dove la maggioranza appartiene, ancora per poche sessioni, ai liberali.

Tuttavia, come riportato dall’autorevole Politico, la legge approvata alla Camera dei Rappresentanti ha come primo firmatario Cassidy, il rivale nel ballottaggio in Louisiana della Landrieu, che così, si è vista vanificare il credito che ha pensato di capitalizzare agli occhi dei suoi elettori.

Dopo il passaggio alla Camera, il provvedimento sul Keystone XL passa al Senato, dove, secondo i pronostici, l’oleodotto dovrebbe essere approvato con il voto favorevole di 59 senatori, tra cui 14 democratici e tutti i repubblicani.

Infine, l’ultimo soglio resta quello dell’Amministrazione Presidenziale, in quanto il Presidente Obama ha lasciato intendere di essere orientato ad avvalersi del diritto di veto per bloccare il provvedimento.

Duello tra Boehner e Obama a distanza

Proprio a riguardo del possibile veto del Presidente è stato improntato il commento dello Speaker della Camera dei Rappresentanti, John Boehner, che ha invitato Obama a non opporsi ad un provvedimento voluto dalla maggioranza degli americani che diversifica le forniture di energia per il Paese.

Di diverso avviso, invece, si è detto Obama, che, come riportato dalla Reuters, durante una conferenza stampa in Birmania con la leader dell’Opposizione Democratica Aung San Suu Kyi si è detto perplesso in merito alla reale capacità dell’oleodotto di creare posti di lavoro, né di abbassare i costi dell’energia.

A spezzare una lancia in favore di Obama è la considerazione che l’esportazione di olio crudo in Texas sarà utilizzata per incrementare le esportazioni statunitensi, e non per il mercato interno.

Tuttavia, va anche considerato che l’incremento della quantità di olio importata può portare ad una minore spesa per le importazioni, e quindi ad un minore sovraccarico sulle spalle della popolazione.

Matteo Cazzulani
Analista di Tematiche Trans Atlantiche
Twitter @MatteoCazzulani

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USA: SI RIAPRE IL DIBATTITO SUL KEYSTONE XL

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 16, 2013

Presentato al Senato un emendamento per accelerare la realizzazione dell’oleodotto. Il Capogruppo dei democratici al Senato, Harry Reid, blocca l’iniziativa in attesa dell’accordo sulla riforma dell’Immigrazione

Un oleodotto che intreccia la sua realizzazione con la riforma dell’Immigrazione. Nella giornata di venerdì, 13 Settembre, nel Congresso degli Stati Uniti d’America è stato presentato un emendamento che ritiene l’oleodotto Keystone XL un progetto di priorità nazionale.

Come riportato dall’agenzia UPI, l’emendamento, presentato dalla senatrice democratica Mary Landrieu e dal senatore repubblicano John Hoeven, è stato allegato all’iniziativa in favore dell’efficienza energetica di altri due membri del Senato, la democratica Jeanne Shaheen ed il repubblicano Rob Portman.

La presentazione dell’emendamento punta all’approvazione in tempi rapidi dell’infrastruttura, la cui realizzazione è ora analizzata dal Dipartimento di Stato USA.

Il Presidente USA, il democratico Barack Obama, ha dichiarato il suo sostegno al Keystone XL, a patto che esso non produca emissioni altamente inquinanti.

Il sostegno di Obama è condiviso al Congresso sia da buona parte dei democratici -che controllano il Senato- che dai repubblicani -che possiedono la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti- che ritengono l’oleodotto necessario per diversificare le fonti di approvvigionamento di greggio degli USA.

Parere contrario al Keystone XL è stato espresso invece dall’ala liberal -sinistra- dei democratici che, d’accordo con il Vice Presidente statunitense, Joe Biden, hanno sollevato obiezioni di carattere ecologico all’infrastruttura.

A rendere meno agevole l’approvazione della realizzazione del Keystone XL è anche la volontà del Capogruppo al Senato dei democratici, Harry Reid, di mettere da parte l’analisi della questione per dare precedenza al raggiungimento di un accordo bipartisan sulla riforma dell’Immigrazione.

Il gas shale per diminuire le emissioni inquinanti

Il Keystone XL è un oleodotto progettato per veicolare greggio dal Canada al Golfo del Messico, che secondo i progetti consente agli USA di limitare le importazioni di oro nero da Golfo Persico e Venezuela.

La politica energetica di Obama si è però basata sul potenziamento del gas, dopo che gli USA hanno avviato lo sfruttamento dello shale: oro blu posto a bassa profondità, estratto con sofisticate tecniche di fracking, ad oggi adoperate solo in Nordamerica.

Obama ha incentivato l’uso del gas anche per ridurre le emissioni inquinanti, e fare degli USA il Paese modello per la lotta al Global Warming in tutto il Mondo.

Matteo Cazzulani