LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Julija Tymoshenko: ricorso in Occidente contro Viktor Janukovych

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 19, 2012

La Procuratura Generale sostiene le accuse di omicidio mosse alla Leader dell’Opposizione Democratica dal Presidente ucraino. Gli avvocati difensori preparano la controffensiva giudiziaria presso Corti europee

Julija Tymoshenko e una criminale e Jurij Lucenko un ladro: per entrambi niente elezioni parlamentari. Questo e quanto dichiarato dal Viceprocuratore Generale ucraino Renat Kuzmin nella giornata di lunedì, 18 Giugno, in un’intervista al Kommersant” Ukrajina.

Secondo Kuzmin, la Tymoshenko e colpevole per almeno due imputazioni: abuso di ufficio in occasione della firma di accordi energetici nel Gennaio 2009 – quando la Leader dell’Opposizione Democratica e stata alla guida del Governo – ed evasione fiscale durante la presidenza del colosso energetico JEESU nella meta degli anni Novanta.

Per la prima delle due imputazioni, l’11 Ottobre 2011 la Tymoshenko e stata condannata a sette anni di reclusione in isolamento dopo un processo dalla dubbia regolarità, mentre per la seconda accusa un procedimento giudiziario e ancora in corso.

Ad esse, sempre come dichiarato da Kuzmin, si aggiungerà presto l’accusa di omicidio: la Procuratura Generale ha raccolto un numero di prove sufficienti a sostegno del coinvolgimento della Leader dell’Opposizione Democratica nell’assassinio del businessman Jevhen Shcherban.

A ritenere la Tymoshenko coinvolta nella sparatoria che nel novembre 1996 e costata la vita a Shcherban e stato anche il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, che in una recente intervista alla Bloomberg ha criticato l’Occidente per il sostegno espresso alla Leader dell’Opposizione Democratica.

Infatti, la Tymoshenko e ritenuta da Unione Europea, Stati Uniti d’America e ONU una prigioniera politica, vittima di una repressione operata da parte di un regime autoritario postsovietico.

La risposta “europea” della Leader dell’Opposizione Democratica

Dura la reazione degli avvocati della Tymoshenko, che hanno evidenziato come la riapertura di casi risalenti alla meta degli anni Novanta testimoni la volontà di realizzare un ordine impartito dall’establishment presidenziale per scopi politici.

Inoltre, il Difensore della Tymoshenko, Serhij Vlasenko, ha negato la complicità della sua assistita all’omicidio di Shcherban, e ha invitato la Procuratura Generale a interrogare in merito lo stesso Janukovych.

Secondo L’avvocato della Leader dell’Opposizione Democratica, e stato l’attuale Presidente – e non la sua assistita – il solo ad avere tratto vantaggio dall’assassinio del businessman, in quanto tale episodio ha consentito a Janukovych una rapida ascesa politica che Shcherban ha in precedenza sempre osteggiato.

In aggiunta, Vlasenko ha dichiarato la volontà da parte della Tymoshenko di presentare ricorso contro l’atteggiamento autoritario del Presidente ucraino in alcune Corti di Giustizia europee e nordamericane.

“In Ucraina non c’e giustizia, per questo stiamo ultimando i lavori per presentare ricorso in altri Paesi – ha dichiarato Vlasenko all’autorevole Ukrajins’ka Pravda – In particolare, per ciò che concerne le dichiarazioni di Janukovych in merito al coinvolgimento della Tymoshenko all’omicidio Shcherban”.

Oltre alla Tymoshenko, un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, sono stati incarcerati per motivi politici.

Dinnanzi al regresso democratico impresso dalla presidenza Janukovych, l’Unione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione e il varo della Zona di Libero Scambio UE-Ucraina, e ha collegato la ripresa dei rapporti bilaterali alla partecipazione della Tymoshenko e di Lucenko alle prossime Elezioni Parlamentari.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: SI TRATTA PER IL TRASFERIMENTO FUORI DALLA PRIGIONE.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 4, 2012

Le Autorità ucraine propongono il trasferimento della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina dalla Colonia Penale all’ospedale dei ferrovieri di Kharkiv per la somministrazione di cure specifiche, ma i dottori tedeschi invitano Kyiv a permettere l’invio dell’ex-Primo Ministro presso una clinica specializzata in Germania. Tra le denunce della difesa fissata la data del nuovo processo a carico dell’ex-Primo Ministro.

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, scortata dalle forze speciali

Dalla Colonia Penale all’ospedale dei ferrovieri. Questa è la soluzione che le Autorità ucraine hanno preventivato per consentire alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, le cure mediche necessarie per contrastare il sempre più precario suo stato di salute.

Come dichiarato lunedì, 2 Aprile, dal Ministero della Sanità ucraino, le Autorità carcerarie, per seguire le indicazioni fornite dal pool di medici tedesco-canadese che, grazie ad una mobilitazione internazionale, ha potuto visitare la Tymoshenko, ha accordato alla Leader dell’Opposizione Democratica la possibilità di ricevere trattamenti sanitari al di fuori del carcere in cui è detenuta, ed ha individuato la struttura adatta all’espletamento di tale necessità nell’ospedale dei ferrovieri di Kharkiv.

“Julija Tymoshenko non ha alcun interesse ad essere curata in quell’ospedale – ha dichiarato Serhij Vlasenko, l’avvocato difensore della Leader dell’Opposizione Democratica – Ella richiede di essere ricoverata in una clinica specializzata in trattamenti alla spina dorsale, come richiesto nel referto ufficiale redatto dai medici provenienti dal Canada e dalla Germania”.

Proprio le Autorità tedesche hanno iniziato con i colleghi ucraini una serie di trattative per consentire alla Tymoshenko il trasferimento presso la clinica Charite, in Germania: facendo leva da un lato sulle indicazioni dei propri medici, dall’altro sul permesso che Kyiv ha concesso alla Leader dell’Opposizione Democratica di potersi curare al di fuori della Colonia Penale dove è detenuta.

Aperto un nuovo processo a carico della leader dell’Opposizione Democratica

Tuttavia, le possibilità di realizzare le richieste umanitarie tedesche sono minime, per lo meno nel breve termine. Sempre lunedì, 2 Aprile, la Procura Generale ha fissato per il giorno 19 del medesimo mese l’inizio del secondo processo a carico di Julija Tymoshenko, in cui la Leader dell’Opposizione Democratica è accusata di sottrazione indebita di denaro statale per circa 5 Milioni di Euro, evasione fiscale per circa 63 Mila Euro, e falso in bilancio.

A questi reati, che la Tymoshenko avrebbe commesso durante la presidenza del colosso JEESU, prima della sua discesa in politica nel 1998, il Vice-Procuratore Generale, Renat Kuz’min, ha aggiunto quella per concorso di colpa nell’omicidio del businessman-Deputato Jevhen Shcherban, nel 1996, per il quale la JEESU avrebbe finanziato un killer.

La difesa ha denunciato la fabbricazione ad hoc delle imputazioni da parte delle Autorità ucraine, che sarebbero intenzionate a eliminare il principale avversario politico del Presidente, Viktor Janukovych: ritenuto il vero mandante dell’operazione giudiziaria. Inoltre, Vlasenko ha contestato il poco tempo messogli a disposizione per la presa visione dei faldoni contenenti le accuse assieme con la sua assistita.

L’11 Ottobre 2011, la Leader dell’Opposizione Democraticaè stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato durante il suo Premierato, nel 2009, accordi svantaggiosi per il rinnovo delle forniture di gas che la Russia allora ha tagliato per destabilizzare il governo filo-europeo della Tymoshenko.

Il processo in cui è maturata questa condanna è stato riconosciuto come irregolare dai principali Paesi del Mondo e dai maggiori enti sovranazionali, che hanno criticato le Autorità ucraine per la realizzazione di un’ondata di arresti politici che, oltre alla Tymoshenko, ha interessato un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

PER JULIJA TYMOSHENKO UN PARTITO TRANSNAZIONALE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 10, 2012

Il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, in asilo politico in Repubblica Ceca, internazionalizza Bat’kivshchyna, con lo scopo di salvare la moglie – in pericolo di vita – e sensibilizzare l’opinione pubblica occidentale sul regresso democratico in Ucraina. Chieste sanzioni per il Presidente, Viktor Janukovych, e le principali Autorità

La milicija rimuove un adesivo in sostegno a Julija Tymoshenko sul blindato su cui e costretta a viaggiare COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Una “Patria” internazionale per salvare Julija Tymoshenko e la democrazia in Ucraina. Questa la motivazione che, nel Dicembre 2011, ha portato il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, a chiedere asilo politico in Repubblica Ceca.

Ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato politico il 6 Gennaio 2012, a Praga il consorte della Tymoshenko ha reso noto di avere registrato l’Organizzazione Internazionale Bat’kivshchyna: versione transnazionale del Partito della Leader dell’Opposizione Democratica – che tradotto dall’ucraino significa “Patria” – privato del suo vertice da quando la Tymoshenko è reclusa in isolamento, lontano dalla Capitale.

Come dichiarato dallo stesso Oleksandr Tymoshenko a Radio Liberty, Bat’kivshchyna internazionale ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica occidentale sul regresso democratico in Ucraina, stabilire contatti maggiormente diretti con la stampa europea, e coordinare dall’estero la formazione di uno schieramento politico in grado di scalzare dal potere il Presidente, Viktor Janukovych.

Il Capo di Stato ucraino, concordemente con diversi pareri espressi da insigni personalità di tutto il Mondo libero, è ritenuto il principale responsabile dell’ondata di processi ed arresti politici a carico di esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica. Tra essi, oltre alla Tymoshenko, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: detenuto in isolamento dal 26 Dicembre 2010, senza che un verdetto lo abbia condannato per abuso d’ufficio.

“Sono venuto in Repubblica Ceca per chiedere al Mondo intero di liberare Julija Tymoshenko dal carcere e dalla tortura impostale dal regime – ha dichiarato il marito della leader dell’Opposizione Democratica – invito i Leader mondiali a capire che a Janukovych non serve una Tymoshenko viva”.

Una denuncia seria, con cui Oleksandr Tymoshenko ha giustificato l’asilo politico in Repubblica Ceca: Paese ritenuto coerentemente a favore alla lotta del dissenso contro l’autocrazia in ogni parte del Mondo. Da un anno, a Praga è attivo anche l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn: altra vittima della repressione di Janukovych, costretto alla fuga nel Paese centro-europeo.

“Le carceri sono piene di prigionieri politici – ha continuato il marito della Leader dell’Opposizione Democratica – mentre Janukovych, Firtash, L’ovochkyn, Khoroshkovs’kyj e Kuzmin [rispettivamente il Presidente, il suo principale sponsor, il Capo della sua Amministrazione, il Direttore dei Sevizi Segreti, ed il Vice-Procuratore Generale] schiavizzano il popolo ucraino. Chiedo alla Comunità Internazionale sanzioni per queste persone – ha concluso – responsabili della repressione politica. Julija Tymoshenko è stata condannata per avere salvato l’Europa dalla carenza di gas nel Gennaio 2009”.

Una dura detenzione

Lecito ricordare che Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, l’11 Ottobre 2011 è stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento per abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas russo del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin. Maturata in seguito ad un processo farsa – con la difesa sistematicamente privata dei propri diritti, e prove irregolari, addirittura datate il 31 Aprile – la condanna è stata confermata dalla Corte d’Appello il 23 Dicembre.

Inoltre, l’8 Dicembre, alla Leader dell’Opposizione Democratica è stato decretato un secondo arresto perché ritenuta elemento potenzialmente pericoloso per il proseguo del procedimento in cui è imputata per evasione fiscale durante la presidenza della JEESU – il colosso energetico guidato prima della discesa in campo del 1998.

Il processo-lampo è avvento in un’atmosfera macabra: con giudici e pubblica accusa seduti nella cella attorno al letto in cui la Leader dell’Opposizione Democratica è stata costretta da un forte mal di schiena, trascurato dalle Autorità penitenziarie.

Seppur obbligata da ben due arresti alla reclusione nel carcere Luk’janivs’kyj di Kyiv, il 30 Dicembre la Tymoshenko è stata deportata nel penitenziario femminile Kachanivs’kyj, a Kharkiv: allontanata da politica e famiglia in occasione del Capodanno – Festività solenne, che in Ucraina ha la medesima importanza del Natale cattolico.

Matteo Cazzulani

REGRESSO DEMOCRATICO IN UCRAINA: JURIJ LUCENKO DA UN ANNO IN ISOLAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 26, 2011

L’ex-Ministro degli Interni, uno degli esponenti più carismatici dell’Opposizione Democratica ucraina, costretto alla detenzione in isolamento, all’alimentazione forzata, e ad assistere dietro alle sbarre ad uno dei processi politici organizzati dalle autorità per eliminare i Leader dell’Opposizione Democratica, tra cui l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko. Un video del collega Kostjantyn Usov di TVI ne racconta il caso

L'ex-ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Per 365 giorni detenuto in isolamento a causa di 3 imputazioni prive di fondamento, con soli due testimoni a favore delle accuse, ma alcun verdetto che ne abbia certificato la colpa. Questo è il Santo Stefano che, oggi, trascorre Jurij Lucenko: esponente di spicco dell’Opposizione Democratica che, parimenti alla sua carismatica Leader, Julija Tymoshenko, è caduto vittima della repressione politica attuata dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych.

Il 26 Dicembre 2010, Lucenko è incarcerato in una cella di isolamento, prelevato dalle forze di polizia sotto casa sua, al rientro dalla passeggiata con il cane: sotto lo sguardo impotente di madre e figli. Mesi prima, giusto in seguito all’insediamento di Janukovych, a carico dell’ex-Ministro degli Interni sono sollevate tre imputazioni: incremento della paga e concessione di abitazioni governative illecita al suo autista, Leonid Prystupljuk, sperpero di danaro del bilancio statale per l’organizzazione della Giornata della Polizia del 2008, chiusura anticipata delle indagini sul cittadino Davydenko, l’ autista dell’ex-Vice-Procuratore Savchjuk – proprietario della casa in cui, durante la Rivoluzione Arancione, sarebbe stato avvelenato il futuro Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

A sostegno di tali imputazioni, per cui è aperto un processo con la richiesta di 12 anni di reclusione per abuso d’ufficio, sono sopratutto l’allora Ministro degli Interni, Anatolij Mohyl’ov, il nuovo Procuratore Generale nominato da Janukovych, Viktor Pshonka, il suo vice, Rinat Kuz’min, e solo due dei più di 200 testimoni chiamati a testimoniare durante un lungo procedimento, condotto da un PM, Serhij Vovk, a sua volta indagato per truffa edile, ma finora graziato dalle autorità.

Costretto ad assistere alle sedute del proprio processo dietro a delle sbarre – barbara procedura che, illegalmente, dipinge l’imputato come già colpevole nella psicologia dei presenti e della Corte – Lucenko più volte denuncia il conflitto di interessi del giudice, e, per protesta, ricorre persino allo sciopero della fame. Nulla da fare, dal momento in cui le Autorità giudiziarie impongono la nutrizione forzata al ribelle galeotto: altra pratica autoritaria, vietata dall’Unione Europea, ma ancora ammessa dal Codice Penale ucraino.

Un carismatico arancione

Il processo all’ex-Ministro degli Interni continua lentamente, lasciando una condanna già annunciata sempre più lontana: così da mantenere al di fuori della vita politica una delle più importanti personalità dell’Opposizione Democratica. Aiutante del Segretario del Partito Socialista ucraino, Oleksandr Moroz, Lucenko nel 2002 è alla testa del movimento Ucraina senza Kuchma, in opposizione all’ex-Presidente Leonid Kuchma: di cui Janukovych è il delfino politico. Nel 2004, è uno dei più attivi colonnelli della pacifica Rivoluzione Arancione: ruolo per cui viene premiato da Jushchenko con la nomina a Ministro degli Interni nel primo governo di Julija Tymoshenko.

Deciso nel realizzare la promessa di giustizia, Lucenko adotta la mano dura contro gli oligarchi dell’Est del Paese, sponsor di Viktor Janukovych: un gesto di coerenza politica che gli costa caro fin a subito. Entrato in crisi con la Tymoshenko – dimissionata nel 2005 – Lucenko mantiene la carica sotto il secondo governo arancione di Jurij Jekhanurov, fino al 2006, quando la vittoria alle elezioni parlamentari di Janukovych – che realizza una coalizione di governo con comunisti e socialisti – ne provoca l’espulsione e, contemporaneamente, l’uscita dal Partito Socialista Ucraino per evidenti divergenze politiche con Moroz.

Nel 2007, fonda il Partito Avanti Ucraina – poi ribattezzato Narodna Samooborona – si riavvicina a Julija Tymoshenko, e, nelle elezioni anticipate del 2007, guida la lista filo-presidenziale Nasha Ukrajina, che gli consente il ritorno al Dicastero degli Interni nel secondo governo della Lady di Ferro ucraina. Ripristinata la lotta contro gli oligarchi, la sua immagine viene lesa dall’arresto del figlio in stato di ubriachezza all’aeroporto di Francoforte. Ciò nonostante, la Tymoshenko fa quadrato attorno a lui, difendendolo persino nei difficili giorni del suo terzo governo: esecutivo di minoranza, in cui la conta dei voti è necessaria per l’approvazione di ogni mozione.

Il saldo legame con la Leader degli arancioni porta Lucenko a condividere anche le conseguenze della risalita al potere di Janukovych, nel Febbraio 2010: parimenti alla Lady di Ferro ucraina – condannata a sette anni di isolamento per abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin: il tutto dopo un processo farsa costruito su imputazioni montate ad hoc, e senza diritti per la difesa – l’ex-Ministro degli Interni diventa l’oggetto ed il simbolo di un regresso democratico sulle Rive del Dnipro.

Dinnanzi agli arresti di Lucenko e della Tymoshenko, alle ripetute risoluzioni di condanna da parte di USA, ONU, NATO, e Parlamento Europeo, è seguito, lo scorso 19 Dicembre, il congelamento della firma dell’Accordo di Asociazione UE-Ucraina: documento storico, con cui Kyiv avrebbe ottenuto il medesimo status di partner privilegiato di Bruxelles, oggi goduto da Islanda, Norvegia, e Svizzera.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PER JULIJA TYMOSHENKO NUOVE ACCUSE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 3, 2011

Il Vice Procuratore Generale, Renat Kuz’min, espone le imputazioni a carico della Leader dell’Opposizione Democratica. Deputati Nazionali del campo arancione abbandonano il Parlamento per protesta. l’Anima della Rivoluzione Arancione respinge le accuse

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

L’ennesima seduta bollente alla Rada, ma con metà dei presenti. Nella giornata di mercoledì, Primo di Giugno, il Vice Procuratore Generale, Renat Kuz’min, ha riferito in Parlamento circa l’iter processuale ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Una scelta non gradita dagli stessi deputati del campo arancione, che, in maglietta bianca con le scritte “Libertà ai detenuti politici” e “No alla repressione politica”, in segno di protesta, hanno abbandonato l’aula, ripetendo quanto fatto il giorno precedente. Il Blocco Tymoshenko-Bat’kivschchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona hanno richiesto la comparsa alla Rada del Procuratore Generale in persona, Viktor Pshonka, lamentandosi della cronica impreparazione dei suoi Vice, in passato inviati alle audizioni parlamentari.

Un vizio non ripetuto, dal momento in cui Kuz’min si è presentato con una relazione dettagliata su Julija Tymoshenko. A carico della Leader dell’Opposizione Democratica, ex-Primo Ministro, tre sono i capi d’accusa, su cui sono stati raccolti i materiali che l’imputata deve visionare con il suo avvocato.

Il primo, l’uso improprio dei Fondi per il Protocollo di Kyoto: precedentemente, Julija Tymoshenko è stata accusata di averli utilizzati per pagare le pensioni, contravvenendo al regolamento, ma le indagini hanno rivelato che le uscite previdenziali sono state coperte con altre entrate. Dunque, da chiarire resta dove sia finito il prestito nipponico.

Il secondo è la condotta antistatale negli accordi del gas del gennaio 2009 con l’allora collega russo, Vladimir Putin. L’ex-Primo Ministro ucraino avrebbe costretto l’allora capo di Naftohaz – il colosso energetico nazionale – Oleh Dubyna, a rinnovare i contratti con Gazprom, senza l’avvallo del Consiglio dei Ministri. A negare tale interpretazione, lo stesso Dubyna, ma a confermare lo schema, senza dare pareri politici, sarebbe stato l’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, a sua volta convocato

Il terzo capo d’accusa riguarda l’acquisto irregolare ambulanze nell’autunno 2009. Secondo la Procura, Julija Tymoshenko avrebbe aumentato la spesa per tali uscite, e distribuito le Opel Combo solo alle regioni a lei politicamente fedeli. Secondo la difesa, invece, l’alto costo sarebbe motivato dall’acquisto di mezzi veloci, e la distribuzione attuata in zone dove maggiore era il bisogno e la carenza di assistenza sanitaria.

Oltre ad esse, il Vice Procuratore Generale ha comunicato l’apertura di un nuovo provvedimento, qualora apposite indagini dagli Stati Uniti confermassero l’acquisto irregolare anche di vaccini. In aggiunta, Kuz’min si è lamentato dell’operato dei magistrati, a suo dire vittime di pressioni della stessa Julija Tymoshenko.

Le critiche del campo democratico e di Bruxelles

Secca e puntuale la replica della Leader dell’Opposizione Democratica, che ha evidenziato come il processo a suo carico sia di carattere politico, voluto dal Presidente, Viktor Janukovych, per eliminare un concorrente politico.

Inoltre, sull’apertura del nuovo capo di accusa ha evidenziato come nel periodo incriminato, l’autunno 2009, alla guida del Ministero della Salute fosse una personalità oggi molto vicina al Premier, Mykola Azarov.

Lecito ricordare che Julija Tymoshenko è stata confinata in Patria, impossibilitata per ben due volte a recarsi a Bruxelles per il meeting del Partito Popolare Europeo – a cui appartiene – malgrado l’invito dei principali Capi di Stato e di Governo UE, e del Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek.

Lo scorso 24 Maggio, l’anima della Rivoluzione Arancione è stata arrestata per qualche ora, poi rilasciata. Turbamento dinnanzi ad un processo che appare come politico è stato espresso da Unione Europea, USA, Consiglio d’Europa, PPE, e principali ONG internazionali.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PER JULIJA TYMOSHENKO ANCORA UN’ALTRA ACCUSA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 12, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica accusata di abuso d’ufficio nel corso delle trattative con la Russia per le forniture di gas, svoltesi nel 2009. “Teatro dell’assurdo” secondo l’ex-Primo Ministro. I colleghi di partito fanno quadrato sull’anima della Rivoluzione Arancione

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dopo gli eco-danari e le Opel Combo, anche il gas. Nella giornata di lunedì, 11 Aprile, la Procura Generale ha aperto un nuovo fascicolo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Questa volta, l’accusa è di abuso d’ufficio nel corso delle trattative sul rinnovo delle forniture di gas. In particolare, si tratta dell’accordo stretto con il Primo Ministro russo, Vladimir Putin. Con cui la Lady di Ferro ucraina, seppur a caro prezzo – 450 Dollari per mille metri cubi – è riuscita ad ottenere forniture di oro blu, e garantire al suo Paese un inverno finalmente al caldo. Dopo anni di puntuali Guerre del Gas con Mosca.

Secondo la Procura Generale, Julija Tymoshenko avrebbe agito sua sponte, senza mandato del Consiglio dei Ministri. Come, invece, previsto ex lege. A creare un interrogativo è, però, la tempistica. I fatti risalgono al Gennaio 2009. Troppo tempo addietro perché, solo ora, l’imputazione venga a galla.

Come prontamente evidenziato dal Vice Procuratore Generale, Renat Kuz’min, solo la scorsa settimana sarebbe pervenuta la documentazione necessaria ad aprire il caso.

La solidarietà di Opposizione Democratica ed Occidente

Idee chiare anche da parte della diretta interessata, che ha definito l’ennesima accusa un teatro dell’assurdo. Volto, secondo la Leader dell’Opposizione Democratica, a distogliere lo sguardo dell’opinione pubblica dalla svendita degli interessi nazionali, dall’allontanamento dall’Europa, e dalla mancata realizzazione delle promesse elettorali del Presidente, Viktor Janukovych.

Secondo il Vice-Capo di Bat’kivshchyna – il partito dell’ex-Primo Ministro – Oleksandr Turchynov, l’imputazione sarebbe finalizzata ad escludere Julija Tymoshenko dalle prossime elezioni Parlamentari, del 2012.

Il suo collega di Partito, Serhij Pashyns’kyj, ha confermato la correttezza della condotta dell’ex-Premier, che avrebbe agito in totale accordo con il Consiglio dei Ministri.

A carico di Julija Tymoshenko sono stati aperti già altri due capi di accusa. Il primo, per uso illecito dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali del bilancio statale. Il secondo, per l’acquisto irregolare di autoambulanze.

Procedimenti che sono costati all’ex-Primo Ministro, anima della Rivoluzione Arancione, il Confino in Patria. E, ad esso legata, il divieto di recarsi a Bruxelles, per ben due volte, per partecipare al summit del Partito Popolare Europeo.

Fatto, che ha suscitato la condanna di Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, Consiglio d’Europa, Dipartimento di Stato USA, e dello stesso PPE.

Uniti, in differenti occasioni, nell’esprimere al Presidente Janukovych preoccupazione per quello che sembrerebbe un uso politico della magistratura.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: AUTENTICHE LE REGISTRAZIONI DEL CASO GONGADZE

Posted in Caso Gongadze, Ukraina by matteocazzulani on April 7, 2011

Confermato il coinvolgimento dell’ex-Presidente, Leonid Kuchma, e dell’attuale Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn, nell’omicidio del giornalista di opposizione. La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, chiede di estendere le indagini al giro di affari del Capo di Stato emerito

Il giornalista di opposizione, Gija Gongadze

Nastri magnetici al centro della politica ucraina. Nella giornata di mercoledì, 6 Aprile, la Procura Generale ha confermato l’autenticità delle registrazioni di Mykola Mel’nychenko. Ex-Guardia del Corpo del Presidente emerito, Leonid Kuchma, coinvolto nel processo per l’omicidio del giornalista di opposizione, Gija Gongadze.

La prova, registrata di nascosto dal militare, certificherebbe le voci non solo di Kuchma, ma anche dello Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn – allora Capo dell’Amministrazione Presidenziale – e dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Kravchenko, suicidatosi nel 2005, e ritenuto il mandante dell’assassinio del fondatore della Ukrajins’ka Pravda.

Tuttavia, regna assoluta cautela. E, come confermato dal Vice-Procuratore Generale, Renat Kuz’min, Kuchma rimane indagato solo per abuso d’ufficio, in una delle pagine più tragiche per la Libertà di Stampa europea. Su cui, dal 2000, ancora non è stata fatta chiarezza.

Julija Tymoshenko per l’ampliamento delle indagini

Ad auspicare un utilizzo responsabile delle registrazioni dei nastri Mel’nychenko è la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Come dichiarato, da essi si potrebbero reperire dettagli non solo sul caso Gongadze – sui cui occorre giustizia – ma anche su un’epoca torbida, quella tra il 1996 ed il 2003, caratterizzata dalla svendita di terre, industrie, risorse energetiche, e benefici statali ad oligarchi vicini all’ex-Presidente.

In particolare, l’anima della Rivoluzione Arancione ha richiesto un’indagine sul possibile coinvolgimento in questo giro di affari dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, e del Premier, Mykola Azarov.

Matteo Cazzulani