LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

“Profughi ucraini”: così la Polonia ha fatto arrabbiare l’Ucraina

Posted in Polonia by matteocazzulani on January 22, 2016

Durante il dibattito sulla questione polacca, la Premier Beata Szydło parla di “un milione di ucraini” riparati a Varsavia. Pronta la reazione dell’Ambasciatore ucraino, Andriy Deshchytsya, che ha sottolineato come gli ucraini in Polonia siano migranti che non percepiscono alcun sussidio sociale



Varsavia – “Migranti” e non “profughi”. Questa è la differenza, testo semantica quanto politica, che ha aperto un acceso dibattito, che rasenta la vera e propria crisi politica, tra Polonia e Ucraina.

Il tutto è iniziato con l’intervento del Premier polacco, Beata Szydło, nel dibattito presso il Parlamento Europeo dedicato alle riforme costituzionali a Varsavia, durante il quale il Capo del Governo della Polonia ha affermato che il suo Paese non è d’accordo con la quota di ricollocazione dei migranti imposta dal piano Merkel dopo avere accolto “circa un milione di profughi dall’Ucraina che nessuno in Europa ha voluto”.

La dichiarazione della Szydło contiene una svista lessicale bella e buona, dal momento in cui il termine “profugo” -“uchodźca” in polacco- ha un significato molto differente, se non dispregiativo, rispetto a “migrante” -“migrant” in polacco.

Ad accorgersene è stato l’Ambasciatore dell’Ucraina in Polonia, Andriy Deshchytsya, che, prontamente, ha emanato una nota stampa per rettificare lo status dei tanti ucraini presenti nel territorio polacco, definendoli non come “profughi”, bensì come “migranti regolari”.

Nello specifico, l’Ambasciatore Deshchytsya ha sottolineato come, a differenza dei profughi, i migranti ucraini in Polonia non ricevono alcun sostegno sociale, pagando di propria tasca le spese per vitto, alloggio e studi e, nel contempo, contribuendo alla crescita dell’economia del Paese che li ha accolti.

Inoltre, Deshchytsya ha evidenziato come in Ucraina si abbia il timore che la questione degli immigrati ucraini possa essere stata utilizzata dal governo polacco come leva politica per esercitare pressione sull’Unione Europea affinché Bruxelles riveda le quote automatiche di ricollocamento dei migranti, che prevedono lo stanziamento in Polonia di 7 Mila profughi ad oggi stanziati in Italia.

La gaffe della Szydło rappresenta un campanello di allarme per un Governo, quello polacco, oggi sotto stretta osservazione da parte della Comunità Internazionale in seguito alla sostituzione repentina dei giudici della Corte Costituzionale e ad una riforma del sistema dei media che ha posto i Direttori delle principali testate pubbliche sotto il diretto controllo dell’Esecutivo.

Varata la coalizione anti ucraina Kaczyński-Kukiz

Eppure, in politica estera il nuovo Governo polacco si era mosso, per lo meno agli esordi, molto bene, rilanciando il ruolo della Polonia come Paese leader dell’Europa Centro Orientale dopo un’epoca nella quale Varsavia ha, invano, cercato un rapporto stretto con la Germania piuttosto che badare alla salvaguardia degli interessi dei Paesi dell’Unione Europea ubicati tra il territorio tedesco e la Russia.

L’Ucraina, della quale la Polonia si è sempre considerata l’avvocato presso le Istituzioni Europee, ha tuttavia smesso di richiamare immagini positive presso l’élite governativa polacca da quando, per via della riforma dei media, ai vertici della televisione statale TVP e dell’emittente radiofonica pubblica sono stati nominati personaggi di estrema destra dalle tendenze apertamente anti ucraine, come Marcin Palade.

La nomina di queste personalità ai vertici di importanti mezzi di informazione è legata alla nascita di una coalizione tra il conservatore Diritto e Giustizia -PiS, il Partito della Szydło che governa in solitaria- e il movimento nazionalista-populista Kukiz ’15, creato dalla rockstar Pawel Kukiz sulla base di proclami antieuropei e filo putiniani.

Lo scopo della coalizione è la riforma della Costituzione voluta dal leader di Diritto e Giustizia, Jarosław Kaczyński, che PiS, malgrado la maggioranza assoluta in parlamento, non può cambiare senza un alleato dalla forza numerica sufficiente che permetta il raggiungimento della maggioranza dei 2/3 dei seggi.

Matteo Cazzulani

Analista politico dell’Europa Centro-Orientale

@MatteoCazzulani

Advertisements

La Polonia al voto tra incertezze e sicurezze

Posted in Polonia by matteocazzulani on October 24, 2015

Come confermato da tutti i sondaggi, i conservatori del PiS hanno quasi in tasca la vittoria che pone fine a 8 anni di Governo moderato della PO, ma potrebbero avere problemi nel trovare partner di coalizione. L’assenza di Tusk, la scarsa energia del Premier Kopacz, e il conservatorismo moderno del Presidente Duda le ragioni del cambio di epoca politica

Varsavia – Le elezioni parlamentari polacche di Domenica, 25 Ottobre, sono un cambio di epoca politica annunciato, con però più punti interrogativi che certezze.

Come rilevato da tutti i sondaggi, il principale partito dell’opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia -PiS- otterrà la maggioranza dei consensi, superando, per la prima volta dal 2007, la moderata Piattaforma Civica -PO- finora al Governo assieme al partito contadino PSL.

Le ragioni del vantaggio PiS sono legate innanzitutto alla debolezza della PO, che dopo la nomina a Presidente della Commissione Europea di Donald Tusk -unico Premier della storia della Polonia ad avere ottenuto una riconferma nelle urne nel 2011- non ha saputo trovare né nell’attuale Premier Ewa Kopacz, né in nessun altro esponente un leader in grado di portare avanti l’ottimo lavoro finora svolto.

Altro motivo del vantaggio di PiS è la svolta in senso moderato di un partito finora descrivibile come radical-clericale verso un conservatorismo moderno in linea con i Tory britannici, una scelta politica legata al ridimensionamento del ruolo del Capo di PiS Jaroslaw Kaczynski, che ha ben pagato come dimostrato dalla vittoria nelle Elezioni Presidenziali del giovane Andrzej Duda lo scorso Maggio.

Le differenze tra PiS e PO, guidati rispettivamente da Beata Szydło e dal Premier Kopacz, sono inoltre evidenti per quanto riguarda diversi punti, come la politica estera, il rapporto con l’Europa, la politica previdenziale ed il lavoro.

In politica estera, PiS intende rafforzare la posizione della Polonia come leader regionale per garantire la sicurezza della Polonia, e più in generale dell’Europa Centro Orientale, sul piano militare, energetico ed economico all’interno di un’Unione Europea sempre più germanocentrica.

La PO, invece, intende mantenere la Polonia in stretta alleanza con la Germania all’interno di un’UE nella quale, secondo i moderati, Varsavia può contare di più solo se amica di Berlino.

Per quanto riguarda il tema dei migranti, PiS si oppone al sistema di distribuzione automatica dei migranti che la Merkel intende imporre ai Paesi dell’Unione Europea per ricollocare i cosiddetti “profughi politici” che intendono stabilirsi in Unione Europea.

La PO, da parte sua, solo a parole si oppone alla ridistribuzione automatica dei migranti, ma, sotto pressione della Germania, presso il Consiglio Europeo ha votato a favore del piano Merkel.

Sul piano del lavoro, PiS intende incrementare la paga minima, mentre la PO si oppone ai “contratti spazzatura”.

PiS propone l’abbassamento dell’età pensionabile a 65 anni, mentre la PO sostiene politiche per sostenere l’invecchiamento attivo.

Verso la Grande Coalizione

Dal risultato delle Elezioni potrebbe tuttavia originarsi uno scenario che non necessariamente divide PiS e PO in due schieramenti avversi. Secondo gli ultimi sondaggi, PiS, che ingloba in sé altri due Parititi conservatori, Polonia Solidale e Polonia Insieme, non avrà i voti necessari per governare in solitaria.

Tra i possibili partner di coalizione di PiS, dato al 32%, vi sono i movimenti populisti di destra Kukiz 15 e KORWiN, dati entrambi al 6%, ma anche i contadini del PSL, finora in coalizione con la PO, dati al 5%.

Un’altra possibilità è la realizzazione di una coalizione anti-PiS, nella quale oltre alla PO, data al 20%, entrerebbero la Sinistra Unita, data al 9%, il partito di ispirazione Social-liberale Moderna, dato all’8%, ed il PSL.

Tuttavia, una possibilità ben accreditata è la realizzazione di una Grande Coalizione PiS-PO, un’opzione ventilata dalla stretta collaborazione tra il Presidente Duda e il Ministro degli Esteri, Grzegorz Schetyna, influente esponente PO che, dopo la sconfitta annunciata dei moderati, si appresta a prendere le redini del Partito.

La Grande Coalizione tra PiS e PO finirebbe, tuttavia, per favorire l’ascesa delle forze populiste all’opposizione, una situazione che ricorda molto quella italiana, in cui movimenti estremisti -Lega Nord e Movimento 5 Stelle- si presentano come unica alternativa al Governo delle forze moderate -Partito Democratico, Nuovo Centro Destra, UDC.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro Orientale
@MatteoCazzulani

IMG_9740-0.PNG

Elezioni Presidenziali polacche: il dibattito Duda-Komorowski in diretta Twitter su La Voce Arancione

Posted in Polonia by matteocazzulani on May 16, 2015

Il primo confronto tra il candidato conservatore e il Presidente uscente moderato rappresenta una pagina importante della storia della politica della Polonia. La relazione in diretta sul canale @MatteoCazzulani

Varsavia – Una pagina della storia della politica di un importante Paese dell’Unione Europea e della NATO, nonché la disinformazione di quei pochi media italiani che ne parlano e il totale disinteresse di tutti gli altri che non trattato affatto l’argomento. Queste sono le motivazioni che hanno portato La Voce Arancione ad effettuare una relazione in diretta del Dibattito televisivo dei candidati del Secondo Turno delle Elezioni Presidenziali polacche: il conservatore Andrzej Duda e l’uscente moderato Bronislaw Komorowski.

La vittoria di Duda, in testa al Primo Turno con circa il 34% dei consensi, può portare ad un cambiamento epocale nella politica polacca, in quanto la sua nomina a Presidente de facto pensionerebbe in un colpo solo sia l’establishment di Komorowski, sia il Capo del suo Partito Diritto e Giustizia -PiS-, Jaroslaw Kaczynski.

Duda, che è riuscito ad evolvere PiS a moderna forza partitica di orientamento conservatore più simile ai Tory di Cameron in Gran Bretagna che al vecchio Partito fortemente clericale presieduto da Jaroslaw Kaczynski, ha saputo superare Komorowski, dato in testa da tutti i sondaggi, grazie ad una campagna elettorale con punti chiari e precisi, come il rafforzamento della NATO in Polonia e l’uso dei fondi europei per concedere sussidi alle famiglie con figli, creare nuovi posti di lavoro e dare la possibilità a chi ha reddito di acquistare una propria casa.

Dal canto suo, Komorowski, supportato dalla moderata Piattaforma Civica -PO, la forza politica di maggioranza del Paese, a cui appartengono il Premier, Ewa Kopacz, e il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk- paga una campagna elettorale totalmente sottotono, condotta con la sicurezza di vincere al Primo Turno senza tuttavia ascoltare cittadini e territorio.

Komorowski, palesemente allarmato dall’esito delle votazioni, sta cercando il sostegno sia dei socialdemocratici attraverso l’endorsement ottenuto dall’ex-Presidente, Aleksander Kwasniewski, sia il voto dei sostenitori del candidato classificatosi terzo al Primo Turno, Pawel Kukiz, dichiarandosi favorevole a quasi tutti i punti del suo programma elettorale.

Il dibattito tra Duda e Komorowski, il primo tra i due contendenti dall’inizio della Campagna Elettorale -dato che il Presidente uscente ha sempre evitato il confronto pubblico con i suoi avversari- è fondamentale per comprendere, e confrontare, le proposte dei due principali competitor di una delle contese più avvincenti nella storia della Polonia.

Una relazione in diretta del confronto sarà servita da La Voce Arancione nella giornata di Domenica, 17 Maggio, alle ore 20:10, presso il canale Twitter @MatteoCazzulani e la pagina Facebook Matteo Cazzulani. La relazione può essere seguita, sia su Twitter che su Facebook, anche usando l’hashtag #DibattitoPolonia.

Un commento sul dibattito sarà poi pubblicato su La Voce Arancione con ampio spazio alla cronaca generale della Campagna Elettorale

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
@MatteoCazzulani

IMG_6891.JPG

La Polonia risponde a Putin: Duda avanti al primo turno nelle Elezioni Presidenziali

Posted in Polonia by matteocazzulani on May 11, 2015

Il candidato conservatore, a sorpresa, sorpassa il Presidente uscente, il moderato Bronislaw Komorowski. Già avviata la caccia agli apparentamenti da parte di ambo i candidati in vista del secondo turno



VARSAVIA – Il risultato più sorprendente al termine di una delle campagne più noiose della storia della politica dell’Europa Centro-Orientale. Nelle Elezioni Presidenziali polacche di Domenica, 10 Maggio, Andrzej Duda, candidato del Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS- ed Europarlamentare del gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei -ECR- ha vinto il primo turno con il 34,8% dei consensi davanti a Bronislaw Komorowski, il Presidente uscente sostenuto dal Partito moderato Piattaforma Civica -PO, la forza politica del Premier Ewa Kopacz che controlla la maggioranza del Parlamento- fermo al 32,2%.

Dopo Duda e Komorowski, che si fronteggeranno al secondo turno, si è classificato Pawel Kukiz, musicista indipendente capace di raccogliere un sorprendente 20,3%. Al quarto posto si è classificato il libertario Janusz Korwin-Mikke con il 4,4%, seguito dalla giornalista Magdalena Ogorek, candidata indipendente sostenuta dal Partito socialdemocratico SLD, con il 2,4%.

A commento del risultato, Duda ha dichiarato di essere pronto a riprendere il dialogo con l’associazionismo e la società civile per compattare il suo elettorato. Inoltre, Duda ha reiterato l’invito al suo rivale Komorowski a confrontarsi in un dibattito televisivo per dare ai polacchi la possibilità di scegliere tra due proposte differenti per amministrare il Paese.

Infine, Duda ha lanciato un’invito a Kukiz, definito “un patriota che ha saputo sollevare temi che stanno a cuore ai polacchi”, a sostenere la sua corsa alla Presidenza supportando l’introduzione di un sistema elettorale con collegi uninominali: il punto di forza del programma elettorale del musicista terzo classificato.

Da parte sua, Komorowski ha dichiarato di essere pronto a rivolgere “proposte nuove” per correggere il suo programma elettorale e, così, intercettare nuovi voti. Il Presidente uscente, che ha accettato l’invito di Duda a partecipare al dibattito televisivo, ha anche invitato l’elettorato deluso a compattarsi attorno alla sua candidatura per evitare la vittoria dei conservatori.

Infine, Komorowski ha lodato la capacità di Kukiz di raccogliere consensi e, similmente al suo rivale conservatore, ha invitato l’elettorato del musicista polacco a confluire sulla sua candidatura per dare al Paese moderazione e concordia.

L’esito del primo turno rappresenta una vera e propria sorpresa, dal momento in cui tutti i sondaggi pre elettorali hanno dato a Komorowski un vantaggio tanto rassicurante da mettere in discussione lo svolgimento di un secondo turno. 

Tuttavia, con la vittoria inaspettata di Duda le carte in tavola sono nettamente cambiate, dando al candidato conservatore un vantaggio in termini di voti, e di morale, che potrebbe facilmente portarlo alla vittoria qualora, come molto probabile, l’elettorato di Kukiz e di Korwin-Mikke dovesse confluire sulla sua candidatura.

Il voto di centro e la bassa affluenza a decidere sul risultato

Le motivazioni della vittoria di Duda sono legate innanzitutto alla capacità del candidato conservatore di assumere un profilo più moderato rispetto a quello finora assunto dal Capo del Partito PiS, Jarosław Kaczynski: un’abilità che ha spostato voti di centro verso l’Europarlamentare ECR.

Inoltre, Duda ha saputo incarnare un immagine di politico “giovane” e “nuovo” in grado di porre un tratto di discontinuità con una classe politica che, anche in Polonia, tra troppo tempo manca di un ricambio generazionale.

Infine, Duda ha saputo dare una risposta più rassicurante alla crescente domanda di  sicurezza da parte dei polacchi, sempre più allertati dall’aggressività militare della Russia di Putin in Ucraina e, sopratutto, dalle continue provocazioni di Mosca a Paesi dell’Unione Europea come Estonia, Lettonia, Lituania, Svezia, Finlandia, Gran Bretagna e, per l’appunto, Polonia.

Non è un caso che la vittoria di Duda sia arrivata nella medesima giornata in cui il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, durante un incontro con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha definito come “storicamente necessario” il Patto Molotov-Ribbentropp: l’accordo, stretto tra Stalin ed Hitler nel 1939 per spartire il territorio della Polonia, che ha portato allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Per quanto riguarda Komorowski, il Presidente uscente, noto per il suo scarso carisma, paga innanzitutto la scelta di non avere preso parte al dibattito televisivo tra i candidati: un’occasione in cui l’esponente sostenuto dalla Piattaforma Civica ha dimostrato di non sapere mettersi in gioco.

In aggiunta, Komorowski soffre l’assenza dallo scenario politico polacco di Donald Tusk: carismatico e competente ex-Premier, attuale Presidente del Consiglio Europeo, capace di compattare ed ampliare i consensi della PO presso l’elettorato cristiano-democratico, moderato e liberale.

In ultimo, il Presidente uscente ha pagato una bassa affluenza, che, secondo i dati definitivi, si è attestata attorno al 49,4%.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale

@MatteoCazzulani