LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: Putin passa alla Fase Due nell’Est del Paese

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 8, 2014

Manipoli di separatisti filorussi occupano l’Amministrazione Regionale di Donetsk ed i centri di potere di Kharkiv e Luhansk, e dichiarano l’indipendenza da Kyiv dell’est ucraino russofono. La polizia ucraina riporta la situazione alla normalità a Kharkiv mentre Autorità ucraine e statunitensi sottolineano come l’azione sia stata attivamente incoraggiata da Mosca per ledere all’integrità territoriale dell’Ucraina

Prima con l’occupazione militare della Crimea, poi con la presa di possesso dei palazzi del potere delle città dell’est russofono, ma non russofilo, dell’Ucraina. Queste sarebbero le due fasi della strategia messa a punto dal Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, per disgregare l’Ucraina e avvicinare le regioni meridionali ed orientali -le più ricche del Paese- alla Russia.

Nella giornata di lunedì, 7 Aprile, circa una cinquantina di manifestanti filo-russi hanno occupato l’Amministrazione Regionale di Donetsk e, dopo avere sostituito la bandiera ucraina con quella russa, ed avere privato i Consiglieri Regionali del loro mandato, hanno dichiarato la nascita della Repubblica Popolare del Donbas.

Simili azioni a quella di Donetsk, dove i separatisti hanno invocato l’intervento militare della Russia a loro tutela, sono avvenute anche nelle altre due città dell’est dell’Ucraina: Luhansk e Kharkiv, dove, secondo fonti ben informate, a dare manforte ai poco numerosi manifestanti filo-russi locali sono arrivati rinforzi dal Donbas e della adiacente Regione di Zaporizhzhya.

Pronta è stata la reazione delle Autorità ucraine che, senza provocare morti né feriti, hanno ripreso il controllo della situazione a Kharkiv, mentre a Donetsk e a Luhansk hanno dato il via ad un’azione anti-terrorismo che ha portato al blocco delle strade principali e all’isolamento degli edifici occupati dai separatisti.

Come dichiarato dal Presidente ucraino ad interim, Oleksandr Turchynov, le azioni dei separatisti fanno parte della seconda fase del progetto di aggressione politica della Russia all’Ucraina, volto a disgregare il Paese non più con l’invasione militare, come accaduto in Crimea, bensì con il supporto ad azioni secessioniste nelle Regioni ucraine più ricche.

Simile è stato il commento del Premier ucraino, Arseniy Yatsenyuk, che ha evidenziato come i russi abbiano fomentato i sentimenti separatisti della popolazione russofona delle Regioni orientali del Paese che, a differenza di quello che riporta la propaganda di Mosca, mai è stata discriminata dall’Ucraina.

Ancor più radicale è stato il commento del Portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, che, per conto degli Stati Uniti d’America, ha sottolineato come le azioni dei separatisti nell’est dell’Ucraina abbiano agito in base ad una precisa provocazione di Mosca e che, come dimostrato da diverse fonti, alcuni manifestanti siano stati finanziati dalla Federazione Russa di proposito per destabilizzare il Paese.

Gli ucraini dell’est non sono russofili

In risposta alla provocazione della Russia, che continua a mantenere consistenti reparti del suo esercito ai confini orientali dell’Ucraina, a pochissima distanza dalle città occupate dai separatisti, il Segretario di Stato USA, John Kerry, ha ventilato la possibilità di imporre nuove sanzioni economiche e commerciali per esponenti di spicco della Federazione Russa.

La NATO, a sua volta, ha limitato l’ingresso nei propri quartieri generali ad esponenti militari russi, ed ha provveduto a rafforzare la presenza militare in Polonia, Estonia e Romania.

L’azione dei separatisti a Donetsk, Kharkiv e Luhansk è stata attuata con il preciso scopo di presentare le regioni russofone del Paese come anche russofile: un sottile misunderstanding, a cui alcuni media italiani hanno dato risonanza, su cui di sovente la propaganda russa ha giocato per negare l’esistenza di uno Stato e di un popolo ucraino.

A dimostrare come a manifestare per l’annessione alla Russia sia solo una sparuta minoranza della popolazione dell’est ucraino è il ruolo ricoperto da Rinat Akhmetov: oligarca della metallurgia, famoso per essere stato uno dei principali finanziatori dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych, che si è offerto di mediare tra i manifestanti e la polizia pur di riportare ordine nelle due città ed evitare l’intervento militare di Mosca.

Gli oligarchi temono che l’annessione dell’est dell’Ucraina alla Federazione Russa comporti la perdita di quell’impero economico che essi si sono costruiti approfittando delle concessioni di favore e della protezione politica dei Presidenti da loro finanziati, come, oltre a Yanukovych, anche Leonid Kuchma, Leonid Kravchuk, e in parte anche Viktor Yushchenko.

Simile opinione a quella degli oligarchi è quella dimostrata dalle centinaia di dimostranti che, durante l’occupazione militare della Crimea, hanno manifestato contro l’intervento della Russia in Ucraina e in favore del mantenimento dell’integrità territoriale del Paese.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: VIKTOR JANUKOVYCH BATTEZZA IL QUARTETTO PRESIDENZIALE. JULIJA TYMOSHENKO ELUDE IL CONFINO IN PATRIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 1, 2011

Il Capo di Stato ucraino riunisce i suoi tre predecessori in un incontro privato. La Leader dell’Opposizione Democratica invitata presso l’Ambasciata francese

La riunione del Quartetto Presidenziale. FOTO 5 KANAL

Per alcuni, un evento storico. Per altri, semplicemente una buona abitudine, da raffinare e reiterare. Lo scorso venerdì, 25 Febbraio, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha riunito i suoi tre predecessori in una riunione privata, in concomitanza con l’anniversario del suo primo anno alla guida del Paese.

Il Quartetto Presidenziale — come è stato battezzato — si è confrontato sulle principali tematiche del Paese. A chiarirle, alla Hazeta po Kyjivs’kyj, il primo Capo di Stato dell’Ucraina Indipendente, Leonid Kravchuk.

Il suo successore, Leonid Kuchma — per molti il padrino politico dell’attuale Presidente — avrebbe posto il problema della lotta alla corruzione.

Invece, Viktor Jushchenko, Prima Carica del Paese dopo la Rivoluzione Arancione, avrebbe richiesto il mantenimento del Tryzub — Tridente — come simbolo della Presidenza ucraina, anche nella nuova Costituzione, che Janukovych ha dato ordine di varare.

“Ciò di cui abbiamo discusso — ha dichiarato Kravchuk — è noto. Ben più importante è imparare a realizzarlo”.

Supporto UE per Julija Tymoshenko

Grande escluso all’incontro, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, limitata negli spostamenti da un’obbligo di firma in Procura. E da un Confino in Patria, che già le ha impedito la partecipazione a Bruxelles al summit del Partito Popolare Europeo, a cui è stata invitata dal Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek.

Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, è accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze.

Peggio della sua, la situazione di un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, finiti addirittura in carcere, per imputazioni di simile portata. Tra essi, l’Ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento.

Meglio è andata all’ex-titolare dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, riconosciuto perseguitato dalla Republica Ceca, che gli ha concesso Asilo Politico.

Seppur mai stata Presidente — anche se solo per una manciata di voti — Julija Tymoshenko è ancora uno dei politici più influenti del Paese. Come dimostrato da recenti sondaggi, e dal credito da lei goduto in sede internazionale.

UE ed USA spesso hanno espresso solidarietà nei suoi confronti, e criticato quella che appare come una repressione politica ai danni del campo arancione.

Inoltre, lunedì, 28 Febbraio, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata invitata dall’Ambasciatore francese ad una colazione di lavoro.

“L’unico modo per recarmi in Europa, ed eludere il Confino in Patria” ha dichiarato, con amara e realistica ironia, sulla sua pagina Twitter.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO CONFINATA IN PATRIA. GIJA GONGADZE ANCORA SENZA GIUSTIZIA. FRIZIONI NELLA MAGGIORANZA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 31, 2011

Vietato il summit PPE a Bruxelles alla leader dell’Opposizione Democratica. Esecutore dell’omicidio del giornalista georgiano ancora assolto. Istruzione e pensioni scuotono la maggioranza

Il giornalista di opposizione, Gija Gongadze

Giochi di palazzo e repressione politica. Nella giornata di lunedì, 31 gennaio, la Procura Generale ha confermato il divieto di espatrio per la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

L’anima della Rivoluzione Arancione è costretta a saltare il summit del Partito Popolare Europeo – di cui è partner – di Bruxelles, a cui è stata invitata di persona dal Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek.

L’ex-Primo Ministro è accusata di uso improprio dei fondi per il protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini, 27 autoambulanze, e 100 automobili veloci, per i medici di campagna.

Così, la Lady di Ferro ucraina è stata confinata in Patria. Rea, per così dire, di avere pagato le pensioni, e provveduto alla sanità, in un periodo di crisi economica.

Sempre la Procura Generale ha chiuso le indagini a carico di altri esponenti dell’Opposizione Democratica. Ovviamente, tutti rinviati a giudizio.

Tra gli altri, incolpato di abuso d’ufficio – ed altre futili imputazioni, che illustrano la natura puramente politica dell’operazione – l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko. I cui fratello e figlio sono stati convocati dai giudici. Con la minaccia, poi non attuata, di denuncia, per Oltraggio a Pubblico ufficiale.

Giustizia lontana per Gija

Oltre a Lucenko, un’altra decina di esponenti dei governi arancioni sono in prigione. Chi, invece, ne è fuori, i responsabili dell’omicidio di Gija Gongadze. Giornalista libero, assassinato, nel 2000, per la sua strenua opposizione all’allora Presidente, Leonid Kuchma.

La Corte competente di Kyiv ha confermato l’innocenza dell’ex-Generale del Ministero degli Interni, Oleksij Pukach. Considerato l’esecutore di un’esecuzione ordinata dall’allora ministro, Jurij Kravchenko, poi suicidatosi nel 2005.

L’avvocato della famiglia del fondatore dell’Ukrajins’ka Pravda, parte lesa, ha preannunciato ricorso in Appello. Ed espresso sconcerto, dinnanzi al reiterarsi dell’ingiustizia nei confronti di un omicidio politico, come testimoniato da diverse prove.

Oltre alla cronaca di giornaliera repressione del dissenso, primi cedimenti nella maggioranza Un migliaio gli universitari ed i liceali che, lunedì, 31 Gennaio, ha manifestato contro incremento delle rette e limitazione dell’autonomia degli Atenei.

Tanto è bastato per uno scontro tutto interno alla maggioranza. Con la Vice Capo dell’Amministrazione Presidenziale, Hanna Herman, che ha invitato il ministro dell’istruzione, Dmytro Tabachnyk, a rivedere il suo progetto di riforma.

Non l’unica crepa. A minare la stabilità interna, anche il Segretario della Federazione dei Sindacati Ucraini, Vasyl’ Khara, che ha annunciato il suo voto contrario alla riforma delle pensioni.

A turbarlo, l’innalzamento dell’età pensionabile. Un provvedimento inaccettabile per il Capo della CGIL ucraina, Parlamentare del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel aese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, la Herman, Tabachnyk, e quasi tutti gli altri membri del Consiglio dei Ministri.

Teatro dello scontro, la seduta preparatoria delle plenarie della Rada. Lo Speaker, Volodymyr Lytvyn, si è detto certo dell’abbonante vantaggio numerico della maggioranza – ben al di sopra del quorum dei 300 Deputati – per la modifica della Costituzione.

Tra le modifiche in programma, la data delle prossime elezioni, da posticipare al 2012 per le parlamentari, ed al 2015 per le presidenziali.

Chi, sicuramente, voterà contro è l’Opposizione Democratica. A dichiararlo, il vice-Presidente del Parlamento, Mykola Tomenko, del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna.

Matteo Cazzulani

NOTTE DI SANGUE ALLA RADA: BAT’KIVSHCHYNA IN PROCURA CON LE PROVE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 17, 2010

I Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica denunciano la maggioranza. Che, nonostante le prove, nega. Condanna dal PPE

Video e foto incastrano gli uomini di Janukovych. Il gruppo parlamentare del Blocco Tymoshenko- Bat’kivshchyna ha esposto denuncia contro i Parlamentari della maggioranza per l’aggressione subita nel cuore della notte.

Un blitz, con cui, in maniera violenta, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone del Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha posto fine alla protesta pacifica del principale partito dell’Opposizione Democratica, in sostegno alla sua Leader, Julija Tymoshenko, colpita da un provvedimento giudiziario a scopo politico.

A corredo della denuncia, il BJuT-Bat’kivshchyna ha depositato le prove dell’accaduto. Foto, immagini e video, che certificano lo svolgersi dei fatti. Ripresi, e diffusi, dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda.

Tutto è iniziato con il blocco dei lavori della Rada da parte di una trentina di Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica, con l’affissione di striscioni “Giù le mani da Julija Tymoshenko” e “Arrestate la repressione politica”. Continuato l’intera giornata, il presidio è stato previsto anche per la notte.

Tuttavia, nel tardo pomeriggio, sono giunti un numero sempre maggiore di Parlamentari, politici, e parenti di esponenti del Partija Rehioniv. Tutti, senza giacca, pronti per l’incursione, puntualmente avvenuta alle 19.

Spente le luci, ed attesa l’uscita di alcuni giornalisti, i regionali hanno irrotto nell’aula, ed aggredito i colleghi. Quattro le vittime ricoverate in ospedale, tutte del BJuT-Bat’kivshchyna. Jurij Hnatkevych, in gravi condizioni, e Vasyl’ Kravchuk per trauma cranico, Mykhailo Volynec’ per una sediata sulla testa, e Volodymyr Bondarenko per ematoma alla mano destra.

Un’azione programmata, come testimoniato dal Deputato di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, Volodymyr Ar’ev. Pronto, nell’immortalare, con il proprio telefonino, gli istanti preparatori del blitz.

Ciò nonostante, il Parlamentare del Partija Rehioniv, Mykhajlo Chechetov, ha smentito ogni azione di forza del suo partito, accusando di calunnia i giornalisti. Pronta la reazione della stampa, che ha comunicato di avere esaurito la pazienza dinnanzi agli atteggiamenti intimidatori ed irrispettosi dei media, di Autorità sempre più arroganti, e contrarie al rispetto della Libertà di Informazione.

La reazione PPE

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

A condannare l’accaduto, il Partito Popolare Europeo. Che, con una nota, ha criticato l’utilizzo della violenza, ed ha prospettato una sensibile riduzione delle possibilità per Kyiv di dialogare con l’Unione Europea. In particolare, l’europarlamentare PPE, Elmar Brok, ha illustrato come Janukovych non abbia recepito il messaggio, più volte inviatogli da Bruxelles.

Oltre alla violenza, ad essere contestata è anche la motivazione originale della protesta del BJuT: il divieto di espatrio imposto alla Leader dell’Opposizione Democratica, ex Primo Ministro, e l’apertura, a suo carico, di un processo per presunto utilizzo improprio dei fondi internazionali, erogati per la riduzione di CO2, per le uscite sociali.

Così, la Lady di Ferro Ucraina rischia fino a 9 anni di carcere, per avere provveduto al pagamento delle pensioni al suo popolo. Peraltro, in un periodo di crisi economica.

Ad evidenziare la ratio politica del procedimento, il Vice Leader di Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov, che ha spiegato come l’accusa, mossa all’anima della Rivoluzione Arancione, sia priva di prove. Inoltre, il braccio destro di Julija Tymoshenko ha ricordato come, assieme all’ex Ministro dell’Interno, Jurij Lucenko, sia egli stesso ospite abituale della Procura per continui interrogatori.

Altri stretti collaboratori della Leader dell’Opposizione Democratica sono stati arrestati. L’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: NOTTE DI SANGUE ALLA RADA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 17, 2010

I parlamentari del Partija Rehioniv interrompono con la forza la protesta pacifica dell’Opposizione Demoratica. Quattro feriti, tutti di Bat’kivshchyna. Condanna da PPE ed UE

La protesta dell'Opposizione Democratica. FOTO 5 KANAL

Dopo gli attacchi giudiziari, la violenza fisica. Nella serata di giovedì, 16 dicembre, i parlamentari della maggioranza hanno fatto irruzione nella Rada, e, con la forza, hanno posto fine alla pacifica occupazione dei colleghi dell’Opposizione Democratica.

Una vera e propria battaglia campale, con tanto di ambulanza, con cui il Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri — ha reagito all’iniziativa non violenta di Bat’kivshchyna — il principale patito dell’Opposizione Democratica — contro l’apertura di un procedimento giudiziario a carico della sua Leader, l’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko.

“Non si è mai visto niente di simile — ha dichiarato telefonicamente al 5 Kanal il Deputato Nazionale del BjuT, Volodymyr Bondarenko, ferito alla mano, e moralmente scosso — quattro dei nostri colleghi sono in ospedale, in stato critico”

Come riportato dall’agenzia UNIAN, i colpiti sono Mykhajlo Volynec’ — preso a sediate sulla testa — Jevhen Suslov, Jurij Hnatkevych — giacca strappata e qualche contusione — e Vasyl’ Kravchuk — finito in barella. In seuito all’irruzione, gli altri deputati del BjuT-Bat’kivshchyna hanno lasciato il Parlamento. Presidiato, questa volta, dai 100 regionali, autori del blitz.

Lecito ricordare che la protesta, pacifica, dell’Opposizione Democratica è iniziata dalla mattinata, con il blocco dei lavori in Parlamento e l’affissione di striscioni “Giu le mani da Julija Tymoshenko” e “Arrestate il terrore politico”.

Alla base di ciò, il divieto di espatrio, imposto dalla magistratura a Julija Tymoshenko, su cui è stato aperto un procedimento giudiziario per utilizzo improprio dei fondi internazionali — erogati per contrastare le emisioni di CO2 — per le uscite sociali. Così, la Lady di Ferro ucraina, ex Capo del governo, rischia fino a 9 anni di carcere, per aver provveduto al pagamento delle pensioni al suo popolo. Peraltro, in un periodo di profonda crisi economica.

Il vice leader di Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov, ha evidenziato l’assenza di prove. Ed ha catalogato l’accaduto come mossa politica per escludere la Lady di Ferro ucraina dalla politica del Paese.

Soprattutto, dinnanzi alle pressioni che anche altre personalità di spicco dell’Opposizione Democratica stanno subendo. Oltre allo stesso Turchynov, assieme all’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, ospite abitualedella Procura per continui interrogatori, sono stati arrestati l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko.

L’Europa si sveglia. Solo quella responsabile

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

A condannare l’accaduto, e parlare di regresso della democrazia sulle rive del Dnipro, il Partito Popolare Europeo. Il suo Presidente, Vilfred Martens, ha espresso profondo tubamento per quanto accaduto, e vicinanza a Julija Tymoshenko. La quale, a causa dell’intervento della magistratura, non ha potuto partecipare al summit PPE di Bruxelles.

Si muove anche la Commissione Europea, la cui rappresentante, Angela Filote, ha contestato l’uso della magistratura per scopi politici, e promesso il monitoraggio continuo della situazione.

Matteo Cazzulani