LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

3 Maggio: ecco cosa la Polonia insegna all’Europa

Posted in Editoriale, Polonia by matteocazzulani on May 3, 2015

La Costituzione del 3 Maggio 1791 è stato il primo documento del suo genere approvato nel continente europeo secondo principi illuminati e moderni come la divisione dei Poteri, l’uguaglianza tra le classi e la libertà di culto. L’integrazione legislativa e burocratica tra Corona Polacca e Granducato di Lituania è un altro aspetto importante di questa Carta costituzionale

Oltre che la Patria di Papa San Giovanni Paolo II -Karol Wojtyla- e lo Stato che, più di tutti, si è battuto nel Secondo Dopoguerra per la Democrazia e la Libertà dall’oppressione sovietica, la Polonia è sopratutto il primo Paese in Europa ad avere raggiunto nella storia una maturità democratica quando, il 3 Maggio 1791, il Parlamento polacco approvò la Costituzione illuminata.

Questo documento, fortemente voluto da Re Stanislao Augusto Poniatowski e da un gruppo di nobili Riformatori, fu il primo nel suo genere in Europa -il secondo al Mondo dopo la Costituzione degli Stati Uniti d’America- ad ispirarsi ai principi illuministici di Libertà Universale e Diritti Umani, politici e civili garantiti alla più ampia fetta della popolazione possibile.

Nello specifico, la Costituzione del 3 Maggio sostituì la repubblica nobiliare fino ad allora in vigore con una Repubblica Costituzionale in cui la borghesia -e non solo i magnati- godevano di diritti politici, ed i contadini, progressivamente sollevati dalle corvée, venivano protetti dallo Stato. Inoltre, la Carta Costituzionale polacca sancì la divisione dei Poteri, affidando il legislativo ad un Parlamento -Sejm- bicamerale, l’esecutivo ad un Consiglio dei Ministri presieduto dal Re, e quello giudiziario ad una magistratura autonoma.

In particolare la Costituzione del 3 Maggio sancì la libertà di culto e la tolleranza religiosa, pur mantenendo il cattolicesimo la confessione ufficiale dello Stato. Infine, questa carta costituzionale integrò le strutture amministrative della Repubblica di Polonia-Lituania, finora divise, sopratutto linguisticamente, tra la Corona polacca e il Granducato lituano.

Come dichiarò lo stesso Re Poniatowski, la Costituzione del 3 Maggio è figlia della Costituzione degli Stati Uniti d’America del 1788, i cui principi liberali ed illuminati furono ripresi ed adattati alla realtà della Polonia del tempo: un Paese culturalmente avanzato e progredito circondato da superpotenze economiche e militari assolutiste, imperialiste e reazionarie.

Proprio queste superpotenze, la Russia di Caterina II e la Prussia di Federico Guglielmo II, non accettarono l’approvazione della Costituzione illuminata e, d’accordo con i nobili polacchi della fazione Repubblicana -una corrente conservatrice contraria alla Costituzione del 3 Maggio, e per questo alternativa a quella dei Riformatori- attaccarono militarmente la Polonia, costrinsero Re Poniatowski ad abolire la nuova Carta costituzionale, e privarono la Repubblica polacco-lituana di alcune delle sue regioni nel 1792 e nel 1793.

A nulla servì la riscossa di un gruppo di Riformatori polacchi guidati da Tadeusz Kosciuszko, che dopo avere avviato, con successo, un’insurrezione armata furono sconfitti da Russia, Prussia ed Austria. 

Questi tre imperi, nel 1795, cancellarono definitivamente la Repubblica polacco-lituana dalle carte geografiche attuando la Terza Spartizione della Polonia.

Capire il passato per comprendere il presente. Ora più che mai

Oltre che per essere totalmente sconosciuta agli italiani, la storia della Costituzione del 3 Maggio è importante da essere tramandata e studiata per via del suo portato di modernità, giustizia e Libertà.

Per la prima volta in Europa, una Carta Costituzionale riconobbe pari diritti politici a nobili e borghesi, stabilì una divisione netta dei Poteri, garantì una certa Libertà di culto, ed integrò i sistemi burocratici di due Stati europei -la Corona polacca e il Granducato di Lituania- finora confederati ma autonomi.

La Costituzione del 3 Maggio è anche un esempio di come la Comunità Trans Atlantica rappresenti il modello culturale più avanzato al mondo: è proprio grazie all’insegnamento degli Stati Uniti d’America, ripreso in Polonia dai promotori della Costituzione di Maggio, che, più tardi, altri Paesi approvarono simili Carte costituzionali ispirate ai principi dell’illuminismo.

Infine, l’epopea della Costituzione del 3 Maggio è anche un esempio di come, in Europa Centro-Orientale, la sovranità e l’indipendenza degli Stati militarmente più deboli è spesso messa a repentaglio dal Vicino aggressore ed imperialista.

Così come nel XVIII secolo nei confronti della Polonia, anche oggi la Russia -Paese che non ha mai conosciuto la democrazia- esercita pressioni militari attive nei confronti di quei Paesi vicini, come Georgia, Ucraina, Moldova, che, legittimamente, ambiscono ad un futuro all’interno dell’Unione Europea, della NATO e, più in generale, della Comunità Trans Atlantica.

Proprio per via del ripetersi della storia, sarebbe opportuno che il 3 Maggio fosse non solo la Festa della Costituzione polacca, ma diventasse anche una giornata in cui l’Europa tutta -sopratutto i Paesi più filorussi come Francia, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Italia e Belgio- riflettesse sull’opportunità di integrare al più presto l’Unione Europea agli Stati Uniti e, sopratutto, di difendere Kyiv e Tbilisi dall’aggressione armata di Mosca.

Matteo Cazzulani

Analista di tematiche Trans Atlantiche, energia ed Europa Centro-Orientale

@MatteoCazzulani

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Polonia, Ucraina e Bielorussia un’unica koiné lessicale dell’Europa: una prova linguistica per demistificare la propaganda della Russia di Putin

Posted in Editoriale by matteocazzulani on June 11, 2014

Se una mattina -Rano in polacco, Ranok in ucraino, Ranitsa in bielorusso, ma Utro in russo- volete un cappuccino, o meglio una frittata di uova -per stare alle tradizioni alimentari del luogo- in Polonia vi fate uno Sniadanie -colazione- che in Ucraina si chiama Snidanok, in Bielorussia Snyadania, mentre in russo è Zavtrak.

Se poi, dopo l’abbondante colazione -e non può essere diversamente in Europa Centro-Orientale- vi recate al lavoro, magari in auto, allora ecco che potreste trovarvi immersi nel Ruch, in polacco, che è Rukh anche in ucraino e in bielorusso, ma che in russo è Dvyzheniye.

Il Lavoro, appunto: grande tema di attualità e spinosa questione, sopratutto per i giovani in Italia. In polacco si dice Praca, in ucraino Pratsya, in bielorusso Pratsa, mentre in russo è Trud.

Questa, in sintesi, è una tabella pubblicata dalla sezione bielorussa di Radio Liberty sul suo account Facebook nella giornata di martedì, 10 Giugno, da cui, ad esempio, si evince che ‘scoppio’ in polacco, ucraino e bielorusso si dice Vybuch, mente in russo è Zriv, ‘bene’ si dice Dobrze in polacco, Dobro e Dobra in ucraino e bielorusso, ma Khorosho in russo, e ‘tassa’ è Podatek in polacco, Podatok in ucraino, Padatak in bielorusso, e Nalog in russo.

Lo scopo dell’immagine è quello di mostrare come Polonia, Ucraina e Bielorussia hanno molto più in comune sul piano culturale e storico di quanto gli europei occidentali, bombardati da secoli di propaganda russa, oggi possano immaginare.

Infatti, la comunanza lessicale di queste tre lingue slave -una, il polacco, appartenente al ceppo occidentale, le altre due appartenente a quello orientale- testimonia un passato comune di cui poco si sa e si vuole parlare sopratutto in quei Paesi, come Italia e Francia, in cui è comodo accettare la vulgata secondo cui ucraini e bielorussi sarebbero cugini dei russi, talvolta un po’ deviati e nazistoidi.

Tra i secoli XIV e XVII, polacchi, ucraini e bielorussi hanno infatti convissuto nella Repubblica delle Due Nazioni Polacco-Lituana: un Commonwealth multiculturale, a cui appartenevano anche lituani, olandesi, ebrei, italiani e scozzesi, nel quale il re veniva eletto da un collegio di nobili, e dove ogni religione veniva appieno tollerata.

Non è un caso se in questa Repubblica Nobiliare, nominata anche ‘Stato senza roghi’ per via della sua apertura nei confronti di tutte le confessioni del Cristianesimo, che altrove in Europa si combattevano l’un l’altra nelle Guerre di Religione, attorno al 1600 si concentrava l’80% della popolazione ebraica.

Nel Commonwealth polacco-lituano, che ha raggiunto una superficie massima di circa 1.500.000 chilometri quadrati, gli ebrei, caso unico nel Mondo, si sono persino ruralizzati, abbandonando, per molti casi, la loro tradizionale vocazione cittadina.

Oltre che per la proto-democrazia della Repubblica Nobiliare, che sicuramente rappresentava una forma di Governo più avanzata rispetto all’Assolutismo in Europa Occidentale, e per la tolleranza religiosa, la Repubblica delle Due Nazioni polacco-lituana ha anche caratterizzato un esempio di progresso anche per quanto riguarda il tema dei Diritti.

Il 3 Maggio 1791, oramai alla vigilia delle spartizioni con cui gli Imperi assoluti di Russia, Prussia ed Austria avrebbero di lì a poco cancellato la Repubblica polacco-lituana dalle cartine geografiche, il Commonwealth ha approvato la prima Costituzione di stampo illuministico in Europa -la seconda al Mondo dopo quella USA del 1787.

La Konstytucja 3 Maja ha evoluto la Repubblica nobiliare a Repubblica Costituzionale con il re eletto a suffragio universale. La Carta Costituzionale ha poi affrancato i contadini dalla servitù, ed ha sancito il principio dell’uguaglianza tra i Popoli al suo interno.

I Popoli del Commonwealth, polacchi, ucraini e bielorussi, per via della simile lingua parlata, hanno sviluppato, all’interno della Repubblica delle Due Nazioni polacco-lituana, una koiné linguistica slava che, ancor oggi, sul piano lessicale accomuna polacco, ucraino e bielorusso.

Questo legame storico e culturale, e per certi versi anche politico e spirituale, è stato a più riprese negato dalla propaganda di Mosca, che in epoca zarista prima, sovietica poi, e putiniana oggi, ha voluto presentare all’opinione pubblica mondiale ucraini e bielorussi come popoli ‘fratelli’ della Russia.

La negazione da parte dei russi dei legami storici degli ucraini e dei bielorussi con i polacchi, è stata rafforzata da secoli di russificazione forzata, che oltre che in Bielorussia ha avuto i suoi effetti più incisivi in Ucraina orientale e in Crimea.

Inoltre i russi ha diffuso una vulgata secondo la quale la storia della Russia avrebbe avuto inizio nella Rus di Kyiv: un principato che raccoglieva le popolazioni slave dei bacini del Dnipro e del Don.

In realtà, la Rus -termine che andrebbe tradotto in maniera più appropriata come ‘Rutenia’ e non come ‘Russia’, dopo l’invasione tatara nel XIII secolo è stata inglobata nel Principato di Volodymyr-Halich. Successivamente, essa è stata integrata nel Granducato di Lituania, che nel 1385 è confluita, assieme alla Corona Polacca, nella Repubblica delle Due Nazioni.

Se studiata adeguatamente, la storia è sufficiente per spiegare quanto la propaganda russa sia forte nel plasmare la realtà a uso e consumo delle logiche neoimperiali di Putin.

Inoltre, la storia, quella vera, ci aiuta anche a capire quanto Ucraina e Bielorussia siano, come la Polonia, Paesi dell’Europa, che hanno pieno diritto a fare parte della Grande Famiglia Europea.

A proposito, ‘Paese’ in polacco si dice Kraj, così come in ucraino si dice Krayina, e in bielorusso Kraina. In russo, invece, si dice Strana.

Matteo Cazzulani
Analista Politico e studioso di Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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