LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: IL PARTITO DEL PRESIDENTE JANUKOVYCH SOSTIENE IL RUSSO COME LINGUA DI STATO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 6, 2012

La maggioranza del Parlamento ucraino approva un provvedimento che rende la lingua di Pushkin ufficiale in metà del Paese. Protesta l’Opposizione Democratica per la messa in pericolo dell’unità dello Stato, mentre la polizia reprime le dimostrazioni dei manifestanti presso il Parlamento con l’uso di gas lacrimogeni.

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Il russo a sud-est in più della metà del Paese, ma anche l’ungherese in Transcarpazia, il romeno in Bucovina e il tataro in Crimea potrebbero diventare le lingue ufficiali in Ucraina. Nella giornata di martedì, 7 Giugno, il Parlamento ucraino ha approvato in prima lettura una proposta di legge che permette alle minoranze linguistiche l’uso del proprio idioma preso gli uffici pubblici e le scuole accanto a quello di stato: l’ucraino.

Il disegno è stato redatto dai deputati del Partija Rehioniv – il Partito del potere in Ucraina, a cui appartiene il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – Vadym Kolesnichenko e Serhij Kyvalov con lo scopo di legalizzare lo status quo vigente in Ucraina, dove, sopratutto nelle regioni centro-orientali, la metà della popolazione all’ucraino preferisce l’impiego del russo.

Ad opporsi in maniera tenace al provvedimento è stata l’Opposizione Democratica, che ha evidenziato come il riconoscimento del russo come lingua ufficiale negli uffici pubblici, sopratutto nelle scuole, porti al totale annichilamento della cultura ucraina.

Essa, dopo secoli di russificazione forzata in epoca zarista e sovietica, solo a fatica negli ultimi decenni ha vissuto uno sviluppo, e l’esistenza di uno Stato nazionale autonomo dell’Ucraina indipendente, che riconosce l’ucraino come sola lingua nazionale, costituisce l’unica garanzia per il suo mantenimento.

Proteste sono avvenute anche presso il Parlamento, dove centinaia di manifestanti hanno dimostrato contro il progetto di legge. Essi, in pronta risposta, come provato dal corrispondente di Radio Liberty, hanno subito ripetute cariche della polizia, anche con l’uso di gas lacrimogeni.

Manifestazioni hanno avuto luogo anche a Leopoli – “culla” della lingua ucraina – ma persino in alcune città dove il russo è ampiamente diffuso, come Donec’k e Kharkiv.

In dubbio è anche il metodo con cui si è svolta la votazione in Parlamento. Dei 224 deputati che si sono pronunciati in maniera favorevole molti erano assenti e fisicamente lontani dai banchi dell’aula.

Il noto politologo Vadym Karas’ov ha sottolineato come il progetto di legge serva solo alle Autorità per distogliere l’attenzione dai reali problemi del Paese, come la crisi economica, la pauperizzazione delle fasce più deboli della popolazione, e l’isolamento politico internazionale motivato dall’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e da un’altra decina di esponenti del campo arancione.

Il Direttore dell’Istituto di Filosofia dell’Accademia Mohyl’jans’ka di Kyiv, Myroslav Popovych, ha evidenziato invece come il progetto di legge sia l’ennesima dimostrazione della politica aggressiva delle Autorità, che non risolve il reale problema linguistico dell’Ucraina.

Un problema di politica interna ed estera

Nel Mondo ex-sovietico la questione linguistica è un capitolo particolarmente delicato, a dispetto di quanto possa sembrare agli occhi del lettore occidentale. Per i popoli assoggettati allo zarismo e al comunismo, che con il crollo dell’Unione Sovietica hanno finalmente ottenuto la propria autonomia, la lingua nazionale è giudicata una garanzia di indipendenza politica, nonché un diritto finalmente acquisito dopo anni di imposizione del russo.

Del resto, la stessa Russia di Putin sta giocando la carta linguistica per destabilizzare la situazione politica interna nei Paesi dell’Europa Centro-Orientale e ristabilire la propria egemonia su una vasta parte d’Europa che Mosca continua a ritenere una propria colonia.

In Ucraina, la questione linguistica è utilizzata in maniera strumentale dal Presidente Janukovych per cercare di invertire un trend di consensi in caduta libera, sopratutto nelle regioni orientali russofone.

Per questa ragione, la votazione in seconda lettura del provvedimento linguistico, che dovrà rendere effettivo il disegno di legge, e che sarà affrontato nelle prossime sedute in Parlamento, si prospetta un passaggio cruciale per il mantenimento dell’Indipendenza politica di Kyiv.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: CONTINUA IL GIALLO SULLA SALUTE DELL’ANIMA DELLA RIVOLUZIONE ARANCIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 19, 2012

La figlia della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina conferma l’ernia al disco diagnosticata alla madre dall’équipe di medici tedeschi e canadesi. I dottori di Ottawa accusati di partigianeria dalle Autorità, le quali, per la detenuta politica, pretendono persino i lavori forzati

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

O l’operazione urgente fuori dal carcere, o a cucire babbucce tutto il giorno. La situazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, si fa sempre più misteriosa, preoccupante, e, nel contempo, di interesse internazionale.

Nella giornata di venerdì, 17 Febbraio, la figlia della Tymoshenko, Jevhenija, ha confermato l’indiscrezione – rivelata pochi giorni prima dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda – secondo la quale l’équipe di medici internazionali indipendenti tedesco-canadese avrebbe diagnosticato alla madre un’ernia al disco da operare al più presto per evitare complicazioni.

“I dottori hanno riscontrato un’ernia al disco che, se sarà ancora a lungo trascurata da parte delle Autorità carcerarie, costringerà mia madre ad essere operata fuori dalle mura di una colonia penale che lavora secondo gli ordini diretti del Presidente, Viktor Janukovych. Spero che i medici riveleranno al più presto l’esito delle loro analisi” ha dichiarato la figlia della Leader dell’Opposizione Democratica a Radio Liberty.

Per ora, i medici tedeschi hanno rispettato alla lettera il diritto alla privacy della paziente, e si sono limitati a consegnare alla Tymoshenko il referto in una busta sigillata. I dottori canadesi, invece, sono stati costretti a replicare alle accuse mosse loro da parte di Vadym Kolesnichenko: deputato del Partito del Presidente – il Partija Rehioniv – che ha messo in dubbio la professionalità degli specialisti di Ottawa in quanto esponenti della diaspora ucraina: tradizionalmente critica nei confronti di Janukovych.

“Ogni componente del pool di medici dal Canada è altamente qualificato, come riconosciuto dai centri di studio di Ottawa – ha risposto, con una nota, il Congresso degli Ucraini nel Mondo: accusato da Kolesnichenko di essere il selezionatore dei medici al posto delle Autorità canadesi – in Canada vivono milioni di emigrati ucraini che, a differenza di molti parlamentari di Kyiv, parlano liberamente la lingua di Shevchenko [Taras, il Poeta Nazionale, M.C.]. Stupisce la politicizzazione di una questione che riguarda le condizioni di salute di un importante esponente politico”.

Opposta la reazione delle Autorità Carcerarie e del Ministero degli Interni, compatti nel ribadire a più riprese che la Tymoshenko sta bene: sopratutto grazie alle cure che, con costanza, le sono somministrate entro le mura del penitenziario di massima sicurezza. Per questa ragione, è stata inoltrata la richiesta di inclusione della Leader dell’Opposizione Democratica nella lista dei condannati ai lavori forzati.

La condanna politica che ha isolato l’Ucraina

Nota in Occidente per la bionda treccia, e per avere guidato il processo democratico del 2004 passato alla storia come Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, è stata condannata l’11 Ottobre 2011 a sette anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato, nel Gennaio 2009, accordi per il rinnovo delle forniture di gas ritenuti onerosi per le casse dello Stato, ma coi quali è riuscita a ripristinare l’invio di oro blu dalla Russia, ed evitare un inverno al freddo per il suo popolo e per l’Unione Europea – l’Italia in primo luogo.

La condanna, maturata dopo un processo dalla dubbia regolarità, con la Tymoshenko detenuta in misura cautelativa dal 5 Agosto, la difesa sistematicamente privata dei propri diritti, e prove in sostegno delle accuse fabbricate ad hoc – addirittura datate il 31 Aprile – è stata confermata dalla Corte d’Appello il 24 Dicembre.

Prima di allora, l’8 Dicembre, la Leader dell’Opposizione Democratica – già detenuta – ha subito un secondo arresto preventivo perché ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo delle indagini che la vedono imputata per evasione fiscale durante la presidenza JEESU – il colosso energetico presieduto prima della discesa in campo del 1998.

Il verdetto è maturato al termine di un processo-lampo celebrato ai limiti del macabro, con giudice e Pubblica Accusa nella cella della Tymoshenko, seduti attorno al letto in cui la Leader dell’Opposizione Democratica era costretta a giacere: vittima di un forte mal di schiena trascurato dalle Autorità Carcerarie.

Tale fatto ha provocato la reazione unanime dell’Occidente che, dopo avere contestato il trattamento anti-democratico di cui, oltre alla Tymoshenko, è caduta vittima una decina di esponenti del campo arancione, ha richiesto a più riprese alle Autorità ucraine il permesso di sottoporre la Leader dell’Opposizione Democratica ad analisi mediche di un’équipe internazionale.

La repressione del campo arancione, simbolizzata dal caso Tymoshenko, ha isolato sull’arena internazionale il Presidente Janukovych: ritenuto dall’Opposizione Democratica, e da più di una voce in Europa e negli Stati Uniti, il vero responsabile della svolta autoritaria che, de facto, ha reso l’Ucraina una dittatura intollerante nei confronti di ogni forma di dissenso.

Fatto esemplificativo è stato, il 19 Dicembre, il congelamento della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento storico con cui Kyiv avrebbe ottenuto da Bruxelles il riconoscimento dello status di partner privilegiato dell’Unione Europea oggi goduto da Islanda, Norvegia e Svizzera.

Matteo Cazzulani

EURONEST DIVISA SULLE PRIORITA ORIENTALI DELL’UE

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on November 1, 2011

Moldova favorevole ad un’integrazione politica, Azerbajdzhan ed Armenia interessate solo a quella economica, mentre la Georgia invita ad inserire la garanzia dell’integrità territoriale. Il Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, supporta l’apertura dei mercati di Bruxelles in cambio del rispetto degli standard democratici. L’arresto di Julija Tymoshenko mette sempre più in forse l’Associazione dell’Ucraina all’Unione Europea

Il presidente dell

Uniti nella diversità non è solamente il motto che ha fatto l’Europa, ma anche la sintesi con cui si è conclusa la prima sessione dell’Euronest. Nella giornata di giovedì, 15 Dicembre, a Strasburgo si è riunita l’assemblea dei Paesi dell’Unione Europea e del Partenariato Orientale – da cui, al momento del varo, la scorsa primavera, è stata esclusa la Bielorussia, per via delle repressioni politiche sui dissidenti – con lo scopo di delineare gli obiettivi da proporre al successivo Summit della Eastern Partnership.

Un documento che, tuttavia, non è riuscito ad emergere, dal momento in cui la sessione si è trasformata in una babele di proposte ed opinioni divergenti, che nemmeno l’instancabile mediazione dei due Presidenti della seduta, l’ex-Ministro degli Esteri dei governi arancioni ucraini, Borys Tarasjuk, e l’eurodeputata bulgara, Kristina Vigenina, sono riusciti a conciliare.

Da un lato, la Moldova, forte delle seppur misere prospettive aperte da Bruxelles, ha posto l’accento sull’accelerazione dell’integrazione nell’UE dei Paesi del partenariato orientale, con la richiesta di aiuti per la realizzazione di riforme politiche necessarie per l’adattamento agli standard del Vecchio Continente.

Sul fronte opposto, Azerbajdzhan ed Armenia hanno circoscritto il discorso al solo fattore economico, sostenendo come priorità del Summit l’apertura dei mercati di Bruxelles, a cui Baku e Jerevan ambiscono per collocare i propri prodotti, sopratutto energetici.

Opinione condivisa dalla Georgia, che, tuttavia, ha richiesto un chiaro messaggio in sostegno dell’integrità territoriale dei Paesi del partenariato orientale, e – memore dell’aggressione militare subita dalla Russia nell’Agosto 2008 – di condanna di ogni tentativo di invasione da parte di Paesi terzi.

Fondamentale per il raggiungimento di un accordo di massima sulle linee guida principali è stata la mediazione del Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, che ha sintetizzato le diverse richieste dei Paesi dell’Europa Orientale in quattro priorità: in primis, l’apertura dei mercati, tuttavia ottenibile solo previo raggiungimento, e rispetto, degli standard democratici, senza i quali nessun accordo con l’UE può essere stretto in materia di partnership. Terzo step, l’abbattimento delle frontiere e l’eliminazione dei visti, a cui segue l’intensificazione degli scambi studenteschi, così da consentire fin da ora la crescita di una nuova generazione europea negli Stati che si avviano alla membership con Bruxelles.

La questione Ucraina in forse

Sullo sfondo della riunione, il caso dell’Ucraina, Paese vicino alla firma di un Accordo di Associazione con l’UE sempre più in forse a causa dell’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e dei processi politici che hanno colpito un’altra decina di esponenti del campo arancione. Nel corso dell’Assemblea, Kyiv si è allineata sia alla posizione moldava – sostenendo una pronta integrazione sul piano politico – che a quella caucasica, sottolinenando l’importanza prioritaria dell’apertura dei mercati.

Nel contempo, a frenare le sue ambizioni europee è stato il Presidente del Partito Popolare Europeo, Wilfred Martens, infuriato per non essere stato ammesso nel carcere di massima sicurezza dove è detenuta Julija Tymoshenko da un’ordinanza della Corte. In una conferenza stampa, il Leader del centrodestra europeo ha ricordato alle autorità di Kyiv che l’Accordo di Associazione con l’UE è sempre stato supportato dal PPE, ma il mancato rispetto dei diritti umani e civili da parte delle attuali Autorità – di cui il caso di Julija Tymoshenko è esempio – rende impossibile la sua firma, almeno fino a quando i processi politici non saranno interrotti, e la Leader dell’Opposizione Democratica liberata.

“L’ho comunicato al Presidente in persona, Viktor Janukovych – ha dichiarato Martens – senza la partecipazione dei Leader dell’opposizione, le prossime elezioni Parlamentari non possono essere ritenute libere”.

In risposta, il parlamentare Vadym Kolesnichenko del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il Primo Ministro, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha accusato l’Occidente di ingerenza negli affari interni ucraini, ed invitato ad ignorare le dichiarazioni di Martens, in quanto provenienti dal Leader di un Partito a cui appartiene anche Bat’kivshchyna, la forza di Julija Tymoshenko.

“E’ una forma di manipolazione dell’opinione pubblica – ha dichiarato il più simpatico dei Deputati ucraini, che ritiene il Legno Storto un giornaletto di raccoglitori d’uva, ed il redattore della Voce Arancione uno studentello di Padova – e di inserimento nelle questioni ucraine dell’Occidente. Un tentativo di pressione sulle Autorità ucraine – ha aggiunto a Radio Liberty – che caratterizzano simili messaggi politici”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ANCORA SCONTRI TRA GLI EX-LEADER ARANCIONI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 13, 2011

Il Capo di Stato emerito, Viktor Jushchenko, accusa la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, di condotta anti-statale nella sigla degli accordi del gas del Gennaio 2009. Ne guadagna la maggioranza post-sovietica

Il famoso personaggio Tafazzi

L’ennesima dimostrazione dell’ordinario tafazzismo dell’Opposizione Democratica ucraina. Nella giornata di sabato, 11 Giugno, l’ex-Capo di Stato ucraino, Viktor Jushchenko, ha definito la nomina a Primo Ministro dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, il più grande errore della sua amministrazione.

Nello specifico, Jushchenko ha criticato gli accordi del gas del Gennaio 2009 stretti tra la Lady di Ferro ucraina e l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, bollati come contrari all’interesse nazionale e, sopratutto, causa dei seguenti Accordi di Kharkiv con cui, in cambio di un risibile sconto per l’oro blu, l’attuale Presidente, Viktor Janukovych, ha concesso il prolungamento della permanenza dell’esercito russo in Crimea fino al 2042, apostrofati come “sciocchezza”.

Oro colato per la maggioranza post-sovietica: Vadym Kolesnichenko, esponente del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha difeso il suo Capo di Stato, ed affondato il colpo nella divisione del campo arancione.

“La sigla di contratti energetici – ha spiegato il più simpatico dei parlamentari ucraini, che definisce il Legno Storto un giornaletto da parrocchia, ed il Redattore della Voce Arancione uno studentello di Padova – è un obbligo, non una sciocchezza. Il vero errore è stato l’accordo di Julija Tymoshenko”.

Un accordo necessario

Lecito ricordare che nel Gennaio 2009 l’Anima della Rivoluzione Arancione si è accordata con Putin per prezzi onerosi, ma necessari per eliminare l’oscuro intermediario RosUkrEnergo nelle trattative tra il monopolista russo, Gazprom, ed il colosso ucraino, Naftohaz. E, sopratutto, garantire al popolo ucraino un inverno finalmente al caldo, dopo anni di continue guerre del gas.

Per questa ragione, e per l’accusa di uso improprio dei fondi per il protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze, Julija Tymoshenko è confinata in Patria, impossibilitata di recarsi all’estero.

Condanne alla repressione della Leader dell’Opposizione Democratica sono state espresse da USA, Consiglio d’Europa, parlamento Europeo, e dalle principali ONG internazionali.

Matteo Cazzulani

ANCHE PER IL PARLAMENTO EUROPEO JULIJA TYMOSHENKO E’ OGGETTO DI PERSECUZIONE POLITICA

Posted in Ukraina, Unione Europea by matteocazzulani on June 11, 2011

Approvata la risoluzione PPE, ALDE e Verdi che condanna i processi politici ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e di altri esponenti del dissenso. I Conservatori invitano a mantenere la prospettiva dell’integrazione. Socialisti contrari ad ogni condanna di Kyiv.

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Finalmente, anche l’Europarlamento si è mobilitato per la democrazia, anche se non tutti hanno capito. Giovedì, 9 Giugno, Strasburgo ha votato una risoluzione di condanna dei processi ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e di altri esponenti del campo arancione.

Nello specifico, il Parlamento Europeo ha invitato le attività ucraine a garantire l’imparzialità dei processi, e, sopratutto, ha espresso forte contrarietà ad ogni forma di repressione del dissenso, ribadendo che alla base di ogni democrazia vi sono sia la responsabilità collettiva per l’operato di un governo, sia la libertà di conduzione dell’attività politica, anche da parte di imputati sotto processo, ma non ancora condannati.

Infine, pur promettendo aiuti per la riforma del sistema giudiziario, l’alto organo di rappresentanza UE ha definito l’oppressione dell’Opposizione Democratica come un serio ostacolo non solo alla sigla dell’accordo di associazione, ma anche per il consolidamento della democrazia a Kyiv.

“L’Europarlamento – riporta il testo della risoluzione –  è turbato dalla ai danni dei processi a carico di figure dell’Opposizione ucraina, sopratutto di Julija Tymoshenko e di Jurij Lucenko, in carcere dal 26 Dicembre 2010. Strasburgo – continua – richiede alle autorità ucraine la cessazione del confino in patria imposta alla Tymoshenko e ad altre importanti personalità”.

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica, ex-Primo Ministro, è accusata di uso improprio dei fondi per il protocollo di Kyoto alle uscite sociali, acquisto irregolare di ambulanze e vaccini, e condotta antistatale nelle trattative per il gas con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin. Per tali ragioni, è convocata ogni giorno in procura, e confinata in patria, impossibilitata non solo di recarsi all’estero, ma anche di svolgere attività politica.

Jurij Lucenko è accusato di abuso d’ufficio, e dallo scorso Dicembre, dopo essere stato arrestato al ritorno da una passeggiata con il cane, è detenuto in isolamento, come un carnefice.

Socialisti contrari alla condanna delle repressioni

Proposta dal Partito Popolare Europeo, dall’Alleanza dei Democratici e dei Liberali Europei, e dal gruppo dei verdi, la risoluzione è stata approvata da 37 eurodeputati, con 16 contrari, e 7 astenuti.

“Protestiamo contro la cancellazione dei politici dell’Opposizione per mezzo di processi politici” ha dichiarato nel dibattito precedente al voto la deputata estone Kristina Uland, del PPE.

Sulla medesima onda l’esponente sloveno dell’ALDE, Jaroslav Pashka, che ha paragonato l’atteggiamento delle autorità ucraine nei confronti del dissenso a quello dell’Unione Sovietica.

Un appello a non cancellare del tutto ogni prospettiva di integrazione futura è arrivato da Pawel Kowal, polacco del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei, che, pur condannando fermamente ogni forma di repressione dell’Opposizione Democratica, ha sottolineato l’importanza dell’inserimento di Kyiv nelle strutture di Bruxelles, proprio per rafforzare quella democrazia oggi in pericolo.

Ciò nonostante, c’è chi ha capito poco o nulla. Oltre agli Eurodeputati dell’Alleanza Progressita dei Socialisti e dei Democratici Europei che hanno votato contro, anche il Partija Rehioniv, la forza politica, egemone in Ucraina, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

“La risoluzione è stata votata solamente dal 4% dei deputati di tutto il Parlamento. Questa è manipolazione della volontà della gente” è stato il commento di un suo esponente, Vadym Kolesnichenko: una dichiarazione che ben spiega la concezione di democrazia non solo del simpatico politico – che definisce il Legno Storto un giornaletto da parrocchia, ed il Redattore della Voce Arancione uno studentello di Padova – ma di tutte le Autorità di Kyiv.

Un motivo in più per felicitarsi dell’opportuna iniziativa parlamentare in difesa di valori e principi innegoziabili. Nemmeno dinnanzi al gas.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PROCURATORE GENERALE NON INFORMA SU JULIJA TYMOSHENKO. L’OPPOSIZIONE VIA DAL PARLAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 1, 2011

Il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona lasciano la Rada contro la mancata relazione di Viktor Pshonka sul processo ai danni della Leader arancione. Protesta anche contro l’isolamento dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, in sciopero della fame

L'ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Una protesta necessaria per ottenere chiarezza e correttezza. Nella giornata di martedì, 31 Maggio, l’Opposizione Democratica ha abbandonato il Parlamento, in segno di protesta contro la mancata relazione del procuratore Generale, Vitkor Pshonka, sul processo a carico di Julija Tymoshenko.

A provocare la decisione, una risoluzione della Rada che ha permesso alla Procura di inviare qualsiasi suo rappresentante, senza scomodare il suo Capo. A proporla, e votarla, la maggioranza compatta, composta da comunisti, Narodna Partija, e Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

“Non è la prima volta che il Procuratore Generale non si presenta ad una nostra convocazione – ha dichiarato il Capogruppo del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Ivan Kyrylenko – spesso, si presentano seconde persone – ha continuato l’esponente del principale gruppo dell’Opposizione Democratica – che illustrano di non possedere informazioni”.

Pronta la risposta della Maggioranza: secondo il Capogruppo del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefremov, l’importante è ascoltare il parere della Procura, senza scomodare il suo Capo. Nemmeno se ad essere interessata da un iter processuale è la Leader dell’Opposizione Democratica.

In solidarietà con il BJuT-Bat’kivshchyna, ha lasciato l’aula anche l’altro gruppo del campo arancione, Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona. Come dichiarato dal Deputato Nazionale, Hennadij Moskal’, per sensibilizzare sullo stato del processo a carico dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento, e giunto al 25 giorno di sciopero della fame. In aggiunta, Moskal’, già collaboratore di Lucenko, ha evidenziato come il magistrato incaricato della conduzione dell’iter abbia a sua volta dovuto affrontare in passato la macchina della giustizia, per altre questioni.

“Sono solo chiacchiere, che non pregiudicano il processo all’ex-Ministro” gli ha risposto l’esponente del Partija Rehioniv, Vadym Kolesnichenko: il più simpatico dei Parlamentari ucraini, che definisce il Legno Storto un giornale di seconda scelta perché non stampato, e ritiene il redattore della Voce Arancione uno studentello di Padova.

In difesa anche di Lucenko

Nonostante l’intoppo parlamentare, l’Opposizione ha promesso di continuare la propria battaglia, e richiedere nuova audizione per il Procuratore Generale.Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è confinata in Patria con l’accusa di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze, e condotta antistatale nelle trattative per il gas con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Quasi arrestata lo scorso 24 Maggio, l’ex-Primo Ministro è stata impossibilitata per due volte di recarsi a Bruxelles al meeting del Partito Popolare Europeo – di cui è partner – malgrado gli appelli dei principali esponenti politici moderati europei, tra cui il Presidente del parlamento Europeo, Jerzy Buzek.

Invece, Jurij Lucenko è accusato di Abuso d’Ufficio nel corso della sua Amministrazione del Dicastero degli Interni nel Terzo governo Tymoshenko. Arrestato lo scorso 26 Dicembre, è detenuto in isolamento, come un carnefice. In segno di protesta, da 25 giorni ha intrapreso uno sciopero della fame. Stando alle testimonianze di moglie e sostenitori, sarebbe visibilmente dimagrito.

Preoccupazione sullo stato di Democrazia e Libertà di Stampa in Ucraina è stata espressa, oltre che dal PPE, anche da Consiglio d’Europa, Unione Europea, USA, e più importanti ONG indipendenti.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: VIKTOR JANUKOVYCH FIRMA IL DECRETO PER LA BANDIERA ROSSA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 5, 2011

Il Presidente ucraino non veta l’esposizione del vessillo URSS negli uffici pubblici per la prossima Festa della Vittoria. Favorevole la maggioranza a lui fedele, con i comunisti. Contraria l’Opposizione Democratica, colpita duramente da iniziative giudiziarie

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Bandiera Rossa la Trionferà. Così ha deciso Presidente ucraino, Viktor Janukovych. Il quale, mercoledì, 4 Maggio, ha dichiarato di apporre la propria firma al decreto per l’esposizione del vessillo sovietico, accanto a quello nazionale, il 9 Maggio, Giorno della Vittoria.

Un provvedimento che divide, dal momento in cui, sopratutto nelle aree centro-occidentali dell’Ucraina, in molti hanno perso la vita sotto i colpi dell’Armata Rossa, dopo avere combattuto con essa per la cacciata dei nazisti. Ciò nonostante, una maggioranza filopresidenziale, a cui appartengono anche i comunisti, ha dato l’imprimatur al DDL che obbliga uffici pubblici, scuole, ed università ad issare la bandiera del 150esimo Ordine Kutuzov II.

Janukovych firma. E c’è anche chi paga, Vadym Kolesnichenko. Il più simpatico dei Parlamentari ucraini – che ritiene il Legno Storto un giornaletto da parrocchia, ed il Redattore della Voce Arancione uno studente di Padova – ha promesso, per le Oblast’ occidentali, che si sono rifiutate di rispettare il decreto, di pagare i drappi URSS di sua tasca, con le entrate da Deputato Nazionale del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Opposizione Democratica ancora repressa

Contraria alla Bandiera Rossa, ed per una memoria condivisa, che unisce il Paese, e non lo divide, l’Opposizione Democratica. I cui esponenti principali, tuttavia, passano un momento critico.

La Leader, Julija Tymoshenko, è stata minacciata di arresto, privata della possibilità di avvalersi del suo avvocato di fiducia, e confinata in Patria. Per l’Ex-Primo Ministro, anima della Rivoluzione Arancione, le accuse di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze, ed abuso d’ufficio negli accordi per il gas russo con il suo omologo, Vladimir Putin.

L’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento è al 14esimo giorno di sciopero della fame. Accusato di abuso d’ufficio, è dimagrito di 14 chilogrammi in due sole settimane.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’EUROPA A DIFESA DELLA LINGUA DI SHEVCHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 29, 2011

La Commissione di Venezia condana il progetto di legge della maggioranza sull’elevazione del russo a lingua nazionale. Lite all’interno della maggioranza, con i Parlametari del Partija Rehioniv contro lo Speaker della Rada

Il Poeta Nazionale Ucraino, Taras Shevchenko

Giù le mani dalla lingua ucraina. Categorico l’appello della Commissione di Venezia, al termine della visita in Ucraina.

Secondo la Commissione del Consiglio d’Europa per la Democrazia ed il Diritto, con sede nella località lagunare, promuovere il russo in Ucraina avrebbe effetti complicati sulla società.

In particolare, su quella fetta della popolazione che, dopo secoli di russificazione forzata, zarista e comunista, sta lentamente riscoprendo, ed apprezzando, la lingua di Shevchenko — Taras, il Poeta Nazionale Ucraino.

Crisi nella maggioranza filorussa

Seppur non vincolanti, le conclusioni del Consiglio d’Europa hanno mosso le acque all’interno della maggioranza.

Bersaglio principale, lo Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn, che ha invitato la Commissione ad esprimersi sul progetto di Legge che propone il riconoscimento del russo, al pari dell’Ucraino, a lingua di Stato.

Su tutte le furie il firmatario del provvedimento, il capogruppo alla Rada del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefremov. Il quale, secondo indiscrezioni, avrebbe alzato i toni con i rappresentati del Consiglio d’Europa.

Critico anche il compagno di Partito, Vadym Kolesnichenko, che ha accusato i diplomatici di non avere prestato ascolto alla maggioranza.

A rispondere al simpatico Parlamentare, che ritiene il Legno Storto un giornaletto da Parrocchia, ed il redattore della Voce Arancione uno studentello di Padova, il Deputato Nazionale dell’Opposizione Democratica, Jaroslav Kendz’or.

“Gli inviati della Commissione — ha evidenziato l’esponente di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona — sono rimasti sorpresi dalla presenza di solo il 15% delle scuole in lingua ucraina nel Donbas. Da qui — ha concluso — la legittima deduzione che nel Paese la lingua nazionale va difesa”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: DEPUTATI DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA A RISCHIO ATTENTATO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 16, 2011

I Parlamentari di Narodna Samooborona, Oles’ Donij e Volodymyr Ar’jev, obiettivo di sicari. Smentisce l’esponente delle Autorità che ha criticato Voce Arancione e Legno Storto: “Strumentalizzazione politica”

 

L'ex-ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Dagli arresti politici all’eliminazione fisica. Questo l’allarme lanciato dai Deputati Nazionali Oles’ Donij e Volodymyr Ar’jev, preoccupati da possibili attentati alla loro vita.

 

A comunicarlo, una nota del loro partito di militanza, Narodna Samooborona, appartenente all’Opposizione Democratica.

 

Secondo il comunicato, la minaccia sarebbe pervenuta da fonti vicine al Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

 

“Non possediamo ulteriori certezze – hanno dichiarato i due – per questa ragione, abbiamo ritenuto doveroso informare i media”.

 

La faccenda sarebbe passata inosservata, se a sentirsi in dovere di intervenire non fosse stato l’esponente del partito del potere, Vadym Kolesnichenko.

 

Il parlamentare più simpatico della politica di Kyiv – che definisce il Legno Storto un giornaletto da parrocchia, ed il redattore della Voce Arancione uno studentello di Padova – ha bollato l’allarme come pura strumentalizzazione politica.

 

“E’ una trovata per innalzare il consenso di Narodna Samooborona” ha minimizzato il turista della libera informazione, come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda

 

Le ragioni delle preoccupazioni

 

Lecito evidenziare che, pochi giorni prima, dinnanzi alla stampa estera, Donij ed Ar’jev hanno attaccato duramente le Autorità, per non aver permesso la visita in prigione al loro Segretario, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko.

 

Una delle dieci personalità di spicco dell’entourage della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, incarcerate per motivi politici.

 

Matteo Cazzulani

UCRAINA: BOHDAN DANYLYSHYN LIBERO IN REPUBBLICA CECA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 14, 2011

La Corte Cittadina di Praga libera
l’ex-Ministro del governo di Julija Tymoshenko, a cui è stato
concesso anche asilo politico. La Leader dell’Opposizione
Democratica plaude alla decisione, in difesa della democrazia sulle
rive del Dnipro. La maggioranza: “UE corrotta”

L

Da Praga,
doppio marameo per Janukovych. Nella
giornata di venerdì, 14 Gennaio, la Corte Cittadina della capitale
centroeuropea ha scarcerato l’ex-Ministro del’Economia, Bohdan
Danylyshyn.

Una notizia preannunciata. Dal momento in cui, nella
mattinata, l’ex titolare di dicastero del secondo governo di Julija
Tymoshenko ha ottenuto lo status di rifugiato politico.

A sancirlo,
il Ministero degli Interni della Repubblica Ceca. Che, come riportato dall’Ukrajins’ka
Pravda
, ha appurato la messa a repentaglio in Patria
delle libertà e dei diritti politici di Danylyshyn. De facto, un
perseguitato. Arrestato a Praga lo scorso 19 ottobre dall’Interpol,
su ordine della milicija di Kyiv, l’ex-Ministro è stato accusato di
abuso d’ufficio, e gestione fraudolenta di potere.

Accuse simili a
quelle mosse ad un’altra decina di esponenti di spicco
dell’entourage della Leader dell’Opposizione Democratica, la già
citata Julija Tymoshenko, imprigionate in Ucraina, ed in attesa di
un processo che si preannuncia lungo e delicato.

Tra essi,
l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Vice Ministro
della Giustizia, Jevhen Kornijchuk. La stessa Julija Tymoshenko è
sotto processo per uso improprio dei fondi per il Protocollo di
Kyoto alle uscite sociali, acquisto irregolare di 27 ambulanze, ed
usurpazione di risorse nell’ambito dell’acquisto di vaccini.

Così,
l’anima della Rivoluzione Arancione, ex-Primo Ministro, è stata
privata del Diritto d’Espatrio. Rea, per così dire, di avere pagato
le pensioni, e migliorato la situazione sanitaria del Paese.
Proprio Julija Tymoshenko ha espresso gratitudine a Repubblica Ceca
ed Unione Europea per l’asilo concesso a Danylyshyn. Un fatto che,
come riportato dall’ufficio stampa del
principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna,
conferma l’attenzione di Bruxelles alla repressione giudiziaria ai
danni di dissidenti politici.

Peraltro, certificata dal rating annuale di
Freedom House, che ha escluso Kyiv – unico caso nel 2011 – dalla
lista dei Paesi Liberi.

Un traguardo, merito della Rivoluzione
Arancione, che ha fatto dell’Ucraina un unicum nell’ex-URSS,
assieme agli Stati Baltici.

Il simpatico parlamentare
rosica, e da agli europei dei corrotti

Chi ha
contestato la decisione di Praga è Vadym Kolesnichenko,
Parlamentare del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel
Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il
Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei
Ministri.

Il simpatico deputato, che ha definito il Legno Storto una
rivista minoritaria, ed il redattore della Voce Arancione uno
studentello di Padova – ? – ha accusato la Leader dell’Opposizione
Democratica di corrompere i burocrati europei.

“La corruzione di
Julija Tymoshenko è arrivata anche in Europa” ha affermato, come riportato sempre dall’Ukrajins’ka
Pravda
. Reazione anche dalla Procura Generale ucraina,
che ha promesso la richiesta di estradizione.

Ciò nonostante, ora
Danylyshyn è finalmente ritornato in possesso dei suoi diritti
civili.

Eccetto quelli politici, di voto attivo e passivo. In un
Paese che, lecito ricordare a Kolesnichenko, occupa il 53simo posto
nella graduatoria di Transparency International.

In cui l’Ucraina
di Janukovych, nel solo ultimo anno, è precipitata al 134esimo.
Matteo Cazzulani