LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: AL VIA LA CAMPAGNA ELETTORALE CON AGGRESSIONE A UN GIORNALISTA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 31, 2012

Presentate le liste dei candidati alle consultazione parlamentare da parte del Partija Rehioniv e dell’Opposizione Unita Bat’kivshchyna, con qualche sorpresa e molte conferme. Aggredito il noto reporter della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, prima del congresso del Partito del Potere, al quale non hanno potuto partecipare i rappresentanti della stampa

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Prima una collisione tra la sua moto e la potente Escort nera, poi la lite vis a vis con una guardia del corpo di un parlamentare, culminata con il sequestro illegale dell’Iphone con cui il noto cronista della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, aveva filmato l’accaduto. E’ con questa scena che nella giornata di lunedì, 30 Luglio, si è aperto il Congresso del Partija Rehioniv, nel quale il partito del potere – a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, quasi tutti i Ministri e i governatori degli enti locali – ha stabilito i nomi da inserire nella lista che concorrerà alle prossime Elezioni Parlamentari.

Ospiti sgraditi della kermesse sono stati i giornalisti. Oltre all’aggressione a Nayem – che già in passato è stato minacciato direttamente dal Presidente Janukovych per avere indagato sull’utilizzo del danaro pubblico da parte del Capo dello Stato per la costruzione della lussuosa villa a Mezhyhir’ja – gli operatori della stampa si sono visti negare l’ingresso nell’enorme edificio affittato dal Partija Rehioniv a Kyiv.

Solo i delegati hanno potuto potuto entrare. Essi, dopo circa mezz’ora, hanno potuto visionare la composizione della lista compilata precedentemente dal politbiuro e, in perfetto stile sovietico, hanno ratificato la decisione con una votazione bulgara.

Tra i primi candidati del listino del Partija Rehioniv figurano il Premier, Mykola Azarov, il Vicepremier, Serhij Tihipko, il Segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale, Andrij Kljujev, e il Capogruppo in Parlamento, Oleksandr Jefremov. A sorpresa, al secondo posto del listino è stata inserita la cantante Tajisa Povalij, che ha dedicato il suo discorso di investitura ad una dichiarazione di assoluta fedeltà al Presidente Janukovych: presente al Congresso nonostante il ruolo di garante della Costituzione da lui ricoperto avesse previsto la sua assenza.

Totalmente differente è apparsa la situazione nel Congresso dell’Opposizione Democratica, che si presenta alle urne come Opposizione Unita “Bat’kivshchyna” – “Patria” in ucraino. La presentazione del listino – composto anch’esso nelle sedi di partito e ratificato all’unanimità dei delegati – è avvenuta in strada, con la presenza della stampa, nel cuore del mattino a pochi passi dal Parlamento, dove poche ore più tardi è stata convocata una seduta plenaria urgente.

A guidare la lista dell’Opposizione Unita sarà Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro e carismatica leader della Rivoluzione Arancione, di recente arrestata per motivi politici. Seguono l’ex-Speaker del Parlamento, Arsenij Jacenjuk, l’ex-Vice Premier Oleksandr Turchynov, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: anch’egli detenuto in carcere dopo un processo politico dalla dubbia regolarità.

A sorpresa, l’Opposizione Unita – che con tutta probabilità vedrà cancellata la candidatura della Tymoshenko e di Lucenko per via della loro reclusione – ha candidato anche la moglie dell’ex titolare del dicastero degli Interni, Iryna Lucenko, e il Direttore della televisione TVi, Mykola Knjazhyc’kyj, su cui di recente le Autorità ucraine hanno aperto un fascicolo che potrebbe portare alla chiusura di uno dei pochi canali indipendenti rimasti in Ucraina.

Oltre alla presentazione dei nominativi che compongono le liste, i congressi sono stati anche l’occasione per l’illustrazione dei programmi che le due principali forze politiche – date dai sondaggi appaiate a circa il 20% ex aequo – intendono realizzare in Parlamento. Il Partija Rehioniv, che Governa dal Marzo 2010, ha promesso l’innalzamento del PIL al 5%, stabilità finanziaria e politica, miglioramento dell’immagine dell’Ucraina nel Mondo, e l’integrazione di Kyiv sia con la Russia che con l’Europa.

L’Opposizione Unita ha invece promesso la lotta ad ogni forma dei monopolio in ogni settore dell’economia nazionale, detassazione nei confronti della popolazione, innalzamento degli stipendi minimi per alcune categorie – impiegati, medici, insegnanti ed accademici – facilitazione dell’erogazione dei crediti per gli agricoltori, procedura di impeachment per il Presidente Janukovych, e ripresa del cammino di integrazione con l’Europa con la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – che Bruxelles ha congelato dopo l’arresto politico della Tymoshenko.

L’incognita dei brogli, dell’uninominale e il precedente del 2002

Le Elezioni Parlamentari ucraine rappresentano anche un importante test per l’Ucraina, a cui sono legati i destini geopolitici di Kyiv. Infatti, se la consultazione dovesse essere caratterizzata da brogli ed irregolarità a favore delle Autorità governative – come già accaduto nel corso delle Amministrative del 2010 – l’Ucraina vedrebbe chiusa per sempre la possibilità di entrare in Europa e di avvicinarsi all’Occidente in tempi brevi.

Qualora la consultazione dovesse svolgersi in maniera regolare, a decidere la maggioranza politica potrebbe essere l’esito della consultazione nei i collegi uninominali, nei quali sono eletti la metà dei Parlamentari. Molti tra i candidati indipendenti che prendono parte alla consultazione possono infatti scegliere se entrare a far parte di una o dell’altra coalizione.

Nel 2002, l’ultimo anno in cui in Ucraina si è votato con simile sistema, i candidati eletti nell’uninominale hanno aderito in massa allo schieramento filo-presidenziale, e hanno così consegnato all’allora Capo di Stato, Leonid Kuchma, la maggioranza nonostante le urne avessero consegnato più voti al Partito di opposizione liberale e filo-occidentale Nasha Ukrajina, guidato dal futuro presidente arancione Viktor Jushchenko.

Matteo Cazzulani

Advertisements

L’UNIONE EUROPEA NON CEDE ALLA RUSSIA: TERMINATE LE TRATTATIVE PER LA ZONA DI LIBERO SCAMBIO UE-UCRAINA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on October 22, 2011

Il Commissario Europeo al Commercio, Karel De Gucht, ed il Vice Premier ucraino, Andrij Kljujev, hanno chiuso le trattative per la sigla di un’Accordo di Associazione tra Bruxelles e Kyiv che, secondo esperti ed europarlamentari, è necessario tenere in vita per non consegnare il Paese alla Russia, e porre così a rischio la sicurezza ed il rafforzamento dell’Unione su scala mondiale e regionale. Le contromosse di Mosca e la difficile strada del documento presso i Parlamenti Europeo e nazionali

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

“La palla passa al Presidente ucraino, Viktor Janukovych: vero responsabile delle sorti del suo Paese”. Così il Commissario Europeo al Commercio, il belga Karel De Gucht, ha commentato il notevole progresso dei negoziati per l’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un progetto che, pur senza una vera e propria integrazione politica, mira al pieno coinvolgimento di Kyiv nelle strutture economiche, commerciali e sociali di Bruxelles. Nello specifico, le parti hanno concluso le trattative per il varo di una Zona di Libero Scambio UE-Ucraina: la parte più importante, fatta di dettagli tecnici – come il nome dei prodotti – ed altre questioni strettamente specifiche, necessarie da discutere per uniformare le strutture di Kyiv agli standard europei.

Come rilevato da diversi esperti, la continuazione delle trattative è un segnale importante lanciato dall’Unione Europea ad un’Ucraina sempre più lontana, sopratutto in seguito all’avvicinamento alla Russia di Putin – con la firma del trattato di costituzione della Zona di Libero Scambio CSI: un progetto politico del Primo Ministro russo per riprendere il controllo dell’area ex-URSS, firmato, oltre che dall’Ucraina, anche da Bielorussia, Moldova, Tadzhikistan, Armenia, e Kazakhstan – ed alla condanna a sette anni di carcere per la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko: sentenza incresciosa, maturata in seguito ad un processo farsa dalle chiare connotazioni politiche, che esclude Kyiv dal rispetto degli standard democratici richiesti ad ogni Paese candidato alla collaborazione con l’UE.

Proprio la questione Tymoshenko è una patata bollente che, ora, Janukovych deve risolvere per dimostrare di volere un avvicinamento all’Occidente iniziato, nel 2008, proprio dal governo della carismatica guida del campo arancione appena fatta arrestare. Se, come si vocifera a Kyiv, l’articolo 365 sarà decriminalizzato per via parlamentare, e l’ex-Primo Ministro liberata, l’Accordo di Associazione avrebbe serie possibilità di essere ratificato dapprima dal Parlamento Europeo e, successivamente, da quello dei singoli Paesi membri. Altrimenti, l’assenza di progressi in campo democratico da parte delle Autorità ucraine segnerebbe la chiusura della via europea, e l’inevitabile avvicinamento alla Russia che, dopo il colpo della Zona di Libero Scambio CSI, si prepara ad inglobare l’Ucraina anche dell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka – a cui, martedì, 18 Ottobre, ha aderito anche il Kyrgystan.

La discussione al Parlamento Europeo

Uno scenario che va evitato a tutti i costi, poiché la consegna di Kyiv a Mosca significherebbe una sconfitta per l’UE, per cui l’indipendenza e l’europeicità dei Paesi dell’Europa Orientale – oltre all’Ucraina, Moldova, Georgia e, possibilmente, Bielorussia – è condizione necessaria per la sicurezza ed il progresso di Bruxelles.

“Rompere le trattative sarebbe stato come vincere una staffetta senza il testimone – ha commentato, sempre restando sullo sportivo, il Vice-Presidente del Parlamento Europeo, Pawel Zalewski – un vantaggio considerevole sui concorrenti mandato in fumo”.

Concordi con Zalewski – appartenente al Partito Popolare Europeo – anche altri Parlamentari di differente schieramento, come il conservatore Pawel Kowal, secondo cui la chiusura delle trattative per il varo della Zona di Libero Scambio UE-Ucraina è stato l’unico segnale possibile da inviare alle autorità di Kyiv per mantenere la porta aperta, pur senza tralasciare il problema del deficit di democrazia sulle Rive del Dnipro.

“Occorre chiudere l’accordo al più presto – ha dichiarato il Capo-Delegazione dei Rapporti UE-Ucraina – poiché una presidenza a Bruxelles così favorevole alle aspirazioni occidentali di Kyiv come quella polacca difficilmente si ripresenterà. E un’occasione da non sprecare – ha continuato il polacco, intervistato dalla Deutsche Welle – se davvero si vuole il benessere ed il progresso per il popolo ucraino”

Ad applaudire alla chiusura delle trattative è anche il suo connazionale dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei, Marek Siwec, che ha illustrato quale possa essere la vera conseguenza della rottura delle relazioni con l’Ucraina, altresì fortemente voluto dall’asse franco-tedesco.

“La Russia sta giocando un ruolo attivo – ha dichiarato alla versione ucraina della BBC – e tenta di continuo l’Ucraina con la carta dell’Unione Doganale. Per il Cremlino, il fallimento delle trattative per l’Accordo di Associazione UE-Ucraina sarebbe un’occasione da non perdere per strappare una volta per tutte Kyiv nella propria sfera di dominio economico, commerciale, e politico”.

Matteo Cazzulani

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 19, 2011

Mosca dichiara la rinuncia al Gasdotto Meridionale, e si concentra sull’acquisizione del mercato energetico di Kyiv

 

Il tragitto di Nabucco e Southstream

Un bluff per alcuni. Una sconfitta dei russi, per altri. Per altri ancora, una pedina da sacrificare, per l’ennesimo scacco matto nello scacchiere energetico euroasiatico. Fa discutere, e non poco, la dichiarazione del Vice-Premier russo, Igor Sechin, in merito alla possibile rinuncia di Mosca al Southstream.

 

La decisione è stata presa al termine delle trattative con il Presidente turco, Tayipp Erdogan, conclusesi con il diniego, da parte di Ankara, al transito dell’infrastruttura per le acque territoriali anatoliche.

Esulta Christian Dolesan, Rappresentante del concorrente Nabucco, che ha ribadito la natura non antirussa del suo progetto. Il quale, ora, ha via libera nel Mediterraneo.

Noto anche come Gasdotto ortodosso, il Southstream è stato progettato dal monopolista russo, Gazprom, e dal colosso italiano ENI — e finanziato dalla tedesca RWE, dalla francese Suez-Gaz de France, e dalle compagnie statali serba, macedone, greca, bulgara, ed austriaca — per rifornire il Vecchio Continente di oro blu. Aggirando Paesi invisi a Mosca, come Romania, Moldova, ed Ucraina.

Il Nabucco è una risposta dell’Unione Europea, supportata dal consorzio AGRI — Azerbajdzhan, Georgia, Ungheria, e Romania — per veicolare oro blu centro asiatico, senza transitare per la Federazione Russa.

A contrastare la contentezza di Dolesan, l’autorevole East European Gas Analysis, secondo cui il tutto sarebbe nato da un bluff della Turchia, per ottenere maggiori vantaggi dall’accordo di Mosca.

Ad esso, il Cremlino avrebbe risposto con un ulteriore mossa tattica, paventando la rinuncia al Southstream, compensato dal rilevamento dei gasdotti ucraini.

Ed è proprio l’Ucraina a cantare vittoria. Secondo il Vice-Primo Ministro, Andrij Kljujev, è grazie alla pressione diplomatica di Kyiv che Mosca ha abbandonato l’infrastruttura sotomarina, rendendosi conto della maggiore convenienza, per esportare gas in Europa, della via terrestre,

Secondo il politico ucraino, Mosca sarebbe consapevole dell’inefficiacia dei gasdotti su fondali marini, come dimostrato dal farraginoso funzionamento del Bluestream — tra Russia e Turchia.

Inoltre, Kljujev ha ribadito la volontà dell’Ucraina di presentarsi come partner affidabile dei russi, anche per le questioni energetiche, invitando l’afflusso di investimenti da Mosca per la modernizzazione del sistema infrastrutturale energetico.

L’Ucraina nel mirino della Russia

Secondo altri esperti, proprio l’Ucraina sarebbe la pedina che la Russia potrebbe mangiare, dopo aver sacrificato il Gasdotto Meridionale.

Il restauro delle condutture di Kyiv passa attraverso la fusione tra Gazprom ed il colosso statale ucraino, Naftohaz, in un unico suprmonopolista. Il quale, posseduto solo al 6% da Kyiv, opererebbe nel mercato ucraino senza concorrenti.

A conferma di tale scelta, la decisione del colosso della Nafta Lukojl di trasferire la Sede madre per l’Europa Centro-Orientale dalla Bielorussia all’Ucraina.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO CONTRO CONCESSIONE DI VIKTOR JANUKOVYCH AGLI OLIGARCHI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 3, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica denuncia l’intenzione delle Autorità di cedere i giacimenti di gas del Mar Nero ad una compagnia-civetta, sponsor del Partija Rehioniv. Mozione in aula di Bat’kivshchyna

La leader dell'opposizione democratica, Julija Tymoshenko, durante la conferenza stampa. FOTO TYMOSHENKO UA

Oligarchi arricchiti a spese dello Stato. Questa l’accusa alle Autorità ucraine, lanciata dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Nel corso di una conferenza stampa straordinaria, l’anima della Rivoluzione Arancione ha condannato la decisione del governo di chiudere il contenzioso con la compagnia Vanco Prykerchens’ka, accettandone le condizioni.

Come illustrato da Julija Tymoshenko, dietro il soggetto energetico si nascondono oligarchi, pronti ad arricchirsi a danno dello Stato.

Infatti, la questione, riguarda la cessione alla Vanco dei diritti di sfruttamento dei giacimenti naturali del Mar Nero, finora monopolio della compagnia energetica statale, Naftohaz. Ergo, di tutti gli ucraini.

Accordo in merito, firmato già nel 2007, dall’attuale Presidente, Viktor Janukovych. Allora, Primo Ministro.

Con il ritorno al governo delle forze del campo arancione, il Consiglio dei Ministri, presieduto da Julija Tymoshenko, ha scoperto che la Vanco è stata fondata da quattro studentesse ventiquattrenni. Almeno sulla carta.

Indagini successive hanno smascherato la presenza dell’affarista russo Evgenij Novickij. Assieme a lui, l’oligarca di Donec’k Rinat Akhmetov. Parlamentare, e, soprattutto, principale sponsor del Partija Rehioniv, la forza politica di Janukovych, oggi egemone nel Paese – di essa, oltre al Presidente, fanno parte il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Per evitare perdite allo Stato in favore di magnati del business, in passato accusati di off-shore, la Lady di Ferro ucraina ha rotto il contratto.

Da allora, il conseguente ricorso della Vanco, presso l’Arbitrato di Stoccolma, è ancora in corso.

Oltre alla pubblica denuncia, Julija Tymoshenko ha dichiarato che il suo partito, Bat’kivshchyna, presenterà alla Rada una mozione, per evitare la firma della pacificazione. Comunicata, lo scorso 2 Febbraio, dal Primo Vice-Premier, Andrij Kljujev.

Battaglia tenace

Il faccia a faccia con i giornalisti è stata anche l’occasione per rilanciare la sfida sul piano giudiziario. La Leader dell’Opposizione Democratica ha evidenziato la sua intenzione di continuare la battaglia per un’Ucraina giusta, democratica, Indipendente, ed europea, nonostante i continui attacchi subiti da lei, e dal suo entourage, da parte di una magistratura politicizzata.

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica è sotto processo per uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di ambulanze e vaccini.

Così, Julija Tymoshenko è convocata giornalmente in Procura per interrogatori. Rea, per così dire, di avere pagato le pensioni, e provveduto alla sanità, in un periodo di crisi.

Privata del Diritto d’Espatrio, alla Lady di Ferro ucraina è stata interdetta persino la partecipazione al meeting del Partito Popolare Europeo di Bruxelles. A cui, tra gli altri, è stata invitata dal Presidente dell’Europarlamento in persona, Jerzy Buzek.

“Non deporrò le armi con cui sto conducendo la battaglia – ha dichiarato – ed anche se fossi costretta, la continuerei in ogni caso. Con ogni mezzo – ha continuato – Ritengo Janukovych – ha ultimato – il vero responsabile di tutto quello che mi sarà fatto”.

Matteo Cazzulani 

GUERRA ENERGETICA: ANCORA FUSIONI RUSSO-UCRAINE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on February 3, 2011

Avviate azioni comuni sul territorio ucraino per la produzione di energia nucleare, e sfruttamento di giacimenti di gas. Janukovych invita la Russia ad investire nei gasdotti di Kyiv.

 

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Atomo, gas e gasdotti. queste la tappe che porteranno l’Ucraina sempre più sotto la dipendenza della Russia.

Fusioni in ambito economico. Che, inevitabilmente, intaccheranno anche quello politico.

Il consorzio ucraino Jaderne Palyvo, e la compagnia russa TVEL, hanno siglato un accordo per la comune lavorazione dell’energia nucleare sulle Rive del Dnipro.

Come riportato dall’Interfax-Ukrajina, il contratto è stato firmato a Kyiv lo scorso 28 Gennaio, ed ha validità fino al 2020.

Ad oggi, la TVEL detiene il monopolio delle forniture di energia nucleare all’Ucraina. Facile, così, per la compagnia russa, vincere l’appalto indetto dal Governo ucraino.

Nella giornata di mercoledì, 2 Febbraio, le compagnie Chornomornaftohaz e Lukojl hanno confermato l’avvio dello sfruttamento dei giacimenti di gas nel Mar Nero.

A comunicarlo, il Vice-Premier ucraino, Andrij Kljujev, che ha sottolineato come la collaborazione con i russi frutterà a Kyiv un incremento dell’estrazione di oro blu di due volte superiore nei prossimi 5 anni.

Come varato dal Consiglio dei Ministri dell’Ucraina, lo scorso 20 Dicembre, Lukojl avrà accesso ai ricchi serbatoi Subotyns’ke, Odes’ke e Bezimenne. In acque territoriali ucraine.

Meglio i rubli

Infine, in un’intervista ai media polacchi, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha definito impossibile la modernizzazione del sistema infrastrutturale energetico ucraino senza la partecipazione dei russi.

Come dichiarato dal Capo di Stato di Kyiv, l’ingresso dell’UE nell’operazione è auspicata. Ma il ruolo principale nella manutenzione dei gasdotti del Paese deve spettare a Mosca, maggiore utente.

Con i suoi 37,6 mila chilometri, e 71 stazioni di stoccaggio, il sistema infrastrutturale energetico ucraino è il secondo in Europa, ed uno dei più grandi al Mondo.

La sua capacità, 288 miliardi di metri cubi di gas, inviati ogni anno dalla Federazione Russa, a Romania, Moldova, Polonia e Bielorussia.

Gestore dei gasdotti ucraini, il colosso a partecipazione statale, Naftohaz.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO SI DIFENDE BENE IN DIRETTA TV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 29, 2011

Finalmente invitata al Porta a Porta ucraino, la leader dell’Opposizione Democratica rigetta le accuse a suo carico, ed attacca le principali Autorità

 

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, al Shuster Live. FOTO SHUSTER LIVE

Janukovych e la lettura dei classici della letteratura contemporanea. Ad arricchire la cultura del Presidente ucraino, la leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

 

Finalmente invitata al programma Shuster Live – il Porta a Porta ucraino, del venerdì sera – l’anima della Rivoluzione Arancione ha consegnato al vice Capo dell’Amministrazione Presidenziale, Hanna Herman, una copia de La Fiesta del Chivo.

 

Un’opera che, come evidenziato da Julija Tymoshenko, può far riflettere il Capo di Stato su come condurre una dittatura, dinnanzi all’esempio del despota dominicano, descritto da Mario Vargas Llosa.

 

Oltre alla cultura, la controffensiva. La leader dell’Opposizione Democratica ha invitato i giudici ad indagare sugli affari del primo Ministro, Mykola Azarov, e del Vice Primo Ministro, Andrij Kljujev.

 

Rei, rispettivamente, di riciclaggio di danaro statale in favore del figlio, e di pagamenti incrementati alla compagnia energetica RosUkrEnergo – posseduta per metà da oligarchi, sponsor di Janukovych, e, per l’altra, dal monopolista russo, Gazprom.

 

Accuse senza prove certe

 

Infine, la difesa. Julija Tymoshenko ha risposto all’ennesima accusa a suo carico di acquisto incrementato di 1000 Opel Combo come ambulanze, distribuite alle regioni a lei politicamente fedeli.

 

La Lady di Ferro ucraina ha rammentato che le Oblast’ in questione sono prevalentemente agricole. E che le utilitarie sono state inserite in una manovra di miglioramento del sistema sanitario rurale, per garantire veloci spostamenti ai medici di campagna. E non ingombranti ambulanze.

 

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica è sotto processo anche con l’accusa di uso improprio dei fondi per il protocollo di Kyoto, ed acquisto illecito di vaccini, e 27 ambulanze.

 

Così, rea, per così dire, di aver pagato le pensioni, e provveduto alla sanità, l’anima della Rivoluzione Arancione è stata confinata in Patria, impossibilitata a recarsi all’estero.

 

Anche per partecipare a Bruxelles, al summit del Partito Popolare Europeo. A cui, essendone parte, è stata regolarmente invitata.

 

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JANUKOVYCH VETA CODICE FISCALE. NESSUNO GLI CREDE

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on November 30, 2010

L’Esame definitivo del documento, giovedì, in Parlamento. Scettici manifestanti ed Opposizione Democratica: “E’ il solito inganno, non ci arrendiamo”

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Le autorità in difficoltà ci provano con il teatrino. Dopo più di due settimane di proteste, martedì, 30 novembre, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha posto il veto sul Codice Fiscale.

Il documento, contestato da 10 mila imprenditori e lavoratori, accampati sul Majdan Nezalezhnosti, è stato rinviato per emendamenti al gruppo di lavoro per le questioni fiscali, composto dal premier, Mykola Azarov, dal Primo Vice Premier, Andrij Kljujev, dal vice premier Borys Kolesnikov, dal Ministro della Giustizia, Oleksandr Lavrynovych, e dal primo vice capo dell’Amministrazione Presidenziale, Iryna Akimova.

Il testo definitivo è atteso in Parlamento per giovedì. Modificato, con l’ausilio di esponenti della manifestazione.

Una decisione importante, annunciata all’aeroporto di Kyiv-Borispil’, immediatamente prima della partenza per Astana. Una vittoria apparente per i dimostranti. I quali, tuttavia, hanno invitato alla prudenza, e dichiarato di non credere alla mossa di Janukovych.

Infatti, i rappresentanti dell’organizzazione Vidsich, tra le più attive nell’organizzazione delle dimostrazioni, hanno spiegato di non aver ricevuto alcun invito dal governo per discutere il documento. E, di conseguenza, di non conoscere chi li rappresenterà.

Inoltre, il capo della Federazione dei Piccoli e Medi Imprenditori, V’jacheslav Roj, ha spiegato di non aver raggiunto che il primo dei tre obiettivi. Pur applaudendo il veto del Presidente, il Majdan continua a battersi per dimissioni del governo, ed elezioni anticipate.

Sulla medesima onda, l’Opposizione Democratica. Alla comunicazione della notizia, il capogruppo del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Andrij Kozhem’jakin, ha dichiarato di aspettarsi alla Rada un siparietto, con cui il provvedimento, minimamente emendato, sarà comunque approvato.

Le reazioni in Parlamento

Il capogruppo del BJuT-Bat'kivshchyna, Andrij Kozhem'jakin

Inoltre, il politico ha ribadito che la forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, presenterà un progetto alternativo, per l’introduzione di un corpo di polizia ad hoc contro la corruzione, di un fondo pensionistico generale, e di agevolazioni per piccoli e medi imprenditori.

Pronta la reazione anche della maggioranza. Il capogruppo del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefremov, si è detto pronto ad accettare i cambiamenti proposti dal gruppo di lavoro del governo. Inoltre, l’esponente del partito del potere si è giustificato per le imperfezioni del documento, già esaminato alla Rada in prima e seconda lettura.

Lecito ricordare che il Codice Fiscale prevede l’incremento della pressione su piccola e media impresa, per compensare sgravi ai grandi industriali, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Presidente, Premier, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, il sistema di tassazione più liberale d’Europa, come lo ha definito Azarov, introduce la responsabilità del lavoratore, il monitoraggio dell’attività, ed il divieto di associazione per i sindacati.

Approvato a ritmo di forza dalla maggioranza, senza possibilità di emendamenti per l’Opposizione Democratica, il provvedimento è stato aspramente contestato da 10 mila persone, accampatesi sulla piazza centrale della Capitale.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: MAJDAN AL TERZO GIORNO DI MOBILITAZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 24, 2010

Le Autorità concedono ritocchi insignificanti al Codice Fiscale. I dimostranti denunciano intervento della polizia per impedire l’afflusso di altre persone

La protesta del Majdan. FOTO MAJDANUA.COM

Terzo giorno, primi, piccoli, risultati. Come riportato dal Dzerkalo Tyzhnja, da fonte del Consiglio dei Ministri, le Autorità avrebbero concesso ai manifestanti cinque modifiche al testo del Codice Fiscale. Contro il quale, imprenditori e lavoratori stanno protestando, con un accampamento permanente sul Majdan Nazalezhnosti, la piazza principale della Capitale.

Nello specifico, il Governo ha innalzato da 600 ad 800 Hryvnje la soglia minima del reddito pro capite a cui incrementare delle tasse, da 5 a 6 il numero minino dei dipendenti di un’impresa a cui applicare i rincari, prolungato il termine per la presentazione dei bilanci, rinunciato alla tassazione del surplus, e concesso la possibilità di cedere in affitto immobili, a scopo abitativo, e non, senza imposte accessorie.

Mutamenti di stretto significato, che non hanno soddisfatto i manifestanti. Infatti, il motivo della protesta è l’aumento spropositato delle tasse per piccola e media impresa, per bilanciare sgravi riservati ai grandi industriali, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, il sistema di tassazione più liberale d’Europa, come lo ha definito Azarov, introduce la responsabilità diretta del lavoratore, il monitoraggio dell’attività quotidiana, ed il divieto, per i sindacati, di riunirsi in azioni comuni.

Il giallo del vertice

La protesta sul Majdan. FOTO 5 KANAL

Questioni tecnico-amministrative sono ancora in corso di discussione. Inoltre, il vice premier, Andrij Kljujev, ha affermato di voler ascoltare le ragioni dei dimostranti, e di aver stabilito un meeting con rappresentanti della protesta.

Dichiarazione smentita da uno degli esponenti del Comitato di gestione della manifestazione, Jevhen Shapovalenko, che ha illustrato come gli invitati dal Vice Premier non siano emissari della manifestazione, né personaggi a cui è stato affidato il compito di rappresentare le ragioni della piazza.

Inoltre, Shapovalenko ha accusato la polizia di continuare a bloccare autobus, carichi di persone intenzionate ad unirsi ai dimostranti. Dopo quelli da Kharkiv, ad essere arrestata sarebbe stata anche la corsa di pullman da Leopoli e dalle province occidentali.

Infine, lecito ricordare che, pur rispettando l’apartiticità della manifestazione, l’Opposizione Democratica ha fornito appoggio politico e logistico ad una categoria da sempre, coerentemente, tutelata in quanto motore della ripresa economica, necessaria dopo la crisi degli ultimi anni.

Oltre all’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, a dimostrare supporto sono stati Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, recatisi presso la tendopoli tra i protagonisti della dimostrazione.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: IL MAJDAN AL SECONDO GIORNO DI PROTESTA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 23, 2010

Pioggia e carte bollate non arrestano la mobilitazione di imprenditori e sindacati. Avviata una raccolta firme per le dimissioni del Capo dello Stato

La protesta del Majdan. FOTO MAJDANUA.COM

Protesta ad oltranza, nonostante il divieto delle Autorità. Questa la decisione del Comitato organizzativo della manifestazione degli imprenditori e dei sindacati ucraini, da più di un giorno accampati sul Majdan Nezalezhnosti. Sei anni esatti da quella Rivoluzione Arancione che ha reso il centro della Capitale noto ai più.

Dopo una notte trascorsa in piazza, nella mattinata di martedì, 23 novembre, un centinaio dei 5 mila manifestanti ha continuato ad installare tende. Il tutto, nonostante la pioggia. Ed il decreto del Tribunale Amministrativo di Kyiv, che ha intimato lo sgombero immediato.

Secondo quanto riferito dal Coordinatore della protesta, Volodymyr Dorosh, alla mobilitazione si aggiungeranno studenti ed altri imprenditori dalla regione di Kharkiv. Per la giornata di giovedì, è stata indetta una nuova manifestazione nazionale.

La battaglia si fa sulla politica

La protesta del Majdan. FOTO MAJDANUA.COM

Come riportato dal sito majdanua, i dimostranti hanno deciso di agire anche sul piano politico – inizialmente scartato – con l’avvio di una raccolta firme per sfiduciare il Presidente, Viktor Janukovych, ed indire nuove elezioni.

L’idea è stata avanzata dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, in un discorso ai manifestanti. Pur senza vessilli di partito, la Lady di Ferro ucraina, ha condotto la sua forza politica, Bat’kivshchyna, a scendere in campo, in difesa di un settore fondamentale per la ripresa di un’economia fortemente colpita dalla crisi degli scorsi anni.

Nel cuore della notte, i manifestanti hanno ottenuto udienza dal vice premier, Andrij Kljujev. Il politico, in vece delle prime due cariche dello Stato, ha preso atto delle richieste degli imprenditori, ed ha assicurato una risposta entro due giorni. Troppo poco, se si considera che lo stesso Janukovych già ha comunicato di non avere intenzione alcuna di soddisfare le richieste di quelli che ha definito come personaggi corrotti.

Oggetto delle critiche, un Codice Fiscale iniquo, che per compensare sgravi fiscali per i grandi imprenditori – sponsor del Partija Rehioniv, la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – incrementa la pressione fiscale su piccola e media impresa.

Inoltre, il più liberale dei sistemi di tassazione europei, come lo ha definito Azarov, introduce la responsabilità diretta del lavoratore, il monitoraggio della sua attività, ed il divieto di associazione per i sindacati.

La scorsa settimana, il documento è stato approvato, alla Rada, a ritmo di forza dalla maggioranza. Senza alcuna possibilità per l’Opposizione Democratica di apportare emendamenti.

Matteo Cazzulani

GUERRA ENERGETICA: ODESSA-BRODY VICINO AL VIA

Posted in Bielorussia by matteocazzulani on November 10, 2010

Minsk coprirà la messa a regime dell’oleodotto ucraino per il trasporto della nafta venezuelana

Il presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka

Il collaudo dell’Odessa-Brody lo paga Lukashenka. A chiarire la questione legata all’oleodotto, il Primo Vice Premier ucraino, Andrij Kljujev. Secondo gli accordi, i costi per il ripristino della funzionalità originale della conduttura – dal Mar Nero alla cittadina della Galizia – graveranno sul bilancio di Minsk, a cui è diretta la nafta trasportata, di origine venezuelana. Inizio dei lavori di prova, tra circa sette giorni.

Una decisione strategica per l’Ucraina, che tramite l’Odessa-Brody si è assicurata il ruolo di Paese di transito della benzina, che il Presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka, importa dal Venezuela. Parte di essa, come sancito, lo scorso 29 di ottobre, dagli accordi trilaterali tra i Capi di Stato, Viktor Janukovych, Ugo Chavez e Lukashenka, sarà trattenuta da Kyiv, a cui spetterà anche la riscossione di cospicui diritti di transito.

Ad oggi, la nafta di Caracas che approda al portio di Odessa è trasportata tramite ferrovia, per un costo di 27 centesimi di Dollaro ogni 10 tonnellate al chilometro. Una volta a pieno regime, l’oleodotto ucraino invierà in Bielorussia 80 milioni di tonnellate annui.

Differenti utilizzi

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Realizzato nel 2002 per alleggerire la dipendenza energetica dalla Russia, l’Odessa-Brody è stato concepito per trasportare carburante in direzione sud-nord, in previsione di un suo futuro prolungamento fino alla città polacca di Plock.

Ciò nonostante, dal 2004 è adoperato in direzione opposta, a seguito della decisione di Viktor Janukovych, allora Primo Ministro, di rifornire il Paese della nafta russa del consorzio TNK-BP.

Matteo Cazzulani