LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: il Presidente Poroshenko e il Premier Yatsenyuk corrono separati alle Elezioni

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 13, 2014

Il Blocco Poroshenko del Presidente e il Fronte Popolare del Premier Yatsenyuk si accordano solo su candidature armonizzate in 10 collegi su 225. La competizione delle Elezioni Parlamentari Anticipate sempre più polarizzata, con UDAR di Vitaly Klichko che confluisce nel Blocco e le più importanti personalità del Partito Batkivshchyna di Yulia Tymoshenko che passano tra le fila del Fronte

Un’alleanza leggera, e non la lista unica come richiesto dai partecipanti della Rivoluzione della Dignità, la protesta pacifica che sul Maidan di Kyiv ha portato alla caduta dell’Amministrazione autoritaria dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych. Nella giornata di venerdì, 12 Settembre, il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, e il Premier, Arseniy Yatsenyuk, non sono riusciti a trovare l’accordo per la costituzione di una lista comune per le Elezioni Parlamentari anticipate.

Come riportato dal ben informato Dzerkalo Tyzhnya, la riunione, durata fino alle quattro del mattino, non ha portato che la promessa da parte del Blocco Poroshenko -coalizione di Partiti a sostegno del Presidente ucraino- di non presentare propri candidati in 10 collegi su 225 per non intralciare il Fronte Popolare: il Partito appena formato dal Presidente Yatsenyuk.

A impedire l’accordo per una lista comune sarebbero state le richieste dello stesso Yatsenyuk, che oltre alla posizione di capolista e la sua conferma a Capo del Governo, avrebbe chiesto l’1/3 dei posti per esponenti del Fronte Popolare e la garanzia di riconferma a Speaker del Parlamento per Oleksandr Turchynov.

Il mancato accordo tra Poroshenko e Yatsenyuk lascia intravedere una competizione molto serrata, nella quale il Blocco del Presidente e il Fronte del Premier si contenderanno il consenso dei sostenitori delle proteste pacifiche del Maidan, che, tuttavia, hanno chiesto unità al campo democratico per fronteggiare l’aggressione militare della Russia.

Nella competizione elettorale, il Blocco Poroshenko parte nettamente favorito non solo per il largo consenso riscosso dal Presidente, ma sopratutto per l’accordo di unione raggiunto con il Partito UDAR, come riportato dall’agenzia Ukrayinski Novyny.

UDAR, forza politica di orientamento moderato, ha disposto di confluire nella lista del Presidente sulla base di un accordo tra Poroshenko e il suo leader, il Sindaco di Kyiv Vitaly Klichko, così da rafforzare la realizzazione del programma del Capo dello Stato, che prevede il rispetto dell’integrità territoriale ucraina e la presentazione della domanda di ingresso nell’Unione Europea e nella NATO.

Sull’altro lato della barricata, il Fronte Popolare si presenta con una rosa di nomi pesanti, pronti a rastrellare voti tra i sostenitori del Maidan che durante le proteste contro l’Amministrazione Yanukovych prima, e in occasione dell’aggressione militare russa poi, hanno preso parte attiva alla causa della democrazia e della libertà in Ucraina, mettendo a repentaglio anche la propria vita.

Oltre alla parte politica, composta dal Premier Yatsenyuk, dallo Speaker Turchynov, dal Ministro degli Interni Arsen Avakov, dall’ex-Segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa Andriy Parubiy, ad entrare nel Fronte Popolare è stata anche Tetyana Chornovol: la giornalista attivista del Maidan barbaramente picchiata la notte di Natale del 2013.

Come riportato dall’autorevole televisione Hromadske TV, a ingrossare le fila del Fronte Popolare, e a calamitare il consenso dei delusi dalla politica difensiva del Presidente Poroshenko, è anche la presenza di Comandanti e militari dei reparti dell’esercito regolare impegnati a difendere l’Ucraina dall’invasione russa: i battaglioni Azov, Dnipro, Zoloti Vorota, Chernihiv e Mirotvorets, e lo squadrone Artemivsky.

La Tymoshenko corre sola

Oltre alla corsa separata tra il Blocco Poroshenko e il Fronte Popolare, a inasprire la divisione nel campo democratico ucraino è la corsa separata di Batkivshchyna, il Partito di orientamento social-popolar-democratico dell’ex-Premier Yulia Tymoshenko.

Nonostante il carisma della Tymoshenko, capace ancora di attrarre consensi grazie alla sua battaglia in sostegno dell’ingresso immediato dell’Ucraina nella NATO, Batkivshchyna appare fortemente indebolita dalla fuoriuscita delle personalità che hanno creato il Fronte Popolare, a partire dal Premier Yatsenyuk e dallo Speaker Turchynov: lo storico braccio destro dell’ex-Premier ucraina.

La nascita del Fronte Popolare, e il suo mancato accordo con il Blocco Poroshenko, porta anche ad una vera e propria rivoluzione nei sondaggi che, finora, hanno visto la coalizione del Presidente capeggiare quasi senza rivali.

Secondo il più recente sondaggio del Centro Internazionale di Sociologia di Kyiv, il Blocco Poroshenko -composto dal Partito del Presidente Solidarnist, di orientamento centrista, e da UDAR- otterrebbe il 34% dei voti, seguito dal Partito Radicale Ucraino di Oleh Lyashko con il 20,1% dei consensi, dalla moderata-conservatrice Hromadyanska Pozytsya con il 10,5%, e da Batkivshchyna con il 10,1%.

Ad entrare in Parlamento, sempre secondo questo sondaggio, sarebbero anche l’ultraconservatrice Svoboda con il 7% e il Blocco delle Forze Unite -composto dal Partito delle Regioni dell’ex-Presidente Yanukovych, dalla forza politica Ukrayina Upered, dal Partito dello Sviluppo d’Ucraina, dal Partito Socialista d’Ucraina, e dai comunisti.

Tuttavia, nella rilevazione manca la stima del peso politico che il Fronte Popolare, forte di una squadra composta da nomi di tutto rispetto, potrebbe fare pesare per contendere la leadership al Blocco Poroshenko e limitare ancor più il consenso di Batkivshchyna.

Matteo Cazzulani
Analista di Politica dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: Klichko si allea con Poroshenko alle Elezioni Parlamentari

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 3, 2014

Il Partito moderato UDAR del Sindaco di Kyiv si allea con la coalizione elettorale del Presidente ucraino per tenere fede ai patti stretti già durante le elezioni dello scorso Maggio. Il Blocco Poroshenko invitato nel PPE

Il Sindaco di Kyiv corre con il Presidente anche alle Elezioni Parlamentari anticipate: tutto come previsto, così come già è stato del resto per le Presidenziali dello scorso Maggio.

Nella giornata di lunedì, Primo di Settembre, il Partito di ispirazione moderata UDAR del Sindaco di Kyiv, Vitaly Klichko, ha dichiarato di aderire al Blocco Poroshenko: lista di orientamento centrista che punta a riunire tutte le forze del campo democratico ucraino per dare un forte sostegno in Parlamento alla realizzazione del programma con cui il Presidente, Petro Poroshenko, è stato eletto dal 54% degli ucraini lo scorso 25 Maggio.

Nello specifico, Poroshenko ha promesso il mantenimento dell’integrità territoriale ucraina, messa oggi a repentaglio dall’aggressione militare della Russia di Putin, e la presentazione della domanda di adesione all’Unione Europea prima della fine del suo mandato.

L’impegno europeista del Presidente ha già portato non solo alla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE, ma anche all’invito ufficiale del Blocco Poroshenko nel Partito Popolare Europeo: forza politica del centrodestra dell’UE di cui, per quanto riguarda l’Ucraina, già fanno parte Batkivshchyna e UDAR.

Come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, la decisione di UDAR di aderire al Blocco del Presidente è in linea con il memorandum di collaborazione politica firmato lo scorso Marzo tra Klichko e Poroshenko per unire le forze durante campagna elettorale, e consentire così a entrambi i politici la vittoria rispettivamente nelle elezioni amministrative di Kyiv e a quelle per la nomina a Capo dello Stato.

“Con il Blocco Poroshenko stiamo ancora discutendo la modalità di collaborazione, ma si tratta solo di tecnicismi: siamo convinti della necessità di collaborare con il blocco del Presidente” ha dichiarato il Capogruppo di UDAR in Parlamento, Vitaly Kovalchuk.

Oltre ad UDAR, vicini al Blocco Poroshenko sono dati per certi anche il Premier, Arseniy Yatsenyuk, lo Speaker del Parlamento, Oleksandr Turchynov, e l’ex-Segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa, Andriy Parubiy, che, come confermato dalla stampa ucraina, hanno rotto quasi definitivamente con Batkivshchyna: il Partito di orientamento social-popolare-democratico guidato dall’ex-Premier, Yulia Tymoshenko.

A motivare la decisione di Yatsenyuk, Turchynov e Parubiy, manifestata lo soccorso 27 Agosto con l’uscita anticipata dalla sala durante il congresso di Batkivshchyna, è stata sia la decisione della Segreteria del Partito di lasciare le redini del Partito alla Tymoshenko, che la scelta di stabilire le alleanze dopo le Elezioni Parlamentari.

“Abbiamo persino proposto di candidare Yatsenyuk di nuovo alla guida del Governo. Yatsenyuk, Turchynov e Parubiy non hanno presentato alcuna richiesta ufficiale di lasciare il Partito” ha dichiarato il Vicecapo di Batkivshchyna, Andriy Kozhemyakin, per cercare di spegnere le polemiche.

Nonostante le rassicurazioni molto politiche di Kozhemyakin, la Tymoshenko non ha perso tempo, ed ha rilanciato l’attività politica di Batkivshchyna concentrando le proposte programmatiche in tre punti: indizione di un referendum per l’ingresso dell’Ucraina nella NATO, ratifica immediata dell’Accordo di Associazione in Parlamento, dichiarazione dello Stato di Guerra nelle regioni invase dall’esercito russo.

Votazioni difficili nelle zone di guerra

Proprio le zone in cui è in corso la guerra hanno portato la Commissione Elettorale Centrale ad invitare il Parlamento ad approvare misure straordinarie a tutela della sicurezza degli elettori delle regioni di Donetsk e Luhansk, e ha permesso agli sfollati di votare nei collegi elettorali delle città in cui essi sono fuggiti.

Inoltre, come riportato da Dzerkalo Tyzhnya, la Commissione ha concesso la possibilità ai cittadini della Crimea di votare presso le sezioni elettorali delle regioni adiacenti secondo le liste presentate in quei collegi.

Le Elezioni Parlamentari anticipate si svolgeranno il 26 Ottobre secondo un sistema misto: metà dei deputati sarà eletta in base a liste nazionali, mentre l’altra metà sarà scelta in collegi uninominali.

Secondo i più recenti sondaggi, l’alleanza tra Blocco Poroshenko e UDAR consentirebbe a Poroshenko e Klichko di vincere le elezioni, in quanto la forza del Presidente otterrebbe il 20,3% dei consensi, mentre quella del Sindaco di Kyiv il 9% dei voti.

A seguire, si classificherebbero il Partito Radicale ucraino di Oleh Lyashko con il 20,5% dei consensi, Batkivshchyna con il 15% dei voti, e la moderata Hromadyanska Pozytsya con il 10%.

A chiudere sarebbero la progressista Sylna Ukrayina e l’ultraconservatrice Svoboda, entrambe con il 5% dei consensi.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Elezioni in Ucraina: il Presidente Poroshenko presenta una propria lista

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 28, 2014

Il Capo dello Stato ucraino invita gli elettori a sostenere il Blocco Poroshenko per consentirgli la realizzazione in tempi brevi del programma elettorale con cui egli ha trionfato nelle Elezioni Presidenziali dello scorso Maggio. L’ex-Premier Yulia Tymoshenko divorzia con il Premier Yatsenyuk, lo Speaker della Rada Turchynov e il Ministro degli Interni Avakov, che escono da Batkivshchyna.

Da Partito della solidarietà a grande coalizione nazionale a sostegno della figura del Presidente. Nella giornata di mercoledì, 27 Agosto, il Partito ucraino Solidarnist, forza di orientamento centrista fondata e guidata dal Presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, ha cambiato nome in Blocco Poroshenko.

La decisione, che come riportato dall’autorevole Dzerkalo Tyzhnya è stata presa per acclamazione dal congresso di Solidarnist, è stata annunciata dal neoeletto capo del Blocco, Yuri Lutsenko: una figura storica della politica ucraina che, oltre ad essere stato Ministro degli Interni sotto differenti Governi, è uno dei più noti detenuti politici dell’era dell’ex-Presidente, l’autoritario filorusso Viktor Yanukovych.

A motivare il cambio del nome di Solidarnist è stato lo stesso Presidente Poroshenko, che, in un intervento dinanzi ai delegati del Congresso del suo Partito, ha evidenziato la necessità di dare vita ad una forza politica che sia realmente impegnata nel sostenere la realizzazione del programma con cui il Capo dello Stato è stato eletto alla guida dell’Ucraina nelle Elezioni Presidenziali dello scorso 25 Maggio.

Oltre alla necessità di dare una mano ad un Presidente che, ad oggi, non può contare su una solida maggioranza in Parlamento, la nascita del Blocco Poroshenko è anche una strategia di marketing elettorale tesa a raggruppare tutte le forze del campo democratico sotto un’unica lista guidata dal Presidente.

La nascita del Blocco Poroshenko, al quale Lutsenko ha escluso la partecipazione dell’ex-Presidente, Viktor Yushchenko -accusato di avere tradito gli ideali democratici grazie ai quali egli stesso è stato eletto nel 2004, a seguito della “Rivoluzione Arancione”- è stata rivolta in primis al Partito di ispirazione moderata UDAR del Sindaco di Kyiv, Vitaliy Klichko, che ha attivamente collaborato con il Presidente per garantire la sua vittoria alle scorse Elezioni Presidenziali.

L’efficacia dell’operazione politica del Blocco Poroshenko ha avuto subito ripercussioni presso il Partito di orientamento social-popolare-democratico Batkivshchyna dell’ex-Premier, nonché principale detenuta politica dell’era Yanukovych, Yulia Tymoshenko.

Come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, Batkivshchyna, riunita a congresso quasi in contemporanea con Solidarnist, ha registrato la fuoriuscita di importati personalità del Partito, come quella del Premier, Arseniy Yatsenyuk, dello Speaker della Rada -nonché tradizionale braccio destro della Tymoshenko- Oleksandr Turchynov, e del Ministro degli Interni, Arsen Avakov.

Come riportato da Avakov sul suo account Twitter, il divorzio dalla Tymoshenko -politicamente importante per quanto riguarda il Premier Yatsenyuk, storicamente drammatico per quanto riguarda lo Speaker Turchynov- è motivato dal dissenso sulla linea proposta dalla Segreteria Nazionale di Batkivshchyna.

la Segreteria del Partito della Tymoshenko ha chiesto la ri-candidatura di Yatsenyuk a Premier, la ri-elezione di Lady Yu -com’è denominata la Tymoshenko- a capo di Batkivshchyna, e il mantenimento della forza politica social-popolare-democratica all’opposizione del Presidente Poroshenko.

Il dissenso interno a Batkivshchyna conferma le voci in merito al passaggio del Premier Yatsenyuk alla corte del Presidente Poroshenko, che avrebbe offerto all’attuale Capo del Governo la guida della lista del suo Blocco e, in seguito, la riconferma alla guida dell’Esecutivo.

A motivare la scelta di Yatsenyuk, Turchynov e Avakov di abbandonare il loro storico Partito, a cui devono la loro crescita e l’affermazione politica, sono anche i recenti sondaggi, che danno Blocco Poroshenko molto più in alto rispetto che a Batkivshchyna.

Il nuovo Blocco è già quasi il più votato

Secondo una rilevazione sociologica dello scorso 15 Luglio, il Blocco Poroshenko sarebbe infatti la seconda forza ad entrare in Parlamento con il 20,3% dei consensi, davanti a Batkivshchyna -terza con il 15% dei voti- alla moderata Hromadyanska Pozytsya -quarta con il 10%- a UDAR -quinta con il 9%- all’ultraconservatrice Svoboda e alla progressista Sylna Ukrayina -appaiate entrambe al 5%.

A superare il Blocco Poroshenko, con il 20,5%, sarebbe, sempre secondo i sondaggi, il Partito Radicale di Ucraina del Parlamentare Oleh Lyashko: un fuoriuscito di Batkivshchyna che punta ad ottenere il voto dell’elettorato definibile come populista che finora si è orientato sul Partito della Tymoshenko.

Numeri alla mano, il Presidente è privo della possibilità di formare una coalizione a lui fedele, che sia composta dal Blocco Poroshenko, da UDAR e dalla Hromadyanska Pozytsya.

Lo scopo della coalizione pro-Poroshenko è quello di isolare in un sol colpo il Partito della Tymoshenko da un lato e, dall’altro, l’ultraconservatrice Svoboda, con cui il Presidente Poroshenko non ha mai avuto buoni rapporti.

Per innalzare il rating del suo Partito, Poroshenko ha fatto appello all’unità di tutte le forze democratiche, affinché esse possano trovare un accordo per la realizzazione di liste unitarie.

Dati alla mano, la partecipazione delle forze democratiche in una sola lista è destinata ad incrementare sensibilmente il consenso dell’elettorato alla lista di Poroshenko.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: il Premier Yatsenyuk vicino al Partito del Presidente Poroshenko

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 20, 2014

Come riportato dal ben informato Dzerkalo Tyzhnyna, il Premier ucraino starebbe trattando per guidare la lista del Capo dello Stato alle prossime Elezioni Parlamentari. Le frizioni tra Batkivshchyna e Solidarnist sulla ratifica dell’Accordo di Associazione, e le aperture al voto immediato dello Speaker del Parlamento, Oleksandr Turchynov, sembrano confermare l’esistenza dell’operazione

Dal Partito dell’ex-Premier che ha guidato la ‘Rivoluzione Arancione’ nel 2004 al blocco elettorale del Presidente eletto ad ampia maggioranza dopo la ‘Rivoluzione della Dignità’ del 2014. Questa porterebbe essere la parabola politica del Premier ucraino, Arseniy Yatsenyuk, che secondo quanto riportato dal ben informato Dzerkalo Tyzhnya sta trattando per formare una lista comune con il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, in vista delle prossime Elezioni Parlamentari.

Nello specifico, il Premier Yatsenyuk, chiamato al difficile compito di governare il Paese durante una guerra, e una profonda crisi economica, avrebbe accettato la sua presenza nelle liste elettorali di Solidarnist -la forza politica di centro del Presidente Poroshenko- qualora il Parlamento ucraino non dovesse riuscire a cambiare l’attuale legge elettorale, che prevede la ripartizione dei seggi secondo un sistema misto al 50% proporzionale e al 50% maggioritario con collegi uninominali.

Se confermata, l’indiscrezione comporterebbe un vero e proprio scossone nella politica ucraina, in quanto Yatsenyuk è ad oggi esponente di primo piano del Partito di orientamento social-popolare-democratico Batkivshchyna: la forza politica dell’ex-Premier, Yulia Tymoshenko, che proprio Yatsenyuk ha guidato durante la detenzione politica dell’anima della Rivoluzione Arancione tra il 2011 e il 2014.

Sempre secondo il Dzerkalo Tyzhnya, Yatsenyuk non sarebbe il solo ad essere attratto dalle sirene elettorali di Poroshenko: pronti a seguire il Premier, e a confluire tra le fila di Solidarnist, sarebbero sia altri politici di Batkivshchyna, che molti esponenti di UDAR.

Questo Partito di ispirazione moderata, guidato e fondato dal Sindaco di Kyiv, Vitaliy Klichko, ha fatto parte, con Batkivshchyna e gli ultraconservatori di Svoboda, della coalizione di maggioranza Scelta Europea, che ha reso possibile il varo del Governo Yatsenyuk.

Inoltre, UDAR ha sostenuto pienamente l’elezione alla Presidenza del Paese di Poroshenko in cambio dell’appoggio dell’attuale Presidente alla corsa di Klichko a Sindaco della Capitale.

Prove delle operazioni politiche in corso in Ucraina sono legate alle frizioni tra Batkivshchyna e l’Amministrazione Presidenziale, originate dall’accusa che il Deputato Borys Tarasyuk -esponente di Batkivshchyna- ha mosso a Poroshenko in merito alla mancata programmazione della ratifica in Parlamento dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina.

“Il Parlamento sarà parte attiva nella stesura del Programma Nazionale per l’Implementazione dell’Accordo di Associazione, che sarà discusso alla Rada nel breve termine” riporta, in risposta alle polemiche di Tarasyuk, una nota dell’Amministrazione Presidenziale.

Un altro elemento che ha dato da pensare a numerosi commentatori in Ucraina in merito alla reale opportunità che Yatsenyuk possa prendere parte al medesimo blocco elettorale di Poroshenko è legato alle dichiarazioni dello Speaker del Parlamento, Oleksandr Turchynov, in favore di Elezioni Parlamentari immediate con il sistema elettorale attuale.

Questa circostanza, oltre a favorire la partecipazione di Yatsenyuk al blocco elettorale di Poroshenko, permette a Turchynov, che è esponente di spicco di Batkivshchyna, di mantenere un ruolo di primo piano nel Partito accanto all’ex-Premier Tymoshenko, senza dovere rivalizzare con il Capo del Governo all’interno della medesima forza politica.

Il Presidente ucraino contro Svoboda

Secondo alcune rivelazioni sociologiche riportate dall’autorevole Ukrayinska Pravda, Poroshenko gode oggi del sostegno di più del 30% dei cittadini ucraini: la medesima percentuale che Solidarnist otterrebbe in caso di Elezioni Parlamentari anticipate davanti al Partito Radicale ucraino e a Batkivshchyna, fermi entrambi al 20%.

Forte di questo sostegno, Poroshenko ha potuto sollevare dalla carica di Presidente della Regione di Leopoli, Iryna Sekh, che è anche parlamentare di Svoboda e Segretaria regionale del Partito ultraconservatore.

Il dimissionamento della Sekh testimonia l’inesistenza di un’alleanza politica tra Poroshenko e Svoboda, e certifica l’insussistenza di alcun rapporto di connivenza tra il Presidente ucraino e la forza ultraconservatrice, come invece riportato a più riprese dalla propaganda della Russia.

È infatti obiettivo del Cremlino presentare il fronte democratico filo occidentale attualmente al potere in Ucraina come una Coalizione condizionata, e de facto guidata, da Svoboda e Pravy Sektor.

Tuttavia, come dimostrato dal risultato delle ultime Elezioni Presidenziali vinte da Poroshenko, nelle quali Svoboda e Pravy Sektor hanno sostenuto proprie candidature, queste due forze estremiste possono contare solo su meno del 2% dei consensi degli ucraini.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: approvata la riforma del sistema infrastrutturale energetico in salsa UE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 16, 2014

Il Parlamento ucraino da l’imprimatur alla liberalizzazione del controllo dei gasdotti del Paese con la partecipazione di compagnie europee e nordamericane. La Legge approvata con i voti dell’ex-coalizione ‘Scelta Europea’

Una Legge la cui approvazione integra l’Ucraina in Europa. Nella giornata di giovedì, 14 Agosto, il Parlamento ucraino ha approvato la Legge sulla riorganizzazione del sistema energetico dell’Ucraina in senso europeo: un provvedimento che armonizza la legislazione di Kyiv sull’energia ai regolamenti della Comunità Energetica Europea, che comprende, oltre ai 28 Paesi dell’Unione Europea, e alla stessa Ucraina, anche Moldova, Serbia, Albania, Macedonia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Kosovo.

Come riportato dal sito ufficiale della Rada, a permettere l’approvazione della Legge, votata in seconda e definitiva lettura, sono stati i voti del Partito di ispirazione social-popolare-democratica Batkivshchyna, a cui appartiene il Premier, Arseniy Yatsenyuk, del moderato UDAR -la forza partitica fondata dal Sindaco di Kyiv, Vitaly Klichko- e gli ultraconservatori di Svoboda.

Queste tre forze politiche, dopo la destituzione del regime dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych in seguito alla pacifica ‘Rivoluzione della Dignità’ sul Maydan, hanno dato vita alla coalizione ‘Scelta Europea’, scioltasi dopo la decisione di UDAR e Svoboda di lasciare da sola Batkivshchyna a sostenere il Governo Yatsenyuk.

Tra i favorevoli alla Legge vi sono stati anche deputati indipendenti e quelli del gruppo Sviluppo Economico -composto da transfughi dall’establishment dell’ex-Presidente ucraino, Viktor Yanukovych- mentre, tra le fila dell’opposizione, i filorussi del Partito delle Regioni si sono astenuti, ed i parlamentari comunisti hanno votato contro.

Come riportato dal Dzerkalo Tyzhnya, la Legge prevede la cessione alla compagnia Ukrtranshaz del ramo della gestione della rete dei gasdotti ucraini da parte del colosso nazionale energetico Naftohaz, che d’ora in poi si occuperà solo della compravendita del gas.

A sua volta, la Ukrtranshaz sarà divisa in due compagnie, che saranno privatizzate anche grazie all’intervento di enti dell’Unione Europea e degli Stati Uniti d’America.

Difatti, sia la Mahystralni Hazoprovody Ukrayiny, che si occuperà della gestione dei gasdotti ucraini, che la Pidzemni Hazovi Skhovishchya, dedicata alla gestione dei centri di stoccaggio, saranno possedute per il 51% dal Governo ucraino, mentre il 49% sarà dato in concessione a compagnie statunitensi ed europee.

L’approvazione della legge è dunque importante non solo perché integra il sistema ucraino con quello europeo, ma sopratutto perché concede la possibilità a compagnie UE di gestire il sistema dei gasdotti da cui, ad oggi, transita più del 90% del gas che l’Europa importa dalla Russia.

Le compagnie UE ed USA che intenderanno compartecipare alla gestione del sistema infrastrutturale energetico ucraino, come previsto da un emendamento al testo già approvato in prima lettura, dovranno tuttavia sottoporre all’avvallo del Parlamento adeguata documentazione in merito alla loro natura azionaria.

Questa misura, fortemente voluta da UDAR e Svoboda, poi accettata anche da Batkivshchyna, consente al Parlamento di controllare, ed evitare, che la gestione del sistema infrastrutturale energetico ucraino non finisca nelle mani di una compagnia energetica russa registrata in UE.

Kyiv vuole evitare il Southstream

A motivare questo timore è infatti il continuo ricatto a cui l’Ucraina è costretta dalla Russia, che intende rilevare il controllo del sistema infrastrutturale energetico ucraino per privare Kyiv della possibilità di riscuotere i diritti sul transito del gas russo attraverso il proprio territorio.

Per eliminare l’Ucraina dal traffico del gas in Europa, la Russia ha anche progettato la realizzazione del Southstream: un gasdotto, concepito fino all’Austria dalla Russia meridionale attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovenia, che incrementa la dipendenza dell’UE da Mosca.

“L’approvazione della legge è un chiaro segnale di appartenenza all’Europa che oggi l’Ucraina ha dato -ha dichiarato, come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, il Premier Yatsenyuk, a margine della votazione- Occorre ora fare fronte comune per la sicurezza energetica dell’Europa, e per evitare la realizzazione del Southstream”.

Oltre all’approvazione della riforma del sistema energetico nazionale in senso europeo, l’Ucraina ha ottenuto l’aiuto di Slovacchia, Polonia e Germania a decrementare la dipendenza dal gas della Russia.

La compagnia slovacca Eustream ha dichiarato di avviare la sperimentazione dell’invio di gas russo in Ucraina da ovest, attraverso l’utilizzo in senso invertito, del gasdotto Vojany-Uzhhorod.

In aggiunta, la compagnia tedesca RWE si è detta intenzionata ad incrementare di 8,8 milioni di metri cubi al giorno la quantità di gas che già invia in Ucraina da ovest, attraverso i gasdotti ubicati in territorio polacco.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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Ucraina: Poroshenko vuole Elezioni Parlamentari subito

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 2, 2014

Il Presidente ucraino supporta una riforma elettorale in senso proporzionale puro con la re-istituzione di preferenze e blocchi di partiti. Sostenuta anche la necessità di indire Elezioni Amministrative con un sistema maggioritario

Un sistema proporzionale puro con le preferenze e le coalizioni al nazionale, mentre un maggioritario secco per le Elezioni Amministrative. Questa è la proposta di riforma elettorale che il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha avanzato nella giornata di venerdì, Primo di Agosto.

Poroshenko, che ha sostenuto la necessità di votare a tutti i costi, anche con la legge elettorale attuale -un Porcellum all’ucraina che assegna metà dei seggi del Parlamento unicamerale su base proporzionale, e metà su base maggioritaria: un provvedimento imposto dall’ex-Presidente, Viktor Yanukovych, per assicurare una maggioranza pro-presidenziale- ha motivato la sua richiesta con la necessità di rinnovare al più presto un Parlamento finora poco collaborativo e diviso al suo interno.

“Sono favorevole ad un proporzionale puro con le preferenze e l’ammissione di blocchi elettorali alla competizione -ha dichiarato Poroshenko- In ogni caso, credo che la riforma della Legge Elettorale non debba essere un pretesto per non andare al voto: occorrono elezioni subito”.

Un’altra motivazione che ha spinto Poroshenko a richiedere Elezioni Parlamentari anticipate è la presenza in Parlamento di forze partitiche e singoli parlamentari che non hanno voluto considerare come organizzazioni di stampo terroristico le milizie pro-russe che stanno occupando le regioni orientali dell’Ucraina.

Infine, Poroshenko ha dichiarato la necessità di indire, contemporaneamente a quelle Parlamentari, anche Elezioni Amministrative in tutte le Regioni ed i Comuni con un sistema maggioritario puro: una decisione che porterebbe l’Ucraina ad adottare un calendario elettorale simile a quello della Polonia, dove le Amministrazioni locali, seppur con un sistema proporzionale, vengono rinnovate tutte nella medesima tornata.

La posizione del Presidente avviene l’indomani della conferma della fiducia al Premier, Arseniy Yatsenyuk, che ha rimesso il suo mandato al voto del Parlamento dopo lo scioglimento della coalizione di maggioranza ‘Scelta Europea’.

Nonostante la fiducia ottenuta a largo margine, Yatsenyuk è oggi un Premier senza maggioranza, dal momento in cui a sostegno del Governo è schierata solo Batkivshchyna: la forza partitica del Capo dell’Esecutivo, di orientamento social-popolar-democratico, attorno alla quale, dopo la caduta dell’ex-Capo di Stato Yanukovych, si è costituita la coalizione ‘Scelta Europea’.

Il Partito di orientamento moderato UDAR -capeggiato dal Sindaco di Kyiv, Vitaliy Klichko- e gli ultraconservatori di Svoboda hanno invece lasciato la maggioranza dopo divergenze sulla riforma in chiave europea del sistema infrastrutturale energetico nazionale con Batkivshchyna, che, così, è rimasta sola ad appoggiare il Governo in una situazione sul piano militare ed economico particolarmente difficile.

Il Blocco del Presidente favorito dai sondaggi

Oltre alle ragioni politiche e numeriche, a motivare la scelta di Poroshenko di fare pressione per Elezioni Parlamentari Anticipate sono i sondaggi, che, secondo una rilevazione dell’Istituto Internazionale di Sociologia di Kyiv, danno il Blocco Poroshenko -composto dalla forza partitica del Presidente Solidarnist, da UDAR e dal movimento Terza Repubblica Ucraina dell’ex-prigioniero politico Yuri Lutsenko- vincitore della consultazione con il 31% dei consensi.

A seguire, sempre secondo il sondaggio, al secondo posto si trovano, entrambi con il 20% circa dei voti, il Partito Radicale ucraino dell’ex-Candidato alla presidenza, Oleh Lyashko, e Batkivshchyna.

A seguire, con il 10%, si classificherebbe la Hromadyanska Pozytsiya dell’ex-Ministro della Difesa, Anatoliy Hrytsenko, che è stato tra i pochi ad avere negato la fiducia a Yatsenyuk.

Infine, con il 4% dei consensi, in Parlamento entrerebbe anche Svoboda, che con UDAR, per mero calcolo elettorale, ha lasciato alla sola Batkivshchyna la responsabilità di sostenere il Governo Yatsenyuk in un momento di particolare crisi economica e militare.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
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Ucraina: Yatsenyuk resta Premier anche se senza maggioranza

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 1, 2014

Il Premier ucraino ottiene la fiducia con un largo consenso, anche se la coalizione ‘Scelta Europea’ resta separata. Approvato l’Assestamento di Bilancio per finanziare l’esercito impegnato contro le milizie filorusse nell’Est del Paese

Un mandato confermato a pieni voti, anche se la posizione resta ancora traballante. Nella giornata di giovedì, 31 Luglio, il Parlamento ucraino ha confermato la fiducia al Premier, Arseniy Yatsenyuk, che ha rimesso le dimissioni dalla guida del Governo al voto della Rada dopo il crollo della colazione di maggioranza ‘Scelta Europea’.

A favore della permanenza di Yatsenyuk alla guida dell’Esecutivo ucraino hanno votato quasi tutti i Gruppi parlamentari, eccezion fatta per 16 deputati appartenenti al Partito delle Regioni, e indipendenti di estrazione comunista: le due forze partitiche che hanno sostenuto la Presidenza del dittatore ucraino Viktor Yanukovych.

Oltre alla conferma della fiducia a Yatsenyuk, il Parlamento ha anche approvato l’Assesstamento di Bilancio che, come richiesto dal Premier, sblocca 2,9 Miliardi di Hryvnye per sostenere l’esercito ucraino impegnato nella riconquista delle Regioni orientali dell’Ucraina occupate dalle milizie pro-russe.

Nello specifico, l’Assestamento di Bilancio, necessario per evitare alle casse ucraine la bancarotta, attinge risorse da una più alta tassazione sulle rendite finanziarie delle persone fisiche e sulle vincite della Lotteria Nazionale.

“Oggi a riguardo di economia vi sono due notizie -ha dichiarato il Premier Yatsenyuk a commento della votazione- L’Argentina è in default, mentre l’Ucraina è riuscita ad evitare di fallire”.

Nonostante la vittoria politica, sostenuta anche dal Presidente, Petro Poroshenko, per Yatsenyuk la fiducia e l’Assestamento di Bilancio non bastano a ricomporre la coalizione di maggioranza, alla quale, oltre a qualche Deputato indipendente, appartiene solo la forza politica del Premier di orientamento social-democratico-popolare Batkivshchyna.

Ad avere confermato l’uscita dalla maggioranza, che de facto lascia il Governo senza un appoggio sicuro in Parlamento, sono il Partito di orientamento moderato UDAR -la forza partitica del Sindaco di Kyiv Vitaliy Klichko vicina al Presidente Poroshenko- e gli ultraconservatori di Svoboda.

Infatti, questi due Partiti hanno affossato l’altro provvedimento che Yatsenyuk ha chiesto alla Rada di votare: la riforma del sistema nazionale energetico in chiave europea.

Ancora impasse sulla riforma del sistema infrastrutturale energetico in chiave UE

La riforma, che ha ottenuto i voti favorevoli solo di Batkivshchyna, prevede lo scorporo delle funzioni del colosso energetico nazionale ucraino Naftohaz -a cui resta la gestione della compravendita del gas con compagnie di Paesi terzi- del controllo del sistema infrastrutturale energetico, dei siti di stoccaggio e della distribuzione del carburante, affidate rispettivamente alle compagnie Ukrtranshaz, Ukrayinski Hazovi Skhovishcha e Ukrayinska Hazotransportna Systema.

Inoltre la riforma del sistema infrastrutturale energetico ucraino, a cui si sono opposti UDAR, Svoboda e il Partito delle Regioni, prevede la cessione del 49% dei gasdotti ucraini a compagnie registrate in Unione Europea e negli Stati Uniti d’America: una prerogativa, supportata apertamente da Batkivshchyna, che armonizza la legislazione di Kyiv a quella UE.

Come dichiarato da Yatsenyuk, il provvedimento è necessario per assicurare all’Unione Europea il transito del gas russo attraverso il territorio ucraino e, nello stesso tempo, a bloccare la realizzazione del Southstream.

Questo gasdotto, progettato dalla Russia all’Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovenia, è concepito dalla Russia per incrementare la dipendenza dell’Europa dal gas russo e, nel contempo, privare l’Ucraina dello status di Paese di transito del carburante di Mosca in territorio UE.

Malgrado la necessità di bloccare il Southstream -infrastruttura apertamente contrastata dalla Commissione Europea- la riforma del sistema energetico nazionale ucraino così com’è concepita contiene alcuni punti critici.

Come dichiarato in esclusiva a Welfare Network dal Direttore del centro-studi Nomos, Mykhaylo Honchar, la cessione da parte dello Stato del 49% dei gasdotti ucraini potrebbe favorirne l’acquisizione da parte di una società-fantoccio creata dal monopolista statale russo del gas Gazprom.

“La liberalizzazione del sistema dei gasdotti ucraini, che Kyiv ha sempre voluto considerare come una sorta di territorio neutrale da non svendere a nessuno, sopratutto in un periodo di guerra come quello attuale, è un’idea prematura -ha dichiarato il Professor Honchar- Prima di stabilire la cessione dei gasdotti, il Governo deve ottenere precise proposte da parte di società europee, e non di succursali di Gazprom: in tal caso, non credo che ci saranno forze politiche pronte ad affossare il provvedimento in Parlamento”.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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Ucraina: il Presidente Poroshenko invita Yatsenyuk a restare alla guida del Governo

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 26, 2014

Il Presidente ucraino concorda con il Premier dimissionario e con lo Speaker della Rada, Oleksandr Turchynov, una seduta a porte chiuse per approvare bilancio e riforma in senso europeo del sistema energetico nazionale.

Una seduta del Parlamento a porte chiuse per evitare che l’impasse politica interessi l’economia e metta a serio repentaglio la sicurezza nazionale dell’Ucraina. Nella giornata di venerdì, 24 Luglio, il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, il Premier ucraino, Arseniy Yatsenyuk, e lo Speaker della Rada -il Parlamento ucraino- Oleksandr Turchynov, hanno concordato l’indizione di una seduta del Parlamento a porte chiuse per discutere del rifinanziamento del bilancio nazionale.

Inoltre, la seduta del Parlamento è stata convocata per discutere anche della questione dell’attentato terroristico all’aereo della Malaysian Airlines da parte delle milizie pro-russe nelle regioni occupate dell’est del Paese, e della riforma del sistema energetico nazionale in senso europeo.

La mancata approvazione del nuovo bilancio e della riforma del sistema energetico nazionale in senso europeo hanno provocato la caduta della coalizione di maggioranza ‘Scelta Europea’ costruita intorno al Partito di ispirazione social-popolare Batkivshchyna del Premier Yatsenyuk e dello Speaker Turchynov, da cui sono usciti il Partito moderato UDAR -capeggiato dal Sindaco di Kyiv, Vitaliy Klichko- e gli ultraconservatori di Svoboda.

“La caduta della maggioranza non può provocare lo scioglimento del Governo -ha dichiarato il Presidente Poroshenko con una lettera indirizzata allo Speaker Turchynov- Il Premier Yatsenyuk resti alla guida dell’esecutivo per garantire l’erogazione del bilancio, necessario sopratutto per finanziare le azioni antiterroristiche dell’esercito ucraino”.

La posizione di Poroshenko, che non ha escluso la possibilità di indire Elezioni Parlamentari Anticipate, è legata anche alla possibilità per il Presidente di capitalizzare elettoralmente il consenso da lui ottenuto recentemente nelle Elezioni Presidenziali.

La coalizione del Presidente favorita in caso di Elezioni Parlamentari

Secondo un sondaggio dell’Istituto Internazionale di Sociologia di Kyiv, se si andasse a votare con una riforma elettorale che permette la corsa di coalizioni, il Blocco Poroshenko -composto da UDAR, dal Partito centrista del Presidente Solidarnist, e dal movimento Terza Repubblica Ucraina dell’ex-detenuto politico Yuri Lutsenko, otterrebbe il 31% dei consensi.

A seguire, si posizionerebbe il Partito Radicale dell’Ucraina di Oleh Lyashko -classificatosi terzo nelle ultime Elezioni Parlamentari- a pari merito con Batkivshchyna con il 20%, seguito dal Partito moderato Hromadyanska Pozytsiya” dell’ex-Ministro della Difesa, Anatoliy Hrytsenko con il 10%, e da Svoboda con il 4%.

Fuori dal Parlamento resterebbero il Partito delle Regioni e il Partito Comunista di Ucraina: le due forze partitiche che hanno sostenuto il regime dittatoriale dell’ex-Presidente, Viktor Yanukovych.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Ucraina: il Premier Yatsenyuk dichiara la fine del suo Governo filo-UE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 25, 2014

Il Premier ucraino, che appartiene al Partito social-popolare Batkivshchyna, decreta la fine della maggioranza ‘Scelta Europea’ dopo che il moderato UDAR e gli ultraconservatori di Svoboda hanno abbandonato la coalizione di Governo. La guida dell’Esecutivo passa al Vice di Yatsenyuk, Volodymyr Hroysman

Un Governo originato dal successo della pacifica rivoluzione della Dignità -che ha portato il popolo del Maydan a destituire il regime dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych- caduto per via delle frizioni interne ad una maggioranza pro-europea che sembra guardare più al rendiconto elettorale che all’interesse del Paese. Nella giornata di mercoledì, 25 Luglio, il Premier ucraino, Arseniy Yatsenyuk, ha rassegnato le proprie dimissioni dopo che, poco prima, dalla colazione di maggioranza ‘Scelta Europea’ sono usciti il Partito moderato UDAR e l’ultraconservatore Svoboda.

Il Premier Yatsenyuk, che appartiene al Partito di ispirazione social-popolare Batkivshchyna, ha sostenuto la necessità di rinunciare alla guida del Governo per non aprire l’ingresso nella coalizione di maggioranza ai comunisti e al Partito delle Regioni dell’ex-Presidente Yanukovych: due forze politiche che hanno supportato, in maniera più o meno aperta, l’aggressione militare della Russia nelle regioni dell’est dell’Ucraina.

“Preso atto dell’uscita dalla coalizione di due delle tre forze partitiche che la hanno finora composta, non restano che due soluzioni: imbarcare comunisti e regionali o lasciare. Io preferisco dichiarare la mia decadenza dalla guida del Governo -ha dichiarato, tra gli applausi, Yatsenyuk, durante il suo ultimo discorso da Premier- Il Governo cade perché il Parlamento non ha potuto votare il bilancio, né ha approvato la riforma in senso europeo del settore energetico nazionale”.

Come dichiarato dal Premier Yatsenyuk, la maggioranza, che si è retta su numeri particolarmente risicati, non ha voluto approvare una proposta di bilancio che, come proposto da Batkivshchyna, concedeva ampie uscite all’esercito per la difesa dei confini dell’Ucraina, ad oggi posti a serio repentaglio dalla pressione delle forze armate russe.

Inoltre, la maggioranza ha fatto mancare i voti per scorporare, come previsto e richiesto dalla Legge dell’Unione Europea in materia di energia, il colosso nazionale energetico Naftohaz in tre compagnie: la Ukrayinska Hazotransportna Systema, la Ukrayinski Hazovi Skhovishcha e la Ukrtranshaz, deputate rispettivamente alla distribuzione del gas, alla gestione dei siti di stoccaggio e al controllo della rete dei gasdotti ucraini.

Alla decisione di Yatsenyuk, sostituito alla guida del Governo dal Vicepremier, Volodymyr Hroysman, pronta è stata la risposta del Presidente, Petro Poroshenko, che ha auspicato la continuazione dei lavori della Rada per l’approvazione del bilancio, prima dello scioglimento anticipato del Parlamento.

Il Presidente favorevole. Putin vince

Il Presidente Poroshenko, che secondo rumors ha sostenuto la caduta del Governo, in quanto egli ha già in tasca un accordo per formare un blocco filo-presidenziale tra UDAR e la sua forza politica Solidarnist, ha poi invitato il Premier Yatsenyuk a continuare a guidare il Governo, senza lasciare l’interim ad altre persone.

Differente è stata la posizione dello Speaker della Rada, Oleksandr Turchynov. Membro di Batkivshchyna, Turchynov ha invitato UDAR e Svoboda a prendersi le proprie responsabilità e, così, indicare il nome di un Premier tecnico capace di traghettare l’esecutivo alle Elezioni Parlamentari Anticipate.

“Dubito che il Parlamento voterà le dimissioni di Yatsenyuk -ha dichiarato il Capogruppo di UDAR in Parlamento, Vitaliy Kovalchuk -spetta alla Rada approvare la decisione del Premier di rinunciare alla guida del Governo”.

Le dimissioni del Governo Yatsenyuk, che ha dovuto affrontare la transizione democratica del periodo post-Yanukovych prima, e l’aggressione militare della Russia in Crimea ed Ucraina orientale poi, lasciano il Paese in una situazione molto difficile.

Per questo, il Premier Yatsenyuk ha dichiarato che il vero vincitore della crisi di governo è stato il Presidente russo, Vladimir Putin, che, così, ha gioco facile ad incrementare la pressione su un Paese senza una guida politica esecutiva.

La decisione di Yatsenyuk di lasciare il Governo, presa per la mancata approvazione di una riforma richiesta dall’Europa, è anche e sopratutto responsabilità di UDAR.

Infatti, il Partito del neoeletto sindaco di Kyiv, Vitaliy Klichko, preme per capitalizzare in senso elettorale l’ampio consenso ottenuto dopo avere supportato la corsa alla Presidenza di Poroshenko e quella a Sindaco della Capitale del suo carismatico leader.

Nel mirino di UDAR c’è infatti Batkivshchyna: il Partito dell’altrettanto carismatica ex-Premier Yulia Tymoshenko che, dopo avere ottenuto un basso 17% alle Elezioni Parlamentari, ha comunque dimostrato di avere a cuore le sorti del Paese, facendosi carico della guida del Governo anche a costo di assumere decisioni impopolari.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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ELEZIONI PRESIDENZIALI UCRAINE: KLICHKO STA CON POROSHENKO, YATSENYUK CON TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 31, 2014

Il ‘Paperone Arancione’, ottenuto l’appoggio del Partito moderato UDAR, promette l’integrazione dell’Ucraina in Europa nel 2025 e invita ad avvalersi della pressione internazionale per riprendere possesso della Crimea. L’ex-Premier, candidata dalla sua forza partitica social-popolar-democratica Batkivshchyna e supportata dall’attuale Capo del Governo, ritiene necessaria la modernizzazione dell’esercito e l’integrazione ucraina nelle strutture difensive dell’Occidente

Il duello tra i due principali partiti del campo democratico ucraino era stato ampiamente preannunciato e, dinnanzi ai primi movimenti per le Elezioni Presidenziali ucraine, ha dato già vita a coalizioni ampie che potranno cambiare gli assetti politici del Paese. Nella giornata di sabato, 29 Marzo, la Commissione Elettorale Centrale ucraina ha registrato le candidature di 26 personalità, tra cui, secondo tutte le rilevazioni sociologiche, a concorrere per il posto di Presidente ucraino sono però soltanto l’oligarca arancione Petro Poroshenko e l’ex-Premier Yulia Tymoshenko.

Ex-Segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa, già Ministro degli Esteri e dello Sviluppo Economico in diversi Governi, Poroshenko, altrimenti noto come ‘paperone arancione’ per avere sostenuto nel 2004 il processo democratico passato alla storia come Rivoluzione Arancione, può godere del favore dei sondaggi e, sopratutto, del sostegno del Partito di ispirazione moderata UDAR, guidato dal pugile convertitosi alla politica Vitaly Klichko.

Durante il Congresso di UDAR, Klichko, che in cambio ha ottenuto da Poroshenko il via libera a correre per diventare Sindaco di Kyiv, ha ritenuto necessario appoggiare il candidato con il più alto rating per unire le forze che hanno dato vita alla protesta pacifica sul Maydan contro la Dittatura dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych.

Poroshenko, candidato in grado di intercettare sia il voto moderato che quello progressista, in un’intervista sul suo 5 Kanal ha dichiarato l’intenzione di portare l’Ucraina all’interno dell’Unione Europea entro il 2025, ed ha proposto di utilizzare l’appoggio internazionale per portare la Russia, anche per mezzo di sanzioni, a restituire all’Ucraina la Crimea.

La principale avversaria di Poroshenko è Yulia Tymoshenko: ex-Premier, già eroina della Rivoluzione Arancione e vittima esemplare delle repressioni politiche di Yanukovych, che, durante il congresso del suo Partito di ispirazione social-popolar-democratica, ha dichiarato la necessità di potenziare l’esercito ucraino per non concedere ai russi nemmeno un centimetro del territorio nazionale ucraino.

La Tymoshenko, che ha deciso di candidarsi malgrado gli inviti provenuti da diversi ambiti della politica ucraina che la vede come incapace di intercettare la domanda di novità proveniente dall’elettorato ucraino -ed anche da parte della Cancelliera tedesca Angela Merkel, che sostiene Klichko- ha inoltre ritenuto necessario integrare l’Ucraina nelle strutture difensive Occidentali, ed ha invitato la Comunità Internazionale ad intensificare le sanzioni nei confronti della Russia di Putin.

A sostenere l’eroina della Rivoluzione Arancione è stato in maniera moderata il Premier, Arseniy Yatsenyuk, che a lungo è stato Leader in pectore di Batkivshchyna durante la detenzione della Tymoshenko, e che, pur sottolineando la sua neutralità istituzionale in quanto Capo del Governo, ha illustrato di avere l’intenzione di procedere nel cammino comune con Lady Yu.

Il duello ‘arancione’ tra Poroshenko e Tymoshenko, che si fa sulla carta sempre più probabile, ha tutte le carte in regola per mutare l’assetto politico ucraino dalla storica divisione tra ovest ed est -divisione solamente elettorale e NON tra filo europei e filorussi, come certa stampa vorrebbe invece presentare- ad un sistema del tutto simile a quelli dell’Europa Centrale, oppure simile a quelli dell’Europa Occidentale con una destra cristianodemocratica ed una sinistra socialdemocratica.

Con l’accordo tra Poroshenko e Klichko, si potrebbe rafforzare una piattaforma creata sulla base di un Partito, UDAR, che riprende i principi della cristiano-democrazia tedesca -non a caso la forza partitica di Klichko è appoggiata dalla Merkel, ed ha firmato con la polacca Piattaforma Civica del Premier Tusk un Accordo di Collaborazione- con un candidato in grado di rappresentare una sinistra ‘alla polacca’ vicina al grande business.

La Tymoshenko, venuto meno il sostegno della Merkel, si trova ora a scegliere se recuperare il suo passato socialdemocratico dei tempi in cui era esponente di spicco del Partito Hromada -una scelta che potrebbe implicare l’avvicinamento al Partito dei Socialisti Europei- o se portare Batkivshchyna -che come UDAR è osservatore del Partito Popolare Europeo- ad assumere posizioni più conservatrici simili a quelle dei polacchi di Diritto e Giustizia.

Quest’ultima scelta potrebbe consentire alla Tymoshenko di disinnescare la minaccia anti-europea caratterizzata dai Candidati di estrema destra Oleh Tyahnibok, Capo del Partito Svoboda, e Dmytro Yarosh di Pravy Sektor. La decisione, invece, di spostare Batkivschyna più a sinistra consentirebbe di attingere ad un potenziale bacino elettorale che potrebbe guardare al candidato dei comunisti Petro Symonenko.

Altri candidati senza speranza

Tra i candidati dati senza particolari possibilità di vittoria ci sono gli esponenti del Partito delle Regioni di Yanukovych Mykhaylo Dobkin e Serhiy Tihipko: il primo, indagato per brogli elettorali e incitamento alla sommossa contro lo Stato, ha ottenuto la nomination ufficiale della forza partitica, forte anche dell’appoggio delle oligarchie della metallurgia di Donetsk capitanate da Rinat Akhmetov.

Il secondo, Tihipko, rappresenta invece gli interessi degli oligarchi del settore chimico ed energetico, tra cui Dmytro Firtash: già principale finanziatore di Yanukovych nell’ultimo periodo di attività politica dell’ex-Presidente.

Altri candidati già registrati sono l’ex-Ministro della Difesa Anatoliy Hrytsenko per conto del Partito Posizione Civica, e l’ex-Sindaco di Leopoli Vasyl Kuybida per conto dello storico Narodny Rukh di ispirazione liberale

Matteo Cazzulani
Analista politico dell’Europa Centro-Orientale
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