LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO ACCUSATA ANCHE DI PLAGIO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 7, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica avrebbe copiato lo slogan della Confindustria ucraina. Bat’kivshchyna propone esenzioni per i meno abbienti. Il Partija Rehioniv, l’eliminazione dell’obbligo di presenza dei Parlamentari

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dopo le accuse politiche, ed il confino in Patria, anche il brand elettorale. Nella giornata di lunedì, 7 Febbraio, la Corte ucraina ha condannato la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, per plagio di slogan.

“La Svolta Ucraina – questo il motivo incriminato – sarebbe di paternità del Capo dell’Unione degli Imprenditori e degli Industriali Ucraini, Anatolij Kinakh, Parlamentare del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Il brand in questione è stato adottato dal secondo governo di Julija Tymoshenko, per battezzare un programma di legislatura, incentrato su aumento degli investimenti, sicurezza energetica ed ecologica , e concorrenza economica.

Dunque, l’ennesimo attacco di una magistratura politicizzata, ai danni dell’anima della Rivoluzione Arancione, già sotto processo per uso improprio dei fondo per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze.

Accuse che sono costate all’ex-Primo Ministro anche la revoca del Diritto d’Espatrio. Rea, per così dire, di aver pagato le pensioni, e provveduto alla sanità in un periodo di crisi economica.

La vanità del voto

Nel frattempo, Bat’kivshchyna – la forza politica della Lady di Ferro ucraina – ha tenuto fede allo spirito della Svolta.

Proposta l’esenzione dal pagamento delle imposte su casa, luce e gas per chi percepisce parzialmente, o in ritardo, le indennità, i sussidi sociali e le borse di studio su cui il Presidente Janukovych ha promesso un sensibile aumento. Finora, non approntato.

In risposta, il Partija Rehioniv ha ipotizzato la presentazione di un DDL per vietare l’obbligatorietà della presenza dei Parlamentari in aula, al momento della votazione. Come sottolineato da Volodymyr Makejenko, è prassi della sua forza politica votare compatta.

“Ora che sono al telefono – ha spiegato in un’intervista al Hlavkom – altri miei compagni stanno votando al posto mio. La strategia già è stata concordata”.

In risposta alla facile soluzione proposta dal regionale, oltre al mancato rispetto delle regiole più elementari della democrazia rappresentativa, anche il caso recente del Deputato Nazionale di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, Volodymyr Ar’jev. Pur essendo negli Stati Uniti, con la tessera magnetica con sé, la sua postazione ha preso parte alla votazione sui cambiamenti Costituzionali voluti da Janukovych per aumentare il suo mandato. Ovviamente, a favore.

Matteo Cazzulani