LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Polonia: rimpasto di Governo a seguito di uno scandalo intercettazioni in salsa russa

Posted in Polonia by matteocazzulani on June 12, 2015

Il Premier polacco, Ewa Kopacz, dimissiona tre Ministri e Viceministri coinvolti nella seconda ondata di uno scandalo intercettazioni che, nel Giugno 2014, ha colpito il Governo Tusk. Tra le dimissioni eccellenti vi sono anche quelle del Maresciallo della Camera Bassa del Parlamento, Radoslaw Sikorski, e del Capo dei Consiglieri del Premier, Jacek Rostowski


Varsavia – Un terremoto politico che potrebbe segnare l’ennesimo episodio di un cambiamento oramai in atto in Polonia. Nella giornata di mercoledì, 10 Giugno, il Premier polacco, Ewa Kopacz, ha dimissionato il Ministro della Salute, Bartosz Arlukowicz, il Ministro dello Sport, Andrzej Biernat, il Ministro del Tesoro, Wlodzimierz Karpinski, assieme a tre Viceministri.

Le dimissioni di massa, a cui si sono aggiunte quelle del Maresciallo della Camera Bassa del Parlamento, Radoslaw Sikorski, e del Capo dei Consiglieri del Premier Kopacz, Jacek Rostowski, sono legate alla pubblicazione sulla pagina Facebook del faccendiere Zbigniew Stonoga degli atti inerenti ad uno scandalo intercettazioni che, nel Giugno del 2014, ha già portato ad un rimpasto di Governo.

Come ha dichiarato il Premier Kopacz, la decisione di dimissionare i Ministri coinvolti nello scandalo intercettazioni -tutti membri della Piattaforma Civica, PO, forza politica moderata di maggioranza nel Paese a cui appartiene la stessa Kopacz e il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk- è un atto dovuto per garantire serietà e trasparenza verso i cittadini da parte del Governo.

Pronte, alle parole della Kopacz, che ha chiesto scusa ai polacchi in nome di tutta la PO, sono arrivate le dichiarazioni di Tusk che, dopo avere dovuto gestire la prima ondata dello scandalo intercettazioni come Capo del Governo -risolta con una serie di dimissionamenti tra i Ministri dell’allora suo Esecutivo- ha giudicato la scelta del Premier un atto che non esclude affatto rischi seri.

Fortemente critica è stata la reazione del Presidente-Eletto, Andrzej Duda, che ha invitato il Governo a porre fine ad un’ondata di scandali che sta compromettendo l’immagine della Polonia nel Mondo.

Duda, che ha vinto le recenti Elezioni Presidenziali come candidato di Diritto e Giustizia -PiS, il principale Partito dell’opposizione conservatore- ha inoltre chiesto alla Kopacz di astenersi dal forzare cambiamenti costituzionali a colpi di maggioranza negli ultimi mesi prima dello scioglimento del Governo.

La mano della Russia per discreditare la Polonia

La seconda ondata dello scandalo intercettazioni ha comportato alcuni risvolti che, senza dubbio, segneranno da qui in avanti l’evoluzione dello scenario politico polacco. In primis, il Governo Kopacz ha subito l’ennesimo colpo dopo la sconfitta nelle Elezioni Presidenziali di Bronislaw Komorowski -Presidente uscente sostenuto da tutta la PO- che difficilmente potrà essere recuperato in vista delle imminenti Elezioni Parlamentari.

In secundis, una personalità di spessore come Sikorski -Ministro degli Esteri di lungo corso, nonché attivista del dissenso democratico e giornalista di guerra- è costretta ad abbandonare per sempre ogni ambizione politica a livello sia nazionale che internazionale.

Del resto, la prima ondata dello scandalo intercettazioni, che ha coinvolto, tra gli altri, lo stesso Sikorski, allora Ministro degli Esteri, ha de facto bruciato la nomina dell’attuale Maresciallo della Camera Bassa del Parlamento polacco ad Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa dell’Unione Europea.

Questa circostanza ha chiaramente fatto trasparire come le intercettazioni siano potute essere state organizzate dai Servizi Segreti russi, interessati a che al posto di Sikorski -noto per la sua posizione dura e chiara nei confronti della Russia e della sua aggressività militare- ad Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa dell’UE fosse nominata una personalità più incline al diktat di Mosca come l’attuale Alto Rappresentante, Federica Mogherini. 

In terzo luogo, il Presidente-Eletto Duda ha la possibilità debuttare, prima ancora del suo Insediamento’ come il Capo di Stato chiamato ad amministrare una delle più importanti crisi politiche che la Polonia ha mai vissuto negli ultimi 5 anni.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

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Nuovo Governo in Polonia: la Kopacz applica il Manuale Cencelli per il dopo-Tusk

Posted in Polonia by matteocazzulani on September 20, 2014

Il Premier-Designato polacco tiene conto dell’appartenenza di corrente interna alla cristiano-democratica Piattaforma Civica per formare il suo nuovo Esecutivo dopo la nomina dell’ex-Capo del Governo a Presidente del Consiglio Europeo. Le promozioni di Grzegorz Schetyna agli Esteri e di Tomasz Siemoniak a Vicepremier testimoniano la longa manus nella formazione del Governo del Presidente, Bronislaw Komorowski

C’è chi l’ha paragonata a Margaret Thatcher per la decisione, al suo esordio, di varare un Governo politico che bilancia tutte le componenti interne al suo Partito, ma c’è sopratutto chi l’ha già criticata per non avere nominato persone forti nelle posizioni adeguate. Nella giornata di venerdì, 19 Settembre, il Premier-Designato polacco, Ewa Kopacz, ha presentato il suo Governo, chiamato ora a ottenere la fiducia del Parlamento.

Il nuovo Esecutivo, varato dopo la nomina del precedente Premier, Donald Tusk, a Presidente del Consiglio Europeo, è sempre retto dalla coalizione tra la cristiano-democratica Piattaforma Civica -PO, il Partito a cui appartengono Tusk, la Kopacz e il Presidente, Bronislaw Komorowski- e il Partito contadino PSL, ma, questa volta, rappresenta tutte le correnti interne alla principale forza politica.

A stupire è infatti la nomina a Ministro degli Esteri di Grzegorz Schetyna: ex-Ministro degli Interni ed ex-Presidente della Camera Bassa del Parlamento, attuale Presidente della Commissione Affari Internazionali e, sopratutto, Capo della corrente interna alla PO avversaria a quella di Tusk, a cui appartiene anche la Kopacz.

Oltre a Schetyna -che grazie alla nomina ritrova spazio in politica dopo essere stato quasi definitivamente marginalizzato da Tusk- a dimostrare la natura politica del nuovo Governo è la decisione della Kopacz di affidare il Ministero della Giustizia a Cezary Grabarczyk, il Capo della terza corrente interna alla PO.

Degna di nota è la decisione di confermare Ministro della Difesa, Tomasz Siemoniak, che, tuttavia, assume anche il ruolo di Vicepremier: una decisione presa da un lato per innalzare il peso delle strutture difensive in un periodo di instabilità internazionale, e, dall’altro, per accontentare il Presidente Komorowski.

Molte sono infatti le voci che testimoniano come ad avere avuto l’ultima parola sulle nomine dei Ministri degli Esteri e della Difesa sia stato proprio Komorowski, che, non a caso, ha piazzato al Governo persone a lui fedeli: un segnale che fa pensare ad un tacito accordo sulle competenze, in base al quale il Presidente assume il pieno controllo della politica estera, mentre la Kopacz resta titolare della questioni interne.

Oltre ai nomi già citati, tra i nuovi Ministri figurano anche Andrzej Halicki -uomo della corrente di Schetyna- alla Digitalizzazione, Teresa Piotrowska agli Interni, Maria Wasiak alle Infrastrutture.

Confermati, invece, sono il Ministro dell’Ambiente, Maciej Grabowski, quello del Tesoro, Wlodzimierz Karpinski, il Ministro delle Finanze, Mateusz Szczurek, il Ministro dello Sport, Andrzej Biernat, il Ministro della Sanità, Bartosz Arlukowicz, il Ministro della Cultura, Malgorzata Omilanowska, il Ministro dell’Università e della Ricerca Lena Kolarska-Bobinska, il Ministro dell’Educazione, Johanna Kluzik-Rostowska.

Confermati sono anche i tre Ministri in quota PSL: Janusz Piechocinski all’Economia, Marek Sawicki all’Agricoltura, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz al Lavoro.

Scoppia il caso Sikorski

Oltre ai nuovi Ministri, a far discutere è la detronizzazione dell’ex-Ministro degli Esteri, Radoslaw Sikorski, che, in sette anni di Governo Tusk, è stata l’unica pedina inamovibile per via della sua competenza, dell’ampio consenso riscosso, e dei risultati ottenuti sul campo: dal rafforzamento delle relazioni con la Germania e dalla piena integrazione della Polonia nell’Unione Europea alla detronizzazione in Ucraina del Presidente reazionario Viktor Yanukovych.

Sikorski, più volte candidato a ricoprire incarichi internazionali, come da ultimo il posto di Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Difesa UE, è stato al centro di uno scandalo intercettazioni, il cui movente resta ancor oggi incognito: un fatto che, secondo diversi commentatori, ha comportato la mancata riconferma sia del Ministro degli Esteri, che del titolare del Dicastero degli Interni, Bartlomiej Sienkiewicz.

Il siluramento di Sikorski, che non ha mai avuto buoni rapporti con il Presidente Komorowski e che non possiede una sua corrente interna alla PO, testimonia sopratutto la volontà del Capo di Stato di mantenere sotto il suo controllo la politica estera e quella di difesa, lasciando al Premier Kopacz e ai suoi uomini solo cariche di natura interna.

D’altro canto, la decisione di candidare Sikorski alla Presidenza della Camera Bassa del Parlamento -ruolo finora ricoperto dalla Kopacz- può essere letto come una tattica per inasprire il contrasto con il conservatore Diritto e Giustizia -PiS- il principale Partito di opposizione, che, secondo i sondaggi, starebbe scavalcando la PO in termini di consensi elettorali.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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RIMPASTO DI GOVERNO IN POLONIA: DA TUSK UNA LEZIONE DI EUROPA E CORAGGIO

Posted in Polonia by matteocazzulani on November 21, 2013

Il Premier polacco si affida all’esperienza giovanile ed europea di Ministri nuovi e capaci determinati ad integrare l’economia polacca nell’Unione Europea. Confermati alcuni Ministri della cristianodemocratica Piattaforma Civica e quelli del partito contadino PSL.

Un esercito di quarantenni chiamati a governare un Paese dinamico in un periodo di inizio crisi secondo esperienze di respiro europeo. Nella giornata di mercoledì, 20 Novembre, il Premier polacco, Donald Tusk, ha presentato il rimpasto di Governo, con l’inserimento di sette nuovi ministri, tutti appartenenti alla Piattaforma Civica -PO: la forza partitica cristianodemocratica del Capo del Governo.

Il nuovo Vicepremier è Elzbieta Bienkowska: giovane ministro uscente dello sviluppo regionale a cui è stata affidata la guida del superministero dei Trasporti, Infrastrutture, Sviluppo Regionale ed Economia Marittima.

La nomina della Bienkowska alla guida del dicastero più potente è stata motivata dalla capacità che, da Ministro per lo Sviluppo Regionale, il nuovo Vicepremier ha dimostrato nell’attrarre ed utilizzare in maniera adeguata i fondi europei per la realizzazione di infrastrutture nelle regioni meno sviluppate del Paese.

Europa e giovani è il motto con cui è stato nominato il nuovo Ministro delle Finanze, Mateusz Szczurek: un giovane talento 38enne, già Principale Economista della Banca ING con una serie di master tra l’Università del Sussex e quella di Francoforte.

Nonostante il talento, Szczurek, la cui nomina rappresenta una vera e propria sorpresa, non è un politico: una situazione che, de facto, indebolisce il giovane Ministro, ed aumenta l’influenza della Cancelleria del Premier sulle questioni di carattere finanziario, finora affidate all’ex-Vicepremier, Jacek Rostowski.

Fondamentale è la nomina di uno dei massimi esperti di economia di mercato in Polonia, l’ex-Sortosegretario di Stato presso il Ministero delle Finanze, Maciej Grabowski, a Ministro dell’Ambiente: una carica che il nuovo Titolare di dicastero ha ricevuto per accelerare i lavori per l’avvio dello sfruttamento del gas shale.

Lo sfruttamento di questo gas -di cui il territorio polacco, secondo le stime EIA è ricco per 148 trilioni di piedi cubi- permette alla Polonia di ridurre la dipendenza dalle importazioni dalla Russia, e, per questo, è osteggiata da pressioni provenienti da Mosca, che spinge in maniera più o meno lecita le compagnie internazionali impegnate nella ricerca di shale in territorio polacco ad abbandonare la loro presenza nel Paese.

Altre nomine europee sono quelle dei Parlamentari Europei Lena Kolarska-Bobinska a Ministro dell’Istruzione Superiore, e del 41enne Rafal Trzaskowski alla guida del Ministero della Digitalizzazione.

Più legate alle dinamiche di politiche interne sono invece le nomine a Ministro dell’Educazione di Joanna Kluzik-Rostowska -approdata alla PO dopo un avere servito da Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali nel governo guidato dal Capo del partito conservatore Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski- e alla guida del Ministero dello Sport di Andrzej Biernat: finora Vicecapogruppo PO alla Camera Bassa.

Confermati sono invece alcuni dicasteri di peso, tra cui il Ministero degli Esteri -saldo nelle mani di Radoslaw Sikorski, di recente promosso a Vice-Capo del consiglio dei Mimistri degli Esteri e della Difesa del Partito Popolare Europeo- e quello della Difesa -mantenuto dal giovane Tomasz Siemomiak.

Restano anche il Ministro degli Interni, Bartlomiej Sienkiewicz, della Cultura, Bogdan Zrojewski, della Sanità, Bartosz Arlukowicz, del Lavoro e Politiche Sociali, Wladyslaw Kosiniak-Kamisz, del Tesoro, Wlodzimierz Karpinski, e della Giustizia, Marek Biernacki.

Restano anche i due Ministri in quota al partito contadino PSL -che governa in coalizione con la PO- il titolare dell’Economia, Janusz Piechocinski, e il Capo del Dicastero dell’Agricoltura, Stanislaw Kalemba.

Il rimpasto di governo a forte vocazione europea è avvenuto dopo un importante successo politico di Tusk nell’ambito dell’approvazione del bilancio UE, da cui la Polonia risulta essere la prima beneficiaria con l’erogazione di 105,8 Milioni di Euro, prevalentemente dal Fondo Europeo di Coesione e dal primo e secondo filare della PAC.

L’Europeismo polacco e il berlusconismo-d’alemiano italiano

Tuttavia, per il premier Tusk La situazione non è tutta rosea, dal momento in cui il rimpasto di Governo è stato necessario per rimpiazzare alcune importanti caselle rimaste vuote a causa di scandali, come quello di Slawomir Nowak: ex-Ministro dei Trasporti dimessosi per avere omesso dalla dichiarazione dei redditi un costosissimo orologio mostrato in pubblico.

Il Premier Tusk paga anche un crollo di consenso per la PO dovuto agli inizi della crisi che sta avvantaggiando i conservatori di Diritto e Giustizia: pronti ad una campagna elettorale per le prossime Elezioni Europee basate su toni euroscettici.

Con la decisione di affidarsi a nuovi Ministri giovani con esperienze europee, Tusk ha dimostrato non solo coraggio, ma anche la capacità politica di dare spazio ad energie nuove che, accompagnate all’esperienza dei più anziani, deve spingere la Polonia verso un’ancora più profonda integrazione nelle strutture UE per uscire dalla crisi il quanto prima possibile.

Il comportamento di Tusk deve fare riflettere sullo stato di avanzamento politico e culturale della Polonia: un Paese che, nell’Italia Governata dagli eterni Berlusconi e D’Alema -e dai troppi tuttologi che parlano senza essersi informati- è troppo spesso vituperato in maniera gratuita, bieca, grezza e, me lo si permetta, stolta.

Matteo Cazzulani

GAS: LA RUSSIA ATTACCA LA POLONIA COL GASDOTTO YAMAL-EUROPA II

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 3, 2013

Il Capo del monopolista statale russo del gas Gazprom, Alexei Miller, intima al Governo polacco la costruzione di un’infrastruttura concepita per contrastare il progetto di diversificazione delle forniture di oro blu per la Polonia. Pronta la risposta negativa del Governo di Varsavia

Il gasdotto s’ha da fare perché la Russia vuole mantenere il monopolio energetico e geopolitico nei Paesi dell’Unione Europea Centrale. Nella giornata di venerdì, 28 Giugno, il Capo del monopolista statale russo del gas Gazprom, Alexei Miller, ha dichiarato la necessità di lavorare alla realizzazione del Gasdotto Yamal-Europa II.

Il Capo di Gazprom -de facto una diretta emanazione del Cremlino- ha sottolineato come le forniture di gas che la Russia invia in Unione Europea attraverso la Bielorussia siano, secondo l’ottica di Mosca, le più sicure ed affidabili.

Inoltre, Miller ha invitato il Governo polacco a rispettare gli accordi firmati dalla compagnia EuRoPolGaz -controllata da Gazprom e dal colosso nazionale energetico polacco PGNiG- per la realizzazione del Yamal-Europa II, che prevede il transito del gas russo dalla Bielorussia alla Slovacchia attraverso la Polonia.

Pronta è stata la risposta del Ministro del Tesoro polacco, Wlodzimierz Karpinski, che ha ribadito come la Polonia non intenda per nulla procedere nella realizzazione del progetto, come, peraltro, dichiarato a più riprese dal Premier Donald Tusk.

La firma dell’accordo tra Gazprom e la EuRoPolGaz è avvenuto lo scorso 5 Aprile, a San Pietroburgo, alla totale insaputa del Governo polacco, tanto che lo stesso Premier Tusk ha dichiarato di essere venuto a conoscenza del fatto dalla lettura dei giornali.

Nonostante la posizione critica nei confronti dell’infrastruttura, l’allora Ministro del Tesoro, Mykolaj Budzanowski, e il Capo di PGNiG, Grazyna Piotrkowska-Oliwa, sono stati rimossi dal loro incarico.

Un’infrastruttura geopolitica

Concepito per veicolare gas russo dalla Bielorussia in Slovacchia attraverso la Polonia, il Yamal-Europa II contrasta con il progetto di diversificazione delle forniture di gas attuato dal Governo polacco per importare oro blu -proveniente sempre dalla Russia, ma commercializzato da compagnie UE- da Germania, Repubblica Ceca e Slovacchia.

Il Governo polacco ha puntato molto sulla realizzazione del mercato unico del gas UE, che prevede la messa in comunicazione dei Sistemi di Trasporto del Gas di tutti i Paesi dell’Unione.

Questo progetto è concepito dalla Commissione Europea per favorire la diversificazione delle forniture di Stati che, come la Polonia, sono fortemente dipendenti dagli approvvigionamenti dalla Russia.

Matteo Cazzulani

POLONIA: LA RUSSIA PROVOCA DIMISSIONI DEL MINISTRO PRO-SHALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 22, 2013

Il Premier polacco, Donald Tusk, dimissiona il Ministro del Tesoro, Mikolaj Budzianowski, per il mancato controllo sulla compagnia nazionale PGNiG durante la firma tra l’ente russo-polacco EuRoPolGaz ed il monopolista statale russo Gazprom di un contratto per la realizzazione della seconda parte del Gasdotto Yamal-Europa. In pericolo l’indipendenza energetica in Europa dal quasi monopolio del Cremlino.

Una questione complicata che ha portato ad una bufera politica nella capitale dello shale gas in Europa. Nella giornata di giovedì, 17 Aprile, il Premier polacco, Donald Tusk, ha dimissionato il Ministro del Tesoro, Mikolaj Budzianowski, per mancato controllo sulla compagnia energetica nazionale PGNiG.

La decisione di Tusk è stata presa in seguito all’esame di un rapporto preparato dal Ministro degli Interni, Bartlomej Sienkiewicz, sulla firma di un accordo tra il monopolista statale russo del gas, Gazprom, e la compagnia russo-polacca EuRoPolGaz -compartecipata al 50% ciascuno da PGNiG e Gazprom- per la realizzazione del secondo tratto del Gasdotto Yamal-Europa.

Dal rapporto si evince che il Ministro Budzianowski non è stato informato sulla stipula di un preaccordo che getta le basi per la costruzione di un’infrastruttura destinata ad incrementare il peso della Russia nel mercato energetico dell’Unione Europea -che dipende dalle forniture di Mosca per il 40% del fabbisogno continentale complessivo.

La seconda parte del Gasdotto Yamal-Europa è progettata per veicolare 15 Miliardi di metri cubi di gas russo all’anno dalla Bielorussia all’Ungheria tramite Polonia e Slovacchia.

Se realizzata, l’infrastruttura non solo aumenta la quantità di gas russo trasportata in UE, ma blocca la realizzazione del Corridoio Nord-Sud.

Il Corridoio Nord-Sud è stato progettato dalla Commissione Europea per collegare il rigassificatore di Swinoujscie, in Polonia, con quello di Krk, in Croazia, concepiti per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas dell’UE dal monopolio della Russia attraverso la ricezione di oro blu liquefatto da Qatar, Egitto, Norvegia, e Stati Uniti d’America.

Il Premier Tusk ha dichiarato che la mancanza di informazioni di Budzianowski ha caratterizzato un rischio per la sicurezza energetica della Polonia, tanto da sollevare dal l’incarico il Ministro.

Budzianowski, autore di una carriera fulminea nel giro di poco tempo, già in passato ha avuto posizioni discutibili in determinate questioni di sua competenza, come la gestione della situazione della compagnia aerea di bandiera polacca LOT.

Budzianowski è stato tuttavia uno dei più accesi sostenitori dell’avvio dello sfruttamento in Polonia del gas Shale: oro blu ubicato a bassa profondità estratto mediante sofisticate tecniche di fracking, ad oggi adoperate solo in Nordamerica.

Secondo diverse stime, la Polonia possiede il giacimento di shale più ricco d’Europa, il cui sfruttamento consentirebbe a Varsavia di azzerare la dipendenza dall’importazione di gas naturale dalla Russia.

Mosca, che ad oggi rifornisce l’82% del fabbisogno dell’economia polacca, sta conducendo una campagna contro l’estrazione di gas non-convenzionale in Europa, anche sostenendo movimenti ambientalisti ed una campagna di disinformazione sia sulle potenzialità, che sulle procedure di sfruttamento dello shale -che ha portato gli USA ad affermarsi nel mercato dell’Asia a discapito proprio dei piani di espansione di Mosca.

Il siluramento di Budzianowski, che ha caldeggiato l’avvio immediato dell’estrazione di shale in Polonia, rappresenta dunque un colpo ai progetti di indipendenza energetica di Varsavia, e più un generale dell’Unione Europea, dalla Russia.

Il nuovo ministro del Tesoro, Wlodzimierz Karpinski, ha dichiarato che la realizzazione della seconda parte del Gasdotto Yamal-Europa non rientra tra le iniziative del Governo polacco, che, in ambito energetico, mantiene l’intenzione di diversificare gli approvvigionamenti di energia dal monopolio della Russia.

La posizione poco chiara degli alleati di Governo di Tusk

Il Premier Tusk ha dichiarato il varo di un apposito Ministero dell’Energia per affrontare la questione in maniera attenta ed accurata.

La guida del nuovo Dicastero sarà concordata tra la Piattaforma Civica -PO, la Forza Politica di orientamento cristiano-democratico del Premier Tusk- e gli alleati di Governo del Partito contadino -PSL.

Proprio al PSL è legato un sospetto sulla questione che ha portato al dimissionamento di Budzianowski, in quanto la firma del memorandum tra Gazprom ed EuRoPolGaz per la realizzazione della seconda parte del Gasdotto Yamal-Europa è stata anticipata da un incontro tra il Capo PSL, Janusz Piechocinski, e il Direttore della compagnia russo-polacca, Miroslaw Dobrut.

Già in passato, esponenti del PSL si sono dimostrati inclini ad accettare ricatti energetici imposti dalla Russia alla Polonia, come il contratto per l’acquisizione del controllo dei gasdotti polacchi nel 2010-firmato dall’ex-Vicepremier, Waldemar Pawlak, poi bloccato dalla Commissione Europea- e la realizzazione del primo tratto del Gasdotto Yamal-Europa, nel 1993 -voluto dal PSL, allora membro di una coalizione di governo con i Socialdemocratici del SLD.

Matteo Cazzulani