LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

MISSILI NUCLEARI, RADAR A LUNGO RAGGIO E DIVIDE ET IMPERA ENERGETICO: LA RUSSIA CONTINUA A MINACCIARE L’OCCIDENTE

Posted in NATO, Russia by matteocazzulani on December 4, 2011

Il Presidente russo pronto al dislocamento di testate atomiche ai confini con l’UE se la NATO non rinuncia al proprio sistema missilistico difensivo. Il pressing di Mosca sulla Commissione Europea per tutelare gli interessi energetici del Cremlino, e le risposte dell’Europa Centrale

Il presidente russo, Dmitrij Medvedev

Mentre l’Europa è alle prese con il disperato tentativo di salvare l’Euro e la propria economia c’è chi posiziona le sue pedine, forse, pronto per lo scacco matto. Nella giornata di giovedì, Primo di Dicembre, il Presidente russo, Dmitrij Medvedev, ha preannunciato l’intenzione di dislocare missili nucleari nell’enclave di Kaliningrad – tra la Polonia e la Lituania – se la NATO continuerà nella costruzione dello scudo spaziale: progetto per tutelare l’Alleanza Atlantica da possibili attacchi di Iran e Corea del Nord, costituito da postazioni radar ed intercettori mobili – privi di capacità offensiva – in Romania, Turchia, e Polonia.

Parole serie, che, come riportato dai principali media internazionali, il Capo di Stato russo ha definito indipendenti dalle imminenti consultazioni elettorali. Del resto, la minaccia della costruzione di uno scudo spaziale alternativo è già stata avanzata dallo stesso Medvedev solo sei giorni or sono: all’indomani delle aperture NATO all’avvio dei negoziati per l’integrazione nell’Alleanza Atlantica della Georgia. Tuttavia, questa volta l’inquilino del Cremlino ha aggiunto fatti concreti, come l’installazione, sempre a Kaliningrad, di una postazione radar della categoria Voronezh-DM, capace di prevedere il lancio di missili ad una distanza di 6 Mila chilometri: tutta un’altra storia rispetto ai precedenti sistemi Dniepr, Darial, e Volga, il cui sguardo arrivava “solo” ai 4 Mila.

“Se la NATO entro i prossimi 8-10 anni non si accorda con noi, saremo costretti a dislocare testate nucleari non solo a Kaliningrad, ma anche in altre regioni strategicamente importanti per neutralizzare il sistema di Bruxelles – ha dichiarato Medvedev durante la cerimonia organizzata per il varo della struttura militare – non vorremmo, ma la risposta allo scudo dell’Alleanza Atlantica sarà graduale e ferma”.

Cosa abbia spinto i russi a rendere la città natale di Kant – Kaliningrad nei secoli 18 e 19 era tedesca, e si chiamava Konigsberg – un’enorme base militare, ed i Paesi confinanti un campo minato atomico, non è di certo uno scarno progetto difensivo -peraltro privo di capacità offensiva – concepito da un’Amministrazione americana democratica timorosa di decisioni forti in campo internazionale: una copia in salsa pacifista di quello precedentemente progettato dai repubblicani di George Bush, con postazione radar fissa in Repubblica Ceca, ed intercettori Patriot – questi si capaci di attaccare – in Polonia.

Tutto sta nella volontà di mangiare una pedina europea sempre più in crisi, anche e sopratutto sul piano energetico: magari con l’ausilio di influenti cavalli di Troia. Sempre giovedì, Primo di Dicembre, il Commissario Europeo all’Energia, Gunther Oettinger, è stato protagonista di un colloquio a Mosca con il paritetico Ministro russo, Sergej Shmatko, intenzionato a convincere il rappresentante di Bruxelles alla modifica immediata del Terzo Pacchetto Energetico. Questa legge UE è stata varata nel marzo 2010 per vietare ad enti registrati in Paesi extra-Unione il possesso dei gasdotti del Vecchio Continente: un provvedimento necessario per arginare l’espansione del monopolista russo, Gazprom, da tempo impegnato non solo nel mantenimento dell’egemonia sulle forniture di gas all’Europa, ma anche nella scalata ai sistemi infrastrutturali energetici dei singoli Stati.

Secondo quanto riportato da fonti russe, Oettinger avrebbe ceduto alle richieste di Shmatko, con la promessa di una pronta revisione del documento: a convincere il Commissario sarebbe anche l’incessante pressing esercitato dal Cancelliere tedesco, Angela Merkel, e dal Premier francese, Francois Fillon, a cui Medvedev ha espressamente richiesto un intervento in seno all’Unione Europea per tutelare gli interessi di Mosca. Versione smentita dall’Ufficio Stampa della Commissione, che, pur non negando le imbarazzanti posizioni dell’asse Berlino-Parigi, ha precisato come il rappresentante europeo abbia solo concesso una possibile applicazione pragmatica del Terzo Pacchetto per determinati casi, senza una sua totale riformulazione.

La Polonia punta sul nucleare. I Baltici sui rigassificatori

A reagire alla confusione diplomatica, ed alle minacce militari ed energetiche della Russia, ci hanno pensato singoli Paesi dell’Europa Centrale. La Polonia, dopo il varo di una politica finanziaria di tagli ed austerità, da cui esente è stato solo il settore della difesa, ha fissato per il 2020 l’avvio della prima centrale nucleare, da costruire entro tale data in uno dei tre siti sul Baltico – Zarnowiec, Choczewo, e Gaski – candidati ad ospitare un’infrastruttura definita fondamentale per l’indipendenza energetica di un Paese dipendente per l’89% dal gas di Mosca.

Inoltre, Varsavia ha pianificato strette relazioni in campo energetico con i Paesi Baltici: anche Lituania, Estonia, e Lettonia sono alle prese con la costruzione di rigassificatori per incrementare le importazioni di oro blu da Norvegia, Irak, e Qatar. Infine, venerdì, 2 Dicembre, Romania e Moldova hanno stabilito l’unificazione dei propri sistemi infrastrutturali energetici, con la costruzione di un nuovo gasdotto tra i due Paesi lungo 40 chilometri – 9 dei quali in territorio moldavo, finanziato dal budget di Bucarest e da un prestito d’eccezione concesso a Chisinau dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo.

Matteo Cazzulani

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GUERRA DEL GAS E SCUDO SPAZIALE: BIELORUSSIA, NATO, ED UE NEL MIRINO DELLA RUSSIA

Posted in Bielorussia, Guerra del gas, NATO, Russia by matteocazzulani on November 30, 2010

Gazprom cancella gli sconti per Minsk e pretende contratti a lungo termine con i Paesi europei. Medvedev minaccia una nuova corsa agli armamenti

Il presidente russo, Dmitrij Medvedev

La Russia a tutto gas. Nella giornata di martedì, 30 novembre, il capo del monopolista russo Gazprom, Aleksej Miller, ha preannunciato la revoca del tariffario di favore per l’oro blu esportato in Bielorussia.

Una decisione, concordata con il vice premier di Minsk, Vladimir Semashko, dalle sicure ripercussioni politiche, in un Paese che, il 19 dicembre, affronterà le lezioni presidenziali.

Nello specifico, Gazprom ha cancellato il coefficiente di sconto, accordato dal 2008 a Beltransgaz in cambio del possesso del 50% delle sue azioni fino al 2010. Scaduto tale accordo, come ha spiegato Miller, Mosca non ha alcuna intenzione di rinnovarlo.

Ma non solo la Bielorussia. Il monopolista russo si è detto favorevole a ridurre i costi di importazione per gli acquirenti europei. Condicio sine qua non: la sigla di un contratto a lungo termine. Esempio dell’atteggiamento desiderato dai russi, quello della Polonia, il cui colosso energetico PGNiG ha accettato un contratto che la lega al gas di Mosca fino al 2022.

Gazprom soddisfa il 25% della richiesta di oro blu dei 27 Paesi dell’Unione Europea. In seguito alla crisi economica del gennaio 2008, il monopolista russo è stato costretto a ritoccare al ribasso le tariffe di esportazione, anche per gli Stati del Vecchio Continente.

Una nuova Guerra Fredda

Il presidente USA, Barack Obama

Infine, dall’arma del gas a quella missilistica. Dinnanzi al Consiglio dei Delegati della Federazione Russa, il Presidente, Dmitrij Medvedev, ha ribadito la volontà di partecipare al progetto di scudo antimissilistico NATO solo come membro alla pari. Qualora tale condizione non sarà soddisfatta da Bruxelles, Mosca ha promesso di ripristinare una corsa agli armamenti, scongiurata dalla comunità internazionale.

Noto anche come scudo spaziale, il progetto USA è stato concepito dall’amministrazione Bush per tutelare l’Occidente da possibili attacchi balistici con una postazione radar in Repubblica Ceca, e batterie di missili Patriot in Polonia.

Malgrado la firma all’accordo dei due Stati dell’Europa Centrale, l’amministrazione Obama ha stravolto i piani. Dapprima, proponendo il dislocamento di vettori mobili, privi di testata, in Romania e Polonia. Poi, contestualizzando lo scudo nella NATO, con il coinvolgimento della Russia.

Che, nel frattempo, stando a diverse fonti, mantiene i propri Iskander nell’enclave di Kaliningrad. Al confine tra due Paesi UE.

Matteo Cazzulani

LA NATO CONFERMA: MACEDONIA E RUSSIA SI. GEORGIA ED UCRAINA NO.

Posted in NATO by matteocazzulani on November 16, 2010

Fog Rasmussen conferma porte aperte a Skopije, ma non a Tbilisi e Kyiv. Mosca invitata nel nuovo scudo spaziale

Il segretario generale della NATO, Anders Fog Rasmussen

A Lisbona come a Bucarest. Nella giornata di lunedì, 15 novembre, il Segretario Generale della NATO, Anders Fog Rasmussen, ha esposto le linee principali del vertice dell’Alleanza Atlantica, in programma nella capitale lusitana il 19-20 novembre. Tra esse, il via libera all’ingresso della Macedonia. Ma ancora porte chiuse a Georgia ed Ucraina.

Nulla di nuovo, dunque, rispetto al precedente summit di Bucarest. Che, nel maggio 2008, ha avuto la forza di superare l’opposizione della Grecia all’ingresso di Skopije, ma non quello della Russia all’integrazione di Tbilisi e Kyiv.

Una scelta non priva di conseguenze nei Paesi interessati. Dal momento in cui, pochi mesi più tardi, la Georgia non ha potuto contare sull’appoggio politico di Bruxelles durante l’aggressione militare subita dalle truppe del Cremlino.

In Ucraina, la coalizione arancione, allora alla guida del Paese con il secondo governo di Julija Tymoshenko, non ha potuto tener fede alla promessa di condurre il Paese nella NATO. Fino alla rinuncia dell’ingresso nell’Alleanza Atlantica come priorità della propria politica estera, certificato da un decreto approvato, la scorsa estate, dalla nuova amministrazione di Viktor Janukovych.

Proporio il presidente ucraino, invitato al vertice, sarà uno dei principali assenti a Lisbona. Al suo posto, Kyiv sarà rappresentata dal Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko.

Mosca parte del nuovo sistema di difesa missilistico

Il presidente USA, Barack Obama

Il summit NATO affronterà anche la nuova concezione di difesa missilistica, con il varo di un rinnovato sistema a cui parteciperà anche Mosca. A tale pro, Rasmussen ha affermato che NATO e Federazione Russa si scambieranno informazioni sui propri armamenti balistici, al fine di unirli, gli uni agli altri, nella realizzazione di una strategia condivisa.

Noto anche come Scudo Spaziale, la prima versione, proposta dall’amministrazione americana di George W. Bush, ha previsto l’installazione di una postazione radar in Repubblica Ceca, ed il dislocamento di intercettori Patriot in Polonia.

Malgrado gli accordi firmati coi due Paesi centroeuropei, che hanno attirato su Praga e Varsavia le ire di Mosca, la nuova presidenza di Barack Obama ha compiuto un clamoroso dietrofront, e proposto una versione soft del sistema, con missili disarmati, posizionati a rotazione in Romania e Polonia.

Successivamente, il presidente democratico ha contestualizzato la questione nell’ambito dell’Aleanza Atlantica, con il coinvolgimento della Russia. Che, secondo diverse fonti, manterrebbe i suoi missili Iskander nell’enclave di Kaliningrad, tra Lituania e Polonia.

Matteo Cazzulani