LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Guerra del Gas: Georgia sotto l’assedio di Gazprom

Posted in Georgia, Guerra del gas by matteocazzulani on March 12, 2016

Il Vice Premier georgiano, Kakha Kaladze, incerto sull’incremento delle importazioni di gas dalla Russia. L’opposizione denuncia la messa a repentaglio della sicurezza nazionale di Tbilisi



Varsavia – Il gas dalla Russia sì, anzi no, facciamo forse. Questa è la posizione che, nella giornata di venerdì, 4 Marzo, il Governo della Georgia ha assunto in seguito alla firma di un contratto per le forniture di gas con il colosso energetico dell’Azerbaijan SOCAR, avvenuta a poche ore dal fallimento della trattativa con il monopolista statale russo del gas Gazprom per l’incremento delle importazioni di oro azzurro dalla Russia.

Nello specifico, come dichiarato dal Vice Premier con delega all’Energia, Kakha Kaladze, l’aumento di ulteriori 463 milioni di metri cubi all’anno della qualità del gas che la Georgia già importa dall’Azerbaijan è dovuta alla rinuncia, non senza esitazioni, all’importazione di un volume maggiore di oro azzurro dalla Russia.

Nello specifico, Gazprom ha proposto alla Georgia l’incremento del volume di gas che il monopolista statale russo esporta in Armenia attraverso il territorio georgiano, sul quale Tbilisi è autorizzata a trattenere il 10% come forma di pagamento dei Diritti di transito.

Inoltre, Gazprom ha proposto al Governo georgiano la rinegoziazione della forma di pagamento per il gas che la Georgia trattiene sul suo territorio, passando dall’attuale interscambio con i Diritti di transito al versamento di una somma proporzionata ai miliardi di metri cubi di oro blu russo importati all’anno da Tbilisi.

Incerta, dinnanzi alla proposta, è stata la reazione di Kaladze, che dopo avere avviato trattative con i vertici di Gazprom per cercare una mediazione con le richieste di Mosca ha finito per rigettare l’offerta, mantenendo invariate le condizioni attuali.

A contribuire alla decisione definitiva di Kaladze sono stati due fattori. In primis, il timore di mettere a repentaglio la sicurezza energetica della Georgia replicando lo scenario del 2006. Allora, la Russia tagliò le forniture di gas dirette al mercato georgiano -al tempo fortemente dipendente dalle importazioni da Mosca- dopo che Tbilisi ebbe rinunciato ad un incremento delle tariffe di importazione imposto da Gazprom senza preavviso.

Come pronta risposta, l’allora Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, denunciò la condotta di Gazprom come politicamente motivata allo scopo di destabilizzare il Governo georgiano ed impedire l’integrazione della Georgia nella comunità Euroatlantica. Inoltre, Saakashvili promosse una politica di diversificazione delle forniture di gas, avviando importazioni di oro azzurro da Azerbaijan ed Iran per decrementare la dipendenza di Tbilisi da Gazprom.

Un’altra motivazione alla base della decisione di Kaladze è stata una protesta molto partecipata organizzata dal Movimento Popolare Unito -UNM- la principale forza dell’opposizione, di orientamento moderato, alla quale ha appartenuto Saakashvili. 

Nello specifico, l’UNM ha criticato il Governo per mettere a repentaglio la sicurezza nazionale del Paese e smantellare la politica energetica di Saakashvili.

A supportare le critiche dell’opposizione è l’atteggiamento che il Governo ha assunto sulla questione energetica dal 2012, quando al potere salì Sogno Georgiano -GD- la coalizione centrista capeggiata da Bidzina Ivanishvili: imprenditore con stretti legami di affari con la Russia.

Fin dall’inizio dell’attività del nuovo Governo, Kaladze ha cercato a più riprese di incrementare le importazioni di gas dalla Russia, dovendo tuttavia rinunciare dinnanzi alle esose condizioni che il monopolista statale russo ha imposto al Governo georgiano ad ogni occasione.

Ivanishvili come Yanukovych

Oltre alla condotta accomodante nei confronti di Mosca, a preoccupare in Georgia è anche un vertiginoso regresso in materia di democrazia e rispetto dei Diritti Umani registratosi dalla salita al potere di GD per mezzo di un uso selettivo della Giustizia per fini politici.

Nel 2014, l’ex-Premier, Vano Merabishvili, e l’ex-Sindaco di Tbilisi, Gigi Ugulava, entrambi esponenti di spicco del UNM, sono stati arrestati in seguito a processi costruiti su prove fabbricate ad hoc per eliminare due dei principali leader dell’opposizione dalla scena politica georgiana.

Inoltre, a finire nel mirino della giustizia georgiana è stato lo stesso Saakashvili, accusato, subito dopo la fine del suo mandato alla Presidenza del Paese, di abuso d’ufficio: una accusa generica, tradizionalmente utilizzata dai regimi autocratici nel Mondo ex-sovietico per perseguire gli avversari politici.

Accusata di abuso d’ufficio dopo un processo-farsa, e condannata a sette anni di reclusione più tre di interdizione dai pubblici uffici, è stata anche Yulia Tymoshenko: ex-Premier e leader dello schieramento democratico filo europeo ucraino finita vittima, assieme ad altri dissidenti, della giustizia selettiva dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych tra il 2010 e il 2014.

Oggi, sia Saakashvili che Tymoshenko vivono il libertà in Ucraina: l’ex-Presidente georgiano è stato nominato Governatore della Regione di Odessa, mentre l’ex-Premier ucraina è stata liberata, e pienamente riabilitata nel 2014, dopo la deposizione di Yanukovych.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Putin avvia l’offensiva energetica in Georgia e Lettonia

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 14, 2015

Il Vicepremier georgiano supporta l’incremento di importazioni di gas russo e concorda con il monopolista statale russo del gas Gazprom la realizzazione di un gasdotto attraverso Armenia ed Abkhazia. Il Governo lettone applica la legge UE per tutelare la sicurezza energetica del Paese



Varsavia – L’inverno si avvicina, la Russia riavvia l’offensiva energetica nello spazio ex-sovietico, con tanti alleati autoctoni e molti amici “di peso” in Europa. Nella giornata di sabato, 10 Ottobre, il Vicepremier georgiano, Kakha Kaladze, ha affermato la necessità di incrementare le importazioni di gas russo per diversificare le forniture di gas della Georgia, che, ad oggi, provengono quasi interamente dall’Azerbaijan.

Kaladze, ex calciatore del Milan che nel Governo georgiano ricopre anche la funzione di Ministro dell’Energia, ha inoltre dichiarato che, sulla base di un incontro avuto il 25 Settembre con il Capo del monopolista statale russo del gas Gazprom, Alexei Miller, Russia e Georgia stanno valutando l’ipotesi di realizzare un gasdotto dalla Federazione Russa al terminale di Poti attraverso l’Armenia e l’Abkhazia, regione georgiana militarmente occupata da Mosca dal 2008.

Pronte alle dichiarazioni di Kaladze, esponente di spicco della coalizione centrista Sogno Georgiano, sono arrivati i commenti del Movimento Popolare Unito, principale forza dell’opposizione che ha accusato il Governo di mettere a serio repentaglio la sicurezza nazionale georgiana incrementando la dipendenza di Tbilisi dalle forniture di un Paese, la Russia, che ha aggredito militarmente la Georgia e continua ad occuparne porzioni di territorio in piena violazione degli accordi internazionali.

Il Movimento Popolare Unito ha inoltre contestato Sogno Georgiano -forza di Governo fondata dal miliardario Bidzina Ivanishvili, sospettato di strette relazioni di affari con la Russia- di demolire la politica energetica dell’ex-Presidente Mikheil Saakashvili, Capo di Stato filo europeo che, per rendere la Georgia il meno dipendente possibile dalla Russia, ha rafforzato la cooperazione energetica con l’Azerbaijan.

A sostenere le preoccupazioni dell’opposizione georgiana sono gli accordi che la Russia ha già firmato in Georgia con il beneplacito del Governo di Tbilisi, come l’acquisizione, il 29 Dicembre 2014, della compagnia Petrocas Energy, strettamente collegata al terminale di Poti.

Da ricordare è anche lo spostamento forzato della zona di occupazione delle truppe russe in Georgia, che lo scorso Luglio hanno avanzato la loro presenza in territorio georgiano per inglobare un tratto dell’oleodotto Baku-Supsa, attraverso il quale l’olio dell’Azerbaijan viene trasportato in Europa.

Oltre che in Georgia, l’attivismo energetico russo è forte anche in Lettonia, dove Gazprom possiede il 49% della compagnia nazionale lettone Latvijas Gaze, finendo così per influenzare la politica energetica di un Paese membro dell’Unione Europea e della NATO.

Nella giornata di Domenica, 11 Ottobre, il Ministero dell’Economia lettone ha preparato un piano di esproprio e messa in vendita delle quote della Latvijas Gaze possedute da Gazprom in nome del Terzo Pacchetto Energetico, legge dell’Unione Europea che vieta il possesso congiunto di gas e gasdotti da parte di un solo operatore extraeuropeo.

Con l’iniziativa, la Lettonia è il terzo Paese del Baltico, dopo Estonia e Lituania, ad attuare la legge europea per eliminare il controllo di Gazprom nel settore energetico nazionale, un’arma di cui la Russia si avvale per destabilizzare Paesi appartenenti o vicini alla comunità Euroatlantica, come anche Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Moldova ed Ucraina.

Gabriel incontra i vertici Gazprom nonostante le sanzioni

Tuttavia, l’esistenza di una legge UE che metterebbe al sicuro i Paesi dell’Unione Europea dall’offensiva energetica della Russia non impedisce ad alcuni importanti Paesi dell’Unione di attuare una politica energetica bilaterale con Mosca, come, ad esempio, la Germania.

Come riportato dall’autorevole agenzia di informazione PAP, il Vice Cancelliere tedesco, Sigmar Gabriel, ha incontrato il Capo di Gazprom Miller nella giornata di sabato, 10 Ottobre, per discutere di nuovi progetti energetici per rafforzare la cooperazione bilaterale tra Russia e Germania.

Nello specifico, Gabriel ha discusso il raddoppio del Nordstream, gasdotto realizzato nel 2012 sul fondale del Mar Baltico per veicolare gas russo direttamente in Germania bypassando i Paesi dell’Europa Centro Orientale che appartengono all’UE ed alla NATO.

Il Nordstream, criticato dai Paesi del Gruppo Adriatico-Baltico-Mar Nero -associazione di Paesi dell’Unione Europea composta da Polonia, Croazia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lituania, Lettonia, Estonia, Romania, Austria, Slovenia e Bulgaria- non dovrebbe essere realizzato a causa delle sanzioni che l’Occidente ha imposto alla Russia in seguito all’annessione militare della Crimea e all’occupazione dell’Ucraina orientale.

Inoltre, il Nordstream rappresenta una violazione del principio di solidarietà europea, a cui la Germania tanto si è appellata in merito alla questione dei migranti, dimenticando di stare agendo in maniera unilaterale in ambito energetico a discapito dell’interesse dei Paesi dell’Europa Centro Orientale, su cui la Russia da sempre coltiva aspirazioni espansionistiche.

Matteo Cazzulani

Analista politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

GEORGIA: EUROPA E USA LE PRIORITA’ ASSOLUTE IN POLITICA ESTERA

Posted in Georgia by matteocazzulani on March 14, 2013

Il Parlamento georgiano approva un documento di compromesso tra la coalizione di maggioranza Sogno Georgiano del Premier, Bidzina Ivanishvili, e la minoranza dell’Unione Popolare del Presidente Mikheil Saakashvili. L’importanza di Tbilisi per la realizzazione della politica di diversificazione delle forniture di gas di Bruxelles dal quasi monopolio della Russia.

Il leader di Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili

Il leader di Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili

Una soluzione di compromesso che sancisce l’orientamento occidentale della Georgia, pur non senza scongiurare del tutto il pericolo di un inglobamento di Tbilisi nella sfera di influenza della Russia. Nella giornata di giovedì, 7 Marzo, il Parlamento georgiano ha approvato una risoluzione che pone l’Occidente come principale obiettivo della politica estera georgiana.

Nello specifico, la Georgia riconosce l’integrazione nella NATO e nell’Unione Europea una priorità assoluta, e sancisce la firma dell’Accordo di Associazione con l’UE, e la liberalizzazione del regime dei visti con Bruxelles, obiettivi strategici da perseguire nel più breve tempo possibile.

Con gli Stati Uniti d’America, Tbilisi ha preventivato il mantenimento della cooperazione fissata dalla Carta di Partnership Strategica, che finora ha regolato gli stretti rapporti tra Washington e la Georgia.

Capitolo particolare è quello dedicato alla Russia, con cui la Georgia ha stabilito di non riavviare rapporti diplomatici per via della permanenza dell’esercito russo in Abkhazia e Ossezia del Sud: regioni georgiane occupate da Mosca, nonostante il veto della Comunità Internazionale, in seguito all’aggressione militare dell’Agosto 2008.

Il Parlamento ha stabilito l’integrità territoriale della Georgia come obiettivo fondamentale della politica estera georgiana, ed ha sancito l’impossibilità di stabilire rapporti diplomatici con quei Paesi che riconoscono l’Indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud -oltre alla Russia, che ha dichiarato unilateralmente l’indipendenza dei territori occupati alla fine del conflitto armato del 2008, anche Venezuela, Nicaragua e gli atolli di Nauru, Vanatu e Tuvalu.

Il documento approvato dal Parlamento è frutto di un compromesso tra la coalizione di maggioranza Sogno Georgiano del Premier, Bidzina Ivanishvili, e l’Unione Popolare di opposizione del Presidente, Mikheil Sakashvili.

Sogno Georgiano ha rinunciato al ridimensionamento della Georgia da player geopolitico mondiale a soggetto regionale.

L’Unione Popolare, dal canto suo, ha sacrificato la messa al bando dell’integrazione della Georgia nella Comunità di Stati Indipendenti e in altre strutture internazionali coordinate dalla Russia per sancire l’egemonia politica ed economica del Cremlino nel Mondo ex-Sovietico.

Le linee-guida della politica estera georgiana mantengono vivo il ruolo di Tbilisi come Paese di transito del gas che l’Unione Europea ha progettato di importare direttamente dall’Azerbaijan.

Attraverso la Georgia passa infatti il Gasdotto del Caucaso del Sud: infrastruttura che veicola il gas azero da Baku -capitale dell’Azerbaijan- a Tbilisi, e che termina in territorio turco, dove il carburante sarà immesso nel Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- per essere trasportato alle porte del’UE.

Il mantenimento da parte di Tbilisi del ruolo da protagonista nella politica energetica dell’Unione Europea -varata dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dalla Russia, le cui forniture di oro blu coprono già il 40% del fabbisogno complessivo continentale- passa dunque da legami stretti con l’Azerbaijan.

In tale direzione, lunedì, 11 Marzo, è stato realizzato un gasdotto nella regione di Bolnisi, nell’Est del Paese, per incrementare le forniture di gas azero in Georgia. Alla cerimonia ufficiale hanno partecipato il Ministro dell’Energia georgiano, Kakha Kaladze, e il Capo del colosso energetico dell’Azerbaijan SOCAR, Rovnag Abdullayev.

Scontro PPE-Ivanishvili sui Diritti Umani

Oltre alla geopolitica, anche energetica, a tenere banco nei rapporti tra l’Europa e la Georgia è anche l’accusa di mancato rispetto dei Diritti Umani e della Democrazia mossa al Premier Ivanishvili da alcuni Parlamentari del Partito Popolare Europeo.

23 Deputati della prima forza politica per numeri del Parlamento Europeo, di orientamento cristiano-democratico, hanno criticato il Premier georgiano per avere costretto Parlamentari dell’opposizione a passare tra le fila della maggioranza.

Ivanishvili è stato contestato anche per avere esercitato pressioni su media e televisioni indipendenti, e per avere utilizzato la la magistratura contro alcuni esponenti di spicco dell’entourage del Presidente.

Secca è stata la risposta del Premier Ivanishvili -l’uomo più ricco di Georgia- che ha definito la posizione come vergognosa, ed ha promesso una riposta immediata.

Matteo Cazzulani

GEORGIA: EX CALCIATORE DEL MILAN A CAPO DEL MINISTERO DELL’ENERGIA

Posted in Georgia by matteocazzulani on October 18, 2012

Il terzino della squadra meneghina, Kakhaber Kaladze, nominato alla guida del delicato Dicastero, fondamentale per la sicurezza energetica del Paese e dell’Unione Europea. Le incognite legate alla politica estera del nuovo Premier georgiano, Bidzina Ivanishvili. 

Il Ministro dell’Energia georgiano, l’ex-calciatore Kakhaber Kaladze

Da difensore di una delle squadre di calcio più titolate d’Europa a garante della sicurezza energetica europea. Nella giornata di martedì, 16 Ottobre, l’ex calciatore del Milan, Kakhaber Kaladze, è stato nominato Ministro dell’Energia dal nuovo Premier georgiano, Bidzina Ivanishvili.

Secondo i piani, il terzino del Milan – che ha guidato le liste nazionali di Sogno Georgiano, la forza politica del Premier – avrebbe dovuto essere nominato Ministro degli Affari Regionali e delle Infrastrutture, ma Ivanishvili, a sorpresa, gli ha affidato la guida di uno dei Ministeri più delicati dello Stato georgiano.

Al momento della sua nomina, Kaladze ha dichiarato di non avere molta esperienza nel settore, ma ha promesso il massimo impegno per non tradire la fiducia del Premier georgiano.

Tra i progetti preventivati, l’ex-terzino del Milan ha progettato la costruzione su larga scala di centrali idroelettriche per assicurare al Paese uno sviluppo sostenibile con le congiunture economiche e con il rispetto dell’ambiente.

A prescindere dalle centrali idroelettriche, il ruolo di Kaladze sarà sopratutto quello di gestire uno snodo infrastrutturale fondamentale per gli equilibri energetici dell’area e, sopratutto, per la sicurezza energetica dell’Unione Europea.

In Georgia transita infatti il Gasdotto del Caucaso del Sud: un’infrastruttura che veicola gas dalla capitale dell’Azerbaijan, Baku, al porto turco di Ceyan, da dove, attraverso altre condutture – il Gasdotto Transanatolico TANAP, il Nabucco e il Gasdotto Transadriatico TAP – l’oro blu azero sarà trasportato direttamente in Europa.

Finora, la sicurezza del Gasdotto del Caucaso del Sud è stata garantita dal Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, in virtù dei buoni rapporti mantenuti con l’Europa. Resta ancora un interrogativo invece quale sarà la politica energetica di Ivanishvili.

Secondo indiscrezioni, il neoeletto Premier ha stretti contatti con la Russia, e nulla escluderebbe possibili concessioni a Mosca anche sul piano della politica del gas.

Per mantenere la propria egemonia sul mercato dell’energia europeo, il monopolista del gas russo, Gazprom – posseduto per metà dal Cremlino – contrasta i piani della Commissione Europea volti a diversificare le forniture di carburante tramite il trasporto diretto in Europa di gas azero.

Se la preannunciata normalizzazione dei rapporti tra Tbilisi e Mosca dovesse andare oltre al semplice ristabilimento di relazioni diplomatiche – rotte dall’aggressione militare russa nelle regioni georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud nell’Agosto 2008 – ed interessare anche la questione del gas, portando ad una riconsiderazione del ruolo geopolitico della Georgia, nulla esclude che Kaladze potrebbe trovarsi a gestire una situazione complicata e delicata, da cui dipende la sicurezza dell’intera Unione Europea.

La transizione democratica in Georgia

Nelle Elezioni Parlamentari georgiane di lunedì, Primo di Ottobre, la coalizione Sogno Georgiano ha ottenuto la maggioranza del Parlamento con 85 seggi, lasciando alla forza di governo uscente, il Movimento Nazionale Unito del Presidente Saakashvili, 65 mandati presso l’Assemblea monocamerale nazionale.

Nel suo programma, Ivanishvili – uomo più ricco di Georgia, che ha costruito le sue ricchezze tra Russia e Francia – ha promesso il mantenimento del vettore occidentale come priorità della sua politica estera, ma ha anche sottolineato la necessità di ristabilire rapporti diplomatici con la Russia.

Salito al potere nel 2003 dopo avere guidato il processo democratico in Georgia, noto come Rivoluzione delle Rose, Saakhashvili ha portato Tbilisi al raggiungimento degli standard europei sul piano economico, amministrativo e politico.

Dopo la sua sconfitta, il Presidente georgiano ha saputo garantire la transizione democratica dei poteri al nuovo Gabinetto dei Ministri, e, tramite la restituzione della cittadinanza nazionale, ha permesso ad Ivanishvili di poter essere nominato alla guida del Governo nazionale.

Matteo Cazzulani

IVANISHVILI ALLA PRIMA: IMPEACHMENT PER SAAKASHVILI, BUONI RAPPORTI CON UE, NATO E RUSSIA

Posted in Georgia by matteocazzulani on October 3, 2012

Il Leader della formazione vincitrice delle Elezioni Parlamentari georgiane, Sogno Georgiano, invita il Capo dello Stato a dimettersi prima che la nuova maggioranza avvii provvedimenti atti al suo sollevamento. In politica estera, il paperone di Tbilisi promette relazioni privilegiate con Bruxelles, Mosca e Azerbaijan 

Il leader di Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili

La classe politica che ha reso la Georgia una democrazia europea sarà azzerata, e Tbilisi passerà dall’essere un attore mondiale al diventare un player regionale. Nella giornata di martedì, 2 Ottobre, il leader dell’Opposizione georgiana Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili, ha presentato le prime linee-guida del suo operato dopo avere vinto le Elezioni Parlamentari del giorno precedente.

Il primo atto promesso da Ivanishvili, che ancora non ha sciolto le riserve sul nome del Premier, né su quello dello Speaker del Parlamento – alla guida dell’Assemblea Legislativa potrebbe essere eletto l’ex-calciatore del Milan, Kakhaber Kaladze: capolista di Sogno Georgiano – è l’avvio di una procedura di impeachment nei confronti del suo rivale, il Presidente Mikheil Saakashvili.

Secondo quanto dichiarato dal leader di Sogno Georgiano, il Capo dello Stato, in carica fino al 2013 – e pronto, come dichiarato ufficialmente, a nominare un Esecutivo proposto da Ivanishvili – ha chiaramente ricevuto una dimostrazione di sfiducia nelle urne dal suo popolo e, per questa ragione, sarà compito della nuova maggioranza invitare il Presidente ad abbandonare il suo posto prima della scadenza anticipata del suo mandato.

Senza lasciare spazio nemmeno alla rielezione di Ministri dell’attuale esecutivo, Ivanishvili ha inoltre assicurato un cambiamento moderato della Georgia in politica estera.

Da attore mondiale – come ha cercato di rendere il suo Paese Saakashvili grazie ai rapporti diretti con gli USA, l’Europa ed altre importanti realtà della geopolitica del pianeta – Tbilisi diventerà un player regionale che mira sempre all’integrazione con UE e NATO, ma presta attenzione anche ai rapporti coi vicini dell’area caucasica, a partire da Russia ed Azerbaijan.

In aggiunta, il Leader di Sogno Georgiano ha dichiarato la volontà di riportare sotto il controllo di Tbilisi le regioni georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud, strappate a Tbilisi dalla Russia nell’Agosto 2008 in seguito ad un’aggressione militare che, come riportato dall’autorevole Trend, Ivanishvili ha ritenuto essere stata preparata da Mosca da circa 200 anni.

Varie sono state le reazioni della Comunità Internazionale alle prime parole di Ivanishvili. L’Ambasciatore USA a Tbilisi, Richard Norland, si è complimentato con i georgiani per la dimostrazione di democrazia data con lo svolgimento di elezioni regolari, e ha dichiarato l’intenzione di Washington di mantenere i buoni rapporti con la Georgia finora mantenuti da Saakashvili.

Soddisfazione per la vittoria di Sogno Georgiano è stata espressa dalla Russia, che per voce del Presidente della Commissione per le relazioni con i Paesi CSI, Leonid Slutsky, ha sottolineato l’occasione che ha ora Ivanishvili per migliorare un rapporto tra Tbilisi e Mosca definito come totalmente ostile.

Per questa ragione, il politico russo ha invitato il Leader della nuova maggioranza ad opporsi strenuamente a Saakashvili.

Critiche sono state sollevate dal Presidente del Partito Popolare Europeo, Wilfried Martens, che, dopo essersi complimentato con Saakashvili per aver reso la Georgia una democrazia europea, ha giudicato l’invito espresso da Ivanishvili alle sue dimissioni un atto di offesa dei principi democratici che hanno permesso all’opposizione di ottenere la maggioranza del Parlamento.

“L’invito [di Ivanishvili alle dimissioni di Saakashvili, n.d.a.] è totalmente inaccettabile, ed è un attacco diretto alla democrazia ed allo Stato di Diritto – riporta la nota PPE – Mi aspetto che quei politici europei che tanto si sono affrettati a congratularsi con Ivanishvili lo invitino ad un immediato dietrofront”.

I due protagonisti della politica georgiana

Uomo più ricco di Georgia – 146 nel rating Forbes – con un passato di business tra Russia e Francia – di cui possiede la cittadinanza – Ivanishvili ha vinto le Elezioni Parlamentari georgiane di Domenica, Primo di Ottobre, con il 53% dei voti. Il Partito del presidente Saakashvili, il Movimento Nazionale Unito, è invece rimasto fermo al 41%.

Saakashvili ha amministrato il Paese per otto anni, dal 2003, anno in cui egli stesso ha guidato il processo democratico nonviolento georgiano, passato alla storia come Rivoluzione Delle Rose.

Tra i risultati ottenuti dal Presidente: l’ammodernamento del sistema economico, giuridico e democratico della Georgia, che da repubblica post-sovietica è diventata rapidamente uno Stato candidato alla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE.

A provocare la caduta dei consensi nei confronti di Saakashvili – ampiamente sostenuto dal suo popolo anche durante l’aggressione militare della Russia dell’Agosto 2008 – è stato uno scandalo legato a violenze perpetrate nelle carceri da parte delle forze di polizia, scoppiato in maniera misteriosa a pochi giorni dal voto, ma capace di discreditare agli occhi degli elettori il Governo uscente.

Matteo Cazzulani

GEORGIA: SAAKASHVILI RICONOSCE LA SCONFITTA ELETTORALE

Posted in Georgia by matteocazzulani on October 2, 2012

Il Presidente georgiano ammette la vittoria dello schieramento guidato dal miliardario Bidzina Ivanishvili e si dice pronto a collaborare con la nuova maggioranza parlamentare. I risultati ottenuti da un Capo di Stato che ha puntato su Europa ed Occidente per rinnovare il suo Paese

Il presidente georgiano, Mikheil Saakashvili

Gli hanno dato dell’autocrate, persino del fascista, ma Mikheil Saakashvili è riuscito nell’impresa di trasformare la Georgia in un Paese europeo sul piano economico, giuridico e, infine, anche democratico. Nella tarda mattinata di martedì, 2 Ottobre, all’indomani di Elezioni Parlametari di importanza storica, il Presiente Georgiano ha ammesso la sconfitta del suo Partito, il Movimento Nazionale Unito.

In un messaggio alla nazione, Saakashvili ha riconosciuto la vittoria della coalizione Sogno Georgiano, retta dal miliardario Bidzina Ivanishvili: 146esimo tra i piu ricchi secondo la Forbes. Questo volto nuovo della politica georgiana con se porterà in Parlamento vecchie conferme e qualche novità, come l’ex-Presidente, Eduard Shevernadze e l’ex-calciatore del Milan, Kakhaber Kaladze.

Saakashvili lascia dietro di se un’eredità importante per la Georgia. Salito al potere dopo avere guidato il processo democratico nonviolento georgiano, passato alla storia come Rivoluzione Delle Rose, il Presidente georgiano è riuscito ad evolvere il Paese da lui guidato dallo status di repubblica post-sovietica con un alto tasso di corruzione in un moderno stato europeo.

In otto anni di sua Amministrazione, Saakashvili si è dapprima incentrato sulle riforme economiche e giuridiche. In secondo luogo, ha dotato la Georgia di un sistema democratico, che, forse beffardamente, ha sancito la sua uscita di scena.

Saakashvili paga otto anni di governo durante i quali la gente comune ha avvertito pochi cambiamenti, ignorando quanto la ristrutturazione dello Stato secondo moderni criteri europei, e l’avvicinamento politico alla NATO e all’Unione Europea – per cui il Presidente si è speso con coerenza – abbiano migliorato la Georgia, portandola a un passo dalla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE.

Il Presidente georgiano esce in seguito ad uno scandalo legato a violenze nelle carceri esploso in maniera poco chiara a pochi giorni dalle elezioni. Nulla prima d’ora aveva scalfito la sua popolarità: nemmeno l’aggressione militare della Russia dell’Agosto del 2008, e la conseguente annessione alla Federazione Russia delle Regioni georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud.

Chi è Ivanishvili e la sua importanza per la politica del gas UE

Per la Georgia, arriva ora il momento di Ivanishvili: un vero e proprio interrogativo per chi osserva gli eventi a Tbilisi.Di lui si sa solo lo status economico – è il georgiano più ricco del Paese – e il passato speso, dopo gli studi econimici a Tbilisi, tra la Russia e la Francia, di cui possiede la cittadinanza.

Il paperone della Georgia, che con tutta probabilità guiderà il Governo – che in base ad una modifica della Costituzione dal Dicembre 2013 assorbirà molti dei poteri oggi esercitati dal Presidente – ha promesso di non intaccare il cammino del Paese verso UE e NATO, ma ha anche dichiarato di voler migliorare i rapporti con la Russia.

Nelle mani di Ivanishvili restano anche delicati equilibri energetici, come la realizzazione del piano di diversificazione delle forniture di gas approntato dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dalla Russia.

L’Unione Europea vede proprio nella Georgia un importante Paese di transito in cui costruire importanti gasdotti, la cui costruzione è stata sostenuta dall’Amministrazione Saakashvili. Nulla finora chiarifica quale sarà l’orientamento sul piano del gas di Ivanishvili, se non la sua promessa elettorale di mantenere il Paese tra Occidente ed Oriente.

Matteo Cazzulani