LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Julija Tymoshenko ricorre ai valori europei. Anche la Corte d’Appello la lascia in prigione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 13, 2011

Rigettato anche il ricorso in Appello per la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica. Gli avvocati dell’ex-Primo Ministro al Legno Storto, presente all’udienza:”In Ucraina non c’e speranza, l’Europa ci aiuti”.

Cambia la location, ma non la musica: niente Liberta per Julija Tymoshenko, richieste della difesa respinte, e calpestati i diritti europei e dei giornalisti.

Nella giornata di venerdì, 12 Agosto, la Corte di Appello di Piazza Solomojs’ka ha respinto il ricorso della difesa della Leader dell’Opposizione Democratica, assente in un aula gremita purtroppo non solo da giornalisti e militanti di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko: collaboratori della Procura hanno occupato posti riservati ai reporter, costretti, così, a restare fuori dalla seduta. Ma non il Legno Storto, a cui l’Avvocato dell’Anima della Rivoluzione Arancione, Jurij Sukhov, si e rivolto.

“L’Ucraina e territorio europeo, e su di esso la democrazia e calpestata. Una situazione tipica di un regime illiberale, che con le tradizioni di Liberta del Vecchio Continente non ha nulla a che fare. Dovete aiutarci”.

Una dichiarazione in linea con la strategia della difesa, che, nella richiesta di liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica, si e appellata proprio al Diritto Internazionale, alla Carta Fondamentale dei Diritti dell’Uomo, ed alla risoluzione del Parlamento Europeo, che ha invitato le Autorità a smettere i processi politici ai danni di una decina di politici del campo arancione.

Motivazioni prive di sostanza secondo il magistrato, che ha negato il ricorso, suscitando la protesta fervente dei Deputati Nazionali presenti.

“In Ucraina non c’e più speranza per la Leader dell’Opposizione Democratica – ha dichiarato l’altro difensore, Mykola Siryj – resta la Corte Europea, ma i tempi sono lunghi”.

“L’Europa deve fare pressione sull’Ucraina – ha illustrato al Legno Storto Serhij Vlasenko, l’ex avvocato di Julija Tymoshenko, eliminato nel
processo regolare da una decisione del giovane giudice, Rodion Kirejev – e ricordarle che appartiene al Consiglio d’Europa: questo significa che non si può processare, arrestare, e detenere in isolamento la principale esponente dell’Opposizione per il solo sospetto di abuso d’ufficio [l’ex Primo Ministro e imputata anche per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje nel corso delle trattative del gas nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin].

Incrementa la tendopoli arancione

Un trattamento esagerato, contro cui la difesa si e più volte schierata, senza ottenere ascolto dalla Corte. Cosi ha dichiarato – sempre al Legno Storto – Oleksandr Turchynov, il braccio destro di Julija Tymoshenko.

“L’unica misura e tenere duro – ha continuato – Ieri una nostra proposta di incriminare gli sponsor dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, e stata rigettata: questo evidenzia la natura politica del processo. Ma non ci abbattiamo – ha terminato – Julija Tymoshenko, dalla prigione, e noi dalla piazza, dove, nella tendopoli arancione continuiamo a restare, fino a quando Giustizia, Democrazia, Liberta ed Occidente non torneranno a caratterizzare la società in Ucraina”.

Nella tendopoli, sul centrale Khreshchatyk, i sostenitori di Julija Tymoshenko sono saliti a 200 stabili. Ai gazebo di Bat’kivshchyna, Front Zmin, Narodnyj Ruch, Narodna Samooborona, e Hromad’jans’ka Pozycija si sono aggiunti quelli di Nasha Ukrajina e della Jevropejs’ka Partija, gli altri partiti che hanno aderito al Comitato di Difesa dalla Dittatura, un cartello elettorale per contrastare le attuali autorità, insieme in nome dell’ex-Primo Ministro.

Matteo Cazzulani

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JULIJA TYMOSHENKO IMBAVAGLIATA: MARITO E FIGLIA I SUOI NUOVI AVVOCATI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 9, 2011

Il giudice, Rodion Kirejev, impedisce alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina la possibilità di porgere domande al testimone dell’accusa e, per due volte, la richiesta delle Autorità religiose di liberazione dall’isolamento, in cui è detenuta dallo scorso venerdì, 5 Agosto. Ammessi marito e figlia come difensori. La reazione dell’Ambasciatore UE e l’unità del campo arancione

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dopo il bavaglio e le manette una misera ricompensa che la dice lunga sulla regolarità del processo. Nella giornata di lunedì, 9 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko si è vista negare la possibilità di interrogare il testé, il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko: persona importante, in quanto Ambasciatore a Mosca nel periodo delle trattative del gas con la Federazione Russa del gennaio 2009, nel corso delle quali l’ex-Primo Ministro avrebbe compiuto un abuso d’ufficio per cui è ora imputata – assieme all’accusa, ad esso correlata, di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje.

L’ordine del giovane giudice, Rodion Kirejev, è stato accolto con sollievo dall’accusa, i cui precedenti testimoni hanno – con la sola eccezione del Primo Ministro, Mykola Azarov – evidenziato l’innocenza di Julija Tymoshenko. Inoltre, il PM ha rigettato ben due richieste di liberazione dell’anima della Rivoluzione Arancione dalla detenzione in isolamento, giudicata una misura illiberale e troppo severa per le imputazioni: la prima è stata esposta dall’avvocato difensore, Jurij Sukhov, la seconda, invece, dai vertici della Chiesa Ortodossa del Partiarcato di Kyiv, di quella battista-evangelica, di quella Romano-Cattolica, ed appoggiata dall’incaricata governativa per la Difesa dei Diritti Umani, Nina Karpachova.

Infine, forse per compensare tali decisioni impopolari, Kirejev ha accettato una terza istanza circa la riammissione nel team della difesa dell’avvocato precedentemente escluso Mykola Siryj, e del marito e della figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, e Jevhenija Karr: il Codice Giuridico ucraino consente ai famigliari di ricoprire il ruolo di avvocato pur non essendo legali di professione – del resto è così anche per l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, altra vittima di un processo politico, detenuto in isolamento, e difeso dalla moglie – e, nel caso del’Anima della Rivoluzione, si tratta di una misura indispensabile, dal momento in cui solo agli stretti parenti di chi è detenuto in massima sicurezza sono permesse visite giornaliere, che, ora, sono l’unico momento utile per concordare la strategia difensiva.

Ambasciatore UE: “Julija Tymoshenko processata per avere salvato l’Europa”

Una situazione molto poco occidentale che ha turbato la platea, composta da giornalisti, deputati nazionali di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – e rappresentanti delle ambasciate di Francia, USA, Germania, e Svezia. Oltre ad essi, l’Ambasciatore dell’Unione Europea, José Manuel Pintu Teixeira, che, sconvolto, ha abbandonato la seduta anzitempo, e, all’autorevole Dzerkalo Tyzhnja, sottolineato come Julija Tymoshenko sia processata de facto per aver salvato l’Europa da un’ennesima possibile Guerra del Gas con la Russia, realmente ad un passo dalla chiusura dei rubinetti.

Reazione anche dalla piazza, dove, malgrado il divieto delle Autorità e la pressione delle forze speciali di polizia, i sostenitori dell’ex-Primo Ministro accampati sul centrale Khreshchatyk hanno raggiunto quota 200, e trascorso la terza notte nella tendopoli installata presso il Tribunale Pechers’kyj. Inoltre, i Partiti dell’Opposizione Democratica hanno ufficializzato la creazione del Comitato di Difesa dalla Dittatura: un cartello elettorale composto, oltre che da Bat’kivshchyna, anche dal Narodnyj Rukh di Borys Tarasjuk, dal Front Zmin di Arsenij Jacenjuk, dalla Hromad’jans’ka Pozycija di Anatolij Hrycenko, da Nasha Ukrajina di Viktor Jushchenko, da Narodna Samooborona di Jurij Lucenko, dalla Jevropejs’ka Partija di Mykola Katerynchuk, e da Reformy i Porjadok dell’attuale Primo Ministro del governo-ombra, Serhij Soboljev.

E stato lui ad indicare la prima mossa comune del neonato cartello elettorale: la convocazione di una seduta straordinaria della Verkhovna Rada per chiedere conto del processo a Julija Tymoshenko al referente del Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile di un procedimento, giudicato anche a livello internazionale – dall’Occidente, e persino dai russi – politicamente motivato.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: VIKTOR JUSHCHENKO PROBALILE NUOVO PREMIER

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 24, 2011

Secondo indiscrezioni, il Presidente, Viktor Janukovych, nominerebbe il suo predecessore alla guida del governo. Julija Tymoshenko critica il rafforzamento dei poteri del Capo dello Stato

L'ex presidente ucraino, Viktor Jushchenko

L’inciucio colpisce ancora. Nella giornata di mercoledì, 23 Febbraio, si è fatta sempre più insistente la voce circa la possibile nomina da parte del presidente Ucraino, Viktor Janukovych, del suo predecessore, Viktor Jushchenko, a Capo del Governo.

Ad esserne convinto, il Segretario della Jevropejs’ka Partija, Mykola Katerynchuk, già alleato del Presidente emerito. A supporto, l’immunità di cui starebbero godendo gli ex-Ministri vicini a Jushchenko.

A differenza di quelli dell’entourage della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, colpiti da arresti politici, e provvedimenti giudiziari.

“Ha tradito il Majdan, i valori liberal-patriottici, ed il popolo ucraino. Non mi stupisce”. Così sul Capo di Stato emerito l’ex-titolare egli Interni, Jurij Lucenko.

Detenuto in isolamento, il politico ha ricordato l’episodio dell’agosto del 2006, quando Jushchenko, in cambio di suoi uomini in ministeri-chiave, ha nominato Janukovych Primo Ministro. Alleandosi con l’avversario sconfitto, solo due anni prima, con la pacifica Rivoluzione Arancione.

L’unica contraria all’inciucio, allora ed oggi, Julija Tymoshenko, coerentemente fedele alla battaglia per un’Ucraina giusta, democratica, Indipendente, ed europea.

Verso un più stretto presidenzialismo

La Leader dell’Opposizione Democratica non ha commentato l’indiscrezione di Katerynchuk, preferendo concentrarsi sul progetto di modifiche costituzionali, con cui Janukovych sta cercando di aumentare i poteri del Capo dello Stato.

“E’ una manovra. Al dittatore non basta una dittatura” ha commentato dalla sua pagina Twitter.

Lecito ricordare che, durante la scorsa campagna presidenziale, Julija Tymoshenko — sconfitta per pochi voti — ha proposto cambiamenti opposti alla Carta Suprema, al fine di rafforzare il Parlamento.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: 500 DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA SULLA JEVROPEJS’KA PLOSHCHA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 7, 2010

Bat’kivshchyna, Svoboda e la Jevropejs’ka Partija al fianco di imprenditori e lavoratori, contro il Codice Fiscale di Janukovych. Coordinatore della dimostrzione convocato in procura. La protesta si sposta on-line

La protesta dell'Opposizione Democratica. FOTO 5 KANAL

Cambia il luogo, non la sostanza. In 500 si sono radunati sulla Jevropejs’ka Ploshcha per protestare contro il Codice Fiscale, nella giornata di lunedì, 6 dicembre. La dimostrazione, inizialmente programmata sul Majdan Nezalezhnosti, ha visto la partecipazione di militanti dell’Opposizione Democratica, alla difesa di un ceto, cruciale per una ripresa economica di cui l’Ucraina necessita, dopo anni di crisi.

In particolare, a sosenere la manifestazione, Bat’kivshchyna — la forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko — Svoboda, e la Jevropejs’ka Partija. A rappresentare la principale forza dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Turchynov, il braccio destro della Lady di Ferro ucraina. Intervenuto dal palco, Turchynov ha ribadito che scopo della protesta non è solo la cancellazione del Codice Fiscale, ma anche le dimissioni del governo, ed elezioni anticipate.

Assenti, invece, il Capo di Svoboda, Oleh Tjahnybok, ed il Coordinatore della dimostrazione, Oleksandr Danyljuk. Il primo, bloccato a Luhans’k. Il secondo — come il primo — convocato in procura per interrogatori.

Protesta via etere

Inoltre, la Corte Amministrativa della Capitale ha avviato un procedimento contro i 10 mila che, dal 22 novembre al 3 dicembre, hanno installato sul Majdan una tendopoli, per dimostrare contro il provvedimento. Per questa ragione, i dimostranti hanno deciso di interrompere la manifestazione, e continuarla attraverso i social media.

Lecito ricordare che il contestato Codice Fiscale prevede l’incremento della pressione su piccola e media impresa, per compensare sgravi ai grandi indistriali, sponsor del Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, il sistema di tassazione più liberale d’Europa, come lo ha definito Azarov, introduce la responsabilità del lavoratore, il monitoraggio della sua attività, ed il divieto di associazione in azioni comuni per i sindacati.

Approvato in Parlamento a ritmo di forza dalla maggioranza, senza possibilità per l’Opposizione Democratica di apportare emendamenti, ha provocato la protesta di 10 mila persone, accorse nella piazza centrale della Capitale da tutte le province del Paese.

Rinviato all’esame della Rada, una nuova versione è stata votata in definitiva, con solo alcuni cambiamenti di facciata, introdotti da Janukovych in persona.

Successivamente, un’azione di forza della polizia ha sgomberato il Majdan. Una reazione alla protesta non violenta dei dimostranti

Matteo Cazzulani