LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: AL VIA LA CAMPAGNA ELETTORALE CON AGGRESSIONE A UN GIORNALISTA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 31, 2012

Presentate le liste dei candidati alle consultazione parlamentare da parte del Partija Rehioniv e dell’Opposizione Unita Bat’kivshchyna, con qualche sorpresa e molte conferme. Aggredito il noto reporter della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, prima del congresso del Partito del Potere, al quale non hanno potuto partecipare i rappresentanti della stampa

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Prima una collisione tra la sua moto e la potente Escort nera, poi la lite vis a vis con una guardia del corpo di un parlamentare, culminata con il sequestro illegale dell’Iphone con cui il noto cronista della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, aveva filmato l’accaduto. E’ con questa scena che nella giornata di lunedì, 30 Luglio, si è aperto il Congresso del Partija Rehioniv, nel quale il partito del potere – a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, quasi tutti i Ministri e i governatori degli enti locali – ha stabilito i nomi da inserire nella lista che concorrerà alle prossime Elezioni Parlamentari.

Ospiti sgraditi della kermesse sono stati i giornalisti. Oltre all’aggressione a Nayem – che già in passato è stato minacciato direttamente dal Presidente Janukovych per avere indagato sull’utilizzo del danaro pubblico da parte del Capo dello Stato per la costruzione della lussuosa villa a Mezhyhir’ja – gli operatori della stampa si sono visti negare l’ingresso nell’enorme edificio affittato dal Partija Rehioniv a Kyiv.

Solo i delegati hanno potuto potuto entrare. Essi, dopo circa mezz’ora, hanno potuto visionare la composizione della lista compilata precedentemente dal politbiuro e, in perfetto stile sovietico, hanno ratificato la decisione con una votazione bulgara.

Tra i primi candidati del listino del Partija Rehioniv figurano il Premier, Mykola Azarov, il Vicepremier, Serhij Tihipko, il Segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale, Andrij Kljujev, e il Capogruppo in Parlamento, Oleksandr Jefremov. A sorpresa, al secondo posto del listino è stata inserita la cantante Tajisa Povalij, che ha dedicato il suo discorso di investitura ad una dichiarazione di assoluta fedeltà al Presidente Janukovych: presente al Congresso nonostante il ruolo di garante della Costituzione da lui ricoperto avesse previsto la sua assenza.

Totalmente differente è apparsa la situazione nel Congresso dell’Opposizione Democratica, che si presenta alle urne come Opposizione Unita “Bat’kivshchyna” – “Patria” in ucraino. La presentazione del listino – composto anch’esso nelle sedi di partito e ratificato all’unanimità dei delegati – è avvenuta in strada, con la presenza della stampa, nel cuore del mattino a pochi passi dal Parlamento, dove poche ore più tardi è stata convocata una seduta plenaria urgente.

A guidare la lista dell’Opposizione Unita sarà Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro e carismatica leader della Rivoluzione Arancione, di recente arrestata per motivi politici. Seguono l’ex-Speaker del Parlamento, Arsenij Jacenjuk, l’ex-Vice Premier Oleksandr Turchynov, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: anch’egli detenuto in carcere dopo un processo politico dalla dubbia regolarità.

A sorpresa, l’Opposizione Unita – che con tutta probabilità vedrà cancellata la candidatura della Tymoshenko e di Lucenko per via della loro reclusione – ha candidato anche la moglie dell’ex titolare del dicastero degli Interni, Iryna Lucenko, e il Direttore della televisione TVi, Mykola Knjazhyc’kyj, su cui di recente le Autorità ucraine hanno aperto un fascicolo che potrebbe portare alla chiusura di uno dei pochi canali indipendenti rimasti in Ucraina.

Oltre alla presentazione dei nominativi che compongono le liste, i congressi sono stati anche l’occasione per l’illustrazione dei programmi che le due principali forze politiche – date dai sondaggi appaiate a circa il 20% ex aequo – intendono realizzare in Parlamento. Il Partija Rehioniv, che Governa dal Marzo 2010, ha promesso l’innalzamento del PIL al 5%, stabilità finanziaria e politica, miglioramento dell’immagine dell’Ucraina nel Mondo, e l’integrazione di Kyiv sia con la Russia che con l’Europa.

L’Opposizione Unita ha invece promesso la lotta ad ogni forma dei monopolio in ogni settore dell’economia nazionale, detassazione nei confronti della popolazione, innalzamento degli stipendi minimi per alcune categorie – impiegati, medici, insegnanti ed accademici – facilitazione dell’erogazione dei crediti per gli agricoltori, procedura di impeachment per il Presidente Janukovych, e ripresa del cammino di integrazione con l’Europa con la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – che Bruxelles ha congelato dopo l’arresto politico della Tymoshenko.

L’incognita dei brogli, dell’uninominale e il precedente del 2002

Le Elezioni Parlamentari ucraine rappresentano anche un importante test per l’Ucraina, a cui sono legati i destini geopolitici di Kyiv. Infatti, se la consultazione dovesse essere caratterizzata da brogli ed irregolarità a favore delle Autorità governative – come già accaduto nel corso delle Amministrative del 2010 – l’Ucraina vedrebbe chiusa per sempre la possibilità di entrare in Europa e di avvicinarsi all’Occidente in tempi brevi.

Qualora la consultazione dovesse svolgersi in maniera regolare, a decidere la maggioranza politica potrebbe essere l’esito della consultazione nei i collegi uninominali, nei quali sono eletti la metà dei Parlamentari. Molti tra i candidati indipendenti che prendono parte alla consultazione possono infatti scegliere se entrare a far parte di una o dell’altra coalizione.

Nel 2002, l’ultimo anno in cui in Ucraina si è votato con simile sistema, i candidati eletti nell’uninominale hanno aderito in massa allo schieramento filo-presidenziale, e hanno così consegnato all’allora Capo di Stato, Leonid Kuchma, la maggioranza nonostante le urne avessero consegnato più voti al Partito di opposizione liberale e filo-occidentale Nasha Ukrajina, guidato dal futuro presidente arancione Viktor Jushchenko.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: DOPO L’EUROPARLAMENTO, ANCHE FREEDOM HOUSE E COMMISSIONE EUROPEA CRITICANO JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 16, 2011

Per l’ONG americana, autoritarismo dinnanzi al mancato rispetto di libertà di stampa, parola, associazione, mancata lotta alla corruzione, ed elezioni non libere. Bruxelles scettica sull’Accordo di Associazione

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

L’Occidente è sempre più stanco di Janukovych, ma a Kyiv ancora non l’hanno capito. Nella giornata di martedì, 14 Giugno, l’autorevole ONG Freedom House ha espresso forte turbamento per l’accentramento di potere da parte del Capo di Stato ucraino, una situazione definita espressamente come primo passo verso l’autoritarismo.

Nello specifico, il rapporto annuale della ONG impegnata nella difesa di Democrazia e Libertà nel Mondo ha criticato la repressione di giornalisti, media, oppositori politici, restrizioni delle libertà di parola e riunione, ed elezioni di nuovo irregolari, dopo la parentesi arancione.

Una squalifica a tutto campo, che ha spinto il Direttore Esecutivo, David Kramer, ad invitare Unione Europea ed USA ad innalzare l’attenzione verso il regresso della democrazia a Kyiv, e ad offrire aiuto per ivi rafforzare libertà di stampa e società civile.

Pronta la giustificazione delle autorità, con la rappresentante dello staff presidenziale, Hanna Herman, sicura nell’assicurare che in Ucraina molti passi in avanti sono stati fatti proprio grazie ai tanti poteri nelle mani del Presidente, Viktor Janukovych.

A smentirla, il Vice-Presidente di Bat’kivshchyna – il principale partito dell’Opposizione Democratica – Hryhorij Nemyr’ja, che ha illustrato come sotto l’amministrazione governante siano iniziati processi a carico di esponenti del campo arancione e patriottico, tra cui la Leader, Julija Tymoshenko, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: rispettivamente confinata in Patria, e detenuto in isolamento, come un carnefice.

Associazione Ucraina-UE a rischio

Oltre a Freedom House, organizzazione con sede in USA con 70 anni di storia alle spalle, un accorato appello anche dalla Commissione Europea, che, con una nota, ha dichiarato di eseguire le direttive richieste dalla risoluzione di condanna della repressione delle opposizioni in Ucraina, votata dal Parlamento Europeo lo scorso martedì, 9 Giugno.

In particolare, Bruxelles ha evidenziato come le autorità di Kyiv abbiano firmato una road map per la sigla dell’accordo di associazione con l’UE in cui si sono impegnati a rispettare democrazia e libertà: principi innegoziabili, il cui mancato rispetto pregiudica l’inizio della cooperazione con l’UE.

Quella della Commissione è una risposta alle dichiarazioni di Oleksandr Jefremov, Capogruppo alla Rada del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il presidente, il premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – secondo cui la risoluzione dell’Europarlamento – proposta da Partito Popolare Europeo, Alleanza dei Liberali e Democratici Europei, e verdi – può non essere presa in considerazione dalle autorità ucraine.

Lecito ricordare che a favore del documento di condanna dei processi politici a danno di Julija Tymoshenko e Jurij Lucenko hanno votato popolari, liberali, ed ecologisti, astenuti i conservatori, contraria la sinistra e l’Alleanza progressista dei Socialisti e dei Democratici Europei, che collabora proprio con il Partija Rehioniv.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA CONTRO GLI ACCORDI DI KHARKIV

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 19, 2011

Il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna richiede la cancellazione del contratto con cui il Presidente, Viktor Janukovych, ha garantito il prolungamento della permanenza dell’esercito russo sul suolo ucraino. Protesta la Maggioranza.

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Il gas infiamma la politica ucraina. Nella giornata di lunedì, 18 Aprile, il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna ha registrato una mozione per la cancellazione degli Accordi di Kharkiv.

Una richiesta per il bene del Paese, come evidenziato dal Capogruppo della principale forza dell’Opposizione Democratica alla Rada, Ivan Kyrylenko, con cui si richiede l’annullamento di patti onerosi per l’acquisto di gas russo.

Pronta la risposta di Oleksandr Jefremov, suo pari ruolo del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – che ha bollato come catastrofico l’annullamento del contratto.

Concorde lo Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn, che ha illustrato come esso possa essere cancellato solo previa approvazione di uno nuovo.

Contrario anche Aleksej Miller, Capo del monopolista russo, Gazprom, che ha definito l’accordo in essere come il più vantaggioso possibile per un Paese, l’Ucraina, che non appartiene all’Unione Doganale con Russia, Bielorussia, e Kazakhstan.

Gli Accordi di Kharkiv sono stati stretti il 27 Aprile 2010 dai Presidenti ucraino e russo, Viktor Janukovych, e Dmitrij Medvedev, per ribassare la bolletta del gas per Kyiv. Un risibile ritocco, pagato a caro prezzo sul piano politico, con la concessione del prolungamento della permanenza della Flotta Russa del Mar Nero in Crimea, fino al 2042.

La maggioranza ha giustificato tale passo con la necessità di rivedere il patto precedente, siglato, il 19 Gennaio 2009, tra i due Primi Ministri, Julija Tymoshenko e Vladimir Putin.

Con esso, l’Ucraina ha accettato di pagare l’oro blu di Mosca a prezzi di mercato. In cambio, ha ottenuto l’annullamento della clausola Prendi o Paga – che ha obbligato Kyiv a comprare una cospicua quantità di gas, a prescindere dal suo effettivo utilizzo. E, sopratutto, ha potuto trascorrere un inverno finalmente al caldo. Dopo anni di Guerre del Gas con la Russia.

L’ex-Capo di Stato dietro i contratti del 2009

Inoltre, come evidenziato sugli schermi di TVI dal Deputato Nazionale di Bat’kivshchyna, Serhij Vlasenko, le condizioni onerose sono state necessarie a causa dell’azione di disturbo della compagnia RosUkrEnergo.

Intermediario nella compravendita di gas russo, fortemente voluto dall’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, ma escluso da trattative precedenti a quelle del 2009.

Tuttavia, per tali accordi la Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, è stata accusata dalla Procura Generale, che sta indagando per Abuso d’Ufficio.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: COMPAGNI DI JANUKOVYCH SE LA PRENDONO CON SOROS E BEREZOVSKIJ

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 15, 2011

Collaboratori del Capo di Stato ucraino accusano il filantropo americano ed il magnate russo di aver finanziato le proteste degli imprenditori sul Majdan Nezalezhnosti dello scorso Novembre. Il fondo Vidrodzhennja: “Patologia mentale”. Il Leader della protesta organizza una nuova dimostrazione

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

L’intramontabile paura dell’occidentale. Ed il preoccupante terrore per il dissenso. Questo quanto, nella giornata di giovedì, 14 Aprile, ha mosso l’esponente della maggioranza di governo, Oleksandr Jefremov, ad accusare il filantropo americano, George Soros, di fomentare manifestazioni in Ucraina.

Nello specifico, il Capogruppo in Parlamento del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha contestato Soros, ed il magnate russo Boris Berezovskij, di organizzare uno scenario nordafricano anche in Ucraina.

Ipotesi rilanciata dalla forza politica, una cui fonte, dalle colonne dell’autorevole Segodnja, ha investito i due del ruolo di sponsor del Majdan degli imprenditori. La manifestazione, che, lo scorso Novembre, ha portato in piazza, a Kyiv, 10 mila tra piccoli e medi industriali, artigiani, studenti e sindacati. Uniti nel protestare contro una riforma del fisco iniqua, che toglie loro risorse in favore dei grandi industriali – sponsor del Partija Rehioniv.

Un’accusa politica

Pronta la risposta dei diretti interessati. Il Direttore del Fondo internazionale Vidrodzhennja, Jevhen Bystryc’kyj, ha escluso ogni coinvolgimento del suo presidente – Soros per l’appunto – e qualsiasi contatto con gli organizzatori d una protesta spontanea ed apartitica.

“Quella del Partija Rehioniv – ha risposto Bystryc’kyj – pare una patologia. Si tende a discreditare le ONG internazionali nel Paese – ha continuato – per trovare un capro espiatorio su cui addossare tutte le responsabilità di una gestione della Cosa Pubblica non ottimale”.

Nega anche il Leader dell’Associazione Syl’na Sprava, Oleksandr Danyljuk, che ha ribadito come la sua ONG non sia supportata, né vicina ad alcuna forza politica. In aggiunta, ha confermato l’organizzazione di una nuova manifestazione generale contro il Codice Fiscale voluto da Governo e Capo dello Stato.

Anche questa volta, senza i Dollari di Soros.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’EUROPA A DIFESA DELLA LINGUA DI SHEVCHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 29, 2011

La Commissione di Venezia condana il progetto di legge della maggioranza sull’elevazione del russo a lingua nazionale. Lite all’interno della maggioranza, con i Parlametari del Partija Rehioniv contro lo Speaker della Rada

Il Poeta Nazionale Ucraino, Taras Shevchenko

Giù le mani dalla lingua ucraina. Categorico l’appello della Commissione di Venezia, al termine della visita in Ucraina.

Secondo la Commissione del Consiglio d’Europa per la Democrazia ed il Diritto, con sede nella località lagunare, promuovere il russo in Ucraina avrebbe effetti complicati sulla società.

In particolare, su quella fetta della popolazione che, dopo secoli di russificazione forzata, zarista e comunista, sta lentamente riscoprendo, ed apprezzando, la lingua di Shevchenko — Taras, il Poeta Nazionale Ucraino.

Crisi nella maggioranza filorussa

Seppur non vincolanti, le conclusioni del Consiglio d’Europa hanno mosso le acque all’interno della maggioranza.

Bersaglio principale, lo Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn, che ha invitato la Commissione ad esprimersi sul progetto di Legge che propone il riconoscimento del russo, al pari dell’Ucraino, a lingua di Stato.

Su tutte le furie il firmatario del provvedimento, il capogruppo alla Rada del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefremov. Il quale, secondo indiscrezioni, avrebbe alzato i toni con i rappresentati del Consiglio d’Europa.

Critico anche il compagno di Partito, Vadym Kolesnichenko, che ha accusato i diplomatici di non avere prestato ascolto alla maggioranza.

A rispondere al simpatico Parlamentare, che ritiene il Legno Storto un giornaletto da Parrocchia, ed il redattore della Voce Arancione uno studentello di Padova, il Deputato Nazionale dell’Opposizione Democratica, Jaroslav Kendz’or.

“Gli inviati della Commissione — ha evidenziato l’esponente di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona — sono rimasti sorpresi dalla presenza di solo il 15% delle scuole in lingua ucraina nel Donbas. Da qui — ha concluso — la legittima deduzione che nel Paese la lingua nazionale va difesa”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: E’ DISCUSSIONE SUL PROVVEDIMENTO ANTI-CORRUZIONE DI VIKTOR JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 16, 2011

Niente regali per le Alte Cariche dello Stato di valore superiore al 50% della paga minima. Protesta l’Opposizione per le misure troppo morbidi. Julija Tymoshenko denuncia il Governo per dati truccati

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Un provvedimento contro o per la corruzione. E’ su questo gioco sintattico che si installa il dibattito sulla Legge anti-corruzione in Ucraina. Un provvedimento, fortemente voluto dal Capo di Stato, Viktor Janukovych, approvato in Seconda Lettura alla Rada nella giornata di martedì, 15 Marzo.

Secondo gli ultimi emendamenti, le Alte Cariche dello Stato — Presidente, Premier, Vice-Premier, Deputati nazionali, Speaker del Parlamento, ed altri funzionari della Rada — non potranno ricevere regali superiori al 50% del valore dello stipendio minimo.

Un limite che, in caso di donazioni ad esso superiori, obbliga il destinatario a denunciarlo, e a consegnarlo nelle mani dell’Amministrazione Statale.

Pronta la protesta delle Opposizioni, le cui proposte di modifica al documento sono state tutte respinte. L’ex-Speaker del Parlamento, di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, Arsenij Jacenjuk, ha contestato le misure troppo soft. Per questo, il Deputato Nazionale ha bollato il provvedimento come una legge per, e non contro, la corruzione.

Scontro sull’inflazione

Attivo anche il principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna. La sua Leader, Julija Tymoshenko, ha denunciato il Governo per aver falsificato i dati sull’inflazione per esigenze di bilancio.

L’esposto è stato consegnato in Procura, in seguito dell’ennesimo interrogatorio a cui l’anima della Rivoluzione Arancione — confinata in Patria — è costretta da una magistratura non imparziale.

“Hanno ingannato la gente — ha dichiarato Julija Tymoshenko — l’inflazione non si è attestata all’8%. Ma al 42%. Senza che pensioni e paghe sociali — ha concluso — siano aumentate, come da noi voluto [Parlamentari di Bat’kivshchyna, n.d.a]”.

Nessuna fretta, invece, per la maggioranza — comunisti, Narodna Partija Ukrajiny, e Partija Rehioniv, la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del consiglio dei Ministri — forte dei 330 consensi su 450 ottenuti sul provvedimento anti-corruzione.

Come spiegato dal capogruppo del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefremov, il documento, in terza, ed ultima lettura, attende una sicura approvazione.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’OSCE DIFENDE LA LINGUA DI SHEVCHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 15, 2011

Il Commissario alle Minoranze invita le Autorità ucraine a non approvare una legge che rischia di aumentare le tensioni sociali. Criche dall’Opposizione Democratica e dall’Accademia Mohyljans’ka di Kyiv

Il Poeta Nazionale Ucraino, Taras Shevchenko

Tutelare chi parla la Lingua Nazionale. Questo è l’invito con cui l’Organizzazione Mondiale per la Sicurezza e lo Sviluppo si è rivolto al Parlamento ucraino.

Una richiesta che, in altri Paesi, potrebbe sembrare bizzarra. Ma non in Ucraina, dove la maggioranza ha presentato un disegno di legge per diminuire l’utilizzo della lingua di Shevchenko — Taras, il Poeta Nazionale Ucraino — in nome dei diritti delle minoranze linguistiche.

Come rilevato dall’OSCE, la proposta non tutela affatto chi non parla ucraino. Anzi, è destinata ad aggravare dissidi e scollamento nella società. Qualora il provvedimento fosse approvato, il Paese resterebbe privo di un unico idoma utilizzato nelle occasioni ufficiali. Con inevitabili ripercussioni anche sul piano amministrativo.

Inoltre, come evidenziato nella lettera, firmata dal Commissario OSCE per le Minoranze Nazionali, Knut Vollebek, la Legge sulla Lingua penalizzerebbe chi, sopratutto nelle regioni occidentali, l’ucraino lo utilizza correntemente.

Concorde il principale gruppo alla Rada dell’Opposizione Democratica, il Blocco-Tymoshenko-Bat’kivshchyna, che ha promesso ostruzionismo al momento della lettura in aula del ddl.

Contro la continua russificazione

Come sottolineato dal Deputato Nazionale BJuT, Volodymyr Javorivs’kyj, il provvedimento, anziché tutelare le vere minoranze nazionali, rafforza l’uso del russo, molto diffuso tra la popolazione, in seguito alle feroci campagne di russificazione, operate sulle Rive del Dnipro da zaristi e sovietici.

Non a caso, i firmatari del ddl sono il Capo dei comunisti, Petro Symonenko, il Parlamentare del Blocco Lytvyn, Serhij Hrynevec’kyj, ed Oleksandr Jefremov, Capogruppo del Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Parere contrario, anche dall’Istituto di linguistica Potebnja, quello di Lingua Ucraina NANU, e dalla prestigiosa Accademia Kyivo-Mohyljans’ka.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: CONTINUA IL REGRESSO DEMOCRATICO. BILANCIO IMPOSTO ALLA RADA, UOMO DEL PRESIDENTE A CAPO DELLA BANCA NAZIONALE, ED ENNESIMO ARRESTO POLITICO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 23, 2010

Approvazione lampo del budget statale, che favorisce gli oligarchi a danno di piccola e media impresa. L’Opposizione Democratica critica sulla dilatazione delle uscite. Uomo di Janukovych a capo della finanza nazionale. Ancora un ex-ministro di Julija Tymoshenko in carcere

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Una manovra da circa 3 mila Hryvnje in mezzora. Senza nemmeno il parere della Commissione Bilancio. Così la maggioranza ha approvato il bilancio 2011. Un documento pesante, che incrementa la pressione fiscale su piccola e media impresa, per compensare sgravi ai grandi imprenditori, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Nello specifico, previste entrate per 281. 464. 879, 4 mila Hryvnie, Le uscite, 321. 948. 850, 3, in aumento rispetto alla quota prefissata. Il deficit, 38. 843. 000 mila Hryvnje, ha rispettato il 3,1% imposto da Janukovych ad Azarov.

In favore della manovra, 279 Parlamentari, sui 298 registrati. Tutti della maggioranza – comunisti, Partija Rehioniv, Blocco Lytvyn, ed alcuni indipendenti. Assenti i Deputati Nazionali del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona. Protesta, per il mancato esame degli emendamenti da loro presentati.

Come sottolineato dal Primo Ministro del governo-ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev, il progetto è ritagliato ad hoc per i grandi industriali, a discapito del ceto medio, e degli strati meno abbienti. Inoltre, l’esponente del BJuT-Bat’kivshchyna ha rilevato come il bilancio non tenga conto dell’incremento di gas e beni di consumo. Previsto, a tal misura, da indurre persino economie crescenti, come India e Cina, a manovre più caute.

Di parere opposto, il capogruppo del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefemovv, che si è detto fiducioso nel miglioramento delle condizioni economiche, ha bollato i colleghi dell’Opposizione Democratica come isterici, ed ha spiegato come un bilancio ideale non esista.

Un uomo del Presidente presiede la Banca Nazionale. Ancora arresti di esponenti dell’Opposizione Democratica

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Prima del bilancio, un’altra decisione di rilievo. 282 Parlamentari, sempre della maggioranza, hanno confermato la nomina alla guida della Banca Nazionale ucraina di Serhij Arbuz. Proposto da Janukovych, il giovane banchiere è stato già vice del suo predecessore, Volodymyr Stel’makh, prontamente nominato consigliere del Presidente. Appartenente al circolo delle oligarchie di Donec’k, è vicino al Partija Rehioniv.

Preoccupata la celebre compagnia Goldman Sachs, che ha sottolineato come Arbuz, pronto a sostenere le operazioni di off-shore dei grandi industriali, possa provocare una svalutazione della Hryvnja, con gravi ricadute per l’economia ucraina.

Allarme ignorato dalle Autorità. Le quali, oltre che in economia, hanno continuato le operazioni di terrore politico. Nella mattinata, è stato arrestato l’ex Vice Ministro dell’Economia, Jevhen Kornijchuk. Ufficialmente, per appalti truccati, concessi dalla compagnia statale energetica, Naftohaz. In realtà, l’ennesimo provvedimento contro personalità vicine all’ex Primo Ministro, Julija Tymoshenko, ora Leader dell’Opposizione Democratica.

Oltre al principale di Kornijchuk, Bohdan Danylyshyn, in prigione sono anche l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Inoltre, sulla stessa Julija Tymoshenko è stato aperto un processo politico. Con l’accusa, senza prove, di utilizzo di fondi per la riduzione del CO2 al pagamento delle pensioni. Peraltro, in un periodo di crisi economica.

Procedimento giudiziario anche per l’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko. Infine, ospite della procura per frequenti interrogatori, il braccio destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Vice Leader di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: DOPO LA NOTTE DI SANGUE, BAT’KIVSHCHYNA BOICOTTA AD OLTRANZA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 17, 2010

L’Opposizione Democratica risoluta dopo l’agguato subito nella notte. Lo Speaker denuncia la presenza di armi in aula. La maggioranza da la colpa ai media

Il vice leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Chi accende lumini funebri per la morte della democrazia, chi alberi di natale chilometrici. Sentimenti contrastanti all’indomani della Notte di Sangue alla Rada.

Con la violenza, nella serata di giovedì, 16 dicembre, i Parlamentari della maggioranza hanno interrotto una dimostrazione pacifica dell’Opposizione Democratica, in solidarietà con la propria Leader, Julija Tymoshenko, vittima di un attacco giudiziario, tanto ingiustificato, quanto politicamente pianificato.

In segno di cordoglio per la scomparsa della libertà nel Paese, i Deputati del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, privi dei quattro componenti ricoverati in ospedale – trauma cranico per due di loro, uno in gravi condizioni – hanno acceso lumini funebri sui propri banchi.

Successivamente, hanno abbandonato l’aula, quando a prendere la parola è stato uno degli organizzatori del blitz, Oleksandr Jefremov, capogruppo del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Riunita per qualche minuto con Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – l’altro gruppo dell’Opposizione Democratica – la forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione ha deciso il boicottaggio ad oltranza dei lavori, fino alla condanna dei responsabili delle violenze.

Inoltre, come dichiarato dal Braccio Destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Bat’kivshchyna ha esposto denuncia in procura, ed addotto foto e filmati come prove. Inoltre, si è appellata ad Unione Europea e Stati Uniti, per invitare le autorità ad interrompere il clima di terrore politico.

Partija Rehioniv contro i giornalisti

 

 

Alla linea dura, lo Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn, ha risposto di non ammetere l’assenza di una componente della Rada. Inoltre, la terza Carica dello Stato ha mostrato catene, ferraglie ed oggetti vari, introdotti in aula da colleghi, in vista di una possibile ripresa della lotta.

Più duro il Premier, Mykola Azarov, che ha bollato l’atteggiamento dell’Opposizione Democratica come cinico. Malgrado le registrazioni, diffuse dai principali mezzi di informazione, altri esponenti del Partija Rehioniv hanno negato di aver usato violenza, ed accusato di calunnia i giornalisti.

Pronta la risposta dell’associazione della stampa ucraina, che ha evidenziato come tali insinuazioni riflettano il reale atteggiamento della maggioranza nei confronti dei media indipendenti.

Invece, nessun rimprovero ai suoi da parte di chi, ex lege, dovrebbe garantire la correttezza nelle istituzioni. Il Presidente, Viktor Janukovych, ha invitato ad incrementare il livello culturale dei politici.

Successivamente, si è affrettato alle celebrazioni per l’accensione dell’Albero di Nuovo Anno – di Natale – della Capitale.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA BLOCCA LA RADA IN SOLIDARIETA’ A JULIJA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 16, 2010

I Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna contro il clima di repressione politica. Richiesto l’annullamento del processo politico ai danni dell’anima della Rivoluzione Arancione

A nanna sui banchi della Rada. Dopo avere impedito l’avvio dei lavori in Parlamento, con un’occupazione durata tutta la giornata, i Deputati Nazionali del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna hanno deciso di trascorrere la notte in aula.

Una protesta giustificata, per richiedere la fine della repressione politica contro i maggiori esponenti dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko ed Oleksandr Turchynov.

Fin dalla mattinata, una trentina di Parlamentari BJuT hanno presidiato tribuna e loggia del Consiglio dei Ministri, bloccato gli ingressi, ed affisso alle pareti striscioni con le scritte “Giù le mani dalla Tymoshenko” e “Arrestate la repressione politica”.

Vani gli sforzi dello Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn, che, a più riprese, ha cercato una mediazione con una Capigruppo straordinaria. I Deputati Nazionali del principale partito dell’Opposizione Democratica hanno richiesto l’intervento in aula dei revisori dei conti, per confutare le accuse mosse a Julija Tymoshenko. E denunciato le Autorità di voler escludere Bat’kivshchyna dalle prossime elezioni del 2015.

Contro l’ex Primo Ministro, Leader di Bat’kivshchyna, a cui è stato vietato l’espatrio, la magistratura ha aperto un processo per utilizzo indebito del prestito internazionale, erogato per la riduzione delle emissioni CO2, finalizzato alle uscite sociali.

Così, la Lady di Ferro ucraina, anima della rivoluzione arancione, rischia fino a 9 anni di carcere per aver provveduto al pagamento delle pensioni al suo popolo. Peraltro, in un periodo di grave crisi economica. Come ribadito dal Primo Ministro del governo-ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev, la questione è di carattere politico, e testimonia il grave regresso della democrazia sulle rive del Dnipro.

La maggioranza, impotente dinnanzi alla protesta, ha promesso di sbloccare la situazione, e permettere l’approvazione del bilancio 2011. Inoltre, Oleksandr Jefremov, capogruppo del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha accusato il BJuT di voler impedire la comparsa in aula di un investigatore privato, incaricato di indagare sull’operato del governo Tymoshenko.

Una repressione pressante

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Sulla presenza dello 007, così come sulle presunte rivelazioni, nessuna conferma. L’unico elemento certo, in aggiunta all’attacco a Julija Tymoshenko, l’arresto dell’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk. Per il medesimo motivo. Altri tre esponenti dell’entourage della Lady di Ferro ucraina già sono finiti in galera. L’ex Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko.

Inoltre, sono state riaperte le indagini a carico del Deputato Nazionale del BJuT-Bat’kivshchyna, Andrij Shkil, per il suo ruolo di coordinamento della protesta Ucraina Senza Kuchma. Una dimostrazione non violenta contro l’allora Presidente, Leonid Kuchma, repressa, nel 2001, dalla polizia. E causa dell’arresto di Julija Tymoshenko ed Andrij Shkil’.

Sempre a riguardo di tale capitolo della lotta per la democrazia in Ucraina, a temere provvedimenti è anche il braccio destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov. Lecito ricordare che l’ex vice premier è ospite fisso della Procura per continui interrogatori.

Accanto a lui, a ricevere continue convocazioni è anche l’ex Ministro degli Interni dei governi arancioni, Jurij Lucenko.

Matteo Cazzulani