LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO PRIVATA DELLE PROVE DELLA SUA INNOCENZA. JURIJ LUCENKO A RISCHIO VITA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 2, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica si vede ancora una volta respinto lo studio Ernst and Young , nonostante le accuse di parzialità al giovane giudice, Rodion Kirejev, e l’ennesima mobilitazione internazionale in suo supporto. L’ex-Ministro degli Interni affetto da Cirrosi Epatica, ma lasciato in isolamento

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

Non è nemmeno la saggezza del Dalai Lama ad indurre il giovane giudice, Rodion Kirejev, ad un più equo processo, né la presenza virtuale, di una manciata di Premi Nobel ad indurre l’accusa a studiare un poco di geografia. Nella giornata di giovedì, Primo di Settembre, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, si è vista negare la liberazione dall’isolamento per la quindicesima volta, e respingere l’inserimento agli atti di materiali certificanti la sua innocenza – peraltro certificata dalla maggior parte dei testimoni, sopratutto da quelli convocati dall’accusa – in un processo in cui l’ex-Primo Ministro è accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

“Lei è un delinquente, il Suo posto è in galera – ha accusato il PM l’anima della Rivoluzione Arancione con le poche energie ancora rimaste, nonostante le precarie condizioni di salute da cui non riesce a guarire senza indispensabili visite mediche da parte dei suoi medici, continuamente negate da Kirejev -così giovane e cinico, ma qual’è la Sua educazione, quando continua a falsificare gli atti del processo?”.

Nello specifico, la corte si è rifiutata di accogliere lo studio della prestigiosa compagnia Ernst and Young ed articoli dell’autorevole Ukrajins’ka Pravda certificanti gli effettivi vantaggi derivanti per le casse statali dagli accordi per il gas del Gennaio 2009: documenti che farebbero cadere ogni imputazione, tuttavia ignorati dal PM, che ha preferito accogliere una registrazione di una puntata dello Shuster Live – il Porta a Porta ucraino – e le dichiarazioni della Tymoshenko sulla sua pagina Twitter.

Ad evidenziare la parzialità di una corte sempre più sbilanciata verso l’accusa, l’avvocato, Oleksandr Plakhotnjuk, che, nel formulare la richiesta di liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica da un isolamento che dura oramai dallo scorso 5 Agosto, si è appellato alla lettera aperta di personalità di spessore della politica e della cultura mondiale appartenenti alla Shared Concern Initiative: tra essi, l’ex-Presidente ceco, Vaclav Havel, l’ex-cancelliere tedesco, Richard von Weizsacher, l’ex Vescovo di Città del Capo, il Nobel per la Pace, Desmond Tutu, il Ministro degli Esteri ceco, Karel Schwarzemberg, il saggista francese André Glucksmann, il Leader del partito di opposizione russo Jabloko di ispirazione liberale ed europea, Grigorij Javlin’skij, e, ultimo ma non meno importante, il Dalai Lama.

“Perché continuate ad appellarvi all’Occidente in questo processo – ha obiettato la maggiore accusatrice, il procuratore Lilija Frolova – quando la stessa imputata si rivolge con accuse al giudice?” “Lo studio di Ernst and Young è una prova schiacciante che Kirejev si ostina a respingere perché, a suo dire, non è pertinente col processo – le ha risposto dalla difesa l’avvocato, Mykola Siryj – e poi il Dalai Lama non mi risulta sia il Leader di una potenza occidentale”.

Jurij Lucenko gravemente malato. ma il giudice lo lascia dietro le sbarre

Se Julija Tymoshenko è sempre più spinta ad una condanna politica, ed alla perdita della libertà, c’è chi invece, in peggiori condizioni di salute, rischia addirittura la vita. L’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko – un’altro della decina di esponenti di spicco del campo arancione vittima della repressione da parte delle autorità di Kyiv – soffre di una grave forma di Cirrosi Epatica che, se non curata in apposite strutture, potrebbe seriamente portarlo alla conta dei suoi giorni. A certificarlo, un bollettino medico del carcere di isolamento – in cui è detenuto dallo scorso 26 Dicembre – subito impugnato dalla difesa per richiederne la scarcerazione immediata, ed il trasferimento con urgenza in strutture sanitarie.

Tentativo vano, poiché la Corte ha ammesso trattamenti medici speciali solamente all’interno del Carcere di massima Sicurezza. “Vogliono annichilire mio marito, sia fisicamente che mentalmente – ha dichiarato la sconfortata moglie Iryna – quella del PM è una violazione dello stesso codice penale, che garantisce all’imputato il diritto alla salute ed alla vita”.

Matteo Cazzulani